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Discussione: Terries

  1. #481
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    Predefinito Re: Terryes

    (ANSA) - MILANO, 21 DIC - La Guardia di Finanza di Varese ha indagato per falso un uomo che, facendosi diagnosticare l'invalidità da una commissione di Palermo nel 1990, era riuscito a farsi assumere in un ufficio pubblico in provincia di Varese in quanto non vedente e ad ottenere una pensione di invalidità. Si trattava però di un falso invalido, scoperto anche grazie alle fotografie pubblicate su Facebook mentre partecipava ad un torneo di softair in aperta campagna e faceva immersioni.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  2. #482
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    Predefinito Re: Terryes

    Champagne taroccato e tonnellate di alimenti scaduti sequestrati dai carabinieri
    di Marco Di Caterino
    Il Natale del falso: champagne taroccato e tonnellate di alimenti scaduti e anche tenuti in cattivo stato di conservazione, ma pronti ad arrivare sulle nostre tavole. E serie di luci e di addobbi pronti a sviluppare piccoli ma pericolosissimi incendi in casa. Insomma tra Napoli e la sua provincia il senso della bontà,(sia quello d’animo che quello alimentare)del Natale, davvero non esiste, almeno a dare un’occhiata ai risultati dei controlli nei territori delle compagnie dei carabinieri di Casoria, Giugliano, Castello di Cisterna e Nola.
    In tre rivendite di vini e alimenti nella periferia a nord di Napoli, sono state sequestrate complessivamente circa 500 bottiglie di champagne con marchio “Moet & Chandon” contraffatto e bottiglie con marchio “Divella” contraffatto. Un po’ più a nord, esattamente a Cardito, al corso Italia, i carabinieri del Nas hanno controllato un ingrosso di generi alimentari. E dopo dopo le ispezioni sono state sequestrate circa due tonnellate di insaccati freschi e stagionati, detenuti in cattivo stati di conservazione.
    A Casoria, in via Traversa Castagna, è stato controllato un esercizio di vendita di prodotti alimentari, al termine del quale è scattato il sequestrato di oltre 2.000 kg di prodotti alimentari, tra quali carni e prodotti caseari, privi delle necessarie certificazioni a garanzia della provenienza e della tracciabilità. E sempre nella fascia dei comuni a nord di Napoli, a Casandrino in via Domenico D’Angelo, i Nas hanno scoperto un panificio abusivo funzionante nel garage di una palazzina residenziale.
    I militari hanno riscontrato gravi carenze igienico sanitarie, e per questo è scattato il sequestro di due forni in muratura alimentati a gas metano, mezzo quintale di pane giù cotto, 360 chilogrammi di impasto, una dozzina di sacchi di farina bianca, una macchina impastatrice elettrica, più di cinquanta madie di legno, pale di legno per infornare e sette carrelli metallici, per un valore complessivo di quanto sequestrato circa 300 mila euro. Nel corso dei controlli ai venditori ambulanti, nei comuni di Castello di Cisterna e Melito, sono state sequestrate oltre 2.000 serie di luci per addobbi natalizi con marchio CEE contraffatto e quindi potenzialmente pericolose per il rischio di incendio.
    Champagne taroccato e tonnellate di alimenti scaduti sequestrati dai carabinieri | Il Mattino

    Modugno, botti pericolosi nascosti in una scuola
    Poteva essere una strage
    BARI - Nascondeva mezza tonnellata di micidiali fuochi proibiti nei locali di una scuola elementare. Se non fossero subito intervenuti i Carabinieri, i bambini avrebbero corso rischi enormi a fare lezioni vicino ai locali dove un pregiudicato di Modugno, Giovanni Sgovio, all’insaputa della direzione scolastica, si era appena impossessato di un deposito della scuola per conservare temporaneamente il micidiale materiale da smerciare sotto le feste di Natale, una vera e propria Santa Barbara.
    Non credevano ai loro occhi i Carabinieri di Modugno che da giorni erano sulle tracce del pregiudicato 31enne del posto sospettato di attendere un grosso carico di fuochi proibiti per la vendita sul mercato nero. L’uomo si recava con circospezione e troppa frequenza nei pressi di un locale di pertinenza di una scuola elementare di Modugno. Di qui la decisione di fare irruzione nella notte, senza attendere che riprendessero le lezioni e la sorprendente ed incredibile sorpresa: l’uomo non aveva esitato ad approfittare di una stanza di pertinenza della propria abitazione in una scuola elementare, di cui si era di fatto impossessato, per nascondere ad insaputa di tutti, una mezza tonnellata di micidiali fuochi proibiti.
    Quasi mezza tonnellata di fuochi, definita dagli Artificieri della Sezione Investigazioni Scientifiche dei Carabinieri “appartenenti a categorie molto pericolose”. Si tratta di artifizi fabbricati artigianalmente di provenienza extra comunitaria, principalmente Made in China.
    Durante la perquisizione a casa dell’uomo, è saltata fuori anche una pistola cal. 7,65 con matricola abrasa, sulla quale sono in corso accertamenti di laboratorio per verificare se ha sparato in occasione di qualche delitto. Come è noto, bombe aeree, batterie, razzi e petardi possono essere venduti solo in esercizi commerciali autorizzati e a persone maggiorenni. Comunque qualsiasi giocattolo pirico non può essere venduto a minori di 14 anni.
    Sarebbe bastata - secondo i carabinieri - una piccola perdita di polvere pirica contenuta in una delle 21 bombe carta o nei petardi, attraverso lo sfregamento delle scarpe sul pavimento, per far saltare in aria la scuola.
    A nascondere i giochi pirici Giovanni Sgovio, pregiudicato di 31 anni, che nella ex casa del custode della scuola, occupata abusivamente, aveva trovato il suo alloggio abituale. Una situazione nota, pare, anche ai servizi sociali, ma nessuno era mai riuscito a rendere esecutivo lo sgombero dei locali vicini alla palestra del plesso scolastico. Locali in cui l'uomo aveva nascosto circa 1500 confezioni di fuochi d’artificio, una pistola 7,65 con matricola abrasa, due caricatori e tre coltelli a serramanico di grosse dimensioni, armi nascoste nei pressi di una cuccia per cani.
    Botti pericolosi nascosti in una scuola | La Gazzetta del Mezzogiorno.it

    Nessun morto e 190 feriti per i botti a San Silvestro
    Quattro gravi, nel Napoletano, Salernitano, Foggia e Potenza
    Nessun morto e 190 feriti (di cui 38 ricoverati) per i botti di Capodanno: è il bilancio del Dipartimento della Pubblica sicurezza.
    Pochi feriti e nessuno grave a Milano - Pochi feriti e, almeno secondo i primi dati disponibili, nessuno grave. E' questo il bilancio, positivo, dalla notte di S.Silvestro, a Milano. Nella notte milanese di passaggio al primo dell'anno non si registrano nemmeno incidenti stradali di rilievo. Estremamente tranquillo anche lo svolgimento della serata con 'concertone' in piazza del Duomo.
    Un ferito gravissimo a Potenza, è in rianimazione - Ferito dallo scoppio dei "botti" durante i festeggiamenti per il Capodanno, un uomo di 54 anni, di Potenza, a cui è stata amputata una mano, è ricoverato in rianimazione all'ospedale San Carlo del capoluogo lucano. Secondo quanto si è appreso, l'uomo, le cui condizioni sono "critiche", ha subito lesioni molto gravi anche all'altro braccio e in altre parti del corpo. L'episodio, su cui indaga la Polizia, è avvenuto intorno alla mezzanotte. L'uomo è stato trasportato in ospedale, poco distante, da alcuni parenti.
    30 feriti nel Napoletano, uno è grave - E' di 18 feriti a Napoli e 12 in provincia il bilancio dei feriti a causa di fuochi d'artificio nella notte di Capodanno, tra cui tre minorenni. Il dato è in netto calo rispetto al 2014. Uno solo dei feriti - secondo il primo bilancio della Polizia - è in condizioni gravi. Si tratta di un uomo ferito a un occhio e a una gamba. Dall'ospedale di Giugliano (Napoli), dove le sue condizioni non sembravano gravi, è stato poi trasferito al 'Cardarelli' di Napoli dove è ricoverato in prognosi riservata.
    17 feriti nel Salernitano, uno grave - Sono 17 i feriti nel Salernitano a causa dei fuochi pirotecnici nella notte di Capodanno, in aumento rispetto agli 11 del 2015. Uno solo di essi è in gravi condizioni. Si tratta di un 23 enne di Fisciano (Salerno), ricoverato in prognosi riservata all'ospedale Ruggi d'Aragona in seguito allo spappolamento della mano sinistra. In Costiera Amalfitana un 77 enne ha perso due dita ed una falange. A Sarno un uomo di 50 anni ha riportato lo spappolamento della mano sinistra. La prognosi per lui è di 30 giorni. A Cava dei Tirreni un uomo di 51 anni è rimasto ferito alla gamba destra: prognosi di 40 giorni. Il resto dei feriti ha riportato prognosi tra i 7 ed i 10 giorni. A Battipaglia lo scoppio di un petardo ha provocato un'esplosione di bombole di gas al terzo piano di una palazzina in via Leoncavallo. L'appartamento era disabitato. I Vigili del Fuoco hanno sgomberato quattro famiglie.
    Un ferito grave a Foggia - E' di cinque feriti, di cui uno grave, il bilancio a Foggia dei festeggiamenti della fine dell'anno con petardi. Il ferito più grave è un uomo di 53 anni che, a causa dello scoppio di un petardo che stava maneggiando, in via Castrillo, ha subito l'amputazione della mano sinistra. Sempre a Foggia, un ragazzo ha subito ferite ad un occhio e ad una gamba a causa dell'esplosione di un petardo. Meno gravi le ferite delle altre tre persone che hanno fatto ricorso alle cure dei sanitari del Pronto Soccorso degli Ospedali Riuniti di Foggia. I vigili del fuoco sono stati impegnati per diverso tempo per spegnere il fuoco appiccato in numerosi cassonetti della spazzatura a Foggia e in provincia.
    Esplosione provoca amputazione dita a 40enne - E' di due feriti, di cui uno grave, il bilancio dei botti di Capodanno nel Barese. In seguito all'esplosione di un petardo, un uomo di Andria, sulla quarantina, ha perso due dita di una mano ed è stato sottoposto a intervento chirurgico nel reparto di chirurgia estetica del Policlinico di Bari dove i medici hanno tentato di salvare un altro dito della stessa mano. Sempre al Policlinico di Bari è giunto anche un minorenne con ustioni lievi alla fronte. Le ambulanze del 118 hanno soccorso alcuni cittadini che hanno accusato malesseri in piazza Libertà, dove si è esibito Gigi D'Alessio per il Concertone di Capodanno. I malesseri sono stati provocati soprattutto da eccessi di tipo alimentare e di alcol. Infine, un cittadino ha accusato un principio di ipotermia a causa del freddo.
    15enne perde tre dita mano a Catania, uomo l'occhio - Dodici feriti, sei dei quali ricoverati con la prognosi riservata, ma nessuno in pericolo di vita: è il bilancio dei botti sparati a Catania per Capodanno. Tra i casi più gravi un 15enne al quale sono state amputate tre dita della mano sinistra, un 47enne ha perso l'occhio destro mentre a un egiziano di 20 anni un petardo ha ustionato in maniera grave il piede destro. I pazienti più gravi sono ricoverati nell'ospedale Cannizzaro. Indaga la polizia di Stato.
    Nessun morto e 190 feriti per i botti a San Silvestro - Cronaca - ANSA.it

    Terryes e giargianès: stessa fassa, stessa rassa, stessa demensa.....

    Esplode fuoco d'artificio: ragazzo perde le mani
    È in pericolo di vita, ha perso entrambe le mani ed è stato trasportato in elicottero al centro grandi ustionati di Niguarda il ventiduenne di origine sudamericana che questa mattina, pare mentre stava confezionando un fuoco artificiale in casa sua a Leggiuno (Varese), è stato travolto da un'esplosione nella sua mansarda Secondo quanto si apprende, il giovane stava manovrando della polvere da sparo e alcune miscele chimiche quando il composto è esploso.
    La deflagrazione, oltre ad aver divelto la porta della stanza dove il ragazzo si trovava, lo ha scaraventato in aria e poi a terra. Ha perso entrambe le mani, è rimasto ferito seriamente a un occhio e ha riportato ustioni su tutto il corpo. Trasportato privo di coscienza in elisoccorso all'ospedale di Varese, è stato stabilizzato. Date le sue condizioni critiche è stato deciso il trasferimento al Niguarda.
    Sono intervenuti i carabinieri di Luino (Varese) che si occupano delle indagini, unitamente ai vigili del fuoco di Varese. In ausilio è arrivato anche il Nucleo Artificieri dell'Arma di Milano, allo scopo di analizzare le miscele ritrovate sul posto di cui si ignora al momento la provenienza.
    Milano, esplode fuoco d'artificio: ragazzo perde le mani

    Acqua, tanti non pagano
    Acquedotto lucano in difficoltà
    POTENZA - Acquedotto Lucano è interessata da "difficoltà economico-finanziarie" anche a causa delle tante "situazioni di morosità di utenti del servizio, nonchè dei prelievi abusivi dalla rete idrica": la prefettura di Potenza, considerata tale situazione, ha chiesto ai sindaci della provincia di intervenire.
    Il sindaco di Potenza, Dario De Luca - secondo quanto reso noto dall’ufficio stampa del Comune - ha invitato i cittadini «a regolarizzare le proprie posizioni contrattuali con Acquedotto Lucano, anche per evitare i disagi derivanti dalle possibili sospensioni di forniture».
    Acqua, tanti non pagano Acquedotto lucano in difficoltà - Home - La Gazzetta del Mezzogiorno

    Benevento, studenti piazzano bomba al liceo
    per una partita di calcio
    di ​Claudio Coluzzi
    BENEVENTO - Manca un secondo all'una del mattino della scorsa notte di Natale, piazza Risorgimento, Benevento. Un gruppetto di giovani si avvicina all'ingresso del liceo classico «Giannone». Uno tiene tra le mani un potente ordigno artigianale a miccia cortissima. Un altro lo riprende con il telefonino, un terzo scatta foto. La bomba viene collocata davanti all'ingresso principale, la mano di un ragazzo, fuori campo, accende la miccia. Pochi secondi per scappare. Tutte le scene sono state registrate dalle telecamere.
    Una tremenda deflagrazione sventra l'ingresso, fa saltare il pesante portone in legno dai cardini, distrugge le vetrate interne. Danni per 20mila euro, solo per un caso non vengono feriti gli attentatori o qualche passante.
    Quell'inferno sarebbe stato scatenato, come ritorsione, da alcuni studenti dopo un partita di calcio di beneficenza per gli alluvionati del Sannio. L'incontro, disputato il 21 dicembre scorso, era un memorial in ricordo di una professoressa del Classico deceduta lo scorso anno, tra l'altro moglie, del vice preside della Scientifico «Rummo» di Benevento. Dalle contestazioni per il pareggio tra Scientifico e Classico, con alcuni tafferugli in campo, sarebbe poi scaturito l'attentato. L'allucinante movente è stato scoperto dai carabinieri del reparto operativo di Benevento, guidati dal capitano Vincenzo Pappalardo e coordinati dal procuratore, Giovanni Conzo.
    Studenti piazzano bomba al liceo per una partita di calcio| Il video | Il Mattino

    PECULATO
    "In auto blu 500 viaggi per fini personali"
    Corsello condannata a 2 anni e mezzo
    PALERMO. La terza sezione del Tribunale di Palermo, presieduta da Fabrizio La Cascia, ha condannato per peculato, a due anni e mezzo di reclusione, Anna Rosa Corsello, dirigente regionale del dipartimento Lavoro ed ex numero uno della Formazione professionale. È stata anche interdetta per due anni dai pubblici uffici.
    Secondo l'accusa, sostenuta da Sergio Demontis, Corsello avrebbe utilizzato la macchina di servizio per esigenze personali. Le sono stati contestati più di 500 viaggi, con autista e senza che vi fossero esigenze di servizio, tra Palermo e Cefalù.
    La contestazione non riguarda solo l'utilizzo dell'auto blu, ma anche le spese per il carburante e i pedaggi addebitati sul telepass dell'amministrazione regionale. I viaggi sono stati effettuati fra il 2004 e il 2011.
    "Viaggi privati in auto blu", condannata la Corsello - Giornale di Sicilia

    Finge di avere un malore: picchia e rapina la pensione all'anziano soccorritore
    Ha creduto di aiutare un passante che si stava sentendo male ed invece è caduto nell'inganno del rapinatore che lo aveva preso di mira. Ad essere picchiato e rapinato è stato un 80enne che dopo aver prelevato la propria pensione presso l'ufficio postale di via Comunale Catena, a Pianura, stava facendo ritorno a casa. L'anziano che aveva ritirato 1000 euro, stava camminando a piedi e una volta giunto in via Picasso, proprio di fronte l'ingresso della palazzina dove abita e una volta aperto il portone dell'androne, un ragazzo ha simulato uno svenimento invocando aiuto. La vittima si è avvicinata al malvivente chiedendogli se voleva un bicchiere d'acqua e offrendogli assistenza, così che repentinamente il giovane ha spinto l'anziano nell'androne e ha infierito violentemente su di lui con claci e pugni, percuotendolo a sangue e sottraendogli i 1000 euro.
    In pochi istanti, il malvivente è salito a bordo di uno scooter guidato dal complice che lo attendeva in strada e con il quale si era coordinato per pedinare l'anziano malcapitato. I due malfattori, sono stati intercettati da una volante della Polizia che li ha inseguiti ma lo scooter si è dileguato con una gimkana in mezzo al traffico.
    Finge di avere un malore: picchia e rapina la pensione all'anziano soccorritore | Il Mattino

