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Discussione: Terries

  1. #811
    Blut und Boden
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    Predefinito Re: Terryes

    Ripropongo un video di qualche anno fa; tale Angelo Cofone.

    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  2. #812
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    Predefinito Re: Terryes

    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  3. #813
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    Predefinito Re: Terryes

    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  4. #814
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    Predefinito Re: Terryes

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  5. #815
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    Predefinito Re: Terryes

    Capsciste?
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  6. #816
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    Predefinito Re: Terryes

    Citazione Originariamente Scritto da Eridano Visualizza Messaggio
    Capsciste?
    Her, ved siden av et glass øl, tenker jeg på å ha Odin som en far og sørgerne og kommunisterne å bo i. Hva en kontrast!
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  7. #817
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    Predefinito Re: Terryes

    Lite per motivi di viabilità, donna kappao con un pugno nel Napoletano
    di Dario Sautto
    Castellammare. Una banale precedenza, tra l'altro in un momento in cui c'era traffico, ha scatenato prima una serie di insulti, poi una violenta lite. E' accaduto poco fa al centro di Castellammare in via Marconi, dove diverse persone sono intervenute per provare a sedare la lite, degenerata in rissa. Ad avere la peggio è una donna, colpita in pieno volto da un pugno e messa letteralmente kappao da uno dei litiganti.
    La violenza è stata fermata solo dall'arrivo dei carabinieri della compagnia di Castellammare di Stabia e da una pattuglia della polizia municipale.
    Un'ambulanza del 118 ha trasportato la donna in ospedale, dove adesso si trovano tutti i partecipanti e i carabinieri, che denunceranno tutti. In una delle auto viaggiava una donna incinta.
    https://www.ilmattino.it/napoli/cron...o-4504177.html

    "Mi mandi i pazienti in clinica?". Medico sospeso a Brindisi
    L'uomo, originario di Lecce, avrebbe tentato di corrompere un collega della Asl per indirizzare i malati di tumore in una struttura privata dove lavorava
    Emanuela Carucci
    E' stato sospeso un medico a Brindisi. Il motivo? Avrebbe tentato di corrompere un collega della Asl per indirizzare pazienti oncologici in una clinica privata per effettuare dei trattamenti sanitari molto costosi.
    Si tratta della Salus, struttura convenzionata con la Asl di Brindisi dove lavorava il medico ora sottoposto alla misura interdittiva del divieto di esercitare la professione per nove mesi.
    Si tratta di Luigi Mariano, originario di Lecce, nei confronti del quale è stato emesso un provvedimento del gip Tea Verderosa su richiesta del pm Pierpaolo Montinaro, dopo le indagini portate avanti dai carabinieri del Nas di Taranto.
    A denunciare il tutto il direttore generale della Asl di Brindisi, Giuseppe Pasqualone. Mariano è accusato di istigazione alla corruzione. Avrebbe cercato di corrompere il direttore dell’unità operativa di Medicina dell’ospedale di Ostuni (sempre nel Brindisino). I pazienti, nella clinica di Mariano, avrebbero fatto la terapia di chemioembolizzazione, una cura specifica per i malati di tumore al fegato. In cambio avrebbe promesso al collega della Asl il conferimento di una consulenza scientifica retribuita. Il medico di Ostuni, pero', non ha accettato e ha denunciato tutto.
    "Mi mandi i pazienti in clinica?". Medico sospeso a Brindisi - IlGiornale.it

