





sì, un pezzo molto bello devo ammettere...






La minaccia di destabilizzazione dell'Asia Centrale è talmente sentita dalle autorità russe, consce della fragilità del loro immenso ma spopolato paese, che nemmeno nei momenti di maggiore attrito con la NATO, come ad esempio durante la guerra con la Georgia, hanno interrotto o ostacolato la collaborazione logistica con le forze occidentali impegnate in Afghanistan. Ora la Federazione Russa sta riprendendo, a novant'anni dal riconoscimento sovietico dell'indipendenza afghana, una collaborazione bilaterale con il governo di Kabul che, per quanto difficile dopo i disastri della decennale occupazione sovietica, avvantaggerebbe grandemente anche l'Europa, che ha tutto l'interesse affinché l'Afghanistan e l'intera Asia Centrale non cadano preda dell'instabilità e del fanatismo. In questo quadro, le paure di alcuni think tank occidentali (come la Jamestown Foundation) circa un «ritorno della Russia» nello scenario afghano dovrebbero viceversa essere trasformate in vere e proprie opportunità strategiche.
Ragionpolitica - La Russia ritorna in Afghanistan?
Dubito fortemente si verifichi lo scenario finale descritto da Forti.
Molto più facile, a questo punto, lasciar indebolire l'avversario strategico ed occupare delle sfere di potere di potere nel governo di Kabul.
Per cercare di guidare - eventualmente - la linea strategica afgana.
Ad esempio non ho letto nessuna analisi convincente su chi vi sarebbe dietro all'ex braccio destro di Massud. Non penso sia un singolo allo sbaraglio.

