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adry571
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Rifiuti tossici e interi palazzi costruiti su discariche abusive, è Gomorra a Milano - Il Fatto Quotidiano
Il corollario di episodi che traducono in fatti l’allarme è vastissimo
. C’è l’hinterland, ma anche la città di Milano con il caso Santa Giulia, area a nord della città, che nella testa del suo proprietario, Luigi Zunino, doveva rappresentare un progetto avvenieristico e che invece si è rivelata una “bomba biologica” stando all’ordinanza dei giudici milanesi che hanno disposto l’arresto del re delle bonifiche Giuseppe Grossi. Bene, anche qui resta fondata l’ombra della ‘ndrangheta
. Tra gli indagati dell’inchiesta c’è infatti Vincenzo Bianchi legale rappresentante della Lucchini e Artoni, azienda leader nel campo dell’ediliza. Nel luglio 2009, la Prefettura emise un’interdittiva antimafia nei confronti dell’azienda che in quel periodo stava lavorando nei cantieri di Porta Nuova
. All’epoca 17 su 22 imprese che lavoravano in subappalto avevano origini crotonesi e pesanti sospetti di legami con la ‘ndrangheta. Poche settimande dopo, però, la Lucchini Artoni riottenne la revoca dell’interdittiva perché dimostrò di aver tagliato ogni rapporto con quelle imprese sospette.
Ma la connection tra mafia e rifiuti alimenta anche buona parte delle cave del Milanese.... C’è ad esempio quella di Bollate, regno del boss latitante Vincenzo Mandalari. Qui la ‘ndrangheta avrebbe trattato rifiuti tossici, come l’amianto, occultandoli dentro profonde buche. Non solo. Il luogo è ritenuto anche punto di incontro tra i boss. Qui è stato visto il narcotrafficante Pasquale Cicala assieme a Rocco Ascone, ras del movimento terra e luogotenenete di Mandalari.
E la politica? Quando non agisce, collabora con i padrini. Emblematica la vicenda di una cava della città brianzola di Desio. Qui a reggere le fila del traffico di rifiuti fino all’estate 2008 è Fortunato Stellitano, uomo vicino alla cosca Iamonte-Moscato di Melito Porto Salvo.
E’ lui che dopo essersi ritrovata la cava sottosequestra, racconta a un compare che per avere il dissequestro “vado a trovare Massimo, non preoccuparti, mi faccio fare lo svincolo da Massimo che è l’assessore all’ambiente ed è a posto, ok?”.
All’epoca Massimo Ponzoni, delfino del governatore Roberto Fomigoni, è assessore regionale all’Ambiente e come tale si occupa delle bonifiche.