(New York, 19 novembre 1865 - New York, 30 maggio 1937)

Madison Grant fu un agiato avvocato statunitense, laureatosi all'Università di Yale, con il pallino per la biologia. Era un discendente da parte materna di Jesse De Forest, un calvinista vallone, che nel 1623 reclutò il primo gruppo di coloni che si stabilì nell'allora Nuova Olanda, in Nord America. Da parte di padre, il primo antenato americano fu Richard Treat, decano della Pitminster Church in Inghilterra, che nel 1630 è stato uno dei primi coloni puritani nel New England. Nella linea genealogica di Grant c'è anche Robert Treat Paine, uno dei firmatari della Dichiarazione d'Indipendenza americana.
Nel 1916 pubblicò un celebre libro, The Passing of the Crear Race, uno dei cimeli letterari dell'ideologia razzistica statunitense e mondiale. In questo libro Grant sosteneva che gli Stati Uniti, in particolari i più "nordici" di questo paese, erano messi in pericolo geneticamente dagli immigrati di bassa statura, scuri di pelle ed economicamente poveri, che arrivavano in quantità enormi dall'Europa del Sud e dell'Est. L'unico modo per salvare gli U.S.A. era promulgare leggi per sterilizzarli e/o limitarne l'accesso, incentivando l'immigrazione dalla Gran Bretagna, dalla Scandinavia e da altri paesi del Nord Europa. Nel 1922 divenne Vicepresidente dell' Immigration Restriction League e tenne questa carica fino alla sua morte, nel 1924 fu promulgata una legge sull'immigrazione dal governo di Washington, che proibiva l'entrata nel paese dai Paesi mediterranei e dai Paesi slavi. Grant, forte della sua amoralità capitalistica di stampo giustificazionista e calvinista era favorevole alla soppressione dei malati, dei disabili e di un darwinismo sociale efferato.