Calabria, scoperti finti ciechi. Andavano da soli in palestra
Calabria.Alcuni hanno anche fornito indicazioni stradali ai finanzieri che si fingevano turisti o passanti
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Calabria, scoperti finti ciechi. Andavano da soli in palestra
Calabria.Alcuni hanno anche fornito indicazioni stradali ai finanzieri che si fingevano turisti o passanti
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Ultima modifica di ventunsettembre; 10-07-15 alle 18:24
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.




Esatto.
se no come farebbero ad andare in spiaggia ANCHE nei giorni feriali per alleviare il caldo?
Poverini! Vorresti mica vederli soffrire e magari fare qualcosa contro natura, tipo lavorare?
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


antò fa ccalddddo


Non per andare ad incassare la pensione o lo stipendio rubati.
Uno sforzo si può ben fare!
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


Ariano irpino. Operaio si ferisce al basso ventre con un flex
Un operaio di 35 anni è rimasto ferito al basso ventre mentre tagliava una lamiera. L'incidente è avvenuto in un'azienda che produce infissi in alluminio ad Ariano Irpino. L'uomo è stato sottoposto ad intervento chirurgico all'ospedale di Ariano Irpino.
Operaio si ferisce al basso ventre con un flex | Il Mattino
Caivano. Faceva da autista alle prostitute ma voleva essere pagato in natura: arrestato
CAIVANO - Lo chauffeur delle prostitute che si faceva pagare in natura. Come un puntuale autista, prelevava due ragazze, una slovena e una romena, dalla loro abitazione, e le accompagnava nei pressi di un viottolo di campagna, sulla strada provinciale del Gaudello, a Caivano dove le due donne, esercitavano il mestiere più antico del mondo. E a fine «turno», le andava a prendere per riaccompagnarle a casa, ma non prima di essere pagato in natura.
Le manette sono scattate per Luigi Del Mastro, 53 anni, incensurato di Capodrise, bloccato a bordo della sua Hunday Athos, mentre come tutte le mattine accompagnava le donne sul posto di «lavoro», dai carabinieri della tenenza di Caivano, diretta dal tenente Aldo Di Foggia, che da tempo avevano notato quella Athos, circolare in località Guadello che da tempo per la presenza di decine di prostitute di diverse nazionalità, si era trasformata in una sorta di grande casa chiusa, però a cielo aperto.
Alle domande dei militari che gli chiedevano ragione della sua assidua frequenza nella zona e anche sulla presenza in auto delle due ragazze, lo chauffeur delle donnine, è solo riuscito a farfugliare parole senza senso. Per niente intimorite della presenza dei militari, le due ragazze invece, hanno confermato il ruolo di autista di Luigi Del Mastro e rivelato anche le «modalità» di pagamento del servizio di accompagnamento perché l’uomo pretendeva ed otteneva prestazioni sessuali. La versione delle due prostitute, smentita con sdegno vigoroso dall’autista, è stata successivamente smentita dalla verifica dei rispettivi cellulari dai quali sono emersi contatti telefonici quotidiani: fermato è stato posto agli arresti domiciliari.
I carabinieri hanno sequestrato l’auto, i cellulari, una sessantina di profilattici, alcune confezioni di salviettine disinfettanti e deodorate e anche due paia di scarpe da donna, tacco 18 centimetri, indossate dalle prostitute per attirare i clienti.
Faceva da autista alle prostitute ma voleva essere pagato in natura: arrestato | Il Mattino
Mugnano, ottantenne preparava bombe molotov: arrestato
A 80 anni stava preparando bombe molotov; arrestato dai carabinieri.
I militari della stazione di Mugnano di napoli hanno tratto in arresto per detenzione illegale di ordigni artigianali Salvatore Chianese, 80 anni, residente in via Sequino, trovato in possesso nel corso di perquisizione domiciliare di 3 bottiglie di vetro contenenti liquido infiammabile (una delle stesse era già stata inserita in contenitore di alluminio e dotata di innesco) nonché di un altro portabottiglia di alluminio vuoto. Sono ancora in corso accertamenti per verificare il perché delle detenzione del materiale. L’arrestato è ai domiciliari.
Ottantenne preparava bombe molotov: arrestato | Il Mattino
Montoro. In nero affittava 62 immobili: scoperto dalla Finanza
Sessantuadue tra appartamenti e negozi affittati in nero da anni: la Finanza di Avellino scopre un evasore a Montoro. Almeno 100 mila euro di evasione dal mancato versamento delle imposte. In cinque anni l'uomo ha incassato 300 mila euro di affitti mai dichiarati, secondo quanto accertato dagli uomini del colonnello Mancazzo.
Affittava in nero 62 immobili: scoperto dalla Finanza | Il Mattino
Truffa al distributore di benzina: GdF sequestra impianto a Nola
di Carmen Fusco
Nola- Una specie di tassa fissa, venti centesimi prima ancora che la benzina cominciasse a scorrere nei serbatoi delle auto. Erogatori manomessi in un distributore di carburante a Nola.
A scoprire la truffa sono stati gli uomini della Guardia di Finanza di Nola, diretti dal capitano Luca Gelormino. I sigilli sono scattati ad un impianto di distribuzione multiservice con 8 erogatori. In pratica mentre il display già segnava come per erogati 20 centesimi di benzina, dall'erogatore non era ancora fuoriuscita nemmeno una goccia di carburante. A conti fatti e considerato il flusso di auto, l'artifizio ha consentito di intascare illecitamente migliaia di euro al mese.
