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Discussione: Terries

  1. #391
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    Predefinito Re: Terryes

    Citazione Originariamente Scritto da Eridano Visualizza Messaggio


    Solo con gli arabi.
    e poi poi , prevedo grosse guerre .
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  2. #392
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    Predefinito Re: Terryes

    A Napoli scoperte migliaia di false revisioni auto

    Italia.Cc denunciano 12 persone, circa 4mila macchine richiamate
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  3. #393
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    Predefinito Re: Terryes

    Napoli.
    Coi luridi bassi,
    coll'esposizione di tutti i cenci,
    con la gente accampata per strada,
    con i bambini scrofolosi
    e con quelle orribili donne napoletane
    brutte come l'orco e che strillano come megere.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  4. #394
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    Predefinito Re: Terryes

    “Se non paghi non esci da qui”: posteggiatore abusivo arrestato per estorsione a un disabile
    di Ignazio Marchese
    L'uomo sorpreso dai carabinieri nel parcheggio di Largo Cavalieri del Lavoro, nei pressi di viale Strasburgo
    PALERMO. Il parcheggio era pubblico ma da tempo era gestito da Ignazio D'Anna 43 anni, posteggiatore abusivo negli stalli in Largo Cavalieri del Lavoro nella zona tra via Belgio e viale Strasburgo a Palermo. Chi non pagava rischiava anche di restare bloccato con l'auto, strattonato e minacciato.
    Un trattamento che non veniva risparmiato a nessuno, Neppure ad un anziano disabile che più volte si era rifiutato di pagare l'obolo preteso. Stavolta però l'aggressione è avvenuta sotto gli occhi dei carabinieri del servizio scorte.
    I militari hanno visto D'Anna che con la sua auto ha bloccato l'anziano. Gli ha urlato che se voleva parcheggiare qui doveva pagare altrimenti non usciva. Il pensionato era sceso da casa per recarsi al cimitero. Frastornato era in balia del posteggiatore.
    In soccorso sono arrivati i carabinieri con l'aiuto dei colleghi della stazione Crispi. Hanno bloccato il posteggiatore abusivo e l'hanno ammanettato. D'Anna è accusato di tentata estorsione aggravata. L'arresto è stato convalidato. Il posteggiatore è stato rimesso in libertà. Nel corso dell'udienza il giudice ha disposto l'obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria.
    Minacce a un disabile: arrestato posteggiatore abusivo - Giornale di Sicilia

    Napoli. Ragazzino ferito durante partita di pallone, identificato 12enne imparentato col clan
    Il feritore identificato grazie alla maglietta Nba che indossava
    di Giuseppe Crimaldi
    Napoli. I carabinieri hanno identificato il presunto autore del ferimento di un 12enne nei giardini inglesi di via Acton durante una partita di pallone.
    Si tratta di un altro 12enne che risulta essere un nipote dei fratelli Mariano, capoclan della omonima famiglia camorristica, detta dei Picuozzi, ai Quartieri Spagnoli.
    Grazie alla maglietta di una squadra di basket Nba i carabinieri sono riusciti a identificare e rintracciare il giovane che ha accoltellato l'altro ragazzino di 12 anni. Il feritore è stato affidato ai genitori e la vicenda è stata segnalata al Tribunale per i minorenni. La vittima ha riportato una ferita all'emitorace destro.
    Napoli. Ragazzino ferito durante partita di pallone, identificato 12enne imparentato col clan

    Volturara, noto ristoratore rubava l'elettricità con un magnete
    Gestiva un ristorante alimentandolo con elettricità rubata. Nell’ambito di un'ispezione, i Carabinieri della Stazione di Volturara Irpina hanno dunque deferito all’Autorità Giudiziaria un noto ristoratore ritenuto responsabile di furto di energia elettrica.
    L’intervento degli uomini dell’Arma è scattato a seguito di una meticolosa attività informativa. La società concessionaria del servizio pubblico aveva infatti segnalato alcune anomalie ed i Carabinieri hanno immediatamente predisposto dei servizi, per accertare l’indebito consumo di energia elettrica.
    In particolare, per rimediare agli eccessivi consumi, il titolare dell’attività commerciale aveva trovato il modo per “risparmiare” corrente elettrica, manomettendo il contatore del proprio ristorante: grazie ad un grosso magnete artatamente applicato, infatti, veniva conteggiata solo una parte del consumo elettrico.
    L’illegale congegno, sottoposto a sequestro, ha fruttato al ristoratore circa 2.000 euro, atteso che veniva conteggiato solo il 50% dell’effettivo consumo. Questa è la stima della società che eroga l’energia elettrica, riferita all’ultimo semestre. Con l’ausilio di personale specializzato, è stato quindi rispristinato il regolare funzionamento del contatore.
    Il ristoratore è stato, quindi, denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica per il reato di furto aggravato.
    Volturara, noto ristoratore rubava l'elettricità con un magnete

    Imprese famigliari terroniche.....

    Scoperto a Terzigno l'opificio delle false griffe. Mamma e due figlie lo gestivano
    di Pino Cerciello
    Terzigno – Producevano capi dia alta moda contraffatti. Un’intera famiglia, composta da mamma e due figlie, arrestata dai carabinieri. Sono stati i militari di San Giuseppe Vesuviano e Terzigno a scoprire l’opificio abusivo allestito nel garage di casa dove, hanno accertato i carabinieri non c’era rispetto per le regole previste dalla legge a tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro e si producevano abiti con marchio falso.
    Grazie ai controlli effettuati per contrastare il fenomeno del lavoro sommerso in collaborazione con l’INPS di Nola, l’Ispettorato del Lavoro di Napoli e l’ASL NA/3 Sud si è arrivati in via Bovio, a Terzigno, dove sono state tratte in arresto tre donne responsabili di contraffazione e alterazione di marchi. Sul posto, ancora in fase di “lavorazione” sono stati trovati circa 6.500 pantaloni finiti e le etichette (false) di vari marchi di alta moda (Gucci, Jeckerson, H&B) che sarebbero state apposte sugli indumenti.
    Sono state inoltre state accertate gravi violazioni in materia di smaltimento dei rifiuti e in relazione alle normative per la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro, con la contestazione di due violazioni penali. Le arrestate sono ai domiciliari in attesa di rito direttissimo.
    Scoperto a Terzigno l'opificio delle false griffe. Mamma e due figlie lo gestivano

    Deluso da cena elettorale candidato sindaco di Cerignola
    picchia collaboratore
    CERIGNOLA (FOGGIA) – E' diventato virale in rete un video nel quale il candidato sindaco di Cerignola, Gerardo Bevilacqua, sferra un sonoro ceffone ad un giovane al termine di una cena elettorale in un ristorante. Bevilacqua, non contento dello schiaffo dato, molla al giovane un calcio, afferra una sedia che scaglia prima e lancia dopo contro il malcapitato che cerca inutilmente di evitare i colpi. Sullo sfondo si sentono voci di alcuni presenti che incitano l'aggressore dicendo in dialetto: "Dalle, dalle".
    Dalle immagini pubblicate sembra che nessuno intervenga per fermare Bevilacqua, candidato nella lista civica 'Voci Nuove'.
    Bevilacqua ha spiegato che la vittima dell’aggressione "ha sbagliato nei miei confronti e di tutta la gente che ieri sera è venuta al ristorante", perchè "io ho incaricato lui dell’organizzazione della serata con un menù da 15 euro a persona. I soldi se li è messi in tasca lui e la gente non ha mangiato niente e ha aspettato che arrivasse la cena, invece c'era un piccolo buffet e solo alcuni hanno mangiato su circa 200 persone presenti".
    Deluso da cena elettorale candidato sindaco di Cerignola picchia collaboratore - Video | La Gazzetta del Mezzogiorno.it



