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Discussione: Terries

  1. #711
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    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  2. #712
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    Predefinito Re: Terryes

    Fosse capitato in Padania , ci martellavano per mesi .
    Ma la notizia in pratica è già scomparsa , come questa di anni fa .

    Non solo Campania, in Italia l'allarme pedofilia è ovunque
    Il presidente di Telefono Azzurro: «Il fenomeno è in aumento e riguarda molte aree». Dopo la denuncia del Garante per l’infanzia sugli abusi sessuali in famiglia «elevati a normalità» in alcune aree della Campania, ecco cosa succede a livello nazionale
    Il resto dell'articolo qua .

    Non solo Campania, in Italia l'allarme pedofilia è ovunque - Linkiesta.it
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  3. #713
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    Predefinito Re: Terryes

    Sequestrato carro funebre con salma:
    era senza assicurazione e revisione
    EBOLI - Sequestro senza precedenti. Sigilli a un carro funebre in viaggio da Eboli a Trentinara, con la salma a bordo. L'operazione della polizia municipale è avvenuta questa mattina.
    Il carro funebre senza assicurazione e senza revisione ha prelevato la salma di una signora anziana. La donna era deceduta all'ospedale di Eboli. Un'agenzia di Serre aveva ricevuto l'incarico di trasferirla nel Cilento, a Trentinara.
    Giunto in piazza Mustacchio, il conducente del carro funebre è stato fermato dai caschi bianchi. Dal controllo con il Targa System l'autocarro risultava sprovvisto di assicurazione, di revisione e anche dell'autorizzazione sanitaria per il trasporto della salma.
    Alla rotatoria nei pressi della stazione ferroviaria si è creata una situazione imbarazzante. Decine di automobiilsti in fila hanno seguito la scena. Tolleranza zero, i vigili urbani hanno fatto il loro dovere.
    Il carro funebre fuorilegge è stato trasferito al comando di via Nazionale, nell'ex fabbrica Pezzullo.
    Per il trasporto della salma a Trentinara è stato chiesto l'intervento di un'agenzia funebre di Eboli.
    All'agenzia di Serre, invece, è stata comminata una multa di 849 euro per la mancata assicurazione, di 1.039 euro per l'assenza di autorizzazione sanitaria e di 169 euro per la mancata revisione. Il totale da pagare è di 2.057 euro.
    Il trasbordo della salma tra i due carri funebri è avvenuto presso il comando della polizia municipale di Eboli per evitare scene imbarazzanti ai parenti della donna deceduta.
    https://www.ilmattino.it/salerno/ebo...e-3554726.html

    Würstel e carne in scatola in vendita senza autorizzazioni: maxi multa a Gianturco
    Durante controlli per verifiche sulla tracciabilità di prodotti alimentari messi in vendita sugli scaffali e nei banchi e cella frigo di un esercizio commerciale su via del Tocco, i carabinieri forestali della stazione di Napoli hanno accertato che gli alimenti erano totalmente privi delle etichettature previste dal Regolamento UE (che obbliga gli esercenti a vendere i prodotti importati da paesi extra UE con etichetta indicante paese di origine, ingredienti, modo di conservazione e scadenza).
    Immediato è scattato il sequestro amministrativo di numerose scatole di dolciumi e di würstel e carne in scatola. Comminata la sanzione prevista, da 1.600 a 9.500 euro. Trovata anche carne avicola per 25 kg priva di tutte le indicazioni obbligatorie.
    Nel negozio non c’era nessun documento di provenienza e rintracciabilità e la merce era in vendita senza la dovuta refrigerazione e a contatto con gli agenti atmosferici. Il titolare 40enne è stato segnalato all’autorità giudiziaria.
    https://www.ilmattino.it/napoli/cron...i-3554479.html

    Campania choc, botte alla maestra
    per il rimprovero a bimba di 4 anni
    di Nicola Rosselli
    Picchia la maestra della figlia, che frequenta la scuola materna, perché questa le aveva consigliato di fare le stanghette in un certo modo. Ancora un’aggressione ai danni di una docente. Ancora una volta per motivi banali. Quello che colpisce, questa volta, è che teatro dell’episodio è stata una scuola materna, con bambini che vanno dai tre ai sei anni. La maestra, R.B., 35 anni, alla presenza di altri genitori e di diversi piccoli alunni, è stata sbattuta con la testa contro la parete per diverse volte, tanto che sul posto è stato costretto ad intervenire il personale del 118, mentre nella notte, stante il permanere del dolore al capo, la donna si è rivolta ai sanitari del pronto soccorso dell’ospedale «San Giuseppe Moscati» di Aversa, che hanno escluso conseguenze più gravi. Le colleghe della vittima dell’aggressione sono, comunque, in apprensione perché R.B. potrebbe essere incinta e l’aggressione potrebbe aver causato danni.
    https://www.ilmattino.it/caserta/cam...i-3561084.html

    Napoli, 72enne aggredito da babygang: insulti, pietre e ferite alla testa
    di Alessandro Bottone
    Ancora un episodio di violenza in città. Ancora una volta una “baby gang” scatenata da inutile violenza. Una storia che mette i brividi e che provoca anche tanta rabbia è quella raccontata da un uomo aggredito nella periferia napoletana da un gruppo di ragazzini.
    Il fatto è avvenuto martedi' scorso, 13 febbraio, in prima serata a Barra. Come suo solito, F. porta il suo cane a passeggio nei paraggi del parco di Villa Letizia, zona est di Napoli. Sono tra le 190 e le 20. Vicino al parcheggio della struttura pubblica insiste un gruppo di giovani, anzi giovanissimi. Avranno tra i 13 e i 15 anni stando al racconto della vittima. Mentre il 72enne stava passeggiando in compagnia dell’animale alcuni della banda iniziano a insultarlo. Prese in giro, parolacce, offese varie. L’uomo fa finta di nulla, fa come se non fosse lui il bersaglio del gruppo composto da una ventina di ragazzini. Sempre tenendo stretto tra le dita il guinzaglio dell’amico a quattro zampe, F. si dirige verso il parco cercando di allontanarsi dalla baby gang. Ma non ha modo di farlo: gli si avvicinano in sella al motorino, sfrecciano a tutta velocità per mettergli paura.
    A difenderlo c’era solo il suo cane. In zona insistono numerose abitazioni ma nessuno sembra accorgersi di nulla. F. decide, quindi, di rientrare a casa per evitare il peggio. Pensava che tutto finiva come l’ultima volta quando i giovani si sono fermati allo sfotto' e a qualche parola di troppo. Questa volta non hanno freni. Iniziano a lanciargli contro delle pietre recuperate dal vicino parco che versa in condizioni di assoluto degrado. Lo colpiscono più volte ma, per fortuna, i vestiti evitano ferite o contusioni.
    Non si accontentano. Quando mancano pochi metri dall'abitazione dell'uomo lo accerchiano. Uno di loro, avendo tra le mani un tubicino di ferro recuperato in strada, lo colpisce alla testa, più volte. «Prendi pure il cane» dice, in dialetto, un coetaneo istigando il giovane alla violenza anche contro l’animale. Minuti di vero terrore per l’uomo che inizia a sanguinare copiosamente alla testa. Intanto i giovani si allontanano. F. ha, pero', la lucidità di chiedere aiuto. Compone il numero del 113 sul cellulare. Una volante della Polizia di Stato lo raggiungerà sul posto insieme all’ambulanza. Il personale del 118 presta le prime cure, specie per bloccare il copioso sanguinamento.
    Più tardi al pronto soccorso dell’ospedale Betania di Ponticelli gli viene refertata una “profonda ferita della fronte con lesione della teca cranica e notevole sanguinamento” e altre ferite alla testa. Una prognosi di quattordici giorni. Il giorno dopo l’uomo ha sporto formale denuncia alla stazione dei Carabinieri di Barra per quanto accaduto. Dice di non sapere di altri episodi in zona anche se sottolinea che la zona è particolarmente isolata di sera. Negli ultimi giorni non ha rincontrato nessuno dei suoi aggressori. Difficile riconoscerli perché era buio ed erano in tanti.
    https://www.ilmattino.it/napoli/cron...a-3563018.html