    Frattamaggiore. La testimonianza: «Io, professore preso a pugni da un alunno dopo un rimprovero»
    di ​Enrico Ferrigno
    FRATTAMAGGIORE. Il sangue scorre sul viso bollente come la rabbia che ti cresce in petto e offusca gli occhi. Uno, due cinque o forse più pugni ti hanno improvvisamente devastato il volto e le tue certezze. Vorresti reagire ad una violenza assurda, ma non puoi. Era lui, appena sedicenne: insieme con tre adulti ha atteso che uscissi dalla scuola al suono della campanella per punirmi di averlo rimproverato al cospetto delle sue compagne.
    Mi hanno bloccato parandosi davanti all’auto per poi fulmineamente raggiungere il lato guida. Uno teneva ferma la portiera per impedirmi di scendere e lui, Antonio (il nome è di fantasia) giù a massacrare il mio viso di pugni. «Hai fatto ridere di me quelle e là», mi ha gridato in faccia con quanto fiato aveva in gola. Poi qualcuno lo ha fermato e tirato via, ma solo dopo che aveva compiuto la sua missione di «vendicare». Il suo onore ferito dal professore che aveva osato redarguirlo perché lo aveva sorpreso a scorrazzare con il motorino nel cortile della scuola su una ruota sola. Storie non tanto ordinarie di aspiranti bulli e di «pupe» da soggiogare con il fascino della guapparia a buon mercato.
    Per chiedere l’espulsione dalla scuola di Antonio non si è esitato un omento. Lo ha deciso il consiglio di classe con la preside. Un provvedimento duro, sofferto anche per me che ho denunciato l’accaduto alla polizia. Il dolore per il volto devastato dai pugni giudicabile hanno ceduto via via il passo all’amarezza di consegnare Antonio al mito del bullo di periferia che aspira a diventare da grande un boss.
    «Voglio vedere mo’ che fai, vattene via e statti zitto che è meglio per te», aveva minacciato dopo avermi massacrato la faccia e dopo che l’uomo che si era presentato come suo zio mi aveva offerto un fazzoletto per tamponare il sangue, ma non aveva fatto nulla per fermarlo.
    La testimonianza:*«Io, professore, preso a pugni da un alunno dopo un rimprovero» | Il Mattino

    TRASPORTI
    Tram a Palermo, le macchinette alle fermate non danno resto
    PALERMO. A Palermo 48 delle 53 macchinette distribuite alle fermate del tram, inaugurato ieri dal ministro per le Infrastrutture Graziano Delrio e dal sindaco Leoluca Orlando, non danno il resto.
    Il ticket costa 1 euro e 40 centesimi, ma se l'utente inserisce 2 euro non riceverà i 60 centesimi dovuti, così come se inserisce 1 euro e 50 cent non otterrà i 10 cent di resto.
    "Sì, le macchinette alle fermate del tram non danno resto, è un problema: da gennaio lavoreremo nella direzione di risolverlo e fornire un servizio più flessibile, che per il momento ha un limite". E' quanto afferma il direttore di esercizio del servizio tram Palermo dell'Amat, Gianfranco Rossi.
    Tram a Palermo, le macchinette non danno resto. L'Amat: "Provvederemo" - Giornale di Sicilia

    BARLETTA
    Abbattono ulivi secolari per avere legna da vendere
    BARLETTA - Abbattono e rubano una sessantina di ulivi, secolari e non, per ricavare legna da ardere da vendere: per questa ragione i carabinieri di Barletta, in Puglia, hanno arrestato sette persone. Si tratta di uomini tra i 20 e i 69 anni, tutti di Andria, tranne uno che è di nazionalità romena. Dovranno rispondere di furto aggravato in concorso, invasione di terreni e danneggiamento aggravato.
    I Carabinieri, dopo una denuncia di furto di una sessantina di ulivi, secolari e non, presentata alcuni giorni addietro dal proprietario di un fondo agricolo, in contrada Crocifisso, hanno compiuto controlli nella zona, sino a quando, l’altra mattina, hanno sorpreso i sette, all’interno dello stesso fondo agricolo, mentre facevano razzia di un’altra ventina di olivi, riducendoli in piccole porzioni da rivendere.
    Sul posto, infatti, i militari hanno sequestrato cinque motoseghe, una Volkswagen Passat, una macchina operatrice semovente, un trattore agricolo con carrello ribaltabile, il tutto di proprietà di uno dei componenti della «squadra», nonchè due asce e tre taniche di combustibile.
    I sette arrestati, tra cui due fratelli, entrambi pregiudicati ed il figlio 20enne di uno di essi, incensurato, su disposizione della Procura della Repubblica di Trani, sono stati condotti in carcere. La refurtiva, ormai utilizzabile solo come legna da ardere, è stata restituita al proprietario del terreno, che ha subito un danno stimato di circa 200 mila euro.
    Abbattono ulivi secolari per avere legna da vendere arrestate sette persone - Home - La Gazzetta del Mezzogiorno

    In ospedale per un'emorragia ma la tac è fuori uso: muore 41enne
    di Nello Mazzone
    Una corsa disperata al pronto soccorso in preda a una emorragia, l’unica tac in dotazione rotta da giorni per un pezzo di ricambio da sostituire e l’inizio di un’odissea tra gli ospedali dell’Asl Napoli 2 Nord, terza più grande d’Italia, terminata con il decesso del 41enne Gianluca Forestiere la sera del 2 gennaio. Fotogrammi di una tragica storia iniziata nella serata di San Silvestro e ora al centro di una delicata indagine coordinata dal pm Manuela Persico.
    La procura ha disposto il sequestro della salma di Forestiere e della cartella clinica, dopo la denuncia sporta alla polizia dalla moglie 36enne Emanuela Falco: tra oggi e giovedì mattina si procederà all’autopsia e, contemporaneamente, partiranno gli avvisi di garanzia all’indirizzo dei medici in servizio negli ospedali di Pozzuoli e Giugliano che hanno avuto in cura Forestiere in quelle concitate ore del secondo giorno dell’anno. Per ora si procede contro «soggetti da identificare», ma gli accertamenti degli inquirenti sono già iniziati per individuare chi abbia accolto in ospedale il 41enne, chi abbia disposto il suo trasferimento e chi, infine, abbia deciso per il rientro a Pozzuoli dopo averlo sottoposto a una tac allo stomaco. Atti giudiziari dovuti, dopo la denuncia della famiglia, per consentire ai periti di parte di partecipare all’incidente probatorio.
    In ospedale per un'emorragia ma la tac è fuori uso: muore 41enne

    In fila per entrare in discoteca, 21enne accoltellato per una spinta
    Accoltellato per uno spintone, mentre era in fila per entrare in una discoteca di Licola di Pozzuoli, nel Napoletano. È accaduto nelle prime ore del mattino del 1 gennaio ma la notizia, come ormai accade spesso, si è appresa soltanto oggi. Il 30enne è in prognosi riservata; in carcere con l'accusa di tentato omicidio un ragazzo di 21 anni, Rosario Vassallo, già noto alle forze dell'ordine.
    Secondo quanto ricostruito dai carabinieri della stazione di Licola, la lite tra i due sarebbe scoppiata per uno spintone, forse anche involontario. Prima le accuse, poi il colpo all'addome del 30enne di Mugnano (Napoli), con un coltello.
    In fila per entrare in discoteca, 21enne accoltellato per una spinta | Il Mattino

    Teresa e Trifone: i fidanzati uccisi
    per pagare un «pegno d'amore»
    di Cristina Antonutti
    PORDENONE - Nessuno dichiara di aver visto il killer sparare o avvicinarsi alla Suzuki Alto di Trifone Ragone e Teresa Costanza. A portare gli inquirenti a Giosuè Ruotolo, indagato di duplice omicidio, sono state una serie di bugie. Bugie scoperte grazie alle telecamere, ai tabulati telefonici e alla super perizia informatica disposta dalla Procura.
    Nei computer e nei telefonini (che siano smartphone o iPhone) c’è la chiave del giallo. Spostamenti, conversazioni, messaggi, tutte attività che Ruotolo e la Patrone avrebbero fatto poco prima del delitto e subito dopo l’iscrizione del militare nel registro degli indagati.
    Grazie al lavoro del reparto telematico del Ros, non ci sono più segreti per la Procura. Gli hard disc dei supporti informatici e dei cellulari hanno riportato a galla tutto ciò che era stato cancellato. Profilo facebook anonimo compreso. Sono riapparse conversazioni sospette, anche quelle inviate a Teresa Costanza di nascosto, frasi che lascerebbero trapelare una gelosia morbosa da parte di Rosaria Patrone e che hanno portato la Procura a sondare l’ipotesi dell’istigazione all’omicidio. Il sospetto degli inquirenti è che la studentessa abbia indotto Ruotolo a uccidere, magari sfidandolo a compiere un gesto eclatante, senza rendersi conto di quelle che sarebbero state le conseguenze. Il motivo? Banale. Tanto che qualcuno si spinge a parlare di un «pegno d’amore».
    Teresa e Trifone: i fidanzati uccisi ?per pagare un «pegno d'amore» | Il Mattino

    Diffusione del cognome RUOTOLO - Mappe dei Cognomi Italiani

  3. #483
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    Predefinito Re: Terryes

    Timbravano e andavano via, scoperti custodi museo Roma

    Lazio.Operazione dei carabinieri, 9 dipendenti interdetti da pubblici uffici

    Video

    Questi già facevano un cazzo tutto il santo giorno, ma non ne hanno mai abbastanza!
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  4. #484
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    Predefinito Re: Terryes

    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  5. #485
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    Predefinito Re: Terryes

    Che origini ha l'unico demente che consegna l'accendino al bambino?





    A CAPODANNO
    Gettarono divano da balcone
    6 denunce a Taranto
    TARANTO - La notte di san Silvestro lanciarono un divano dal balcone di casa e filmarono la scena pubblicandola su Facebook, ma ora sono stati identificati e denunciati dalla Polizia. Gli autori della bravata sono sei giovani di Taranto - poco più che ventenni - che decisero di disfarsi del vecchio divano gettandolo dal balcone. Le indagini partite subito dopo la pubblicazione sul social network del video che riprendeva la scena, hanno permesso prima di individuare il luogo e successivamente di identificare i 6 giovani autori del gesto.
    L’Amiu, azienda per l’igiene urbana, ha subito 25mila euro di danni per i danneggiamenti e gli atti vandalici registrati la notte di capodanno e ha dovuto impiegare per lo straordinario 70 dipendenti: per questo nei giorni scorsi ha presentato un esposto in procura, corredandolo di video ripresi dagli smartphone di semplici cittadini e dalle telecamere di videosorveglianza di esercizi commerciali. Diverse strade della città erano state invase da scarti di 'bottì e rifiuti di ogni genere lanciati dai balconi, compresi mobili e sanitari.
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    Napoli, allarme omogeneizzati: un bimbo in ospedale per la pappa scaduta
    Sequestrati decine di prodotti in un supermercato dopo che un bambino di 19 mesi è finito al pronto soccorso con intossicazione alimentare
    Angelo Scarano
    È allarme nel Napoletano dove un bimbo di 19 mesi è finito in ospedale con un'intossicazione alimentare dopo aver ingerito un omogeneizzato scaduto.
    Il bambino è stato portato al pronto soccorso con vomito, diarrea e febbre. La madre ha poi controllato la confezione di pappa somministrata al figlio scoprendo che era scaduta da tempo. Così si è presentata nel supermercato di Posillipo chiedendo al responsabile di controllare la merce esposta sugli scaffali e trovando decine di omogeneizzati ormai da buttare.
    La donna ha quindi presentato un esposto alla polizia provinciale che ha sequestrato tutta la merce scaduta per farla analizzare in un laboratorio della Asl Napoli 1 per essere analizzata. L'ipotesi degli inquirenti è che il supermercato oltre a vendere alimenti scaduti non li abbia nemmeno conservati in modo corretto.
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    Niente personale, obitorio chiuso: salme bloccate all'ospedale San Paolo
    Un’attesa assurda, quella dei familiari di tre pazienti deceduti all’ospedale San Paolo che, ieri mattina, non riuscivano a riappropriarsi delle salme. I parenti giunti alle 8 nel presidio di Fuorigrotta non hanno trovato nessun addetto ad accoglierli, né hanno potuto vedere i loro cari: l’obitorio era chiuso e senza il personale preposto, nessuno aveva possibilità di aprire. Alla sofferenza per la perdita dei propri cari si è aggiunta la ricerca del personale che è sfociata in momenti di esasperazione durante i quali alcuni familiari hanno minacciato di aprire con la forza la porta dell’obitorio. Dopo oltre un’ora di preghiere e insistenze da parte dei parenti, l’attesa è diventata ancora più problematica per l’arrivo degli addetti alle pompe funebri che cercavano i documenti per lo svolgimento delle esequie. Erano all’incirca le 9 quando tra i congiunti qualcuno ha chiamato la polizia denunciando l’accaduto e l’impossibilità di riavere indietro i corpi nonostante le loro insistenze con il personale di turno al pronto soccorso ed in altri dipartimenti, a cui però, non spettano queste competenze.
    Niente personale, obitorio chiuso: salme bloccate all'ospedale San Paolo | Il Mattino

    Cumpare Turiddu ha ammazzato....il mangiatore a sbafo di panelle.....

    CASTELVETRANO
    "Non pagava il conto", la lite e poi la fucilata: ambulante uccide cliente
    di Luigi Todaro
    CASTELVETRANO. Un colpo d’arma da fuoco ha segnato, ieri sera, la tragedia a Castelvetrano. Uno sparo che è stato udito dalle tantissime persone che, come ogni domenica, prendono d’assalto «Belicittà».
    A pochi metri dal centro commerciale di via Caduti di Nassirya, una lite tra un venditore ambulante e un cliente insolvente è culminata in omicidio. A perdere la vita Giovanni Pellicane, 40 anni, già noto alle forze dell’ordine, avendo alle spalle precedenti penali per reati contro il patrimonio.
    Raggiunto da una fucilata al petto non ha avuto scampo. A far fuoco, Salvatore Accardo, 60 anni, meglio conosciuto come u zu Turiddu, venditore ambulante di panini e panelle.
    Una tragedia annunciata? Appare probabile perchè sembrerebbe che tra vittima e sparatore da tempo non corresse buon sangue. Giovanni Pellicane, infatti, secondo alcune indiscrezioni, era solito andare a mangiare dall’anziano ambulante senza pagare il conto, nonostante gli ammonimenti del commerciante.
    Stanco di subire l’ennesima angheria, Salvatore Accardo ha imbracciato un fucile ed ha fatto fuoco contro il cliente.
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    «Bevi Napoli e poi muori»: archiviata la querela di De Magistris
    Il gip del Tribunale di Velletri ha archiviato la querela presentata da Luigi De Magistris, in prima persona e come sindaco di Napoli, contro il settimanale L'Espresso dopo la pubblicazione dell'inchiesta sull'acqua di Napoli. A renderlo noto è lo stesso settimanale, in una nota: «Nessuna modalità tendenziosa e allarmistica: secondo il magistrato per quanto concerne il principio di verità, deve osservarsi che il nucleo essenziale dei fatti narrati corrisponde al vero».
    Nell'accogliere la richiesta di archiviazione presentata anche dal pubblico ministero, il giudice scrive inoltre che sono stati rispettati i limiti del diritto di cronaca «costituiti dall'oggettivo interesse pubblico della notizia, dalla correttezza con cui essa viene esposta, in modo che siano evitate aggressioni all'altrui onorabilità e soprattutto della rigorosa corrispondenza tra i fatti accaduti e i fatti narrati». L'articolo pubblicato nel numero del 21 novembre 2013 riportava i risultati di una ricerca condotta dall'Us Navy sui pericoli per le persone legati all'inquinamento nella provincia di Caserta e di Napoli.
    Il comando statunitense ha fatto realizzare oltre due anni di esami, costati 30 milioni di dollari, analizzando aria, acqua, terreno di 543 case e dieci basi statunitensi alla ricerca di 214 sostanze nocive in un'area di mille chilometri quadrati. Gli esperti, ricorda L'Espresso, hanno individuato luoghi con «rischi inaccettabili per la salute» disseminati ovunque nelle due province, persino nel centro di Napoli. Inoltre raccomandavano in tutta la regione l'uso di acqua minerale per bere, cucinare, fare il ghiaccio e anche lavarsi i denti. Oltre alla pericolosità del 92% dei pozzi privati che riforniscono le case, il dossier evidenziava minacce anche negli acquedotti cittadini, scrivendo che «acqua pericolosa» era stata riscontrata nel 57% dei rubinetti esaminati nel centro di Napoli e nel 16 per cento a Bagnoli.
    «Bevi Napoli e poi muori»: archiviata la querela di De Magistris contro l'Espresso | Il Mattino




    Napoli. Una discarica abusiva mai ripulita: ecco la «strada degli orrori» a Ponticelli
    Discarica abusiva a Ponticelli
    di Gennaro Pelliccia
    Napoli. Per quanto sia possibile descrive una situazione di degrado ambientale urbano, a cui spesso siamo abituati ad assistere, risulta veramente difficile raccontare una realtà così degradata, inquinata e squallida come quella in cui si trova via Galeone, a Ponticelli.
    Qui, più di un anno fa, la sera del 13 novembre 2015, fu ritrovato il cadavere carbonizzato di un uomo: un imprenditore.
    Stamattina abbiamo ripercorso quel lungo vialone sovrastato da enormi cavalcavia della Tangenziale e affiancato dalle ampie carreggiate dell’Autostrada. Pensavamo che, a seguito degli ultimi fatti di cronaca nera, la strada fosse stata ripulita e bonificata. Una pura illusione. Quel luogo, giustamente ribattezzato la “strada degli orrori”, potrebbe ancora oggi nascondere qualsiasi cadavere, a giudicare dalle altissime montagne di rifiuti che ospita e sotto le quali non è dovuto sapere cosa si cela.
    È chiaramente una discarica abusiva dove si abbandona tutto: materiale edile, carcasse di automobili e motorini. Ma soprattutto rifiuti speciali dai collanti per pellami alle pitture tossiche, dai copertoni di auto e camion alle dannosissime lastre di amianto.
    Napoli. Una discarica abusiva mai ripulita: ecco la «strada degli orrori» a Ponticelli | Il Mattino

