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Discussione: Terries

  1. #51
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    Predefinito Re: Terryes

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    Anch'io, purtroppo.
    Lo sono da quando ero bambino, chiedo venia.
    Anche se me ne vergogno.
    Quando poi in tv la guardo e sento lo stadio cantare in coro "fraddelli d'iddaglia" devo correre al cesso.
    Un vero rifiuto. Ma la frittata ormai è fatta, da quando ero innocente.
    In realtà sarebbe molto meglio che tifassi per il Toro, al quale gli Agnelli hanno fatto di tutto.
    In ogni caso tutto il calcio ormai non è più da considerare come uno sport, ma un qualcosa usato per il popolo globale, quasi come la religione.
    Non è un caso che anche qui, un "termometro politico" da qualche tempo ci sia in primo piano un enorme spazio dedicato a questo "braian lavage".
    Di cui l'esaltare un certo calciatore non bianco sta diventando la parte più insopportabile.Ormai può pure cagare in tv durante un'intervista, che nessuno lo critica .
    Ultima modifica di Freezer; 02-11-13 alle 17:32
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  2. #52
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    Predefinito Re: Terryes

    Citazione Originariamente Scritto da Freezer Visualizza Messaggio
    Di cui l'esaltare un certo calciatore non bianco sta diventando la parte più insopportabile.Ormai può pure cagare in tv durante un'intervista, che nessuno lo critica .
    Frutto della propaganda mediatica-televisiva moderna l'esaltazione del meticciato e del nerismo.

    Sono i nuovi eroi delle masse giovanili.

  3. #53
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    Predefinito Re: Terryes

    Citazione Originariamente Scritto da psico Visualizza Messaggio
    Frutto della propaganda mediatica-televisiva moderna l'esaltazione del meticciato e del nerismo.

    Sono i nuovi eroi delle masse giovanili.
    Prevedo il mondo come un giantesco rave party in una baraccopoli mentre i ricchi staranno a guardare dai loro attici , grazie anche alle generazioni che vollero libertà e democrazia, in fin dei conti chi va al rave merdy vuol essere libero.
    Ultima modifica di Freezer; 03-11-13 alle 18:30
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  4. #54
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    Predefinito Re: Terryes

    Esercito, pronto uno scivolo d'oro
    La riforma che il governo Letta erediterebbe da Di Paola prevede per i 50enni l'esenzione dal servizio di dieci anni con l'85% dello stipendio
    La riforma delle riforme, la spending review delle forze armate tanto voluta da Giampaolo Di Paola, ministro della Difesa nel governo Monti dal 18 novembre 2011 al 28 aprile 2013, nasconde un trucco. Anzi, uno scivolo d'oro che garantisce ai 50enni l'esenzione dal servizio di dieci anni con l'85% dello stipendio. Una sorta di bonus decennale, in pratica, che si spalma ancora una volta, tra le tasche degli italiani.
    Esercito, pronto uno scivolo d'oro
    La rivelazione arriva da una "gola profonda" che ha contattato il Corriere della Sera: un vecchio ufficiale, ora consulente istituzionale, chiede l’anonimato. Nel dettaglio: la legge 244 del 2012 voluta da Giampaolo Di Paola (ovvero dall'esecutivo precedente) viene recepita, in automatico, dal governo Letta. Lo slogan di Di Paola è "trentacinquemila uomini in meno in dodici anni", una formula magica che prevede una sostanziosa redistribuzione dei carichi di spesa: ovvero meno uomini, armi migliori e usate meglio. Redistribuzione, però, che si servirà di tre canali: il passaggio del personale ad altro ministero, il prepensionamento e, soprattutto, l’"esenzione dal servizio", comma sesto dell’articolo 2209, il punto più controverso nella disciplina del periodo transitorio: dai 50 anni in poi (dieci anni prima del congedo) si può entrare in un magico limbo, lo "scivolo d’oro" appunto, grazie al quale si conserva l’ottantacinque per cento dello stipendio senza lavorare più nemmeno un solo giorno, con tanto di pensione piena.
    Esercito, pronto uno scivolo d'oro - Tgcom24