    E' in auto con la ragazza: accoltellato per rapinargli 50 euro e cellulare
    Un trentenne di San Felice a Cancello (Caserta) è stato accoltellato nella notte a Montesarchio (Benevento) all'interno della sua auto dove era in compagnia di una ragazza. Il giovane è ora ricoverato all'ospedale «Rummo» di Benevento dove i medici gli hanno curato le ferite riportate ad un braccio e ad una coscia.
    Secondo una prima ricostruzione, all'improvviso è comparso un uomo che si è avvicinato alla vettura della vittima e l'ha colpita al braccio che teneva al di fuori del finestrino. Quando il trentenne è sceso dall'auto, il suo aggressore lo ha centrato un paio di volte ad una coscia, rubandogli anche 50 euro dopo una colluttazione. Nel frattempo - sempre secondo la denuncia della vittima - è sopraggiunta una seconda persona che si è infilata nel'auto riuscendo a rubare il cellulare ed altro denaro. Impossessatisi del bottino i due aggressori sono fuggiti mentre il trentenne è stato trasportato in ospedale.
    https://www.ilmattino.it/benevento/e...e-3567560.html

    Napoli, in difficoltà dopo la morte del marito: prestito usuraio con tassi del 500%
    Si presentava come un consulente finanziario ma, nei fatti, era un usuraio. E' cosi' che nella sua trappola ha fatto cadere anche una vedova napoletana: in difficoltà economiche, dopo la morte del marito, la donna ha chiesto un prestito di 1400 euro, ignara che avrebbe dovuto pagare tassi del 500%. Un caso, il suo, non l'unico. Al vaglio dei carabinieri ci sarebbero altre 40 probabili vittime. Storia di usura e di violenze, quella scoperta nel quartiere Secondigliano di Napoli.
    E' quando la donna ha mostrato difficoltà nella restituzione dei soldi che l'uomo, un ex consulente finanziario, ha iniziato ad essere violento. Il 41enne, dopo un periodo di attesa, ha aspettato la vedova sotto casa e l'ha fatta salire in macchina: le ha chiesto di firmare dei fogli per chiedere un prestito di 5mila euro e ha minacciato di farle del male se non l'avesse fatto. Non solo, voleva costringere la donna a convincere la figlia a fare lo stesso, in modo da rendere anche lei vittima dell'usura.
    Sono stati i carabinieri della stazione Secondigliano, a bloccarlo in macchina e ad arrestarlo per tentata estorsione ed usura. Durante una perquisizione nella sua abitazione i militari hanno sequestrato un libro di appunti con circa una quarantina di richieste di apertura di prestiti.
    https://www.ilmattino.it/napoli/cron...0-3567056.html

    Sputi e pugni al capotreno: denunciato un 19enne della banda
    L'episodio si è verificato il 4 febbraio sul treno cha da Caserta era diretto a Maddaloni. Per lesioni è stato denunciato un 19enne di Maddaloni. Quel giorno viaggiava con il fratello e gli amici.
    Agata Marianna Giannino
    Hanno iniziato con uno sputo. Poi sono partiti i pugni. Era il 4 febbraio scorso. Sul treno che da Caserta era diretto a Maddaloni viaggiava un gruppo di ragazzi.
    Uno di loro improvvisamente decise di azionare il freno di emergenza. Intervenne il capotreno che provo' a bloccare quei giovani mentre tentavano di abbandonare il convoglio. Ebbe la peggio. Dalla banda prima qualcuno gli sputo' contro, poi un altro arrivo' a pestarlo prendendolo a pugni in faccia.
    Le indagini degli agenti della squadra di polizia giudiziaria del Compartimento Polizia Ferroviaria Campania, diretta dal dirigente superiore della Polizia di Stato Luigi Liguori, hanno portato a individuare in un 19enne originario di Maddaloni il presunto responsabile di quell’aggressione. Il giovane è stato denunciato per il reato di lesioni. Quel giorno era in compagnia del fratello e degli amici. Un contributo importante alla sua identificazione lo hanno fornito le telecamere di videosorveglianza, che hanno permesso di lasciare traccia di una parte dell’aggressione. Fondamentali si sono rivelate anche le testimonianze raccolte. Le successive perquisizioni hanno poi permesso agli agenti di rinvenire gli indumenti indossati dall’aggressore.
    L’attenzione degli agenti resta alta sia a bordo dei treni, che nelle stazioni, perchè l’episodio violento di 20 giorni fa non è l’unico che si è consumato lungo la stessa tratta ferroviaria. E giovani, anche minorenni, si sono rivelati ogni volta i presunti autori. Il 19 gennaio scorso un ragazzo fu rapinato tra Caserta e Maddaloni: erano tre gli autori della rapina, poco più che maggiorenni anche loro, individuati pochi giorni dopo dagli investigatori della Polfer e denunciati all’autorità giudiziaria. Una settimana dopo, il 27 gennaio, quattro malviventi rapinarono tre coetanei a bordo di un treno in procinto di giungere nella stazione Fs di Napoli Centrale: si è poi scoperto che erano tutti di origine campana e poco più che ventenni. In tre furono bloccati, arrestati in flagranza di reato e condotti nel carcere di Poggioreale a Napoli. Il quarto componente, F.A., in quell’occasione riusci' a fuggire, nel frattempo metteva a segno altre tre rapine, sempre sulla stessa tratta Napoli/Caserta tra il 5 e il 7 febbraio, finché gli uomini del Compartimento Polfer non lo rintracciarono sottoponendolo a fermo. Nei suoi confronti, stamattina, gli agenti della Polfer hanno dato esecuzione all’ordinanza che applica a F.A. la misura cautelare della custodia in carcere, emessa dal Gip presso il Tribunale di Napoli Nord.
    Sputi e pugni al capotreno: denunciato un 19enne della banda

    Ruba i cavi elettrici delle torri faro
    del centro commerciale Campania
    In più di una circostanza, ignoti avevano rubato i cavi di alta tensione che alimentano le torri faro che illuminano i parcheggi del centro commerciale Campania.
    Intensificati i controlli, attraverso le telecamere di sicurezza, il personale di vigilanza ha notato un individuo che, dopo aver aperto un tombino d’ispezione, stava asportando i cavi elettrici. Due addetti alla vigilanza intervenuti per bloccare l’uomo sono stati aggrediti e colpiti dal malfattore con gli arnesi da scasso in suo possesso. Subito dopo sono giunti i carabinieri della stazione di Marcianise, nel frattempo allertati, che hanno bloccato e arrestato Romualdo Chiavazzo, classe 1964, di Afragola.
    https://www.ilmattino.it/caserta/fur...a-3556435.html

    “Furbetti del cartellino” al Comune di Acerra, 40 condanne
    I 40 ricorreranno in appello con la verosimile ipotesi il reato cada in prescrizione
    L'inchiesta “Fuori dal comune”, che coinvolgeva 62 presunti “furbetti del cartellino” dipendenti del Comune di Acerra, è giunta al suo primo grado di giudizio al tribunale di Nola.
    Iniziata nel 2013, l'indagine ha portato a 22 assoluzioni e 40 condanne. Per le persone riconosciute colpevoli, le condanne sono tra gli 8 ed i 10 mesi di carcere (pena sospesa) e multe tra i 400 e gli 800 euro. La sospensione per quattro imputati è stata concessa a patto che lavorino per 10 giorni gratis per sei ore settimanali. Tutti pagheranno, oltre alle spese processuali ed al risarcimento stabilito, anche 5mila euro come spese sostenute dal Comune di Acerra.
    I 40 condannati presenteranno ricorso in appello: verosimile l'ipotesi che il reato cada in prescrizione.
    ?Furbetti del cartellino? al Comune di Acerra, 40 condanne

