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Discussione: Putìn

  1. #1691
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    Predefinito Re: Putìn

    La Russia che resiste
    di A. Terrenzio
    Il rublo riprende quota e, dopo qualche settimana, i velinatori della stampa atlantista, dimentichi di un paese come la Russia, che durante la sua storia ha dovuto subire crisi ben peggiori, toppano ancora e devono rassegnarsi all’evidenza che Putin e la sua classe dirigente sono di ben altro spessore rispetto ai Gorbachev e agli Eltsin, e che l’Orso russo, non si fara’ schiacciare da nessuno.
    La Crisi Ucraina invece, scatenata da un golpe preparato dalla Nato e dalla Cia, ha portato all’elezione dell’oligarca Petro Poroshenko e alla nomina di tre personalita’ indicate direttamente dal Dipartimento di Stato Usa, inserite nei ministeri centrali come Salute ed Economia. Tali investiture sono la prova oramai tangibile ed inoppugnabile del coinvolgimento americano nel governo fantoccio di Kiev. E gli scribacchini o militanti per la “democrazia e i diritti” sul modello occidentale, non sanno piu’ a che santo progressista aggrapparsi, se all’intervento del think tank del Foreign Affairs, Mearsheimer, ripreso qualche mese addietro dalla Stampa, si aggiunge anche quello di George Friedman, importante analista del centro di studi strategici americano Stratford, i quali ammettono, senza mezzi termini, l’errore Usa di aver provocato il golpe di Majdan attraverso l’utilizzo di bande pseudo/naziste, per rovesciare il governo di Yanukovich regolarmente eletto, onde arrivare ad una frattura profonda con Mosca.
    Le conseguenze di cio’ che e’ accaduto e sta accadendo in Ucraina, sono note: mutue sanzioni tra Usa-Ue/Russia che hanno avuto l’effetto di colpire la gia’ precaria economia dei paesi Europei.
    Come si era accennato all’inizio, l’attacco al rublo, doveva avere l’effetto di mettere in ginocchio la Russia, unita al calo vertiginoso del prezzo petrolio, inserita nello scenario della Crisi Ucraina, che e’ ben lontana dal trovare una soluzione pacifica. Tali pressioni sulla Russia, non possono che richiamare alla mente un evidente parallelismo che negli anni 80 segnò la caduta del blocco Sovietico: l’Ucraina come nuovo Afghanistan, il calo del prezzo dell’oro nero (in accordo con le petromonarchie del Golfo), per abbattere la fonte di sostentamento principale dell’economia russa.
    Tuttavia , la storia non si ripete mai due volte allo stesso modo ed i Russi sembrano aver imparato a dovere la lezione, evitando gli errori commessi in passato, attraverso l’acquisto massivo di dollari, di riserve auree (la Russia, e’ stato il primo Paese al mondo quest’anno nella quantita’ di oro acquistato), con la partecipazione alla neonata Banca dei Brics e soprattutto, un’alleanza economico/finanzaria con la Cina, che ha scongiurato l’isolamento internazionale, elementi che uniti all’insostenibilità del modello sociale sovietico e alla poca flessibilita’ produttiva, decretarono la fine dell’Urss.
    Queste constatazioni piu’ immediate, non possono non tener conto della simmetria sullo scacchiere internazionale tracciata da G. La Grassa, su questo blog e della quale non possiamo non riprenderne i concetti fondamentali: “ …In ogni caso, nella fase di multipolarismo – in quanto fase di transizione alla successiva, del tipo di quella esistente tra ‘8 e ‘900 in cui stava declinando l’Inghilterra; una fase simile a quella odierna – vi è ancora una potenza predominante, che tuttavia non riesce più a mantenere una qualche regolazione, un qualche ordine, praticamente in nessuna area mondiale. In un certo senso, essa ha una sfera d’influenza che, in misura maggiore o minore, si estende all’intero globo, ma tale influenza non ha più effetti di controllo regolante, bensì di caos crescente.
    Gli Usa restano il paese ancora predominante, nessuno può al momento considerarli nella fase di ineluttabile e progressivo declino (come nessuno poteva dirlo dell’Inghilterra negli ultimi decenni del XIX secolo), tuttavia non sono più in grado di esercitare una funzione ordinatrice. Del resto, secondo me mostrando una certa flessibilità, non tentano di svolgerla. Fanno il contrario. Hanno di fatto promosso la caduta di regimi nettamente filo-occidentali quali quello egiziano e tunisino; e nemmeno Gheddafi si poneva come antagonista reale, anzi aveva un atteggiamento piuttosto contrario a forze in frizione con l’“occidente” quali quelle dell’Iran, in parte la Turchia, certamente Hamas, ecc.; forze che, non a caso, sono state decisamente favorevoli all’eliminazione del leader libico. Gli Usa hanno anche ammorbidito il loro precedente più che pieno appoggio ad Israele in quanto loro “gendarme” in Medioriente.”
