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    Predefinito Re: Il caso Ucraina, giorno per giorno

    Ucraina: le relazioni pericolose tra fascisti e Israele - contropiano.org
    Ucraina: le relazioni pericolose tra fascisti e Israele
    Lunedì, 03 Marzo 2014 09:41 Marco Santopadre 868
    Ucraina: le relazioni pericolose tra fascisti e Israele
    Nelle ultime ore su vari siti di informazione internazionali si sono moltiplicati articoli che denunciano la presenza di agenti – o di ex agenti – israeliani in Piazza Majdan, al fianco delle milizie fasciste di Svoboda e di Pravji Sektor, impegnati nei durissimi scontri con le forze speciali Berkut e le istituzioni governative. Abbiamo aspettato di avere qualche conferma in più e l’abbiamo trovata. Su uno dei più autorevoli quotidiani israeliani, Haaretz.


    Scrive Haaretz (vi riportiamo alcuni stralci dell’articolo che trovate a questo link http://www.haaretz.com/news/world/1.577114 tradotti da noi):


    Chiama le sue truppe "i caschi blu di Maidan", ma il marrone è il colore del copricapo indossato da Delta - il nome di battaglia del comandante di una milizia ebraica che ha partecipato alla rivoluzione ucraina. Sotto il casco, indossa anche una kippah.


    Delta, un ex soldato nato in Ucraina appartenente alle Forze di Difesa Israeliane, giovedì ha parlato a JTA in condizione di anonimato. Ha spiegato come è arrivato a usare le sue abilità di combattimento che ha acquisito nel battaglione di ricognizione Shu'alei Shimshon della brigata Givati di fanteria ​​per conquistare posizioni tra le fila dei combattenti di strada di Kiev. Egli è stato a capo di una forza di 40 uomini e donne - tra cui diversi colleghi veterani dell'esercito israeliano - in violenti scontri con le forze governative.


    Diversi ebrei ucraini, tra cui il rabbino Moshe Azman, uno dei pretendenti nel paese al titolo di rabbino capo, ha confermato l'identità e il ruolo di Delta nella rivoluzione ancora incompiuta.


    Il soprannome di "Caschi Blu", un riferimento alla forza di pace dell'ONU, è nato dopo che l'unità di Delta il mese scorso ha impedito alla folla di incendiare un edificio occupato dalla polizia ucraina. "C'erano decine di agenti all'interno, circondata da 1.200 manifestanti che volevano bruciare vivi", ha ricordato Delta. "Siamo intervenuti e negoziato il loro passaggio sicuro." (…)


    I Caschi Blu comprendono 35 uomini e donne che non sono ebrei, ma che sono guidati da cinque soldati ex-IDF (Forze Israeliane di Difesa), dice Delta, un Ebreo ortodosso trentenne che prega regolarmente nella Sinagoga Brodsky di Azman. Delta ha rifiutato di parlare della sua vita privata.


    Delta, emigrato in Israele nel 1990, è tornato in Ucraina diversi anni fa e ha lavorato come uomo d'affari. Dice che è unito al movimento di protesta come volontario il 30 novembre, dopo aver assistito alla violenza da parte delle forze governative contro i manifestanti e gli studenti. (…)


    Come comandante di plotone, Delta dice che prende ordini da attivisti legati a Svoboda, un partito ultra-nazionalista che è stato spesso accusato di antisemitismo e i cui membri hanno detto di aver avuto posizioni chiave nell'organizzazione delle proteste dell'opposizione.


    "Io non appartengo [a Svoboda], ma prendo ordini da loro. Sanno che sono israeliano, ebreo e un ex soldato dell’Idf. Mi chiamano 'fratello' ", ha detto. "Quello che stanno dicendo su Svoboda è esagerato, lo so per certo. Non mi piacciono perché sono incoerenti, non a causa di [eventuali] problemi di antisemitismo ".