    Napoli violenta, 22enne accoltellato al volto e al torace: «Aggredito da sconosciuti»
    di Melina Chiapparino
    Si è presentato in ospedale sanguinante e con numerose ferite sul corpo e al volto, il 22enne napoletano che ieri è stato soccorso al Loreto Mare. L’uomo, ha riferito di essere stato aggredito nei pressi della Calata ponte di Casanova, a pochi passi da piazza Nazionale, da un gruppetto di persone che non conosceva ma il suo racconto è al vaglio delle forze dell’ordine.
    L’episodio sarebbe accaduto intorno alle 20 di ieri e, nonostante la vittima abbia tentato di difendersi ed evitare i fendenti, gli aggressori sono riusciti a colpirlo al torace, ai glutei, in faccia ed alla nuca. I medici del nosocomio in via Vespucci hanno suturato le ferite più profonde, comprese quelle sulla cute, assicurandosi che non vi fossero lesioni agli organi interni e refertato il giovane con una prognosi di 15 giorni.
    https://www.ilmattino.it/napoli/cron...e-3556768.html

    Camorrista in cella con due telefoni: era nel reparto di alta sicurezza
    Due telefoni cellulari sono stati trovati nel carcere di Avellino. A darne notizia è Donato Capece, segretario generale del sindacato autonomo polizia penitenziaria Sappe. «I cellulari sono stati trovati all’interno di una cella occupata da un detenuto imputato del reato di associazione camorristica e mafiosa, nel reparto alta sicurezza. Il tutto è stato ritirato e segnalato ai superiori uffici dipartimentali e regionali nonchè all'autorità giudiziaria. Al dipartimento dell'amministrazione penitenziaria chiediamo interventi concreti come, ad esempio, la dotazione ai reparti di polizia penitenziaria di adeguata strumentazione tecnologica per contrastare l'indebito uso di telefoni cellulari o altra strumentazione elettronica» dice ancora Capece.
    «Il rinvenimento è avvenuto - aggiunge il sindacalista - grazie all'attenzione, allo scrupolo ed alla professionalità di personale di polizia penitenziaria in servizio, che nei giorni scorsi aveva trovato e sequestrato altri tre telefoni cellulari».
    https://www.ilmattino.it/avellino/ca...a-3567304.html

    Caserta, esorcismi e violenze sessuali: arrestato un sacerdote
    Il prete era già stato sospeso dalla funzioni religiose dal vescovo di Aversa dopo il servizio de Le Iene sulla bambina di 13 anni esorcizzata
    Marianna Di Piazza
    Don Michele Barone, sacerdote casertano di 42 anni, è stato arrestato con l'accusa di aver compiuto "medievali e brutali riti esorcisti" che culminavano in violenze sessuali su numerose donne.
    Ai domiciliari sono finiti i genitori della ragazzina e un dirigente della polizia, amico del sacerdote, che aveva provato a frenare le indagini della polizia.
    Le Iene hanno raccolto la denuncia di una ragazza che voleva salvare la sorellina 13enne dagli esorcismi del sacerdote. La famiglia della minorenne invece di far visitare la figlia da un medico specialista l'aveva sottoposta agli esorcismi di don Michele, sacerdote di Casapesenna e noto frequentatore di salotti televisivi come opinionista. Alla base della presunta possessione da parte del demonio ci sarebbe l'omosessualità della sorella, che ha raccontato la vicenda alla Iena Gaetano Pecoraro e documentato con una telecamera nascosta le condizioni in cui viveva la sorella minore.
    Il caso non riguarderebbe pero' solo la ragazzina, ma numerose altre donne. Secondo la procura don Michele Barone avrebbe generato "nelle giovani donne la convinzione di essere possedute dal demonio", sottoponendole cosi' "a trattamenti disumani e profondamente lesivi della loro integrità fisicopsichica, nonché della loro dignità". Inoltre, le vittime sarebbero state costrette a subire numerosi atti sessuali contro la loro volontà.
    Caserta, esorcismi e violenze sessuali: arrestato un sacerdote

    Rapina da un milione di euro al Worthersee: arrestati tre italiani
    E' il 3 novembre dello scorso anno, quando viene commessa una rapina al parcheggio dell’area di servizio di Techelsberg, lungo l’autostrada che da Klagenfurt porta in Italia, costeggiando il Worthersee. Tre uomini armati di pistola si avvicinano a due italiani, che stanno trasferendo due pesanti valigie dal bagagliaio di un’auto a quello di un’altra, un’Audi. Minacciandoli con le armi, si fanno consegnare le valigie e fuggono in direzione dell’Italia. I derubati chiamano la polizia. Riferiscono che i rapinatori sono italiani come loro e sono in grado di fornire agli agenti austriaci il numero di targa dell’auto usata per la fuga.
    Ma guarda che combinazione! Dei rapinatori italiani entrano in Austria e, tra le tante vittime a loro disposizione, scelgono proprio due loro connazionali. Un caso? Nessuna persona di buon senso lo crederebbe. Non ci credono, ovviamente, neppure i poliziotti austriaci, che avviano subito indagini, coinvolgendo la polizia italiana, a cui comunicano la targa dell’auto dei rapinatori e inviano un rapporto sull’accaduto.
    Il caso appare anomalo anche per un’altra circostanza. Dall’Audi dei rapinati saltano fuori le ricevute di prelievi in contanti per oltre un milione di euro effettuati in banche di Bratislava, capitale della Slovacchia. Ma le banconote non ci sono più: si trovavano tutte nelle due valigie che i rapinatori hanno portato con sé.
    La vicenda appare immediatamente sospetta e fa venire in mente operazioni di dubbia legalità. I rapinati – un imprenditore e un pensionato - sono di Brescia e in Slovacchia hanno o dovrebbero avere una fabbrica di pellet. Forse è cosi' o forse è soltanto uno stratagemma di esterovestizione per beneficiare di un regime fiscale più vantaggioso e poter disporre di utili in nero, che ovviamente devono essere riportati in Italia in contanti, anziché con un semplice e più sicuro bonifico bancario, che richiamerebbe pero' l’attenzione della Guardia di Finanza.
    I sospetti sono questi, ma al momento vengono accantonati. Quel 3 novembre l’obiettivo prioritario della polizia austriaca è catturare i rapinatori. Le indagini vengono svolte congiuntamente con la polizia di Brescia e anche in questa occasione si rivela di importanza determinante il ruolo del Centro di cooperazione internazionale di Polizia di Thorl-Maglern, dove operano congiuntamente funzionari delle polizie di Italia, Austria e Slovenia. Della componente italiana è responsabile il commissario Giulio Meddi.
    Il Centro di Thorl-Maglern diventa l’anello di congiunzione tra Klagenfurt e Brescia. Tutti i rapporti, i documenti, le richieste transitano di li', senza formalità e in tempo reale. E' come se non vi fossero due Polizie, di due Stati diversi, a indagare, ma un unico corpo di polizia. Anche gli ostacoli della lingua e delle traduzioni a Thorl-Maglern vengono immediatamente superati.
    E' in questo modo che dopo tre mesi il caso è stato risolto e tre persone sono state arrestate dalla Squadra mobile di Brescia: sono due fratelli palermitani, Mario e Massimiliano Perretta, rispettivamente di 51 e 45 anni, e il loro complice Salvatore Esposito. Questi, da anni vive in Slovacchia, dove era venuto a conoscenza degli ingenti prelievi di denaro dell’imprenditore suo concittadino. Era stato lui il basista della rapina e l’ideatore della trappola all’area di servizio di Techelsberg. Sapeva che i due bresciani avrebbero lasciato in quel parcheggio la loro Audi, per proseguire il viaggio fino a Bratislava sull’auto di un altro italiano. Bastava attendere il loro ritorno, quando avrebbero ripreso l’Audi con le loro valigie cariche di soldi. La traccia che ha portato all’arresto dei rapinatori è venuta dalla targa della loro auto, una Seat Leon, di cui la proprietaria aveva denunciato il furto il giorno stesso della rapina. Ma la “derubata” era una amica dei Perretta. Da lei ai banditi il passo era stato facile. Il denaro, invece, non è stato recuperato.
    Rapina da un milione di euro al Wörthersee: arrestati tre italiani - Austria vicina - Blog - Finegil