    NAPOLI, TRUFFA AL COMUNE: UN BAMBINO TIMBRA IL BADGE DEGLI ASSENTEISTI
    di Leandro Del Gaudio
    NAPOLI - Si vede chiaramente che lì non ci vuole stare, che vorrebbe andare al mare o a giocare al pallone e che comunque si scoccia di stare in un corridoio privo di luci, di colori, con un via vai di gente che non conosce. Insomma, punta i piedi, prova a fare resistenza, tanto che il padre (o lo zio o il nonno) si fa venire un’idea geniale: gli piazza in mano quella scheda elettronica e gli fa fare un giro. In che modo? Gli dice di avvicinare il badge alla macchinetta, di aspettare il suono, che così il gioco è fatto.
    Usato a soli undici anni, un po’ per scherzo un po’ per noia dalla cricca degli assenteisti. Immagini mute, c’è una interpretazione possibile: l’undicenne è lì in un ufficio comunale, a timbrare il cartellino per conto di qualcuno che in quell’ufficio ci lavora. Immagini ad effetto scelte tra le tante, nel corso di un’inchiesta che vede coinvolti decine di impiegati del Comune di Napoli (siamo nel servizio fognatura di Piazza Cavour), quando spunta la sagoma di un bambino.
    Un undicenne al Comune, non si tratta di lavoro minorile - sia chiaro - ma di una sorta di gioco, un quadretto familiare che riguarda anche uno dei dipendenti finito sotto inchiesta. Impietosa la telecamera, siamo in una giornata qualsiasi dello scorso luglio, prima che arrivassero gli arresti in flagranza disposti dalla Procura. Grazie al film di una telecamera nascosta, si vedono tutti i trucchi usati per timbrare il cartellino e smarcare colleghi o amici lontano dal posto di lavoro. Indagano il procuratore aggiunto Francesco Greco e il pm Giancarlo Novelli, si parte dalle immagini raccolte in oltre un mese di osservazione.
    In tanti si sono difesi e hanno sostenuto che al lavoro ci andavano anche se con qualche minuto di ritardo, facendosi precedere da qualche collega più solerte. Al momento, però, spunta la sagoma del piccolo che viene invogliato dal padre (o da un parente) a passare quel cartellino elettronico sulla macchinetta. Un diversivo, una nota di colore, mentre le immagini mostrano anche altre figure di badgisti di professione. Su tutte, spicca la sagoma di un uomo che trascorre diversi minuti in prossimità delle macchinette elettroniche.
    In un filmato estrae dal portafogli quattro cartellini, mentre in un altra sequenza sembra assumere una posa da pistolero: tiene strette tra le dita due cartellini, come fossero due pistole fumanti, smarca per due sullo stesso segnatempo. Così tra una sigaretta e una passeggiata furtiva. Una truffa corale, che ha coinvolto quattordici impiegati lo scorso 19 luglio e che vede sotto indagine almeno altri 25 dipendenti.
    NAPOLI, TRUFFA AL COMUNE: UN BAMBINO TIMBRA IL BADGE DEGLI ASSENTEISTI

    Imprenditore veneto vittima di due esponenti della 'Ndrangheta
    In due sono finiti in manette per estorsione nei confronti di un impresario veneto. L'avrebbero minacciato di morte
    Un imprenditore veneto vittima di estorsione da parte di due esponenti della ‘Ndrangheta, finiti in manette per opera dei carabinieri. L’operazione, condotta tra la Calabria e il Veneto, ha portato all’arresto di G.C., 62enne di Rosarno e M.G., 43enne di Rosarno ma residente a Motta di Livenza. Stando a quanto emerso dalle indagini il 62enne avrebbe minacciato di morte l’imprenditore facendosi portavoce della ‘Ndrangheta.
    Imprenditore veneto vittima mafia 'Ndrangheta