    A LECCE
    Morta dopo broncoscopia
    LECCE - Il sostituto procuratore della Repubblica di Lecce Paola Guglielmi ha iscritto cinque persone sul registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta aperta sulla morte di una giovane donna di 39 anni di Cavallino (Lecce), Maria De Blasi, verificatasi martedì scorso all’ospedale Vito Fazzi di Lecce. Gli indagati sono tutti medici del reparto di chirurgia toracica dell’ospedale e sono accusati di omicidio colposo in concorso.
    La donna, sofferente già di una grave patologia, era stata ricoverata lunedì scorso per sottoporsi ad un esame di broncoscopia. Durante l’accertamento la paziente era stata colpita da un’emorragia che i medici però sembravano aver tamponato. Il decesso è avvenuto il giorno dopo, quando i medici avevano già firmato le dimissioni della paziente. Il magistrato inquirente ha disposto l’autopsia che verrà eseguita la prossima settimana dal medico legale Roberto Vaglio. L’inchiesta è stata avviata dopo una denuncia presentata al posto fisso di polizia dell’ospedale dai famigliari della vittima.
    Morta dopo broncoscopia indagati cinque medici - home - La Gazzetta del Mezzogiorno

    Sanità, l'indagine-choc:
    Puglia in coda, in 69mila
    hanno rinunciato alle cure
    di Tiziana Colluto
    Una buona fetta di cittadini pugliesi rinuncia a curarsi o per poterlo fare spende così tanto da scendere sotto la soglia di povertà. Sono i dati choc che emergono dall’indagine pubblicata prima di Capodanno da Demoskopika. La fotografia scattata dall’istituto di ricerca è impietosa: la sanità pugliese è «malata» e la Puglia è al penultimo posto tra le regioni italiane per efficienza sanitaria. Peggio sta solo la Calabria. Meno critiche sono le realtà di Sicilia, Campania, Sardegna, Basilicata, Abruzzo, Molise, parimenti in rosso. Sono, invece, sette le regioni «sane» e cinque quelle «influenzate».
    Lo studio mette a sistema le informazioni eleborate sulla base di sette indicatori: soddisfazione sui servizi sanitari, mobilità attiva e passiva, liste d’attesa, spesa sanitaria, spese catastrofiche e famiglie impoverite a causa dei costi sanitari. Al top c’è il Trentino Alto Adige, che si aggiudica 462,2 punti, mentre la Calabria, maglia nera, si ferma a 210,8 punti. La Puglia, si diceva, è poco sopra, con 243,7 punti, tra i peggiori piazzamenti.
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    Scoperti nuovi casi di assenteismo: timbrano e poi vanno via
    Continua lo scandalo dei dipendenti pubblici che timbrano il cartellino e poi "vanno a spasso"
    Giulia Bonaudi
    A scoprire l'ennesimo caso di assenteismo sul posto di lavoro è stato il programma Piazzapulita. La trasmissione ha scovato nuovi fannulloni che timbrano e poi vanno al bar oppure a fare la spesa.
    Di recente, infatti, erano stati sospesi 9 dipendenti del "Museo delle arti e delle tradizioni popolari" dell'EUR a Roma. Le persone incriminate timbravano il cartellino per se stessi e per conto di colleghi e poi andavano via. C'era chi si recava presso il negozio di frutta e verdura del marito invece di stare al proprio posto e chi andava regolarmente a giocare presso un centro di scommesse sportive della zona.
    Scoperti nuovi casi di assenteismo: timbrano e poi vanno via - IlGiornale.it

    Libri, in 24 milioni ne hanno letto almeno uno nel 2015 (ma al Sud meno di 1 su 3)
    ROMA – Nel 2015 si stima che il 42% delle persone di 6 anni e più (circa 24 milioni) abbia letto almeno un libro nei 12 mesi precedenti l’intervista per motivi non strettamente scolastici o professionali. Il dato appare stabile rispetto al 2014, dopo la diminuzione iniziata nel 2011. Lo rileva l’Istat nel rapporto sulla ‘Lettura in Italia – Anno 2015’.
    La quota di lettori risulta superiore al 50% della popolazione solo tra gli 11 e i 19 anni e nelle età successive tende a diminuire; in particolare, la fascia di età in cui si legge di più è quella dei 15-17enni.
    I “lettori forti”, cioè le persone che leggono in media almeno un libro al mese, sono il 13,7% dei lettori (14,3% nel 2014) mentre quasi un lettore su due (45,5%) si conferma “lettore debole”, avendo letto non più di tre libri in un anno.
    Lettura e partecipazione culturale vanno di pari passo; fra i lettori di libri, le quote di coloro che coltivano altre attività culturali, praticano sport e navigano in Internet sono regolarmente più elevate rispetto a quelle dei non lettori.
    Tra i lettori risultano più elevati anche i livelli di soddisfazione per il tempo libero (71% contro 64% dei non lettori) e per la propria situazione economica (56% contro 42%).
    Il contesto territoriale di appartenenza è una variabile discriminante rispetto ai fenomeni legati alla lettura. Questa è sistematicamente più praticata al Nord, dove ha letto almeno un libro più del 48% dei residenti, contro il 28,8% del Sud e il 33,1% delle Isole, a conferma di un ritardo storico del Mezzogiorno con il resto del paese, che stenta ad essere colmato. In particolare, il Nord-ovest ha il record di lettori (49,6% dei residenti).
    DIRE.it

    Riecco i predoni delle pietre
    spogliati trulli, casolari e muretti
    di ANTONIO GALIZIA
    CONVERSANO - «Spogliato» un vecchio trullo, smontato un vecchio casolare, rubate pietre da diversi muretti a secco antichi. Sono tornati in azione i ladri di pietre. In contrada Castiglione, in direzione Putignano, una banda di ignoti ha spogliato un trullo antico ubicato in un ciliegeto, compresi i «coni» caratteristici che dominano questi antichi insediamenti rurali e che, una volta trafugati, trovano posto facendo bella mostra in ville di campagna o in altri luoghi scelti da questi collezionisti molto particolari.
    Altro episodio analogo viene segnalato da via vecchia Mola, nelle vicinanze del lago di Lavorra, inserito nella Riserva naturale orientata dei laghi e della gravina, dove i predatori di storia hanno letteralmente smontato un vecchio casolare definito «iazzo» (è una specie di stalla nella quale gli allevatori ricoveravano pecore e capre). L’asportazione di pietre è stata segnalata dai proprietari, due imprenditori agricoli del posto, ai vigilantes dell’istituto cittadino. I frequenti episodi, che non sembrano riconducibili a semplici atti di vandalismo, si susseguono da tempo.
    Prime vittime di questi predoni sono state alcune strutture isolate nell’agro conversanese: trulli e lamie collocate all’interno di terreni molto vasti e ben nascosti che possono essere raggiunti con facilità così come, complici le zone isolate, consentono l’azione inosservata di queste bande che riescono ad asportare chianche, che comunque non hanno dimensioni troppo grandi. Alcune di queste antiche abitazioni appartengono a proprietari che frequentano questi luoghi solo nel periodo estivo o nel periodo della raccolta delle ciliegie o delle olive; mentre per il resto dell’anno restano abbandonate e, spesso, senza vigilanza alcuna. Difficile quindi qualsiasi tipo di sorveglianza e di attenzione per la presenza di estranei; per alcuni proprietari sono passate diverse settimane anche solo perchè venissero a conoscenza dei furti.
    Nel mirino di quella che potrebbe essere una vera e propria organizzazione sono finiti soprattutto i trulli, insediamenti dall’importante valore storico. Quelle presenti nelle campagne di Conversano risalgono ai primi anni dell’Ottocento e rappresentano insieme ai laghi, alle chiese rurali e ai grandi muretti a secco una importante testimonianza storica, un’attrazione che rende unici i percorsi turistici dell’agro sempre più frequentati da visitatori, podisti, cicloamatori e, putroppo, dai predoni.
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    I PRIVILEGI
    Bari, i vigili hanno freddo
    "Niente moto d'inverno"
    E l'ente paga l'assicurazione
    BARI - Vi è mai capitato, improvvisamente, di non vedere più vigili in sella alle moto girare per la città? Quasi certamente sì, soprattutto in questi giorni. Perché? Problemi di manutenzione, avrete pensato. E invece no: si tratta di una opportunità, o meglio, una comodità. Da metà dicembre e sino a fine marzo, grazie a un (vecchio) accordo sindacale, gli agenti della Polizia municipale barese possono scegliere come lavorare consultando il meteo. Se fa freddo, vanno a piedi, se invece la giornata lo consente, e lo gradiscono, possono decidere di girare in moto o col ciclomotore. Il motivo? Bisogna ripararsi dal freddo perché diversamente fioccherebbero malattie a gogo soprattutto nel periodo dell’influenza. Fa niente se il Comune, nel frattempo e in barba ai risparmi, paga per tutto l’anno le spese di assicurazione per decine di mezzi non utilizzati. Benvenuti nella nuova trama di un film di Checco Zalone sul «posto fisso».
    Dopo le ferie obbligatorie estive di tre settimane di fila agli autisti dell'Amtab (sistema che ha resistito per anni alle pressioni dei sindacati) ecco saltar fuori un «privilegio» del Corpo dei 560 vigili baresi. E così, mentre i media bombardano sul riscaldamento globale (note le immagini di Natale a New York con gente a maniche corte), basta un soffio di gelo per far scattare ogni forma di tutela per il lavoratore pubblico, simile a quello raccontato in questi giorni nel film da incassi record, «Quo vado?».
    Nessuna discriminazione per i vigili, ma un simile accordo - oltre a essere un’offesa per molti lavoratori pubblici e privati - rischia di provocare qualche disagio alla stessa città. Infatti, se prima un vigile - o una coppia di agenti - aveva la possibilità di andare in giro nei quartieri svolgendo anche funzione di prevenzione (e non sempre repressione a suon di multe), ora essendo costretto a utilizzare la «piedovia», i problemi diventano altri: primo, non riuscire a riuscire a coprire un territorio ampio; secondo, far ricorso a soste frequenti per riposarsi perché siamo tutti essere umani.
    Ma c’è dell’altro. Non è un caso che il nuovo comandante, Nicola Marzulli, dopo aver messo piede (dopo 10 anni, 8 mesi e 20 giorni) al comando di Japigia, sia stato colpito dalla massiccia presenza di moto e ciclomotori in garage. Sulla carta, il parco mezzi dei vigili conta oltre 180 tra motocicli e ciclomotori. Tenuto conto che poco meno della metà è in riparazione (i soldi per le manutenzioni non bastano mai) almeno 100 mezzi dovrebbero garantire la mobilità degli agenti. Ma non tutti vengono utilizzati per un periodo, quello del «freddo». Così come non tutti i vigili sono per strada.
    Vediamo perché. Il Corpo di polizia locale conta 560 unità. Sulla carta. E già, perchè quella pianta organica in realtà va sfoltita di tutti coloro che sono impegnati negli uffici o nei vari servizi di piantonamento (come ad esempio i municipi). A questi bisogna aggiungere - anzi, detrarre - coloro che beneficiano dei permessi della legge 104 per assistere familiari invalidi o perché sono essi stessi parzialmente invalidi, oltre agli agenti «limitati» a svolgere talune funzioni per prescrizione del cosiddetto medico competente. A conti fatti, comprese ferie e riposi, poco meno della metà dei vigili è operativa su strada, per presidiare scuole, evitare ingorghi, combattere le inciviltà, e così via. Dunque, se gli agenti non bastano mai e la domanda di servizi della città aumenta, va da sè che una maggiore mobilità dei vigili potrebbe (o dovrebbe) in qualche modo assicurare una presenza più assidua.
    Ma così (non) è, gli accordi vanno rispettati. Soprattutto se ai vigili viene concessa ampia facoltà di decidere, come e quando ritengono, di poter scegliere ora il servizio motorizzato ora quello appiedato. Con la benedizione di chi ogni giorno ha l’ingrato compito di dover programmare i turni sulla base delle scelte degli agenti.
    Sarà forse questo il motivo per cui capita troppo spesso di ritrovarsi vigili concentrati in determinate zone dove peraltro arrivano comodamente grazie a un servizio taxi con un pullmino messo a disposizone del comando? E questo sembra un altro paradosso: tale servizio comporta un ritardo nell’arrivo nella zona assegnata a ciascun operatore visto che l’orario di lavoro scatta dal momento in cui si «timbra» al Comando, non da quello in cui si arriva a destinazione. Stesso discorso per il rientro: se il servizio termina alle 13.30, per quell’ora il vigile deve essere al comando per timbrare l’uscita.
    Tornando alla «facoltà» del servizio motorizzato, nei tre mesi e mezzo invernali in cui molte moto non vengono utilizzate, il Comune paga i costi di assicurazione. Ci chiediamo: perché non evitare questo spreco, in un periodo di tagli?
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    Punta un bisturi alla gola e deruba ragazzini
    Episodio di violenza nel mezzanino della metro rossa a QT8
    Chiara Sarra
    Ha puntato un bisturi alla gola di due ragazzini solo per rubargli qualche decina di euro. Per questo è stato arrestato a Milano un 23enne pregiudicato di origini palermitane.
    L'uomo è accusato di rapina aggravata per aver minacciato i due adolescenti di 15 e 16 anni nel pomeriggio di ieri nel mezzanino della fermata QT8 della linea rossa della metropolitana. Un ragazzo ha però assistito alla scena e ha dato l'allarme, consentendo l'arresto del 23enne poco dopo su un treno della metro. Gli agenti lo hanno bloccato mentre cercava di allontanarsi con ancora addosso il bisturi e la refurtiva.
    Punta un bisturi alla gola e deruba ragazzini - IlGiornale.it

    Ferrovie Sud-Est verso il baratro
    continua a comprare nuovi treni
    di MASSIMILIANO SCAGLIARINI
    BARI - Solo un mese fa tremavano di fronte al rischio di non veder pagati stipendi e tredicesime. E mentre il ministero delle Infrastrutture, incalzato dalla Regione, tentava di salvare l’azienda, la Sud-Est continuava a spendere soldi: 5 nuovi treni elettrici, di nuovo dalla Polonia, con l’opzione per comprarne altri 10 entro il 2020. Treni che, essendo oggi l’elettrificazione tutt’altro che completa, non sono nemmeno strettamente necessari.
    Le Sud-Est, insomma, non finiscono mai di stupire. Il 10 dicembre il fabbricante austriaco Newag ha dato notizia alla stampa specializzata della firma con Sud-Est di un contratto per la fornitura di 5 treni elettrici Impuls, al costo di 20 milioni, nell’ambito di un accordo quadro che prevede la fornitura massima di 15 treni in 5 anni per una spesa complessiva 60 milioni. Newag prevede di fornire i primi 5 convogli entro dicembre 2016: dovrebbero essere utilizzati sulla rete barese di Sud-Est, su cui i lavori di elettrificazione sono in corso. Ma i nuovi impianti non saranno pronti prima di due anni. Se tutto andrà bene.
    Dietro l’acquisto degli ennesimi treni polacchi - il cda uscente, consultato sul punto, ha detto di non saperne assolutamente nulla - c’è però un’altra storia emblematica di come andavano le cose nella più grande ferrovia concessa d’Italia. Nel 2014 la Sud-Est aveva pubblicato un appalto per l’acquisto di 5 elettrotreni a tre se omologati, con opzione per altri 10. Alla gara hanno partecipato in due.
    A novembre 2014, però, la commissione decideva di escludere la Newag sostenendo la mancanza tra i documenti di una «dichiarazione di conformità» dell’offerta presentata. La società polacca ha presentato ricorso al Tar di Bari, dove la Sud-Est non si è nemmeno costituita. I giudici amministrativi hanno accolto il ricorso, Newag è stata riammessa ed ha portato a casa il contratto.
    Non è la prima volta che Sud-Est pesca treni in Polonia. Dalla Polonia arrivano gli Atr-220 di Pesa, su cui c’è un’indagine della Procura di Bari che ipotizza la truffa ai danni dello Stato. Polacca è la società che ha organizzato la vendita alle Sud-Est delle carrozze di seconda mano comprate in Germania e ristrutturate in Croazia: una società che secondo la Finanza è una scatola vuota, capace però di percepire più di 11 milioni di commissioni su carrozze che - sempre secondo l’accusa, tutta da riscontrare in giudizio - sarebbero state pagate il doppio rispetto al valore reale.
    Ma intanto la Sud-Est ha accumulato debiti per 310 milioni di euro, e in questa situazione di stasi si limita a pagare stipendi e carburanti. L’idea, nel 2014, è che gli Atr-220 (diesel) sarebero stati spostati sulla rete salentina una volta terminata l’elettrificazione di quella barese. Ma oggi la «catenaria» non è ancora operativa in quanto non completata, quando saranno finiti i lavori dovrà essere collaudata, poi saranno necessarie le prove di collaudo dei nuovi treni e il personale dovrà essere abilitato alla condotta. Nonostante i 70 milioni promessi dal governo con la legge di Stabilità, la Sud-Est è un transatlantico che affonda. Ma l’orchestra, a bordo, continua a suonare come se niente fosse.
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    Predefinito Re: Terryes