Truffa al distributore di benzina: GdF sequestra impianto a Nola | Il Mattino
Peculato con soldi ticket: indagato neoconsigliere Puglia
BRINDISI – Un avviso di conclusione delle indagini per l’ipotesi di peculato in continuazione commesso da incaricato di pubblico servizio è stato disposto a carico di due persone tra cui Mauro Vizzino, 34 anni, di Mesagne, neoeletto consigliere regionale nella lista Emiliano sindaco di Puglia.
Secondo quanto emerso dalle indagini, coordinate dal pm Milto Stefano De Nozza e condotte dal Nas di Taranto, Vizzino, dipendente della ditta Svimservice, che gestiva all’epoca dei fatti il servizio di prenotazioni delle prestazioni erogate attraverso il Cup dalla Asl di Brindisi, facendo risultare non eseguite alcune prestazioni che lo erano invece state, tramite uno storno inserito nel sistema informatico, avrebbe attivato procedure di falsa restituzione ai pazienti di diversi importi che variano dai 4 ai 70 euro, appropriandosi così di una somma complessiva pari a 1192 euro.
Stesso meccanismo per un altro assistente amministrativo come Vizzino addetto alla prenotazioni, Alessandro Coccioli, 40 anni, di Mesagne, che risulta indagato nello stesso procedimento per l’appropriazione di 836 euro. I fatti contestati si riferiscono a un periodo compreso tra il 2009 al 2012.
Peculato con soldi ticket: indagato neoconsigliere Puglia | La Gazzetta del Mezzogiorno.it
Sorrento Express, il treno fantasma per i turisti: flop della Circum
di Francesco Gravetti
SORRENTO - I turisti ricorderanno prima di tutto la beffa: il Sorrento Express, treno fantasma nelle ultime settimane. Corse saltate o soppresse a causa delle agitazioni sindacali, biglietti prenotati, pagati e ora da rimborsare. I guai della Circum che non finiscono mai.
Il bilancio della lunga battaglia resta pesante: caos e disagi per i pendolari e danni pure per i turisti. Questi ultimi hanno dovuto fare i conti con la beffa del Campania Express, il treno superveloce che da Napoli porta a Sorrento, Pompei ed Ercolano. Ci sono le hostess a bordo, bisogna pagare 15 euro (andata e ritorno e si può scendere e salire quanto si vuole) ma, finora, il «Freccia Rossa della Circum» non è decollato.
L’Eav, poi, ha dovuto sospendere il servizio nei giorni della protesta, garantendo il rimborso dei biglietti già prenotati: un problema in più per un’offerta che finora non ha soddisfatto in pieno. I numeri non sono affatto da record: circa 30 persone al giorno da spalmare, però, su tre corse (8,37 – 12,06 – 18,36). Dieci turisti su ogni treno, insomma. Non certo una folla.
Sorrento Express, il treno fantasma per i turisti: flop della Circum | Il Mattino
Frigento, donna di 64 anni muore dopo un'operazione alla tiroide: scattano 22 avvisi di garanzia
FRIGENTO - Ci sono ventidue avvisi di garanzia per la morte di Carmela Santoli, la 64enne di Frigento deceduta dopo un intervento alla tiroide. Le indagini degli inquirenti casertani sono partite a seguito di un esposto presentato dalla figlia di Carmela Santoli per una morte sospetta a seguito di intervento di tiroidectomia per gozzo colloido–cistico.
Il calvario di Carmela Santoli è durato dieci giorni dal momento dell’operazione. La donna è stata sottoposta all’intervento il 17 giugno in una struttura sanitaria irpina. All’uscita della sala operatoria, dopo un intervento durato diverse ore, secondo i familiari la donna era cosciente, parlava con tutti, ma presentava problemi respiratori molto vistosi. Per i medici si trattava di uno spasmo tracheale, quindi tutto in linea con il decorso post operatorio. Da qui l’applicazione del protocollo medico previsto. Per la figlia della paziente invece la situazione non era per nulla tranquilla.
Il giorno dopo Carmela è entrata in coma. Trasferita in una struttura sanitaria casertana le è stato riscontrato un edema cerebrale. A distanza di 24 ore da questo secondo ricovero arriva il decesso il 26 giugno. Tanti i dubbi per una situazione che è precipitata in pochi giorni. I familiari allora hanno pensato di rivolgersi all’avvocato Guerino Gazzella di Ariano Irpino che ha raccolto tutte le informazioni possibili prima di adire le vie legali. Da qui la presentazione dell’esposto presso il Commissariato di Ariano Irpino contro presunti responsabili della morte di Santoli. Nell’immediato l’avvocato Gazzella ha chiesto all’autorità giudiziaria il sequestro della cartella clinica dalla quale si potranno valutare anche le cure somministrate dopo l’intervento alla tiroide.
