Palermo, "denaro per evitare multe": in manette tre agenti della polizia stradale
di Luigi Ansaloni
PALERMO. Tre agenti della polizia stradale sono stati arrestati questi mattina dalla squadra mobile di Palermo, diretta da Rodolfo Ruperti, con l'accusa di corruzione, concussione e falso. Secondo quanto ricostruito dalle autorità, "puntavano" imprenditori e commercianti con multe e controlli a raffica .In manette sono finiti Nicolino Di Biagio, Giuseppe Sparacino e Francesco Paolo Minà. Titolare dell'inchiesta è il pm di Palermo Pierangelo Padova.
Le vittime, per evitare tutto questo, erano costretti a dare soldi e dei regali agli agenti. L'indagine sarebbe nata dalla denuncia di due imprenditori, che stanchi delle continue minacce e vessazioni, si sono ribellati. Da lì è iniziato il lavoro della squadra mobile, che ha iniziato a seguire ed intercettare gli agenti della stradale, scoprendo quel giro fatto di "mazzette" e doni per evitare le multe.
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Battipaglia, maxi rissa in piazza
tra bande di ragazzini
di Paolo Panaro
BATTIPAGLIA - Scene da far west in pieno centro a ridosso del Municipio. Una ventina i ragazzi che sabato sera, verso le 21,30, hanno partecipato ad una maxi rissa mente la gente passeggiava tranquillamente in via Italia.
All’improvviso due gruppi di ragazzi hanno iniziato a sbeffeggiarsi, sono volate parolacce e poi sono venuti alle mani. Pian piano la situazione è degenerata e, per strada, dinanzi ai bar della movida si è scatenato il finimondo. Spintoni, pugni e calci. Una vera e propria bolgia, e mentre i ragazzi che litigavano erano sempre di più la gente cercava di mettersi al riparo e di non essere coinvolta nella rissa. C’erano anche dei bimbi con le mamme e i papà che son dovuti fuggire.
Poi, tra il parapaglia e i ragazzi che se le davano di santa ragione qualche passante ha tentato di riportare la tranquillità ma non ci è riuscito e sono state allertate le forze dell’ordine. In via Italia si sono precipitate le pattuglie dei carabinieri e le volanti della polizia ma i protagonisti della rissa sono fuggiti via. Tantissimi curiosi e passanti hanno assistito alla scena e molti altri sono accorsi quando nell’area pedonale di via Italia, dove ovviamente non transitano auto, sono giunti i carabinieri e la polizia.
Stando alle prime indagini alla rissa ha partecipato qualche ragazzo maggiorenne mentre tutti gli altri erano minorenni. Tra i motivi che avrebbero scatenato la rissa ci sarebbe una ragazza contesa da due giovanotti, ma anche vere e proprie scaramucce tra gruppi di ragazzini che quasi ogni sabato ostentano la loro violenza. Bande di ragazzi pronte a darsi battaglia per qualsiasi motivo pur di terminare la serata magari vantandosi con gli amici di aver partecipato all’ennesima scazzottata.
Battipaglia, maxi rissa in piazza tra bande di ragazzini | Il Mattino
Napoli, lite per terreni confinanti
imbraccia il fucile e spara al fratello
Finisce a colpi di arma da fuoco una lite tra due fratelli a Caivano, in provincia di Napoli. I due stavano litigando per terreni confinanti nei giardini delle loro abitazioni quando S.E., 70enne già noto alle forze dell'ordine, ha imbracciato una doppietta detenuta abusivamente e ha esploso 3 colpi in direzione del fratello, che non è stato colpito perché ha trovato riparo dietro un muretto di cemento. S.E. è stato arrestato dai Carabinieri della tenenza di Caivano per tentato omicidio aggravato e detenzione abusiva di armi. All'uomo era già stata ritirata la licenza di porto d'armi anni fa, a seguito di una denuncia per minacce. Al termine delle formalità è stato portato nel carcere di Poggioreale.
