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Discussione: Putìn

  1. #1801
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    Predefinito Re: Putìn

    Citazione Originariamente Scritto da Halberdier Visualizza Messaggio
    In quel caso nei Paesi di provenienza ci sarebbero moooolti incidenti stradali mortali, suicidi e quant'altro.
    Menagramo!
    Parigi non ti ha insegnato niente?
    Ultima modifica di ventunsettembre; 07-02-15 alle 21:53
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  2. #1802
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    Predefinito Re: Putìn

    Per il resto, tranquillo!
    Adesso il nostro prode eroe va solo dove al massimo espongono due striscioni col vaffanculo.
    E con tutti i giornalai e i poliziotti ben vicini. Giusto per un ulteriore pubblicità e un "varda c'à l'è prope 'n brav fiol. Poareto!"
    Il figlioccio di Roma va ben protetto!
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  3. #1803
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    Predefinito Re: Putìn


    crisi in ucrainaRussia agli Usa, armi a Kiev?
    Conseguenze imprevedibili


    Mondo.Kerry rassicura: 'Nessuna divisione, no ad una soluzione militare'

    Gli amerikani devono urgentemente capire chi sta trattando da posizione di forza.
    E lo devono capire (mi sa che l'hanno già capito) anche gli europei, visto che la guerra la dovrebbero fare loro, secondo i metodi USA degli ultimi anni.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  4. #1804
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    Predefinito Re: Putìn

    RUSSIA: ''SE GLI USA ARMERANNO KIEV CONSEGUENZE IMPREVEDIBILI'' (GUERRA IN EUROPA)

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    8 febbraio - Il piano, discusso a Washington, di fornire armi a Kiev potrebbe avere conseguenze imprevedibili e minare gli sforzi per una soluzione politica alla crisi ucraina: lo ha detto il capo della diplomazia russa, Serghiei Lavrov, incontrando ieri a Monaco il segretario di stato Usa John Kerry, si legge sul Facebook del ministero degli esteri russo. ''L'escalation del confronto sulla crisi ucraina con la pressione delle sanzioni e' priva di prospettiva e Mosca non sacrifichera' mai i suoi interessi nazionali, ma allo stesso tempo la Russia e' pronta ad una cooperazione costruttiva con gli Usa sia a livello bilaterale sia sull'arena internazionale, dove i nostri Paesi rivestono una responsabilita' particolare per la stabilita' globale''
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  5. #1805
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    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  6. #1806
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    Ultima modifica di ventunsettembre; 08-02-15 alle 20:50
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  7. #1807
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    Predefinito Re: Putìn

    Il TurkStream, Dopotutto, forse si farà... (di Maurizio Blondet) - Rischio Calcolato

