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Discussione: Putìn

  1. #2211
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    Predefinito Re: Putìn

    Lo spettro di una nuova Maidan aleggia in Ucraina occidentale










    Il fine settimana che si è appena concluso in Ucraina è stato uno dei meno facili per Petro Poroshenko

    Notizia presa dal sito L'Antidiplomatico visita L'Antidiplomatico

    di Eugenio Cipolla

    L’impressionante scena è quella che si vede ogni giorno in Donbass da un anno e mezzo a questa parte: colonne di fumo, raffiche di mitra, auto in fiamme, colpi di artiglieria e uomini incappucciati. Il fine settimana che si è appena concluso in Ucraina è stato uno dei meno facili per Petro Poroshenko da quando è stato eletto presidente. Perché quella scena di guerra si è vista per la prima volta nella parte occidentale del paese, a 1300 km dal Donbass, destando non poca preoccupazione tra gli uomini dell’amministrazione presidenziale dell’ex Repubblica sovietica.

    Mukachevo, città della Transcarpazia a 50 km dal confine ungherese e altrettanti da quello slovacco, è stata teatro di scontri violenti tra le forze dell’ordine e gruppi armati di militanti del Pravij Sektor, il movimento politico guidato da Dmitro Yarosh, accusato da molti di avere simpatie neo-naziste. Il bilancio è pesante: tre morti (tutti militanti del Pravij Sektor), diversi feriti tra poliziotti e semplici civili e un durissimo negoziati durato oltre due giorni, andato a buon fine solo grazie al “provvidenziale” intervento del leader del movimento Yarosh, che ha trattato personalmente con i suoi sottoposti.

    La miccia che ha fatto scoppiare i disordini sembra essere riconducibile alla guerra per il controllo del contrabbando ai confini con Ungheria, Slovacchia e Romania, ma la vicenda ha avuto pesanti ripercussioni politiche, poiché ha sottolineato la fragilità di un’Ucraina che ha dispiegato a est tutti i suoi mezzi, lasciando la parte occidentale del paese nelle mani di bande, gruppi armati e oligarchi locali. «Sono dei banditi», è stato il coro intonato da Zoryan Shkiryak e Sergej Leshchenko, rispettivamente consigliere del ministro dell’Interno, Arsen Avakov, e deputato della Rada. Intervenuto sull’Ukrainska Pravada, Leshchenko ha detto che quanto visto «ricorda più la Colombia che l’Europa».

    Un altro consigliere di Avakov, Anton Gerashchenko, ha avanzato l’ipotesi di un coinvolgimento del Cremlino nella vicenda. Commentando un video che ritrae una delle scene degli scontri a fuoco, Gerashchenko ha detto che lo scontro «è stato pre-orchestrato al di fuori dell’Ucraina. Forse qualcuno oggi alla Lubjanka e al Cremlino berrà champagne, guardando come gli ucraini si sparano a vicenda». Mosca per il momento ha preferito non replicare, ma fonti bene informate hanno fatto trapelare un certo stupore per le accuse di Kiev, avendo il Cremlino sempre condannato duramente le azioni radicali di gruppi come Pravij Sektor e dei battaglioni di volontari che combattono in Donbass, composti per la maggior parte da militanti del movimento di Yarosh.

    «Noi vogliamo evitare altri spargimenti di sangue – ha scritto Yarosh sulla sua pagina Facebook – tuttavia esortiamo a promuovere la mobilitazione politica a tempo indeterminato fino all'arresto dei responsabili della tragedia, secondo Pravy Sektor, come Mikhail Lano (deputato del Parlamento ucraino) e Viktor Medvedchuk (inviato speciale di Kiev nei negoziati sul Donbass), e fino alle dimissioni di tutto il comando delle forze di sicurezza della regione Transcarpazia e del ministro degli Interni Arsen Avakov». Insomma, il clima politico si è fatto incandescente, portando a galla i rancori e i veleni del palazzo che lo stesso Yarosh, anch’egli deputato, frequenta.

    Intanto domenica prossima si svolgeranno manifestazioni del Pravij Sektor in 17 diverse città dell’Ucraina, tra le quali Kiev (dove è attivo un presidio permanente di fronte il palazzo dell’amministrazione presidenziale), Dnepropetrovsk, Odessa, Ternopil, Mariupol, Kherson, Kramatorsk e Poltava. Oggi sull’autostrada Zhytomyr-Kiev è apparso un checkpoint (per il momento dormiente) presidiato da attivisti del movimento guidato da Yarosh. «E’ probabile che vengano installate altre nostre postazioni, e non solo a Kiev, ma anche in Transcarpazia e altre città dell’Ucraina, se sarà necessario», ha detto Artem Skoropadsky, uno dei portavoce del Pravij Sektor. A Leopoli, culla dell’ultranazionalismo ucraino, le bandiere dell’Unione Europea di molti edifici amministrativi sono state sostituite con altre rosse e nere, con sopra il Tryzurb, il tridente simbolo della nazione. Sono quelle del Pravij Sektor che incomincia a spaventare molti. Lo spettro di una nuova Maidan aleggia in Ucraina occidentale.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  2. #2212
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  3. #2213
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    Predefinito Re: Putìn