Napoli, lite per terreni confinanti imbraccia il fucile e spara al fratello | Il Mattino
Uccise parcheggiatore per sostituirlo, condannato a dieci anni
Una condanna a dieci anni di reclusione per omicidio preterintenzionale per Filippo Lubrano di 33 anni per la morte del parcheggiatore Francesco Ciervo, 69 anni. Il verdetto ieri pomeriggio davanti al collegio giudicante presieduto da Rosario Baglioni con giudice a latere Maria di Carlo, ed i giudici popolari.
La vicenda risale al 30 luglio dello scorso anno, durante la manifestazione «Cittàinfesta» nell’area dell’ex campo sportivo di Sant’Agata dei Goti. Alla base la gestione di spazi destinati alla sosta dei veicoli da parte di parcheggiatori abusivi. Secondo l’accusa Filippo Lubrano, colpiva Francesco Ciervo cagionandone la morte. La lite scaturiva perchè Filippo Lubrano entrava in contrasto con Francesco Ciervo, volendo esercitare al suo posto l’attività di parcheggiatore abusivo.
Uccise parcheggiatore per sostituirlo condannato a dieci anni | Il Mattino
Banconote false, preso napoletano
aveva una stamperia clandestina
Una stamperia clandestina di banconote e valori bollati falsi è stata scoperta in provincia di Napoli dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Bari nell'ambito di un'indagine, coordinata dalla Procura di Trani, su uno smercio di denaro contraffatto in Puglia. Un pregiudicato di Casoria, che aveva in uso il locale adibito a stamperia, è stato arrestato e trasferito nel carcere napoletano di Poggioreale con le accuse di falsificazione di monete e valori di bollo e di ricettazione.
Nel corso dell'irruzione nella stamperia clandestina, i finanzieri hanno sequestrato un centinaio di cliché per realizzare banconote in euro e in dollari, macchinari tipografici, più di 5.000 francobolli e marche da bollo, più di 500 banconote italiane ed estere, alcune delle quali in fase di lavorazione, e decine di rotoli di carta dorata e argentata sulla quale era riprodotto l'ologramma presente sulle banconote in euro. I tagli maggiormente riprodotti erano quelli da 50 e 20 euro e da 100 dollari.
Banconote false, preso napoletano aveva una stamperia clandestina | Il Mattino
Napoli. Una mattonella al posto dell'Ipad: pacco al turista Usa, arrestati
I poliziotti si appostano per individuare i truffatori del pacco al porto di Napoli ai danni dei crocieristi. E in diretta scoprono due napoletani che fanno proprio il classico pacco a un turista statunitense. Gli agenti della sezione “Volanti” dell’U.P.G., nei pressi del passaggio pedonale del porto, in via Colombo, hanno notato Enrico Calise, di 42 anni, e Francesco D’Alpino, di 61 anni, entrambi con precedenti penali specifici, entrare in azione alla vista di un gruppo di turisti. Nello specifico, il più anziano dei due, recando con se una custodia per tablet, agganciava la vittima, al fine di convincerla a acquistare ad un prezzo stracciato un I-Pad della Apple, mentre il complice, si metteva di fianco.
Il turista statunitense preso di mira dapprima si mostrava non interessato all’acquisto e, successivamente, dopo una mediazione sul prezzo, consegnava 100 euro a D’Alpino che, con mossa fulminea, gli cedeva un’altra custodia per tablet, passatagli da Calise.
I poliziotti, notato lo scambio, intervenivano bloccando i due truffatori. Il turista, in procinto di risalire sulla nave da crociera, all’apertura della custodia del tablet, si è ritrovato tra le mani una mattonella. Ma gli gli agenti hanno restituito i cento euro trovati addosso a D’Alpino.