    Nota di Rischio Calcolato
    : Per una volta non sono d’accordo con il direttore, cioè non sono così ottimista. Io credo che la signora Merkel (con Hollande a fare da soprammobile europeo) sia andata da Putin in un tentativo concordato con l’alleato americano per prendere tempo, e forse per salvare alcune centinaia (migliaia?) di soldati Nato intrappolati nel Domabass. Ad ogni modo sarei felicissimo di sbagliare, anzi non sarei mai stato più felice.
    Questo post è tratto dalla rivista on-line EffediEffe sito di informazione a cui consigliamo caldamente un abbonamento (50€ spesi benissimo).
    __________________
    Comunque ve la raccontino i media in seguito, non c’è dubbio: l’incontro con Putin di Merkel ed Hollande a Mosca è stato una brutta sorpresa per i forsennati di Washington, assetati di guerra. Per capirlo, bastava constatare il mutismo dei media anglo-americani. Non una parola sul New York Times e il Washington Post, non parliamo degli inglesi. Bastava leggere il Ki Post, l’organo della giunta di Kiev: «La missione Merkel Hollande a Mosca è sbagliata», «Kerry ci consegna aria calda di parole mentre Putin consegna carri, missili e truppe». Il segretario di Stato ha portato «la simpatia del popolo americano», ma non l’armamento. Tutto un trasudare di rabbiosa delusione.
    Nelle prossime ore vi diranno che la mossa Merkel-Hollande è stata appoggiata dagli americani, già il duo europeo ha fatto sapere di essersi coordinato con Kerry. Già, come no: un colloquio tanto rigorosamente a tre, da non aver avuto nemmeno la presenza delle rispettive delegazioni, interpreti, diplomatici, il tipo di persone che poi «spifferano» ai giornalisti, e i giornalisti americani sono stati tenuti all’oscuro.
    In qualunque modo ve la medicheranno, è stata la prima volta che s’è rivelata una spaccatura politica e profonda all’interno della NATO fra il padrone e i vassalli: la paura di avere una Libia spaccata, piena di milizie neonazi e super-armate di missili anticarro USA ai confini della Germania, o peggio una guerra occidentale contro la Russia, ha dato alla Merkel il coraggio che non aveva. Hollande ha seguito (forse senza capire, quei due si sono parlati in tedesco). Per la prima volta, s’è mostrato che gli interessi europei divergono da quelli americani in modo fondamentale. E Kerry ha dovuto dire che era d’accordo a soprassedere, per non rendere più evidente la divaricazione dell’alleanza.
    Cinque ore di colloquio, senza orecchie indiscrete, che – per giunta – ha preso come base l’accordo di tregua di Minsk, concepito da Putin a settembre e continuamente violato dalla giunta disperata ed avventurista di Kiev, nella speranza di trascinare nella sua guerra civile la Russia e dunque – al suo fianco – la superpotenza USA: questo piano concepito a tre è poi stato presentato a Poroshenko perché lo accetti. Se questo non è uno scacco diplomatico americano, non so cosa lo sia.
    Certo, la nuova tregua è fragile, i forsennati attueranno qualunque trucco e false flag per mandarla all’aria. Ma intanto riconosce i 1500 chilometri quadrati che i ribelli del Donbass si sono conquistati in più nel contrattacco all’avventuristica spallata di Kiev, propone un’interposizione di Caschi Blu… e in ogni caso ha guadagnato tempo. E il tempo non è a favore della giunta di Kiev: in piena bancarotta, e divorata dalla corruzione, minacciata dalle stesse milizie neonazi che ha alimentato, potrebbe essere costretta alla fuga coi suoi oligarchi e il suo bottino, prima del previsto.
    Accordo fatto tra Gazprom e Turchia

    Il progetto di costruire un secondo gasdotto – oltre a quello già esistente che passa sotto il Mar Nero e affiora sulle coste turche – va avanti, anzi viene precisato, nonostante i bassi prezzi del petrolio. Gazprom e la Botas Petroleum Pipeline Corporation hanno firmato l’accordo relativo. Nel comunicato finale, si dice addirittura che la prima fornitura (15,7 miliardi di metri cubi, interamente destinatial mercato turco) sarà pompata in questo nuovo gasdotto nel dicembre 2016. «Data l’esistenza in funzione della stazione di compressione Russkaya (che serviva per il cancellato SouthStream, ndr) e della maggior parte della rotta offshore della tubatura, si tratta di un termine realistico». Ci sono ancora da determinare di comune accordo «il punto di emersione dal mare, il punto da cui il gas sarà fornito ai consumatori in Turchia, e il punto dove il gas traverserà il confine turco-greco»: dunque è chiara l’intenzione di Gazprom di far arrivare, attraverso la Grecia, il gas ai clienti del Sud Europa : l’Italia che è il più vorace consumatore e la più danneggiata dalla cancellazione del SouthStream, ma ovviamente Serbia, Bulgaria, Romania, Ungheria, Grecia… Dove la delusione europeista sta formando una nuova zona d’influenza moscovita.
    Il prezzo attuale del greggio non rende conveniente questa seconda linea, ma ben si sa che il Cremlino ha una visione ampia, in senso temporale e politico. Quasi certamente il petrolio rincarerà fra un anno o poco più, fornendo di nuovo a Mosca i mezzi per la sua politica estera. Soprattutto, come commenta il sito del Minsitro Lavrov, «entro il 2019 la Russia sarà in grado di consegnare le forniture di gas all’Europa non passando per l’Ucraina». Il potere di ricatto di Kiev consistente nel chiudere i rubinetti o rubare il gas russo, chiunque sia al potere allora, sarà neutralizzato; e la «carta ucraina» in mano agli americani, polacchi, baltici e neocon vari, per minacciare ed aggredire Mosca, diventa una scartina.
    Il vecchio gasdotto e il cancellato SouthStream. Il nuovo ne ricalcherà in parte il tracciato

