Bibbiano, la montagna delle bugie
21 LUGLIO 2019
DI LUCA BOTTURA
Alessandro Di Battista dirige la collana di saggistica della casa editrice Fazi. Ne convengo: surreale. Ieri ha postato un tweet nel quale annuncia la sua prima fatica conto terzi: un volume per disvelare la verità sottaciuta su Bibbiano, il paesino del Reggiano nel quale alcuni operatori di una Onlus, oltre a dirigenti dei locali servizi sociali, consulenti, psicologi, sono accusati (accusati) di un reato orribile: aver allontanato dai genitori, allo scopo di ottenerne proventi economici, bambini che venivano certificati come abusati, ma in realtà non avevano mai ricevuto molestia alcuna.
L'annuncio di Di Battista viene di concerto con quello del ministro contro la Giustizia Bonafede, che ieri ha reso nota la costituzione di una squadra speciale anti-Bibbiano. Roba che se questo giornale fosse un altro, ad attribuirgli il nomignolo di ministro Malafede sarebbe, realmente, un attimo.
Invece vale la pena di una riflessione seria su come un'evidente balla, e cioè che questa vicenda sia stata in qualche modo occultata, sia diventata un fatto acquisito. Intanto il dato oggettivo: la notizia è stata data da tutti i media mainstream all'insorgere dell'inchiesta. Molta meno rilevanza, è vero, ha ricevuto l'evidenza che il sindaco Pd del piccolo centro sia accusato "solo" di abuso d'ufficio, per aver concesso gli immobili ai presunti bruti. Da allora, i cosiddetti giornaloni ne danno conto quando ci sono passi avanti nelle indagini. Lo stesso non si può dire della stampa "fuori dal coro", cioè quella che canta a cappella in favore del governo, a partiti alterni, la quale dedica titoloni a Bibbiano anche per dire che piove. Naturalmente a causa del sindaco Pd. Inoltre, negli svariati programmi di prima serata che Matteo Salvini conduce su Mediaset, con la presenza di un giornalista compiacente a fargli da spalla, scelto tra quelli della stampa "antagonista" di cui sopra, le tristi vicende della Val d'Enza sono LA notizia. Tutte le sere.
Senza contare ovviamente i social, laddove l'inchiesta Angeli e demoni è diventata il corrispettivo atomico dei sempiterni Marò, delle foibe, del "Pdinvece", scritto tutto attaccato, col quale troll e persone dabbene, coinvolte nel circolo disinformativo, combattono la loro battaglia contro un potere forte che più debole non si può. Innocente, perdipiù. Roba che poi fa breccia addirittura nell'italico star system, dall'incolpevole Pausini al motivato Nek, passando per la prudente Clerici - che ha capito dov'era finita, e ha cancellato - i quali diventano bandiera per i post di Fratelli d'Italia o dei Cinque Stelle. Che sono il motore di tutto questo, i veri responsabili, utili idioti di Salvini (che presto planerà a Bibbiano a incassare, come se non avessero abbastanza disgrazie) nell'attutire la vicenda russa. Dietro Di Maio che dà dei ladri di bambini al Pd e lo accusa di fare loro l'elettroshock (circostanza smentita dal pm), dietro ai meme ufficiali con cui i Cinque Stelle accusano Zingaretti di irridere i piccoli (forse) abusati c'è Casaleggio, che idiota non è. Se ha deciso di schierare le truppe per stornare l'attenzione dal ministro dell'Esterno, facendo in modo che Bibbiano negli ultimi giorni abbia superato Salvini tra le chiavi più ricercate, è probabile che non lo stia facendo gratis. E che il più ingenuo tra i vicepremier stia lavorando per il re di Prussia. Se ne accorgerà troppo tardi, dopo aver fatto da marionetta per un altro passetto verso la distruzione della democrazia rappresentativa sotto una montagna di bugie. Proprio come voleva Casaleggio senior.
Il quale probabilmente se la ride da lassù, per l'unica notizia che persino sui giornaloni appare col contagocce, ossia il nome del partito che finanziava la Onlus sotto inchiesta e che la difende in tribunale con un proprio pezzo grosso. Indovinate? Sbagliato: è il MoVimento Cinque Stelle. Aspettiamo di leggerlo nel libro di Di Battista.