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Discussione: Terries

  1. #291
    Blut und Boden
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    Predefinito Re: Terryes

    Citazione Originariamente Scritto da parlmbacc Visualizza Messaggio
    Siete due luridi PEZZI DI MERDA
    Segnalato.

    Qui non sei gradito.

    Non farti più vedere.

    Sarai cancellato a vista.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  2. #292
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    Predefinito Re: Terryes

    Vedo che la finezza ogni tanto dilaga .
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  3. #293
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    Predefinito Re: Terryes

    Ci tengo comunque a dire, visto quanto avevo scritto all'amico, che l'intervento è stata un'iniziativa (giusta) del moderatore.
    Io ho pure cercato di dialogare.
    Non mi era mai successo.
    Devo essere proprio diventato vecchio.
    E' ora di dare una lucidata alla carabina.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  4. #294
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    Predefinito Re: Terryes

    Emergenza a Portici, intero quartiere invaso dai topi
    di Maurizio Capozzo
    PORTICI – Un quartiere invaso dai topi: protestano abitanti e studenti della periferia al confine col capoluogo per la presenza di ratti che scorazzano indisturbati per strada. Ieri mattina aule deserte alla succursale del liceo scientifico “Filippo Silvestri” di via Paladino, dove la protesta proseguirà ad oltranza fino a quando non saranno effettuati dal Comune interventi radicali di derattizzazione. Proteste anche negli uffici della nuova sede Inps di via Lagno dove i dipendenti hanno segnalato la presenza di ratti che si sono insediati nella controsoffitattaura degli ambienti.
    Emergenza a Portici, intero quartiere invaso dai topi



    E poi dicono che i teroni non si lavano....

    Avellino. La doccia a casa con l'acqua pubblica: denunciato
    Riforniva di acqua il suo appartamento mediante un collegamento abusivo alle condutture del servizio idrico pubblico. Protagonista dell’episodio un uomo di 57 anni di Teora che è stato denunciato dai Carabinieri della Compagnia di Sant’Angelo dei Lombardi alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Avellino. Il contatore era stato “bypassato” mediante l'utilizzo di un tubo flessibile ed era quello relativo all’appartamento del 57enne. L’uomo dovrà ora rispondere dell’accusa di furto aggravato.
    Avellino. La doccia a casa con l'acqua pubblica: denunciato

    Lecce, richiesta alla Asl ma il medico arriva tardi, il paziente era già morto
    LECCE – Il medico geriatra ha suonato alla porta per una visita a domicilio richiesta dal medico curante un mese prima, ma il paziente nel frattempo era morto. È accaduto a Lecce nei giorni scorsi. L'anziano, un 75enne, era in attesa di essere visitato dopo che il medico di famiglia aveva prescritto una visita geriatrica urgente. Ma negli uffici della Asl, la richiesta urgente è stata rifiutata e la moglie dell’anziano – secondo quanto poi raccontato dalla donna – era stata invitata dagli impiegati della struttura sanitaria a ripresentare una seconda richiesta normale, asserendo che il medico sarebbe stato inviato in settimana. Invece la visita è arrivata dopo 33 giorni.
    Il 75enne soffriva da tre mesi di Alzheimer ed era in cura presso il Centro Uva del Poliambulatorio di Lecce. Le condizioni di lucidità erano crollate all’improvviso e dopo ferragosto il medico di base aveva chiesto una visita a domicilio del geriatra perchè il paziente non poteva uscire da casa.
    Lecce, richiesta alla Asl ma il medico arriva tardi il paziente era già morto | La Gazzetta del Mezzogiorno.it