  4. #714
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    Predefinito Re: Terryes

    Leghista pugliese cancella “Prima il Nord” da foto corteo. Maroni furioso: la storia della Lega non finisce così
    26 Feb 2018 · 0 Comment



    Un candidato della Lega coordinatore del partito in Puglia, Rossano Sasso, che cancella da una foto del corteo di sabato scorso a Milano una bandiera con la scritta ‘Prima il Nord’ ha fatto inalberare il governatore della Lombardia Roberto Maroni. “La gloriosa storia della Lega Nord non puo’ finire cosi’ e non finira’” ha tuonato sui social ritwittando un messaggio del suo assessore Gianni Fava (che era candidato contro Matteo Salvini a segretario del Carroccio) in cui posta la foto prima e dopo il ritocco con link a Repubblica Bari. “Se si permette a qualche saltafossi dell’ultima ora di rappresentare il movimento annientandone l’essenza politica – ha scritto su Facebook Fava -, allora la cosa diventa ancor piu’ pericolosa. Io continuero’ a dire: Prima il Nord! Io pero’ come tutti sanno non devo chiedere scusa. Io no!”.



    Leghista pugliese cancella "Prima il Nord" da foto corteo. Maroni furioso: la storia della Lega non finisce così | L'Indipendenza Nuova
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
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  5. #715
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    Predefinito Re: Terryes

    Chi semina raccoglie.
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  6. #716
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    Predefinito Re: Terryes

    spero che tutti abbiano preso altri bei soldini €€€ (si... i tanto "odiati" euri)
    altrimenti è difficile spiegare come si possa arrivare ad un "de profundis" di tale dimensione

  7. #717
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    Predefinito Re: Terryes

    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  8. #718
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    Predefinito Re: Terryes

    29 ore di treno per arrivare da Reggio Calabbria a Torino.
    Peccato che sia arrivato.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  9. #719
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    Predefinito Re: Terryes

    In Messico capita questo a tre napoletani .

    Antonio Russo, Raffaele Russo e Vincenzo Cimmino: i tre napoletani rapiti in Messico
    La famiglia, dopo aver aspettato 17 giorni per denunciarne la scomparsa se la prende con la Farnesina che li avrebbe abbandonati. E ieri su Facebook ha pubblicato un video dove Francesco Russo se la prende con un'inviata della trasmissione Rai colpevole di "censurare" le dichiarazioni contro lo Stato italiano
    GIOVANNI DROGO mercoledì 28 febbraio 2018 10:27
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    Raffaele Russo suo figlio Antonio Russo e il nipote Vincenzo Cimmino sono i tre cittadini italiani scomparsi in Messico da quasi un mese. Dal 31 gennaio familiari e amici non hanno più notizie dei tre uomini, di 60, 25 e 29 anni, che al momento della sparizione si trovavano a Tecalitlán, a 600 km ad ovest di Città del Messico. I tre si erano recati in Messico per lavoro, Raffaele Russo faceva il commerciante ambulante di elettrodomestici ed era stato raggiunto dal figlio e dal nipote da qualche giorno. Il primo a scomparire è stato – nel primo pomeriggio del 31 gennaio – proprio Raffaele. Antonio e Vincenzo si sarebbero recati sul punto indicato come ultima posizione dal GPS del suo cellulare ma non lo avrebbero trovato.

    Chi ha rapito i tre cittadini italiani in Messico
    Stando al racconto dei familiari, e ad un messaggio audio inviato dai due su WhatsApp, i due ragazzi sarebbero stati avvicinati ad una pompa di benzina da “diversi poliziotti a bordo di un’auto e due moto, che gli hanno intimato di seguirli”. Successivamente anche i telefoni di Antonio Russo e Vincenzo Cimmino sono stati spenti e la famiglia non è più riuscita a mettersi in contatto con loro. In Messico ci sono anche Daniele e Francesco, due fratelli di Antonio, che hanno provato a mettersi in contatto con l’ufficio di polizia di Tecalitlán sentendosi rispondere che i due erano stati tratti in arresto. Una versione che però è stata successivamente negata dalle autorità messicane. La famiglia non ha ricevuto alcuna richiesta di riscatto mentre il procuratore di Jalisco ha ipotizzato che come movente del rapimento potesse esserci una truffa nella vendita di alcune apparecchiature elettriche. Raffaele Russo avrebbe venduto generatori elettrici prodotti in Cina dicendo che erano di fabbricazioen tedesca. Secondo la procura è possibile che qualcuno non abbia gradito il trucchetto.

    antonio russo raffaele russo vincenzo cimmino napoletani scomparsi messico i fatti vostri - 1



    Secondo un quotidiano locale, il Publimetro, Raffaele Russo era stato arrestato nel 2015 nello stato di Campeche per frode e corruzione e che avrebbe anche in Italia precedenti penali per lo stesso genere di reato. La vicenda non ha avuto nessuno sviluppo rilevante fino alla settimana scorsa quando in Messico la polizia ha arrestato quattro poliziotti, tra cui una donna, che hanno confessato di aver venduto i tre italiani ad una non meglio precisata “banda di criminali”. Non è chiaro se questa banda sia il “Cartel Jalisco Nueva Generacion”, una delle organizzazioni criminali più potenti dello Stato. Si sa solo che dopo essere stati “ceduti” ai malviventi il gruppo si è diretto verso Jilsotlàn. All’appello attualmente manca anche il capo della polizia di Tecalitlàn, Hugo Enrique Martinez Muniz che secondo gli inquirenti avrebbe avuto un ruolo nel sequestro.

    La famiglia Russo: siamo stati abbandonati dallo Stato
    Naturalmente la Farnesia sta seguendo la situazione, ma i familiari dei tre italiani rapiti lamentano di essere stati sostanzialmente abbandonati dallo Stato. La famiglia Russo ritiene infatti che il nostro Paese non si sia adoperato a sufficienza per riportare a casa Raffaele, Antonio e Vincenzo. C’è però da dire che l’allarme è stato lanciato solo 17 giorni dopo la scomparsa, perché – come ha spiegato la famiglia Russo – «Pensavamo fosse un rapimento lampo: avremmo pagato il riscatto per riportarli a casa».

    antonio russo raffaele russo vincenzo cimmino napoletani scomparsi messico i fatti vostri - 3
    Francesco Russo con il microfono de I Fatti Vostri


    La Farnesina però non starebbe condividendo informazioni con la famiglia, ad esempio Francesco Russo ha raccontato di aver saputo dell’arresto dei quattro poliziotti dai quotidiani locali messicani tramite Facebook. Le istituzioni – dice Francesco Russo – hanno abbandonato la famiglia dei tre rapiti. Il figlio di Raffaele Russo rivolge un appello al Presidente della Repubblica e a tutti i politici che in periodo di elezioni si sono dimenticati di suo padre e di suo fratello. La questione è ovviamente delicata, e i familiari dovrebbero capire che bisogna avere pazienza, anche perché se davvero i tre sono finiti nelle mani del Cartello di Jalisco è necessario procedere con la massima cautela e discrezione.