    Lavori truffa al teatro Giordano
    Certificati falsi e opere fantasma
    Chiusa l'indagine: 5 sotto accusa
    La procura di Foggia ha chiuso le indagini sui lavori di ristrutturazionedel teatro Giordano. Cinque «avvisi» sono stati notificati a Giuseppe Casolaro, architetto e responsabile unico dl procedimento nonchè direttore dei lavori, Gaetano Centra, addetto al collaudo tecnico amministrativo, Francesco Paolo Lepore, addetto alla contabilizzazione dei lavori appaltati, Salvatore e Gianluigi Raspatelli, rispettivamente legale rappresentante e amministratore unico della Ra.co. costruzioni, aggiudicatraria dell'appalto, tutti accusati, a vario titolo, di concorso in truffa aggravata e frode in pubbliche forniture.
    L'inchiesta, coordinata dal pm Laronga sulla base delle indagini della Digos, avrebbe accertato che nel corso dei lavori di ristrutturazione, durati tra il 2008 e il 2012, l'impresa appaltatrice - aggiudicataria della commessa per un importo di 2milioni e 123mila euro - non solo avrebbe ottenuto l'intero pagamento per opere non compiute o addirittura svolte dopo il pagamento grazie ad attestazioni fasulle di tecnici compiacentu, ma avrebbe richiesto «al momento della chiusura della contabilità dei lavori appaltati il pagamento dell'ulteriore importo di 4milioni e 328mila euro a titolo di riserve».
    Lavori truffa al teatro Giordano Certificati falsi e opere fantasma Chiusa l'indagine: 5 sotto accusa | La Gazzetta del Mezzogiorno.it

    Stipendi d'oro, Napoliservizi nella bufera: bloccati i contratti a termine
    di Luigi Roano
    ​Superiminimi fino a 150mila euro per un gruppo ristretto di quadri con mansioni così comode da tenerli addirittura fuori dalle responsabilità connesse al ciclo produttivo: è bufera sulla Napoliservizi. Azienda che conta 1500 dipendenti, un solo dirigente, 10 quadri, 23 linee di produzione e un amministratore unico, Domenico Allocca che prende meno di 50mila euro lordi all’anno, più o meno 2400 euro al mese. I quadri guadagnano il triplo e anche di più. Ieri intanto Allocca, accusato da Idv di fare assunzioni nel pieno della campagna elettorale, ha bloccato i tre contratti a termine oggetto della polemica.
    Stipendi d'oro, Napoliservizi nella bufera: bloccati i contratti a termine

    Boss Scu al telefono su consiglieri regionali
    «Eletti con i nostri voti»
    GIANFRANCO LATTANTE
    SQUINZANO (Lecce) - I nomi di due consiglieri regionali spuntano in una conversazione telefonica fra il boss Patrizio Pellegrino e una donna. La coppia parla di posti di lavoro e di voti. E fa riferimento ai consiglieri regionali Antonio Buccoliero (eletto nella lista di centrodestra «I pugliesi», oggi nel gruppo Pd) e di Salvatore Negro (Udc). Il colloquio è stato intercettato dai carabinieri del Ros. La telefonata, infatti, risale al 13 gennaio 2012, quando il Raggruppamento operativo speciale dei carabinieri è impegnato in un’indagine per documentare l’attività di una storica famiglia mafiosa, quella dei Pellegrino di Squinzano. I risultati delle indagini sono sfociati in una maxiretata. Dieci giorni fa sono stati eseguiti 26 arresti per mafia, droga ed estorsioni. Nell’ordinanza di custodia cautelare non si fa alcun cenno alla conversazione in cui vengono nominati i due consiglieri regionali. La trascrizione della conversazione compare fra le carte dell’inchiesta, svelate dopo la discovery seguita agli arresti.
    Ecco il testo della conversazione:
    Donna: Ehi, domani se noi non ci vediamo, io faccio quello che voglio.
    Patrizio: ma che cazzo me ne strafotto, Buccoliero con tutti i voti che gli abbiamo dato per forza a tuo fratello gli deve dare il posto di lavoro e pure a me.
    Donna: E senti una cosa, e Negro?
    Patrizio: Eh, apposta dico, quelli ce lo devono dare a noi, Buccoliero apposta, hai capito? senti un secondo.... omissis
    Nel brogliaccio del Ros non c’è altro, se non una sintesi sul prosieguo della conversazione nel corso della quale i due cambiano argomento e litigano in merito alla loro relazione.
    «Mai avuto rapporti con queste persone» dice Antonio Buccoliero che, prima di scendere in politica, ha vestito la divisa dei carabinieri, comandando la Compagnia di Campi Salentina (competente su Squinzano) e il Reparto operativo del Comando provinciale di Lecce. «Apprendo con stupore il contenuto dell’intercettazione che, peraltro, non corrisponde al vero».
    Altrettanto netta la reazione del consigliere regionale Salvatore Negro: «Cado dalle nuvole. Non ho mai avuto riferimenti particolari a Squinzano. Non so proprio chi possa aver detto queste cose».
    Un capitolo riservato ai rapporti fra mafia e politica, comunque, è stato scritto dall’indagine dei Ros. Compaiono i nomi dell’ex sindaco Gianni Marra che avrebbe assegnato un alloggio popolare al boss e di Fernanda Metrangolo che, dopo l’arresto del figlio per mafia e l’avviso di garanzia per corruzione, si è dimessa dalla carica di presidente del consiglio comunale, conservando quella di consigliere.
    Boss Scu parla al telefono di due consiglieri regionali «Con tutti i voti dati da noi» | La Gazzetta del Mezzogiorno.it

    Camerino, abusi sessuali su sette studenti
    arrestato docente universitario
    CAMERINO - Carezze, abbracci, la mano che scende lungo la schiena. Tutto in Ateneo. Per abusi sessuali due sette studenti è stato arrestato un professore universitario di 51 anni. Questa mattina al professor Francesco Parillo, docente associato della Scuola di Bioscienze e Medicina Veterinaria di Camerino, già indagato per violenze su uno studente, è stata notificata l'ordinanza di custodia cautelare che prevede gli arresti domiciliari. Il professore è accusato di violenza sessuale continuata e aggravata ai danni di sette studenti, tutti ragazzi.
    Tentata concussione. Gli è stato contestato anche un episodio di tentata concussione che sarebbe comprovato a una e-mail che direbbe: «Se non vieni da me, questo ostacolerà la tua carriera universiaria». Il docente, interrogato, si è avvalso della facoltà di non rispondere.
    Gli incontri. Secondo l'accusa, le violenze sarebbero avvenute in ambienti universitari e in occasione di incontri per esami e colloqui, si trattrebbe di carezze ma anche di avance spinte e palpeggiamenti, ma non di rapporti sessuali completi. I fatti sarebbero avvenuti tra il 2011 e il 2013. Agli atti c'è anche la documentazione medica presentata da uno studente, costretto a curarsi, ha riferito ai carabinieri, a causa di un forte stress psichico causato dalle avance assillanti del professore.
    Secondo scandalo. Per Camerino - che ancora soffre per lo scandalo di 16 anni fa dei video a luci rosse con le studentesse di Giurisprudenza girati di nascosto da professor Ezio Capizzano - si tratta del secondo scandalo a sfondo sessuale.
    Camerino, abusi sessuali su sette studenti arrestato docente universitario