Una mattonella al posto dell'Ipad pacco al turista Usa, presi truffatori | Il Mattino
Le mogli si prostituivano nel club privé dei mariti
Scoperto giro di prostituzione nella provincia di Avellino. I titolari del locale facevano prostituire anche le loro signore che attiravano clienti in chat e sui social
Giovanni
Nel loro club privè facevano prostituire anche le mogli. L’inconsueta storia di sesso, tradimenti e prostituzione arriva dalla placida provincia di Avellino dove un’indagine dei carabinieri e della Procura irpina ha consentito di sgominare un’organizzazione che aveva intessuto – con base in un locale di Monteforte Irpino – una vera e propria rete di squillo pronte a soddisfare tutti i desideri dei clienti che giungevano li' da ogni parte della Campania e del Lazio.
A tradire gli affari dei mariti, un controllo di routine nel locale a seguito del quale i carabinieri scoprirono la presenza di camere da letto. Cosa strana, in un club che in teoria dovrebbe offrire ai clienti “solo” tavolini e palchi per le esibizioni, per quanto spinte. In poco meno di un anno di indagine, i carabinieri hanno ricostruito la rete di contatti e rapporti gestita dai soci. E hanno scoperto che a reggere la tela c’erano, in prima fila, le loro mogli. Lungi dall’accontentarsi del ruolo di scintillanti maitresse, le donne si offrivano ai clienti che spesso reclutavano nei meandri di internet, ricorrendo alle chat room e ai social network. L’obiettivo primario era quello di affollare il club privé dei mariti e aumentare il volume d'affari del locale.
Nel locale, stando alle risultanze dell’inchiesta citate da Il Roma, si prostituivano anche altre ragazze e tra di loro ci sarebbe stato anche un transessuale. Le stanze addobbate nel club comprendevano una “stanza dei giochi”, in perfetto stile Cinquanta Sfumature di Grigio, dotata di tutti i gadget utili alle pratiche sadomaso.
Sono cinque le persone indagate, tutte residenti tra la Campania e il Basso Lazio. L’ipotesi di reato è quella di sfruttamento della prostituzione dal momento che, stando a quanto appurato dall’inchiesta, le ragazze “ospitate” nel club venivano pagate pochissimo e, spesso, dovevano consegnare ai titolari le cifre corrisposte dai clienti in cambio delle loro prestazioni d’amore.
Le mogli si prostituivano nel club privé dei mariti - IlGiornale.it
Napoli choc: paziente muore,
sanitari 118 sequestrati e picchiati
Notte di violenza contro il personale del 118 che, mai come questa volta, è stato vittima di un'aggressione brutale e di un vero e proprio 'sequestro di persona'. Dottoressa, infermiere ed autista dell'ambulanza in servizio sulla postazione 'Ascalesi' sono stati picchiati con calci, pugni e schiaffi fino a che uno di loro è stato sporto da una balconata al secondo piano della palazzina in vico Duchesca, dove l'equipe era stata chiamata per l'intervento.
Autori delle violenze, sono stati i familiari e i conoscenti di una 60enne soccorsa all'alba di stamane e sottoposta a manovre rianimative dai sanitari che, dopo circa mezz'ora di intervento, non hanno potuto far altro che constatare il decesso della donna. Al momento dell'arrivo dell'equipe del 118 sul posto, la dottoressa è stata immediatamente aggredita verbalmente e con insulti affinchè si sbrigasse, successivamente, le minacce verbali di una decina di persone che si trovavano nell'abitazione della 60enne si sono trasformate in calci, spintoni, pugni e schiaffi contro i tre operatori del 118.
Dopo una ventina di minuti dall'inizio della rianimazione, l'infermiere è stato trascinato sulla balconata e sporto dal secondo piano, mentre dai balconi dei vicini la gente urlava spaventata e solo le grida dei vicini hanno evitato la tragedia. Alla notizia del decesso della paziente, alcuni familiari hanno portato con la forza i 3 sanitari in cucina chiudendoli dentro la stanza e malmenandoli. Solo l'intervento di una volante della polizia ha evitato la tragedia. Dottoressa, infermiere e autista sono stati portati in ospedale e stamane hanno denunciato l'accaduto in Questura.
