Marano, maxi rissa tra ragazzi. Botte da orbi prima sull'autobus e poi in strada
di Ferdinando Bocchetti
Marano. Uno sguardo di troppo, seguito da qualche parolina non proprio oxofordiana. Poi la rissa, una maxi rissa, iniziata su un autobus dell'Anm e proseguita in strada per svariati minuti. Botte da orbi, insomma, davanti agli occhi increduli di decine di passanti.
I fatti si sono verificati poco fa sul centralissimo corso Europa di Marano. A fronteggiarsi almeno sei o sette ragazzi, alcuni dei quali residenti a Marano, altri invece ad Afragola. Ad avere la peggio due ragazzi, poco meno che ventenni, non residenti in città. Sul posto sono intervenuti, in seguito ad una segnalazione anonima, i carabinieri della compagnia di Giugliano e i militari dell'Arma della locale tenenza.
Maxi rissa tra ragazzi. Botte da orbi prima sull'autobus e poi in strada | Il Mattino
La mail | «Vergogna San Paolo, fiumi di urina dai bagni dei Distinti»
Caro Mattino,
Sono un aspirante giornalista sportivo napoletano, questa mattina sono intervenuto alla "Radiazza" di Gianni Simioli poichè ieri ho pubblicato questa foto su fb , fiumi di urina che fuoriescono dai bagni nel settore "Distinti". Una puzza vergognosa e bambini, donne e uomini che per attraversare dovevano fare il guado nel fiume di urina.
Gianluca Miranda
La mail | «Vergogna San Paolo, fiumi di urina dai bagni dei Distinti» | Il Mattino
Napoli. Mitico fiume Sebeto, che brutta fine: diventa discarica abusiva
Nel letto prosciugato del fiume Sebeto è stata scoperta una discarica abusiva di rifiuti. A condurre l'operazione gli uomini della Guardia di Finanza di Napoli che a Volla hanno posto sotto sequestro un appezzamento di circa 3mila metri quadrati nel quale erano stati stoccati circa 3mila metri cubi di rifiuti speciali non pericolosi e dove si trovavano anche diversi mezzi meccanici per l’attività di movimentazione del materiale, un impianto di frammentazione e un altro automezzo. Le Fiamme Gialle hanno denunciato quattro persone in concorso e una società per violazione alle normative in materia ambientale.
Mitico fiume Sebeto, che brutta fine: diventa discarica abusiva | Il Mattino
Falso CC: paga o arrestiamo tuo figlio
FOGGIA - Signora, se non paga tremila euro dovremo arrestare suo figlio per l’incidente stradale che ha provocato. «Ma io quei soldi non ce li ho...». E gioielli ce l’ha? Allora li consegni alla persona che ora le mando a casa. Nemmeno di fronte all’insolito «baratto» proposto al telefono dal fantomatico carabiniere - gioielli al posto dei soldi pretesi - l’anziana e terrorizzata foggiana si è insospettita, più forte è stata la paura per il destino del figlio che rischiava di finire in carcere.
E’ l’ennesima truffa in città, quella denunciata da una ottantaseienne che si è rivolta alla Questura, messa a segno con la scusa del fantomatico arresto di un figlio della vittima da raggirare, a meno che non vengano consegnati soldi o, come in quest’ultimo caso, gioielli.
Indagini avviate dalle «volanti» che hanno raccolto la denuncia della donna, ma le speranze di identificare il bidonista (chissà se è stata sempre un’unica persona a spacciarsi per assicuratore prima, carabiniere dopo e presentarsi infine a casa della donna) e recuperare la refurtiva: spilla, bracciali, catenina, collier tutti d’oro per un valore non ancora quantificato.
Tutto è successo tra le 12 e le 13 di lunedì. L’anziana foggiana ha poi raccontato che era nella sua abitazione quando a mezzogiorno ha ricevuto la prima telefonata, di uno sconosciuto che ha detto d’essere un assicuratore della compagnia con cui è assicurato il figlio della donna: l’ha informata che la patente del figlio era scaduta e che doveva rinnovarla per non incorrere in guai nel caso di incidenti. Pochi minuti dopo la donna ha ricevuto una seconda telefonata. Questa volta l’interlocurtore ha detto d’essere un carabiniere, ed ha informato l’anziana che il figlio era stato coinvolto in un incidente stradale per aver tamponato con la propria auto un altro mezzo, e per questo era stato accompagnato in caserma dove rischiava d’essere arrestato. A meno che non venissero versati 3mila euro pronto cassa.