    CAPIZZANO - Diffusione del cognome CAPIZZANO - Mappe dei Cognomi Italiani


    PARILLO - Diffusione del cognome PARILLO - Mappe dei Cognomi Italiani


    "Giusto spaccare tutto" - IlGiornale.it


    SANGERMANO - Diffusione del cognome SANGERMANO - Mappe dei Cognomi Italiani


    LE TOGHE TEMERARIE AFFOSSANO L’ERARIO - PER GLI ERRORI DEI MAGISTRATI SONO STATI SPESI 600 MILIONI IN 20 ANNI - AL PRIMO POSTO LE PROCURE DI CATANZARO, PALERMO E NAPOLI
    Da “Il Corriere della Sera”
    Il 17 giugno del 1983, quando venne arrestato su richiesta dei pm di Napoli con accuse pesantissime poi liquefatte come neve al sole, Enzo Tortora non immaginava nemmeno cosa fosse l’inferno del carcere preventivo: «La stregonesca iniquità del rito giustizia in ferie come una rivendita di gelati — scriveva ad un amico il presentatore tv nel torrido agosto di quell’estate — mentre la spazzatura umana è lasciata fermentare nei bidoni di ferro delle carceri... Sventurati non interrogati e, come me, innocenti... Fate qualcosa, vi prego...».
    Quella lettera, scritta su un foglio a righe color paglierino, oggi campeggia nell’ufficio del vice ministro della Giustizia, Enrico Costa, che la conserva incorniciata perché Tortora la spedì a suo padre, Raffaele Costa, sottosegretario e ministro negli anni
    Da quel pezzo di carta, per il giovane vice ministro, è nata la curiosità di capire con le cifre cosa sia successo in questi 30 anni: il caso Tortora, conclusosi con un’assoluzione piena, generò, un anno prima della morte del presentatore, il referendum sulla responsabilità civile dei magistrati (1987), il nuovo codice di procedura penale (1988) che introdusse la riparazione per ingiusta detenzione e la legge Carotti (1999) che ha portato da 100 milioni a 516 mila euro il tetto del risarcimento.
    Negli ultimi 20 anni, i fascicoli R.I.D. (Riparazione per ingiusta detenzione) liquidati dal ministero dell’Economia sono 22.689 per un totale di 567 milioni 744 mila 479 euro e 12 centesimi. I risarcimenti (le richieste fino ad oggi sono state 32.998) sono andati a chi è stato sottoposto a custodia cautelare e poi è stato prosciolto con sentenza irrevocabile. Ma i soldi sono andati anche a chi ha subito una ingiustizia formale a causa dell’applicazione illegittima della custodia in carcere a prescindere dalla successiva sentenza di assoluzione.
    Nella geografia delle procure e degli uffici Gip che sono costati di più ai contribuenti in termini di risarcimenti spicca la piccola Catanzaro: nei primi sei mesi del 2014 ha prodotto 65 fascicoli R.I.D. liquidati per 2 milioni 303 mila 163 euro. La cifra media dei risarcimenti è di 6-700 euro al giorno.
    A Palermo i 35 casi di ingiusta detenzione hanno inciso per 2 milioni 790 mila 476 euro. Mentre a Napoli, sempre nel 2014, i risarciti sono stati 48 per un totale di oltre un milione e 200 mila euro. Virtuose le corti d’Appello di Perugia (2 casi, circa 12 mila euro) e di Trento (1 caso, circa 27 mila euro).

    ‎Vota Franz Josef
    Sicilia, l’esercito delle guardie forestali: sono 28mila, costano 480 milioni all’anno
    Nonostante i tagli dell'ultima Finanziaria regionale, nell'isola rimane l'incongruenza dei guarda boschi (solo 830 a tempo indeterminato). In Liguria sono 404, in Piemonte 406, nella sola Pioppo (frazione di Monreale) 383 su duemila abitanti
    A Pioppo, una frazione di Monreale in provincia di Palermo, c’è un solo mestiere che i bambini sognano di fare grande: il forestale. Guarda boschi, vigilante del verde, nemico delle erbacce e provvidenziale spegnitore d’incendi: è il talento più diffuso dalle parti di Pioppo, dove un abitante ogni cinque è dipendente dell’azienda regionale foreste demaniali. Su duemila abitanti infatti la frazione palermitana annovera ben 383 forestali. Un’enormità se si pensa che l’intera Regione Liguria ne ha solo 404. E se in Piemonte i forestali sono appena 406, nel comune di Solarino, nove mila abitanti in provincia di Siracusa, i forestali sono ben 437: come dire che un abitante ogni 20 è impegnato nella tutela dei boschi. Ancora superiori le statistiche registrate a Godrano, in provincia di Palermo: su mille abitanti 190 sono forestali, compresi sindaco, alcuni assessori e consiglieri. Da soli (sic!) badano a 2 mila ettari di bosco. Circa 158 mila ettari in meno rispetto al Molise dove le guardie forestali sono appena 152.
    La questione forestali in Sicilia però non è nuova alle cronache nazionali. Qualche mese fa il settimanale Panorama aveva quantificato in 28mila elementi l’intero organico di cui poteva disporre la Regione Sicilia per la cura delle proprie foreste. Un’enormità se si pensa che in tutta la Lombardia sono meno di 500. In Sicilia però, si sa, dove non arrivano i privati c’è sempre mamma Regione a fornire aiuti ai suoi figli (infatti nell’isola i forestali nulla hanno a che vedere con il Corpo forestale dello Stato). Un meccanismo collaudato quello delle guardie forestali che non accenna assolutamente a cambiare: quasi trentamila precari significano soprattutto voti sicuri ad ogni tornata elettorale.
    Forestali, finalmente arrivano le somme!....questo è il titolo di un quotidiano locale! e si! stavano aspettando! ma devono avere un pò di pazienza, Equitalia sta finendo la raccolta, poi vedrai che arrivano!...


  5. #395
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    Predefinito Re: Terryes

    La fantasia dei napulitani non ha limiti.....

    Tenta di fare sesso con bottiglia di vetro: finisce all'ospedale
    Un sessantenne napoletano ricoverato al San Giovanni Bosco con lo scroto scuoiato: aveva tentato l'amplesso con una bottiglia rotta
    Ivan Francese
    È un'orribile avventura dal sapore splatter, quella occorsa a un sessantenne napoletano.
    Solo a casa, ha tentato di consumare un rapporto sessuale con una bottiglia di vetro a cui aveva in precedenza spaccato il collo. Purtroppo l'amplesso è durato poco e passati pochi minuti l'improvvido amatore ha dovuto chiamare il 118 e farsi ricoverare d'urgenza al pronto soccorso dell'ospedale San Giovanni Bosco, con l'apparato genitale completamente tagliato dai cocci di vetro.
    Al nosocomio partenopeo, l'incauto sessantenne ha raccontato la propria storia a medici ed infermieri, inizialmente convinti di trovarsi di fronte ad una tentata evirazione. Lo scroto dell'uomo, riferisce il quotidiano napoletano Il Roma, appariva infatti completamente scuoiato: tuttavia i medici sarebbero riusciti a limitare i danni a qualche punto di sutura.
    Tenta di fare sesso con bottiglia di vetro: finisce all'ospedale - IlGiornale.it



    “STRISCIA” LA BUFALA - GLI INVIATI FABIO E MINGO SONO STATI SOSPESI PER AVER REALIZZATO DEI SERVIZI SU STORIE INVENTATE - LA TRASMISSIONE DI ANTONIO RICCI PREANNUNCIA AZIONI LEGALI
    Da Corriere della Sera
    Dopo giorni di attesa è arrivata la spiegazione di Striscia la notizia, sempre per bocca del Gabibbo, sulla sospensione di Fabio e Mingo. I due inviati pugliesi sono stati sospesi per un paio di storie che il Tg satirico ritiene inventate: quella che fa riferimento a una maga sudamericana e quella relativa a un falso avvocato. Striscia la notizia ha preannunciato anche azioni legali.
    «Abbiamo acclarato che il caso di qualche tempo fa della maga sudamericana non esiste - le parole del Gabibbo - e anche quello del falso avvocato era una messa in scena. E a noi già questo basta: è una cosa grave, seguiranno azioni legali per accertare le responsabilità. Non tutti hanno la nostra sensibilità».



