
Originariamente Scritto da
Dario
L'assassino dei due agenti di Trieste non ha sparato 23 colpi (ventitré colpi) di pistola per il furto di un cazzo di scooter che non finisci in galera nemmeno se lo chiedi in ginocchio, e strappato due ragazzi alla loro unica vita, perché completamente pazzo.
Assolutamente no. Lo ha fatto perché straniero.
E' per quello che lo ha fatto.
E' quello il problema. E' affrontando il problema così che si eviteranno altre simili, assurde tragedie.
Perché gli stranieri, a differenza degli italiani, sono così. Tutti dannazione. Prima solo rumeni e albanesi. Poi africani, arabi e mediorientali. Ora anche i centroamericani. E noi dobbiamo chiudere i confini a tutti. Subito. Metterci al sicuro. Mettere i nostri ragazzi al riparo.
Perché così che va affrontato SERIAMENTE e concretamente il problema no?
Perché è una dannata questione genetica. Gli stranieri ammazzano i poliziotti per il furto di uno scooter perché sono stranieri.
Perché hanno nel loro corredo genetico delle sequenze assassine di DNA che chi nasce in Italia (da genitori italiani, ovviamente) non possiede.
Sì sì ok, quando fino a qualche anno fa nei nostri confini nazionali gli stranieri erano pochissimi e c'erano solo italiani, i nostri agenti di polizia, i carabinieri, i finanzieri, morivano come mosche. Ammazzati da italiani, trucidati ovunque si trovassero.
Sì ok. Noi italiani, i poliziotti, i carabinieri, i finanzieri ce li siamo ammazzati in tutti i modi possibili e immaginabili. Per decenni. Li abbiamo sparati, li abbiamo investiti, li abbiamo fatti saltare in aria con tutti gli ordigni di questo cazzo di mondo malato. A decine, a centinaia.
E con grande gusto.
Perché noi quei ragazzi non li ammazzavamo per un raptus di follia, per totale mancanza di senno: ma per calcolo, in totale lucidità. Perché dovevamo lanciare qualche messaggio politico. O perché ci rompevano i coglioni durante i nostri affari, nel traffico di droga, nel contrabbando di sigarette, perché indagavano, perché accompagnavano in auto qualche magistrato o altre vittime. Noi li ammazzavamo per soldi.
Ma a quello c'è sicuramente una spiegazione. I loro assassini italiani, avevano senza ombra di dubbio avuto qualche gene straniero nel Dna, o forse durante le vacanze all'estero avranno preso qualche virus non italiano.
Perché è quello il problema no? Diciamolo.
E' così che si rende giustizia a quei ragazzi. E' così che metteremo al sicuro in futuro i loro colleghi no? Affrontando il problema così, riducendolo tutto a una questione di nazionalità dell'assassino. E oplà, tutto risolto.
Mica dando loro una migliore formazione, migliori attrezzature, più colleghi al loro fianco, turni meno massacranti. Mica dando loro la soddisfazione di vedere ogni tanto un tizio arrestato a rischio della loro vita finire in galera e restarci, anziché uscire dopo poche ore alzandogli il dito medio perché per anni la politica ha dovuto fabbricare leggi salva delinquenti per salvare in primis se stessa, e peccato se poi da quelle maglie ci passino pure i pesci piccoli.
No. Affrontare il problema così è noioso, è da comunisti. Anzi! Se siamo in queste condizioni è colpa proprio dei comunisti! Non dimentichiamolo mai.
Sì ok, le destre italiane amiche della polizia, da Forza Italia alla Lega Nord, hanno fabbricato insieme le più belle e note leggi salva ladri della storia. E non hanno fatto nulla per i poliziotti. Soprattutto il mitico ministro con la divisa della polizia che alla polizia non ha pagato nemmeno i cazzo di straordinari che aspettavano da 17 mesi.
Sì sì, è indubbiamente così che renderemo giustizia a quei ragazzi ed eviteremo che altri presto li raggiungano: non rimettendo mano a tutto il settore delle forze dell'ordine e della certezza della pena, ma con post e interviste su nazionalità dei criminali e comunisti di merda.
Giusto. Andiamo avanti così. Tanto così siamo sempre stati, e così rimarremo.
Emilio Mola