    FALSI POVERI CON VILLA:
    TRUFFA RECORD A PALERMO
    Vivevano in villa, erano proprietari di appartamenti di lusso. Se la spassavano, ma allo stesso tempo avevano chiesto e ottenuto con dichiarazioni false vari benefici come assegni familiari, indennità per invalidità, buoni scuola e integrazioni all’affitto, o esenzioni dai ticket sanitari. Eppure erano immersi nel lusso.
    Sono 26 le persone, tutti falsi poveri, che la Guardia di Finanza di Palermo ha scoperto in città ed in provincia e denunciato per false attestazioni ed indebita percezione di contributi pubblici.
    Complessivamente gli investigatori hanno eseguito 41 controlli nei confronti di persone che hanno richiesto ed ottenuto contributi assistenziali, sotto forma di erogazioni in denaro. Di questi controlli, 26 – pari a circa il 63% – si sono conclusi con la denuncia degli indagati per indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato e per falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico.
    L’importo delle somme illecitamente riscosse ovvero non pagate, con conseguente danno all’erario, ammonterebbe complessivamente a circa 60 mila euro. I controlli sono stati eseguiti dal Gruppo di Palermo e dalle Compagnie di Bagheria e Termini Imerese, le Tenenze di Cefalu’, Corleone e Petralia Soprana, oltre al Nucleo di polizia tributaria di Palermo.
    Falsi poveri con villa: |truffa record a Palermo | Sicilia Informazioni

  5. #55
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    Predefinito Re: Terryes

    "noi militari non facciam quasi nulla. Ma ci alziamo molto presto al mattino per farlo".
    (Paolo Poli)

  6. #56
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    Predefinito Re: Terryes

    Legambiente: in Puglia un quadro «desolante»
    BARI – “E' un quadro desolante” quello offerto dai Comuni pugliesi capoluoghi di provincia, passati al setaccio da 27 parametri ambientali nell’ambito della ventesima edizione di 'Ecosistema Urbano', l’annuale ricerca di Legambiente e Ambiente Italia, realizzata con la collaborazione del Sole 24 Ore. A illustrare i dettagli del rapporto relativo al 'tacco d’Italia', oggi a Bari, sono stati il presidente di Legambiente Puglia, Francesco Tarantini, la vicepresidente e assessore alla Qualità del territorio della Regione, Angela Barbanente, e il direttore dell’Agenzia regionale per l’Ambiente (Arpa), Giorgio Assennato. In particolare, ha spiegato Tarantini, “quest’anno i Comuni sono bocciati in partenza, per non aver completato i questionari dell’indagine, come nel caso dalla provincia di Barletta-Andria-Trani)”.
    Per esempio, nessun dato è pervenuto sulla qualità dell’aria “eppure”, spiega Assennato, “in nessuna città della Puglia sono stati superati i limiti stabiliti dalla legge” per quanto riguarda le emissioni di Biossido di Azoto, Pm10 e Ozono. In generale, secondo il rapporto, in Puglia “la situazione risulta peggiorata rispetto allo scorso anno”, e se “Foggia si conferma la peggiore per la raccolta differenziata e per l’incidentalità stradale, Brindisi lo è per le isole pedonali e le piste ciclabili, mentre Lecce e Taranto lo sono per il verde fruibile”.
    Nella classifica delle grandi città, Bari occupa il 13/o posto. Quanto invece agli altri capoluoghi, essi si piazzano nella parte bassa della classifica delle medie città: Taranto al 34/o posto, Brindisi al 38/o, Lecce al 39/o e Foggia al 40/o posto. Rimane alto a Lecce, con 159,2 litri pro-capite, il consumo di acqua che è invece il più basso a Foggia con 126,9 litri. Sulla produzione annuale pro capite di rifiuti urbani, anche quest’anno è Lecce a produrne di più, raggiungendo 665,5 kg per abitante all’anno, a differenza di Brindisi che ne produce meno, con 488,4 kg per abitante.
    Nessun capoluogo, invece, raggiunge neppure la metà degli obiettivi fissati dalla legge regionale sulla raccolta differenziata, con Foggia ferma al 3,7%. Unica eccezione è Andria che ha raggiunto le percentuali previste dalla legge solo grazie all’avvio della raccolta differenziata porta a porta.
    Male anche il trasporto pubblico con Bari e Foggia che, però, si distinguono per la mobilità alternativa. Foggia è la città con meno auto in circolazione ma è ultima nella classifica generale per la mortalità da incidenti stradali.
    Per Barbanente, “la crisi economica non è un alibi” per giustificare i risultati poco incoraggianti. Anzi, sottolinea l'assessore, “dovrebbe spingere a migliorare le azioni in materia ambientale a fronte degli investimenti che sono stati fatti: purtroppo – conclude – alcune politiche hanno bisogno di tempo per dare i loro frutti, mentre l’indagine di Legambiente è annuale”.
    Legambiente: in Puglia un quadro «desolante» | La Gazzetta del Mezzogiorno.it

