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Discussione: Putìn

  1. #921
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    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  2. #922
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    Predefinito Re: Putìn

    Speriamo che Scarpon sia riuscito a fuggire da Slovyansk.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  3. #923
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    Predefinito Re: Putìn

    http://rt.com/news/171048-lavrov-ukr...grade-bombing/

    Lavrov: la crisi ucraina ricorda i bombardamenti NATO a Belgrado nel ’99




    Il Ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha dichiarato che Washington dovrebbe sentire il peso della responsabilità per la crisi in Ucraina sottolineando come gli eventi in corso nel Paese ricordino i bombardamenti NATO della Jugoslavia nel 1999.

    «Abbiamo ragione di credere che i principali Paesi europei comprendano la loro responsabilità per ciò che sta accadendo in Ucraina. Vogliamo che anche gli Stati Uniti comprendano appieno questa responsabilità», ha dichiarato Lavrov a Sofia, durante una conferenza congiunta con il Primo Ministro bulgaro Plamen Oresharski.

    Lavrov, che è in Bulgaria per una visita di due giorni, ha invitato i partner internazionali a mettere da parte le loro ambizioni ed a pensare al salvataggio di vite civili nel sud-est dell’Ucraina.

    «Ora dobbiamo pensare a salvare vite umane», ha detto il Ministro russo, sottolineando che il cessate il fuoco nel sud-est dell’Ucraina non dev’essere ritardato in nessun caso o ciò porterebbe a nuove vittime.

    «È nel comune interesse fermare lo spargimento di sangue nel più breve tempo possibile. Non ci possono essere riserve o pretesti per ritardare un immediato cessate il fuoco perché ne stanno pagando il prezzo sempre più persone pacifiche ed innocenti».



    Lavrov ritiene che la tregua contribuirà all’avvio dei negoziati di pace, negoziati che dovranno rispettare i diritti di tutte le regioni del Paese e permettere d’impostare la futura agenda politica per la soluzione della crisi.

    L’accordo raggiunto a Berlino mercoledì scorso tra Germania, Francia, Russia e Ucraina atto ad istituire un Gruppo di Contatto con l’obiettivo di raggiungere un cessate il fuoco incondizionato e di comune accordo non è stato messo in vigore. Secondo il resoconto di Lavrov, la riunione di questo Gruppo, avvenuta domenica, è stata incompleta data l’assenza di rappresentanti della milizia dal sud-est. La milizia si sarebbe rifiutata di lasciare Donetsk durante la repressione militare in atto sulla regione, mentre Kiev ha respinto l’invito a venire a Donetsk per tenere dei colloqui in loco.

    Durante la conferenza stampa a Sofia, il Ministro ha altresì ricordato che gli «eventi in corso in Ucraina ci ricordano Belgrado nel 1999», quando la NATO ha iniziato il suo bombardamento durato 78 giorni senza l’autorizzazione delle Nazioni Unite e contro una nazione sovrana che non costituiva una minaccia per i membri del l’alleanza. 2.000 civili sono morti durante quei devastanti attacchi. La NATO bypassò l’approvazione dell’ONU sotto un pretesto umanitario per «impedire la diffusione dell’instabilità» nel quadro della guerra del Kosovo. Ma l’aggressione causò una catastrofe molto più grande di quello che avrebbe dovuto scongiurare, avendo oltretutto distrutto almeno 40.000 abitazioni.



    Lunedì mattina, durante un’intervista alla bulgara Focus News Agency, Lavrov ha sottolineato che «i princìpi della sovranità di uno Stato e la non ingerenza nei suoi affari interni hanno grande importanza. Oggi, in Europa, non esistono alleanze politico-militari tra loro contrapposte. La creazione di eventuali alleanze è controproducente. Gli eventi in Ucraina lo dimostrano».