    USURA & GUANTONI – L’EX PUGILE DOMENICO SPADA, DETTO “VULCANO”, ARRESTATO PER USURA INSIEME AL PADRE E A DUE DONNE LEGATE AI CASAMONICA – A UN COMMERCIANTE ESTORTI INTERESSI DELL’800 PER CENTO
    Spada, ex campione del mondo e commentatore per La7, avrebbe riscosso le rate con minacce e maniere forti. La vittima è stata costretta a restituire quasi 600 mila euro a fronte di un prestito iniziale di 140 mila. Gli strozzini gli hanno portato via un bar e la casa…
    Raffaella Troili per “il Messaggero”
    L'ex pugile campione del mondo, il padre e due donne legate al clan dei Casamonica. Quei quattro, di etnia rom, erano il suo incubo, gli strozzini che nel tempo gli avevano tolto tutto, il bar su via Tuscolana, i soldi, la casa. Ricattavano dal 2009 un quarantenne romano che nell'agosto del 2013 ha chiesto aiuto ai carabinieri del gruppo Frascati. «Aiutatemi, mi hanno rovinato, sono andato a fondo». La notte di martedì, alle quattro, sono scattati gli arresti: in manette Domenico Spada, pugile professionista, ex campione del mondo dei pesi medi; ai domiciliari il padre e le due donne. Sono ritenuti responsabili di usura aggravata.
    A riscuotere i soldi, anche con le maniere forti sarebbe stato proprio Spada, 34enne detto “Vulcano”, pugile italiano, star della categoria dei pesi medi, ex campione del mondo Silver Wbc (2012), International Champion Wbc (2006-07-08), National Champion Fpi (2006), Junior Champion Of The World Ibf (2004-05). E come un vulcano sarebbe subentrato nella vita della vittima portandogli via tutto ciò che aveva, fino a quando il commerciante esasperato si è deciso oltre un anno fa a denunciare.
    «È iniziato tutto quando chiesi un prestito a una banca per rilevare il bar tabacchi - ha raccontato ai carabinieri - non avendolo ottenuto mi sono rivolto a una donna rom, riconducibile al clan dei Casamonica». Il prestito iniziale di 20 mila euro in breve tempo è diventato insostenibile, con un tasso di interesse dell'800 per cento. La vittima, indirizzata dalla stessa creditrice, è andato a bussare alla porta di un'altra donna, della stessa famiglia, che ha aiutato l'imprenditore a saldare il primo debito, ma ha applicato altri interessi usurari. Una catena senza fine, di crediti non saldati, ricatti e minacce.
    E non era finita. Sono subentrati altri due personaggi, sempre di etnia rom, della zona di Albano Laziale, padre e figlio. Quest'ultimo, Spada, pugile professionista e ora commentatore sportivo per La7, anche con le minacce fisiche ha costretto il commerciante a restituire quasi 600 mila euro a fronte di un prestito iniziale di 140.000.
    Oltre a incassare i proventi del bar, dove la vittima da titolare era divenuto un dipendente, l'usuraio si è fatto consegnare una villa ad Albano Laziale attraverso un atto di vendita, di fatto gratuitamente. L'aveva chiamata la mia fattoria e ci era andato a vivere, posando tranquillo in giardino nelle foto postate su facebook. Qui scriveva: «Ho tanto voglia di spaccare questo mondo così ingiusto». Invitando Fabrizio Corona a marcire in galera, pregando e ringraziando il Signore.



    In moto senza casco a Palermo, controlli a tappeto: multe per 21500 euro
    di Luigi Ansaloni
    Sequestrati undici mezzi. Molti trovati anche senza assicurazione
    PALERMO. Ventinove mezzi sequestrati, undici sottoposti a fermo amministrativo, a 103 tra ciclomotori e motocicli controllati, multe per un totale di 21.500 euro. Sono questi i numeri dei controlli che i carabinieri del comando provinciale, nell’ambito di una serie di servizi finalizzati a garantire la sicurezza sulle strade, hanno realizzato anche questa settimana. Servizio straordinario di controllo finalizzato a sensibilizzare - soprattutto i più giovani - all’uso corretto del casco a bordo di motocicli e ciclomotori. Controlli che hanno toccato tutti i punti della città, dal centro alle periferie.
    Complessivamente sono state elevate multe per 21.500 euro, con 29 mezzi sequestrati ed 11 sottoposti a fermo amministrativo, a fronte di 103 tra ciclomotori e motocicli controllati. Numeri che hanno messo in evidenza che quasi tutti i centauri che circolano senza casco non si curano nemmeno di assicurare il proprio motociclo per la responsabilità civile costituendo così un pericolo per se stessi e per gli altri. La sanzione amministrativa, ricordano le forze dell'ordine, è di 80 euro con il fermo del mezzo per 60 giorni. Nel caso in cui il mancato uso del casco riguarda un minore trasportato, della violazione risponde il conducente.
    In moto senza casco a Palermo, controlli a tappeto: multe per 21500 euro - Giornale di Sicilia

    Lotta all'evasione: pochi soldi ai Comuni. Grande assente il Sud
    Giovanni Neve
    Se il Comune collabora con lo Stato nella lotta all'evasione fiscale e contributiva allora riceve dei premi. Secondo i dati del ministero dell'Interno, sono poco più di 500 i municipi che si divideranno i 18 milioni erogati per aver collaborato all'attività di constrasto contro gli evasori nel 2013.
    Come riporta Italia Oggi sono circa cinquecento i Comuni che si divideranno le risorse. Le cifre, in alcuni casi, sono solo simboliche visto che qualche municipio riceveranno solo 50 o 100 euro ma in altre città sono invece ossigeno per i conti pubblici. Milano, ad esempio, è l'amministrazione comunale che riceverà il contributo maggiore: 1,6 milioni di euro. Al secondo posto si piazza Torino con 1,18 milioni e al terzo posto spunta Genova. Il capoluogo ligure potrà avere nel bilancio un milione tondo in più. Rimandata invece Roma, che riceverà solo 41mila euro. L'Emilia Romagna è invece la regione con il riconoscimento più alto in Italia. I Comuni della regione sono quelli che hanno maggiormente collaborato alla lotta all'evasione, e sono quelli che riceveranno maggiori introiti. Modena incasserà 900mila euro, Reggio Emilia 386mila, Bologna 341mila, Rimini 482mila euro, Formigine in provincia di Modena 526mila euro e Castel San Pietro Terme prenderà 405 mila euro.
    Il grande assente è il Sud. Pochi sono i municipi che hanno collaborato con l'Agenzia delle Entrate inviando segnalazioni qualificate. In tutto il meridione riceveranno dei contributi solo quattordici città campane, tra le quali non compare Napoli, tutte con cifre irrisorie, dieci municipi calabresi, quattro città pugliesi, e solo una siciliana, Troina, in provincia di Enna.
    Lotta all'evasione: pochi soldi ai Comuni. Grande assente il Sud - IlGiornale.it