    Salerno, arrestati tre sindacalisti estorsione a un imprenditore di Buccino
    La procura ha disposto l'arresto per il segretario generale della Slc Cgil Mario Ronca e per i sindacalisti della Uilcom Uil Antonio Masi e Pasquale Tortora.
    Le indagini sono partite dopo una denuncia di un imprenditore di Buccino operante nella produzione di etichette e stampati ma in difficoltà economiche.
    Facendo leva sulla forza contrattuale derivante dalla possibilità di provocare artificiosamente le agitazioni delle maestranze, i sindacalisti hanno esercitato pressioni per ottenere somme di denaro a titolo personale.
    Salerno, arrestati tre sindacalisti estorsione a un imprenditore di Buccino

    LE NEMICHE DEL SABATO
    Fuorionda di fuoco tra Lorella Landi, conduttrice del programma Le amiche del sabato, in onda su Rai-uno, e l'ospite in trasmissione Gigliola Cinquetti. La Landi[napoletana] non ha gradito che Gigliola[veronese, e quindi concittadina di Dietrich von Bern...] avesse un abito simile al suo e, dopo la prima pausa pubblicitaria, ha intimato alla Cinquetti di cambiarsi il vestito. Quest'ultima si è rifiutata. Tra le due sono volate parole grosse. La Landi ha urlato: «Qui decido io». La Cinquetti ha replicato: «Decidi quello che vuoi, ma non come mi vesto, e già che ci siamo, non sai condurre».



    CALABRIA
    Sanita': ticket non pagati a Catanzaro, danno erariale da 3 milioni di Euro
    Catanzaro, 3 nov. (Adnkronos) - Sono quattrocentomila le prestazioni del pronto soccorso passate al setaccio dalla Guardia di finanza di Catanzaro nell'operazione Free pass che ha scoperto un danno erariale di tre milioni di euro perché non sono mai stati corrisposti i ticket previsti. Novantamila utenti avrebbero dovuto pagare perché non esenti e invece non lo avrebbero fatto.
    I controlli riguardano il periodo che va dal 2008 al 2012 e sono stai eseguiti negli ospedali di Lamezia Terme, Soverato e Soveria Mannelli. Sei persone dell'Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro sono state segnalate alla procura regionale della Corte dei conti perché non hanno posto in essere i controlli volti alla riscossione dei ticket.
    Sanita': ticket non pagati a Catanzaro, danno erariale da 3 mln - - Libero Quotidiano


  7. #57
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    Predefinito Re: Terryes