    La posizione dominante di Svoboda nella rivoluzione non è un segreto, secondo Ariel Cohen, un ricercatore presso la Fondazione Heritage con sede a Washington DC. (…)


    Eppure, molti ebrei hanno sostenuto la rivoluzione e hanno partecipato attivamente.


    Volodymyr Groysman, ex sindaco della città di Vinnytsia e vice primo ministro appena nominato per le politiche regionali, è un ebreo.


    "E’ una stronzata. Non ho mai visto una qualsiasi espressione di antisemitismo durante le proteste, e le affermazioni in senso contrario erano parte della ragione per cui mi sono iscritto al movimento" dice Delta.


    Alcuni suoi amici ebrei lo hanno criticato per il fatto che lavora con Svoboda. "Alcuni mi hanno chiesto se invece di 'Shalom' per salutarmi ora devono dire un 'Sieg Heil'. Lo trovo ridicolo" dice. Ma ha molte frustrazioni legate al fatto di essere un outsider. "A volte mi dico 'Cosa stai facendo? Questo non è il vostro esercito. Questo non è nemmeno il tuo paese'”.


    Un ritratto romantico, che spesso spinge sul carattere eroico dell’ex soldato israeliano. Ma che ci rivela, da fonte israeliana, alcune cose interessanti. A Majdan hanno combattuto quelli che pubblicamente vengono definiti come ‘ex soldati’ di Tel Aviv. Non uno, ma cinque, almeno in questo caso. Quanti altri. L’altro elemento interessante è che mentre le autorità ebraiche del paese hanno denunciato numerosi attacchi, aggressioni, attentati contro Sinagoghe e centri culturali da parte delle frange estremiste di destra del movimento di Piazza Majdan, l’eroico combattente in questione utilizza lo spazio su Haaretz per rassicurare l’opinione pubblica israeliana sulle buone intenzioni dei nazionalsocialisti di Svoboda. Una causa che, secondo alcune fonti, stanno perorando anche gli stessi leader dell’estrema destra ucraina. Che se da una parte lanciano appelli agli estremisti islamici tatari e ceceni affinché li aiutino contro il governo russo, dall’altra avrebbero incontrato l’ambasciatore di Israele in Ucraina per tendergli il classico ramoscello d’ulivo. Scrive l’Huffington Post: “Dmitro Yarosh, leader di Settore Destro, si è incontrato con l'ambasciatore di Israele in Ucraina, Reuven Din El, e gli ha detto che il loro movimento rifiuta l'antisemitismo e la xenofobia. Ha detto che i loro obiettivi sono una Ucraina democratica, un governo trasparente, porre fine alla corruzione e concedere pari opportunità per tutti i gruppi etnici”.


    La riunione tra i fascisti di Pravyi Sektor e il rappresentante diplomatico israeliano è confermata da una nota stampa pubblicata dalla stessa ambasciata di Tel Aviv a Kiev.
    Insomma, sembra proprio che Israele stia tessendo pericolose relazioni con i gruppi più oltranzisti della destra ucraina. Mosca negli ultimi tempi ha dato parecchio filo da torcere alla strategia israeliana in Medio Oriente, e la defenestrazione di Yanukovich evidentemente ha fornito se non l’occasione di pareggiare il conto almeno di prendersi una piccola rivincita. Poco importa che le dichiarazioni concilianti dei fascisti ucraini sull’antisemitismo siano solo di facciata, buone solo per tranquillizzare l’opinione pubblica israeliana sul fatto che il proprio governo non collabora con movimenti razzisti e xenofobi. In patria Yarosh e camerati continueranno con i soliti discorsi violentemente razzisti contro tutte le minoranze e contro i russi che abitano le regioni del sud e dell’est della Crimea, e certamente non rinunceranno alla propria tradizionale propaganda antisemita. Ed anzi la moltiplicazione degli attacchi e delle aggressioni nei confronti della comunità ebraica ucraina potrebbero, paradossalmente, fare un ulteriore favore ad Israele, convincendo qualche migliaio di ebrei di Kiev a emigrare nelle colonie ebraiche in Palestina.