    Choc a Sorrento, pirati napoletani minacciano equipaggio dello yacht e rubano tender da 90mila euro
    SORRENTO - Un tender del valore di 90mila euro: è il bottino della rapina messa a segno verso le 22 di ieri sera da tre malviventi, col volto travisato e armati di pistola, ai danni di un milionario spagnolo in vacanza a Sorrento a bordo del suo yacht con bandiera maltese. Una vicenda inquietante, sulla quale adesso indagano polizia e capitaneria di porto di Sorrento. Secondo le prime ricostruzioni, i membri dell'equipaggio dello yacht avevano appena accompagnato il proprietario e alcuni ospiti sulla terraferma per la cena in un ristorante sorrentino. Poi erano tornati al largo e, dopo aver raggiunto lo yacht ancorato nella baia di Sorrento, vi avevano legato il tender. A quel punto sono entrati in azione tre malviventi a bordo di un gommone: col volto coperto da passamontagna e impugnando una pistola, i tre si sono fatti consegnare il tender per poi darsi alla fuga in mare aperto. Le forze dell'ordine hanno immediatamente avviato le indagini sul caso che non ha precedenti in penisola sorrentina.
    https://www.ilmattino.it/napoli/cron...t-4546493.html

    LO FAMO STRANO CON DON GRAZIANO – RINVIATI A GIUDIZIO DUE PRETI SICILIANI CHE MINACCIAVANO LA FIGLIA DI UN LORO DEBITORE E LE INVIAVANO MESSAGGI A SFONDO SESSUALE – DON GRAZIANO MACCARONE HA INVIATO PIU' DI 3000 SMS HOT ALLA RAGAZZA E SI ERA FATTO MANDARE DEGLI INDUMENTI INTIMI, MENTRE L’ALTRO SACERDOTE, DON NICOLA DE LUCA...
    Al centro della storia c' è un debito non onorato, che si è trasformato in una tentata estorsione. Sullo sfondo ci sono la 'ndrangheta, con il coinvolgimento del clan Mancuso, e uno scenario hot ai limiti del fetish. Le carte che secondo la Procura antimafia di Catanzaro inchiodano Graziano Maccarone, 41 anni, segretario particolare del vescovo di Mileto, e Nicola De Luca, 40 anni, di Rombiolo, reggente della Chiesa Madonna del Rosario di Tropea, sembrano un vaso di Pandora.
    Da un' informativa dell' inchiesta, insieme alle prove della richiesta estorsiva, è saltato fuori uno scenario hot, con una valanga di messaggi (la Procura ne ha contati circa 3.000) che don Graziano avrebbe mandato alla figlia disabile della vittima. E nonostante la disabilità al cento per cento della ragazza di 31 anni, si era fatto addirittura mandare degli indumenti intimi tramite dei conoscenti e l' aveva invitata a incontrarsi in un albergo di Pizzo Calabro.
    E quando il papà ha deciso di andare dai magistrati, comunicando che aveva visto le foto contenute in una pennetta, don Nicola, l' altro sacerdote, ha tentato una mediazione finalizzata alla soluzione bonaria della vicenda. I messaggi sono stati cancellati, perché, a dire della vittima, sua figlia «era terrorizzata dalle continue minacce di ritorsioni proferite da don Graziano, con espliciti riferimenti a suoi parenti provenienti da San Calogero e da Nicotera, dotati di bazooka». Per entrambi i preti è stato chiesto il rinvio a giudizio. Don Maccarone è accusato anche di aver inviato in due mesi migliaia di sms a sfondo sessuale alla disabile, figlia del debitore.
    L' accusa: i due preti avrebbero costretto, con violenza o minaccia, una persona del Vibonese, alla quale avevano prestato del denaro, a restituire loro quasi 9.000 euro. Il debito era stato contratto dalla vittima e dalla figlia con una terza persona. Per evitare il pignoramento dei beni della figlia, l' uomo si era quindi rivolto ai sacerdoti. Don Maccarone, secondo l' accusa (le indagini sono state condotte dalla squadra mobile di Vibo Valentia e coordinate dal procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri e dal pm della Procura antimafia Annamaria Frustaci), avrebbe quindi cominciato a inviare messaggi a sfondo sessuale alla ragazza.
    Ma quando il padre è venuto a conoscenza della questione, don Maccarone avrebbe cambiato radicalmente atteggiamento, chiedendo al debitore l' immediata restituzione delle somme di denaro per sé e per don De Luca.
    Il sacerdote invito' anche il debitore in uno studio legale per chiarire quanto accaduto con la ragazza, usando come leva le foto che lei gli aveva mandato. E siccome l' uomo non onorava il debito, secondo l' accusa, don Maccarone, nel corso di un incontro, avrebbe specificato che «mio cugino è Luigi, il capo dei capi». Che poi avrebbe contattato. L' uomo, stando alla ricostruzione della Procura, è ritenuto legato al boss Pantaleone Mancuso detto Scarpuni. E poco dopo al debitore arrivo' la comunicazione di stare attento perché «avrebbe fatto una brutta fine».
    https://www.dagospia.com/rubrica-29/...eti-205178.htm