Donna muore dopo un intervento alla tiroide: ventidue indagati | Il Mattino
Discarica abusiva sotto il cimitero del Pianto: «Temiamo per la nostra salute»
di Oscar De Simone
NAPOLI - Il degrado generato dai cumuli di rifiuti scaricati durante tutte le ore del giorno e della notte, è la triste realtà con cui – da tempo – sono costretti a confrontarsi i residenti di via Claudio Miccoli nel quartiere napoletano di Poggioreale. “Non è possibile continuare a vivere in queste condizioni” grida un anziano abitante del posto, manifestando tutta la sua insoddisfazione. “Queste terre immediatamente sotto al camposanto sono completamente abbandonate. Noi dalle nostre abitazioni assistiamo spesso agli sversamenti indiscriminati che vengono effettuati alle spalle di quello che una volta era un campetto di calcio e che ancora oggi viene frequentato dai ragazzini della zona”. Le cappelle e le lapidi del cimitero del Pianto che sovrastano la zona, sembrano essere il simbolo di un luogo che trascurato e malsano che giorno dopo giorno viene “stuprato” dai pirati dei rifiuti che indisturbati continuano a scaricare immondizia di ogni genere e grandezza. Dai frigoriferi, agli scarti di lavorazione edile, sino ai rottami di automobili e motocicli, in questa discarica a cielo aperto viene gettato veramente di tutto.
Discarica abusiva sotto il cimitero del Pianto: «Temiamo per la nostra salute» | Il Mattino
«Ti mando altri migranti...». I pm puntano alla prefettura
di Leandro Del Gaudio
«Occhio! Che stanno arrivando altri immigrati, tra poco te ne mandiamo ancora per le tue strutture». È lo scorso 22 maggio, un giorno prima che la Procura di Napoli arrestasse due imprenditori di onlus, quando dalla Prefettura parte una telefonata. Da un capo all’altro del telefono, un funzionario di Palazzo di Governo che annuncia all’imprenditore (che finirà di lì a qualche ora in manette) che per lui c’è un altro carico di immigrati. Contratti a trattativa diretta, soldi senza gare di appalto.
È solo uno dei punti emersi dall’inchiesta condotta dalla Procura di Napoli sullo scandalo dei finanziamenti governativi per affrontare l’emergenza accoglienza di migranti provenienti dall’Africa. Le conversazioni alla vigilia del primo blitz di maggio della Finanza servono a rafforzare un’ipotesi investigativa: lo spessore e il radicamento nei palazzi del potere di imprenditori oggi finiti al centro di un’inchiesta terremoto. Intercettazioni imbarazzanti, dunque, promesse e ammiccamenti per l’uomo d’oro delle onlus in Campania.
Eccolo il retroscena che coinvolge il manager Alfonso De Martino e la sua convivente Rosa Carnevale. Per entrambi, c’è attesa di nuovi step. Previsto un colloquio investigativo a stretto giro, quando i pm che indagano sulla truffa dei migranti ascolteranno proprio l’imprenditore finito in manette. Truffa, peculato, falso sono alcune accuse battute dal pool guidato dal procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli e dai pm Raffaello Falcone e Ida Frongillo, si attendono sviluppi a breve.
«Ti mando altri migranti...». I pm puntano alla prefettura | Il Mattino
Falsi braccianti truffa all'Inps da 300mila euro
MAGLIE (LECCE) – Erano assunti come braccianti agricoli, ma non hanno mai lavorato per la cooperativa della quale risultavano dipendenti. Per questa ragione 78 persone, tra cui gli ideatori del sistema criminoso, sono accusati di avere frodato l’Inps, comunicando oltre 12.000 false giornate lavorative e percependo, di conseguenza, indennità varie per un danno erariale di circa 300.000 euro.
La truffa è stata scoperta dalla guardia di finanza di Maglie che, nel corso di controlli sulla situazione reddituale di uno dei denunciati, ha constatato che l’uomo era stato falsamente assunto da una cooperativa agricola, ma risultava anche gestore di un’imbarcazione adibita al trasporto di turisti per cui era regolarmente iscritto nell’apposito registro della Capitaneria di Porto, senza aver mai aperto una posizione contributiva Inps.
L'indagine condotta anche tramite perquisizioni, ha portato alla denuncia di 78 persone per truffa aggravata. Il liquidatore della cooperativa agricola è stato denunciato per avere falsificato documentazione inerente la cooperativa stessa.
Falsi braccianti truffa all'Inps da 300mila euro | La Gazzetta del Mezzogiorno.it
Il piano di Schiavone per gli appalti: un esercito di prestanome
Un esercito di prestanome per coprire il reale valore del proprio patrimonio ma, soprattutto, per poter accedere agli appalti pubblici senza il rischio di finire al centro di indagini.
Il profilo imprenditoriale di Claudio Schiavone lo disegna il gip Federica Colucci nel decreto di sequestro preventivo di un patrimonio da 44 milioni di euro, il «tesoro» occulto del costruttore che la Dda ritiene essere l’alter ego del boss Francesco Schiavone.
Il giudice motiva i sigilli allegando alle 47 pagine del dispositivo una serie di intercettazioni telefoniche in cui Claudio Schiavone da un lato veste i panni del paravento del boss, dall’altro è a sua volta dominus di una squadra di prestanome pronti a tutto per consentire alle sue aziende di accedere ai bandi pubblici. Non solo la questione della metanizzazione dell’Agro-aversano al centro dell’inchiesta che venerdì ha portato all’arresto di Schiavone e di Antonio Piccolo (considerati imprenditori dei Casalesi), dell’ex presidente della Cpl Concordia, Roberto Casari, e nella quale risulta indagato per concorso esterno in associazione mafiosa l’ex senatore Lorenzo Diana. Agli atti ci sono anche ipotesi di «appalti pilotati nei comuni nell’Alto casertano di Dragoni e di Alvignano», scrive il giudice, e una questione tutta da chiarire che invece avrebbe visto la longa manus dei Casalesi, Schiavone, inserirsi nella gara per la realizzazione dell’area Pip ad Aversa, appalto affidato nel 2011 e cantiere mai aperto.