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    Ultima modifica di Avanguardia; 04-03-14 alle 01:58
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  2. #102
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    Predefinito Re: Il caso Ucraina, giorno per giorno

    Ucraina: Mosca, con sanzioni via dollaro

    Consigliere economico, a rischio sistema finanziario Usa


    04 marzo


    (ANSA) - MOSCA, 4 MAR - Se gli Usa introdurranno sanzioni contro la Russia, Mosca sarà costretta a lasciare il dollaro per altre valute e creare il proprio sistema di calcolo e pagamenti: lo ha annunciato il consigliere economico del Cremlino, Serghiei Glaziev, citato da Ria Novosti. "Il tentativo di imporre sanzioni alla Russia si trasformerà in un crollo di tutto il sistema finanziario americano, che porterà alla fine del dominio Usa nel sistema finanziario mondiale, ha detto Glaziev.

    http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2014/03/04/Ucraina-Mosca-sanzioni-via-dollaro_10175862.html

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  3. #103
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    Predefinito Re: Il caso Ucraina, giorno per giorno

    UCRAINA: DIES IRAE


    Da Riccardo Seremedi riceviamo e pubblichiamo questa nuova puntata della sua accurata cronaca delle vicende Ucraine: raramente qualcuno si farà carico, specie in Italia, di una ricostruzione così profonda e documentata.
    Si esce dal "sentito dire" e dalla "rimozione" suggestiva dei media e si connettono fatti pubblici ma "oscurati", dichiarazioni ufficiali, inchieste giornalistiche e tracce della diplomazia , collocando gli eventi in uno scenario impressionante.

    DIES IRAE


    Forze oscure e potenti si sono mosse in questi ultimi giorni in Maidan Nezalezhnosti a Kiev e, attraverso i loro sgherri, hanno finalmente disvelato le vere intenzioni che le persone più accorte avevano già compreso.
    Ciò che è realmente in pericolo, oltre all'integrità territoriale di una nazione sovrana, è la possibilità di ponderare un modello di società alternativo al Pensiero Unico imperante, un modello che preveda ancora “l'essere umano” - con i suoi bisogni e aspirazioni – come il fulcro dell'azione politica.
    Dietro ai turpi “Maidan puppets” abbiamo due modi antitetici di vedere il mondo: da un lato c'è Vladimir Putin, l'uomo che ha ricostruito la Russia – dopo che il decennio Eltsin aveva relegato il Paese al rango di protettorato americano, con un manipolo di oligarchi filo-occidentali che saccheggiò metà della ricchezza nazionale – seguendo un modello che privilegia le risorse e il benessere nazionale, non disgiunti da una visione comune e condivisa – e non per questo demodé – della famiglia e della società civile; dall'altro abbiamo il binomio Stati Uniti – Unione Europea, i tedofori del Washington Consensus e delle grandi corporations economico-finanziarie globali – per le quali l'uomo è un mero oggetto-merce funzionale al loro profitto – portatori della retorica dei“diritti cosmetici” e della “famiglia algebrica”.

    CONTINUA>>>> Orizzonte48: UCRAINA: DIES IRAE
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  4. #104
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    Predefinito Re: Il caso Ucraina, giorno per giorno

    Citazione Originariamente Scritto da x_alfo_x Visualizza Messaggio
    UCRAINA: DIES IRAE


    Da Riccardo Seremedi riceviamo e pubblichiamo questa nuova puntata della sua accurata cronaca delle vicende Ucraine: raramente qualcuno si farà carico, specie in Italia, di una ricostruzione così profonda e documentata.
    Si esce dal "sentito dire" e dalla "rimozione" suggestiva dei media e si connettono fatti pubblici ma "oscurati", dichiarazioni ufficiali, inchieste giornalistiche e tracce della diplomazia , collocando gli eventi in uno scenario impressionante.