    La truffa delle pompe bianche: aria al posto del carburante, sequestrati due distributori nel Napoletano
    Un distributore di carburante, una colonnina erogatrice, una cisterna interrata e circa 4mila litri di gasolio per autotrazione sono stati sequestrati dai finanzieri del comando provinciale di Napoli in due distinte attività contro gli illeciti nel settore dei prodotti energetici sottoposti ad accisa.
    A Nola i finanzieri in forza al locale gruppo, hanno riscontrato un'alterazione alla colonnina contometrica di un distributore stradale che faceva girare a vuoto il totalizzatore del prezzo sin dal momento in cui la pistola erogatrice veniva estratta, facendo pagare, all'ignaro cliente, aria al prezzo del carburante.
    L'altra attività è stata condotta sul territorio di San Giorgio a Cremano dove le Fiamme Gialle della compagnia di Portici, hanno scoperto che un distributore di carburante stradale erogava gasolio in quantità inferiore rispetto a quanto era richiesto dal cliente. Per i due responsabili è scattata una denuncia alla Procura della Repubblica.
    https://www.ilmattino.it/napoli/cron...o-4536258.html

    Muore folgorato mentre lavora: l'azienda rubava elettricità allo Stato
    Colpito da malore ed accasciato al suolo privo di conoscenza. La morte assurda di un giovane dipendente di un’attività commerciale totalmente abusiva
    La scossa, poi il dolore al petto e la caduta a terra privo di sensi. A morire è stato un giovane dipendente di una rivendita di polli allo spiedo di piazza Ingastone, in uno dei quartieri più popolosi della città di Palermo.
    Il giovane è morto per le ferite riportate a causa di una scarica elettrica. La vittima trasportata d'urgenza al pronto soccorso dell'ospedale Civico dal personale del 118, dopo vani tentativi di rianimarlo sul posto; i medici hanno attribuito le cause del decesso ad arresto cardiocircolatorio a seguito di folgorazione.
    Gli immediati accertamenti svolti sul posto dagli agenti hanno consentito di appurare che il giovane palermitano lavorava presso un’attività commerciale e che era rimasto folgorato da un cortocircuito avvenuto all’interno dell’esercizio mentre era intento ad effettuare le consuete pulizie dopo la chiusura.
    Da un controllo all’interno dell’esercizio commerciale gli agenti hanno riscontrato la presenza di diverse cassette di derivazione elettrica prive di coperchi ed una di esse, in particolare, totalmente bruciata. Il personale dell’Enel, intervenuto su richiesta dei poliziotti, ha verificato la manomissione del contatore, a cui era stato effettuato un rudimentale allaccio abusivo alla rete elettrica. Ulteriori accertamenti di natura amministrativa hanno fatto emergere che l’intera attività commerciale era priva delle minime licenze e delle basilari misure di sicurezza prescritte dalla legge. Un episodio simile si è verificato poco più di un mese fa a Torino, dove un operaio di 60 anni è morto folgorato mentre era impegnato ad aggiustare una macchina del caffè.
    Il titolare dell’esercizio di Palermo è stato tratto in arresto per i reati di omicidio colposo e furto aggravato di energia elettrica e la sua attività è stata posta sotto sequestro. Per il giovane dipendente non c’è stato nulla da fare.
    Muore folgorato mentre lavora: l'azienda rubava elettricità allo Stato - IlGiornale.it