    Sicilia, 300 dirigenti nei musei ma Crocetta non trova i soldi per le lampadine e le bollette
    Promossi nottetempo centinaia di funzionari e dirigenti: stipendi da 60 a 80mila euro l'anno. E la Regione non paga il riscaldamento e i telefoni ai musei
    Sergio Rame
    "Non ci sono soldi". Alla Regione siciliana continuano a ripeterlo. Perché, se da una parte il governatore Rosario Crocetta è riuscito in extremis a trovare 400mila euro per pagare gli straordinari di dicembre dei custodi e garantire l'apertura dei musei anche nei festivi, dall'altra nel 2014 non ha investito neppure un euro per far funzionare (meglio) i siti e le aree archeologiche che ospitano quei gioielli che tutto il mondo invidia alla Sicilia e all'Italia.
    Come la Venere di Morgantina che, quando è stata ospitata dal Getty Museum di Malibù è stata ammirata nel giro di poche settimane da 400mila visitatori. Nel piccolo Museo di Aidone, invece, in un anno si e no 30mila visitatori ammirano la bellezza della Venere. Eppure Crocetta & Co., qualche soldino lo spendono per i musei dell'isola. O meglio: per pagare gli stipendi dei dirigenti. Tanto che la la Regione ne ha più del ministero dei Beni culturali: 306 contro 191.
    È un paradosso tutto italico quello raccontato da Antonio Fraschilla su Repubblica. Un paradosso che suona come una presa in giro. Perché al museo di Aidone, tanto per fare un esempio, non hanno il becco di un quattrino per stampare brochure e guide ma mantengono ben tre dirigenti che guadagnano dai 60 agli 80mila euro l'anno. Di questi ben due sono agronomi. Che ci faranno degli agronomi alla guida di un museo è un mistero difficile da sciogliere. Eppure la Regione siciliana sembra puntare tutto sugli agronomi. Tanto che un altro è stato nominatro a guidare il parco di Selinunte. Al suo fianco ci sono anche un architteto e un ingegnere. Stesso discorso per il parco archeologico di Agrigento. Qui i dirigenti sono ben otto, ma soltanto uno è archeologo. Anche alla Villa romana del Casale di Piazza Armerina i dirigenti non mancano. Ce ne sono ben due. Tanto per dare un'idea di come funziona nel resto del Paese: Al Polo museale fiorentino, che gestisce pure la Galleria degli Uffizi c'è solo un dirigente.
    "Colpa di una legge che in una notte del Duemila - denuncia il responsabile del dipartimento dei Beni culturali Salvatore Giglione - ha promosso mille funzionari a dirigenti". Non importa se questa gente non avesse la qualifica adatta. Portato a casa il lustrino da dirigente, ecco che nel giro di breve la maggior parte si è fatta spostare verso siti e aree archeologiche più vicine a casa. Non essendoci posto per tutti, la Regione sicialiana ha affidato ai dirigenti in più studi e ricerche. Su cosa? I teatri attivi in Sicilia, tanto per fare un esempio. O sulle feste popolari nell'Isola Orientale, per farne un altro.
    E mentre i dirigenti portano a casa fino a 80mila euro l'anno, Crocetta non ha i soldi per pagare le bollette. Quella del telefono, per esempio. "Possiamo solo ricevere le telefonate - spiegano al Museo archeologico di Enna - ma questo non è l'unico problema: non abbiamo fondi per pagare il gas e quindi niente riscaldamenti". Anche con la luce non va troppo bene. A Mazara del Vallo mancano i soldi per pagare un elettricista che venga a sistemare una luce bruciata e così il Satiro danzante è illuminato solo per metà. Al Paolo Orsi di Siracusa, invece, non aggiustano da anni le telecamere di sicurezza. E ancora: da Taormina a Segesta non viene stampata una brochure per pubblicizzare le bellezze della Sicilia. Ma nemmeno vengono indette gare sui servizi aggiuntivi. Quindi, niente caffetterie né bookshop. E questa è l'Italia che dovrebbe scommettere tutto sul turismo.
    Sicilia, 300 dirigenti nei musei ma Crocetta non trova i soldi per le lampadine e le bollette - IlGiornale.it