    Non stupirà apprendere che l’accordo in via di perfezionamento fra Mosca ed Ankara per il secondo gasdotto è stato furiosamente criticato dalle «capitali occidentali». Washington ha urlato che il gasdotto ha«solo uno scopo politico» (eh già). Il commissario europoide Maros Sefcovic ha lamentato: «La decisione russa di fornire l’intero ammontare del gas attraverso la Turchia invece che attraverso l’Ucraina è un colpo all’immagine di Gazprom come fornitore affidabile».
    Si vede che Sefcovic non ha trovato una scusa migliore. Una simile dichiarazione, comica o da ospedale psichiatrico, merita la definizione che Yanos Varoufakis, il ministro greco, ha dato dell’Unione Europea:

    «Un personale politico inetto, in stato di denegazione della natura sistemica della crisi, persegue politiche che si configurano come bombardamenti a tappeto dell’economia di fiere nazioni europee, allo scopo di salvarle».
    Maurizio Blondet
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  8. #1808
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    Predefinito Re: Putìn

    Qualcuno si sta cagando sotto al pensiero di una guerra nucleare e sta cercando di far ragionare i suoi illuminati caporioni , dubito che avrà successo .
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  9. #1809
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    Predefinito Re: Putìn

    Guerra - Rischio Calcolato
    Guerra

    Di FunnyKing , il 9 febbraio 2015 21 Comment


    Ci siamo, sono ore decisive.
    L’Ucraina sta sferrando un attacco orribile e sanguinoso contro Donetsk a pochi giorni in cui si vorrebbe un negoziato di pace a Minsk, il video qui sotto (fra gli altri) testimonia di una gigantesca esplosione che ha mandato in frantumi i vetri per chilometri nella cittadina martoriata del Dombass.
    Più avanti nella giornata sapremo che cosa il “missile” avrebbe colpito, potrebbe essere una fabbrica chimica la DKZHI.
    Non ci sono dubbi sulla paternità dell’attacco, è la stessa Ucraina a rivendicarlo attraveso doversi “post” sulle pagine facebook di comandanti Ukraini.

    Il gioco di Kiev, appoggiato apertamente dagli Stati Uniti e purtroppo sottobanco dall’Europa è quello di costringere Mosca ad intervenire in forze. In questo caso facendo leva sulla necessità di difendere civili che a tutti gli effetti per Putin sono Russi.
    I segnali preparatori alla guerra ci sono tutti, il più evidente è il comportamento dei nostri media sussidiati, sempre più patetici e prevedibili, sono 72 ore che i telegiornali aprono sulla “crisi” Ucraina dopo averne ignorato le stragi per mesi, in qualche modo la popolazione “occidentale” deve essere preparata all’eventuale inizio del conflitto.
    Ora molto dipenderà dalla reale situazione sul campo, ovvero dalla capacità degli insorti di distruggere il più velocemente possibile le minacce contro la popolazione civile, se ci saranno altre stragi e se sarà chiaro ai Russi che Kiev intende optare per un genocidio l’esercito di Mosca intreverrà con tutta la forza che sarà necessaria. In tutta questa follia mi stupisce l’incapacità degli Europei di capire che i Russi la guerra, fino all’ultimo uomo, sono disposti a farla sul serio e di certo non si fermerebbero all’Ucraina.

  10. #1810
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    Predefinito Re: Putìn

    I segnali preparatori alla guerra ci sono tutti, il più evidente è il comportamento dei nostri media sussidiati, sempre più patetici e prevedibili, sono 72 ore che i telegiornali aprono sulla “crisi” Ucraina dopo averne ignorato le stragi per mesi, in qualche modo la popolazione “occidentale” deve essere preparata all’eventuale inizio del conflitto.
    Stesso discorso vale per il Papa che pare essersi svegliato dal letargo.
    Brutto, bruttissimo segno.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

 

 
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