La telefonata tra il falso carabiniere e l’anziana - ha poi raccontato la vittima - è andata avanti a lungo, perchè la donna ha detto di non avere soldi in casa. Non per questo il truffatore ha desistito, informandosi se la pensionata avesse gioielli e oggetti di valore da consegnare al posto del contante. Detto, fatto: chiusa la telefonata, a casa dell’anziana si è presentato uno sconosciuto spacciatori per un emissario del carabiniere che ha preso in consegna i monili d’oro e si è allontanato. Poco dopo la vittima si è sentita con un familiare, raccontando cosa fosse successo e scoprendo d’essere stata truffata: così è scattata la denuncia in Questura.
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Napoli, a 11 anni si prostituiva nella zona della stazione centrale
A soli 11 anni si prostituiva nella zona adiacente la Stazione centrale di Napoli. A scoprirlo il personale dell'Unità operativa Tutela minori della Polizia municipale di Napoli. Agli agenti il minore ha raccontato di giungere nella zona insieme a due suoi connazionali adolescenti e di rimanere in strada tutto il giorno in attesa di essere adescato da adulti in cerca di prestazioni sessuali particolari consumate in auto.
Gli agenti hanno condotto in ufficio il ragazzino insieme ai due soggetti con i quali si accompagnava, risultati entrambi con numerosi precedenti penali a carico per reati connessi allo spaccio di stupefacenti. I genitori del minore, convocati al momento, si sono dichiarati all'oscuro dell'attività del figlio e non hanno saputo fornire spiegazioni sulla conduzione di vita del ragazzo, che risultava passare gran parte della giornata in giro da solo.
La Procura dei Minori, subito informata, ha tolto il bimbo dal nucleo familiare ritenendolo non idoneo ad esercitare una corretta vigilanza sullo stesso e pertanto il piccolo è stato collocato in una struttura protetta, dove seguirà un apposito percorso di recupero seguito da figure professionali specializzate.
Napoli, a 11 anni si prostituiva nella zona della stazione centrale | Il Mattino
Giardiniere comunale a spasso a fare spese arrestato nel Foggiano
FOGGIA - I carabinieri del Comando provinciale di Foggia hanno arrestato, in esecuzione di un provvedimento di custodia cautelare agli arresti domiciliari, un dipendente comunale di San Paolo di Civitate, in provincia di Foggia, perchè accusato di assenteismo.
In manette è finito Giovanni Caso, di 63 anni, addetto al verde pubblico che, secondo quanto accertato dai militari, dopo aver firmato il cartellino, si recava nella sua campagna e a fare la spesa nell'orario di servizio. Attraverso numerosi servizi di osservazione e pedinamento, è emerso che nel mese di aprile 2015, Caso più volte si sarebbe allontanato per l'intero orario di servizio dal suo luogo di lavoro.
sSS | La Gazzetta del Mezzogiorno.it
Napoli. Piscinola, a 16 anni con la pistola e un cellulare rubato. Fermato dai carabinieri in compagnia di un 13enne
di Giuseppe Crimaldi
Lui 16 anni, il suo amichetto appena 13. Ventinove anni in due, ma già avviati verso una china pericolosa: a Piscinola, quartiere della periferia nord di Napoli, i carabinieri hanno bloccato due minori scoprendo che il 16enne aveva con sé una pistola scenica (riproduzione perfetta di una calibro 7,65) e un telefonino risultato rubato.
Il ragazzo è stato notato da una pattuglia dei militari dell'Arma in atteggiamento sospetto lungo via Zuccarini, mentre era in compagnia di un 13enne (non imputabile e quindi solo segnalato al Tribunale per i Minorenni). Entrambi erano nei pressi della stazione della metropolitana di Scampia.
Nel corso di perquisizione personale il più grande è stato trovato in possesso di una pistola scenica privata del tappo rosso e di un telefonino “Iphone 6” di provenienza illecita. Indagini in corso per capire se la pistola sia servita per mettere a segno la rapina del cellulare.
Napoli, a 16 anni ha una pistola e cellulare rubato: fermato con un 13enne | Il Mattino
Bimba morta a Trinitapoli dopo dimissioni da ospedale
degrado e sospetti di violenza
TRINITAPOLI (BARLETTA – ANDRIA – TRANI) - Degrado sociale, disagio, tre figli da mantenere e un vivere quotidiano, in un piccolo centro del nord barese, a Trinitapoli, fatto di difficoltà, con una relazione cominciata da alcuni mesi con un nuovo compagno, entrambi senza un lavoro, e tre bambini da mantenere. Ora i bimbi sono però due, perchè una piccola di due anni è morta ieri in casa in circostanze misteriose. È lo scenario in cui stanno indagando i carabinieri e la Procura di Foggia per far luce sul decesso della piccola.