    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  4. #924
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  5. #925
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    Predefinito Re: Putìn

    Dove l'Europa rimane se stessa e non è invasa da democristiani si riesce a combinare qualcosa.
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  6. #926
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    Predefinito Re: Putìn

    Le Vere Cause del Massacro in Ucraina - Rischio Calcolato


    Guest Post da Come Don Chisciotte, si noti come le cause vengano da lontano, ovvero anche dalla corruzione e la dabbenaggine di Yanukovyč, in questa storia non esiste solo bianco e nero.
    DI OLGA CETVERIKOVA
    fondsk.ru
    Nel territorio delle Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk continua su vasta scala l’operazione offensiva dell’esercito ucraino. Bombardamenti indiscriminati sugli insediamenti portano nuove vittime tra la popolazione civile. Come risultato dei feroci bombardamenti con l’uso dei “Grad”, “Uragan”, “Smerč” la città di Nykolaivka è stata praticamente rasa al suolo. Risulta impossibile stabilire il numero delle vittime, non ci sono collegamenti con Nykolaivka. I quartieri residenziali di Semyonovka e di Slavyansk sono stati sistematicamente distrutti dal fuoco dell’artiglieria. A Slavyansk sono stati resi inutilizzabili i sistemi di sussistenza, la città è circondata e completamente bloccata. Sparano sulle auto che cercano di fuggire dalla città.
    Le cause del massacro perpetrato nel Donbass non sono ancora state sufficientemente rese note.
    Nel gennaio 2013, sotto la presidenza di Viktor Yanukovyč, la società Royal Dutch Shell ha firmato con il governo ucraino un accordo di 50 anni, a condizioni agevolate, per la spartizione della produzione derivante dallo sfruttamento e dall’estrazione del gas di scisto dei giacimenti di Yuzosk situati al confine delle regioni di Donetsk e Kharkov nella zona petrolifera del Dnepr-Donets. Nel giugno 2014 la direzione della Shell ha confermato che i piani della società sono rimasti immutati: l’inizio dello sfruttamento del giacimento è previsto dopo la de-escalation del conflitto e la stabilizzazione della situazione.
    Secondo l’accordo, le clausole rimarranno strettamente riservate per tutta la durata del contratto. Alla scadenza di questo termine, il governo ucraino non potrà avanzare il diritto di rifiutare la proroga dello stesso contratto, in cui sono indicate le coordinate esatte dell’area stanziata per l’estrazione del gas. Un territorio che si espande su 7.886 kmq, che comprende la città di Slavyansk (situata al centro del giacimento), Izyum, una grossa parte di Kramatorsk, così come centinaia di piccoli insediamenti: Krasnyj Liman, Seversk, Yasnogorka, Kamyševka, ecc.
    Ai sensi dell’art. 37.2 dell’accordo, gli abitanti che risiedono su questo territorio, come da contratto, devono vendere la proprietà della loro terra, in caso di rifiuto, le verrà tolta ​​con la forza a favore di Shell. Tutte le spese della società per l’“appropriazione del territorio”, verranno risarcite dallo Stato ucraino con il ricavato dell’estrazione del gas. Per questo, lo Stato è tenuto a garantire l’accettazione di tutte le necessarie risoluzioni da parte delle autorità locali.
    Altre aziende coinvolte nello sfruttamento del gas di scisto in Ucraina sono: 
- Eurogas Ucraina, che fa parte delle azioni nelle mani della società britannica Mc Callan Oil & Gas (UK) Ltd, di proprietà, a sua volta, dell’americana Euro Gas; 
- Burisma Holdings, nella quale Hunter Biden, figlio del vicepresidente americano, è da poco diventato uno dei membri del consiglio direttivo.
    Il compito principale di coloro che hanno iniziato e continuano l’“operazione anti-terrorismo”, o più semplicemente, la carneficina nel Donbass è stabilire il pieno controllo delle regioni di Donetsk e Lugansk e la totale “bonifica” della sua superficie totale per avviare, senza intoppi, il lavoro di estrazione del gas di scisto (sul territorio, ripulito dalla popolazione, è prevista l’installazione di 80-140 mila pozzi). Ciò significa la distruzione della terra seminabile, la demolizione di impianti industriali, di edifici residenziali, di luoghi di culto, per il mantenimento delle infrastrutture del gas. Per quanto riguarda le “terre nere” locali (l’Ucraina ha il 27% delle “terre nere” di tutto il mondo), si prevede di venderle all’estero. In tempo di pace sarebbe difficile realizzare tutto ciò, ma la guerra copre tutto. La questione principale è ottenere una brusca riduzione del numero della popolazione locale, e lasciare sul territorio dei giacimenti solo le persone necessarie per i lavori di estrazione del gas (il nuovo sindaco di Krasnyj Liman, assegnato da Turčynov dopo la conquista della città da parte delle truppe ucraine, ha già promesso in un prossimo futuro ai residenti locali “nuovi posti di lavoro” al posto del lavoro perso in seguito alla distruzione delle industrie).
    Sopprimere la resistenza degli abitanti di Donetsk e Lugansk e ristabilire il controllo sul territorio, consentirà presto, secondo alcuni esperti, di poter tagliar fuori la Russia da gran parte del mercato europeo del gas. Gli esperti ritengono inoltre, che nell’autunno del 2014 s’inizierà a giocare a “carte scoperte”. È emblematico il fatto che il Segretario generale della NATO Rasmussen, parlando il 20 giugno alla Chatham House di Londra, abbia accusato la Russia di aver complottato per interrompere la produzione di gas di scisto, come, al Congresso degli Stati Uniti, il 1° maggio, sia stato proposto un progetto di legge intitolato “Legge sulla prevenzione delle aggressioni dalla Russia – 2014”.
    Quindi, proprio il desiderio di mantenere il controllo da parte delle grandi corporazioni transnazionali sui giacimenti petroliferi del Dnepr-Donets ha portato alla guerra contro il popolo di Donetsk e Lugansk, una guerra di sterminio. Il massacro di civili e il clima di paura che costringe le persone a lasciare la loro patria per diventare profughi, sono stati i principali strumenti per attuare gli interessi delle multinazionali, per le quali, il potere installatosi a Kiev dopo il colpo di stato, è solo una abbellimento per coprire la grande pulizia etnica della popolazione russa e russofona del Donbass. La vita umana, per gli organizzatori del massacro in corso nel Donbass, non ha nessun significato, per loro non esiste né alcuna legge internazionale né regole di guerra. Alcuni esperti (E. Gilbo) sostengono che è già stato definito quanta popolazione potrà rimanere sul territorio ripulito.
    Il 4 luglio, in un messaggio video apparso su internet, il ministro della Difesa della Repubblica Popolare di Donetsk Igor Strelkov ha dichiarato: “Se la Russia non otterrà un cessate il fuoco, oppure se non inizierà un’operazione di pace, Slavyansk con la sua popolazione di oltre 30 mila abitanti sarà distrutta in una settimana, al massimo due” .
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  7. #927
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    Predefinito Re: Putìn