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A Gela si torna a sparare per il pane. Si teme una nuova guerra
Due episodi fanno temere agli inquirenti il ritorno delle provocazioni in città
Lucio Di Marzo
La "guerra del pane" era esplosa a Gela nel 2012, quando i molti fornai della città in provincia di Caltanissetta avevano dato il via a una disputa sul prezzo.
Per mesi in città alcuni panificatori aveva venduto a un euro al chilo, raccontano le cronache di quell'anno, prima di arrivare a un accordo che aveva messo fine alla disputa.
Diversi episodi si erano verificati in città, con danneggiamenti a colpi di proiettile ai panifici locali. Ora due nuovi casi preoccupano le forze dell'ordine, che temono gli scontri possano ricominciare.
Quattro colpi di pistola sono stati esplosi contro la saracinesca del panificio Ventura, in corso Salvatore Aldisio. E nella notte tra mercoledì e giovedì tre colpi avevano raggiunto L'arte del pane, nel quartiere Settefarine.
Due indagini sono state aperte: nel primo caso a seguire il caso è la polizia, mentre per il secondo si sono attivati i carabinieri. Una delle ipotesi al vaglio è che gli episodi siano collegati tra loro e si stia assistendo all'esplodere di nuove tensioni in città.
A Gela si torna a sparare per il pane. Si teme una nuova guerra - IlGiornale.it
Troppa tv e reddito basso pesano su bilancia bimbi
Favoriscono il sovrappeso insieme alle abitudini alimentari e la propensione a fare sport
Il tempo trascorso davanti alla tv, il reddito familiare, le abitudini di mamma e papà. Sono alcuni fattori che, insieme all'educazione alimentare e all'attività sportiva influiscono sul sovrappeso nei bambini, secondo un'analisi realizzata dal sito Merendine Italiane - Valori nutrizionali delle merendine, voce dell'Associazione industrie del dolce e della pasta italiane (Aidepi), realizzata incrociando diversi dati (Okkio alla Salute, Passi, Istat).
Le statistiche indicano che nel Nord Italia i redditi più alti (circa 20 mila euro l'anno) corrispondono al 24,7% di sovrappeso/obesità; nel Centro 18,7 mila euro di reddito e 30,6% di sovrappeso e obesità; mentre al Sud e nelle Isole, dove il reddito crolla (13,2 mila euro), cresce al massimo (37,8%) l’obesità dei ragazzi (dati Istat). Mentre, per quanto riguarda la televisione, prendendo come esempio la Campania, regione con il più alto numero di bambini con problemi di peso, emerge che il 51,7% dei piccoli trascorre più di 2 ore davanti a tv e videogiochi (Okkio alla Salute 2014) contro il 35% della media nazionale. Di contro, in Lombardia, l’altra regione presa a modello per la percentuale più bassa di bambini in sovrappeso, si scende al 28,2%.
Analizzando le altre regioni, si confermano più virtuose quelle del nord: in Trentino Alto-Adige e in Valle d’Aosta - in assoluto le regioni con la minore percentuale di piccoli con problemi di peso - il dato crolla intorno al 18%. Se invece ci spostiamo nelle regioni prime in classifica per obesità e sovrappeso il tempo trascorso davanti alla tv torna a salire: il 51% dei bambini in Calabria e il 43,8% in Molise, trascorrono più di due ore al giorno davanti a film e cartoni.
A completare il quadro, il dato sulla tv in camera: presente nel 73% dei casi in Campania, contro il 42% della media nazionale e il 33,1% della Lombardia. Un’indicazione che si lega direttamente al tempo che i bambini trascorrono davanti alla tv, assente in molte camere di bimbi residenti al Nord (il dato crolla al 12,8% nella Provincia Autonoma di Bolzano e al 17,3% in Veneto) e, invece, molto più presente al Sud (oltre il 50% in Sicilia, Puglia e Calabria).