    Come emerge chiaramente da queste considerazioni, gli Usa vedono leso il loro eccezionalismo e non sono più in grado di mantenere una leadership finanziaria e militare globale, come qualche tempo fa.
    Una scenario geopolitico che vede emergere nuove potenze come Cina e Russia, ma è soprattutto quest’ultima che preoccupa Washington, se tutti gli attacchi yankee mirano a distruggerla, con ogni mezzo.
    Ma tali azioni, come il golpe di Majdan, attacchi speculativi, sanzioni e cali artificiosi del petrolio, seppur mettono alla prova la Federazione Russa, d’altra parte mostrano la capacità di Putin e del suo entourage politico, di resistere e ribattere colpo su colpo agli attacchi dell’Occidente a trazione atlantista. Gli ultimi segnali di fine anno, mostrano un particolare dinamismo da parte degli strateghi del Cremlino che alla destabilizzazione dell’ “Americraina”, ”empre più vicina ad una sconsiderata adesione alla Nato, stringono accordi nella progettazione nucleare con paesi come l’Ungheria di Orban, che insieme a Slovacchia e Rep. Ceca, stanno dando segnali di palese insofferenza verso la loro permanenza nella Nato. Se quindi gli Usa vedono nella Polonia e nelle Repubbliche Baltiche i partner adeguati a puntellare l’alleanza Atlantica, con il dispiego di eventuali batterie missilistiche contro Mosca, Putin risponde andando a destabilizzare l’alleanza atlantica nel cuore dell’Europa Centrale. A tali iniziative, vanno aggiunti, come abbiamo gia’ ricordato in articoli precedenti, i rapporti con le destre nazionaliste europee, primo su tutti il FN di Marine Le Pen, il quale ha recentemente dichiarato l’intenzione di voler far uscire la Francia dalla Nato. Inoltre, debbono essere considerati anche altri accordi della Russia con un paese fondamentale nel Mediterraneo e nel Medioriente: la Turchia di Erdogan. Con il potenziamento del gasdotto Blue Stream, in risposta al sabotaggio del South Stream, Mosca esce dall’angolo e si sottrae ai ricatti degli europei.
    Allargando lo spettro dell’analisi oltreoceano riscontriamo quello che da tutto il circo mediatico progressista è stato salutato come il canto del cigno della disastrosa amministrazione Obama: la riapertura delle relazioni diplomatiche con la Cuba di Raul Castro, attraverso il rilascio dei 5 agenti cubani che rappresenterebbe un inizio di disgelo, dopo 55 anni di embargo. Ma questa furbata di Obama è una risposta alla ritrovata centralita’ strategica di Cuba e al suo avvicinamento politico a Mosca (che ha cancellato il suo debito) mentre risulta infondata la notizia, come riportato da Alvise Pozzi sull’ID, di una possibile riapertura della base navale russa di Lourdes.
    L’estremo dinamismo degli scenari globali, sempre piu’ complessi ed articolati, lascia comunque intravedere, un cambiamento di strategia da parte della Russia, non più disposta a subire passivamente le iniziative e gli attacchi dei suoi nemici: Usa in primis, ma anche la Germania della Merkel che attraverso le istituzioni comunitarie e la Nato, sono tese a riportare la Russia al periodo di caos e disgregazione interna, caratteristico degli anni ‘90.
    La Russia, anche attraverso una nuova strategia militare, che vede un riammodernamento dei suoi settori scientifici e militari di punta, non e’ piu’ disposta ad accettare supinamente le prepotenze degli Usa e dei suoi “alleati” Europei, ridotti al vassallaggio economico e militare. In questa direzione essa inaugura una fase storica, dominata dal multilateralismo, che potrebbe durare ancora un paio di decenni, ma che preluderà quasi sicuramente ad una fase policentrica, con relativo abbandono del momento unipolare americano e determinerà una radicale ristrutturazione dei rapporti di forza internazionali; con riflessi economici, strategici e militari, lontani da prospettive pacifiche.
    Conflitti e Strategie » Blog Archive » La Russia che resiste di A. Terrenzio