Il sistema messo su da Schiavone è stato ricostruito dai finanzieri che hanno ascoltato (e registrato) dalla sua viva voce, i dettagli di un piano architettato anni fa e tenuto in piedi fino alla settimana scorsa: «Devo costituire questa società, al massimo la settimana entrante la costituisco», dice Schiavone in una delle numerose frasi captate dalle microspie. «Devo metterci dentro questo scemo, ma lui non sa niente, lo metto come geometra». Il suo interlocutore risponde: «Si può fare?», e l’imprenditore quasi si risente: «Si può fare tutto quanto. Non ci sono problemi, noi non facciamo i malavitosi, noi andiamo a faticare».
Il piano di Schiavone per gli appalti: un esercito di prestanome | Il Mattino
Italien: mafia, spaketti, mandulino, baffi neri......
In Sicilia alla ricerca della mafia, è il tour che parte dalla Germania
PALERMO. Turisti tedeschi in visita in Sicilia alla ricerca della... mafia. In Germania viene infatti reclamizzato un tour nell'Isola nei luoghi della cosiddetta onorata società. Nel suo inserto domenicale la Welt su un'intera pagina riporta il titolo Reiseziel Mafia, meta del viaggio la patria del padrino in Sicilia, come racconta Italia Oggi.
Visitare la Sicilia sulle tracce della mafia, scrive Thomas Vitzthum, richiede tempo. Tra i cinque e i sette giorni. La foto che illustra l'articolo è in bianco e nero, vecchia di almeno mezzo secolo: una 500 in curva, e sullo sfondo Corleone, che nell'immaginario collettivo rappresenta la capitale della mafia.
Il viaggio, otto giorni in bus, è promosso dalla Dertour, con il titolo Legenden und Gegenwart auf den Spuren der Cosa Nostra, leggende e presente, o realtà, sulle tracce di Cosa Nostra. Si mischia la realtà con la finzione, da Totò Riina a Salvatore Giuliano. Si va anche sulle tracce del Padrino di Coppola, sui luoghi dove venne girato, senza dimenticare la casa del commissario Montalbano che la fiction televisiva ha ambientato sulla spiaggia di Punta Secca, sul litorale ragusano.
In Sicilia alla ricerca della mafia, è il tour che parte dalla Germania - Giornale di Sicilia
Rapinatore reclutava i complici su facebook: arrestato a Bari
BARI – Reclutava i complici rapinatori su Facebook dove postava annunci ironici e foto che lo ritraevano anche con il fratellino di pochi mesi in braccio e una pistola in pugno o ancora mentre festeggiava l’ennesima rapina bevendo spumante.
E’ stato proprio l’abbigliamento indossato in una delle foto che ha consentito agli investigatori di identificarlo come il responsabile di una delle rapine che avrebbe messo a segno. Il giovane, Rinaldo Putignano, di 21 anni, di Bari, è stato arrestato dai carabinieri della compagnia Bari-San Paolo sulla base di un’ordinanza emessa dal gip su richiesta della procura. Dovrà rispondere di almeno tre rapine a mano armata.
Putignano è piantonato al policlinico di Bari dove si trova in seguito alle gravi ferite riportate nel conflitto a fuoco avvenuto con i poliziotti il 19 marzo scorso quando fu scoperto e bloccato dopo aver compiuto una rapina nel supermercato Eurospin di via Accolti Gil.
Dai filmati visionati dagli investigatori, emerge "un’impressionante disinvoltura nell’entrare con la pistola in pugno all’interno dei supermercati, sotto lo sguardo terrorizzato di cassiere e inermi cittadini, con figli e nipotini al seguito". Putignano – a detta degli investigatori - "faceva rapine con la stessa naturalezza con cui gli altri facevano la spesa".
E’ stato in seguito al conflitto a fuoco nel quale il giovane è stato gravemente ferito che i carabinieri hanno iniziato a scandagliare la vita privata di Putignano per risalire ad altre rapine commesse nella zona San Paolo: alcune importanti conferme al fine delle indagini gli investigatori le hanno avute proprio visionando "Facebook".
Rapinatore reclutava i complici su facebook: arrestato a Bari | La Gazzetta del Mezzogiorno.it
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A NUORO
Va in ospedale ma non sa di essere incinta: catanese partorisce poco dopo
NUORO. Si è presentata alla Guardia medica turistica di Cala Gonone in preda a forti dolori addominali senza sapere di essere incinta. Poco dopo, una 18enne di Catania, da mesi nella località balneare della costa centro orientale della Sardegna per motivi di studio e lavoro, ha partorito un bambino.
Prima ancora di essere visitata, la giovane è voluta andare in bagno ed è qui che ha dato alla luce suo figlio. Grande stupore tra i medici della Guardia turistica, che in un clima di confusione generale si sono prodigati affinchè tutto andasse per il meglio. Dopo il parto i sanitari del 118 hanno prestato le prime cure alla puerpera e al neonato, poi trasferiti all'ospedale San Francesco di Nuoro. I medici del reparto di Ostetrica li hanno subito sottoposti a una visita accurata: il piccolo pesa 3 chili e gode di ottima salute. Anche la giovane mamma, che non aveva capito il motivo del suo aumento di peso, superata l'incredulità per quanto è accaduto, sta bene.