    E il neomelodico catanese offende
    Falcone e Borsellino su RaiDue
    «Dopo il dolce c'è anche l'amaro»
    Lui è Leonardo Zappalà, 19 anni, il cantante neomelodico catanese che si fa chiamare Scarface e che si vanta di essere nato lo stesso giorno di Al Capone e che ha scelto come nome d’arte Scarface, il mafioso “protagonista” di un film di successo con Robert De Niro. E in Tv da Enrico Lucci nella trasmissione Realiti, il ragazzo, senza alcun imbarazzo, ha offeso Falcone e Borsellino. Parlando del loro sacrificio ha detto: “Queste persone (Falcone e Borsellino, ndr) che hanno fatto queste scelte di vita le sanno le conseguenze. Come ci piace il dolce ci deve piacere anche l’amaro”. A Lucci non è rimasto altro che augurargli di studiare la storia.
    Nel corso della trasmissione è stato intervistato anche Nico Pandetta che, candidamente, ha ammesso di essersi finanziato il suo primo cd con i soldi di una rapina. L’ambiente che emerge dal neomelodico catanese insomma non è esattamente un ambiente di cui vantarsi.
    https://www.lasicilia.it/video/catan...e-l-amaro.html

    Napoli, ruba pezzi dai locomotori dei Frecciarossa in sosta
    I poliziotti del Compartimento di Polizia Ferroviaria per la Campania hanno tratto in arresto D.A. nato in Guinea nel 1985, per il reato di furto aggravato. La control room di protezione aziendale di Rfi aveva segnalato al centro operativo compartimentale della Polfer la presenza, nell’impianto di Napoli Traccia, di una persona sospetta che si aggirava tra i treni Frecciarossa in sosta. Giunti sul posto, i poliziotti si sono trovati al cospetto dell’uomo, già noto agli operatori, arrestato per ben due volte per analoghi reati per i quali era già stato
    condannato e sottoposto agli obblighi di presentazione alla Polizia Giudiziaria. L’extracomunitario, dopo aver scavalcato la recinzione e rubato materiale di componentistica, quali rubinetti, commutatori elettrici ed altri piccoli pezzi da un locomotore Etr 500 (Frecciarossa), ha tentato invano la fuga nascondendo la refurtiva e gli attrezzi idonei allo scasso in uno zaino, ma è stato ancora una volta tratto in arresto per furto aggravato e condotto negli uffici della Polizia Ferroviaria per gli adempimenti di competenza. Giudicato con il rito direttissimo, è stato condannato ad 1 anno e 4 mesi di reclusione in regime di custodia cautelare in carcere.
    https://www.ilmattino.it/napoli/cron...o-4553196.html

    Rapinava in trasferta a Rimini,
    65enne napoletano arrestato
    Gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato Vicaria Mercato hanno eseguito un ordine di esecuzione per la carcerazione emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte di appello di Bologna, nei confronti di G.L. 65enne napoletano, in quanto resosi responsabile del reato di rapina in Rimini.
    I poliziotti hanno rintracciato il 65enne presso la propria abitazione in quanto era già sottoposto agli arresti domiciliari per altri reati.
    L’uomo è stato condotto presso gli Uffici di Polizia per gli atti di rito ed è stato poi accompagnato presso la Casa Circondariale di Napoli Poggioreale a disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Bologna, dove deve espiare 5 anni di reclusione.
    https://www.ilmattino.it/napoli/cron...o-4530708.html