    LUTTWAK D'ASSALTO - LA CANCELLIERI IN AMERICA SAREBBE FUORI DOPO UN NANOSECONDO
    - Il politologo americano rincara la dose sull'Italia "è un Paese come l'Africa, dove si trovano resti umani nel frigo e i leader non si dimettono". Poi ancora sulla Cancellieri: "le persone accusate avevano fatto guadagnare il figlio, è stata presa con le mani nel sacco"… -
    Comunicato stampa da "la Zanzara"
    "Cancellieri? Questa storia qui ha avuto un impatto, è incredibile che non si sia dimessa immediatamente. Lei non può intervenire su una singola persona, è come se avesse rubato un mobile nel suo ufficio. Le persone accusate avevano fatto guadagnare il figlio, lei è stata presa con le mani nel sacco". Così Edward Luttwak, politologo americano, a La Zanzara su Radio 24.
    "Quello che ha fatto - dice - è rubare nel pubblico e mettere nel privato. In altri paesi avrebbero dato subito le dimissioni. Tutte le scuse fanno ridere. Letta aveva promesso quando è venuto in America che finalmente l'Italia avrebbe adottato altri comportamenti come altri paesi europei, non africani. E questa promessa viene subito tradita. Letta doveva buttarla fuori dal governo".
    Dice ancora Luttwak: "Come ministro non poteva intervenire con una persona che conosce. E‘ assurdo, è palese, ovvio, evidente. La Idem ha fatto bene a dimettersi anche per una piccola cosa. Il fatto che la Cancellieri non lo faccia significa che l'Italia è un paese dell'Africa, dove trovano resti umani nel frigorifero e i leader non si dimettono".
    "Un ministro - prosegue Luttwak - può intervenire per qualcosa che beneficia qualsiasi individuo, ma solo per un interesse pubblico, non per un legame privato. Qui c'è anche un legame economico attraverso il figlio. Forse ha fatto liberare la Ligresti perché ricattata dalla famiglia. Tutte le possibilità si aprono. In America, e non solo, ci sarebbero state le dimissioni istantanee, in un nanosecondo".