    Disturbato da un colpo di clacson, aggredisce con l'accetta il conducente dell'auto
    di Pasquale Sorrentino
    POLLA - Un giovane automobilista di 22 anni è stato ferito a colpi d'accetta dal conducente di un'altra, vettura innervosito dal suono del clacson usato dal ragazzo quando si sono incrociati a un crocevia. L'aggressore ha raggiunto con la sua vettura il 22enne, che si era fermato qualche centinaio di metri più avanti dell'incrocio, ha impugnato l'accetta e lo ha colpito alla schiena, per poi fuggire repentinamente.
    Il giovane è ora ricoverato nell'ospedale di Polla. Per lui una prognosi di circa 20 giorni. Sull'accaduto stanno indagano i carabinieri della compagnia di Sala Consilina che hanno istituito numerosi posti di blocco in tutto il Vallo di Diano.
    Disturbato da un colpo di clacson, aggredisce con l'accetta il conducente dell'auto | Il Mattino


    Megarissa nel vicolo: provocati dalla folla sotto il loro balcone in due scendono con accetta e coltelli: feriti 2 poliziotti
    di Melina Chiapparino
    Erano almeno una quarantina le persone ammassate sotto il balcone di un'abitazione in vico Fontanelle alla Zabatteria, una delle stradine nel dedalo di vie comprese tra via Marina e piazza Nicola Amore. Uomini e donne che sbraitavano contro altre persone affacciate al balcone del secondo piano della palazzina mentre qualcuno tentava anche di forzare il portone del palazzo. Insulti e minacce si sono trasformati in pochi secondi in una rissa e quando la volante della polizia, di ronda nella zona, ha intercettato il gruppo sono iniziati a volare piatti e oggetti dal balcone.
    Il gruppetto in strada continuava a intimare alle persone sul balcone di scendere mentre quelle affacciate continuavano a lanciare ogni oggetto a portata di mano, ferendo diverse persone ed anche i poliziotti del Commissariato Vicaria, intervenuti per sedare gli animi esasperati dei cittadini. La tensione è aumentata quando due fratelli Gennaro e Valentina Perugino, il primo di 18 anni e la seconda di 22 anni, che si trovavano al secondo piano della palazzina sono scesi armati lei di un'accetta e lui di un coltello da macellaio di circa 60 cm.
    A quel punto la colluttazione è esplosa e nella confusione e nel tentativo di difendere le persone aggredite dai due soggetti armati, due poliziotti sono stati feriti alle mani con armi da taglio. L'intervento della polizia è stato rafforzato dalla venuta di altre volanti di vari commissariati di zona e dell'Ufficio Prevenzione Generale della Questura. Numerose persone sono state bloccate e sono ora sottoposte ad identificazione, inclusi i due fratelli entrambi arrestati e accusati di resistenza aggravata, oltraggio e lesioni a pubblico ufficiale. Accetta e coltello sono stati sequestrati.
    Dalle prime testimonianze la vicenda potrebbe essere collegata ad un recente fatto di cronaca. Si tratterebbe della recente storia di gelosia finita con la punizione di una ragazza a cui sono stati rasati a zero i capelli dalla compagna dell'uomo che l'aveva tradita proprio con la vittima. Pare che il gruppetto rabbioso sotto al balcone fosse convinto che le persone al secondo piano nascondessero la ragazza vittima della punizione.
    Megarissa nel vicolo, provocati dalla folla sotto il loro balcone scendono con accetta e coltelli: feriti 2 poliziotti | Il Mattino


    "A Colonia porcate come in Sicilia", bufera sulla frase dello scrittore Panella su Raiuno
    PALERMO. Nuova polemica sulla Rai. Questa volta a finire nel mirino è una frase dello scrittore Carlo Panella, durante la trasmissione di ieri di 'Uno Mattina In Famiglia': "Dietro Colonia c'è la dinamica del branco, un gruppo di maschi ubriachi, testosterone, che fanno le porcate che facevano i maschi in Sicilia e che forse fanno ancora in Sicilia". E rivolgendosi all'avvocato palermitana Giulia Bongiorno che non replica, Panella dice: "Ci sono delle foto clamorose della Sicilia, la foto degli anni '50 la bedda (bella) ragazza che passa e tutti i galletti...".
    A sollevare la polemica è il movimento 'Siciliani liberi", fondato da Massimo Costa, che intima alla Rai, e in particolare al conduttore di Uno Mattina Tiberio Timperi, di scusarsi pubblicamente con tutti i siciliani "per non aver fermato il delirio razzista di Carlo Panella".
    "A Colonia porcate come in Sicilia", bufera su frase di Panella su Raiuno - Giornale di Sicilia


    Milano, finto esorcista stuprava 14enne: "Sei il diavolo, devo purificarti"
    Arrestato dalla polizia municipale un 42enne di origini napoletane: preparava la fuga. L'amico di famiglia terrorizzava la ragazzina da un anno e mezzo
    E' finito l'incubo per una 14enne milanese violentata per circa un anno e mezzo da un amico di famiglia. La ragazza, sotto le minacce del suo aguzzino, era convinta di essere posseduta dal demonio. Inoltre l'uomo, 42 anni, minacciava anche di uccidere i genitori della ragazza. Attraverso un'operazione condotta dalla polizia municipale il finto esorcista è stato arrestato con l'accusa di violenza sessuale aggravata.
    La terrorizzava dicendole che era il "diavolo" e che se non avesse fatto la "brava" avrebbe ucciso sua madre e suo padre. Così la 14enne era diventata succube di F.L., 42 anni, di origini napoletane, imprenditore fallito e con qualche precedente per lesioni.
    L'aguzzino l'aveva anche obbligata a stringe il patto di sangue facendole una piccola incisone sul dito della mano durante un rito tra candele e incenso. Ma tre giorni fa l'incubo è finalmente terminato, dopo un anno e mezzo vissuto nel giogo del suo mostro che per giunta era anche un amico di famiglia. Poi la ragazzina ha trovato il coraggio di dire tutto a sua madre che ha fatto partire la denuncia.
    Martedì F.L. è stato fermato su disposizione del pm Cristian Barilli, titolare dell'indagine condotta dall'Unità Tutela Donne e Minori della Polizia Locale coordinata dal comandante Tullio Mastrangelo e guidata dal commissario Francesco Podini.
    Il 42enne, soprannominato in famiglia "Mammasantissima", è stato bloccato in quanto dalle intercettazioni è emerso che aveva intenzione di andare a Napoli e che i suoi genitori volevano farlo "sparire". Il gip Manuela Cannavale, dopo averlo interrogato a San Vittore, ha convalidato il fermo e disposto la custodia cautelare in carcere con l'accusa di violenza sessuale aggravata.
    Durante le perquisizioni nell'abitazione di F.L. sono stati sequestrati manuali sui riti satanici, candele, incenso e altro materiale relativo a magia ed esoterismo.
    Milano,finto esorcista stuprava 14enne:"Sei il diavolo,devo purificarti" - Tgcom24


    Napoli, treno danneggiato dai vandali: finestrini e porte distrutte
    NAPOLI - Dodici finestrini frantumati, due vetri delle porte di salita di una vettura distrutti, meno posti a disposizione per i viaggiatori nei prossimi giorni, diecimila euro di danni. Sono queste le conseguenze degli atti vandalici perpetrati da ignoti, nei giorni scorsi, su un treno regionale nel napoletano. Lo rende noto Fs, precisando che il convoglio, formato da quattro carrozze, era appena uscito dalle officine di manutenzione, ed era in sosta nello scalo di Torre Annunziata Centrale per essere poi mandato in servizio.
    12 finestrini frantumati e porte distrutte: danni per 10mila euro ad un treno nel Napoletano | Il Mattino


    Ischia, scoperto distributore «truccato»: mezzo litro di carburante in meno ogni 20
    NAPOLI - Il distributore erogava meno carburante di quello pagato, la stima degli investigatori è che la frode fosse nell'ordine del mezzo litro ogni venti. Il commissariato di Ischia, in collaborazione con la locale tenenza della Gdf, ha sequestrato un distributore a Casamicciola Terme e denunciato all'autorità giudiziaria il titolare, S.S. di 48 anni, per frode in commercio e detenzione di misure e pesi illegali. Dopo alcune segnalazioni, gli agenti hanno eseguito controlli che hanno confermato le frodi. Tra l'altro la polizia ha accertato che dal display della colonnina il conteggio iniziava senza che fosse ancora partita le reale erogazione del carburante.
    Scoperto distributore «truccato»: mezzo litro di carburante in meno ogni 20 | Il Mattino

    Santa Maria Capua Vetere, topo spunta in Tribunale durante il processo: «Gravi problemi igienico-sanitari»
    Un topo ha fatto capolino questa mattina in un'aula del tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Caserta). Lo denuncia l'avvocato Marco Alois, che era presente con altri colleghi nel locale in cui erano in corso i procedimenti del giudice monocratico Paola Lombardi.
    «È sbucato probabilmente da sotto la pedana del banco dei giudici - spiega Alois - ma il magistrato non se n'è accorto; dopo una breve corsa il topolino è sparito. A quel punto abbiamo informato il giudice che ha sospeso temporaneamente le cause e redatto un verbale che ha poi inviato al presidente del tribunale per i necessari interventi».
    «La presenza di un ratto - prosegue Alois - pone gravi problemi igienico-sanitari per una struttura già degradata; basta pensare ai servizi igienici, che sono pochi numericamente perché molti sono fuori uso, e soprattutto sono sporchi».
    Topo spunta in Tribunale durante il processo: «Gravi problemi igienico-sanitari» | Il Mattino

    Palermo, annullata scarcerazione di uno scafista ma adesso è irreperibile
    PALERMO. Il tribunale del Riesame di Palermo ha annullato il provvedimento con cui il gip aveva scarcerato Issa Okrema Ahmad, siriano, accusato di essere uno degli scafisti del barcone all'interno del quale, ad agosto, morirono, soffocate nella stiva, 52 persone.
    Era stato arrestato per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina aggravata e concorso in omicidio. Ma la decisione dei giudici è arrivata quando l'immigrato, dopo la liberazione, aveva fatto perdere le proprie tracce. Rimesso in libertà dal gip, Ahmad infatti è irreperibile.
    Nel provvedimento - seguito all'appello del pm Gery Ferrara - il tribunale non risparmia pesanti critiche al gip che aveva ritenuto inutilizzabili, nella fase cautelare, le dichiarazioni del teste principale dell'accusa, sostenendo anche che questi si sarebbe sottratto alla deposizione in dibattimento. I giudici sostengono inoltre che sia basato su mere congetture il giudizio di inattendibilità del teste formulato dal gip.
    Palermo, annullata scarcerazione di uno scafista ma adesso è irreperibile - Giornale di Sicilia

    Donna muore in ospedale e i ladri le svaligiano la casa a Erice
    di Luigi Todaro
    Si sono introdotti nell’abitazione rimasta vuota, facendo man bassa di argenteria da piazzare, poi, nel mercato dei ricettatori
    ERICE. Muore all’ospedale di Trapani e i ladri le svaligiano la casa. E’ accaduto ad Erice Vetta. Nel mirino è finita l’abitazione di una donna deceduta al Sant’Antonio Abate dove era stata ricoverata. Circostanza, questa, di cui gli autori del furto, probabilmente, erano a conoscenza.
    Così si sono introdotti nell’abitazione rimasta vuota, facendo man bassa di argenteria da piazzare, poi, nel mercato dei ricettatori.
    Donna muore in ospedale e i ladri le svaligiano la casa a Erice - Giornale di Sicilia

    Indumenti per la Caritas pronti a essere venduti nei mercatini: truffa tra Cagliari e Napoli
    Sono cinque le persone indagate nell'ambito dell'inchiesta coordinata dalla Dda cagliaritana che oggi ha portato al sequestro al porto di Cagliari di un tir con all'interno decine di tonnellate di indumenti donati alla Caritas che stavano per essere trasportato a Napoli.
    Si tratta di due cagliaritani e tre campani, tutti accusati a vario titolo di traffico illecito di rifiuti e truffa in concorso. Sotto i riflettori del Nucleo regionale del Corpo forestale, secondo quanto si è appreso, è finita la società incaricata dalla Caritas di riciclare una parte degli indumenti nell'ambito di un progetto di recupero dell'usato.
    Oggi il tir con gli indumenti, che sarebbero stati poi venduti nei mercatini o sarebbero finiti in altri luoghi, è stato sequestrato poco prima che venisse imbracato su un traghetto per Napoli.
    Indumenti per la Caritas pronti a essere venduti nei mercatini: truffa tra Cagliari e Napoli | Il Mattino

    Colpo al cuore di Napoli. Persi 100 milioni Ue
    Nove anni di tempo per una serie di interventi che non richiedevano altro che organizzazione, ma che in cambio avrebbero portato ad una rinascita della Napoli popolare e a centinaia di posti di lavoro in un territorio che ne ha bisogno come il pane
    Antonio Borrelli
    È proprio vero, questo è un Paese da gioco delle parti, in cui ognuno mantiene la scena soltanto quando accade qualche disgrazia, che poi disgrazia si rivela non essere.
    «Prevenire» è un verbo rimosso dal vocabolario delle classi dirigenti italiane e la storia recente ce l’ha spesso insegnato. Così come lo indica distintamente una storia che viene da Napoli.
    Per far tornare allo splendore il centro antico partenopeo, nel lontano 2007 l’Unione Europea e l’Unesco avevano stanziato 100 milioni di euro destinati alla sua riqualificazione. La scadenza era il 31 dicembre del 2015. Nove anni di tempo per una serie di interventi che non richiedevano altro che organizzazione, ma che in cambio avrebbero portato ad una rinascita della Napoli popolare e a centinaia di posti di lavoro in un territorio che ne ha bisogno come il pane. Ecco, in tutti questi anni praticamente nulla si è fatto: dei 28 progetti nel mirino della rivalorizzazione solo tre verranno ultimati e in totale sono stati aperti soltanto nove cantieri. La conseguenza naturale è soltanto una: dal 1 gennaio 2016 Napoli perderà quasi 100 milioni di euro che aveva solo il compito di spendere. Una vicenda dai tratti apocalittici, che in queste ultime settimane è tornata alla ribalta nel capoluogo partenopeo con l’imminente concomitanza della fatidica data ultima.
    Sì, perché di proroghe non se ne parla e la città potrà aspettare soltanto il prossimo pacchetto di finanziamenti. Castel Capuano, l’ex asilo Filangieri, Santa Maria la Nova, l’ospedale degli Incurabili, il teatro antico di Neapolis. Sono soltanto alcuni dei complessi monumentali che dopo il risanamento avrebbero restituito lustro al centro antico, che in alcuni punti versa in condizioni critiche. Decine sono inoltre le chiese diroccate, inagibili o a rischio crollo, mentre in alcune aree le impalcature stazionano da così tanto tempo da essere diventate parte integrante (ed adattata) del quartiere. Quei fondi inviati direttamente al cuore di Napoli servivano anche a questo. Secondo il «Corriere del Mezzogiorno» nel dicembre 2008 l’Unesco inviò a Napoli persino una missione ufficiale, con una documentazione che conteneva l’impegno dell’Italia a spendere 280 milioni per restauri nel centro storico. Oltre ad una brochure con la descrizione degli interventi di restauro programmati, non uscì altro.
    Ma non è finita. Perché quattro anni dopo il vice direttore generale per la Cultura dell’Unesco inviò una lettera di sollecito al sindaco di Napoli (l’attuale Luigi de Magistris), a cui seguì l’avvio dei tre cantieri (peraltro non ancora chiusi) di cui sopra, rimasti tuttora gli unici mai aperti. I motivi del fallimento in salsa partenopea - manco a dirlo - ad oggi rimangono sconosciuti. Ragioni storiche e antropologiche dell’inettitudine operativa, burocrazia, generica inefficienza, e l'incapacità degli amministratori napoletani susseguitisi negli anni.
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    In Italia si produce il 90% degli euro falsi nel mondo
    di Laura Cavestri
    Il biglietto più falsificato resta quello da 20 euro ma non mancano le monete da 2 euro false così come i 50 centesimi. Il bilancio 2015 dei sequestri operati dal Nucleo Carabinieri Antifalsificazione monetaria certifica che l’Italia resta la patria della contraffazione ed il cosiddetto “Napoli Group” domina il mercato europeo con uno share pari al 90% del totale. Complessivamente, quest’anno, sono stati sequestrati 54 milioni di euro falsi e 31 mila dollari, oltre a 600 mila euro di valori bollati contraffatti. Sono state 248 le persone arrestate e 882 quelle indagate. Scoperte 4 stamperie clandestine, 87 apparati hardware e sequestrati 74 documenti e 159 carte di pagamento falsi.
    «La falsificazione monetaria – ha detto il colonnello Francesco Ferace, comandante dei Carabinieri della sezione antifalsificazione monetaria – dopo un massimo storico del 2014, nel 2015 ha registrato una diminuzione. Tuttavia, il 90% delle falsificazioni di euro nel mondo ha origine in Italia, e questo per opera soprattutto dei famigerati tecnici, disegnatori e falsari del “Napoli Group”, storicamente residenti nella provincia Napoli e Caserta».
    In Italia si produce il 90% degli euro falsi nel mondo - Il Sole 24 ORE