    Il Garante per l'Infanzia della Regione Campania: "Ci sono zone in cui l'incesto è la normalità"
    "Abbiamo testimonianze dirette e indirette, che ci sono intere zone" in "quartieri molto critici" in cui "l'abuso sessuale, l'incesto, è elevato a normalità": lo ha detto il Garante dell'Infanzia e dell'Adolescenza della Regione Campania, Cesare Romano, presentando oggi, a Napoli, una ricerca che stima in oltre 200 i casi di maltrattamenti e violenza "sommersa" fra le mura domestiche. Romano ha citato i quartieri Salicelle ad Afragola, Madonnelle ad Acerra, Caivano e alcuni quartieri di Napoli.
    "Abbiamo fatto questa ricerca proprio per evidenziare che il fenomeno è abbastanza consistente, è trasversale ed è molto sommerso - ha affermato Romano - La nostra ricerca, che è a campione, fatta sugli ambiti territoriali e su alcuni comuni, evidenzia oltre 200 casi e abbiamo testimonianze dirette e indirette, anche se non compaiono nella ricerca, che ci sono intere zone in cui l'abuso sessuale, l'incesto, è elevato a normalità".
    "Ci sono quartieri molto critici - ha spiegato Romano - come il quartiere Salicelle ad Afragola, quello di Madonnelle ad Acerra, come tante zone di Napoli, e non ultimo Caivano con i fatti che ben conosciamo". A Caivano, negli alloggi del Parco Verde si è consumata la vicenda della piccola Fortuna, la bimba morta dopo essere stata gettata da un terrazzo da chi avrebbe abusato di lei.
    "Vogliamo accendere i riflettori su questo fenomeno - ha concluso Romano - e fare qualcosa che sia non solo un approfondimento ma soprattutto prevenzione e contrasto a un fenomeno che va sicuramente combattuto".
    La ricerca, presentata oggi a Napoli, è cominciata nel novembre 2013 ed è proseguita per tutto il 2014. Ha interessato 45 Comuni (il 12% delle amministrazioni locali) e 31 Ambiti territoriali (il 60% di tutti gli Ambiti). Lo studio si è svolto su due piani: la raccolta qualitativa e quantitativa dei dati attraverso la somministrazione di questionari anonimi.
    Per lo più a essere vittime sono minori in età preadolescienziale, pari all'80% e, nell'87% dei casi si tratta di bambine tra i 6 e i 10 anni.
    Purtroppo, pero' - è evidenziato nella ricerca - quello degli abusi intrafamiliare resta una stima perché si tratta di violenze sommerse dal momento che una violenza tra le mura domestiche è molto più difficilmente comunicabile dalle vittime, confuse dai vincoli familiari con i responsabili.
    https://www.huffingtonpost.it/2016/0...xXPv5gW8Mlz0kA