Va in ospedale ma non sa di essere incinta: catanese partorisce poco dopo - Giornale di Sicilia
Aversa. Invasione di blatte, è emergenza: il centro storico è infestato
Ignazio Riccio
AVERSA. È allarme blatte ad Aversa, come la scorsa estate, nonostante l'amministrazione comunale abbia effettuato, già dalla fine del mese di giugno, i primi interventi di disinfestazione. Dopo le segnalazioni degli ultimi giorni, nella zona periferica della città, il fenomeno si è intensificato anche al centro.
Le zone più colpite sono quelle del parco Coppola e del parco Argo, ma anche in via Giorgio Amendola, alle spalle di viale Kennedy, è stata segnalata la presenza di scarafaggi. I negozianti, i cui esercizi sono stati infestati dalle blatte, così come le abitazioni di chi vive al pian terreno, sono dovuti ricorrere ai ripari intervenendo in prima persona. "La situazione è così preoccupante - affermano alcuni esercenti aversani - che abbiamo deciso di creare un fondo cassa per acquistare il veleno e la rete metallica, posizionata sotto i tombini per evitare che le blatte possano uscire".
Invasione di blatte, è emergenza: il centro storico è infestato | Il Mattino
“Qui comando io”: arrestato posteggiatore abusivo a Palermo
di Ignazio Marchese
PALERMO. La polizia ha arrestato Umberto Camarrone, 35 anni, parcheggiatore abusivo in piazza Sett'Angeli a Palermo. L'uomo avrebbe detto ai poliziotti: “In questa piazza comando io e si mettono le macchine che dico io”.
Gli agenti si erano presentati nei pressi del parcheggio non distante dalla cattedrale dopo che due giovani avevano chiamato il 113 perchè un uomo aveva detto loro di spostare lo scooter perchè in quel posto doveva essere parcheggiata una vettura.
?Qui comando io?: arrestato posteggiatore abusivo a Palermo - Giornale di Sicilia
Truffa su caciocavalli e mozzarelle: arrestati dipendenti caseificio nel Salernitano
di Pasquale Sorrentino
SASSANO - Una vera e propria truffa della mozzarella quella messa in atto da due persone nel Vallo di Diano e scoperta dai carabinieri della Compagnia di Sala Consilina, guidati dal capitano Emanuele Corda. Secondo l'accusa, infatti, i due si appropriavano indebitamente e rivendevano in nero prodotti caseari del Vallo di Diano, ed in questo modo avrebbero messo in piedi una maxi-truffa da da 150mila euro.
Nella giornata di ieri, i militari hanno tratto in arresto due persone, una di Sassano e una di Buonabitacolo, per il reato di truffa in concorso ed appropriazione indebita.
La coppia infatti aveva messo in atto un sistema che permetteva di rivendere “in nero” prodotti caseari a negozi del Vallo di Diano e della Toscana, truffando i rispettivi datori di lavoro.
Nello specifico il dipendente di un caseificio, addetto al trasporto di latticini e formaggi, attestava falsamente, redigendo fatture false, di aver scaricato merce presso un supermercato di Montesano sulla Marcellana, avvalendosi della complicità di un dipendente del supermercato.
I militari della stazione di Buonabitacolo e del Nuclo Operativo e Radiomobile, che hanno effettuato le indagini, monitorando per giorni gli spostamenti della coppia, hanno anche rinvenuto parte della merce che era stata piazzata sul mercato nero, denunciando i titolari di un negozio di Sassano e di un paese nella provincia di Pisa per ricettazione.
All’interno degli esercizi commerciali sono stati infatti rinvenuti latticini per un valore complessivo ammontante a circa 16.000 euro. I numeri della truffa però -secondo i Militari dell’Arma- ammonterebbero a circa 150mila euro. Gli arrestati sono ora ristretti presso le loro abitazioni in regime di arresti domiciliari, in attesa di essere sentiti dall’Autorità Giudiziaria di Lagonegro.
Truffa su caciocavalli e mozzarelle: arrestati due dipendenti di un caseificio | Il Mattino
Napoli. Donna guida l'auto senza assicurazione e si finge magistrato per evitare multa
Professione: magistrato. È quanto era annotato sulla carta d'identità di una 43enne sorpresa dai vigili urbani di Sant'Antimo (Napoli), in divieto di sosta e senza assicurazione auto obbligatoria. In realtà la donna, originaria di un comune del Casertano, è una disoccupata che ha fornito all'ufficio anagrafe una falsa professione.
La scoperta è stata fatta dai vigili urbani di Sant'Antimo, guidati dal maggiore Biagio Chiariello, che hanno notato la vettura in divieto di sosta priva di tagliando di assicurazione obbligatoria. Gli agenti hanno quindi chiesto alla 43enne di esibire i documenti, ma la donna ha inveito contro di loro rifiutandosi di collaborare. I vigili urbani l'hanno quindi invitata presso il comando, dove la donna ha esibito la carta d'identità, sulla quale era indicata, come professione, quella di magistrato.