    È cieca totale ma guida l’auto
    di FRANCESCO OLIVA
    CASTRÌ - Guidava la macchina destreggiandosi tranquillamente nel traffico, svolgeva senza alcun problema le normali attività quotidiane e saliva le scale di casa con apparente disinvoltura. Eppure per lo Stato, da ben tredici anni, M.P.C., 40enne di Castrì risulta cieca totale e per questo handicap, fino al dicembre scorso, ha beneficiato della pensione d’invalidità e di accompagnamento. In tutti questi anni la donna avrebbe raggirato la Commissione invalidi civili dell’Asl e la Commissione medica di verifica dell’Inps di Lecce intascando oltre 154mila euro.
    La presunta finta cieca, però, è stata smascherata e denunciata dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Lecce con l’accusa di truffa aggravata ai danni dello Stato. Il suo nome compare nell’avviso di conclusione delle indagini preliminari a firma del sostituto procuratore France - sca Miglietta. Nello specifico, l’inchiesta è scattata nel dicembre di un anno fa nell’ambito degli accertamenti condotti dai carabinieri, guidati dal capitano Biagio Marro. M.P.C. è stata pedinata, fotografata e filmata per alcuni mesi e si è scoperto come la sua cecità totale risultasse solamente sulla carta.
    La 39enne, infatti, svolgeva una vita regolare nonostante intascasse la pensione d’invalidità sin dall’età di 26 anni. Nel corso dell’indagine, gli investigatori hanno acquisito le cartelle delle visite effettuate presso l’Asl di Lecce e spulciando l’intera documentazione i carabinieri hanno appurato come la donna risultasse affetta da una cecità totale. Così l’ufficio Invalidi Civili del Comune di Castrì avrebbe concesso alla 40enne la pensione d’invalidità in conseguenza dello stato di invalidità riconosciuto dalla Commissione medica sin dal dicembre del 2001.
    L’indagine non si può ritenere assolutamente chiusa. Gli eventuali successivi passi dell’inchiesta dovranno accertare se la donna si sia avvalsa della complicità di qualche componente delle varie Commissioni mediche che si sono succedute in occasione delle visite specialistiche.
    E' cieca totale ma guida l'auto | La Gazzetta del Mezzogiorno.it



    Università di Bari
    Così si aggira il codice etico
    di MASSIMILIANO SCAGLIARINI
    BARI - Prima hanno faticosamente stabilito un principio. Questo: chi ha moglie o marito nello stesso dipartimento non può diventare professore. Poi hanno trovato il modo di aggirarlo. Era prevedibile, lo dicevano tutti, e infatti sta per accadere. Ad appena 18 giorni dall’approvazione del codice etico, sei ore di discussione per far trionfare il buon senso, l’Università di Bari darà a tutti una magnifica dimostrazione di italianità: le regole ci sono per essere eluse. Martedì la seduta di consiglio del dipartimento di Lettere, Lingue, Arti, Italianistica e Culture comparate (Lelia) avrà al nono punto all’ordine del giorno la richiesta di mobilità, verso il dipartimento di Scienze dell’antichità e del tardoantico, del professor Davide Canfora, uno tra i più giovani ordinari d’Italia, docente di Filologia italiana e figlio d’arte: suo padre Luciano, è studioso e saggista.
    Ma perché il professor Canfora junior decide di tornare nel dipartimento in cui suo padre è professore emerito ed in cui ha insegnato anche sua madre, Renata Roncali, altra eccellente antichista? Non si sa, né lui intende rivelarlo: «Non mi sembra un argomento interessante su cui soffermarsi - dice, un po’ sorpreso per la domanda, contattato al telefono - e ora scusi, sto guidando, magari ci sentiamo più tardi».
    C’è però una coincidenza che merita di essere raccontata. Tra i 31 nuovi posti da professore associato che stanno per essere banditi, due afferiscono al dipartimento Lelia: uno andrà a Letteratura francese, l’altro a Letteratura italiana, settori disciplinari che peraltro non appaiono scoperti. Ebbene, tra i ricercatori confermati del dipartimento in possesso di abilitazione nazionale c’è Stella Maria Castellaneta, docente di Letteratura italiana. Stella Maria Castellaneta è la moglie di Davide Canfora. Se il professor Canfora junior rimanesse lì dov’è, la professoressa Castellaneta non potrebbe partecipare all’imminente concorso per associato: dal 30 ottobre lo vieta il codice etico, e lo vieta di conseguenza il nuovo regolamento per il reclutamento che proibisce «parenti e affini» fino al quarto grado e anche mariti e mogli.
    Ma basta un cambio di dipartimento, ed ecco che il codice etico non vale più: peraltro, a concorso espletato, nulla vieta di tornare al punto di partenza. Ed è tutto perfettamente lecito: nessuno vieta a un docente di spostarsi dove più lo aggradi, previo parere positivo del dipartimento.
    Chi conosce l’università barese spiega che questo caso non sarà l’unico. Perché, laddove tecnicamente possibile, nelle prossime settimane avverranno molti trasferimenti per aggirare il dettato del codice etico. Sei mesi di sacrifici, un anno al massimo, poi si torna al punto di partenza. Come al gioco dell’oca.
    Università di Bari Così si aggira il codice etico | La Gazzetta del Mezzogiorno.it