    “VEDIAMO CHI SONO QUESTI STR*** CHE DOBBIAMO SCHIACCIARE!” - L’INCHIESTA SUI CONCORSI PILOTATI ALL’UNIVERSITA' DI CATANIA, SVELA UN SISTEMA CHE LA PROCURA DEFINISCE “PARAMAFIOSO” - IL "METODO" DEL RETTORE FRANCESCO BASILE: “ALLA FINE QUI SIAMO TUTTI PARENTI…” - TRA GLI INDAGATI ANCHE IL RETTORE DE “LA SAPIENZA”, EUGENIO GAUDIO E L'EX PROCURATORE DI CATANIA VINCENZO D'AGATA...
    «Ne ho uno al giorno che viene per un problema di parentela o di... perché alla fine qua siamo tutti parenti l'Università nasce su una base cittadina abbastanza ristretta, una specie di élite culturale della città perché fino adesso sono sempre quelle le famiglie». Era questa l'idea che aveva del suo ateneo il rettore Francesco Basile. Sembrano le parole di un personaggio dei «Viceré» che, guarda caso, sono ambientali proprio in quel Monastero dei Benedettini che oggi è una delle sedi dell' università di Catania.
    Spiega cosi' le logiche «familistiche» che governano la scelta dei docenti in una delle intercettazione della Digos, nonostante la sua prima preoccupazione appena insediatosi, nel febbraio 2017, fosse stata un'accurata bonifica del suo ufficio da eventuali microspie. Come se il nuovo rettore, 62 anni, ordinario di Chirurgia e una quotidianità in sala operatoria, dovesse temere orecchie indiscrete. Forse aveva tanto da nascondere.
    A cominciare dalla gestione dei consigli di amministrazione che si svolgevano con «sistemi bulgari» e le indicazioni di voto fatte circolare attraverso «pizzini» perché «io non posso chiamare al telefono, non è illegale ma...».
    Cautele che non sono state sufficienti ad evitare che il marcio venisse a galla svelando un sistema che il pm Raffaella Vinciguerra definisce «paramafioso», mentre il procuratore Carmelo Zuccaro parla di «desolante e squallido quadro criminale». Un contesto di tale gravità che la Procura aveva chiesto l'arresto per il rettore e nove docenti con l'accusa di associazione a delinquere, corruzione e turbativa d' asta. Il Gip ha pero' accolto solo la richiesta di sospensione dai loro incarichi.
    Un «sistema sommerso con a capo il rettore» nella gestione dell' ateneo e in particolare per la selezione dei docenti «al di là di meriti e competenze». Non c'era scambio di denaro o altro, ma un rapporto di mutua assistenza per garantire il perpetuarsi della solita élite e delle solite famiglie. Rimessi in discussione gli esiti di 27 concorsi (17 per ordinario, 4 per associato e 6 per ricercatore) «costruiti con metodi sartoriali, decidendo a priori chi doveva vincere».
    Fondamentale in tal senso il ruolo delle commissioni esaminatrici, spesso integrate da docenti di altri atenei. Forse questo spiega (oltre ai 46 di Catania) i 20 indagati nel resto d'Italia. Tra questi spiccano nomi di primissimo piano come il rettore de La Sapienza Eugenio Gaudio, il noto chirurgo padovano Umberto Cillo, e il rettore dell'Humanitas di Rozzano, Marco Montorsi.
    Buona parte dei venti docenti non sanno nemmeno di essere indagati e preferiscono non fare alcun commento in attesa di capire meglio. Molto più circostanziata e grave la posizione dei dieci docenti sospesi a Catania. Seguivano logiche ferree. «Io mi sono rotto il c... per te - dice un prof - ora vieni incontro a me e vai in quella commissione». Per pilotare i concorsi veniva utilizzato ogni escamotage: «Se serve limitiamo il numero delle pubblicazioni».
    E se poi c' erano troppi idonei la soluzione la forniva l'ex direttore del dipartimento di Scienze Politiche Uccio Barone; «Io mi faccio dare tutto l' elenco e vediamo chi sono questi str... che dobbiamo schiacciare!». Storico, con un passato nel Pd, Barone ha uno sterminato elenco di pubblicazioni, compresa una sul «Tramonto dei Gattopardi». Ieri è stato l' unico a parlare: «Sono all' estero, immagino le palate di fango. Ma resto sereno». Forse non sa che tra i concorsi su cui si indaga c' è anche quello del figlio Antonio, giovanissimo ordinario di Diritto amministrativo a Economia e Commercio.
    Nell' elenco degli indagati sono finiti persino l' ex procuratore di Catania Vincenzo D' Agata e la figlia, docente di prima fascia.
    https://www.dagospia.com/rubrica-29/...quo-207226.htm