Una volta scoperta, la 43enne ha tentato di giustificarsi sostenendo che l'errore è stato fatto dall'ufficio anagrafe, ma i vigili urbani l'hanno denunciata per oltraggio a pubblico ufficiale e sostituzione di persona, sequestrando il veicolo e comminando alla 43enne sanzioni varie per un importo di oltre mille euro.
Donna guida senza assicurazione: si finge magistrato per evitare multa | Il Mattino
PROCURA DI PALERMO
Truffa nella sanità, chieste condanne per medici e titolari di cliniche
PALERMO. La Procura di Palermo ha chiesto la condanna, complessivamente, a quasi 150 anni di carcere per 16 fra titolari di tre cliniche private palermitane e medici per una truffa da 1,2 milioni di euro al Servizio sanitario. L'inchiesta è stata coordinata dal pm Amelia Luise. Secondo gli inquirenti, le cure per i malati oncologici, tra il 2007 e il 2009, sarebbero state pagate due volte, dall'Ausl 6, alle cliniche private «La Maddalena», «Latteri» e «Noto Pasqualino».
Il servizio sanitario infatti avrebbe rimborsato prima i ricoveri (che avrebbero dovuto includere gli esami specialistici) e successivamente gli accertamenti diagnostici effettuati in strutture collegate alle cliniche. Tra gli imputati ci sono anche due medici - che ufficialmente lavoravano in due ospedali pubblici, il Policlinico e Villa Sofia, percependo per questa ragione un'indennità aggiuntiva - che dirottavano pazienti alla Latteri e alla Noto, sostenendo che nelle strutture pubbliche non c'erano posti. In cambio i sanitari avrebbero ottenuto percentuali sui guadagni delle cliniche.
Imputate nel processo le tre cliniche - La Maddalena e Noto e la clinica Latteri - per le quali il pm ha chiesto condanne a pene pecuniarie e il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione.
Truffa nella sanità, chieste condanne per medici e titolari di cliniche - Giornale di Sicilia
Montefalcione, rottama l'auto ma il concessionario la vende: tre denunce
I Carabinieri della Compagnia di Mirabella Eclano, a seguito di segnalazione da parte di un cittadino di Montefalcione che aveva intuito di essere potenziale vittima di truffa in atto nei suoi confronti, hanno individuato e deferitto in stato di libertà tre persone. In particolare, a seguito di accurate indagini eseguite dai militari della Stazione Carabinieri di Montefalcione, sono stati deferiti in stato di libertà un 47enne originario di Chieti, un 72enne beneventano e una donna di 47 anni della provincia di Napoli, tutti per il reato di truffa in concorso, mentre il beneventano dovrà rispondere anche di falso materiale commesso da privato e la donna di falso ideologico in certificati commesso da persona esercitante un servizio di pubblica necessità .
La vittima, al fine di acquistare un veicolo nuovo beneficiando dell’offerta “rottamazione della vecchia auto”, aveva consegnato la sua vecchia auto ad una concessionaria. Ma, considerando che il veicolo ceduto era ancora in buone condizioni, il 72enne, amministratore unico della concessionaria e il 47enne, dipendente della stessa impresa, hanno messo in vendita l’auto all’insaputa del proprietario, redigendo un atto di vendita, con firma apocrifa eseguita dal dipendente. In un secondo momento è subentrata la figura della donna, la quale, in qualità di socia di agenzia pratiche auto, falsamente ha autenticato che la firma del “vero proprietario” fosse stata apposta in sua presenza presso la sede dell’agenzia, permettendo così l’utilizzo dell’atto di vendita per eseguire il passaggio di proprietà.
Rottama l'auto ma il concessionario la vende: tre denunce | Il Mattino
NAPOLI
Giro di miliardi con banconote false: 28 indagati, anche un giudice
C'è la mano della camorra a muovere i fili di una organizzazione a delinquere - smantellata dai carabinieri del Comando Tutela Ambiente, coordinati dalla procura di Napoli - specializzata nello spaccio di banconote provento di reato e titoli di stato stranieri contraffatti per miliardi: tra i 28 indagati anche il giudice del Tar del Lazio Franco Angelo Maria Bernardi.
Nei confronti dei 28 indagati la procura distrettuale di Napoli (pm Conzo, Landolfi e procuratore aggiunto Borrelli) ha emesso altrettanti avvisi di conclusione indagine, l'atto che normalmente prelude alla richiesta di rinvio a giudizio. L'indagine dei carabinieri del colonnello Sergio De Caprio (il capitano Ultimo che arrestò Totò Riina) è durata anni e si è focalizzata sulla figura di Mauro Russo, già arrestato in passato per associazione a delinquere di stampo mafioso e riciclaggio, ritenuto vicino al latitante della Nuova Camorra Organizzata Pasquale Scotti. Proprio Russo e il giudice Bernardi - arrestato dagli stessi carabinieri del Noe nel luglio 2013 per corruzione in atti giudiziari - sarebbero stati i "promotori e organizzatori" dell'associazione a delinquere.
