









Comunque vedo che facciamo apposta a non comprenderci.
Io dico questo, no?
Appunto perchè la donna per me è un essere prezioso e delicato e con dei limiti oggettivi che io non potrei mai attuare nei suoi confronti comportamenti potenzialmente gretti e sfregianti come ad esempio potrei mettere in in campo di fronte ad un uomo.
Invece i paladini dell'eguaglianza e dell'appiattimento e della mancanza di un ordine ontologico e naturale magari sono i primi che lasciano in subordine le premure e le attenzioni verso il mondo femminile per i loro comodi.
Ultima modifica di Ucci Do; 07-12-13 alle 16:15
se non ci metterai troppo io ti aspetterò tutta la vita...


Infatti l'intensità della subordinazione della donna all'uomo, della moglie al marito, può benissimo variare a seconda delle circostanze di tempo e di luogo. Quello che è fondamentale è la preservazione della distinzione dei ruoli.
D'altronde, vi sono due tipi di subordinazione. Vi è una subordinazione in cui la persona a cui è subordinata l'altra 'utilizza' il subordinato in funzione del proprio interesse individuale. Vi è invece anche un altro tipo di subordinazione, fondata sull'amore e l'aiuto vicendevole, in cui chi è in una posizione di (relativo) primato fa uso della propria posizione non esclusivamente per il proprio interesse, ma per il bene di entrambi.
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).