    DIES IRAE


    Forze oscure e potenti si sono mosse in questi ultimi giorni in Maidan Nezalezhnosti a Kiev e, attraverso i loro sgherri, hanno finalmente disvelato le vere intenzioni che le persone più accorte avevano già compreso.
    Ciò che è realmente in pericolo, oltre all'integrità territoriale di una nazione sovrana, è la possibilità di ponderare un modello di società alternativo al Pensiero Unico imperante, un modello che preveda ancora “l'essere umano” - con i suoi bisogni e aspirazioni – come il fulcro dell'azione politica.
    Dietro ai turpi “Maidan puppets” abbiamo due modi antitetici di vedere il mondo: da un lato c'è Vladimir Putin, l'uomo che ha ricostruito la Russia – dopo che il decennio Eltsin aveva relegato il Paese al rango di protettorato americano, con un manipolo di oligarchi filo-occidentali che saccheggiò metà della ricchezza nazionale – seguendo un modello che privilegia le risorse e il benessere nazionale, non disgiunti da una visione comune e condivisa – e non per questo demodé – della famiglia e della società civile; dall'altro abbiamo il binomio Stati Uniti – Unione Europea, i tedofori del Washington Consensus e delle grandi corporations economico-finanziarie globali – per le quali l'uomo è un mero oggetto-merce funzionale al loro profitto – portatori della retorica dei“diritti cosmetici” e della “famiglia algebrica”.

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    Grazie per quest' ottimo articolo.
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    Predefinito Re: Il caso Ucraina, giorno per giorno

    Ucraian, Russia prepara legge per confisca beni Ue e Usa in caso sanzioni | tiscali.notizie
    Mosca, 5 mar. (TMNews) - La Russia passa al contrattacco sul fronte delle misure economiche che potrebbero scattare nei suoi confronti a causa della crisi ucraina. Il Consiglio della Federazione (il Senato russo) sta preparando una legge che permetterà la confisca di beni, asset e conti di società europee e statunitensi in caso vengano adottate sanzioni contro la Russia. Lo ha riferito all'agenzia Ria Novosti l'autore del progetto di legge, il capo della commissione affari costituzionali Andrei Klishas. La norma riguarderebbe anche compagnie private.
    Secondo il senatore, "qualsiasi sanzione deve essere reciproca".

    05 marzo 2014
    Ultima modifica di Avanguardia; 05-03-14 alle 10:49
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    Predefinito Re: Il caso Ucraina, giorno per giorno

    Operazione Maidan: una bomba nel cuore dell’Europa, Alfonso Piscitelli
    di Alfonso Piscitelli - 05/03/2014

    Fonte: millennivm

    In foto, il Senatore statunitense John McCain sul palco a Kiev a fianco di Oleh Tyahnybok (a destra), leader di Svoboda.
    Il programma da applicare in Ucraina qualora prevalesse il golpe Tymoschenko è stato chiarito da un cablogramma trasmesso nel 2010 dall’ambasciatore americano a Kiev riferito appunto alle misure economiche che l’entourage della Tymoschenko intendeva mettere in atto. Il messaggio privato è stato ora reso noto dal benemerito Julian Assange nei suoi Wikileaks. Esso prevede l’aumento del prezzo del gas (conseguente alla separazione dell’Ucraina dal suo storico retroterra russo), l’aumento del 40% delle tariffe elettriche, il rialzo delle accise sulla benzina, l’aumento dell’età pensionistica; l’abolizione delle tariffe agevolate per gli anziani sui mezzi di trasporto; l’abolizione degli sconti per l’acquisto dei libri di testo e dei buoni pasto per gli studenti; l’abolizione delle esenzioni IVA sui medicinali; ed ancora la privatizzazione delle miniere di carbone.
    Come si vede si tratta del programma estremo di privatizzazioni e di rigore per le popolazioni; lo stesso programma che si è applicato in Italia a più riprese. Ovviamente sarebbe stato difficile presentare alla popolazione ucraina quello che è il vero obiettivo della rivolta, per tale motivo sono stati ingaggiati i gruppi di estrema destra: il loro nazionalismo (o per meglio dire il loro “localismo” dal momento che Russia e Ucraina rivendicano la stessa origine dalla Rus’ di Riurik e Vladimir) sarebbe divenuto il volano della operazione geopolitica.
    Parecchi miliardi sono stati impiegati per preparare l’operazione. I gruppi sono giunti in piazza già armati e desiderosi di far alzare il livello dello scontro dopo essere stati addestrati ed equipaggiati in basi NATO del Baltico. Dicesi – da sempre – strategia della tensione.
    In questo senso i nazionalisti ucraini hanno svolto a Kiev lo stesso ruolo che hanno svolto in Libia, in Egitto e in Siria i fondamentalisti salafiti; nel Caucaso i Ceceni – e forse si apprestano a svolgere oggi i Tartari in Crimea. Senza alcun imbarazzo per la regia palese di Kerry, McCain e Soros.
    Gli obiettivi della “primavera ucraina” sono indubbiamente ambiziosi:

    • Instaurare un governo liberista che metta sotto controllo il territorio ucraino (vedi il capitolo privatizzazioni).
    • Inserire l’Ucraina nella NATO ancor più che nell’euro-zona.
    • Creare una nuova cortina di ferro, generare un clima da nuova guerra fredda per isolare la Russia, ma soprattutto per isolare l’Europa Occidentale dalla Russia, sabotando quel naturale processo di integreazione “strutturale” che dal 1989 si è sviluppato. In questo senso l’operazione ucraina è una vera e propria bomba posta nel cuore dell’Europa. L’Europa autentica, quella dei Popoli.

    Si può dire che i leader della rivolta in piazza sono stati strumentalizzati? Non proprio.
    Svoboda ha tra i capisaldi del suo programma l’ingresso della Ucraina nella NATO.
    Pravi Sector una patente di legittimità dall’ambasciatore israeliano. Israele in questi anni ha ingaggiato una partita a scacchi su più tavoli con la Russia di Putin e intellettuali ad essa legati come Bernard Henry Levi hanno esaltato con toni epici la battaglia di Piazza Maidan per una Ucraina che sia occidentale e liberata dai suoi russi (ovvero dal suo passato storico, dal suo presente economico ed energetico, dal suo ovvio futuro geopolitico).
    Spilna Sprava si è comportata nella maniera più estrema durante le rivolte per far fallire ogni possibilità di pacificazione nazionale tra componente russa e componente ucraina a Kiev.
    I gruppi nazionalisti sono stati così facilmente intruppati perché senza dubbio rimane in Ucraina l’eredità della drammatica storia del Novecento. Si deve aggiungere che se è vero che l’invasione tedesca del 1941 suscitò speranze in una parte della popolazione stanca del sistema comunista è anche vero che tali speranze presto scemarono a causa dell’ottusità con la quale i nazisti dominarono l’Ucraina (ottusità coerente con la concezione razzista che considerava gli slavi come inferiori da sgomberare dalla fertile pianura sarmatica “spazio vitale” del contadinato germanico).
    Oggi gli insorgenti di Kiev si assumono la responsabilità di aver avallato consapevolmente un piano già scritto (quello che si può leggere su Wikileaks): un piano di lacrime e sangue per il popolo ucraino; e di aver assecondato un progetto che colpisce al cuore la prospettiva di una vera integrazione europea.



    Ultima modifica di Avanguardia; 05-03-14 alle 20:25
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  8. #108
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    Predefinito Re: Il caso Ucraina, giorno per giorno

    Ah ah ah, mi vien da ridere sentire i leoni franco-tedeschi ruggire come degli... agnelli!

    L'Europa senza Russia è finita.Perché la Russia E' EUROPA.