  5. #295
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    Predefinito Re: Terryes

    Maxi frode da 45 milioni. Rubavano ritenute previdenziali operai

    Più di 2.000 vittime. Gdf sequestra conti correnti, quote societarie e beni immobili per oltre 22 milioni di euro.

    ROMA (WSI) - Maxi blitz della Guardia di Finanza, scovata organizzazione criminale a danno dell'Erario e anche di più di 2.000 operai. Le fiamme gialle del Comando provinciale di Roma e di altre 10 province hanno eseguito nel Lazio, Toscana, Veneto, Emilia Romagna e Campania sequestri di conti correnti, quote societarie e beni immobili per un valore superiore a 22 milioni di euro.

    Scovato il network criminale della società di facchinaggio "Apri e chiudi", reo di una frode fiscale di un valore oltre 45 milioni di euro. Gli indagati - sono otto -si appropriavano delle ritenute previdenziali dei dipendenti e con l'ammontare acquistavano yacht, auto di lusso, ville.

    Ora dovranno rispondere di frode fiscale, ma anche di riciclaggio, appropriazione indebita, distruzione delle scritture contabili e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.

    L'organizzazione criminale aveva al suo vertice quattro campani, amministratori di grandi aziende con appalti su tutto il territorio nazionale per la fornitura di manod'opera (facchini, operai, call center, etc).Obiettivo era quello di dar vita - avvalendosi di "teste di legno" - a cooperative o s.r.l. con una "vita media" di tre o quattro anni, fatturando regolarmente gli elevati ricavi ma "dimenticandosi" di versare qualsiasi tipo di imposta (Iva, Ires, Irap, ritenute d'acconto, contributi Inps e oneri sociali), frodando così non solo il Fisco per 45 milioni di euro ma anche migliaia di lavoratori.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  6. #296
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    Predefinito Re: Terryes

    mi preoccupa di più la sorte degli operai.

  7. #297
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    Predefinito Re: Terryes

    Per quelli come per tutti non c'è futuro comunque.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  8. #298
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    Predefinito Re: Terryes

    vero. glieli avrebbero fregati comunque.

  9. #299
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    Predefinito Re: Terryes

    Alla guida senza patente e senza assicurazione: sequestrati 26 minibus
    Ventisei minibus adibiti al trasporto scolastico fermati dai carabinieri a Giugliano, elevate sanzioni per circa 15mila euro. Ci sono state anche contestazioni a privati abusivi e per minibus non omologati. Il resoconto dei servizi è purtroppo poco confortante: c'era chi guidava senza patente, chi aveva trasformato camion in minibs, chi non aveva l'assicurazione e pure chi circolava con un veicolo sequestrato.
    Alla guida senza patente e senza assicurazione: sequestrati 26 minibus

    Test truccati Medicina
    chieste 65 condanne
    BARI – Il pm di Bari Ettore Cardinali ha chiesto 65 condanne comprese fra 6 mesi e 3 anni di reclusione nel processo sui test d’ingresso truccati nel 2007 alle facoltà a numero chiuso di Medicina e Odontoiatria delle Università di Bari e Ancona. Le condanne più elevate, a 3 anni di reclusione e 400 euro di multa, sono state chieste nei confronti del ginecologo Giuseppe Varcaccio e del professor Maurizio Procaccini, direttore della cattedra di odontoiatria di Ancona, accusati, insieme con il tecnico informatico Francesco Avellis e con Emanuele Valenzano, padre di uno dei candidati (per loro chieste condanne rispettivamente a 2 anni e 4 mesi e 2 anni e 6 mesi di reclusione), di aver allestito per i test del 4 e 5 settembre 2007 due centrali operative da cui partivano via sms le risposte ai quesiti ministeriali.
    Per 51 imputati, tra studenti candidati e genitori, il pm ha chiesto condanne comprese fra 2 anni, 4 mesi e 400 euro di multa e 2 anni, 6 mesi e 400 euro di multa per truffa e falso. Per altri 12 imputati la Procura ha chiesto condanne a 6 e 7 mesi di reclusione.
    Test truccati medicina chieste 65 condanne e 8 assoluzioni | La Gazzetta del Mezzogiorno.it

    I dolci fanciulli terronici....