    Si vota la Finanziaria, deputati siciliani ​dormono sui banchi
    Chiara Sarra
    Per votare la Finanziaria 2015 l'Assemblea regionale siciliana ha tirato fino a notte. Così fonda che alcuni deputati sono letteralemente crollati suoi banchi.
    "Mai più leggi di notte, soprattutto se sono di fondamentale importanza come la finanziaria", dicono i grillini, "Legiferare nelle condizioni in cui lo si è fatto la notte tra giovedì e venerdì è inaccettabile e vergognoso. In questo modo non si può fare certo il bene della Sicilia, anzi. Crocetta ed Ardizzone non lo devono più permettere". "Anche qualcuno di noi, di tanto in tanto, la notte della finanziaria, ha chiuso gli occhi - racconta il capogruppo all’Ars Salvatore Siragusa - Non si può lavorare in queste condizioni, con la soglia di attenzione praticamente sotto i tacchi, quando invece, per la portata delle misure in discussione, tutti, deputati e governo, dovrebbero essere nelle migliori condizioni per cercare di offrire alla Sicilia ed ai siciliani un ottimo servizio".
    Si vota la Finanziaria, deputati siciliani ?dormono sui banchi - IlGiornale.it





    Dipendente assente con permesso 104, ma seguiva la Champions
    Ha postato su Facebook la notizia di una trasferta all'estero in aereo, per la Champions League, e da lì sono scattate le indagini
    Undici trasferte, anche all'estero, per seguire la squadra del cuore prendendo un giorno di permesso '104' dal lavoro per l'assistenza ad un disabile. Un dipendente delle Poste di Camerino è stato scoperto e denunciato dalla Guardia di finanza per truffa aggravata e continuata. E' stato così ingenuo da postare su Facebook la notizia di una trasferta all'estero in aereo, per la Champions League, e da lì sono scattate le indagini.
    La legge 104 del 1992 concede permessi dal lavoro a chi deve prestare assistenza ad un familiare disabile. I finanzieri hanno acquisito i biglietti aerei dell'impiegato e varie testimonianze, da cui risulta che fra il 2013 e il 2014 l'uomo si è recato ad assistere a partite di campionato nei turni infrasettimanali e a partite di Champions sia in Italia che in Francia, Germania, Grecia e Svezia, sempre usufruendo di un permesso 104. Le assenze dal lavoro per l'assistenza ai disabili sono interamente coperte da soldi pubblici per effetto dei pagamenti effettuati dall'Inps.
    Dipendente assente con permesso 104, ma seguiva la Champions - Giornale di Sicilia

    I dolci fanciulli napulitani e il "blasone" camorristico....

    Torre Annunziata. Spari in strada tra 14enni, condannati 4 baby camorristi
    di Dario Sautto
    TORRE ANNUNZIATA - Appena 14enni «giocavano» a fare i camorristi come i genitori, armi in pugno e facendosi agguati a vicenda. Nel febbraio 2013, la faida di camorra di Torre Annunziata tra Gionta e Gallo-Pisielli veniva portata avanti anche dai minorenni che, con i papà in galera, si affrontavano per strada, sparandosi. Con queste accuse, il Tribunale per i Minori di Napoli ha condannato 4 giovanissimi rampolli delle famiglie camorristiche torresi per associazione mafiosa.
    Niente scontri tra bande rivali, anzi: veri e propri agguati camorristici. Per l'accusa, il 16 febbraio 2013, i 4 furono tra i protagonisti della faida dei minorenni. Tutto sarebbe scaturito da una lite finita a colpi di pistola «incrociati» e tanto di tentata vendetta per difendere il «blasone» della propria famiglia camorristica d'origine.
    Un bossolo calibro 9, poi, fu ritenuto compatibile con una pistola Beretta calibro 9 parabellum sequestrata ad uno dei minorenni, mentre gli agenti del commissariato di polizia di Torre Annunziata – diretti dal primo dirigente Vincenzo Gioia e dal vicequestore Elvira Arlì – chiusero le indagini lo scorso novembre con i fermi dei 4 giovanissimi, eseguiti la notte dell'arresto del 23enne boss Valentino Gionta junior.
    Il giudice Avallone, dunque, ha condannato ad 8 anni di reclusione L.D.A., oggi 17enne: per lui ci sono anche le accuse di spaccio di stupefacenti nella piazza gestita dal padre (elemento di spicco del clan Gionta) e dalla madre «cassiera». Sua sorella, G.D.A., oggi 19enne, è stata condannata a 3 anni di reclusione, per lei pena sospesa ottenuta dagli avvocati Maria Macera e Antonio de Martino, nonostante la pesante richiesta del pm Rossetti.
    Un altro baby affiliato, pronipote del superboss Valentino Gionta – assistito dagli avvocati Roberto Cuomo e Giuseppe De Luca – è L.M., da pochi giorni 17enne e all'epoca dei fatti 14enne: anche lui è stato condannato a 3 anni di reclusione, ma ha ottenuto la sospensiva ed è stato immediatamente scarcerato, poiché gli è stato riconosciuto il vincolo della continuazione con la precedente condanna per detenzione di arma da fuoco (richiesti 3 anni e mezzo solo per questo procedimento).
    Infine, per il clan rivale, è arrivata la condanna a 2 anni anche per R.G., 17 anni, figlio di un elemento di spicco dei Gallo-Pisielli, difeso dagli avvocati Vincenzo Salomone e Mario Covelli.
    Torre Annunziata. Spari in strada tra 14enni, condannati 4 baby camorristi

    Enna, morta dopo un prelievo di midollo: "Doveva essere routine"
    di Jose' Trovato
    ENNA. «Doveva essere un intervento di routine, ma mia madre è morta. Quando ce l'hanno detto, abbiamo chiesto invano delle spiegazioni. Così abbiamo sporto denuncia». Lo ha detto il figlio della signora Angela Di Paola, 75 anni, morta il 9 dicembre 2011 all'ospedale Umberto I, nel giorno in cui doveva sottoporsi a un prelievo di midollo. Con questa testimonianza è entrato nel vivo il processo per omicidio colposo a carico di un medico dell'Umberto I, R.B., difeso dall'avvocato Gabriele Cantaro.
    La famiglia dell'anziana al processo si è costituita parte civile, assistita dall'avvocato Sinuhe Curcuraci. Il medico è accusato di omicidio colposo, perché secondo l'accusa avrebbe forato lo sterno all'anziana. E questo, stando all'ipotesi accusatoria contenuta nel capo d'imputazione, avrebbe provocato il decesso.
    Enna, morta dopo un prelievo di midollo: "Doveva essere routine" - Giornale di Sicilia





    Caserta. Ressa di venditori abusivi, Reggia chiusa: la riaprono i carabinieri
    È rimasto chiuso per circa un'ora questa mattina, dalle 11.40 alle 12.45, l'ingresso della Reggia di Caserta riservato ai turisti in piazza Carlo III a causa della massiccia presenza di venditori abusivi di guide e souvenir all'interno del monumento. La decisione è stata presa dal funzionario alla valorizzazione e al personale di vigilanza della Reggia Vincenzo Mazzarella, il quale ha riaperto i varchi solo dopo l'arrivo dei carabinieri. All'arrivo dei militari gli abusivi si sono allontanati.
    «È stata una forzatura - ha spiegato il funzionario della sovrintendenza speciale - ma è servita a far arrivare le forze dell'ordine. Stamattina, la situazione era insostenibile con oltre quaranta venditori abusivi che cercavano di vendere la merce ai turisti, anche alle scolaresche formate da bambini delle elementari e delle medie, molti dei quali hanno avuto paura. Il problema si ripresenta quasi tutti i giorni ma negli ultimi tempi il fenomeno degli abusivi ha assunto proporzioni preoccupanti». I turisti, dopo aver ricevuto spiegazioni per l'improvvisa chiusura, hanno atteso pazientemente in fila sotto il sole che l'ingresso riaprisse.
    Il 10 aprile scorso fu il sottosegretario ai Beni Culturali Ilaria Borletti Buitoni, in visita alla Reggia, a toccare con mano il problema degli abusivi. «La Reggia non deve essere un suk» disse dopo averne notato la presenza nel cannocchiale, il lungo corridoio che dall'ingresso del Palazzo porta all'entrata del Parco Reale.
    Caserta. Ressa di venditori abusivi, Reggia chiusa: la riaprono i carabinieri



    Commerciate, commerciate con i terryes....