    L’Equitalia siciliana vuol farsi pagare il buco dal contribuente
    di Simona Sidoti
    Siamo al surrealismo. Roba che se la racconti a uno che l’Italia non la conosce pensa a una barzelletta ma è vero: in Sicilia pure chi riscuote le tasse è in rosso, ovvero l’Equitalia locale. Insomma, in terra trinacria funziona che è tutto un buco, dai bilanci comunali in su, secondo il buon esempio della Regione che ospita deputati pagati 20mila euro al mese per otto ore di lavoro mensili. Supercazzole? Balle? Esagerazioni giornalistiche? Magari fosse, invece avviene che Riscossione Sicilia chieda a Crocetta (che non è esattamente un mago a ripianare, lui che a più riprese ha fin detto che il “Nord ruba i soldi al Sud”, in pratica come asserire che gli asini volano ma solo se in groppa portano qualcuno della stazza di Giuliano Ferrara) di aggiustargli i bilanci, insomma, metti qui e togli lì, domanda generose elargizioni.
    Antonio Fiumefreddo, presidente della società di riscossione, ha preso bene la decisione dell’assemblea regionale di non ricapitalizzargli: «Mascalzoni travestiti da uomini delle istituzioni». In Riscossione Sicilia (di proprietà regionale per il 99,952% e di Equitalia per lo 0,048%), che deve incassare le imposte isolane, i buchi sono una consuetudine, e di tanto in tanto ci si mette la toppa. Con i soldi del resto d’Italia, del Settentrione in particolare. Ah, il residuo fiscale.
    Ecco, questa volta, non si capisce come, Fiumefreddo è impallidito di fronte alla mancata ricapitalizzazione, ché gli servivano giusto quattordici milioni e mezzo per tappare il buchetto del 2014, il doppio del 2013 e per l’anno appena passato ancora s’attende la sorpresa. Settecentodue dipendenti e l’efficienza perlomeno discutibile (gli incassi sugli avvisi di pagamento sono precipitati dell’81,8%), eppure siamo qui a parlarne, Fiumefreddo si stupisce, i contribuenti pagano e nessuno viene licenziato e perseguito per i conti vergognosi. Mah.
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    Predefinito Re: Terryes

    Ischia. Litiga in strada con un vicino di casa perchè non lo saluta e poi lo accoltella: arrestato
    di Massimo Zivelli
    Ischia. Una sanguinosa rissa in strada terminata con un accoltellamento, davanti a numerosi passanti e scoppiata per motivi assolutamente futili. L’episodio di assurda violenza è accaduto nel tardo pomeriggio di ieri a Forio. Alfredo Manna, 35 anni del posto, è stato arrestato, con l’accusa di tentato omicidio, dai carabinieri della stazione di Forio dopo essersi dato alla fuga. Vittima dell'aggressione Elio Fiore, cinquantenne napoletano ma da anni domiciliato anche lui, presso parenti, nel comune di Forio.
    I due si conoscevano da tempo perchè abitano nella stessa strada. Secondo quanto raccontato dai numerosi testimoni, Manna e Fiore si sono incrociati in strada nel tardo pomeriggio di ieri, all’altezza dell’hotel Nettuno.
    Stando ai racconti di quanti hanno assistito alla scena, Manna ha apostrofato il Fiorechiedendogli perchè questi non gli rivolgesse più da tempo la parola. Il cinquantenne napoletano per tutta risposta ha sferrato uno schiaffo in pieno viso al Manna, facendolo barcollare. In preda alla furia, Manna si è avventato sul suo ex amico brandendo un coltello a serramanico e lo ha colpito ripetutamente alle spalle ed al collo.
    Ben sette volte come hanno verificato più tardi i medici al pronto soccorso del Rizzoli, di cui cinque colpi inferti alla schiena e due al collo. Alcuni operai che stavano lavorando nei pressi e che hanno assistito alla rissa, sono intervenuti tempestivamente a separare i due, prima che Manna potesse infliggere ulteriori coltellate alla sua vittima.
    Gli operai alla fine sono riusciti a mettere in fuga l'aggressore ed hanno prestato i primi soccorsi al ferito. Allertati dai presenti i carabinieri non hanno tardato ad intervenire ed una pattuglia ha bloccato il Manna sul portone di casa, mentre cercava di fuggire. All’interno dell’abitazione i militari hanno rinvenuto il coltello a serramanico utilizzato durante la violenta colluttazione. Ammanettato e portato in caserma a Ischia, Manna è stato interrogato dal capitano dei carabinieri Andrea Centrella. Per lui è stato disposto il trasferimento al carcere di Poggioreale, in attesa dell’interrogatorio di garanzia davanti al gip.
    Ischia. Litiga in strada con un vicino di casa perchè non lo saluta e poi lo accoltella: arrestato | Il Mattino

    Da Napoli a Roma per rubare nei grandi centri commerciali: un arresto una denuncia
    Ladri in trasferta da Napoli per rubare nei grandi centri commerciali. Sono stati scoperti dalla polizia a Roma, che ha arrestato un 38enne e ha denunciato il complice. Gli agenti erano impegnati nei controlli disposti dal Questore della Capitale Nicolò D'Angelo nell'ambito del piano per lo «shopping sicuro», varato pochi giorni fa per garantire la sicurezza dei cittadini.
    La tecnica adottata dal 38enne, fermato dai poliziotti del commissariato Romanina diretto da Fabio Abis, e dal suo complice è stata questa: all'esterno di un parcheggio di un centro commerciale in zona Torrenova, hanno bucato la ruota di un'auto con il preciso intento di approfittare della distrazione del proprietario, intento a sostituire la gomma, per agire indisturbati.
    Ma gli è andata male perché i poliziotti hanno 'pizzicato' il 38enne che stava rovistando all'interno dell'abitacolo dell'autovettura presa di mira. Alla vista della polizia, tuttavia, il «palo» ha messo in allarme il ladro e insieme sono fuggiti: dei due uno solo è riuscito a scappare mentre l'altro, il più giovane, è finito in manette. Dalle indagini è stato poi identificato anche il complice, denunciato in stato di libertà. Il 38enne, messo di fronte alle proprie responsabilità, ha ammesso di essere partito da Napoli in compagnia del suo complice per compiere furti all'interno dei centri commerciali romani.
    Da Napoli a Roma per rubare nei grandi centri commerciali: un arresto una denuncia | Il Mattino

    Napoli, baby gang all'assalto: sassaiola contro autobus Anm, 130 aggressioni in un anno
    di Melina Chiapparino
    La corsa dell'autobus è stata interrotta da una sassaiola. L'ennesima, ad opera di gruppetti di giovanissimi che lanciano pietre e calcinacci contri i mezzi pubblici. Il raid è avvenuto poco prima delle 22.00 di ieri nel quartiere Barra. Il conducente della linea 195 si trovava in via Luigi Volpicelli quando ha sentito il frastuono dei vetri andati in frantumi e intravisto 5 ragazzini in fuga. Come da protocollo, l'autobus si è fermato we ha allertato la centrale operativa dell'Anm: sul posto è arrivata pattuglia della polizia per verificare l'accaduto e raccogliere la denuncia dell'autista. Sono circa 130 gli atti vandalici e le aggressioni contro il personale Anm verificatesi dall'inizio del 2015 - denuncia Adolfo Vallini del coordinamento provinciale Usb - una cifra record in netto aumeto rispetto al 2014, motivo per cui la proposta del sindacato per tutelare i lavoratori ed i passeggeri a bordo dei mezzi e attuare strategie migliori per prevenire gli episodio di violenza in sinergia con Questura e Prefettura".
    Napoli, baby gang all'assalto: sassaiola contro autobus Anm, 130 aggressioni in un anno | Il Mattino

    Aids, l'untore che ha infettato 32 donne è un impiegato: «Le ho contagiate per incoscienza»
    di Adelaide Pierucci
    «Sono stato un incosciente». Valentino Talluto non ha probabilmente una grande dimestichezza con il senso delle parole se, dopo aver consapevolmente infettato col virus dell'Hiv numerose partner, arriva a definire il proprio comportamento come dettato dalla semplice imprudenza. L'identità di Valentino T., finito in carcere lo scorso novembre, è stata sdoganata in ambienti giudiziari. L'esigenza di tutelare la privacy dell'indagato è stata ritenuta recessiva rispetto alla necessità di far emergere il maggiore numero di vittime. Finora se ne sono contate 32. Per un'altra decina ci sono riscontri in corso.
    Talluto, trent'anni, un lavoro da impiegato, non se l'aspettava di essere considerato un mostro. Tutt'al più uno sbadato. La sua chiave di lettura sui contagi seriali? «Sono stato un incosciente». Alla domanda esplicita degli investigatori: «Aveva questo virus, ma lei non lo sapeva che si può trasmettere per il contagio attraverso rapporti sessuali?», Valentino ha risposto in maniera laconica: «Sì, lo sapevo. Infatti ho sbagliato. Purtroppo ero giovane, incosciente, non avevo una famiglia dietro, quindi, ho sbagliato». Ecco perché, a suo dire, pur essendo consapevole della sieropositività, per nove anni («con un conclamato atteggiamento di assoluta insensibilità», hanno scritto di lui i giudici), nella ricerca spasmodica di intimità appaganti, meglio se non protette, ha fatto sprofondare nel baratro della grave malattia una sfilza di compagne.
    Aids, l'untore che ha infettato 32 donne è un impiegato: «Le ho contagiate per incoscienza»

    Diffusione del cognome TALLUTO - Mappe dei Cognomi Italiani

    Stazioni ferroviarie in Campania, l'esercito dei 10mila viaggiatori senza biglietto
    Ha preso il via la nuova attività di controllo promossa da Trenitalia Campania sui treni regionali. Impegnati più di 25 agenti, provenienti anche da altre regioni, divisi in 5 pool. Nelle prime cinque giornate hanno controllato oltre 70.000 viaggiatori e 230 treni regionali, venduto 261 biglietti ed emesso verbali di accertamento, incassando circa 6.600 euro.
    Durante i filtri a terra nelle fasi di salita, effettuati nelle stazioni di Napoli Centrale, Campi Flegrei, Mergellina, Piazza Amedeo, Aversa, Caserta e Salerno, sono state allontanate oltre 10 mila persone prive di biglietto.
    L'attività si è svolta prevalentemente con l'ausilio della polizia ferroviaria. I controlli avvengono su tutte le linee della Campania da Napoli in direzione Caserta, Salerno, Formia e sui treni della Linea 2 metropolitana.
    Stazioni ferroviarie in Campania, fermato l'esercito dei 10mila viaggiatori senza biglietto | Il Mattino

    Sorpreso a rubare nelle auto al cimitero mentre i proprietari piangono i defunti
    Ritenuto responsabile di furti su auto in sosta vicino a cimiteri del Potentino e del Salernitano, un uomo di 55 anni di Eboli ha ricevuto dai carabinieri una misura cautelare di obbligo di dimora emessa dal gip di Lagonegro. L'uomo, insieme ad un'altra persona - che è indagata - rubava sulle auto di persone che erano nei cimiteri a sistemare le tombe dei loro cari. Bottino dei furti erano denaro e tessere bancomat con relativo codice di accesso: in tal modo, i due - prima che i derubati potessero bloccare il conto e prima di essere individuati dai carabinieri - sono riusciti a raccogliere in totale circa diecimila euro in Basilicata e in Campania.
    Sorpreso a rubare nelle auto al cimitero mentre i proprietari piangono i defunti: scatta l'obbligo di dimora | Il Mattino

    Piazza Mercato, 14enne accoltellato al petto da baby gang: è grave
    di Nico Falco
    Un tentativo di rapina finito nel sangue, ad opera di una baby gang e ai danni di un minorenne. Ci sarebbe questo, stando alla testimonianza della vittima, dietro il ferimento di un quattordicenne di origine romena, accoltellato nel tardo pomeriggio nella zona di piazza Mercato. Il ragazzino, accompagnato dai genitori inizialmente all’ospedale dell’Annunziata, è stato successivamente trasferito al Loreto Mare per la gravità delle sue condizioni; ricoverato con prognosi riservata, non sarebbe in pericolo di vita. Sull’accaduto, dopo l’intervento preliminare dell’Ufficio Prevenzione Generale, indagano gli agenti del commissariato Vicaria-Mercato. Il quattordicenne, residente con la famiglia a Napoli, ha riferito di essere stato aggredito da un gruppo di ragazzini in via Reggia di Portici. Alla sua reazione, uno dei componenti della baby gang gli avrebbe sferrato un fendente al petto.
    Napoli, 14enne in piazza mercato accoltellato al petto da baby gang: è grave | Il Mattino

    Somma Vesuviana, 33enne sorpreso mentre riscuote la tangente di Natale
    NAPOLI - Stava riscuotendo la tangente di Natale da un commerciante di Somma Vesuviana (Napoli), ma è stato intercettato dai carabinieri, che lo hanno filmato mentre incassava il denaro, ed arrestato. Pietropaolo Di Matteo, 33 anni, di Somma Vesuviana, ritenuto vicino al clan Cuccaro, è stato bloccato ieri sera dai militari, che lo seguivano da alcuni giorni. Deve rispondere di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso.
    33enne sorpreso mentre riscuote la tangente di Natale | Il Mattino

    Morì dopo tre interventi
    Indagati tre chirurghi
    BARI - La Procura di Bari ha chiuso le indagini sulla morte di un 65enne, deceduto a causa di un’infezione dopo tre interventi chirurgici. Tre medici del reparto di Chirurgia del Policlinico di Bari sono indagati per omicidio colposo. L’inchiesta della Procura è stata aperta dopo la denuncia della famiglia della vittima.
    Stando alle indagini disposte dal pm Ettore Cardinali attraverso lo studio delle cartelle cliniche e accertamenti medico-legali, il paziente, Nicola Altamura, fu sottoposto ad un intervento di «laparocele mediano e concomitanti fistola perianale ed eteroplasia vescicale» il 20 settembre 2013. Durante l’operazione i chirurghi avrebbero però causato "l'insorgere di una complicanza postoperatoria perforativa con conseguente peritonite».
    Il 28 settembre il paziente fu quindi sottoposto ad un secondo intervento nel quale i medici avrebbero aggravato le sue condizioni «provocando un’ulteriore perforazione della parete intestinale». L’8 ottobre Altamura fu sottoposto ad un terzo intervento nel quale sarebbero state eseguite altre «perforazioni del segmento intestinale», con «ripetute peritoniti acute diffuse». Sarebbe stata quindi una «importante condizione di sepsi locale e generale» a causare il decesso dell’uomo alcuni mesi più tardi, il 3 febbraio 2014.
    La Gazzetta del Mezzogiorno.it

    I parlamentari siciliani lavorano solo 17 minuti al giorno
    Negli ultimi due mesi sono state approvate soltanto tre leggi e del tutto insignificanti
    Francesco
    Recuperare il tempo perso. Questo è l'obiettivo dell'Ars, l'assemblea regionale siciliana, che oggi si riunisce di nuovo per colmare i ritardi.
    Non era mai capitato che il Parlamento siciliano avesse lavorato così poco come negli ultimi due mesi. Come riferisce Repubblica dal 31 ottobre a oggi, l'Aula ha lavorato per poco più di due ore a settimana e, per la precisione,17,4 minuti al giorno o, se si preferisce, circa otto ore e mezzo al mese e le commissioni non hanno certo fatto molto meglio.
    Nella prime due settimane di dicembre l'Ars ha lavorato rispettivamenti 29 e poi 26 minuti. Il 2 dicembre i parlamentari siciliani si sono ritrovati alle 16,07 e hanno lasciato l'aula alle 16,36 e poi vi sono ritornati il 10 per starvi solo dalle 17,03 alle 17,29. In quei minuti c'è stato l'annuncio di mozioni e interpellanze, la comunicazione all'aula del nuovo ufficio di presidenza del gruppo del Pd, l'ufficializzazione della sostituzione di un componente della commissione antimafia. Circa un minuto è stato dedicato al ricordo dell'uccisione di due braccianti agricoli avvenuta nel 1968. La seduta del 15 dicembre, invece, è durata la bellezza di 211 minuti durante i quali si è votata una mozione di sfiducia a Crocetta che ovviamente non è passata, mentre il 10 novembre l’Ars ha discusso per 226 minuti sulla nuova giunta.
    Di leggi ne sono arrivate solo tre: una che rinviava le elezioni nei liberi consorzi, una che riguarda l'Irap per i gruppi parlamentari e infine una riguardante "la tutela delle aree caratterizzate da vulnerabilità e valenze ambientali e paesaggistiche". La giunta regionale, dal canto suo, non ha agevolato il compito del Parlamento dato che la finanziaria e il bilancio regionale anziché approdare a Palazzo dei Normanni entro il primo ottobre è arrivata solo alla vigilia di Natale per via della lunga trattativa col governo nazionale per avere 1,4 miliardi necessari a coprire il buco. Mercoledì è arrivata la beffa con la bocciatura del Dpef. A tutto questo va aggiunto che l’Assemblea regionale, finanziata in gran parte dalla Regione, è costata ai siciliani circa 160 milioni l’anno, 26 milioni e mezzo per due mesi. Ogni minuto di attività d’aula, da fine ottobre a oggi, ha “bruciato” 26.600 euro.
    I parlamentari siciliani lavorano solo 17 minuti al giorno - IlGiornale.it

