



Beh... è quello che dicevo, se non erro. Solo che adesso forse stai confondendo un pochino i concetti fra l'etica innata e socialmente (e ripeto : socialmente) condivisa, fra l'etica assoluta, le leggi, le violazioni di codici e le opinioni religiose.
Lasciando in pace paolo di Tarso e Gesu' ecc.... (se no arriva qualche manicheo che ci abboffa la uallera per una settimana.....) il peccato è la violazione di un precetto religioso. I precetti religiosi si dividono grosso modo in quelli die quali l'ateo se ne fotte e in quegli altri dei quali l'ateo se ne fotte uguale perchè per lui non sono precetti religiosi.
Esempio. I primi, a titolo esemplificativo, sono l'andare in chiesa, santificare le feste, non fornicare ecc... ecc... un ateo se ne sbatte alla grande perchè non crede.
I secondi sono non ammazzare (magari gratis... pero' in guerra si puo' fare o per adeguato compenso...) non dire palle alla Garat, non perchè è peccato, ma perchè diventi una merda per il mondo intero. Non rubare, non afre ad altri quello che non vorrsti fosse fatto a te, non invidiare la macchina o il conto corrente altrui, non dire falsa testimoniaza perchè è da gente di merda ec.c... ecc...
Voglio dire, senza filosofeggiare, che chi ha scritto che "per gli atei mentire non è peccato" ha scritto una cosa giusta ma parziale e fuorviante, alla Travaglio.
E' vero che non è peccato mentire, ma solo perchè l'ateo se ne fotte del peccato, e non mente perchè è una persona per bene.
Se è un pallista bugiardo, alla Garat per capirci, lo è perchè è una persona scarsa, sia se è un credente e sia se è ateo. E' semplicissimo.
Per mia scelta di vita non rispondo a persone idiote, in mala fede, ottuse o volgari, omminicchi e provocatori, presuntuosi e gente senza palle, bugiardi, millantatori, incapaci e psicolabili.


Sul mentire ne vale il vivere in comune....quindi anche un ateo , non dovrebbe mentire.
Sul "ricordati di santificare le feste", mi è venuto in mente il "sabato fascista" e la parata del primo maggio in URSS![]()






Eticamente i lagher erano accettabili perchè il sentire comune germanico di quel periodo diceva che il lagher era un posto dove far lavorare alcune razze inferiori. E l'etica era quella. La morale individuale invece non sempre era anche etica ; per cui c'era quello che riteneva fondatamente giusto (fondatamente perchè era l'etica ufficiale ad ammetterlo) , e c'era quell'altro che invece aveva una morale che confliggeva con l'etica di stato, e magari aiutava gli ebrei a scapapre all'estero.
Oggi tu dici che sono "eticamente inaccettabili", ma non lo erano allora. In guerra fucilare 10 nemici è eticamente giusto. Oggi fucilare 10 nemici, in tempo di pace, non è eticamente giusto. Domani scoppia una guerra col lo stato Pinco, si catturano 10 nemici, e ritorna eticamente corretto fucilarli.
Diciamo che mentre l'etica risente delle leggi, della politica e di tutta la società che la condivide, la morale invece è il rapporto fra te e il tuo intimo, che puo' coincidere o meno con l'etica, ma che definisce la tua "coerenza".
Se domani, per capirci, ritieni che ammazzare una persona sia una cosa immonda, e sei uno dei 10 che deve fucilare il nemico, o rinunci e ti fai fucilare pure tu, oppure metti da parte la tua morale, ti allinei all'etica bellica dle momento, e fucili il nemico.
Per mia scelta di vita non rispondo a persone idiote, in mala fede, ottuse o volgari, omminicchi e provocatori, presuntuosi e gente senza palle, bugiardi, millantatori, incapaci e psicolabili.




Per mia scelta di vita non rispondo a persone idiote, in mala fede, ottuse o volgari, omminicchi e provocatori, presuntuosi e gente senza palle, bugiardi, millantatori, incapaci e psicolabili.