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  1. #51
    paracadute zen
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    Predefinito Re: Il governo del far nulla al capolinea?

    Trollhunter delle 2 Sicilie.

  2. #52
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    Predefinito Re: Il governo del far nulla al capolinea?

    Rinvio del voto...
    compromesso in vista.
    Per me lo salvano..l'intoccabile intendo.

  3. #53
    Alleanza Ribelle
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    Predefinito Re: Il governo del far nulla al capolinea?

    Ragazzi, è Re Giorgio che comanda.

    Il Pdl non si assumerà la responsabilità di far cadere un Governo che mostra al popolino di aver cominciato un percorso di ripresa con i primi contentini imu ecc.

    Se Berlusconi viene messo KO ci saranno tumulti, ma ormai la dictatorship non si tocca, troppo poco è passato dalle ultime elezioni e troppo sarebbe il malcontento che si riverserebbe (di nuovo) verso il M5S.

    Loro lo sanno benissimo, è solo l'ennesimo argomento-prima pagina per deconcentrarci.
    TIOCFAIDH ÁR LÁ
    ╾━╤デ╦︻

    革命无罪,造反有理

  4. #54
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    Predefinito Re: Il governo del far nulla al capolinea?

    Questi sono i giorni in cui vorrei vivere da solo in casa. Accendono quel cazzo di televisore, così quando mangio e anche dopo cena in camera mia, devo sentire a parlare di Berlusconi sì Berlusconi no. Minchia!!! Non ne posso proprio più.
    FASCISMO MESSIANICO E DISTRUTTORE. PER UN MONDIALISMO FASCISTA.

    "NELLA MIA TOMBA NON OCCORRE SCRIVERE ALCUN NOME! SE DOVRO' MORIRE, LO FARO' NEL DESERTO, IN MEZZO ALLE BATTAGLIE." Ken il Guerriero, cap. 27. fumetto.

  5. #55
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    Predefinito Re: Il governo del far nulla al capolinea?

    Citazione Originariamente Scritto da Avanguardia Visualizza Messaggio
    Questi sono i giorni in cui vorrei vivere da solo in casa. Accendono quel cazzo di televisore, così quando mangio e anche dopo cena in camera mia, devo sentire a parlare di Berlusconi sì Berlusconi no. Minchia!!! Non ne posso proprio più.
    È diventato l'ago della bilancia
    se decade il governo va a casa
    altrimenti resta.
    Hanno rimandato a giovedì il voto..intese
    sottobanco?

  6. #56
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  7. #57
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    Predefinito Re: Il governo del far nulla al capolinea?

    La Giunta per l'Immunità del Senato ha
    accolto all'unanimità la proposta del
    presidente Stefano (Sel) di votare mer-
    coledì sera sulla possibile decadenza
    di Berlusconi da senatore. E' stato
    stabilito il calendario dei lavori: la
    Giunta si riunirà lunedì pomeriggio e
    la discussione proseguirà martedì mat-
    tina. Mercoledì, dalle 20.30 in poi, le
    dichiarazioni di voto e il voto.

    Stefano, arrivando a Sant'Ivo alla Sa-
    pienza per la riunione dell'organismo
    parlamentare, ha detto: "Sono fiducioso
    che nella seduta che inizia si possa
    trovare un accordo".

    fonte: Televideo

  8. #58
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    Predefinito Re: Il governo del far nulla al capolinea?

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2013...govern/725108/
    Dimissioni parlamentari Pdl, Bondi: “Il Colle prenda atto della fine del governo”