    Francesco Russo contro i Fatti Vostri e l’intervista con il “copione”
    Ma non ci sono solo le responsabilità delle istituzioni e della politica. Francesco Russo ha denunciato su Facebook lo “sciacallaggio” della trasmissione Rai I Fatti Vostri, condotta da Giancarlo Magalli. Una troupe del programma si è recata ieri a casa della famiglia per un’intervista. L’inviata però avrebbe proposto ai Russo un “copione” già scritto da 28 pagine vietando la possibilità di criticare l’operato delle istituzioni e dello Stato. Sulla pagina Facebook Liberate i napoletani in Messico – Libera a los napolitanos en Mexico, gestita dalla famiglia, Russo ha pubblicato un video dove attacca l’inviata che avrebbe voluto fargli “recitare” un’intervista.



    Russo avrebbe voluto invece poter “parlare male” dello Stato e raccontare la loro versione dei fatti. Ma questo non è stato possibile e quindi l’intervista è stata cancellata. Secondo Russo anche l’inviata de I Fatti Vostri “fa parte dello Stato italiano” e dovrebbe tutelare la famiglia e fare l’interesse dei tra connazionali rapiti. Invece, denuncia, avrebbero voluto utilizzare il caso solo per fare audience, senza rispetto per i sentimenti dei familiari che quasi un mese non hanno notizie dei loro cari. Russo, impossessatosi del microfono dell’inviata, ha cacciato via di casa la troupe spiegando che quei “vigliacchi” non lo avrebbero lasciato parlare e criticare l’operato della Farnesina. «Non ci fanno dire quello che vogliamo, vogliono che recitiamo un copione ma non mi chiedono se lo Stato italiano mi sta tutelando» ha concluso Russo.

    antonio russo raffaele russo vincenzo cimmino napoletani scomparsi messico i fatti vostri - 4

    Sempre nella giornata di ieri dalla pagina Facebook la famiglia aveva attaccato anche Striscia La Notizia “colpevole” di andare in Honduras a “cercare prove contro Francesco Monte” (dell’Isola dei Famosi) invece che andare Messico a trovare i tre napoletani scomparsi. A quanto pare la situazione è disperata, ma non seria.

    https://www.nextquotidiano.it/antoni...apiti-messico/

    Ci vedo una sorta di presagio.
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  10. #720
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    Predefinito Re: Terryes

    Lite in famiglia finisce nel sangue: accoltellata in casa dalla sorella
    di Melina Chiapparino
    Una lite tra due sorelle è finita nel sangue e col trasferimento in ospedale di una di loro, ferita al volto. Le donne si trovavano nell'abitazione di famiglia, sulle Rampe Sant' Antonio a Posilipo, quando è scoppiato il litigio ed una delle due ha impugnato un colello da cucina colpendo alla fronte l' altra.
    L' accoltellatrice è comunque in cura presso un centro di igiene mentale e non si tratta del primo episodio di aggressività della paziente che questa mattina, dopo aver ferito la sorella, è stata assistita dal personale sanitario Asl. La vittima è stata soccorsa dall' ambulanza del 118 ed assistita all' ospedale Fatebenefratelli per il taglio riportato sulla fronte. Sul posto sono intervenuti i carabinieri del Nucleo Radiomobile.
    https://www.ilmattino.it/napoli/cron...a-3572631.html

    Ruba porte nella scuola elementare:
    37enne arrestato nel Napoletano
    Vincenzo Ruffano, 37enne di Pomigliano d’Arco già noto alle forze dell'ordine, è stato arrestato dai carabinieri della stazione di Castello di Cisterna mentre, nella notte, stava rubando delle porte d’alluminio dall’istituto Rodari di via Manzoni a Castello di Cisterna.
    La refurtiva è stata recuperata e restituita alla scuola. Ruffano dovrà rispondere di furto aggravato e attende il giudizio con rito direttissimo.
    https://www.ilmattino.it/napoli/cron...e-3572813.html

    Si stacca il portellone, ambulanza fuori uso durante un'emergenza a Napoli
    di Melina Chiapparino
    Il portellone di un' ambulanza si è staccato durante un intervento di emergenza degli operatori del 118. L' episodio è accaduto ieri sera, mentre il pesonale sanitario stava assistendo una paziente con un codice rosso, prelevata nel quartiere Fuorigrotta.
    Improvvisamente la portiera laterale del mezzo di soccorso si è sganciata rendendo impossibie il trasporto della donna. Nel giro di pochi istanti, gli operatori del 118 hanno attivato una procedura urgente per richiamare sul posto la seconda ambulanza necessaria per trasportare la paziente che come i suoi familiari ha vissuto quei minuti di attesa con terrore e angoscia.
    L'intervento di soccorso si è concluso con il trasferimento della donna nel presidio ospedaliero San Paolo, grazie all'impiego del secondo mezzo del 118 ma la vicenda mette nuovamente in luce la scarsa manutenzione dell'autoparco delle ambulanze. «Abbiamo rischiato una tragedia- ha detto Francesco Borrelli, consigliere regionale membro della Commissione Sanità - è una vicenda grave per la quale vogliamo avere risposte chiare perché i mezzi di soccorso devono essere manutenuti con puntualità».
    https://www.ilmattino.it/napoli/cron...a-3569254.html

    «La ruota della mia auto distrutta
    dalle vergognose buche di Napoli»
    Sabato sera. L’orologio segna le 20.00, circa. Via Sponzilli, zona Gianturco, periferia Est di Napoli. Piove. Non tantissimo, in confronto ai giorni di diluvio appena trascorsi. Una macchina percorre la strada imboccata dalla sopraelevata su Via Marina, la strada del mega cantiere, per capirci, quella da mesi in manutenzione. Ma a Via Sponzilli, mezzo chilometro più avanti, la manutenzione è una chimera: la strada è praticamente crollata, ridotta a formaggio fuso dalla pioggia, altro che colabrodo. Basta percorrerla a velocità “cittadina” prendendo in pieno una di quelle voragini al centro della carreggiata, per distruggere completamente la ruota anteriore destra di un’utilitaria. Distrutta. Cerchione compreso. E c’è da ringraziare che non si sia andati a sbattere da qualche parte, un’altra macchina ad esempio. Scendere per controllare cosa sia accaduto è un atto di coraggio, specie se alla guida c’è una donna, se è da sola e se la strada è brutta davvero: davanti c’è il ponte della Circumvesuviana, stazione di Gianturco. Sotto, il sottopassaggio notoriamente allagato in caso di pioggia.
    Intorno, il silenzio interrotto dalle macchine che corrono, quasi incuranti del pericolo che stanno correndo ad attraversare quel macello stradale chiamato “Via”. Chiamare i vigili è la prima cosa che viene in mente. Richiamare, perché la prima volta non ha risposto nessuno. Insistere, parlare con un vigile urbano che l’unica cosa che saprà dire, quasi mortificato è che pattuglie non ce ne stanno, l’ultima disponibile sta presidiando un’altra buca ma alle 22 terminerà il servizio e amen. Dopo la protezione civile cercherà di ripararle alla meglio, consapevole che poi si romperanno di nuovo. Inutile anche fare denuncia: nessuno pagherà quei danni, di certo non il Comune di Napoli e non in tempi umanamente ragionevoli, sicuramente. Quindi, nemmeno a pensarci.
    La seconda telefonata è un familiare: nessuna donna puo' cambiare una ruota distrutta in quella strada, a quell’ora. Una strada che 100mt più avanti è il regno della clientela delle prostitute della zona. Quindi, no, non si puo' restare fuori dall’auto tanto tempo. Quindi, si puo' solo rientrare in macchina, chiudere le sicure e aspettare. Quelle stesse sicure che saranno la salvezza da una cronaca ben peggiore, che impediranno ad un uomo sulla quarantina, cappello in testa e giubbotto chiaro, sceso dalla vesuviana, di aprire la portiera del posto passeggero, nonostante l’averci provato, nonostante i pugni sbattuti sul vetro, per romperlo, nonostante le urla della donna, che pero' nessuno puo' sentire. La macchina non puo' muoversi: davanti c’è un’altra buca, questa segnalata alla meglio, dietro le macchine che corrono e la ruota che è distrutta. A salvarla da una rapina o da ben peggio, l’arrivo fortuito del familiare arrivato in tempo, del fratello che mette in fuga lo sconosciuto. Accade a Napoli. E' accaduto ieri sera, in Via Sponzilli, zona Gianturco, periferia est di Napoli. Cronaca di una serata di ordinario degrado urbano e di straordinaria paura umana.
    https://www.ilmattino.it/napoli/cron...i-3570984.html