    Caso Cancellieri, il solito stile del Sud. Arridatece Radetzky!
    di ROMANO BRACALINI
    Ho conosciuto la ministra Annamaria Cancellieri, nata a Roma, negli anni ‘70 quando era capo ufficio stampa alla prefettura di Milano nel palazzo di corso Manforte, già sede del governatore asburgico nel 1848, quando i milanesi ebbero la cattiva idea di cacciare gli austriaci. La Cancellieri, inutile dirlo, aveva cominciato la carriera nell’apparato statale, il solo ed esclusivo settore improduttivo che attragga ogni laureato del Sud. Ha scritto Indro Montanelli: ”Come può uno Stato funzionare se la parte più evoluta, produttiva e ricca, quella settentrionale, continua ad essere governata da uno Stato meridionale che può essere paragonato all’Egitto di Faruk?”. E’ il destino di un Paese tenuto insieme con lo spago e fatto di due parti diverse e incompatibili.
    Il Prefetto d’allora era il dottor Vicari, un compìto burocrate col sorriso perennemente stampato, come sanno esserlo i siciliani, al punto che nelle mie frequentazioni per ragioni professionali in Prefettura non l’ho mai sentito pronunciare una sola parola. Alle conferenze stampa se ne stava in silenzio, quasi in disparte, col suo sorriso stereotipato. Parlava per lui la vulcanica e incontenibile Cancellieri, che non aveva la mole d’oggi, ma si faceva notare per la verve straripante e le risate omeriche che rompevano frequentemente il suo fluviale rapporto alla stampa, nell’abitudine che ha mantenuto ancora oggi. Aveva stabilito rapporti cordiali con i giornalisti, sempre sorridente e disponibile; e questo, oltre che un tratto del carattere meridionale, mi pareva un abile calcolo per guadagnarsi i favori della stampa, che prima o poi sarebbero tornati comodi.
    Non potevamo sapere che già allora la Cancellieri era in rapporti di amicizia (lei e suo marito, il farmacista siciliano Peluso) con il costruttore edile Ligresti, anch’egli siciliano. Dopo qualche anno, la Cancellieri venne trasferita, come capita periodicamente ai burocrati di Stato. Divenne, mi pare, prefetto a Catania, e poi prefetto ancora al Nord. Ma i suoi rapporti con il clan Ligresti non si interruppero, fino al caso scoppiato in questi giorni che l’ha messa nei guai. Immagino che le amicizie coltivate con tenacia e pazienza dalla Cancellieri, siano servite, oltre che a se stessa, anche per piazzare il figlio Piergiorgio Peluso, poco più che quarantenne, che nel 2012 ha incassato una maxiliquidazione di 3,6 milioni di euro per un solo anno di lavoro alla Fondiaria ed ora ha un altro lavoro lucroso. Al Sud i figli “so piezzi e’ core” e la Cancellieri giustamente stravede per il figlio; ma non basterebbe un curriculum di tutto rispetto se non venissero in soccorso le amicizie giuste, al momento giusto, con le quali si ottengono posti di prestigio e si vincono i concorsi pubblici frequentati sempre dalle stesse dinastie di notabili che si raccomandano a vicenda.
    Così è stato anche per la famiglia Ligresti finita in cella a luglio per aggiotaggio. La Cancellieri, facendo prevalere i sentimenti (e gli interessi) sui doveri d’ufficio, che avrebbero dovuto suggerirle un comportamento più distaccato e equanime, fece una telefonata alla famiglia per rassicurarla che avrebbe potuto contare su di lei. E si è mossa di conseguenza. Ora si difende dicendo che la signora Giulia Ligresti, uscita dal carcere, rischiava la vita rifiutando di mangiare. Un caso umanitario, insomma; che in carcere si muoia non è un mistero; c’è stato un anno che ha registrato il suicidio di 77 reclusi. Nessuno s’era mosso per soccorrerli.
    Il mondo politico s’è diviso a seconda delle convenienze, non giudicando il caso per quello che è: abuso di potere. Il movimento Cinque Stelle è il più risoluto a chiedere le dimissioni; il Pd, al solito, è diviso tra renziani e no, il Pdl la difende, Cicchito, il più impunito, dice che la Cancellieri “va lodata”. La difendono a spada tratta anche Quagliarello e Alfano, ma mi pare che la loro preoccupazione di fondo sia quella di non procurare ulteriori difficoltà al governo. La Cancellieri val bene la poltrona. La filosofia di questo disgraziato Paese è sempre la stessa. Non governano i più onesti e i più capaci ma i più furbi. E non c’è dubbio che anche la Cancellieri va iscritta in quest’ultima categoria. E pensare che nell’aprile scorso, lo scrittore Saviano, sempre profetico, l’aveva candidata alla presidenza della Repubblica.
    Un altro caso di concussione e di nauseante interesse di bottega: una mancanza di etica in cui l’interesse privato prevale sull’etica della serietà e del dovere e richiama alla mente l’eterno spirito di Pulcinella, maschera napoletana.



    A Napoli la corruzione e il ladrocinio infettavano ogni organo dello Stato. Ma re Ferdinando II di Borbone conosceva bene i suoi polli e quando vedeva entrare un suo ministro sibilava ai vicini: ”Occhio al portafoglio!”.
    Anche la ministra Cancellieri, una vita alla greppia dello Stato, non si è dimostrata migliore della risma dei ministri passati e presenti dei peggiori governi. Al momento ripete che non si dimette. Ha ragione. Perché mai dovrebbe farlo? Siamo nell’Italietta cialtrona e ladra di sempre. Mica in Svizzera. Aridatece Radetzky !
    Caso Cancellieri, il solito stile del Sud. Arridatece Radetzky! | L'Indipendenza