    I berlusconiani scatenati: "Napolitano capisca che la maggioranza non c'è più". Epifani: "Stanno dando un colpo alla schiena dell'Italia che lavora". Letta sale al Quirinale e deciderà quando andrà in Parlamento. Ma il Cavaliere sembra deciso: "Ho avuto fin troppo senso dello Stato". Il partito non è unito come sembra. Giovanardi non firma la lettera per lasciare il seggio. I vescovi: "Lavorare per la stabilità"


    di Redazione Il Fatto Quotidiano | 27 settembre 2013

    Sembrava un bluff, l’ultimo tentativo di stupire. L’ennesimo ricatto. Un modo alternativo per vincere la propria partita politica, mettere spalle al muro il Pd e tenere per il bavero il Quirinale per poi lasciarlo andare un secondo dopo aver ottenuto il preteso sì. Invece altro che bluff. La mossa diSilvio Berlusconi e del Pdl (le dimissioni di massa dal Parlamento) somiglia sempre di più alloscontro finale, alla resa dei conti, all’ultimo assalto alla diligenza. L’umore oscillante del Cavaliere raccontato negli ultimi 2 mesi – a partire dalla sentenza di condanna per frode fiscale a 4 anni – questa volta sembra stabilizzarsi sull’incazzatura. Nella lotta interna a chi riesce a farsi più ascoltare di più dal leader del Popolo delle Libertà stanno insomma vincendo i combattenti della jihadBondi, Verdini, Santanchè – e tutti i tentativi di Gianni Letta sembrano non fare più effetto. Bondi rilancia ancora oggi: “In queste condizioni, prolungare l’agonia di questo governo e di questa legislatura non giova a nessuno tantomeno all’Italia. Questo Napolitano lo sa bene”. E poi un’altra bordata: “Se ancora sopravvivesse un residuo di serietà in questo sventurato Paese si prenderebbe atto senza perdere nemmeno un secondo della crisi di un governo e di una maggioranza che non esistono più da tempo, almeno dal momento in cui il Pd ha dichiarato guerra ad un proprio alleato di governo”.
    Per Guglielmo Epifani è un “colpo alla schiena per l’Italia che lavora, che cerca di uscire dalla crisi – dice alla direzione del Pd – Si sta scherzando col fuoco”. D’altra parte “nell’idea di pacificazione del centrodestra c’era, in luce, l’esito di questi giorni – ha spiegato – Perché in quell’idea c’era la volontà di condizionare il quadro politico e le istituzioni”. Al segretario democratico rispondeBrunetta (il più veloce “dichiaratore” d’Europa e forse del mondo): “Rispediamo, con decisione, al mittente le opportunistiche accuse. Dal nostro schieramento politico nessun ‘colpo alla schiena del Paese’, ma anzi un’iniziativa senza precedenti nella storia della Repubblica proprio per difendere i principi di libertà e democrazia sulle quali si fondano le nostre istituzioni repubblicane”. Pd e Pdl sono saliti dichiaratamente sul ring. E per Beppe Grillo lo sconfitto è Napolitano: “Lui ha perso la partita,ma si ostina a negarlo come chi avendo sempre vinto (o almeno pareggiato) non riesce a darsi pace per la sconfitta. Si alzi dal tavolo di gioco, e prima di uscire, spenga le luci del Quirinale”. Prima di concludere: “Il morto, già lo sapevate, è la democrazia”.
    Letta sale al Quirinale. “Se cade il governo, si paga l’Imu”
    Il presidente del Consiglio nel pomeriggio incontrerà Napolitano al Quirinale per capire cosa fare. Di certo l’intenzione di entrambi è di coinvolgere il Parlamento: “Tutti si devono prendere la responsabilità di quello che fanno davanti agli italiani” aveva già detto Letta da New York nel pieno dello scontro istituzionale senza precedenti tra il Colle e il Popolo delle Libertà. Di certo il capo del governo punterà sul fatto che il crollo dell’esecutivo porterà al ritorno dell’Imu e all’aumento dell’Iva, come minimo. E di tutto questo – di uno scontrino da 9 miliardi che verrà presentato agli italiani – laresponsabilità a questo punto sarà paradossalmente proprio del Pdl. Potrebbe essere questa carta, probabilmente, l’unica che potrebbe raffreddare gli spiriti dei berlusconiani che in queste ore, al contrario, sembrano animati da una furia cieca.

