Ribadisco che il conservatore, la destra, non è contro il progresso, non ostacola necessariamente l'evoluzione della società. E contesto anche l'idea che suddetta evoluzione sia opera delle sinistre e perciò da ostacolare a priori. Il conservatore è contrario al "tutto e subito" che da sempre è la bandiera dei movimenti radicali. E' contrario all'idea di rivoluzione, in quanto mutamento improvviso e violento, non a quello di riforma, di gradualismo.
La questione non è che la destra oggi sia diventata "progressista", ma che è la sinistra ad essere diventata "conservatrice". Oggi, tranne pochi scalmanati dei centri sociali nessuno pensa più alla rivoluzione. E non mi venite a dire che quella omosessuale/transgender è una rivoluzione in atto: ci abbiamo messo più di cinquant'anni per metabolizzare la faccenda, dovremmo essere preparati a questi esiti, diamine.





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