    Auto pagate con assegni fasulli e rivendute all'estero
    sgominata banda nel Foggiano
    POTENZA – Una banda specializzata nell’acquisto di auto pagate con assegni falsi e rivendute immediatamente all’estero è stata sgominata dalla Polizia stradale che, a San Severo (Foggia), ha posto un uomo agli arresti domiciliari, ne sta cercando un altro, e ha notificato l’obbligo di firma ad altre due persone.
    I provvedimenti sono stati emessi dal gip di Potenza, Rosa Larocca, su richiesta del pm, Antonio Natale: gli indagati sono accusati di associazione per delinquere, truffa e falso. In totale, sono una ventina in tutta Italia le truffe commesse dalla banda (per un importo di circa 300 mila euro), quattro delle quali in Basilicata.
    I quattro contattavano venditori privati di auto su siti specializzati, stabilivano il prezzo e fissavano un appuntamento in ore in cui le banche erano chiuse o stavano per chiudere. Il passaggio di proprietà avveniva rapidamente, grazie al sistema informatico "Sportello telematico dell’automobilista", che permette la consegna immediata dei documenti. Il venditore, però, riceveva un assegno circolare falso: ma lo avrebbe scoperto solo il giorno dopo, in banca, quando voleva incassarlo. La denuncia è stata sempre immediata da parte dei truffati, ma le auto erano già state immatricolate all’estero: e proprio all’estero, nei Paesi dove sono finite le auto, sono dirette ora le indagini della Polizia stradale, per individuare "la rete di complicità di cui si avvale l’associazione".
    La Gazzetta del Mezzogiorno.it

    Imprenditore terronico doppiamente intraprendente....

    Dia confisca beni a imprenditore Lecce accusato di usura
    La Direzione Investigativa Antimafia di Lecce ha dato esecuzione ad un decreto di confisca di beni, per un valore di circa € 925.000, riconducibili a Ennio Dantes, 64enne, noto imprenditore leccese operante nel settore della commercializzazione di prodotti per ufficio. Il decreto di confisca è stato disposto dal Tribunale di Lecce – Prima Sezione Penale, nell’ambito di una misura di prevenzione patrimoniale, su richiesta del Direttore della Dia.
    Le indagini eseguite a carico di Dantes, nei cui confronti pende anche un procedimento penale per fatti di usura, hanno permesso di accertare una sproporzione tra il patrimonio immobiliare e mobiliare posseduto e le fonti di reddito dichiarate nel tempo. Il provvedimento ha riguardato un compendio immobiliare e mobiliare costituito da un’abitazione ubicata a Torre Dell’Orso, nota località turistica in provincia di Lecce, e da disponibilità bancarie e assicurative.
    Dia confisca beni a imprenditore Lecce accusato di usura | La Gazzetta del Mezzogiorno.it

    "Originario di Vigevano"........certo.....

    Falsi sconti ai negozianti sulle bollette della luce: truffa tra la Lombardia e la Sicilia
    di Ignazio Marchese
    PALERMO. Due uomini arrestati con l'accusa di essere a capo di un'organizzazione criminale operante tra la Sicilia e la Lombardia, dedita alle truffe nel settore delle forniture di energia elettrica. Il castelvetranese Nicolò Regina (32 anni) ed Alessandro Ingarra (29 anni) originario di Vigevano, ideatori ed entrambi al vertice della banda, erano da tempo nel mirino delle Fiamme Gialle del capoluogo siciliano che, dopo 6 mesi di indagini serrate, hanno ricostruito la struttura dell'organizzazione criminale ed il modus operandi utilizzato.
    L'attività, che ha tratto origine da una denuncia, presentata agli investigatori lo scorso anno dal presidente del Consiglio di Amministrazione di Enel Servizio Elettrico s.p.a., Nicola Lanzetta, ha portato alla scoperta di una frode da due milioni di euro, basata su un meccanismo tanto semplice quanto efficace: i membri dell'associazione a delinquere, presentandosi come rappresentanti siciliani di una società tedesca operante nel mercato elettrico, avevano adescato commercianti ed artigiani operanti nei settori della ristorazione, della caffetteria, della panificazione, dellabbigliamento, della copisteria, dello sport, della falegnameria, della fabbricazione di articoli in plastica e fornitura di abiti da lavoro che, attratti dal miraggio di un fantomatico risparmio (fino anche al 30% sui prezzi di mercato), hanno ingenuamente aderito alla allettante proposta.
    In buona sostanza, gli imprenditori adescati, convinti di gestire le proprie utenze a prezzi più convenienti, stipulavano con società fantasma contratti di fornitura, versando mensilmente il corrispettivo dovuto, a fronte della emissione di fatture rivelatesi del tutto false. Denaro sonante che finiva nelle casse dell'organizzazione che, di contro, non pagava alcunché al Gruppo Enel che, invece, erogava effettivamente lenergia elettrica.
    In particolare, il meccanismo, basato su un articolato sistema di volture, consentiva alla banda di mantenere in funzione i contatori che, continuavano ad erogare energia, pur non vedendosi l'Enel pagato il corrispettivo per le forniture. Questo perché le volture venivano ingegnosamente effettuate entro due mesi, dalla scadenza della prima bolletta non pagata, intervallo di tempo entro il quale l'Enel non procede alla interruzione dellerogazione della fornitura di energia, nei confronti dei clienti morosi.
    I soldi incassati dalla banda, da quanto sembra emergere dalle indagini, sono stati in gran parte utilizzati da Regina, dall'Ingarra e dagli altri sodali per garantirsi un alto tenore di vita, che era culminato anche nell'acquisto di diverse auto di lusso e di soggiorni all'estero in rinomate località di villeggiatura.
    Falsi sconti ai negozianti sulle bollette della luce: truffa tra la Lombardia e la Sicilia - Giornale di Sicilia

    Diffusione cognome Ingarra in Italia su mappa | PagineBianche

    Vota Franz Josef
    Vi sembra possibile che dei territori civilissimi come erano i nostri, siano finiti in mano al Paese della Mafia? Se non volete la Mafia, bisogna che l'Italia se ne vada; non ci sono vie di mezzo.
    Pizza connection era il nome in codice di una gigantesca operazione investigativa dell'FBI, che non riusciva più a perseguire i mafiosi italo americani perchè questi se ne stavano buoni mentre facevano commettere gli omicidi da mafiosi siciliani che facevano i pendolari da Palermo a New York. Alcuni dei nomi sono: Alfano, Badalamenti, Mazzarra, Mazzurco, Galante, Bonanno, Cuntrera... non Trevisan, Furlan, Cociancič, Zupin, Mendler, Mauro, Cantarutti, Ermacora eccetera.
    Quando li arrestavano grazie alla novità delle intercettazioni dicevano: "Come avete fatto a capire? Parlavamo sempre in siciliano". Quando intercettavano qualche carico di eroina, si trattava di tonnellate. Pensate a quanta morte disseminarono nel mondo, a quante famiglie distrussero l'esistenza.
    La mafia è arrivata anche negli USA; non ebbero il coraggio di bloccare le immigrazioni dall'Italia a fine del 1800. Nella prima guerra mondiale, gli USA furono talmente stupidi da aiutare la patria della mafia anzichè approfittare dell'occasione per liberarsene, loro ed il mondo intero.
    Se non volete vivere nel Paese della mafia dovete emigrare. Oppure, far andar via quello Stato che l'ha portata a casa vostra.