    Solidarietà ai deputati siculi che lavorano perfino 8 ore al mese
    di Laura Zambelli Del Rocino
    Entro in aula, appendo il cappotto, raggiungo il posto, estraggo un paio di documenti, rispondo ai messaggi urgenti prima di silenziare il cellulare, due convenevoli di rito con gli altri consiglieri regionali, un caffè, inforco gli occhiali e attendo che la seduta inizi. Tempo trascorso? Di norma dai 10 ai 20 minuti. Succede invece che in Sicilia 17,4 minuti sia il tempo medio non di apertura ma di una seduta intera del consiglio regionale. Ci impieghi più tempo a fare due spese al super, leggere un articolo sul Foglio del sabato o posteggiare a Palermo. I casi sono due: o hanno eletto dei geni spaziali con doti di mediazione e capacità decisionale supersoniche o i deputati ci fanno un giro turistico per atto di presenza e giustificare l’emolumento.
    Che il problema sia proprio quest’ultimo? Il volontariato muove poche anime belle al mondo, magari nella Sicilia in deficit tagliano i costi pubblici iniziando proprio dai poveri deputati. Invece “tra i consiglieri regionali, quelli siciliani (si chiamano deputati) non solo hanno l’indennità più alta, quasi 20 mila euro lordi al mese, ma vantano anche l’appartenenza ai gruppi assembleari più ricchi d’Italia”. Ciò che ci riporta al primo caso: sono dei geni. E quali genialate ti sfornano, per esempio, negli ultimi due mesi di attività? Attività, per intenderci, di 2 ore a settimana, 8 ore e mezzo al mese, 17 ore di intensa applicazione spalmate su due mesi di contributo intellettivo per il bene della Regione e dei suoi quasi 5 milioni di abitanti? C’è stato l’annuncio di mozioni e interpellanze (l’annuncio..), la comunicazione all’aula del nuovo ufficio di presidenza del gruppo del Pd (la comunicazione..), l’ufficializzazione della sostituzione di un componente della commissione antimafia (l’ufficializzazione..).
    Un minuto è stato dedicato al ricordo dell’uccisione dei due braccianti agricoli di Siracusa avvenuta nel 1968 (il minuto di silenzio necessario per spezzare sedute così lunghe e impegnative…). Ma anche quando i minuti di fila sono ben 211, come nella seduta del 15 dicembre, non è che la produzione abbia sconvolto in meglio l’esistenza dei siciliani: le 3 ore e mezza se ne sono andate in un dibattito sulla mozione di sfiducia a Crocetta dall’esito scontatissimo, la sua sopravvivenza, come ci ricorda la cronaca di Palermo di Repubblica.
    Di leggi, ne abbiamo? Certo, ben tre: quella che ha rinviato le elezioni nei liberi consorzi, una leggina sull’Irap per i gruppi parlamentari e una di tre articoli sulla “tutela delle aree caratterizzate da vulnerabilità e valenze ambientali e paesaggistiche”. Oltre all’infelice formulazione di quest’ultima, infelici sono senz’altro i poveri siciliani, che a fronte dei 160 milioni all’anno regalati ai geni regionali, si ritrovano provvedimenti dello spessore di un cannolo vuoto che gli andrà di traverso anche senza il ripieno al pensiero che ogni minuto di attività dei supereroi costa alla collettività ben 26.600 euroni.
    E’ sicilianità? Secondo Giovanni Gentile è faccenda del passato, oggi si deve parlare solo di cultura italiana e nazionale. E lo scriveva un secolo fa nel suo “Il tramonto della cultura siciliana”. Non ne siamo tanto sicuri.
    Se dopo 100 anni di “italianità” i dipendenti di ruolo dell’isola sono il 23% di tutti i dipendenti pubblici di tutte le regioni italiane (come ci ricorda il Sole24ore), forse era Tomasi di Lampedusa a non avere tutti i torti, “se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”: qualsiasi cambiamento o innovazione non potrà modificare dentro l’essenza e il carattere dei siciliani. E le sedute della Corte dei Conti, impegnata da anni a dipanare i contorti bilanci siculi, non riuscirebbero a esser descritte dalla miglior penna verista: sembrerebbero un puro Fantasy.
    Solidarietà ai deputati siculi che lavorano perfino 8 ore al mese - L'intraprendente | L'intraprendente

    La Regione Puglia va in rosso per pagare il vitalizio a Vendola
    Svelato il trucchetto dell'ex governatore: ha tagliato il vitalizio solo a chi viene dopo di lui
    Sergio Rame
    Nichi Vendola è un pensionato d'oro, alla giovane età diu 57 anni. Dallo scorso settembre la Regione Puglia gli stacca un assegno da 5.618 euro e 73 centesimi.
    Per pagare l'ex governatore e i suoi compagni si dovranno ora andare a racimolare 670mila euro, scovandoli tra le pieghe del bilancio e cercando di evitare di mandare in rosso la regione. Perché aldilà degli spot del leader di Sel, che si vantava di aver tagliato i vitalizi, per lui la pensione d'oro c'è ed è persino cara.
    Come spiega Franco Bechis, il 22 gennaio 2015 la Regione Puglia aveva stanziato 13.452.550 euro per pagare i vitalizi. Ma non aveva fatto i conti che l'abolizione della pensione d'oro per i consiglieri vale solo dopo le elezioni del 2015. E così Vendola si è fiondato a chiederlo. Anche se non ne aveva il diritto. Perché troppo giovane. Sapendolo ha versato alla Regione Puglia i 9.508 euro di integrazione contributiva. Quisquiglie se si pensa che, appena sei giorni dopo, la stessa Regione gli ha versato la bellezza di 199.818 euro, ovvero la liquidazione che corrisponde a due legislature e che l'ex governatore aveva richiesto il 29 giugno.
    Vendola non è stato certo l'unico a fiondarsi sul vitalizio. Aurelio Gianfreda ha messo le mani su un assegno mensile da 4.422 euro. A Giovanni Copertino, invece, ne toccheranno 10.071 e a Giovanni Brigante 4.322. "Quegli assegni sono stati erogati senza avere più la necessaria copertura sul capitolo dedicato - spiega Bechis - c'è stata una tale e imprevista corsa estiva al vitalizio che i fondi accantonati sono finiti davvero in poche settimane". Per Vendola e compagni, come spiega bene il vicedirettore di Libero, sono rimaste in vigore "tutte le leggi più favorevoli esistenti sui vitalizi al momento del loro ingresso in consiglio regionale". In barba, quindi, al taglio dei vitalizi voluto dallo stesso Vendola. La Regione Puglia si è così vista costretta a chiedere al consiglio regionale 647.273 euro in più per coprire una spesa non preventivata.
    La Regione Puglia va in rosso per pagare il vitalizio a Vendola - IlGiornale.it



    In una vecchia trasmissione di Chiambretti compare l'Eterno Terrone, perennemente in cerca di raccomandazioni......

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    Predefinito Re: Terryes

    Follia a Napoli, scoppia maxirissa: agenti colpiti a colpi di tergicristallo
    NAPOLI - Maxi rissa nel quartiere Avvocata di Napoli: un arresto, quattro denunce e cinque poliziotti feriti il bilancio. È in vicolo S. Domenico Soriano che gli agenti della Polizia di Stato dell'Ufficio Prevenzione Generale sono intervenuti scoprendo che la rissa stava coinvolgendo numerosi residenti della zona. L'arrivo della polizia non ha affatto sedato gli animi, anzi.
    È proprio contro gli agenti che la gente coinvolta nella rissa ha iniziato a prendersela. In particolare in particolare Giuseppe Esposito, poi arrestato, ha sfogato tutta la sua ira colpendo con calci e pugni tutti gli agenti che gli si avvicinavano ed i loro mezzi per poi arrivare finanche a strappare dei tergicristalli da un'autovettura in sosta ed usarli come arma contundente, prima contro i poliziotti e poi contro i contendenti. Alla fine gli agenti sono riusciti a bloccare tanto Esposito quanto gli altri coinvolti nella rissa.
    Follia a Napoli, scoppia maxirissa: agenti colpiti a colpi di tergicristallo | Il Mattino

    Follia in strada a Napoli, investe 35enne e gli frattura le gambe dopo lite per un sorpasso
    NAPOLI - Al culmine di una lite scoppiata per un sorpasso, investe un altro automobilista schiacciandogli le gambe tra la sua auto e quella del malcapitato: è successo a Napoli, tra via Oreste Salomone e viale Maddalena, nei pressi dell'aeroporto di Capodichino.
    La vittima, che ha 35 anni, è finita nell'ospedale Cardarelli della città con una prognosi di 30 giorni per fratture a entrambe le gambe. L'aggressore, che di anni ne ha 32 anni, è stato bloccato e denunciato dalla Polizia Municipale per lesioni personali. La manovra del sorpasso, pomo della discordia, è avvenuta mentre i due percorrevano la Tangenziale di Napoli.
    Al termine di un breve inseguimento, colui che si sarebbe trasformato di lì a poco nell'aggressore, ha fermato l'auto dietro quella dell'altro automobilista e poi lo ha investito, schiacciandogli entrambe le gambe. Non contento, infine, è sceso dalla sua vettura e ha preso a calci il ferito, che era a terra.
    Follia in strada, investe 35enne e gli frattura le gambe dopo lite per un sorpasso | Il Mattino

    Non c'è accordo sul percorso: salta la maratona di Napoli
    di Gianluca Agata
    NAPOLI - Napoli sarà orfana della sua maratona. L'impossibilità di trovare un percorso condiviso con l'Amministrazione Comunale ha determinato il rinvio al prossimo autunno della tradizionale 42,195 km .
    La volontà del Comune di Napoli era quella di percorrere un tracciato interamente cittadino che attraversasse non solo le zone più rinomate della città ma anche le periferie che abitualmente fanno notizia solo per i fatti di cronaca poco edificanti.
    Nel corso dei mesi sono stati studiati diversi percorsi ma, ora il posizionamento dei cantieri, ora le condizioni del fondo stradale, ora lo svolgimento di mercatini hanno sempre fatto saltare qualsiasi soluzione. Da qui la decisione di far saltare la maratona.
    Non c'è accordo sul percorso: salta la maratona di Napoli | Il Mattino

    Napoli: entra nell'ufficio dei vigili e ruba tre cellulari. Preso solo mentre sta uscendo
    Entra negli uffici della polizia municipale, si muove liberamente e arriva all'ultimo piano della struttura dove sono al lavoro gli operai per rimettere in sesto il solaio. Ruba i cellulari degli uomini che sono al lavoro e si avvia verso l'uscita con il bottino. Solo le urla degli operai che si accorgono del furto mettono in allarme i vigili che fermano l'uomo.
    È accaduto questa mattina all'interno dell'unità Operativa di Secondigliano, in piazza Di Vittorio. Un pluripregiudicato cinquantenne ha visto il portone aperto e ha tentato un altro colpo.
    Quando è scattato l'allarme per le urla dei derubati un agente ha provato a fermare l'uomo e ne è scaturita una zuffa nella quale il vigile ha avuto la peggio. Condotto in ospedale ha avuto una prognosi di dieci giorni. Il ladro, alla fine, è stato arrestato.
    Napoli: entra nell'ufficio dei vigili e ruba tre cellulari. Preso solo mentre sta uscendo | Il Mattino

    Aspra, furto di energia per un intero condominio: sette arresti –
    BAGHERIA. Un intero condominio collegato abusivamente alla rete elettrica. È l’accusa dei carabinieri nei confronti di nove persone, tutte residenti nella stessa palazzina ad Aspra, che avrebbero rubato l’energia elettrica per le proprie case.
    Il blitz dei carabinieri di Bagheria è scattato in una palazzina di via Mario Francese, di proprietà di una persona del luogo estranea ai fatti, responsabili sarebbero invece i sette inquilini che sono stati arrestati ed altre due persone che sono state denunciate.
    “Tutti e nove i trasgressori – spiegano i carabinieri -, domiciliati in via Francese, avevano realizzato altrettanti allacci abusivi ad un contatore Enel risultato dismesso, mediante i quali erano in grado di alimentare gli impianti elettrici delle rispettive abitazioni”.
    Il provvedimento di arresto Riguarda Antonino Guccione, barbarina La Barbera, Vincenzo la Barbera, Salvatore Giglio, Francesco Ilardi, Girolamo trenta coste, Alessandro Graziano.
    Dopo il processo con rito direttissimo, sono stati convalidati gli arresti e la sottoposizione alla presentazione alla polizia giudiziaria per Trentacoste, Giglio e Barbarina La Barbera, gli altri hanno fatto richiesta dei termini a difesa è stato fissato il giudizio per il 5 aprile.
    Aspra, furto di energia per un intero condominio: sette arresti ? Nomi e foto - Giornale di Sicilia

    Paura a bordo: autobus Anm accerchiato a Napoli e distrutto dai vandali
    di Melina Chiapparino
    Hanno accerchiato l'autobus, bersagliandolo con pietre e oggetti contundenti. Il raid nei pressi di una fermata della linea C67 è avvenuto alle ore 23.00 di ieri mentre il mezzo faceva ritorno da Capodimonte in direzione Scampia . Un gruppetto di giovanissimi ha preso d'assalto il bus, infranto i vetri laterali e quello anteriore: tanta paura e caos tra i passeggeri.
    Il conducente è per la seconda volta vittima di questo tipo di azioni nell'arco di 10 giorni: "Ormai il personale è esasperato - afferma Cristiano Stochel del coordinamento Usb -: la sera siamo terrorizzati, quando giriamo nella zona del Monterosa, a Scampia, dove più frequentemente accadono queste violenze a cui si deve riparare con misure straordinarie per la sicurezza dei passeggeri e l'incolumità dei lavoratori".
    Paura a bordo: autobus Anm accerchiato a Napoli e distrutto dai vandali | Il Mattino

    Incidenti stradali «fantasma»: medici e avvocati tra gli indagati
    Nola. L’indagine che ha dato il via al maxiprocesso riguarda un fenomeno fin troppo diffuso nel circondario del Tribunale di Nola (e non solo): quello delle truffe alle assicurazioni automobilistiche. A passare al setaccio innumerevoli faldoni di documenti, i militari della Compagnia Carabinieri e della Guardia di Finanza di Nola, che al momento della conclusione delle indagini eseguirono anche le varie misure cautelari imposte dal Gip: in particolare scattarono 6 misure di divieto temporaneo di esercitare la professione di avvocato e 4 misure interdittive dall'esercizio della professione medica.
    Complessivamente (sommando i vari tronconi in cui oggi l'inchiesta è scomposta) sono stati indagati 62 medici, nonché 12 avvocati, oltre a più di 300 soggetti che a vario titolo si sono prestati alla realizzazione dei falsi sinistri. I reati contestati sono a vario titolo: associazione per delinquere, falso, truffa, frode assicurativa, corruzione, falso in valori da bollo, abusivo esercizio attività finanziaria, usura e riciclaggio, falsa testimonianza e falsa perizia, grazie ai quali riuscivano ad ottenere, davanti ai Giudici di Pace, il riconoscimento di danni subiti per sinistri stradali mai verificatisi. Nel corso dell'indagine, è anche emerso che per alcuni giudizi sarebbero state utilizzate marche da bollo falsificate. Scattati al momento anche alcuni sequestri, aventi ad oggetto appartamenti, automobili e conti correnti bancari.
    Stando alla ricostruzione investigativa il compenso assicurato variava, per i presunti danneggiati, dai 500 ai 1000 euro. Per i falsi testimoni, il compenso era più modesto e variava dai 50 ai 100 euro. I soggetti disponibili a ricoprire tali ruoli erano per lo più attinti da fasce sociali disagiate. Non mancavano poi i procacciatori d'affari accusati di gestire questa "manovalanza" criminale.
    Incidenti stradali «fantasma»: medici e avvocati tra gli indagati | Il Mattino

    Italiano ucciso ìn Spagna da gang incappucciata. La fidanzata: «Parlavano in napoletano»
    «Parlavano con accento napoletano». È quanto ha raccontato alla Guardia civil la fidanzata romena di Claudio Lanfranchi, il quarantanovenne di Ardesio ucciso all'alba di lunedì nella sua casa di Alicante, in Spagna. La donna, che nell'aggressione è stata legata e imbavagliata, è stata ascoltata dagli inquirenti spagnoli, che sono sulle tracce dei tre malviventi. Il raid pare sia stato mirato all'appartamento di Lanfranchi e non casuale: dei circa 40 appartamenti del complesso residenziale (frequentato soprattutto in estate), attualmente ne sono occupati soltanto sei. La coppia era rientrata a casa domenica alle 23. I tre malviventi hanno fatto irruzione tra le 5 e le 6.
    Italiano ucciso ìn Spagna da gang incappucciata. La fidanzata: «Parlavano in napoletano» | Il Mattino

    Bimbi usati per nascondere droga: 14 arresti nel Brindisino
    BRINDISI - «Papà prendi i soldi e poi comprami gli occhiali": è una bimba di 5 anni a chiedere al genitore, poi arrestato per spaccio, l’acquisto di un paio di occhiali con il denaro proveniente dalla vendita della droga, 'operazionè di cui la piccola è consapevole. Alla bambina, secondo quanto emerge dalle indagini condotte dai carabinieri e coordinate dal pm Milto Stefano De Nozza anche con intercettazioni, veniva richiesto dai genitori di nascondere la sostanza: «Tienila qui - dice il padre - mi raccomando se ci fermano i carabinieri fai finta di niente». Oltre alla piccola, veniva utilizzato anche un bimbo di 2 anni.
    La conversazione viene intercettata dagli investigatori nell’ambito dell’inchiesta che ha portato stamattina all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 14 persone, 7 in carcere e 7 ai domiciliari, 13 delle quali sono state eseguite.
    L’inchiesta, condotta da febbraio 2013 a giugno 2015, anche con l’ausilio di intercettazioni ambientali e telefoniche e servizi di osservazione e pedinamento, ha consentito di documentare il traffico e la detenzione di ingenti quantitativi di cocaina, hascisc e marijuana, acquistate prevalentemente nella provincia di Bari e destinate allo spaccio nei comuni brindisini di Villa Castelli, Oria, Ostuni e Ceglie Messapica, oltre che a Grottaglie (Taranto).
    Sono 21 gli episodi accertati. In diversi casi sono stati eseguiti sequestri di stupefacente fino a 10 chili. Gli indagati dovranno ora rispondere di concorso in traffico e detenzione illeciti di quantità ingenti di sostanze stupefacenti, in taluni casi con l’aggravante di essersi avvalsi di minori per compiere i reati.
    Bimbi usati per nascondere droga: 14 arresti nel Brindisino - home - La Gazzetta del Mezzogiorno