Domani il pm Rossella Pensa affiderà l’incarico per eseguire l'autopsia sul corpo della bimba. La piccola aveva problemi di salute e assumeva ogni giorno farmaci per un deficit neurologico. Sul corpicino della bimba però sono stati trovati anche lividi e gli investigatori sospettano che sia stata usata violenza, tanto che la Procura di Foggia ha aperto un fascicolo d’inchiesta a carico di ignoti con l’ipotesi di reato di omicidio volontario. Segni e lividi erano presenti anche il 27 ottobre scorso, quando la madre della bimba e il suo convivente portarono la piccola in ospedale, a Barletta e poi a Bari. La bimba aveva una frattura ad un omero. Era caduta dalle scale, dissero ai medici, forse era caduta anche dal letto, comunque era stato un episodio accidentale.
I medici, però, hanno segnalato la vicenda ai servizi sociali e ai carabinieri, anche se l’allerta non ha evitato che la bimba morisse il giorno dopo le dimissioni dall’ospedale di Bari. Secondo quanto riferito dai carabinieri, i farmaci che la piccola prendeva ogni giorno le sarebbero stati somministrati in modo sbagliato, ma non è certo che questa sia stata la causa del decesso.
Bimba morta a Trinitapoli dopo dimissioni da ospedale degrado e sospetti di violenza | La Gazzetta del Mezzogiorno.it
Palermo, cadavere trovato in piazza: giallo a Ballarò
di Ignazio Marchese
PALERMO. I carabinieri indagano sulla morte di Fortunato Raccuglia, 53 anni, operaio palermitano il cui cadavere è stato trovato la scorsa notte in piazza del Carmine, a Ballarò. Una telefonata alla sala operativa dei carabinieri e del 118 ha avvertito della presenza del cadavere dell'uomo residente in via Perez per strada. La salma è stata trasportata presso l’Istituto di Medicina Legale dove sarà sottoposta ad autopsia per accertare le cause del decesso.
Palermo, cadavere trovato in piazza: giallo a Ballarò - Giornale di Sicilia
Esenzioni fasulle dal ticket a Palermo scoperti 51 mila casi: dovranno restituire le somme
di Monica Diliberti
PALERMO. Nel 2012, avevano dichiarato un reddito più basso di quello reale per ricevere l'esenzione ticket dall'Azienda sanitaria provinciale di Palermo, ma sono stati «pizzicati». Ora 51.124 «furbetti» tra il capoluogo e la provincia dovranno restituire ciò che non spettava loro.
E chi ha fatto la stessa cosa nel 2013 può cominciare a non dormire sonni tranquilli: le verifiche stanno procedendo senza sosta ed entro dicembre potrebbero arrivare le lettere dell'Asp per la restituzione dei soldi. Nel 2012, le persone beneficiarie dell'esenzione ticket per reddito erano state 418.841. Un numero consistente, che ha spinto l'Azienda a fare dei controlli. Incrociando informazioni dell'Agenzia delle Entrate, ministero del Lavoro e Inps si è arrivati a scovare oltre 50mila soggetti che, in realtà, non avevano i requisiti giusti.
Esenzioni fasulle dal ticket a Palermo scoperti 51 mila casi: dovranno restituire le somme - Giornale di Sicilia
Brindisi, 6 arresti (5 forestali)
Rifiuti speciali nelle campagne
in cambio di benzina e ricariche
BARI – Cinquanta o settanta euro per chiudere un occhio, fino a duemila euro per consentire agli imprenditori edili di fare i propri comodi in materia ambientale: sversare rifiuti speciali, inerti da demolizione, residui di scavi, nelle belle campagne del Salento, alla periferia di Brindisi città. Non solo in cambio di denaro, ma anche di mozzarelle, carciofini, buoni benzina, ricariche telefoniche. Sono alcune delle accuse che hanno portato all’arresto di cinque uomini del Corpo Forestale dello Stato in servizio a Brindisi tra il 2013 e il 2014 e di un imprenditore. Nove in tutto gli indagati.
I forestali sono anche accusati di avere impiegato in questioni personali diverse ore di lavoro e di avere usato impropriamente il telefono di servizio. E infine, di avere regalato ad amici le cartucce confiscate: "Non le vendo – dice uno degli indagati – faccio un regalo agli amici cacciatori".
La fotografia del malaffare è stata scattata in un’inchiesta condotta dai carabinieri di Brindisi e coordinata dal pm Milto Stefano De Nozza, che ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare. In carcere sono finiti Gianfranco Asciano, 41 anni, di Brindisi, in servizio fino a poco tempo fa presso la stazione di Brindisi del comando forestale, e l’imprenditore brindisino Vittorio Greco, di 55 anni. Ai domiciliari sono i forestali Domenico Galati, 40 anni, di Surano (Lecce); Giovanni Bray di 37 anni di Martignano (Lecce); Massimo e Giovanni Rosselli di 41 e 45 anni di Ostuni (Brindisi). Le accuse a vario titolo sono di corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio e rivelazione di segreto di ufficio, nonchè concorso in abbandono incontrollato di rifiuti, peculato, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale, abuso d’ufficio e truffa aggravata ai danni dello Stato. Secondo gli inquirenti, si trattava di comportamenti ormai consueti, frutto di una "abitudine" in voga tra tutti i forestali in servizio a Brindisi, tranne due.
