



La questione è semplicemente matematica. Una maggioranza IBC-M5S avrebbe, sì e no, una dozzina di senatori in più rispetto alla soglia necessaria dei 161, il che implicherebbe la necessaria compattezza del PD, roba da fantascienza.
Il PD è nel bel mezzo di una faida interna, e fin quando non sarà risolta non ci sarà alcun segretario che possa parlare a nome del partito, si chiami esso Epifani, Bersani o Mandrake. E visti i numeri risicati, nessuno può garantire un'alleanza col M5S. O, benché meno, le dimissioni di Napolitano.


Ovviamente Napolitano rimarrebbe arbitro unico della sua permanenza al Quirinale.
Del resto solo Leone fu cacciato ingiustamente con una campagna stampa indecente, ai bei tempi in cui era la sinistra a manovrare il ventilatore del fango. Ma allora era cosa buona e santa, in quanto strumento della sinistra moralmente diversa e superiore.
"Io nacqui a debellar tre mali estremi: / tirannide, sofismi, ipocrisia"
IL DISPUTATOR CORTESE
Possono tenersi il loro paradiso.
Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.








Andiamo con fiducia incontro al disastro, allora.
Io Alfano che si ribella non ce lo vedo. E con i pochi transfughi PDL al Senato, un governo che regga alle prove in vista, quelle minime di routine, non mi pare possibile. Di fronte alla Legge di Stabilita' crolla tutto al primo voto di fiducia. IMHO, sia chiaro.
"Io nacqui a debellar tre mali estremi: / tirannide, sofismi, ipocrisia"
IL DISPUTATOR CORTESE
Possono tenersi il loro paradiso.
Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.


mi ricorda un forumista che, avendo qualche obiezione su Grillo, disse
"La mia mamma mi ha detto: ma tu non voti Grillo, voti il movimento"
Frustra fit per plura quod fieri potest per pauciora.