    Letta è rientrato a Roma da New York e incontrerà Napolitano appena quest’ultimo farà il suo rientro da Milano. Al momento infatti il presidente della Repubblica è alla Bocconi per un convegno dedicato a Luigi Spaventa. Rimane ancora non ufficiale invece il Consiglio dei ministri che dovrebbe tenersi alle 17, ma che potrebbe essere rinviato a domani. All’ordine del giorno il rinvio dell’Iva, la correzione del rapporto deficit/Pil e le missioni all’esterno. Nessuna nota di Palazzo Chigi, comunque, ha convocato al momento la riunione. I ministri però sono tutti allertati. Inutile aggiungere che ogni piano di lavoro sarà superato da una richiesta di chiarimenti da parte del presidente del Consiglio ai ministri del Pdl presenti nell’esecutivo.
    Pdl: mujaheddin contro “recalcitranti”
    Insomma, bando ai toni diplomatici e questa volta per davvero. Tanto che ieri i “Renati” – i capigruppo Schifani e Brunetta – hanno avuto carta bianca per rispondere sfrontati al Quirinale che aveva definito “assurdo” parlare di colpo di Stato: “Noi di colpo di Stato parliamo quanto ci pare e piace” hanno replicato in poche parole con disinvoltura istituzionale. Alla bisogna i berlusconiani potranno contare anche sulla Lega Nord, perché il segretario Roberto Maroni si è messo a disposizione: “Se serve a far cadere il governo Letta, anche i nostri parlamentari si dimetteranno” Certo, resta da capire come si comporteranno i governisti “recalcitranti” come i ministri Maurizio Lupi (che ieri ha difeso apertamente il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano) e Gaetano Quagliariello (che ha fatto finta di non capire: “Le dimissioni si danno, non si annunciano). E quanto peserà il loro esempio su altri parlamentari berlusconiani (alcuni dei quali peraltro terrorizzati all’idea di lasciare il seggio)? Qui si inserisce, per esempio, la dichiarazione d’intenti dell’ex Pdl ora montiano Mario Mauro: “Se qualcuno cercherà di far saltare il governo – dichiara al Corriere della Sera il ministro della Difes – io farò di tutto per trovare ancora una maggioranza, con quelle persone libere e consapevoli che la nostra Costituzione non prevede vincolo di mandato. Chi ha coscienza di appartenere alla famiglia europea dei Popolari, e non dei populisti, si schieri con questo governo; anteponga il bene dell’Italia alle strategie di un pezzo della loro classe dirigente”.

    Giovanardi non firma le dimissioni
    Quante crepe lascerà dentro al Pdl questo strappo sul governo delle larghe intese? Difficile capire se si tratti di un “dissidente”. Ma per esempio Carlo Giovanardi non firmerà la lettera di dimissioni da senatore. Ribadisce che per lui votare la decadenza di Berlusconi è una “mascalzonata”, ma le dimissioni di massa secondo lui non sono la modalità giusta. “Se il 4 ottobre – spiega – il Pd si renderà complice di questa mascalzonata è evidente che verranno meno le condizioni per continuare una alleanza di governo. Per queste ragioni non ho firmato e non firmerò le dimissioni da senatore perché ritengo non siano la modalità giusta per costringere tutte le forze politiche del Parlamento ad assumersi le loro responsabilità nei confronti del Paese, soprattutto in vista della prossima imminente campagna elettorale”. Sarebbero tre i senatori del Pdl che al momento non avrebbero ancora firmato la lettera di dimissioni. Oltre a Giovanardi e al ministro Quagliariello, mancherebbe la firma di un altro la cui firma però il gruppo confida di ricevere a breve.