    Sanzioni contro Russia: Barclays censura agenzia stampa

    LIBERTÀ | La banca inglese avrebbe, senza fornire spiegazioni, congelato il conto corrente di Rossiya Segodnya, una delle più importati agenzia di informazione del paese.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  4. #2214
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  5. #2215

  6. #2216
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  7. #2217
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    Predefinito Re: Putìn


    Lo sapevo, dai ad un uomo un martello e costui vedrà chiodi da tutte le parti, chiedi ai militari ucraini assistenza per scovare da 6 a 12 miliziani di Pravy Sector in fuga nelle montagne e costoro bombarderanno la foresta con missili guidati, non oso pensare cosa useranno per ammazzare le mosche nelle camerate, un lanciafiamme?
    La dozzina scarsa di miliziani sono i superstiti dello scontro del 12 Luglio scorso a Mukachevo, scontro a base di bombe e mitragliatrici pesanti, tra polizia e questi fascistelli, fuggiti nelle montagne per non consegnarsi.
    Lo scopo era il controllo del contrabbando delle sigarette, in parte destinate al mercato italiano.
    Chissà come saranno contenti i doganieri europei mentre sentono le esplosioni in lontananza., a dieci, quindici chilometri.
    Voglio dire, che razza di patetico imbecille bombarda le montagne per stanare una dozzina di criminali in fuga, a pochi chilometri dal confine europeo?
    Un ufficiale ucraino, avete indovinato.
    Beh, li avete voluti, sostenuti e premete per integrarli nell’Europa , ve li meritate tutti.
    Non oso immaginare come reagirà Dimitry Yarosh, il leader politico dei fuggitivi, alla notizia.
    Una idea ce l’ho già, i loro camerati, del partito Pravy Sector, hanno preso possesso della città di L’Vov, la vecchia Leopoli, ai tempi dell’impero asburgico, con posti di blocco e gruppi di uomini armati che presidiano i palazzi pubblici.
    Pare che i battaglioni controllati da Pravji Sector, ovvero battaglioni corazzati formati da milizie civili, appartenenti ad un partito di estrema destra (molto furbo, , complimenti a solerti politici ucraini), si siano ritirati da fronte, in attesa di istruzioni.

    Il 18 luglio a L’Vov si tiene una bella manifestazione per l’indipendenza, con tanto di bandiera ucraina, un po’ come vedere gli irredentisti veneti che manifestano con il tricolore, ma sono Pazzi, che volete farci.
    I cartelli inneggiano ad una maggiore indipendenza della Galizia, la regione di cui fa parte anche la Transcarpazia bombardata stamattina, “Poroschenko ladro“, “Galizia è Europa“, “basta dare soldi a i ladri di Kiev“…
    Film visto e stravisto.
    Solo che fare una manifestazione del genere nella “democraticissima” Ucraina può portare a una decina di anni di galera, e se si inneggia alla Russia la pena è raddoppiata, per cui le manifestazioni sono da prendersi sul serio, anche se con poca affluenza.
    Non so cosa può succedere, a questo punto, se l’affare s’ingrossa Kiev può mandare altri soldati, già colonne di blindati sono ferme davanti ai posti di blocco in direzione L’Vov.
    Rimane poi l’incognita Ungheria, duecentomila abitanti della Transcarpazia sono di origine ungherese, una robusta minoranza, e il governo di Budapest, adesso capeggiato da quel simpatico tipino di Orban, sforna passaporti a tutti gli ucraini dell’etnia giusta che ne facciano richiesta.
    E già si grida a gran voce che bisogna “difendere i propri concittadini ungheresi”.
    Ricapitolando, Kiev potrebbe mandare i soldati, dando via ad una altra simpatica guerra civile, e l’Ungheria potrebbe inviare “truppe di pace“…
    E nel Donbass?
    Visto che i miliziani di Pravji Sector si stanno allontanando dal fronte, forse per fare un picnic ( per andare a far casino a Kiev , dicono i maligni), e parliamo delle truppe più agguerrite in dotazione allo scalcagnato esercito ucraino, chi rimane decide di bombardare a cappella il centro di Donetsk, ieri, vicino al deposito degli autobus.
    Guardate il video.
    Sembra quasi che vogliano scatenare la risposta furibonda dei separatisti, adesso che sono più deboli.
    Popcorn mode: ON

    I militari ucraini bombardano le montagne della Transcarpazia, a confini tra Polonia e Ungheria... la Terra Dei Pazzi. - Rischio Calcolato | Rischio Calcolato
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  8. #2218
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  9. #2219
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  10. #2220
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    Predefinito Re: Putìn

    Un chiaro segno per capire chi fa fiction .
    A proposito quanti terrons ci sono in Russia rispetto ad altri paesi? La risposta potrebbe essere non banale ma interessante .
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

 

 
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