    Li voglio vedere i baldanzosi quando Gazprom chiuderà i rubinetti a tutti!!! Collaborazione strategica ed energetica con la Federazione Russa, unica soluzione per un'Europa migliore!!!
    TIOCFAIDH ÁR LÁ
    ╾━╤デ╦︻

    革命无罪,造反有理

  9. #109
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    Predefinito Re: Il caso Ucraina, giorno per giorno

    Questa notizia è molto importante, tanto più perché riportata su tiscali.
    Ucraina, Estonia: confermata telefonata Paet-Ashton su cecchini Kiev | tiscali.notizie
    Roma, 5 mar. (TMNews) - Il ministro degli Esteri estone Urmas Paet ha confermato oggi il contenuto di una conversazione telefonica con l'alto rappresentante della politica estera Ue Catherine Ashton, filtrata alla stampa, nella quale si parlava della questione dei cecchini che hanno sparato sulla folla durante i drammatici avvenimenti del 20 e 21 febbraio a Kiev.
    Il ministro estone degli Affari esteri è vivamente dispiaciuto che questa conversazione con la rappresentante della diplomazia europea, Catherine Ashton, sia filtrata, ma ne conferma l'autenticità", ha dichiarato la portavoce del ministro Minna-Liina Lind.
    Nell'intervista, che ha avuto luogo il 26 febbraio, Paet riferiva dei suoi incontri il 25 febbraio a Kiev e sosteneva che "laggiù pensano che, più che (il presidente deposto Viktor) Yanukovich, dietro ai cecchini ci sia qualcuno della nuova coalizione". E aggiungeva: "E' abbastanza preoccupante che la nuova coalizione non voglia fare un'incghiesta su quel che è accaduto veramente.
    A Paet, Ashton ripondeva: "Io penso che dobbiamo indagare. Non so. Non ho sentito queste cose". Secondo la sua portavoce, Paet ha espresso "preoccupazione per la situazione sul terreno", non ha valutato che "l'opposizione ha partecipato alla violenza".
    (Fonte Afp)

    05 marzo 2014
    Ultima modifica di Avanguardia; 05-03-14 alle 20:44
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  10. #110
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    Predefinito Re: Il caso Ucraina, giorno per giorno

    Citazione Originariamente Scritto da Avanguardia Visualizza Messaggio
    Questa notizia è molto importante, tanto più perché riportata su tiscali.
    Ucraina, Estonia: confermata telefonata Paet-Ashton su cecchini Kiev | tiscali.notizie
    Roma, 5 mar. (TMNews) - Il ministro degli Esteri estone Urmas Paet ha confermato oggi il contenuto di una conversazione telefonica con l'alto rappresentante della politica estera Ue Catherine Ashton, filtrata alla stampa, nella quale si parlava della questione dei cecchini che hanno sparato sulla folla durante i drammatici avvenimenti del 20 e 21 febbraio a Kiev.
    Il ministro estone degli Affari esteri è vivamente dispiaciuto che questa conversazione con la rappresentante della diplomazia europea, Catherine Ashton, sia filtrata, ma ne conferma l'autenticità", ha dichiarato la portavoce del ministro Minna-Liina Lind.
    Nell'intervista, che ha avuto luogo il 26 febbraio, Paet riferiva dei suoi incontri il 25 febbraio a Kiev e sosteneva che "laggiù pensano che, più che (il presidente deposto Viktor) Yanukovich, dietro ai cecchini ci sia qualcuno della nuova coalizione". E aggiungeva: "E' abbastanza preoccupante che la nuova coalizione non voglia fare un'incghiesta su quel che è accaduto veramente.
    A Paet, Ashton ripondeva: "Io penso che dobbiamo indagare. Non so. Non ho sentito queste cose". Secondo la sua portavoce, Paet ha espresso "preoccupazione per la situazione sul terreno", non ha valutato che "l'opposizione ha partecipato alla violenza".
    (Fonte Afp)

    05 marzo 2014
    Abbiamo gente orrenda dietro questi rivoluzionari, non siamo più nel campo dell'umano.
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

 

 
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