    Ragazzino picchiato nel centro commerciale: identificati gli aggressori
    Il 15 novembre, a Nola, aggredito a calci e pugni da un gruppo di 7 giovani nel Centro Commerciale “Vulcano Buono”.[?!?!] Dopo l’aggressione il ragazzo è stato portato all’Ospedale di Nola dove i medici gli hanno diagnosticato traumi contusivi alla testa, all’addome e in varie parti del corpo guaribili in 10 giorni.
    Dopo la denuncia sono partite le indagini dei carabinieri che hanno ricostruito l’episodio e identificato i responsabili: 7 giovani provenienti da una cittadina del nolano di età compresa tra i 14 e i 16 anni, denunciati.
    Ragazzino picchiato nel centro commerciale: identificati gli aggressori

    Crocetta trova lavoro alla sua baby assessora silurata
    Il governatore col rimpasto ha dovuto estromettere dalla giunta Nelli Scilabra, contestatissima per il flop del click day quando aveva la delega alla Formazione. Ma adesso la piazza in Regione, alla guida della sua segreteria particolare
    Mariateresa Conti
    È uscita dalla porta e rientra dalla finestra. E fa il percorso contrario a quello fatto da Michela Stancheris, la segretaria che Crocetta aveva promosso assessore nella sua precedente giunta.
    Nelli Scilabra, invece, la studentessa fuori corso già assessore alla Formazione della Regione siciliana che il governatore, col suo terzo rimpasto, è stato costretto a estromettere dalla giunta, diventa adesso il capo della segreteria particolare del governatore.
    L'incarico non è stato ancora formalizzato. Ma dall'ex baby assessore che Crocetta aveva posto alla guida di un settore monstre come quello della Formazione professionale sembra sia arrivato il via libera. Del resto, perché una volta disoccupata avrebbe dovuto rifiutare uno stipendio, sia pur non lauto visto che i funzionari guadagnano in media circa 29 mila euro l'anno? Proprio l'inquadramento della Scilabra è uno dei problemi per la formalizzazione dell'incarico. Non essendo laureata, la neo segretaria particolare non può infatti essere inquadrata come dirigente. E poi c'è pure un altro nodo, quello del cosiddetto decreto «anticorruzione», che vieta incarichi dirigenziali a chi è stato in giunta negli ultimi due anni. Un problema che si è già posto - come ricorda il sito Live Sicilia - per il neo assessore alla Formazione del Crocetta ter, Mariella Lo Bello, che era, ironia della sorte, il capo della segreteria particolare del governatore.
    La Scilabra, già più giovane assessore della giunta Crocetta, è finita nella bufera l'estate scorsa, in seguito al flop del cosiddetto «click day», la selezione per assegnare tirocini retribuiti ai giovani siciliani. L'iniziativa è stata un fiasco, il sito è andato in tilt. Anche la magistratura ha messo il naso sul caso. E la Scilabra, come assessore responsabile del settore Formazione, è finita nell'occhio del ciclone politico, con tanto di mozione di sfiducia arrivata a un soffio dalla votazione in aula. Invano Crocetta ha tentato di salvare la sua baby assessore. Le ha provate tutte, l'ha difesa a spada tratta. Ma alla fine ha dovuto cedere, e estrometterla dalla squadra. Adesso il ripescaggio, quasi immediato.
    Crocetta trova lavoro alla sua baby assessora silurata - IlGiornale.it