    B. accerchiato: “Ho avuto fin troppo senso dello Stato”
    Questa nuova improvvisa accelerazione sulla strada di una crisi di governo – ipotesi mai così concreta come in queste ore – da una parte segnala il fatto che Berlusconi si sente accerchiato e isolato: sente sempre di più il fiato sul collo dall’interdizione imminente da una parte e dall’altra dallaGiunta per le elezioni che al più tardi il 7 ottobre voterà per il sì alla sua decadenza da senatore e il rinvio della discussione per il voto finale nell’Aula di Palazzo Madama. E dall’altra suggerisce che l’ex presidente del Consiglio si è stancato di di fare il “responsabile”, di attendere un bel gesto da parte del presidente della Repubblica per risolvere la sua situazione. D’altronde, secondo le ricostruzioni dei giornali, il capo del Pdl sembra essersi stufato di restare imprigionato nella figura del leader morigerato: “Ho avuto fin troppo senso dello Stato” avrebbe detto secondo alcuni retroscena. La furia distruttrice si abbatte su chiunque non stia dalla sua parte. Chi non sta con me è contro di me: motto da fine regime, come insegna la storia. All’improvviso anche Napolitano – votato in massa dal Pdl, perché “garante della democrazia”, eccetera eccetera – è diventato il “mandante” dell’esclusione del Cavaliere dalla scena politica, il “regista della congiura”, “il vero premier” (lo dice Osvaldo Napoli), un presidente “di parte” (la Santanchè dice “imparziale” come se avesse un’accezione negativa, ma in giornata forse qualcuno le spiegherà la differenza). Napolitano: il presidente “colpevole” di non aver mosso un dito quando la Corte costituzionale ha respinto o modificato o svuotato gli effetti del lodo Alfano e del ricorso sul legittimo impedimento, non ha dato alcun segnale (positivo) sulla concessione di un provvedimento di grazia e di margini di manovra per l’ormai trita questione dell’ “agibilità politica”.

    Strategia: lo scontro finale
    La strategia di Berlusconi dunque sembra diventata quella del giapponese che resiste finché ha energie, a costo di lanciarsi in picchiata sulle navi nemiche a bordo del proprio aereo. E dunque: far saltare tutto per rinviare il più possibile una pronuncia del Senato sulla sua decadenza. Se cadesse il governo questo Parlamento (e Berlusconi con lui) vivrebbe comunque fino all’insediamento del nuovo. E se davvero i parlamentari Pdl andassero fino in fondo il voto delle Camere sulle loro richieste di lasciare le Camere occuperebbero i calendari per mesi. Dunque, ogni giorno guadagnato è ricoperto d’oro per Berlusconi: la paura più grande è di finire in galera. Come si dice da settimane negli ambienti del Pdl “qualche Procura pronta ad arrestarlo si trova sempre”. E allora ecco, rovesciare il tavolo: buttare giù tutto, testate sul naso a chiunque si pari davanti. La linea – certo, per abitudine sottoposta a repentini e contraddittori cambi di rotta – è quella di andare fino in fondo. Chiedono il voto di fiducia? Il Pdl questa volta non sarà della partita. Fino in fondo: fino alle elezioni anticipate. Fino a vincere nelle urne, tornare a prendersi una maggioranza e almanaccare per manomettere la legge Severino, contestarne finalmente la retroattività, fare qualche legge per salvarsi. In questo caso non si può certo dire che possa intervenire un brivido d’emozione o un tremore alle mani dovuti alla prima volta.

    Si parla addirittura – di nuovo – di elezioni. C’è chi dice che bastano meno di 2 mesi, che si può andare a votare il 24 novembre. Ma Napolitano, come minimo, vorrà una legge di stabilità fatta come Dio comanda e una nuova legge elettorale, perché tornare alle urne con il Porcellum somiglierebbe, quello sì, a una barzelletta. Non solo: il capo dello Stato – e lo sanno anche i sassi – prima di sciogliere le Camere, ci penserà un centinaio di volte.
    Grillo: “E’ un poker con il morto”. E il morto è la democrazia
    Beppe Grillo sul suo blog dipinge l’attuale crisi politica come un “poker con il morto”, dove il morto “è la democrazia”. Il leader del Movimento 5 Stelle ricostruisce gli ultimi mesi: “Come nei romanzi gialli per capire quello che sta succedendo ora bisogna fare un passo indietro – afferma – Tornare a quella notte né buia, né tempestosa di primavera quando si riunirono tre persone per decidere le sorti della legislatura. Ognuno di loro aveva qualcosa da guadagnare dalla partita a poker. Napolitano la rielezione e, forse, la certezza della distruzione dei nastri delle sue conversazioni conMancino, Bersani la presidenza del Consiglio per il pdmenoelle, Berlusconi la certezza dell’impunità”. Quanto alla “impunità” del Cavaliere, Grillo espone la sua teoria, puntando ancora una volta il dito contro il capo dello Stato: “A Napolitano si può imputare tutto, ma non l’ingenuità. E’ altamente probabile che a Berlusconi siano state date delle garanzie che in seguito non sono state rispettate, o più probabilmente non si è riusciti a far rispettare. In altri termini l’assicurazione della prescrizione per scadenza dei termini del processo che lo ha condannato in via definitiva per truffa fiscale. Altrimenti che senso aveva fare un governo intestato alla presidenza della Repubblica, che mai si è esposta come in questo caso? Per vederlo cadere rovinosamente per un processo e una condanna altamente probabile pochi mesi dopo?”. Ora, sentenzia il leader M5S, Napolitano “ha perso la partita” e perciò deve lasciare il Quirinale.