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    Predefinito Re: Terryes

    Giugliano. Bigliettini elettorali nell'acquasantiera
    di Mariano Fellico
    GIUGLIANO. "Segnatevi il nome e non votatelo". La campagna elettorale a Giugliano non tralascia nulla, neanche le chiese. E proprio ieri, durante la celebrazione di mezzogiorno, che il sacerdote della chiesa di San Giovanni Evangelista, don Francesco Palmiero, ha invitato a non votare chi ha messo i bigliettini elettorali nell'acquasantiera. Durante l'omelia il sacerdote è stato chiaro. Per qualcuno sembrava scherzasse e invece faceva sul serio.
    Qualche candidato, infatti, ha lasciato i 'santini' elettorali proprio nella vasca che si trova all'ingresso della Parrocchia, per fortuna senz'acqua Santa, pensado bene di poter fare propaganda nel luogo di culto. Ma il sacerdote durante la funzione ha invitato i fedeli ad annotarsi bene il nome e a non votarlo. A Giugliano la caccia al voto non ha religione.
    Giugliano. Bigliettini elettorali nell'acquasantiera, il sacerdote: «Non votatelo»

    Festa della mamma, fiori abusivi: multe per 80mila euro
    di Francesca Raspavolo
    Torre del Greco. Giro di vite contro la vendita abusiva di fiori nel giorno della festa della mamma. I vigili urbani del nucleo annonaria sono stati impegnati per tutta la mattina in severi controlli anti-abusivismo commerciale mirati a stanare gli ambulanti che, approfittando della festa della mamma, provavano a fare affari in maniera irregolare.
    Gli uomini in divisa - guidati dal comandante Salvatore Visone e dal tenente Gerardo Visciano - hanno ispezionato per ore tutti i banchetti per la vendita fuorilegge di fuori e denunciato diverse persone sorprese a commerciare fiori e piante in assenza di autorizzazione.
    Un'operazione vastissima che ha dato i suoi frutti visto che gli agenti della polizia municipale hanno elevato oltre 80mila euro di sanzioni amministrative. Sono state inoltre sequestrate 1200 rose e piante ornamentali che alcuni ambulanti stavano provando a vendere in postazioni di ventura, al centro storico e in periferia, totalmente prive di autorizzazione.
    Denunciato anche D.R.D., 45 anni, un pescivendolo abusivo che stazionava in via Litoranea: sul suo stand in pessime condizioni igienico-sanitarie c'erano un quintale tra cozze, vongole e telline messi in vendita abusivamente, senza alcun permesso o rispetto delle leggi sanitarie.
    Festa della mamma, fiori abusivi: multe per 80mila euro

    Napoli, lite condominiale finisce nel sangue: quattro feriti
    Quattro persone sono rimaste ferite, fortunatamente in maniera non grave, nel corso di una lite condominiale scoppiata nel pomeriggio a Napoli. Due di queste - zio e nipote - sono state accoltellate. Il fatto è successo in via Sartania, tra la zona di Agnano e il quartiere Pianura. La rissa è stata provocata dalla priorità di passaggio in una traversa privata.
    Zio e nipote hanno riportato ferite giudicate in 8 giorni. Gli altri due feriti, invece, - l'accoltellatore e la figlia della sua convivente - si sono dovuti far medicare, rispettivamente, contusioni multiple alla testa (dieci giorni di prognosi) e contusioni ed escoriazioni sul corpo (cinque giorni di prognosi). Sull'accaduto sta indagando la Polizia di Stato.
    Napoli, lite condominiale finisce nel sangue: quattro feriti

    Caivano. Sequestrano la sua auto senza assicurazione. E lui ne rapina un'altra per non tornare a piedi a casa
    di Marco Di Caterino
    Caivano. La vita da camorrista e prepotente, senza essere per forza affiliato ad un clan. I carabinieri gli sequestrano l’auto perché senza assicurazione.
    E lui, A. M., 39 anni, di Marcianise, un balordo già noto alle forze dell’ordine, esce dalla caserma della tenenza di Caivano, e ne rapina un’altra ad un anziano, non prima però di pestare a sangue la vittima con una sorta di bastone di legno raccattato per strada.
    L’anziano però, nonostante le botte e i colpi ricevuti riesce ad aggrapparsi allo sportello del lato guida, in un pericoloso tentativo di sventare la rapina. Il balordo, sorpreso e incattivito ancora di più dalla reazione della vittima, innesta la retromarcia lanciando il veicolo “conteso” a tutta velocità, in un forsennato zigzagare per liberarsi dell’anziano, che invece non molla la presa. E allora la sorte, questa volta benigna, ci mette lo zampino. Il balordo per badare alla vittima, che a sua volta cerca di afferrarlo, perde il controllo della vettura che va a sbattere in retromarcia contro due auto in sosta.
    La scena si svolge sotto gli occhi di un nottambulo testimone, che telefona al centralino della tenenza, diretta dal tenente Aldo Di Foggia. Un paio di minuti dopo una pattuglia intercetta il balordo, che correva come un forsennato sulla ex statale Sannitica, in direzione di Marcianise. E per la seconda volta in quindici minuti, si è ritrovato nella stessa caserma. Questa volta “sudato e mazziato”. Perché in un quarto d’ora oltre al sequestro della sua auto, si è reso responsabile di rapina aggravata, finendo la sua notte di follia criminale in una cella del carcere Poggioreale. L’anziano, per sua fortuna, ha riportato solo qualche graffio e più di una contusione, per le quali sono bastate le cure dei sanitari del pronto soccorso che lo hanno medicato e poi dimesso.
    Caivano. Sequestrano la sua auto senza assicurazione. E lui ne rapina un'altra per non tornare a piedi a casa

    Confessa 30enne: "E' stato un raptus"
    Gli inquirenti sono arrivati al trentenne romano - alcuni precedenti per furto, un lavoro come cameriere a chiamata - in seguito alla segnalazione di un tassista che l'ha riconosciuto dall'identikit. Poi c'è stato il riconoscimento da parte della stessa vittima. Al momento i reati ipotizzati sono quelli di violenza sessuale, rapina e lesioni
    Roma, 10 maggio 2015 - Ha confessato il trentenne romano fermato oggi per lo stupro della tassista romana avvenuto venerdì mattina in una strada periferica della Capitale. L'uomo, in base a quanto si è appreso, ha fornito agli inquirenti un racconto dettagliato di quanto avvenuto. Nel corso della sua ricostruzione è apparso prostrato ma lucido: "E' stato un raptus" ha detto. Poi, dopo essere stato ascoltato, si è visto confermare il fermo ed è stato portato in carcere. Al momento i reati ipotizzati sono quelli di violenza sessuale, rapina e lesioni.
    CHI E' LO STUPRATORE - Si tratta di Simone Borgese, 30 anni, romano, alcuni precedenti per furto, un lavoro come cameriere a chiamata. L'uomo, separato e con una figlia di sette anni, era stato bloccato dagli agenti della Squadra Mobile, diretti da Luigi Silipo, in zona Pineta Sacchetti. Dopo qualche ora di interrogatorio è crollato, ammettendo le sue responsabilità.
    Roma, tassista violentata da un cliente. Confessa 30enne: "E' stato un raptus" - QuotidianoNet - Notizie in tempo reale

    Romano-terronico....Roma cloaca mundi.....
    Diffusione del cognome BORGESE - Mappe dei Cognomi Italiani