Un'organizzazione criminale, di carattere transnazionale, finalizzata all'acquisto e spaccio di monete e banconote provento di reato, nonché di titoli di stato stranieri contraffatti o alterati (i cosiddetti "silver coin certificate"). Reati commessi truffando istituti di credito e privati e con l'aggravante di aver favorito il gruppo camorristico del clan Belforte, leader a Marcianise (Caserta) e paesi limitrofi. Russo, in particolare avrebbe avuto il compito di reperire i capitali provento di reato e di consegnarli agli altri componenti dell'organizzazione per l'immissione nei canali finanziari legali; il giudice De Bernardi, invece, sempre secondo l'accusa, avrebbe fornito "appoggi logistici", mettendo a disposizione del gruppo criminale il suo ufficio all'interno del Tar del Lazio dove avvenivano le riunioni ed anche "attivandosi al fine di reperire anche all'estero canali finanziari idonei al reimpiego dei titoli falsi e/o contraffatti". Nel corso delle indagini - nelle quali è coinvolto anche il sindaco di Baia e Latina (Caserta), Michele Santoro - sono stati compiuti sequestri miliardari. Nel 2012, così, i carabinieri del Noe hanno sequestrato in un caso, in Svizzera, falsi titoli di stato del debito pubblico americano per 880 milioni di dollari e in un'altra occasione 10 miliardi di dollari contraffatti.
Giro di miliardi con banconote false: 28 indagati, anche un giudice - Giornale di Sicilia
Prove Invalsi: gli studenti più "ciucci" d'Italia? In Campania
Ecco il rapporto Invalsi 2015: Campania maglia nera
Giovanbattista Lanzilli
Prove Invalsi, la Campania è la regione peggiore d'Italia. Stando alle rilevazioni predisposte dal ministero dell'Istruzione per valutare la qualità del sistema educativo italiano, per la nostra scuola i risultati che emergono sono disastrosi. Insomma, secondo l'analisi gli studenti campani sarebbero i più “ciucci” della penisola.
Già per le classi quinte, ad esempio, il rapporto appare preoccupante per il Mezzogiorno: gli studenti campani risultano staccati di 10 punti da quelli del Nord-Est per l'italiano e di 11 per la matematica. Andando ad approfondire le tabelle, viene fuori che il Sud risulta drammaticamente in fondo alla classifica proprio per “colpa” della Campania. La nostra regione infatti presenta punteggi sistematicamente inferiori a quelli del resto d'Italia.
Se possibile, il quadro assume tinte ancora più fosche quando si parla di scuola III secondaria di primo grado. Mentre il Nord consegue risultati superiori alla media nazionale, il Centro si attesta all'incirca sulla parità, il Sud e le isole arrancano.
Ad esempio, in seconda media le differenze diventano abissali. Il Mezzogiorno è indietro di 20 punti per l'italiano, che salgono addirittura a 26 per la matematica. Andando a spulciare più in dettaglio, è la Lombardia a fare la parte del leone insieme alla provincia autonoma di Trento. Altrove, si “salvano” solo Abruzzo, Molise e Basilicata che comunque non vanno oltre risultati in linea con la media nazionale.
Numeri terribili. Esiste un problema ed è inutile nasconderlo. Perché sembra che gli studenti italiani non frequentino neanche le scuole dello stesso Paese.[Infatti il "Paese" itaglia non esiste, non esiste una nazione itagliana, esiste solo uno shdado itagliano, multietnico sin dalle sue origini.....]
Prove Invalsi: gli studenti più "ciucci" d'Italia? In Campania - Ottopagine.it Benevento
Cercola. Salgono con l’auto sul piede di 17enne per rubargli l’iphone
di Patrizia Panico
Cercola. È stato rapinato del proprio telefono cellulare ma prima era stato ferito al piede un giovane 17enne mentre rientrava a casa: in due, armati, a bordo di un’auto, gli sono passati su un piede per bloccarlo.
Due giorni prima con un solo colpo due giovani armati di pistola hanno rapinato un gruppo di 5 studenti tra gli 11 e 17 anni dei loro telefonini. Via Don Minzoni, lottizzazione Carafa partendo dall’incrocio di viale dei Platani: è sempre questo l’asse perpendicolare che negli ultimi tempi sta diventando il teatro stabile di scippi e rapine. Nel mirino dei malviventi, spesso baby gang o appena 18enni, ci sono anziani e ragazzini: andando a ritroso di pochi giorni è stata la volta di un 70enne, rimasto vittima di due balordi che gli hanno rapinato la pensione.
L’ultima rapina in ordine di tempo è stata consumata l’altra sera ai danni di un 17enne. Il minore stava facendo rientro a casa dopo una bella serata trascorsa al bar con gli amici, proprio all’interno del parco residenziale. Il giovane, verso la mezzanotte, dopo aver salutato tutti si è diretto verso casa, poco distante dall’area residenziale della lottizzazione Carafa dove aveva trascorso la serata. Era solo e a piedi, stava percorrendo via Don Minzoni quando dalle spalle del ragazzo è sopraggiunta un’automobile che non ha proseguito la sua corsa ma proprio all’altezza del 17enne ha rallentato notevolmente. A bordo due giovani, hanno entrambi gli occhiali scuri e uno di loro è armato. Inizialmente sembra che volessero solo scherzare prendendo in giro il ragazzo che cerca di ignorare i due facendo finta di nulla e continua a camminare accelerando il suo passo. Ma i due delinquenti a bordo dell’auto iniziano a spazientirsi, il giovane cerca anche di attraversare la strada ma i due a quel punto si arrabbiano e gli intimano di fermarsi anzi, per bloccare il 17enne sterzano con l’auto passandogli con una ruota sul piede per bloccarlo.