    Asl, lo scandalo assenteisti
    36 condannati, tutti al lavoro
    E uno è stato «premiato»
    BRINDISI - Le immagini delle microcamere nascoste furono proiettate nell’aula di giustizia in cui è iniziato due anni fa e si è concluso la scorsa estate il processo di primo grado per assenteismo: si scorgevano le addette alle pulizie che strisciavano i badge altrui nella macchinetta marcatempo, all’ingresso di una delle sedi della Asl di Brindisi. Ma anche medici, infermieri, tecnici, fisioterapisti, che dopo aver timbrato il cartellino si recavano a casa, a fare la spesa al discount, ad accompagnare i bambini a scuola.
    Per quei fatti 36 dipendenti pubblici sono stati condannati in primo grado, nel giugno scorso, a pene comprese tra sei mesi e tre anni: le accuse formulate dal pm Milto Stefano De Nozza sono a vario titolo truffa in danno dello Stato e violazione del decreto Brunetta. Inizialmente erano 48 gli imputati, 14 dei quali sono stati assolti. Sono tutti ancora in servizio presso la stessa azienda sanitaria. Anche coloro i quali sono stati ritenuti «assenteisti».
    Uno di essi, un oculista ha ottenuto perfino una progressione di carriera. Uno 'scatto in avantì previsto dal contratto nazionale del lavoro, atto dovuto che non è stato possibile evitare, a quanto si è appreso dalla direzione generale Asl, proprio perchè per i lavoratori in questione non c'è stato alcun provvedimento punitivo. I procedimenti disciplinari, avviati nel 2010, quando nell’ambito della stessa inchiesta furono eseguite 26 ordinanze di custodia cautelare dai carabinieri dei Nas di Taranto, furono già allora 'congelatì in attesa di un verdetto definitivo che è però ancora lontano dall’essere emesso.
    Ci sono però le motivazioni della sentenza di primo grado depositate a settembre, in cui il giudice monocratico Giuseppe Biondi ha fatto una disamina puntuale di ogni singola posizione. Viene attribuito dal giudice un rilievo di maggiore gravità ai medici coinvolti, a uno dei quali, un odontoiatra, è toccata la pena massima inflitta: 3 anni di reclusione. In quanto «dirigenti» avrebbero dovuto controllare, a quanto è riportato, il rispetto delle regole da parte dei sottoposti. E avrebbero dovuto dare l'esempio.
    Tutti, poi, sottraendo delle ore che avrebbero dovuto essere di esclusiva proprietà del datore di lavoro avrebbero provocato all’Azienda sanitaria locale, quindi a una pubblica amministrazione, un danno patrimoniale. Oltre che un danno di immagine dovuto - si legge - al fatto che avrebbero agito sempre "alla luce del sole». Per altro il fatto che non fosse emersa durante il dibattimento la prova di conseguenze dirette nella qualità del servizio, non avrebbe avuto alcun valore riguardo le contestazioni per cui si è proceduto, ossia per la truffa e per le irregolarità nell’utilizzo del cartellino marcatempo.
    Nel frattempo nulla è cambiato in quel di via Dalmazia e più in generale presso l’Azienda sanitaria di Brindisi.
    Asl, lo scandalo assenteisti 36 condannati, tutti al lavoro E uno è stato «premiato» in 36 condannati sono ins ervizio - home - La Gazzetta del Mezzogiorno

    Il capolavoro: Crocetta brucia 21 milioni di finanziamenti Ue
    di L'Intraprendente
    Un esempio: signori, oggi vi consegniamo un milione di euro, a patto che li spendiate da qui ai prossimi sette anni. Pensate di farcela? Se puntate l’acquisto di un intero palazzo intero ve la cavate in un mese, altrimenti si tratta solo di avere buone idee e un po’ di voglia di fare, ché la parte difficile è trovare i soldi mica spenderli. Chi direbbe di no? Conoscete un folle che non solo tratterebbe con sufficienza quei denari ma sarebbe anche capace di lasciarli nel cassetto fino a doverli rendere? Ecco, noi sì: Regione Sicilia ancora una volta ribalta la logica, perché palazzo d’Orleans ha appena perso 21 milioni e 500 mila euro che Bruxelles aveva stanziato per sostenerne l’agricoltura.
    Il Programma di sviluppo rurale 2007 – 2013 aveva messo a disposizione di Crocetta & Co. due miliardi e 185 milioni, da investire in sette anni. Ovviamente i siculi si vantano di aver messo mano a ben il 98% delle risorse, peccato che 21 milioni e rotti non siano bruscolini. A dicembre, secondo il Fatto quotidiano, erano 100 i milioni che rischiavano di essere carbonizzati, quindi paradossalmente ce la siamo pure cavata meglio del previsto.
    Quindici milioni sarebbero serviti per finanziare agriturismi, energie rinnovabili e infrastrutture in zone rurali, gli altri cinque erano destinati alle strategie di sviluppo rurale dei comuni. Insomma, roba che tutto sommato poteva servire ma che la Regione banalmente non è riuscita a spendere. Una meraviglia, seconda solo al capolavoro che rischia di costare ai contribuenti 180 milioni. Repubblica infatti racconta che il Tar ha annullato il bando con cui la Regione nel 2012 metteva in palio 320 milioni, sempre di fondi europei. 180 milioni di questi, appunto, sono già stati stanziati e distribuiti a ottomila aziende che si occupano di agricoltura biologica. Fondi, pare, distribuiti a pioggia e non secondo le regole stabilite dal finanziamento di Bruxelles. Insomma, una piccola noncuranza che rischia seriamente di farci perdere i 320 milioni, con tanto di 180 milioni da recuperare azienda per azienda. Una mannaia.
    Un filone che conosciamo bene, in Irlanda vi potreste imbattere in autostrade chiamate “Italy”, perché costruite con i fondi che non abbiamo saputo investire per tempo e per questo riassegnati a Stati dotati di buon senso e capacità organizzativa minima. Spreco chiama spreco (come potete toccare con mano qui, qui e qui). Un talento che viene sublimato da un’amministrazione regionale su cui si potrebbero scrivere libri, nessuno dei quali felici da leggere.
    Il capolavoro: Crocetta brucia 21 milioni di finanziamenti Ue - L'intraprendente | L'intraprendente



    Napoli, uccide il fratello e lo scioglie nell'acido
    Una violenta lite tra due fratelli. Uno aggredisce l'altro e lo uccide. Il corpo non è ancora stato trovato
    Gabriele Bertocchi
    I carabinieri coordinati dalla Procura di Torre Annunziata hanno arrestato Salvatore Amuro colpevole di aver ucciso il fratello maggiore.
    Gli investigatori non hanno ancora trovato il corpo della vittima, il che fa pensare che sia stato sciolto nella soda caustica. L'omicidio risalirebbe a nove giorni fa, quando la vittima, un 55enne, è scomparso.
    L'uomo, residente a Piano di Sorrento, dopo una violenta lite con il fratello sarebbe stato ucciso e il corpo fatto sparire nella campagna vicina all'abitazione con l'utilizzo dell'acido per scogliere il cadavere.
    Napoli, uccide il fratello e lo scioglie nell'acido - IlGiornale.it

    Chist'è 'o paese d' 'o sole!
    Chist'è 'o paese d' 'o mare!
    Chist'è 'o paese addò tutt' 'e pparole
    Sò doce o sò amare,
    Sò sempe pparole d'ammore!


  9. #489
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    Predefinito Re: Terryes

    Pozzuoli. Lite tra ragazzini, genitore lancia un bidet dal balcone e ferisce un uomo
    di Nello Mazzone
    Una partitella di pallone tra adolescenti sul lungomare di Pozzuoli finisce in rissa, arrivano i genitori e lo scontro coinvolge un intero condominio con un bidet lanciato dal balcone di casa sulla testa del padre di uno dei ragazzini, che sviene in strada e viene salvato dai medici del pronto soccorso di Pozzuoli.
    Una storia che arriva da via Napoli, lungomare di Pozzuoli. Sul campetto di calcio a ridosso del mare giocano i ragazzini che abitano nella zona. Ad un tratto, per un fallo di gioco, un 15enne se la prende con un ragazzino di 10 anni. Scoppia la lite, che poi degenera. I genitori del 15enne vanno sotto casa dei parenti del ragazzino di 10 anni e gridano, protestano, inveiscono per il comportamento avuto nei confronti del figlio. Qualcuno chiama il 112 temendo il peggio e quando arrivano i carabinieri, si trovano dinanzi una scena che sembra lo scketch di cabaret: dalla finestra del condominio di via Napoli viene lanciato con violenza un bidet che tramortisce il papà del 15enne.
    L’uomo si accascia al suolo, sviene, costretto al ricovero in ospedale con un’ambulanza del 118. I medici lo rianimano e gli riscontrano un trauma cranico commotivo, con escoriazioni varie. I carabinieri, invece, identificano il presunto autore del lancio del bidet e lo arrestano: in manette finisce con l’accusa di tentato omicidio il 45enne Domenico Cammarota, già noto alle forze dell’ordine. L’uomo è stato portato poco dopo nel carcere di Poggioreale.
    Lite tra ragazzini, genitore lancia un bidet dal balcone e ferisce un uomo | Il Mattino

    Montesarchio: litigano per l'eredità e spara al cugino, in prognosi riservata
    di Maria Tangredi
    MONTESARCHIO - Una lite per motivi familiari e, sembrerebbe di eredità tra due fratelli, è poi degenerata. Il bilancio è di un ferito in prognosi riservata e di un arresto. Nella lite o, discussione cominciata tra i due fratelli, avvenuta nella casa di via Vitulanese, secondo una prima ricostruzione dei carabinieri della compagnia di Montesarchio, agli ordini del maggiore Erminio De Nisco, sarebbero intervenuti anche i figli dei due, entrambi poco più che trentenni.
    Uno dei due Giuseppe De Blasio, avrebbe improvvisamente estratto una pistola legalmente detenuta ma non autorizzato pur avendo un porto d’armi, a portarla all’esterno, e sparato due colpi all’indirizzo del cugino Mario ferendolo gravemente all’addome e all’inguine.
    L’autore del gesto si è costituito successivamente ai carabinieri per chiarire la sua posizione. Un fermo iniziale che solo in serata è stato trasformato in arresto con il trasferimento nel carcere di contrada Capodimonte, dell’uomo su decisione del pubblico ministero Donatella Palumbo. Una posizione da chiarire quella di Giuseppe De Blasio che ora è al vaglio degli inquirenti.
    Litigano per l'eredità e spara al cugino: in prognosi riservata | Il Mattino

    Minorenne denunciato, da Napoli a Salerno in auto e senza patente
    SALERNO - Un minorenne di Napoli alla guida senza patente. Fermato per un controllo dagli agenti della polizia è stato denunciato poco fa. Il giovane era in giro con l'auto per il centro di Salerno. In caserma sta ora spiegando il perché di questo suo comportamento.
    Minorenne denunciato, da Napoli a Salerno in auto e senza patente | Il Mattino

    Ruba legna a 87anni e ingaggia inseguimento cercando di seminare la Ps
    di Antonio Portolano
    BRINDISI - Alla «tenera» età di 87 anni protagonista non solo di un furto di decine di quintali di legna, ma anche di uno spericolato inseguimento nelle campagne, a bordo di un camion, sul quale lui ed un complice avevano caricato la refurtiva.
    Erano circa le 17.30 di giovedì, quando due persone sono state notate in contrada Fra’ Vito (alle spalle del quartiere Sant’Elia) mentre con due motoseghe a scoppio facevano incetta di alberi. La segnalazione è stata quindi inoltrata al 113 facendo scattare l’intervento del personale della Sezione Volanti della Polizia di Stato con una pattuglia che si è recata sul luogo della segnalazione.
    Alla vista degli agenti, tuttavia, i due si sono infilati dati alla fuga montando su un autocarro modello Iveco Daily da 35,8 quintali e si sono dati alla fuga nelle campagne circostanti.
    A quel punto gli agenti hanno azionato le sirene e tirato fuori la paletta segnaletica intimando l’alt ma i due «topi» di legname, anzichè fermarsi, hanno premuto il pedale dell’acceleratore tentando di seminarli. Gli agenti della Sezione Volanti - guidati dal vice questore aggiunto Alberto D’Alessandro -, tuttavia, sono riusciti a raggiungerli e fermarli dopo un paio di chilometri.
    I due sono stati quindi condotti in questura per le operazioni di rito. Grande lo stupore degli investigatori nel verificare le generalità dei due ladri. Il più anziano della coppia, Salvatore P. ha la «tenera» età di 87 anni. Il più giovane Massimiliano C. ha invece 27 anni. Entrambi sono originari del Leccese anche se residenti a Brindisi. Ambedue sono stati denunciati per furto. A bordo dell’autocarro c’erano diverse decine di quintali di cipressi appena tagliati. La refurtiva è stata sottoposta a sequestro.
    Ruba legna a 87anni e ingaggia inseguimento cercando di seminare la Ps - home - La Gazzetta del Mezzogiorno

    Roma, ladro napoletano specializzato in furti di Rolex arrestato in trasferta
    Era specializzato in furti di orologi preziosi, in particolare Rolex, e ha portato il "lavoro" in trasferta da Napoli a Roma. Ma gli è andata male: un 47enne napoletano è stato arrestato dai Falchi della squadra mobile di Roma. L'uomo farebbe parte di una banda di napoletani, provenienti dai quartieri Spagnoli in trasferta a Roma.
    Le rapine contestate al 47enne sono state consumate nei mesi di dicembre 2014 e febbraio 2015 e tutte con le medesime modalità, ovvero da due persone a bordo di scooter che, con accento marcatamente napoletano, aggredivano e minacciavano con una pistola le vittime, per poi rapinarle dei propri orologi di elevato valore commerciale quali Rolex, Cartier e Breil, stimati tra ai 5.000,00 ed i 20.000,00 euro. Al termine delle investigazioni, coordinate dalla Procura di Roma, è stato emesso un provvedimento restrittivo per quattro episodi di rapina, avvenuti nei quartieri romani Prati, Flaminio e Monteverde, notificato stamane all'uomo rintracciato grazie alla collaborazione del personale della Squadra Mobile di Napoli presso la sua abitazione nei quartieri spagnoli.
    Ladro di Napoli preso "in trasferta": era specializzato in furti di orologi | Il Mattino

    Usavano soldi falsi nei cambiamonete: 4 napoletani arrestati a Brescia
    Usavano soldi falsi nei cambiamonete. Per questo quattro napoletani sono stati arrestati dalla Polizia a Brescia. Sono accusati di furto aggravato per essere riusciti ad ottenere dai cambiamonete soldi veri in cambio di falsi che riportavano la scritta «facsimile».
    «Abbiamo comprato questi soldi falsi in un campo nomadi a Napoli pagando sette euro ogni banconota da 20 euro» hanno spiegato gli arrestati. Uno dei quattro deve rispondere anche di rapina impropria per aver avuto una colluttazione con un barista cinese che si era accorto dei movimenti della banda.
    Usavano soldi falsi nei cambiamonete: 4 napoletani arrestati a Brescia | Il Mattino

    Latticini avariati nei ristoranti, scatta il sequestro
    Latticini avariati in ristoranti e negozi di San Martino Valle Caudina, li hanno scoperti vigili urbani e carabinieri che, bloccando un furgoncino, hanno individuato i prodotti caseari avariati. Il conducente del mezzo, di 52 anni, era privo di patente. Il furgone tra l’altro era senza copertura assicurativa. E’ stato richiesto l’intervento degli ispettori dell’Asl per recuperare e verificare la merce, circa 20 chili di mozzarelle, che erano confezionati in maniera approssimativa e trasportati senza osservare le più elementari norme igieniche. Dalle bolle di accompagnamento recuperate, è stato possibile risalire ai negozi e ristoranti si fornivano dal venditore ambulante.
    Latticini avariati nei ristoranti in Campania, scatta il sequestro | Il Mattino

    Bimbo di 10 mesi muore dopo il ricovero a Messina, indagati 11 sanitari del Policlinico
    MESSINA. La Procura ha indagato 11 sanitari del Policlinico di Messina per la morte di un bambino di 10 mesi avvenuta ieri al pronto soccorso pediatrico qualche ora dopo il ricovero. I genitori hanno presentato denuncia alla polizia che ha avviato sequestrato la cartella clinica.
    Secondo quanto riferito dai familiari, il piccolo da giorni soffriva di una broncopatia, ma per i sanitari del nosocomio la causa del decesso potrebbe essere una meningite.
    I genitori del piccolo raccontano che il bambino ha accusato all'improvviso febbre alta, vomito, diarrea; intorno alle 8.30 lo hanno trasportato al Policlinico e hanno atteso per il ricovero. Dopo appena due ore, alle 10.30, il bimbo è deceduto. La procura sta cercando di ricostruire coa sia accaduto in questo lasso di tempo. Domani pomeriggio il sostituto procuratore Antonio Carchietti conferirà a un medico legale l'incarico di eseguire l'autopsia che sarà effettuata all'obitorio del Policlinico. A Scaletta Zanclea, il paese del quale sono originari i due giovani genitori, è a lutto. La coppia aveva quest'unico figlio.
    Bimbo di 10 mesi muore dopo il ricovero a Messina, indagati 11 sanitari del Policlinico - Giornale di Sicilia