A confermarlo ci sono conversazioni intercettate tra gli indagati: "Lui va in divisa, con la macchina di servizio, non si fa problemi" dicono tra loro i colleghi di uno degli indagati. E poi ancora: "C'è un modo di fare che non va bene, di cui è permeato il comando stazione, ci sono abitudini, abitudini vecchie". Loro parlano, i carabinieri ascoltano. La conclusione, da un punto di vista investigativo, è impietosa: "un diffuso sistema di illegalità che ha caratterizzato per anni le funzioni svolte" e che desta "tristezza", ha spiegato il procuratore della Repubblica Marco Dinapoli.
Rifiuti e mazzette arrestati a Brindisi 5 agenti forestali | La Gazzetta del Mezzogiorno.it
Messina senz'acqua, controlli della finanza sulla vendita in nero
MESSINA. In relazione all'emergenza idrica che sta ancora interessando la città di Messina e che continua a registrare disagi in alcuni quartieri, i finanzieri del Comando Provinciale, in contatto con la Prefettura, hanno intensificato i controlli finalizzati a prevenire l'insorgere di abusi e di manovre speculative dovute alla delicata situazione. Nei giorni scorsi già diverse persone sono state denunciate perche' scoperte a vendere acqua in nero.
Messina senz'acqua, controlli della finanza sulla vendita in nero - Giornale di Sicilia
"Chiese l'assunzione di 7 dirigenti in un ente di formazione", sospesa e indagata la Corsello
PALERMO. La dirigente generale dell'assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro, Anna Rosa Corsello, è stata sospesa per sei mesi dalle funzioni. Il provvedimento del gip del tribunale di Palermo scaturisce dall'iscrizione della dirigente nel registro degli indagati per istigazione alla corruzione. L'indagine è condotta dal nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Palermo che oggi ha notificato la sospensione alla funzionaria. La misura era stata chiesta dalla Procura della Repubblica. Le indagini, coordinate dal procuratore Francesco Lo Voi e dall'aggiunto Bernardo Petralia, sono state avviate dai finanzieri nei primi mesi del 2015 su una convenzione nel settore della «formazione professionale». Alla dottoressa Corsello viene contestato di avere chiesto al rappresentante dell' ente di formazione Formez l'assunzione di sette dirigenti che non potevano essere presi in carico dalla Regione per il blocco delle assunzioni. I loro nomi erano stati scritti su carta intestata della Regione sequestrata dalla Guardia di Finanza.
I responsabili dell'Ente hanno collaborato con gli inquirenti, confermando di avere subito le pressioni da parte dell'indagata.
Corsello indagata, sospesa per 6 mesi dalle funzioni - Giornale di Sicilia
Banda di rapinatori in azione da Nord a Sud: 23 arresti a Napoli
Sgominata a Napoli una banda di rapinatori attiva da Nord a Sud. Al centro dell'indagine c'è «un'agguerrita struttura criminale con base a Napoli ritenuta responsabile di alcune dozzine di furti e rapine sull'intero territorio nazionale ed in particolare in Lombardia, Piemonte, Basso Lazio, Campania, Puglia e Calabria».
Sono ventitre le persone arrestate. Tutti i fermati sono residenti nei quartieri Barra e San Giovanni a Teduccio di Napoli. Altri tre appartenenti alla banda sono attualmente ricercati. In totale le ordinanze di cattura emesse dal gip del Tribunale di Monza sono ventisei.
Banda di rapinatori in azione da Nord a Sud: 23 arresti a Napoli | Il Mattino
Napoli, processo al neomelodico: in aula riprodotto un video che esalta il boss
di Leandro Del Gaudio
NAPOLI - Quarta sezione penale del Tribinale di Napoli, va di scena 'O Capoclan, il video neomelodico che racconta e giustifica le gesta di uno dei boss del clan Birra. È questo il colpo a sorpresa calato del Pm Pierpaolo Filippelli, titolare dell'inchiesta sulla faida tra i Birra e gli Ascione.
In aula era presente l'interprete del video si chiama Aniello Imperato, alias Nello Liberti. Deve difendersi dalle accuse del pentito Gerardo Sannino, che puntò l'indice contro "radiocamorra" al servizio della mala di Ercolano.
Processo al neomelodico: in aula il video che esalta il boss|Guarda | Il Mattino
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