È stato in quel momento che il complice accanto ha estratto una pistola ed ha intimato il ragazzino di consegnargli l’iphone che si era messo in tasca. Davanti all’arma la vittima non ha potuto fare altro che assecondare la richiesta estorsiva dei bulli che preso il telefono hanno sgommato e sono sfrecciati via. Il tutto in pochi minuti. Il ragazzo appena rapinato è riuscito con un piede dolorante e in evidente stato di choc ad arrivare a casa e dopo essere stato in ospedale, dove gli hanno riscontrato un trauma contusivo al piede destro, con una prognosi di una paio di giorni, è andato con i suoi genitori a sporgere denuncia ai carabinieri della locale tenenza.
Intanto il quartiere Carafa della cittadina alla porte del Vesuvio inizia a sentirsi poco sicuro: è solo di due giorni prima la rapina in gruppo a 5 studenti, tutti minorenni, da parte di due ragazzi, armati a bordo di uno scooter Honda SH scuro. Le indagini non escludono che potrebbe trattarsi degli stessi rapinatori o comunque di una banda di giovani, tra loro anche minorenni, provenienti dal vicino quartiere di Ponticelli.
Salgono con l’auto sul piede di 17enne per rubargli l’iphone | Il Mattino
Sono forse bestie?
Speronano auto dopo una lite: un morto e un ferito
MAZARA DEL VALLO. Quattro persone, tutte residenti a Campobello di Mazara, sono state arrestate dai carabinieri con l'accusa di avere causato la scorsa notte la morte di un uomo durante un incidente stradale e per averne accoltellato un altro. Le vittime viaggiavano in auto insieme a una bambina. La macchina sarebbe stata speronata da quella degli arrestati.
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, l'incidente e l'accoltellamento sarebbero seguiti a una lite tra gli occupanti delle due auto.
Speronano auto dopo una lite: un morto e un ferito - Giornale di Sicilia
Sono bestie.....
Messina, accoltellato per un parcheggio
Chiara Sarra
Dopo la strage di Caserta, un altro omicidio per futili motivi è avvenuto a Messina, dove due persone hanno litigato per il parcheggio nel rione Provinciale.
Salvatore La Fauci, 44 anni, è stato colpito con una coltellata all’addome. Subito portato al Policlinico, è morto dopo l’intervento chirurgico, mentre l'aggressore è fuggito. È scattata quindi la caccia all'omicida. La Squadra mobile sta setacciando la zona e acquisendo le immagini delle telecamere di videosorveglianze di negozi e uffici alla ricerca di qualche dettaglio che possa permettere di identificarlo.
Messina, accoltellato per un parcheggio - IlGiornale.it
Sì, son proprio bestie....
Caserta, lite per un posteggio: 4 morti
Sterminata famiglia, fermato poliziotto
Orrore a Trentola Ducenta: i cadaveri di quattro persone (tra cui un padre, una madre e il figlio) sono stati trovati nel loro appartamento. La lite per un posteggio.
Quattro persone (tra cui un padre, una madre e il figlio) sono state trovate uccise in un'abitazione di Trentola Ducenta (Caserta). Il movente della strage sarebbe da ricondurre a una lite per un posteggio auto tra i vicini. I militari hanno fermato un vicino di casa, un agente di polizia penitenziaria.
Stando a una prima ricostruzione dei fatti, l'omicida era sceso di casa e ha iniziato a litigare con i vicini, una famiglia che gestisce un'impresa ortofrutticola, per un furgoncino parcheggiato dove secondo lui non doveva stare. E' poi salito nel suo appartamento, ha preso la pistola d'ordinanza, si è recato dai vicini, padre, madre e figlio, e ha fatto fuoco uccidendoli. La fidanzata di quest'ultimo si è salvata perché non era nell'appartamento, ma al piano di sopra del palazzo, al momento della sparatoria.
Caserta, lite per un posteggio: 4 mortiSterminata famiglia,fermato poliziotto - Tgcom24


A Palemmo scoperta una truffa all'INPS che andava avanti da anni. Un milione e mezzo di danni.
Un sacco di pensioni di invalidità a persone sane che venivano accompagnate alla visita da badanti che a loro volta apparivano invalide.
Due piccioni con un a visita.
Complimenti ai medici della commissione!
Identici a quelli del Nord, dove chiedono anche ai moribondi, costretti ad andare nei loro uffici, di stare in piedi. Con toni da SS.
Che schifo! Che vergogna di paese di merda!
Il problema sono sempre le baby pensioni greche.
Ultima modifica di ventunsettembre; 16-07-15 alle 12:19
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.




Ogni tanto, quando il dibattito latita, mi diverto a mettere qualche pulce che so toccare i nervi scoperti di qualcuno.
Lo scrivo sorridendo dentro di me sapendo già chi vado a "chiamare". Lo faccio con te, con lo sciatore, con l'alabardiere, quando c'è con Scarpon ecc. Anche stavolta ti aspettavo al varco...
I toni da SS è comunque un modo di dire universalmente riconosciuto, giusto o errato che sia, e che tutti capiscono cosa significhi.
Io per essere corretto lo definirei il tono che i terry negli uffici pubblici usano nei confronti di noi del Nord.
Che poi al 99% siano anche komu è ovvio.
il razzismo contro di noi sappiamo bene che è supportato da loro.
Ultima modifica di ventunsettembre; 16-07-15 alle 13:31
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.