Troppa tv e reddito basso pesano su bilancia bimbi
Potenza, la strada dei record (negativi)
Taglio del nastro alla statale 585. Trent'anni per asfaltare tre chilometri con la "modica" spesa di 34 milioni di euro
Emanuela Carucci
Un manto stradale che ha fatto storia. Per i suoi numeri, negativi. Una strada costruita a passo di lumaca.
Si tratta dei tre chilometri che collegano in provincia di Potenza, la strada statale 585 Fondo Valle del Noce (che attraversa la Basilicata lungo il fiume Noce) con Lauria, centro dell'hinterland lucano. A distanziarli solo pochi chilometri, come dicevamo, e 30 anni. Quelli passati dall'inizio alla fine dei lavori per attivare la bretella, progettata dieci anni prima.
I conti sono facili da fare: per ogni chilometro sono stati impiegati dieci anni. Parole di circostanza e ad effetto al taglio del nastro: “gap infrastrutturale” e ”opera strategica”. Peccato pero' che oltre alla beffa del tempo c'è anche quella economica. Si', perché per la realizzazione del tratto stradale sono stati spesi di 34milioni di euro. Più di dieci milioni di euro a chilometro.
In realtà i lavori non sono nemmeno completati; sarà necessario, infatti, anche un altro appalto per riparare le parti danneggiati da atti vandalici durante gli anni in cui i lavori sono stati fermi. E, secondo fonti di stampa, sono, inoltre, previsti ulteriori interventi di manutenzione straordinaria per un costo di 2 milioni di euro.
Potenza, la strada dei record (negativi) - IlGiornale.it
L’iscrizione nelle scuole inglesi: “Italiano, siciliano o napoletano?”
L’ambasciata a Londra protesta: siamo un Paese unito dal 1861
FLAVIA AMABILE
Alcune scuole dell’Inghilterra e del Galles con scrupoloso amore per i dettagli hanno posto una semplice domanda agli italiani che decidevano di iscriversi: siete «Italiani» oppure «Italiani-Siciliani» o «Italiani-Napoletani»? L’hanno fatto a fin di bene, si difendono le scuole. Volevano evitare spiacevoli episodi di discriminazione. In realtà mancavano soltanto il ritratto del Padrino e un piatto di spaghetti accanto alle scritte per rendere ancora più chiaro il tentativo «a fin di bene» di non discriminare.
I moduli d’iscrizione sono stati pubblicati in rete da alcune circoscrizioni scolastiche e da giorni stanno provocando proteste e sdegno da parte delle famiglie degli italiani-napoletani e degli italiani-siciliani e degli italiani-tutti[non certo dei padani-tutti.....]. Ieri il ministero dell’Istruzione ha sollecitato un intervento chiarificatore da parte dall’ambasciata, che è intervenuta con una nota dai toni piuttosto sarcastici nonostante la diplomazia usata nella scelta delle parole utilizzate: «Siamo uniti dal 1861», ricorda l’ambasciatore Pasquale Terracciano, al Foreign Office, il ministero degli Esteri britannico. «Si tratta di iniziative locali – prova poi a minimizzare con i giornalisti l’episodio l’ambasciatore Terracciano - motivate probabilmente dall’intenzione d’identificare inesistenti esigenze linguistiche particolari» e garantire un ipotetico sostegno. «Ma di buone intenzioni - aggiunge - è lastricata la strada dell’inferno»: specie quando diventano «involontariamente discriminatorie, oltre che offensive per i meridionali».
A denunciare l’accaduto sono stati per primi alcuni genitori, decisamente sconcertati di fronte ad una procedura che non si vedeva da almeno un secolo. All’inizio sembrava una delle tante bufale che circolano in rete, ma dopo alcune verifiche si è capito che non era affatto uno scherzo. L’ambasciata, dunque, ha chiesto al Foreign Office «l’immediata rimozione» di questa indebita caratterizzazione pseudo-etnica[pseudo?].
L?iscrizione nelle scuole inglesi: ?Italiano, siciliano o napoletano?? - La Stampa
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