    Moda Gomorra, il business dei falsi: sigilli a 23 fabbriche clandestine
    Smantellata dalla guardia di finanza un'associazione a delinquere dedita alla produzione di capi d'abbigliamento e calzature contraffatte. Erano talmente simili agli originali da poter indurre in errore anche l'occhio più esperto. Con l'operazione battezzata «Moda Gomorra», eseguite 12 ordinanze di misure cautelari, sequestrati 5 immobili e posti sigilli a 23 fabbriche clandestine. I finanzieri del Comando Provinciale di Roma, in collaborazione con i «Baschi verdi» del Gruppo Pronto Impiego di Napoli, coordinati dai Sostituti Procuratori presso la Direzione Distrettuale Antimafia partenopea Catello Maresca e Francesco De Falco, sin dalle prime luci dell'alba stanno eseguendo nel capoluogo campano le 12 misure restrittive, 9 arresti domiciliari e 3 obblighi di dimora.
    Le Fiamme Gialle del Gruppo di Fiumicino hanno sequestrato complessivamente circa 500 mila articoli tra calzature, capi di abbigliamento, etichette e tessuti contraffatti dei noti marchi Dolce & Gabbana, Alessandrini, Gucci, Fendi, Liu-Jo, Louis Vuitton, Burberry, Armanie Hogan, tutti di altissima qualità, nonché 313 macchinari di ultima generazione e 36 clichè rinvenuti in laboratori clandestini dislocati a Napoli e provincia.
    Le indagini hanno percorso a ritroso la «filiera del falso», anche grazie all'ausilio di indagini tecniche, cosi' permettendo di ricostruire il traffico illecito, dalla vendita al dettaglio, effettuata sulle piazze e quartieri rionali della Capitale e del sud-Italia, fino ai 23 laboratori clandestini. Il sodalizio, specializzato nel «falso», era composto da 65 soggetti, tutti italiani, tra cui anche 12 donne, dove ognuno aveva un compito ed una professionalità specifica, come ad esempio le sarte, le ricamatrici, i rivettatori, i tagliatori, i trasportatori e gli addetti alle vendite; un sistema ben collaudato che, nel solo periodo di durata delle indagini, ha permesso di accumulare illeciti profitti per oltre 8 milioni di euro. L'associazione a delinquere, spalleggiata anche dai capi di un clan camorristico, aveva ormai il monopolio della produzione di capi e calzature d'eccellenza contraffatti, sbaragliando la stessa concorrenza illecita diventando cosi' i più ricercati e conosciuti nel mondo dei «falsari».
    Grazie alla massiccia produzione, i prezzi, come intuibile, erano assolutamente allettanti per il budget dell'acquirente medio e nella «collezione pirata» si andava, ad esempio, dai 30 euro per il maglioncino Burberry ai 50 euro per gli ultimi modelli di scarpe Hogan Interactive. Sequestrati, inoltre, nella forma «per equivalente» beni immobili, 3 appartamenti e due garage, ubicati nel centro di Napoli, per un valore complessivo di 2 milioni di euro.
    https://www.ilmattino.it/napoli/cron...i-3589224.html

    Napoli, 15enne accoltellata per rapina, identificati i responsabili: hanno 10 e 14 anni
    di Nico Falco
    Sono stati identificati i responsabili della rapina alla ragazzina di 15 anni, ferita con una coltellata intorno alle 20.45 di sabato sera in viale Campi Flegrei. Sono due ragazzini di 14 e 10 anni. Il più grande è figlio di un pregiudicato ritenuto ai vertici di un gruppo criminale della zona e attualmente detenuto insieme al figlio, quest’ultimo arrestato per estorsione; l’altro, quello che ha sferrato il fendente, è figlio di un uomo ritenuto vicino allo stesso gruppo criminale e si era reso responsabile di un episodio analogo qualche mese fa nella stessa zona. I due sono stati identificati dagli investigatori del commissariato di Bagnoli, che hanno avviato le indagini sabato notte, dopo il ferimento della vittima.
    L’aggressione era avvenuta nell’isola pedonale di viale Campi Flegrei, a Bagnoli. Il gruppetto di bulli, tra cui i due denunciati, aveva preso di mira una ragazzina di 14 anni di Cavalleggeri che era insieme ad alcune amiche. Le avevano tirato contro delle bottiglie d’acqua e poi le avevano spintonate e malmenate. Nella ressa alla ragazza era caduto il cellulare, che subito era stato recuperato da uno degli aggressori. Lei aveva provato a farselo restituire, ma inutilmente. Cosi' aveva chiesto aiuto alla sorella di un anno più grande e le aveva raccontato l’accaduto. All’arrivo dell’altra ragazza, anche lei con un’amica, i bulli avevano malmenato anche loro.
    Il ragazzino di 10 anni, con un coltello tra le mani, aveva minacciato anche gli automobilisti di passaggio che si erano fermati vedendo la scena. Quando alcuni passanti erano intervenuti in difesa delle ragazzine, uno degli aggressori le aveva lanciato contro il telefono cellulare. Le due sorelle erano scappate verso la Cumana e, arrivate a Fuorigrotta, si erano rese conto che quella più grande era stata ferita alla coscia. Avevano chiamato i genitori, che le avevano raggiunte in piazza San Vitale e accompagnate al Pronto Soccorso dell’ospedale San Paolo; la ragazza era stata medicata per contusioni varie e la ferita era stata suturata, era stata dimessa con 7 giorni di prognosi. I due ragazzi, identificati dalla Polizia, sono stati denunciati in stato di libertà per tentata rapina aggravata in concorso.
    https://www.ilmattino.it/napoli/cron...i-3587930.html

    Nascoste nella bara 5 pistole cariche: arrestato titolare di agenzia funebre
    All'alba i poliziotti della squadra mobile e del commissariato di Acerra, durante un'attività di controllo. hanno perquisito l'abitazione di Pacilio Salvatore Giordano, acerrano di 49 anni, titolare di un'impresa funebre. La perquisizione domiciliare dava esito negativo, ma i poliziotti hanno esteso i controlli anche alla sede di lavoro del Pacilio. Qui, occultate in una scatola per cialde di caffè posta all’interno di una bara in esposizione, hanno trovato 5 pistole, con caricatori inseriti, alcuni dei quali riforniti di proiettili e 38 cartucce. Il Pacilio non riusciva a dare alcuna spiegazione circa la presenza delle armi le quali venivano tutte sequestrate e poste a disposizione dell’autorità giudiziaria.
    L’uomo veniva arrestato e portato al carcere di Poggioreale. Insieme a Pacilio veniva denunciato in stato di libertà anche il cugino, A.G. 47enne, cootitolare dell’impresa funebre, che durante una perquisizione domiciliare veniva trovato in possesso di un caricatore con all’interno 3 cartucce.
    https://www.ilmattino.it/napoli/cron...e-3582162.html