    Caserta. Arrestata avvocatessa accusata di aver fornito falsi alibi a uomini del clan
    La Squadra Mobile di Caserta ha arrestato Maria Rosaria Galli Della Loggia, avvocato di 39 anni condannata alla pena definitiva di 2 anni e 11 mesi di reclusione per i reati di falso e favoreggiamento con l'aggravante di aver agevolato un clan camorristico. La 39enne è stata raggiunta dall'ordine di carcerazione emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Napoli; al momento dell'arresto era nella sua abitazione.
    La Della Loggia fu arrestata, poi scarcerata, il 25 marzo del 2013 con l'accusa di aver fornito falsi alibi ad alcuni esponenti del clan Amato attivo a Santa Maria Capua Vetere; con lei finirono in carcere circa 40 tra affiliati, anche di spicco, e fiancheggiatori della cosca.
    Caserta. Arrestata avvocatessa accusata di aver fornito falsi alibi a uomini del clan | Il Mattino

    Napoli, percorsi e autobus Anm deviati per evitare gli assalti dei vandali. È protesta: «Legalità sconfitta»
    di Valerio Iuliano
    Gli autobus dell’Anm non transiteranno più per alcune strade alla periferia della città. In particolare, il dispositivo sarà operativo in uno dei quartieri considerati più difficili, a Scampia dopo le 21, a causa dei ripetuti assalti delle baby gang. Sono escluse dal tragitto dei mezzi pubblici via Ciccotti, via Labriola, via Galimberti e lo stazionamento antistante la linea 1 della metropolitana. “Le linee R5, N5 e N8 – fanno sapere dall’azienda- che provengono da Via Brin, dopo essere giunte all’incrocio di via Ghisleri, percorreranno Via Baku, via Roma verso Scampia, il quadrivio di Secondigliano e poi faranno lo stesso percorso a ritroso”.
    La decisione è arrivata dopo l’allarme lanciato dall’amministratore unico di Anm Alberto Ramaglia che aveva chiesto più sicurezza per i bus presi di mira dai teppisti. “E’una sconfitta della legalità” commenta Antonio Bassolino in un post su Facebook. “Lo Stato e il Comune- prosegue l’ex sindaco- devono reagire ed affermare il senso e il valore della legge, nell'interesse dei cittadini e dei lavoratori”. Anche dalla municipalità arrivano reazioni polemiche. “Sono stati soppressi i diritti costituzionali- spiega il presidente Angelo Pisani- e perciò faremo una class action contro Anm e Comune che sono incapaci di garantirli”.
    Napoli, percorsi e autobus Anm deviati per evitare gli assalti delle babygang. È protesta: «Legalità sconfitta» | Il Mattino

    «Napoli indecorosa», l'Agcom assolve Massimo Giletti
    Per l'Autorità per le Comunicazioni offendere Napoli e i napoletani non costituisce una violazione delle norme vigenti. Con questa motivazione l'Agcom ha assolto Massimo Giletti, rigettando la denuncia presentata dal Codacons.
    Ne dà notizia l'associazione dei consumatori, rendendo noto il provvedimento dell'Autorità. I fatti - ricorda il Codacons in in una nota - risalgono all'1 novembre scorso quando, durante una puntata de L'Arena in onda su Rai1, nel corso di un battibecco con l'avvocato Antonio Crocetta, Massimo Giletti affermava: «Non glielo permetto, in Rai c'è gente che fa un lavoro straordinario. Voi iniziate a far andare avanti la vostra città che è indecorosa in certi punti. Se lei esce dalla centrale della stazione uno trova immondizia in tutti i vicoli».
    Affermazioni che suscitarono le forti proteste dei cittadini napoletani, con una vera e propria rivolta sui social network e richieste di intervento da parte del Codacons. L'associazione presentò dunque un esposto all'Autorità per le Comunicazioni, chiedendo di aprire una indagine e sanzionare la Rai e Giletti per le affermazioni rese nel corso del programma. «L'Agcom ha però rigettato la richiesta del Codacons, ritenendo che»questa Autorità non rileva elementi che consentano di avviare un procedimento sanzionatorio per i fatti segnalati, non evidenziandosi dal tenore della denuncia attendibili profili di violazione alla normativa in materia di obblighi di programmazione e di tutela dei minori«.
    Evidentemente per l'Agcom offendere Napoli e definirla »indecorosa« non rappresenta un insulto alla città né una offesa ai suoi abitanti - conclude il Codacons.
    «Napoli indecorosa», l'Agcom assolve Massimo Giletti | Il Mattino

    Le Rc auto erano fasulle: sfruttato anche il nome di Raciti
    Con i suoi modi affabili e da professionista del settore era riuscito a conquistare la fiducia di tante persone: le incontrava e poi le convinceva a stipulare apparenti contratti assicurativi, in realtà pura carta straccia. A smascherare e denunciare il 37enne originario di Torre del Greco sono stati gli investigatori del Compartimento polizia postale di Napoli, attraverso un intenso lavoro scaturito proprio dalle segnalazioni che arrivavano dalle vittime.
    L’insospettabile truffatore aveva nel tempo perfezionato la sua tattica, arrivando persino a creare utenze telefoniche e mail fittizie intestate a soggetti sempre diversi. In un caso si era spinto davvero oltre, gli agenti hanno scoperto infatti, che una delle schede telefoniche utilizzate per truffare i malcapitati di turno, risultava addirittura intestata all’ispettore capo della polizia di Stato, Filippo Raciti, scomparso tragicamente durante un incontro di calcio. Un dettaglio che in un secondo momento il 37enne ha ammesso, soprattutto quando la polizia gli ha chiesto di fornire più dettagli sull’identità delle persone che avevano proceduto all’attivazione e che risultano ancora da identificare. L’indagine è stata complessa, proprio per l’esperienza in quel campo che aveva permesso all’uomo di mettere a punto un sistema con il quale riusciva a non insospettire le vittime prima di dileguarsi nel nulla. La truffa era estesa in tutta la Campania.
    Le Rc auto erano fasulle: sfruttato anche il nome di Raciti | Video | Il Mattino

    Scandalo delle multe a Roma: truccati 5mila verbali degli "amici"
    Sono 5 le persone indagate tra ex dirigenti del dipartimento Risorse Economiche del Campidoglio e segretarie
    Angelo Scarano
    Cinquemila verbali sarebbero stati truccati per favorire gli "amici". Un nuovo scandalo delle multe esplode a Roma e la Guardia di Finanza torna nell'Ufficio Contravvenzioni di via Ostiense, e acquisisce oltre diecimila verbali di multe non pagate tra il 2008 e il 2015.
    Secondo quanto riporta Il Messaggero, il sospetto è che si tratti di documenti truccati, realizzati ad arte per favorire conoscenti e soggetti noti, a cui sarebbe stato consentito di attraversare varchi e zone a traffico limitato, e di non osservare divieti di sosta e di accesso nel centro storico della capitale.
    Nel nuovo filone dell'inchiesta coordinata dal pm Francesco Dall'Olio, cinque persone sono indagate, a vario titolo, per abuso d'ufficio, falso e truffa, e per presunte irregolarità nella riscossione di sanzioni per violazione del codice della strada.
    L'ipotesi formulata dagli investigatori è che tre ex dirigenti del dipartimento Risorse Economiche del Campidoglio, con l'aiuto di due segretarie abbiano cancellato numerose contravvenzioni dal terminale informatico dell'ufficio, facendole sparire nel nulla. Ma c'è pure il sospetto che abbiano archiviato centinaia di verbali, facendo passare i veicoli multati come intestati a soggetti istituzionali, o come automobili utilizzate per operazioni di polizia giudiziaria. Se così fosse, i mezzi sarebbero esenti da sanzioni ma l'iter procedurale prevede che venga effettuata prima un'istruttoria. E i nomi dei "favoriti" potrebbero essere stati inseriti abusivamente nelle liste di archiviazione.
    Scandalo delle multe a Roma: truccati 5mila verbali degli "amici" - IlGiornale.it

    Roma: una ragazza sola e le attenzioni delle forze dell'ordine
    Nell'anno del Giubileo straordinario, a Roma sono attesi milioni di turisti. Nelle strade della capitale, centinaia di agenti vigilano sulla loro sicurezza. Ma quando a camminare da sola è una ragazza, a volte lo stereotipo del maschio italiano sembra prevalere sul ruolo dell'uomo in divisa. Un atteggiamento al quale molti italiani sono abituati, ma che può mettere a disagio i visitatori stranieri
    Abbiamo documentato la giornata di una giovane donna a passeggio da sola per Roma, e abbiamo chiesto a ragazze italiane e turiste cosa provano quando le attenzioni nei loro confronti provengono dalle forze dell'ordine.

    Roma: una ragazza sola e le attenzioni delle forze dell'ordine - Repubblica Tv - la Repubblica.it

    Poliziotti spartivano con i rom i proventi dei furti in Centrale
    Due agenti della Squadra Mobile arrestati dalla Polfer: invece di arrestare le ladre prendevano soldi da loro e le minacciavano: «Vi portiamo via i figli»
    di Redazione Cronaca di Milano
    Invece di arrestare una banda di borseggiatrici rom che derubava i passeggeri dei treni, chiedevano soldi per non denunciarle e minacciavano di far «portare via» i loro bambini. Due poliziotti sono stati arrestati dalla polizia ferroviaria, su ordinanza di custodia cautelare del gip di Milano Giuseppe Vanore, perché avrebbero garantito ad un gruppo di persone di origine rom, anche loro arrestate, di compiere furti in Stazione Centrale a Milano chiudendo un occhio e incassando parte dei proventi dei colpi. Le indagini, condotte dalla polizia ferroviaria, sono state coordinate dal pm di Milano Antonio D’Alessio. I due agenti, da giovedì mattina ai domiciliari, sono accusati di concussione e falso in atti d’ufficio. In carcere sono stati invece trasferiti 23 nomadi, di origine serba e bosniaca, con l’accusa di associazione per delinquere.
    I due agenti arrestati, Cosimo Tropeano e Donato Melella, in servizio al dipartimento Crimini diffusi della Squadra mobile di Milano, riuscivano ad incassare «tra i 5 e i 20 mila euro a settimana» con una serie di furti, durati circa un anno. Diversi episodi, avvenuti dall’ottobre 2014 fino a tempi recentissimi, sono stati filmati dalle telecamere di sorveglianza della stazione. Il furto record è quello di gioielli per 120.000 euro sottratti al passeggero di un treno. Le vittime erano spesso turisti stranieri, anche giapponesi e americani, a volte derubati con la scusa di un aiuto a sistemare i bagagli.
    Poliziotti spartivano con i rom i proventi dei furti in Centrale - Corriere.it

    Diffusione del cognome MELELLA - Mappe dei Cognomi Italiani

    Diffusione del cognome TROPEANO - Mappe dei Cognomi Italiani

    ‘Ndrangheta in Lombardia, chirurgo plastico ai vertici di locale Desio. “Estorsioni e visite per conto del clan”
    L'inchiesta della squadra mobile e della Dda di Milano ha portato all'arresto di Arturo Sgrò e del carrozziere Ignazio Marrone
    di F. Q.
    Uno è un professionista stimato, 42 anni, chirurgo plastico all’ospedale Niguarda di Milano, incensurato e un prestigioso curriculum con esperienze anche all’estero. L’altro è il titolare di una ditta di autodemolizioni, 40 anni, già condannato nel processo Infinito per reati di armi e ricettazione. Il primo riservato, silenzio. L’altro più duro, sfacciato. Profili diversi. Estrazione sociale opposta. Ma una “simbiosi perfetta”. E la stessa accusa: essere ai vertici della ‘ndrangheta di Desio, in provincia di Monza e Brianza. Per questo il medico Arturo Sgrò e Ignazio Marrone sono stati arrestati per associazione mafiosa.
    La lunga indagine è stata condotta dal 2013 al 2014 dalla squadra mobile di Milano diretta da Alessandro Giuliano e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia diretta dal procuratore aggiunto Ilda Boccassini. Secondo gli inquirenti i due riscuotevano crediti per conto di altri membri detenuti provvedendo anche ad aiutarli economicamente. Non solo. Sgrò – secondo l’accusa – curava e dava consigli medici ad esponenti della potente ‘ndrina oltre a visitare i carcerati. Marrone, invece, metteva a disposizione la sua officina di Desio per ospitare gli incontri dei mammasantissima e gli appuntamenti per la riscossione di crediti. L’autorimessa, infatti, era una sorta di fortino dotato di telecamere ovunque, sistemi anti intrusione, disturbatori di frequenze. In più occasioni entrambi gli arrestati hanno partecipato agli incontri con i debitori, ognuno “recitando” la propria parte: Marrone più duro ma più sfacciato, Sgrò più silenzioso, poche parole ma ben assestate. Sgrò, a Milano dal 2009 e attualmente al Niguarda (la struttura è completamente estranea alle indagini), poteva contare su una capacità di intimidazione grazie alla parentela stretta con alcuni ‘ndranghetisti. “Il mio ringraziamento e sostegno va alla Direzione distrettuale antimafia e alle forze di polizia che, dopo anni di indagine, sono riuscite a scoprire un altro pericoloso tentacolo delle cosche calabresi trapiantate al Nord”, commenta la senatrice Lucrezia Ricchiuti, da sempre impegnata contro la ‘ndrangheta.
    Il gip Carlo Ottone De Marchi definisce quello dei due arrestati un “mutuo soccorso”. Marrone era già stato coinvolto nella storica inchiesta Infinito, che nel luglio 2010 portò in carcere 300 affiliati tra Lombardia e Calabria, tra cui il temuto e rispettato Pio Candeloro. Dalle intercettazione telefoniche è emersa la sua disponibilità di armi, alcune delle quasi sequestrati in due sopralluoghi della polizia: una Mauser, arma da guerra, e una Beretta clandestina, custodita da un dipendente della sua ditta. Marrone, siciliano, era autorizzato dal clan a risolvere i contrasti tra gli affiliati di ‘ndrangheta calabrese e Cosa Nostra. Era in contatto con un membro della famiglia Molluso, che ha parenti imputati per mafia a Corsico, con i Mancuso, i Limbadi e il clan siciliani Rinzivillo di Gela.
    'Ndrangheta in Lombardia, chirurgo plastico ai vertici di locale Desio. "Estorsioni e visite per conto del clan" - Il Fatto Quotidiano

    Scandalo assenteisti al Ruggi, 500 verso il processo
    Sono cinquecento i dipendenti assenteisti dell’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona che rischiano di andare a processo. Si tratta di cinquecento degli oltre 850 già denunciati dai finanzieri del Gruppo Salerno, agli ordini del colonnello Diego De Luca, perché anche loro risultati assenteisti nel corso dei controlli eseguiti durante l’operazione «Just in time».
    Sono dunque cinquecento i casi controversi individuati in questi ultimi mesi dai finanzieri. Cinquecento le posizioni ritenute «irregolari» così come emerso dalle verifiche contabili svolte negli ultimi quattro mesi sulle assegnazioni di straordinari e sul conteggio delle ore di lavoro, oltre che sulle buste paga.
    Scandalo assenteisti al Ruggi, 500 verso il processo | Video: «Rivoglio il mio lavoro» | Il Mattino

    Sul tram vuoto di Palermo viaggiano tutti i mali del Sud
    di L'Intraprendente
    Sta tutto lì, il Sud che non può farcela se non appaltando la gestione di sé ad altri, su un tram vuoto che gira per Palermo. Rotaie nuove, vagoni nuovi, tracciato nuovo. 320 milioni di euro per realizzarlo. Trecentoventi milioni di euro. Eppure nessun passeggero a bordo, non ci possono salire, i passeggeri, sul tram palermitano, perché la politica cittadina è ancora presa a far rissa su chi debba gestire il servizio, così come sulle risorse e il personale da assegnargli. Funziona così in terre dove la logica funziona al contrario, dove il buon senso non basta, ché una gara pubblica basterebbe a individuare miglior offerta (ovvero risparmio) e standard qualitativi accettabili, per dare un suggerimento tra le vie possibili, tra cui far passare il contratto con l’Amat (l’azienda municipale di trasporti), bocciato da tre commissioni diverse.
    Quindi no, non si può salire sul tram, a Palermo i bimbi dalle auto fissano questo barcone di desolazione, lo vedono passargli accanto mentre le quattro ruote sono incolonnate come da routine, lo vedono andare via, leggero come se il metallo non pesasse, per sparire dietro la prima curva. Trentadue metri a vagone, intonsi. Girano e girano, dopo essere stati consegnati nel 2011. Perché non s’è pensato prima a come finanziare quei 22 milioni l’anno necessari a pagare il servizio, o meglio, la Stampa spiega che “il Comune aveva pronto il suo piano: affidare il servizio alla boccheggiante Amat e ricavare i soldi della gestione dall’avvio della zona a traffico limitato in centro storico: 120 euro all’anno per auto, moltiplicati per 250 mila automobilisti titolari di una vettura almeno euro 3 (le altre, fuori), fanno 30 milioni all’anno”.
    Un tram costosissimo a sbeffeggiare le periferie che attraversa, a farsi bello del suo essere ancora uguale a se stesso, mai sgualcito, deserto. E lì sopra c’è tutto il Sud che non è capace di responsabilità e coscienza civica, quello che continua a chiedere sovvenzioni di Stato che finiscono in niente. Quello delle cattedrali nel deserto, dei servizi inesistenti, della classifica di vivibilità che lo vede all’ultimo posto. Si gira a vuoto, come quel tram su cui non si può salire.
    Sul tram vuoto di Palermo viaggiano tutti i mali del Sud - L'intraprendente | L'intraprendente

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    Predefinito Re: Terryes

    Libia, Daesh offre 1.000 dollari a chi si arruola

    Siamo tranquilli che i nostri terry non tradiranno la patria.
    Bisognerebbe lavurà.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

 

 
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