













non esisterà più niente
allo stato attuale l'unico modo per ridurre il debito statale senza strozzare l'economia reale è che ad ogni asta intervenga AUTOMATICAMENTE un ente pubblico, la BCE per esempio, acquistando tutta l'emissione ad un tasso simbolico, dello 0.5% poniamo
quindi la riduzione in termini assoluti del debito si crea sostituendo i vecchi titoli al 4-5-6% con nuovi titoli allo 0.5
al termine del quinquennio, cioè a regime, quando tutti i 2000 mld di titoli saranno completamente rimpiazzati, lo Stato risparmierà circa 90 mld ogni anno e con quello potranno investire o tagliare le tasse, il PIL comincerà finalmente a crescere e potrà scendere il rapporto debito/PIL
senza ammazzare l'economia
ma la Germania non vuole
e oltre a lei non lo vuole la tecnofinanza, gli Illuminati, altrimenti come fanno a vivere di rendita finanziaria poi?
CLAUDIA CONTE, TI AMO!




Il fiscal compact dell?Ue mette il cappio alla politica - rivista italiana di geopolitica - Limes
Con Maastricht avevamo perciò un'Europa dell'euro che, immersa nella crescita, convergeva lieta verso valori simili di debito, mentre con il nuovo fiscal compact (il cui vero nome è Treaty on Stability, Coordination and Governance in the Economic and Monetary Union) firmato alla fine del gennaio scorso l'Europa dell'euro converge tristemente verso valori simili di debito con o senza crescita.
La differenza non è da poco. Convergere verso un valore comune di debito/pil potendo avere dei deficit, purché non superiori al 5%, è una cosa. Convergere con dei deficit pari a zero è letteralmente un'altra. I conti pubblici, nel secondo caso, debbono essere “strizzati”. Il punto non è meramente contabile, ma eminentemente politico.
Il fiscal compact di oggi possiamo definirlo come una sorta di “contrazione espansiva”. I deficit pubblici sono ridotti fino ad annullarli. Da una parte cade la domanda per effetto della contrazione fiscale, dall'altra (questa è l'aspettativa) la domanda potrebbe crescere perché torna la fiducia nella tenuta del sistema. Nel breve termine avremo una contrazione (a meno che torni la fiducia), nel più lungo termine avremo un debito pubblico sotto controllo.
La decisione europea di annullare la generazione di debito mette un cappio alle opzioni politiche. In futuro - per una spinta demografica che non può essere arrestata - le spese per sanità e pensioni cresceranno. In assenza di deficit pubblico, o le succitate spese sono messe sotto controllo, oppure si alzano le imposte. Poiché si ha un limite all'innalzamento delle imposte, perché nell'area dell'euro sono già alte, ecco che le spese saranno prima o poi frenate.