    Fabio e Mingo indagati per simulazione di reato
    In riferimento al servizio sul presunto falso avvocato che sarebbe in realtà una messa in scena e che è costato ai due il licenziamento dal tg satirico di Mediaset
    Angelo Scarano
    Nuovi guai per Fabio e Mingo. Gli ex inviati baresi di Striscia la Notizia sono indagati per simulazione di reato con riferimento al servizio sul presunto falso avvocato che sarebbe in realtà una messa in scena e che è costato ai due il licenziamento dal tg satirico di Mediaset.
    Nel fascicolo d’inchiesta, coordinato dal pm di Bari Isabella Ginefra, sono indagati per lo stesso reato anche il presunto falso avvocato, che secondo gli accertamenti della magistratura barese sarebbe un attore, e le altre due persone che hanno partecipato alla realizzazione del servizio andato in onda nel 2013. Le indagini sono affidate al nucleo di polizia giudiziaria dei carabinieri di Bari e, al momento, si concentrano su quell’unico episodio. Nell’ambito degli accertamenti sulla vicenda, all’inizio di aprile la Procura ha inviato agli studi Mediaset una richiesta di acquisizione di informazioni. L’azienda e l’autore del programma, Antonio Ricci, hanno quindi depositato due denunce per truffa presso gli uffici giudiziari di Bari.
    Fabio e Mingo indagati per simulazione di reato - IlGiornale.it



    SCENEGGIATE NAPULITANE - IL SINDACO DI CASTELLAMMARE DI STABIA ANNUNCIA LO SCIOPERO DELLA FAME AL SOTTOSEGRETARIO DE VINCENTI, PER LA VERTENZA SULLE TERME DI STABIA, MA UN'ORA DOPO VIENE BECCATO IN UN PUB!
    Simone Di Meo per Dagospia
    Sono le 18 quando l'Ansa Campania batte questo lancio. “Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti, contattato dal sindaco Nicola Cuomo, sulla vertenza delle Terme di Stabia, ha chiesto al primo cittadino di Castellammare di Stabia di sospendere la protesta, assicurando l'interessamento del Ministero per lo Sviluppo Economico. Ma Cuomo non desiste e fa sapere che, pur apprezzando la sensibilità del sottosegretario De Vincenti, proseguirà finché la Regione Campania attiverà iniziative per la Cassa integrazione degli ex termali e per gli accreditamenti per la fisiokinesiterapia della struttura di Terme di Stabia”.
    Grande sindaco. Un uomo tutto d'un pezzo. Tant'è che, emaciato e col santino di Pannella in tasca, ce lo immaginiamo con un filo di voce mentre annuncia: “Ringrazio il sottosegretario De Vincenti che mi ha caldamente invitato a sospendere lo sciopero della fame ma continuo perché anche la regione Campania deve dare l'aiuto promesso”. Lui continua.
    Oh, nemmeno il tempo di leggere le agenzie e che cosa succede un paio di ore dopo? Un giornalista del quotidiano online ReportWeb incrocia il (sedicente) digiunante Cuomo all'uscita in un pub cittadino, tutto sorridente. Lui giura che è andato lì per bere qualcosa.
    Com'è che il Professor Birkermaier urlava al ragionier Ugo Fantozzi sorpreso con “polpette di Bavària” in bocca? “Tu mancia! Tu mancia!? Infermieri! Infermieri! Lui mancia, lui mancia tutto, lui mancia!”



    Parcheggiatori abusivi e dipendenti dei clan: per la gestione dei «posti di lavoro» quattro in manette
    Quattro persone che coordinavano e gestivano i parcheggiatori abusivi sono stati arrestati dai carabinieri della Compagnia di Pozzuoli e della Tenenza di Quarto.
    Si tratta di Alessandro Iannone , detto «Nas' e cane», 38 anni, Rosario Ferro, 24 anni, Luca Peres, 20 anni, di Quarto e Pio Aprea, detto «Piariello», 44 anni, di Giugliano in Campania e sono accusati di tentata estorsione.
    A seguito di indagini i militari sono riusciti a ricostruire le attività del gruppo. Per gli investigatori quella del controllo e della gestione abusiva di aree di sosta è un'attività di interesse da parte del clan Beneduce. Tre degli arrestati sono stati condotti in carcere mentre Peres è stato sottoposto agli arresti domiciliari.
    Parcheggiatori abusivi e dipendenti dei clan: per la gestione dei «posti di lavoro» quattro in manette



    ''Si tratta di forme di devianza psicologica nelle quali c'e' un elemento genetico fondamentale" !!!!!!!!!!!!!!!!!!

    Napoli. Rapine per “eccitarsi”: così la baby gang vinceva la noia
    NAPOLI – Non agivano per necessita' economica, ma solo per ''vincere la noia'', per ''avvertire l' eccitazione e l'adrenalina del momento''. Lo hanno confessato ai carabinieri i tre componenti di una baby-gang che si era specializzata in rapine ai coetanei diretti al parco giochi di ''Edenlandia''. Il capo della banda ha 17 anni e precedenti penali per una rapina; gli altri due, 16enni, sono incensurati.
    Le vittime venivano bloccate su una lunga passerella al viale Kennedy, che serve da attraversamento pedonale per l'accesso al parco giochi. Alla rapina di denaro, telefoni cellulari ed i-pod, compiuta sotto la minaccia di coltelli a serramanico, seguiva una specie di rituale. Il rapinato veniva costretto ad inginocchiarsi, oppure a sedersi a terra. Poi veniva deriso, umiliato, e minacciato di rappresaglie se avesse sporto denuncia.
    Almeno tre – secondo i carabinieri della stazione di Bagnoli – sono state le rapine compiute dalla banda tra il 21 ed il 26 aprile. Per identificarli, i militari hanno monitorato e fotografato gli adolescenti sospetti che si aggiravano nei pressi di ''Edenlandia'' e poi hanno mostrato le immagini ai rapinati, che hanno riconosciuto i tre.
    Nelle perquisizioni domiciliari sono stati sequestrati due coltelli a serramanico del tipo utilizzato dalla banda. Il 17enne e' stato trasferito nell'Istituto penale per minori di Nisida, i due 16enni sono stati inviati in una comunita' di recupero.
    ''Questo tipo di comportamenti – dice la neuropsichiatra infantile Annamaria Nazzaro, dell'Asl Roma F – rientra nella tipologia del bullismo. Si praticano estorsioni o rapine a coetanei per auto-affermarsi e sentirsi superiori. Come i componenti del branco che commette violenze gratuite sui passeggeri del metro' i rapinatori di Edenlandia praticano l'etero-lesionismo, agiscono in maniera estrema perche' non hanno altro modo per affermare la loro personalita' destrutturata'.
    Naturalmente sono del tutto vuoti di principi e di valori, ma se anche avessero alle spalle una famiglia salda sui principi, non sarebbero in grado di metterli in pratica''.
    Alla base di questi comportamenti ci sono fattori culturali ? ''Si tratta di forme di devianza psicologica nelle quali c'e' un elemento genetico fondamentale, ma non trascurerei l'impatto che su un minore ha il risalto dato dai mass-media a queste imprese, che induce all'emulazione per diventare famosi''. Quanto conta l'esempio del capo-banda ? ''Molto. Lui ha una personalita' sicuramente deviata. I gregari lo seguono perche' vedono in lui un condottiero che e' capace di guidarli nella volonta' di autoaffermazione''.
    Napoli. Rapine per ?eccitarsi?: così la baby gang vinceva la noia | Blitz quotidiano