    Noterelle sul nuovo sindaco di New York. Gli americani sono sempre i primi…
    di Piero Nicola
    “C’è gente che, in materia di sesso, sta da una parte o dall’altra, mentre per altri esiste solo una vasta area grigia”.
    Così, l’afro-americana Chirlane ha spiegato come, dall’essere stata lesbica, è potuta divenire moglie del candidato alla carica di sindaco di Nuova York. Ella, non dicendo d’aver cambiato inclinazione, lascia supporre che sarebbe tuttora disponibile a frequentare la “vasta area grigia”. D’altronde il pudore le impedirebbe di dichiararsi convertita al rientro nella propria sfera femminile, cui pure appartiene a buon diritto, avendo concepito, con il marcantonio Bill De Blasio, un ragazzone dalla cuffiona di capelli crespi, avente un volume che è il doppio della sua testa, e una ragazza più nera che bianca, altresì nell’orgoglio di razza. Già, perché, infine, le razze sono insopprimibili, sono lingue natie che, più le ricacciamo in gola, più il loro accento si fa sentire.
    Sì, sto divagando: il pudore… Il pudore di Chirlane McCray sorge a motivo del suo essere un alfiere del movimento per i diritti dei gay. Ella farebbe una gran brutta figura se, col proprio matrimonio, desse qualche riconoscimento alla retrograda quanto esecrabile normalità. Suo marito poi, così all’avanguardia su tutti i fronti dei diritti da acquisire, delle rivendicazioni da soddisfare, avrebbe troppo da perdere avendo una moglie sistemata nel ruolo tradizionale. Egli può menare vanto illimitato della sua sconfinata larghezza di vedute, che dico? della sua appropriazione di tutte le libertà ancora ostacolate, e si appresta ad andare alla loro conquista col piglio del campione senza macchia e senza paura. Egli ne possiede le physique du rôle. Ha un limpido curriculum di progressista. Wikipedia lo garantisce abbondantemente. Fu sostenitore dei sandinisti del Nicaragua, perciò osteggiato dall’amministrazione Reagan. Fece campagna elettorale per Hillary Rodhan Clinton. Sotto il presidente Clinton, e in seguito, svolse diversi uffici pubblici lavorando per le provvidenze sociali. Promosse la legge contro la discriminazione di genere a favore dei transessuali e si è battuto a favore del matrimonio tra due uomini e tra due donne. Abita a Brooklyn con la sua famiglia polirazziale, che lo sostiene in modo eccellente...



    Se un newyorkese che solo cinquant’anni fa abbia dato l’eterno addio alla sua città e al mondo intero, dovesse sventuratamente risuscitarvi, resterebbe talmente annichilito e traumatizzato, che si affretterebbe a ricacciarsi sotto terra. Sono sicuro che il suo patrio ottimismo svanirebbe, e tornerebbe a morire dalla vergogna, dovendo riconoscersi progenitore di tanto pervertimento: lui, cresciuto con certi principi di moralità, lui, impregnato dell’aria puritana spirante sulla Costa occidentale.
    Ma noi, che conosciamo la intrinseca malizia delle eresie, non ci stupiamo affatto che dal puritano possa essere nato il libertino.
    Non sarà mai detto che gli Americani restino battuti. Avendo assoluta fiducia nel progresso e nelle loro capacità ad esso applicate, era fatale che lo seguissero a oltranza. Poiché sono indomiti indisposti ad accettare lo scacco, il naufragio, indisposti a rinunciare al grande sviluppo del loro fondamento: la libertà, per cui rinunciandovi crollerebbe loro il mondo addosso; poiché sono quei tali che, in fondo fragili e sprovveduti, dopo qualche sonora sbronza, propendono per il suicidio, non vedono che il suicidio quale scampo alla personale sconfitta: eccoli andare avanti per inerzia, ciecamente, verso quella abnorme proliferazione delle diversità, in fondo alla quale si trova il caos e la follia. Non dico questo di tutti, ma d’una gran parte, che infatti ha votato per il grande e grosso De Blasio, ora tanto più americano in quanto assimilato al Grande Paese per recente importazione familiare e per famiglia in ogni senso eterogenea. Gli autentici USA devono nutrirsi di tali incessanti acquisizioni.
    Delle finestre parlanti che ininterrottamente ci vengono aperte sul mondo, di quelle losche e mendaci aperture sulle realtà – da noi mai abbastanza sbugiardate – non ce n’è una che non abbia unto di simpatia, che non abbia svenevolmente offerto i suoi favori al bel tomo, che non abbia gongolato e non si sia compiaciuta per lui salito così in alto e così vicino all’Italia, faro per gli italiani.
    La cretina rincorsa del modello statunitense prosegue dunque senza sosta. Ma ha cessato d’essere la moda, il sogno, il complesso d’inferiorità degli anni Cinquanta, immaturo e allora abbastanza emendabile: è diventata l’allucinata ansia di correre nella scia del povero Icaro o, se si preferisce, dell’apprendista stregone; senza che compaia uno stregone capace di porvi rimedio.
    Noterelle sul nuovo sindaco di New York. Gli americani sono sempre i primi? ? di Piero Nicola | Riscossa Cristiana

