



Non solo.
Mafia ebraica a Kiev, e loro animali parlanti
Maurizio Blondet
Questa è la storia di Victor Mihaloic Pinchuk e consorte, abile coppia con un patrimonio di 3,8 miliardi di dollari (tutta roba della gente ucraina). L'appoggio politico per gettare l’Ucraina nelle fauci dell’eurocrazia va ovviamente ai manifestanti di piazza Maidn, utili animali parlanti, quello filanotropico agli Elton John Spielberg ed «artisti» londinesi di turno.
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.




In Ucraina hanno arruolato un ex pugile.
Vitali Klitschko: Ucraina sull'orlo della guerra civile: La Voce della Russia
Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.






PressTV - Russia may hit back at KSA for Volgogard attacks
Possibili ritorsioni russe sull’Arabia Saudita per gli attacchi di Volgograd
I servizi segreti russi hanno ora in mano delle solide prove che indicano il diretto coinvolgimento dell’Arabia Saudita nei duplici attacchi terroristici di Volgograd
Negli attacchi ci sono stati 32 morti e più di 100 feriti, la maggior parte civili. Stando ad una qualificata fonte ufficiale russa – citata dalla Fars News Agency – i servizi segreti russi (Federal Security Service o FSB), hanno informato il Presidente Vladimir Putin del ruolo dei Sauditi nei massacri di Volgograd.
La cosa non deve aver sorpreso Putin. Il leader russo era già stato avvisato dal capo dell’intelligence saudita – Principe Bandar Bin Sultan – durante un animato incontro privato di 4 ore nel luglio scorso, che i terroristi appoggiati dai wahabiti e residenti nelle regioni caucasiche russe del nord avrebbero preso di mira le Olimpiadi Invernali di Sochi. I Giochi si apriranno il 7 di febbraio e Volgograd è uno snodo chiave nei trasporti fra Mosca, il sud della Russia e la città residenziale di Sochi, sul Mar Nero, dove si svolgeranno.
Il doppio attentato terroristico con bombe, portato al sistema di trasporti di Volgograd, il 29 e 30 dicembre, è stato quindi un indiscutibile attacco al sistema dell’ospitalità russa per i Giochi. L’atrocità delle morti di donne e bambini ha suscitato il disgusto del Presidente Putin il quale ha dichiarato non esserci giustificazioni di sorta per l’uccisione di civili innocenti, giurando che eliminerà i terroristi dietro ai massacri.
Il che solleva la domanda più importante: «Cosa farà ora che è stato informato che gli autori dei crimini di Volgograd sono legati ai governanti sauditi?». La cosa potrebbe essere fin considerata come un atto di guerra.
Si hanno notizie non confermate che Putin e gli alti gradi dei servizi abbiano già definito i piani per «distruggere l’Arabia Saudita» e per punirla del suo sistematico appoggio al terrorismo su territorio sovietico.
I massacri di Volgograd non sono che gli ultimi di una lunga serie di attacchi terroristici legati agli estremisti residenti nelle zone nord del Caucaso, appoggiati dai Sauditi. Già nello scorso ottobre un attacco suicida portato su un bus a Volgograd aveva causato la morte di 6 persone. Il gruppo ritenuto responsabile degli attacchi è conosciuto come Califfato del Caucaso ed è guidato da Doko Umarov. La maggiore fonte di finanziamenti è l’Arabia Saudita, ed infatti il Califfato del Caucaso sposa la stessa ideologia fondamentalista dei Tafkiri, altro gruppo sponsorizzato dai sauditi ed operante in Siria, Libano, Pakistan, Yemen ed Iraq.
Umarov – che ha la sua base in Cecenia e Daghistan – ha dichiarato pubblicamente che«saranno usati tutti i mezzi possibili per far saltare» i Giochi Olimpici di Sochi. In precedenza, nel 2010 e 2011, gli stessi gruppi avevano portato degli attacchi suicidi al sistema della metropolitana di Mosca, causando dozzine di morti. Questi estremisti del Caucaso è ben noto che abbiano legami con le intelligence militari USA e Saudita.
Non c’è dubbio che dai primi anni ‘90 – successivamente alla caduta dell’Unione Sovietica – Americani e Sauditi abbiano rilocalizzato nei territori del sud della Russia le tattiche usate da Al-Qaeda in Afghanistan. Scopo: destabilizzare Mosca.