    Platì, nessun candidato. Tre scioglimenti in 12 anni. E il 31 maggio non si vota
    Nel paesino della Locride, 2mila abitanti sull'Aspromonte, i commissari prefettizi sono di casa e le giunte non durano più di pochi mesi. Questa volta nemmeno pochi giorni, perché nessun partito presenterà al voto per le amministrative. Il Pd, che qui ha stravinto alle regionali con una coalizione, ha annunciato all'ultimo la candidatura del segretario regionale Ernesto Magorno. Ma i tempi di presentazione delle liste erano già scaduti
    di Lucio Musolino
    Nessuna lista. Nessuno è disponibile a candidarsi a sindaco di Platì, paesino della Locride in Aspromonte. Duemila abitanti per una cittadina che in provincia di Reggio Calabria è sinonimo di ‘ndrangheta. A parte una caserma dei carabinieri, lo Stato qui non esiste. Passata la stagione dei sequestri di persona degli anni 80, qui ad alzare il reddito di alcune famiglie ci sono cose che non si possono raccontare nelle dichiarazioni dei redditi.
    La politica, a queste latitudini, non c’è. I partiti non esistono se non quando devono chiedere i voti per le regionali. La legge è quella della famiglia Barbaro e delle altre cosche mafiose. Il 27 marzo 1985 la ‘ndrangheta ha ucciso il sindaco Domenico Demaio. Da allora non è cambiato nulla. Le amministrazioni comunali vengono sciolte per mafia. Negli ultimi 12 anni per tre volte la prefettura ha inviato i commissari che gestiscono l’ordinario. Passano diciotto mesi e si ritorna a votare. Poco dopo, di nuovo la prefettura segnala che i boss condizionano l’attività dell’amministrazione comunale e chiedono lo scioglimento per infiltrazioni mafiose.
    Questa volta però è diverso. A fine maggio a Platì non si voterà. Non è stata presentata nessuna lista per le prossime elezioni comunali. La polemica riguarda il centrosinistra calabrese e, soprattutto, il Partito democratico di Renzi che, alle ultime regionali, è stato il più votato. La coalizione che ha sostenuto il governatore Mario Oliverio è arrivata al 77% dei voti mentre solo il Pd ha superato il 22%. Numeri che, in un Paese normale, avrebbero obbligato un partito a scendere in campo per dare un’alternativa a una cittadina dove i commissariamenti non hanno funzionato, una cittadina che non ha futuro se lasciata in mano a trafficanti di cocaina e famiglie mafiose.
    “Tutti abbiamo paura di candidarci a sindaco perché altrimenti ci sciolgono di nuovo per mafia”. Cresciuto nel Fuan e un passato recente da sindaco (eletto due volte con il supporto di liste civiche), nel 2003 Francesco Mittiga è stato arrestato per mafia e poi assolto. L’anno scorso si è candidato per la terza volta ma non ha raggiunto il quorum. Cosa impossibile da queste parti dove un terzo dei residenti, di fatto, non vive più in Calabria.
    “Soltanto perché a Platì c’è la mafia può essere soggetto alle infiltrazioni mafiose – aggiunge Mittiga – I partiti qui non sono mai esistiti. I politici regionali vengono qui solo a chiedere voti. E lo fanno di notte perché hanno paura”.
    “In territori come questi – sottolinea il procuratore capo di Reggio Calabria, Federico Cafiero De Raho – pensare che un ridotto periodo di commissariamento può restituire libertà è una prognosi troppo ottimistica”.
    Platì, nessun candidato. Tre scioglimenti in 12 anni. E il 31 maggio non si vota - Il Fatto Quotidiano



    Disoccupazione giovani
    la Puglia è maglia nera
    BRUXELLES – Calabria e Puglia sono tra le 10 regioni d’Europa 'maglia nerà per la disoccupazione giovanile, posizionandosi rispettivamente settima e nona con il 59,7% e il 58,1% di ragazzi tra i 15 e 24 anni senza lavoro. Sono i dati Eurostat per il 2014, da cui emerge anche che l’Italia, insieme a Spagna e Grecia, è tra quei paesi con regioni dove il tasso di disoccupazione generale supera il 20,2%, ossia il doppio della media Ue. In Italia sono 4 (Campania 21,7%, Puglia 21,5%, Calabria 23,4% e Sicilia 22,2%), contro le 13 della Spagna e le 12 della Grecia. L’Italia, con la provincia autonoma di Bolzano, ha però anche il record positivo di almeno una regione tra quelle con il tasso più basso di disoccupazione in Europa, inferiore alla soglia del 5% (4,4%).
    Eurostat, Puglia maglia nera per disoccupazione giovanile | La Gazzetta del Mezzogiorno.it

    L'ANALISI
    Alla Regione Sicilia troppi dipendenti, eppure continuano le assunzioni
    Mancano quattro miliardi per fare il bilancio
    di Lelio Cusimano
    Le entrate e le uscite regionali da anni ormai non sono più di importo eguale come impone la legge. Non si tratta di una temporanea crisi di liquidità ma piuttosto del fatto che ci sono meno soldi e tuttavia si continua a spendere come se niente fosse cambiato. Eppure è venuto meno circa il 35% della copertura per le spese correnti. La conseguenza è che, a leggi vigenti, mancano più di quattro miliardi per "fare" il bilancio.
    Giornale di Sicilia, 1 novembre 2014
    Spesso manca il personale
    La Regione Siciliana conta 17.538 dipendenti; a questi bisogna aggiungere un contingente di 2.565 unità che l'Amministrazione indica quale personale "ad altro titolo utilizzato". In tutto si tratta di 20.103 dipendenti. Questo personale costa 956 milioni di euro. Troppe volte però si lamenta la mancanza di personale.
    Corte dei Conti, luglio 2014
    L'Isola dei record
    Più di un quarto (28%) dei dipendenti regionali di tutta Italia sono in Sicilia. Più di un terzo (36%) dei dirigenti regionali di tutta Italia sono in Sicilia. E questo senza considerare i forestali, i precari degli enti locali, la formazione, le società controllate dalla Regione ed in generale tutto l'altro personale a stipendio regionale. In Sicilia c'è un dirigente ogni 8 dipendenti, mentre nelle altre regioni speciali il rapporto è di 1 a 19.
    Corte dei Conti, luglio 2014
    La piramide al contrario
    In tutte le strutture pubbliche e private la distribuzione del personale dovrebbe vedere prevalere alla base i numeri più alti ed al vertice i numeri più bassi; non è così alla Regione Siciliana dove nei primi tre livelli (dirigenti generali, dirigenti e funzionari) si concentrano 6.681 persone pari al 40% del totale.
    Regione Siciliana, 24 ottobre 2014
    Sono troppi ma si continua ad assumere
    Nel corso del 2014 sono stati 196 i dipendenti regionali che hanno lasciato il servizio. In particolare 61 sono andati via per limiti di età, 76 per dimissioni con diritto a pensione, 1 per assegnazione ad altra amministrazione e 58 per altri motivi non specificati. Quelli assunti sono stati invece 224, di cui uno per concorso, uno per chiamata numerica categorie protette ed 222 per "altre cause" non meglio specificate; e la chiamano trasparenza.
    Alla Regione troppi dipendenti, eppure continuano le assunzioni - Giornale di Sicilia


  7. #397
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    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  8. #398
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    Predefinito Re: Terryes

    ... terozia.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  9. #399
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    Predefinito Re: Terryes

    Napoli.
    Spara dal balcone all'impazzata, uccide la moglie e altre 3 persone.
    De Magistris proclama per domani il lutto cittadino e annulla la cerimonia di inaugurazione della metro con la partecipazione di renzi.
    Resta da capire se i tre fossero "antipatici" al sindaco.
    Quanti piccioni con una fava?
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  10. #400
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    Predefinito Re: Terryes

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    Napoli.
    Spara dal balcone all'impazzata, uccide la moglie e altre 3 persone.
    De Magistris proclama per domani il lutto cittadino e annulla la cerimonia di inaugurazione della metro con la partecipazione di renzi.
    Resta da capire se i tre fossero "antipatici" al sindaco.
    Quanti piccioni con una fava?
    Quanti picconi per quanti kabobo?
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

 

 
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