    Finge di essere stato investito per truffare l'assicurazione: denunciato 50enne
    Finge di essere stato investito da un ciclomotore per intascare i soldi dell'assicurazione. Ma è stato scoperto e denunciato. I carabinieri della Compagnia di Baiano ed in particolare della Stazione di Marzano di Nola hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Avellino un 50enne ritenuto responsabile di falsità ideologica, induzione di pubblico ufficiale a commettere falsità in atto pubblico e simulazione di reato. Il 50enne, con l'intento di truffare il “Fondo Vittime della Strada”, aveva dichiarato ai medici del pronto soccorso dell’ospedale dove si era recato per farsi curare alcune ferite, di essere stato investito da un motorino a Domicella. Tutto falso, l'uomo è stato smascherato e denunciato.
    https://www.ilmattino.it/avellino/fi...e-3585960.html

    Napoletana 35enne gestiva un giro di prostitute e trans in quattro città
    Carabinieri della compagnia di Potenza hanno consegnato avvisi di conclusione delle indagini preliminari a 19 persone indagate, a vario titolo, per associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione e al furto aggravato di energia elettrica nelle province di Potenza, Brindisi, Cosenza e Napoli. L'organizzazione era diretta da una donna di 35 anni, di Napoli, che gestiva appartamenti (affittati da ignari proprietari) situati in diverse città per ospitare donne e transessuali - provenienti nella maggior parte dei casi dal Sud America - che si prostituivano. Le indagini, durate circa dieci mesi lo scorso anno, cominciarono dopo un controllo dei carabinieri in un appartamento in via Messina, a Potenza.
    Le donne, che occupavano ognuna una stanza, utilizzavano energia elettrica grazie ad un allacciamento abusivo. L'arredamento scarno delle stanze, dove vi era solo un letto, fece scattare ulteriori accertamenti, grazie ai quali i militari scoprirono «un vero e proprio via vai dalla palazzina». La donna che gestiva l'organizzazione si faceva dare da 50 euro al giorno a 250-250 euro alla settimane dalle prostitute, assicurando loro qualsiasi tipo di servizio e assistenza (dall'accoglienza alla stazione alla pulizia degli appartamenti alla fornitura di lenzuola e cuscini, agli inserti pubblicitari).
    Il padre della donna, titolare di una busta paga, forniva all'occorrenza «garanzie economiche alla figlia»: quest'ultima aveva anche progettato di riciclare del denaro attraverso la donazione di una villa che il padre avrebbe dovuto fare. Durante le indagini, i carabinieri hanno sequestrato anche un'agenda su cui erano annotati tutti i «debiti» e i pagamenti fatti dalle prostitute, che restavano negli appartamenti al massimo una o due settimane.
    https://www.ilmattino.it/napoli/cron...e-3581591.html


    Salerno, blatte nella cena servita a un paziente in ospedale
    I Nas hanno chiuso la mensa che rifornisce il nosocomio di Battipaglia e altri due ospedali della provincia per gravi carenze igienico-sanitarie
    Luca Romano
    Una blatta nel piatto della cena servita a un paziente: è questa l'orrenda scoperta degli uomini dei Nas durante un controllo all'ospedale "Santa Maria della Speranza" di Battipaglia, in provincia di Salerno.
    I carabinieri del Nucleo anti sofisticazione della città di Ippocrate, racconta la Città di Salerno, hanno risposto a una segnalazione di alcuni degenti del reparto di ortopedia del nosocomio battipagliese. Sabato pomeriggio i militari sono intervenuti e durante l'ispezione ai locali sono state riscontrate diverse irregolarità, fra cui una blatta nel cibo servito ai pazienti.
    Quindi i Nas, in collaborazione con la direzione sanitaria dell'ospedale e la direzione generale dell'Asl provinciale, avrebbero riscontrato anche altre problematiche, dal rinvenimento di escrementi di topo a diverse carenze strutturali. Per questo i militari dell'Arma hanno chiuso la mensa incaricata di cucinare i pasti per il nosocomio di Battipaglia ma anche per gli ospedali di Cava de' Tirreni e per il "Da Procida" di Salerno.
    Salerno, blatte nella cena servita a un paziente in ospedale

    Scambio di cartelle, morte e giallo: si accorgono tardi dello sbaglio
    di Nicola Sorrentino
    NOCERA INFERIORE. Dimesso dall'ospedale per uno scambio di cartelle, viene prelevato dai carabinieri con urgenza quando era già rincasato. Poi muore in reparto, dove era stato ricoverato per qualche giorno dopo essere rientrato al presidio. E' deceduto cosi' Marziano Schiavone, 62enne originario di San Marzano sul Sarno, residente ad Angri, di professione camionista.
    La moglie e l'unico figlio sono stretti nel dolore per quanto accaduto al proprio caro, ma anche pronti a chiedere piena chiarezza agli inquirenti. La denuncia non c'è ancora, ma potrebbe essere presentata a breve, dopo un consulto con un avvocato di fiducia. Sullo sfondo un presunto caso di malasanità, con il pronto soccorso dell'ospedale Umberto I di Nocera Inferiore che - sono ipotesi tutte da accertare da chi eventualmente sarà chiamato ad indagare - avrebbe scambiato per errore le cartelle di due pazienti, dimettendo il 62enne che andava invece ricoverato.
    I fatti si sono consumati all'inizio della settimana. Marziano Schiavone aveva accusato un malore ma si era messo in viaggio per Bari, con il suo camion, per un lavoro. Una volta giunto in città, avrebbe perso i sensi. Soccorso e ripresosi, avrebbe fatto ritorno ad Angri. Insieme al figlio, poi, si era deciso a ricorrere alle cure dell'ospedale, dirigendosi al pronto soccorso dell'Umberto I. Dopo essere stato visitato, l'uomo sarebbe stato invitato a ritornare a casa, non prima della raccomandazione di farsi visitare all'ospedale di Scafati il giorno seguente per una sospetta bronchite. Circostanza tutta da verificare.
    Dopo le dimissioni, in tarda serata, l'ospedale avrebbe preso contezza di aver consultato la cartella di un altro paziente. E non trovando più il signor Schiavone in ospedale, ma un altro paziente, ha allertato i carabinieri. I militari, insieme ad un'ambulanza, sono corsi ad Angri per recuperare il 62enne. Non avendo risposta al citofono, si sono diretti fino all'uscio di casa. L'uomo era apparso preoccupato, convinto persino di essere in stato d'arresto a causa di un incidente che lui stesso avrebbe provocato, senza accorgersene. I carabinieri gli hanno invece spiegato la situazione e con l'ambulanza, dopo averlo adagiato stretto su di una sedia, lo hanno trasferito nuovamente all'Umberto I.
    https://www.ilmattino.it/salerno/sca...o-3569937.html

    Truffe agli anziani, arrestati a Milano 5 trasfertisti napoletani
    Operazione dei carabinieri, portati via oltre 200 mila euro
    Telefonavano ad anziani presentandosi come avvocati o qualche volta un maresciallo dei carabinieri per convincere le vittime a pagare i soldi necessari per aiutare un loro parente coinvolto in un incidente stradale in realtà mai avvenuto: una banda specializzata nelle truffe agli anziani quella sgominata dai carabinieri di Milano.
    In manette sono finiti 5 trasfertisti tra i 21 e i 31 anni di età, tutti originari del Napoletano, accusati di almeno 27 casi di truffa aggravata commessi a Milano tra novembre 2016 e febbraio 2017 ai danni di 24 donne e 4 uomini dai 65 ai 95 anni d'età. Gli arresti, scattati nelle province di Napoli, Parma e in Spagna, sono arrivati al termine di una lunga indagine condotta dal Nucleo Investigativo dei carabinieri Milano: la banda sarebbe riuscita a portare via alle vittime gioielli e preziosi per oltre 200 mila euro.
    I carabinieri hanno identificato i truffatori incrociando i dati delle denunce delle vittime, i cognomi utilizzati dai finti avvocati e i nomi degli addetti alla riscossione erano sempre gli stessi, con i risultati delle attività tecniche sulle utenze telefoniche, anche straniere usate per contattare gli anziani. A confermare le identità sono stati anche i filmati di alcune telecamere di sorveglianza e la localizzazione dei telefonini.
    Il telefonista, dalla Spagna, trovava online, i numeri degli anziani. I truffatori nel fine settimana rientravano a casa nel napoletano per rivendere l'oro e ripartivano il lunedi' mattina verso il nord Italia. Uno degli indagati è in carcere, due sono ai domiciliari, un altro è stato sottoposto all'obbligo di dimora, quello arrestato ad Ibiza è in attesa di estradizione.
    Truffe agli anziani, arrestati a Milano 5 trasfertisti napoletani - Corriere di Siena