    Sicilia, truffe alle assicurazioni: coinvolti in 117, falsi incidenti simulati in pista
    La polizia ha smantellato una organizzazione che nella zona di Partinico (Palermo) avrebbe messo a segno decine di truffe nei confronti di compagnie assicurative automobilistiche. Nell’ambito dell’operazione denominata “Phantom Crash” gli agenti del locale commissariato, insieme ai colleghi di Corleone e della squadra mobile di Palermo, hanno eseguito 23 misure cautelari a carico di altrettanti soggetti ritenuti, a vario titolo, inseriti in un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di truffe ai danni di note compagnie assicurative.
    Le indagini, condotte anche con intercettazioni telefoniche e riprese video, hanno permesso di registrare i meccanismi di una truffa messa a segno in modo sistematico da un’organizzazione ben rodata. A farne parte, con compiti distinti, una serie di professionisti tra avvocati, periti assicurativi e impiegati postali. Anche per loro sono scattati gli arresti. Per compiere la truffa è stato sfruttato un vasto appezzamento di terreno a Partinico, nella disponibilità della “mente” della banda, utilizzato come pista di collisione dove provocare gli incidenti che poi sarebbero stati denunciati come reali e avrebbero portato a lauti risarcimenti da parte delle compagnie assicurative.
    L’inchiesta è partita quando sono stati incrociati i dati di alcuni incidenti ed è stato scoperto che le persone coinvolte erano sempre le stesse. Molte riconducibili al clan familiare che, secondo l’accusa, avrebbe fatto capo a Vincenzo Nobile, 54 anni nullafacente che insieme alla moglie Provvidenza Saputo, di 45 anni, aveva un tenore di vita decisamente elevato. Dell’organizzazione familiare facevano parte anche Carmela Mattina, Giuseppe Marino e Francesco Marrocco. Tutti sono finiti ai domiciliari.
    Due anni di indagini hanno infatti consentito di scoprire da dove venivano i guadagni. Sono stati individuati 82 falsi incidenti stradali analizzati per emettere i 23 provvedimenti cautelari. . Sono state 117 le persone coinvolte nell’inchiesta, per 28 di loro scatta anche l’aggravante dell’ associazione a delinquere. Dodici le compagnie assicuratrici truffate per 350mila euro.
    “Abbiamo scoperto solo la punta di un iceberg – dice Salvatore Siragusa commissario di Partinico che ha condotto l’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Geri Ferrara – L’indagine è solo all’inizio visto che stiamo passando la setaccio altri incidenti. L’organizzazione utilizzava anche le auto a noleggio per simulare gli scontri. Servivano le targhe e documenti delle vetture per mettere a segno la truffa”. Molti degli incidenti venivano creati, secondo gli investigatori, in contrada Vacanti nella villa di Vincenzo Nobile.
    “Un vero bunker – dice il procuratore aggiunto Dino Petralia -, è questa la particolarità dell’inchiesta. È stato possibile ricostruire quanto avveniva grazie all’ausilio delle immagini riprese dall’alto da un elicottero che ha sorvolato la zona. Per completare l’opera non perfettamente riuscita si utilizzavano mazze e spranghe contro le vetture”. L’organizzazione fabbricava i finti incidenti coinvolgendo i residenti di Partinico, Borgetto, Trappeto, Balestrate.
    Sono stati individuati 300 scontri e tamponamenti costruiti ad arte da periti, avvocati, assicuratori, geometri, impiegati di banca per truffare una trentina di compagnia assicurative. In diversi casi i periti nominati dal sostituto procuratore Calogero Ferrara avrebbero stabilito che le ammaccature alle auto sarebbero state provocate da colpi di mazza e non da veri tamponamenti. “È stata disarticolata un’organizzazione che in questi anni in un territorio come quello partinicese poteva contare su una fitta rete di connivenze”, ha detto il questore di Palermo Nicola Zito.
    Sicilia, truffe alle assicurazioni: coinvolti in 117, falsi incidenti simulati in pista | Canicatti Web Notizie

    Gdf, 3 miliardi rubati allo Stato tra corruzione e truffe dei finti poveri
    Denunciati 5 mila dipendenti pubblici
    È impietoso l’ultimo rapporto della Guardia di Finanza: i danni erariali provocati da funzionari e impiegati infedeli ammontano a 2 miliardi e 22 milioni di euro; quelli per le truffe sono pari a un miliardo e 358 milioni di euro. I dipendenti pubblici denunciati da gennaio a ottobre sono stati 5.073.
    E non è il solo danno per la collettività. Come ricostruisce il "Corriere della Sera", anche la galassia dei falsi poveri è molto popolata. Decine di migliaia di persone riescono a ottenere benefici senza averne i requisiti.
    Su 8.000 controlli effettuati, sono stati trovati 2.500 soggetti che hanno indebitamente beneficiato di prestazioni sociali agevolate come l’accesso in corsia preferenziale ad asili nido ed altri servizi per l’infanzia, la riduzione del costo delle mense scolastiche, i “buoni libro” per studenti e le borse di studio, i servizi socio sanitari domiciliari, le agevolazioni per i servizi di pubblica utilità, quali luce o gas.
    Sono state accertate frodi al sistema previdenziale ed assistenziale per oltre 77 milioni di euro. Le principali truffe hanno riguardato, l’indennità per falsi invalidi, le misure di sostegno alla disoccupazione per falsi braccianti agricoli ed il pagamento di pensione a soggetti deceduti.
    Gdf, 3 miliardi rubati allo Stato tra corruzione e truffe dei finti poveri - Tgcom24



    Un cognome, una garanzia....