    Che delusione sti negher, che ormai si sputtanano accettando di incrociarsi persino con certe etnie....







    D'altronde non avevano resistito neppure durante la guerra, quando si ingroppavano le mogli, le madri e le figlie dei napoletani, che le avevano trasformate >CUT< da offrire, a prezzi stracciati, ai nuovi vincitori.....

    Ultima modifica di King Z.; 07-11-13 alle 21:14

  8. #58
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    Predefinito Re: Terryes

    'O sindaco terrungiello di brucculinu.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  9. #59
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    Predefinito Re: Terryes

    Citazione Originariamente Scritto da Eridano Visualizza Messaggio
    'O sindaco terrungiello di brucculinu.
    Prevedo mancanza di carta igenica nelle scuole e da fotocopie negli uffici pubblici .
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  10. #60
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    Predefinito Re: Terryes

    Citazione Originariamente Scritto da Erlembaldo Visualizza Messaggio
    LUTTWAK D'ASSALTO - LA CANCELLIERI IN AMERICA SAREBBE FUORI DOPO UN NANOSECONDO - Il politologo americano rincara la dose sull'Italia "è un Paese come l'Africa, dove si trovano resti umani nel frigo e i leader non si dimettono". Poi ancora sulla Cancellieri: "le persone accusate avevano fatto guadagnare il figlio, è stata presa con le mani nel sacco"… - Comunicato stampa da "la Zanzara" "Cancellieri? Questa storia qui ha avuto un impatto, è incredibile che non si sia dimessa immediatamente. Lei non può intervenire su una singola persona, è come se avesse rubato un mobile nel suo ufficio. Le persone accusate avevano fatto guadagnare il figlio, lei è stata presa con le mani nel sacco". Così Edward Luttwak, politologo americano, a La Zanzara su Radio 24. "Quello che ha fatto - dice - è rubare nel pubblico e mettere nel privato. In altri paesi avrebbero dato subito le dimissioni. Tutte le scuse fanno ridere. Letta aveva promesso quando è venuto in America che finalmente l'Italia avrebbe adottato altri comportamenti come altri paesi europei, non africani. E questa promessa viene subito tradita. Letta doveva buttarla fuori dal governo". Dice ancora Luttwak: "Come ministro non poteva intervenire con una persona che conosce. E‘ assurdo, è palese, ovvio, evidente. La Idem ha fatto bene a dimettersi anche per una piccola cosa. Il fatto che la Cancellieri non lo faccia significa che l'Italia è un paese dell'Africa, dove trovano resti umani nel frigorifero e i leader non si dimettono". "Un ministro - prosegue Luttwak - può intervenire per qualcosa che beneficia qualsiasi individuo, ma solo per un interesse pubblico, non per un legame privato. Qui c'è anche un legame economico attraverso il figlio. Forse ha fatto liberare la Ligresti perché ricattata dalla famiglia. Tutte le possibilità si aprono. In America, e non solo, ci sarebbero state le dimissioni istantanee, in un nanosecondo".
    Mi piace Luttwak, è una persona seria e dice cose che nel resto d'Europa e d'occidente sono normalissime, sono anche convinto che dica queste cose perchè ama l'italia (più di me) ma credo anche che sappia che questo bordello non si può riformare. Riguardo le dimissioni della Idem c'è poco da dire, lei ha il senso dell'onore dei popoli indoeuropei, la cancellieri non è altro che una trafficona mediterranea, dell'onore e della dignità non gli frega un cazzo.



 

 
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