    Fondi Ue, spesi male o truffati: la Sicilia dovrà restituire a Bruxelles 380 milioni
    di Accursio Sabella
    La Sicilia ridotta in mutande “brucia” la bellezza di 380 milioni di euro. Fondi europei spesi male, in modo irregolare o tramite delle vere e proprie truffe. E cosi', la Regione – che è stata dipinta a tinte scurissime dalla Banca d’Italia pochi giorni fa – dovrà restituire quella montagna di finanziamenti. E certamente qualcuno che ha sbagliato c’è. E almeno dal punto di vista politico è anche facilmente individuabile. Sono gli anni dei governi di Salvatore Cuffaro, poi anche condannato per favoreggiamento a Cosa nostra. Sono gli anni in cui a governare l’Isola erano molte delle forze politiche che, pur avendo magari nel frattempo cambiato nome, sostengono oggi il governo di Palazzo d’Orleans.
    Il ‘danno’ 15 anni fa – Il salatissimo conto presentato dall’Unione europea è il frutto di una lunga querelle. L’ultima puntata è appunto la decisione con cui la Corte Ue ha respinto definitivamente il ricorso dell’Italia contro il taglio di circa 380 milioni di euro ai fondi europei per la Sicilia previsti dalla programmazione 2000-2006, a causa delle gravi carenze nella gestione e nei controlli. A partire dal 2005 la Commissione aveva riscontrato varie irregolarità, alcune accertate dall’Olaf, l’organismo europeo anti frode. Il 17 dicembre 2015, la Commissione ha ritenuto quindi che il contributo finanziario dovesse essere ridotto di 380 milioni. L’Italia ha prima presentato un ricorso al Tribunale dell’Unione europea, rigettato il 25 gennaio 2018, poi ha impugnato la sentenza davanti alla Corte di giustizia, che oggi ha respinto il ricorso. Insomma, i soldi sono bruciati.
    https://www.ilfattoquotidiano.it/201...JxEn7W6Z3eEzvI

    ORA VI POTETE SCATENARE – DIRE CHE I NAPOLETANI SONO TUTTI LADRI NON E' PIU' REATO: ALMENO STANDO A QUANTO SOSTIENE IL VICE PROCURATORE DI AOSTA CHE HA CHIESTO L’ARCHIVIAZIONE DELL’INDAGINE DI DIFFAMAZIONE A CARICO DI UN GESTORE DI UN BAR CHE, RIFIUTANDOSI DI TRASMETTERE UNA PARTITA DEL NAPOLI SU RICHIESTA DI UN TIFOSO, AVEVA COMMENTATO…
    Dire che “i napoletani sono tutti ladri” non è reato. Almeno stando a quanto sostiene il vice procuratore di Aosta Sara Pezzetto. La vicenda inizia nel gennaio scorso quando nel bar delle Guide di Courmayeur il proprietario si rifiuta di trasmettere la partita di calcio Milan-Napoli, dicendo al cliente che glielo aveva chiesto che «non gli piacevano i napoletani perché sono tutti ladri».
    Il vice procuratore onorario di Aosta Sara Pezzetto ha chiesto al giudice di pace l'archiviazione dell'indagine per diffamazione a carico del gestore del bar, aperta dopo una querela di un quarantottenne originario di Caserta e residente a Milano.
    I fatti risalgono al 26 gennaio scorso. Il comportamento, secondo la procura guidata da Paolo Fortuna, non configura il reato di diffamazione in quanto l'offeso era presente e neppure quello di ingiuria, ormai depenalizzato. Inoltre in base a una sentenza della Cassazione, non si puo' neppure parlare di «odio razziale o etnico» dato che manca un «sentimento idoneo a determinare il concreto pericolo di comportamenti discriminatori».
    Secondo il cliente, il gestore del bar alla sua richiesta aveva dapprima risposto con «a noi i napoletani non piacciono e le partite del Napoli non le facciamo vedere». In quel momento nel locale vi erano diversi turisti stranieri che seguivano il Torneo Sei nazioni di rugby.
    L'avventore aveva quindi accompagnato fuori dal bar i propri figli ed era rientrato, sentendosi dire che «non gli piacevano i napoletani perché sono tutti ladri, perché quando ci sono dei napoletani nel locale fanno sempre casino e spesso rubano i soldi dalla cassa», precisando poi che «il locale è mio e nel mio locale i napoletani non li voglio».
    https://www.dagospia.com/rubrica-29/...non-205721.htm

  8. #818
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    Predefinito Re: Terryes

    Stramare.
    Finalmente una lombarda Miss itaglia!
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  9. #819
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    Predefinito Re: Terryes

    .

  10. #820
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    Predefinito Re: Terryes

    mica per insistere : terries.
    il singolare in y diventa ies al plurale.

 

 
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