    False spese elettorali, la Corte dei conti fa decadere la consigliere Coppola
    L’esponente di Forza Italia aveva dichiarato spese per 40 mila euro invece di 208mila.
    VENEZIA Il consigliere regionale veneto Isi Coppola è stata dichiarata decaduta dalla carica dalla Corte d’Appello di Venezia. Coppola, che è anche assessore nella giunta guidata da Luca Zaia, è stata condannata al pagamento della sanzione amministrativa per 110 mila euro. La decisione dei giudici lagunari è legata a una vicenda giudiziaria avviata alcuni anni fa con un ricorso presentato da un elettore, Luca Rossetto, centrata sulle spese elettorali sostenute per le regionali del 2010 da Isi Coppola. La stessa aveva dichiarato di aver speso poco meno di 40mila euro, come previsto dalla legge. Secondo Rossetto, invece, sulla base di quanto sostenuto dall’amico ed ex consigliere regionale di Fi Renzo Marangon - che era uscito sconfitto dal confronto elettorale -, le spese sarebbero state di superiori a quanto dichiarato e quindi a quanto previsto dalle norme, circa 208mila euro. La Corte d’Appello di Venezia ha accolto il ricorso e ha dichiarato decaduta dalla carica di consigliere regionale Isi Coppola, oltre a dover rifondere a Rossetto le spese. La sentenza è esecutiva.
    False spese elettorali, la Corte dei conti fa decadere la consigliere Coppola - Corriere del Veneto



    Il DNA teronico è insopprimibile, non solo a Venezia, ma anche a New York....

    NEW YORK NON DORME MAI, IL SUO SINDACO DORME TROPPO - DE BLASIO IN RITARDO ALLA COMMEMORAZIONE PER LE VITTIME NEL QUEENS: “UNA NOTTATACCIA” - LE BEFFE SI SPRECANO: IL NEW YORK POST GLI REGALA UNA SVEGLIA, I REPUBBLICANI DUE LATTINE DI RED BULL
    Rolla Scolari per “il Giornale”
    È alla guida della città soltanto da pochi mesi e a New York tutti sanno da tempo che il sindaco Bill de Blasio arriva sempre in ritardo. «Dall'inizio del suo mandato, il sindaco ci ha abituati a farsi attendere - scrive il quotidiano New York Times - Uomini d'affari sono rimasti abbandonati in sale riunioni, giornalisti si sono ritrovati davanti a podi vuoti». C'è chi ragiona ormai in «orario De Blasio», scrive sempre il giornale.
    Soltanto pochi giorni fa, però, la cattiva abitudine del primo cittadino è finita sulle prime pagine dei quotidiani, e non soltanto quelli locali. Alle 9:05 di mercoledì mattina, De Blasio avrebbe dovuto iniziare un discorso nel quartiere di Rockaway Park, in occasione della commemorazione delle 265 vittime del volo American Airlines 587 che, in rotta verso Santo Domingo e appena decollato dall'aeroporto di Jfk, precipitò il 12 novembre 2001 sul quartiere newyorchese di Belle Harbor, nel Queens. Alle 9:16, orario esatto dello schianto, è stata fatta suonare una campana e c'è stato un momento di silenzio in ricordo delle vittime. Il sindaco De Blasio non c'era, è arrivato soltanto dopo le 9:20, hanno riportato i mass media cittadini.
    Dopo, quando ormai tutta New York parlava dell'inammissibile ritardo, in una conferenza stampa il primo cittadino ha dato la colpa a «una notte di sonno difficile» e «alla nebbia».
    «Non mi sentivo bene questa mattina - si è giustificato De Blasio - mi sono svegliato un po' fiacco e avrei dovuto fare più in fretta». Le scuse, ha spiegato, sono arrivate di persona ai parenti delle vittime presenti nel Queens. Tuttavia, giornali e televisioni cittadini non hanno smesso di parlare dell'episodio e della lunga lista di precedenti, tra cui c'è anche il ritardo per un discorso durante il suo viaggio in Italia sui luoghi di origine della sua famiglia. I rivali repubblicani non potevano farsi sfuggire l'occasione per assestare qualche colpo al rivale democratico.
    Il Comitato del Grand Old Party nello Stato di New York ha deciso di tentare la via dell'ironia. E il sindaco si è visto recapitare a Gracie Mansion, la residenza ufficiale dei sindaci di New York, due lattine della bibita energetica Red Bull: «Speriamo che queste lattine di Red Bull senza zucchero la aiutino a diradare la nebbia dopo una difficile nottata», hanno scritto i repubblicani in un biglietto che accompagnava il pacchetto.
    Il New York Post ha invece spedito un suo cronista a recapitare giovedì a De Blasio una sveglia - bianca, modello retro, per meglio adattarsi all'arredamento da fine XVIII secolo della sua residenza. «Sindaco De Blasio, questa è la tua sveglia - ha scritto il giornale - l'assonnato sindaco della città che non dorme mai, può ora riposarsi con tranquillità».



    Similes cum similibus facillime congregantur.....

    Ultima modifica di Erlembaldo; 22-11-14 alle 01:38

  10. #300
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    Predefinito Re: Terryes

    Citazione Originariamente Scritto da Erlembaldo Visualizza Messaggio
    In quella foto c'è un mondo che l'antropologia dovrebbe studiare , dal particolare capire il generale .
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

 

 
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