Uno degli artefici di questi piani è l’ex capo della Cia, William Casey. Le operazioni segrete americane e saudite hanno poi appiccato il fuoco alle due guerre cecene del 1994-1995 e 1999-2000 ed è da allora che Mosca cerca di spegnere la violenza su larga scala, perpetrata dal Califfato del Caucaso che rimane una grossa fonte di terrorismo e sabotaggio come attesta in modo agghiacciante la vicenda di Volvograd.
La precedente minaccia rivolta a Putin del capo dello spionaggio saudita sul fatto che i Giochi di Sochi fossero a rischio di attacco da parte dei gruppi terroristici di base nel Caucaso... non era dunque una vuota minaccia.
Parole che, in retrospettiva, suonano come un’auto-accusa anche perché Bandar si sarebbe ripetutamente vantato con Putin, dicendo: «Siamo noi che li (i militanti del Caucaso), controlliamo». Il che da una parte implica che l’Arabia Saudita sia in grado di scatenare o trattenere l’azione di questi gruppi terroristici, dall’altra che sia proprio l’Arabia Saudita la responsabile finale di quella serie di crimini verificatisi sul suolo russo negli ultimi 20 anni, l’ultimo dei quali è quello di Volgograd.
Quali siano precisamente le prove acquisite ultimamente dall’intelligence russa, non è dato sapere, ma puntano tutte al coinvolgimento dell’Arabia Saudita nel massacro di Volgograd. Al di là della sbruffonata di Bandar, di prove circostanziali ce ne erano già molte: uno dei suicidi del doppio attacco di Volgograd è stato identificato in Pavel Pechyonkin – 32 anni, di nazionalità russa – che si sarebbe recato in Siria lo scorso anno combattendo nelle fila degli estremisti che cercano di far cadere il governo di Bashar al Assad; estremisti sempre appoggiati dall’Arabia Saudita che ha reclutato molti soggetti di nazionalità russa per realizzare tale cambio di regime. E forse proprio in Siria è stato reclutato l’attentatore di Volgograd.
Se i Russi hanno una prova decisiva della collusione fra Sauditi e terroristi sul loro suolo, c’è anche una forte base legale – ancorata alla dottrina del diritto di autodifesa – per poter agire una ritorsione.
In un secondo incontro fra Bandar e Putin, si racconta che il capo russo abbia detto al saudita con tono fermo che appoggiare il terrorismo è «una spada a doppio taglio» che avrebbe finito per ferire proprio chi la brandisce. Sono anni che l’Arabia Saudita appoggia un terrorismo occulto di Stato, che destabilizza i propri vicini mediorientali come Siria, Libano ed Iraq e. I Sauditi agiscono impuniti al servizio dell’America, così come il sionismo israeliano agisce [impunito] quale associazione criminale imperialista.
Sembra però che ora l’Arabia Saudita abbia fatto ricorso un po’ troppo alla suddetta spada a doppio taglio e sia stata colta con le mani nel sacco nel colpire l’orso sovietico. Siamo sicuri che il Principe Bandar d’ora in avanti farà fare dei controlli speciali, ed ancora più minuziosi, al sottoscocca della sua auto.
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


Mosca accusa 'Manovre' contro Sochi
-- Mondo --
Il Cremlino: 'Alcuni paesi si comportano spudoratamente per screditare i Giochi'
Proviamo ad indovinare quali?
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


Ginevra II aperta da un «esplosivo documento» contro Assad...Dov’è il principe Bandar?
E dove la politica USA sulla Siria?
MAURIZIO BLONDET
Perché l’ambasciatore Ford accusa Bandar di aver provocato una catastrofe mentre il principe-delinquente si trova in «un lungo periodo di riposo» in USA? Intanto si apre la Conferenza di Ginevra II e subito arriva la nuova prova contro Assad per crimini contro l’umanità: la delegazione siriana arriva già con la macchia genocida.
Mi pare stiano tirando la coperta da ogni lato.
Tieni duro, Putìn!
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


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