    Appelli alla stabilità da Ue e Cei: “Ognuno si prenda le sue responsabilità”
    Ma un appello contro il voto anticipato e a favore della stabilità arriva da una parte dall’Unione Europea e dall’altra dai vescovi italiani. “Ognuno deve assumersi le sue responsabilità nella politica italiana – ha detto il portavoce della Commissione europea, Olivier Bailly – Abbiamo fiducia nelle forze democratiche italiane per assicurare la stabilità politica del Paese”. La stabilità politica, ha aggiunto Bailly, “è elemento altrettanto importante per la sua stabilità economica e finanziaria”. Bailly in precedenza aveva affermato che la Commissione “non ha commenti specifici sugli incidenti della vita politica italiana” ma ha ricordato che pochi giorni fa era stato lo stesso vicepresidenteRehn ad avere espresso “fiducia nell’impegno delle forze politiche” per la stabilità.

    E monsignor Mariano Crociata, segretario generale della Cei aggiunge: “Lavorare per soluzioni che garantiscano la stabilità per la coesione sociale in un momento di perdurante crisi”.

    Ultima modifica di Avanguardia; 27-09-13 alle 13:43
    FASCISMO MESSIANICO E DISTRUTTORE. PER UN MONDIALISMO FASCISTA.

    "NELLA MIA TOMBA NON OCCORRE SCRIVERE ALCUN NOME! SE DOVRO' MORIRE, LO FARO' NEL DESERTO, IN MEZZO ALLE BATTAGLIE." Ken il Guerriero, cap. 27. fumetto.

  9. #59
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    Predefinito Re: Il governo del far nulla al capolinea?

    Ormai do per sicura la caduta dell' ectoplasma del governo Letta. Chiaro: PD, Scelta Civica, SEL, non possono salvare Berlusconi per non perdere la faccia di fronte ad elettori che fessi, ancora li danno corda. Per evitare il voto della decadenza di Berlusconi dalla carica di senatore, il PDL non ha altra via che far cadere il governo e tentare di vincere le prossime vicine elezioni anticipate. Sempre che Napolitano non escogiti qualche governo tecnico, qualche espediente misterioso previsto dalla costituzione come il dittatore temporaneo.
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  10. #60
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    Predefinito Re: Il governo del far nulla al capolinea?

    Citazione Originariamente Scritto da Avanguardia Visualizza Messaggio
    Ormai do per sicura la caduta dell' ectoplasma del governo Letta. Chiaro: PD, Scelta Civica, SEL, non possono salvare Berlusconi per non perdere la faccia di fronte ad elettori che fessi, ancora li danno corda. Per evitare il voto della decadenza di Berlusconi dalla carica di senatore, il PDL non ha altra via che far cadere il governo e tentare di vincere le prossime vicine elezioni anticipate. Sempre che Napolitano non escogiti qualche governo tecnico, qualche espediente misterioso previsto dalla costituzione come il dittatore temporaneo.
    Un altro Monti, marò...
    Trollhunter delle 2 Sicilie.

 

 
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