    Falsa invalida: con l'inganno casa popolare e pensione, denunciata
    I finanzieri del comando di Napoli, al termine di una complessa attività d’indagine coordinata dalla Procura di Torre Annunziata, hanno eseguito un'ordinanza di sequestro preventivo nei confronti di una pensionata, responsabile del reato di truffa aggravata continuata ai danni dell’Inps. In particolare, al termine dell’attività investigativa suffragata anche da riprese video, i finanzieri del gruppo di Torre Annunziata hanno potuto acclarare come l’indagata - verosimilmente coadiuvata da altri soggetti privati e pubblici ufficiali - simulando un severo deficit della deambulazione con conseguente riduzione dell’autonomia personale, ha indotto la competente commissione sanitaria a ritenere sussistenti i requisiti per il riconoscimento del diritto a percepire la pensione di invalidità e di accompagnamento.
    Inoltre, dagli accertamenti di natura patrimoniale esperiti dalle fiamme gialle, la falsa invalida è risultata proprietaria di molteplici immobili - concessi in locazione - ed anche evasore fiscale per aver omesso di dichiarare 130.000 euro al fisco denunciando solo una parte dei ricavi provenienti dal fitto delle predette proprietà. altresi', attraverso false dichiarazioni, ha indotto anche il comune di residenza a farsi assegnare l’alloggio popolare, a discapito di persone effettivamente bisognose. Al termine del servizio, sono stati sottoposti a sequestro preventivo disponibilità finanziarie e beni immobili fino a concorrenza del rilevante danno erariale procurato alle casse dello Stato, pari ad oltre 72.000 euro. Inoltre alla donna è stato notificato il provvedimento dell’autorità giudiziaria con il quale è stato disposto il rilascio dell’immobile illecitamente occupato, che sarà riconsegnato al comune di Torre Annunziata.
    https://www.ilmattino.it/napoli/cron...a-3579605.html

    Napoli, alla Curia arriva un dossier
    su casi omosessualità di sacerdoti
    di Fausto Gasparroni
    Nel corso di questa settimana, è stato consegnato alla Cancelleria della Curia Arcivescovile di Napoli un dossier, su Cd, di denuncia di casi di omosessualità nei quali sarebbero coinvolti sacerdoti, religiosi e seminaristi di alcune Diocesi italiane. Detto materiale verrà opportunamente esaminato per essere trasmesso alle Diocesi interessate per le eventuali necessarie valutazioni». Fa prevedere sviluppi di un certo clamore la nota diffusa della Curia partenopea, dopo che nei giorni scorsi il sito Gaynews.it aveva riferito appunto che un dossier di 1.200 pagine che svelerebbe una rete 'hot' di preti gay da Roma a Catania le sarebbe stato consegnato a breve. Secondo Gaynews.it, «quotidiano di informazione Lgbt», si parlerebbe di app per incontri e di festini in canonica.
    Il sito aveva riferito che il dossier è stato messo a punto da un giovane escort, che abita a Napoli, già noto alle cronache per aver svelato i presunti traffici di don Luca Morini. Ora il nuovo dossier coinvolgerebbe una sessantina di prelati, diocesani e di ordini religiosi, per lo più campani ma non solo. Secondo il sito Gaynews.it per ognuno di questi preti ci sarebbe una scheda personale e una documentazione allegata anche con screenshot di conversazioni via smartphone. Dopo la conferma della Curia partenopea della ricezione del dossier e le «valutazioni» annunciate, il materiale scottante potrebbe procurare sconquassi. Anticipandone i contenuti, Gaynews.it parlava tra gli altri di un prelato «influente» con tanto di autista, che «paga gli escort con postepay». Di un dirigente diocesano che «si vanta di conoscere Laura Pausini» e utilizza le app per incontri hot. Di un parroco che «organizza gang bang in canonica». Di un monsignore «agli arresti domiciliari con l'accusa di abuso su minore» ma che «organizza indisturbatamente incontri con uomini tramite Grindr», una app di dating. Poi preti in discoteche gay-friendly, frati che organizzano orge in convento, incontri di gruppo con al centro sacerdoti, religiosi e seminaristi dalla doppia vita. Uno scenario inquietante che si addentra in un mondo di cui di tanto in tanto si rileva l'esistenza ma i cui contorni sono ancora avvolti nell'ombra.
    L'omosessualità nella Chiesa non è un problema di oggi. Ad alzare il velo negli ultimi anni era stato anche un prelato come il polacco Krzysztof Charamsa, già segretario aggiunto della Commissione teologica internazionale presso la Congregazione per la dottrina della fede, incarico tenuto in Vaticano fino all'ottobre 2015, quando un clamoroso coming out, insieme al compagno con cui ando' poi a vivere a Barcellona, gli costo' la sospensione "a divinis". Negli ultimi tempi, invece, hanno fatto discutere le rivelazioni, nel libro di Gianluigi Nuzzi «Peccato originale» e in servizi tv delle Iene, su rapporti sessuali gay che sarebbero continuati per anni in Vaticano nel pre-seminario San Pio X, il collegio dei «chierichetti del Papa», facente capo alla diocesi di Como: diocesi che dapprima ha negato i fatti spiegando che gli accertamenti condotti avevano dato esito negativo e poi, dinanzi alle nuove testimonianze, ha invece riaperto le indagini.
    https://www.ilmattino.it/napoli/cron...i-3569204.html

    Slovacchia, fermati sette italiani per l'omicidio del giornalista Jan Kuciak
    Fermati nella notte anche i tre fratelli Bruno, Sebastiano e Antonio Vadalà e il cugino Pietro Caprotta
    Ivan Francese
    Tre uomini italiani sono stati arrestati in Slovacchia durante la notte nell'ambito dell'inchiesta sulla morte del giornalista Jan Kuciak, freddato una settimana fa con un colpo di pistola al petto insieme alla sua fidanzata.
    I due nomi diffusi dalla polizia slovacca - che pero' non ha ancora fatto sapere niente sulle motivazioni del fermo - sono i fratelli Bruno, Sebastiano e Antonio Vadalà e il cugino Pietro Caprotta: il primo abita in una piccola città di confine non lontano dalla frontiera ungherese, in una villetta perquisita durante la notte dagli agenti della polizia di Bratislava. . Fermati anche Diego e Antonio Rodà, 62 e 58 anni, e un secondo Pietro Catroppa.
    Li', in una casa descritta come "una fortezza protetta da cancellate in ferro e telecamere piantata in un'area resenziale altrimenti tranquilla e borghese" hanno fatto irruzione i poliziotti decisi a bloccare "Nino l'Italiano". Secondo alcune ricostruzioni potrebbe esserci un collegamento con l'influenza dei clan calabresi della malavita organizzata, la cui ombra continua ad allungarsi pericolosamente sul delitto di settimana scorsa.
    Slovacchia, fermati sette italiani per l'omicidio del giornalista Jan Kuciak

 

 
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