C'è un particolare che non ho mai compreso:
"Mostro" deriva dal latino "Monstrum" (prodigio, portento).
Da dove sorge quindi l'equazione mostro = nemico?
E da dove nasce l'equiparazione tra mostro e diverso?
E perché nasce spontaneo il bisogno di temere entrambi?
Tra i diversi che incontriamo ogni giorno ci sono gli affetti da nanismo, ma sono solo soggetti portatori di patologie complesse e spesso incurabili, ci sono gli omosessuali, spesse volte discriminati e disprezzati persino dai parenti come se la loro condizione fosse una patologia contagiosa, ci sono i seguaci di altri credi religiosi, regolarmente equiparati ai peggiori esponenti di tali credi, i fondamentalisti islamici, gli inquisitori, i sionisti.
Il mondo è pieno di diversi, poiché ogni individuo è unico ed inimitabile, tu ed io siamo diversi tra noi, dobbiamo per questo temerci? Dobbiamo vedere il mondo che ci circonda come una marea di diversità da temere e da odiare?






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