    Russia ed Egitto si accordano per effettuare transazioni in rubli
    L'Egitto e la Russia possono passare alle transazioni in rubli, come ha dichiarato ai media egiziani il ministro del turismo della Repubblica Araba d'Egitto Hicham Zaazu
    Secondo le sue parole, i due paesi già nel mese di febbraio del 2015 potranno passare all'utilizzo del rublo come unità di pagamento nella sfera turistica ed in quella commerciale in genere.
    Zaazu ha spiegato che è allo studio il meccanismo che permette di liberarsi dall'aggancio al dollaro come valuta finanziaria fondamentale. Le transazioni, secondo quanto previsto, saranno effettuate tramite le banche centrali di Russia ed Egitto.
    Russia ed Egitto si accordano per effuttuare transazioni in rubli - Notizie - Economia - La Voce della Russia


  2. #1692
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    Predefinito Re: Putìn

    PUTIN: NO CORSA ALLE ARMI

    martedì 20 gennaio 2015
    La Russia è in grado di rispondere a qualsiasi sfida proveniente da altri Paesi senza essere trascinata in una costosa corsa agli armamenti. L'ha affermato oggi, secondo quanto riferisce l'agenzia di stampa Interfax, il presidente Vladimir Putin, mentre resta alto il livello della polemica con l'Occidente sulla vicenda ucraina. ''Noi non ci faremo trascinare in una costosa corsa agli armamenti. La Russia non minaccia nessuno e cerca di gestire tutti i punti che possono essere portati al tavolo negoziale. Noi continueremo ad agire in questo modo e manterremo questa politica'', ha detto Putin in una riunione con la Commisisone militare-industriale. ''Noi vediamo altri Stati che apertamente fanno le loro rivendicazioni geopolitiche e non la smettono d'interferire apertamente negli affari interni di stati indipendente, e nel farlo, aumentano e perfezionano i loro arsenali militari'', ha detto ancora Putin. ''Noi - ha aggiunto - possiamo rispondere a questa sfida, senza essere trascinati in una costosa corsa agli armamenti''

    il Nord quotidiano
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  3. #1693
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    Predefinito Re: Putìn

    Intanto un pezzo grosso, il colonnello Mikats, comandante della 93a brigata mecanizzata, uno di "settore destro", è caduto nella rete. È ospite dei brutti, sporchi e cattivi separatizti, e sembra che abbia parecchie cose da dire.
    sklöpp & kanù

  4. #1694
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    Predefinito Re: Putìn

    Ottima notizia.
    Intanto riprendo, per farla notare, la frase di Putìn:
    possiamo rispondere a questa sfida, senza essere trascinati in una costosa corsa agli armamenti
    Possiamo rispondere.
    E senza neppure scomporci troppo.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  5. #1695
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    Predefinito Re: Putìn

    Sono già pronti. Naturalmente gli evoluti euro-nati-cani, credono di trovarsi davanti un allegra compagnia di ubriaconi.
    Poi una mattina trovi, Anatoliy, Radislav e perchè no Irina, che pattugliano le strade, e ti chiedi come diavolo hanno fatto.
    Ultima modifica di Scarpon; 21-01-15 alle 09:44

  6. #1696
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    Predefinito Re: Putìn

    Citazione Originariamente Scritto da Scarpon Visualizza Messaggio
    Sono già pronti. Naturalmente gli evoluti euro-nati-cani, credono di trovarsi davanti un allegra compagnia di ubriaconi.
    Poi una mattina trovi, Anatoliy, Radislav e perchè no Irina, che pattugliano le strade, e ti chiedi come diavolo hanno fatto.
    Pochi terroni tra loro .
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  7. #1697
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    Predefinito Re: Putìn

    Esercito ucraino in ritirata da Donetsk, abbandona l'aeroporto. Ormai, la Novorossia è una realtà. Putin, non ha voluto intervenire direttamente, ma il risultato lo porta a casa. Ma non credo sia finita, a Kiev da qualche giorno sono arrivati "consiglieri" americani, aspettiamoci prossimamente qualche altra cazzata, magari un attacco alla Crimea, o una nuova carneficina a Odessa.

  8. #1698
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    Predefinito Re: Putìn

    Citazione Originariamente Scritto da Scarpon Visualizza Messaggio
    Esercito ucraino in ritirata da Donetsk, abbandona l'aeroporto. Ormai, la Novorossia è una realtà. Putin, non ha voluto intervenire direttamente, ma il risultato lo porta a casa. Ma non credo sia finita, a Kiev da qualche giorno sono arrivati "consiglieri" americani, aspettiamoci prossimamente qualche altra cazzata, magari un attacco alla Crimea, o una nuova carneficina a Odessa.
    Se li arriva un decimo dei cancheri che gli mando , sono finiti .
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  9. #1699
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    Predefinito Re: Putìn

    Ucraina: bombe su fermata del tram a Donetsk, 13 morti

    <img src="/webimages/img_210x145/2015/1/21/15e483317c155db16f729774a12d4a2f.jpg" alt="Filorussi a Donetsk (ANSA)" class="img-rf" width="210" height="145" />Europa.Nelle ultime 24 ore sei militari ucraini sono rimasti uccisi nei combattimenti per l'aeroporto di Donetsk. "Accordo Kiev-Mosca per ritiro armi pesanti"

    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  10. #1700
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    Predefinito Re: Putìn

    Citazione Originariamente Scritto da Scarpon Visualizza Messaggio
    Esercito ucraino in ritirata da Donetsk, abbandona l'aeroporto. Ormai, la Novorossia è una realtà. Putin, non ha voluto intervenire direttamente, ma il risultato lo porta a casa. Ma non credo sia finita, a Kiev da qualche giorno sono arrivati "consiglieri" americani, aspettiamoci prossimamente qualche altra cazzata, magari un attacco alla Crimea, o una nuova carneficina a Odessa.
    Il poro... scenco è arrivato a Davos con un pezzo dell'autobus colpito da una bomba qualche giorno fa. Oltre ad aver detto una gran manica di fesserie (già a Zurigo si era beccato qualche vaffà non proprio amichevole), sembrava Netanyau quando all'ONU agitava il foglio con disegnata la bomba.
    Ma mi chiedo se alla prossima riunione internazionale porterà anche una lamiera dell''autobus bombardato a Donetzk dai suoi soldati.

 

 
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