Capi d’accusa verso Silvio Berlusconi: Compravendita di diritti televisivi da parte del Gruppo Mediaset, acquisti che sarebbero serviti esclusivamente, secondo l’accusa, per creare fondi neri per 280 milioni di euro, esentasse, e frodando di conseguenza gli azionisti.
- 25 Giugno 2001: la Mediaset di Cologno Monzese viene perquisita dalla GdF per le prime inchieste su questioni contabili.
- 3 Giugno 2003: Scatta “All Iberina”, seconda inchiesta della Procura milanese per le attività estere della Fininvest.
- 7 Luglio 2004: indagati Silvio, Maria e Piersilvio oltre che Fedele Confalonieri, Giorgio Vanoni, Candia Camaggi e il presidente di Arner Bank, Paolo Del Bue. L’inchiesta è questa volta sui diritti televisivi.
- 13 Maggio 2004: gli uffici della Mediaset di nuovo perquisiti dalla finanza lombarda.
- 19 Febbraio 2005: dopo quasi un anno, i 14 indagati, compreso Silvio Berlusconi, ricevono notifica dell’avvenuta chiusura delle indagini.
- 26 Aprile 2005: il caso si riapre per un rinvio a giudizio dei PM per i 14 imputati.
- 28 Ottobre 2005: udienza preliminare.
- 7 Luglio 2006: Fabio Paparella (gup) porta in tribunale 12 persone, ovviamente anche Silvio Berlusconi prosciogliendo Camaggi e Vanoni.
- 21 Novembre 2006: inizia il processo.
- 30 Novembre 2006: archiviate le accuse verso Marina e Piersilvio Berlusconi.
- 15 Gennaio 2007: prescritti i reati commessi fino all’anno 1999.
- 26 Settembre 2008: processo sospeso per l’eccezione di leggittimità costituzionale del Lodo Alfano.
- 16 Novembre 2009: riprende il processo.
- 19 aprile 2010: sospeso nuovamente il processo per la legge sul legittimo impedimento.
- 28 Febbraio 2011: riprende il processo.
- 20 Aprile 2011: altre accuse ma del Governo di conflitto di attribuzione.
- 18 Giugno 2012: la prima sentenza pronunciata dai pm De Pasquale e Spadaro ordina pene comprese tra i 3 anni e i sei anni di carcere per gli imputati. Berlusconi “ottiene” una condanna a 3 anni e 8 mesi.
- 26 Ottobre 2012: Il tribunale di Milano chiede quattro anni di reclusione per Silvio Berlusconi. Confalonieri verrà, invece, assolto. Per Berlusconi, inoltre, una pena accessoria di cinque anni di interdizione dagli uffici pubblici (esecutiva immediatamente).
- 18 Gennaio 2013: inizia il processo di II grado più volte interrotto per la campagna elettorale in atto di Silvio Berlusconi e per problemi di salute (uveite bipolare). Queste vari problematiche comporteranno diversi rinvii: prima al 20 aprile, poi all’8 maggio (elezione PdR).
- 8 Maggio 2013: confermata la sentenza di 1° che vedrà condannato Berlusconi a 4 anni per frode fiscale e interdizione dagli uffici pubblici.
- 9 Luglio 2013: i legali del cavalieri presentano il ricorso in Cassazione. L’udienza è fissata per il 30 luglio.
- 01 Agosto 2013: Accolte le richieste del procuratore generale. Rigettati tutti i ricorsi e rinviati alla corte di Appello di Milano. Una parte della condanna andrà in prescrizione per i reati del 2002. Rimane l’ipotesi di una condanna per una nuova pena accessoria per il reato del 2003. Massima pena prevista, non più di un anno. Per il momento Berlusconi non sarà sospeso dunque dai pubblici uffici. Urla di gioia per i sostenitori del cavaliere. Interdizione da definire.
Berlusconi. Sentenza Mediaset Cassazione: Berlusconi Condanna 4 anni Confermata, interdizione da ridefinire
Adesso i fatti.
I fatti sono avvenuti a metà degli anni Novanta, e a seconda del processo si sono protratti fino al 1998 o all’inizio degli anni duemila. In tre processi Mediaset, in uno la società Reti Televisive italiane (sede a Roma) avrebbero comprato per le tv del Biscione diritti cinematografici dalle major americane utilizzando come intermediari Frank Agrama, Cuomo e le loro società. Questo avrebbero comprato a un prezzo, e poi rivenduto a una cifra superiore in media del 49,5% a Mediaset o a Rti. Il guadagno ottenuto è poi stato da Agrama in parte incassato, in parte girato a società offshore nelle British Virgin Islands. La tesi della procura di Milano è che di quelle società fosse socio di fatto Berlusconi, o suoi familiare, o dirigenti del gruppo Fininvest-Mediaset. Gli anni trascorsi da quei fatti avrebbero reso impossibile un’azione penale. Si è ritenuta possibile perché Mediaset e Rti hanno ammortizzato quegli acquisti in anni successivi: gran parte fra il 2001 e il 2005, ma in qualche caso addirittura fino al 2008. Perché tutti i capi di accusa reggessero, nei processi si è ipotizzato che Berlusconi fosse operativo non formalmente, ma sostanzialmente all’interno di Mediaset. Così sugli stessi fatti i magistrati hanno istruito più procedimenti, ognuno legato a diversi anni di acquisto e di ammortamento. È evidente che la sentenza di ieri ha accolto tutte le tesi della procura: Berlusconi era socio di fatto delle offshore che avrebbero incassato una provvigione su quelle vendite a Mediaset, non pagando su quella somma il dovuto al fisco italiano, e sempre Berlusconi era dominus di fatto di Mediaset, tanto da avere imposto ai dirigenti le scelte fiscali. Questa è la sostanza del processo, al di là degli anni presi a riferimento. Entrambe le tesi accusatorie ieri accolte sono state letteralmente demolite sia dal gup di Milano, che dalla Cassazione che dal gup di Roma. Perché in queste sentenze è stato stabilito che gli inquirenti non hanno portato alcuna prova sul Berlusconi socio di fatto, e che è esclusa una sua influenza sulle decisioni fiscali del bilancio Mediaset negli anni 2000-2005 («è pacifico che non aveva poteri di fatto», scrive a pag. 12 il gup di Milano). Può avere inciso invece sulla differente valutazione della prescrizione per la frode fiscale 2003 proprio l’ultima legge varata da Berlusconi con Giulio Tremonti nel settembre scorso: ha allungato per la campagna anti-evasione la prescrizione a 8 anni.
Bechis: per gli stessi fatti e accuse è stato già assolto tre volte - franco bechis, sentenza, milano, silvio berlusconi, frode fiscale - Libero Quotidiano
Saluti.





Rispondi Citando