    http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=6&pg=8267

    Il gregge mediatico all'opera contro Marta Grande sull'Ucraina









    Nel paese la realtà ha superato la sceneggiatura di qualunque film del passato

    Il gregge mediatico ancora in azione. Ad una settimana di distanza dall'intervento di Marta Grande alla Camera - i tempi di reazione degli organi d'"informazione" in Italia sono questi - arriva il solito inutile frastuono sul nulla. Leggiamo in uno, ma è più o meno il solito copia e incolla generale da parte di tutti: "Una performance raccapricciante in perfetto stile complottista, approssimativo, menzognero e protetto solo dalla solita retorica populista che piace tanto ai fedelissimi e «alla gente», della quale Marta Grande è sicuramente una degna rappresentante. Infatti un discorso del genere sarebbe stato perfetto al bancone di un bar, per gli scranni del Parlamento invece non va bene".

    La colpa di Marta Grande? Aver denunciato i crimini commessi dal governo fantoccio di Kiev in Ucraina orientale - anche se "al Parlamento italiano non va bene" farlo - citando erroneamente un'immagine tratta dal backstage di un film russo del 2008 (molto meno raccapricciante di quella che vi abbiamo mostrato all'inizio dell'articolo e di alcune che vi proporremo dopo). Chi conosce la situazione in Ucraina orientale e si documenta sulla repressione in atto contro la popolazione nel sud-est del paese non ha prestato particolare attenzione al riferimento di Marta Grande, avendo in mente le decine di immagini raccapriccianti e video drammatici che provengono da settimane da quel teatro di guerra civile. La realtà del 2014, con a Kiev un governo nato da un colpo di stato spalleggiato da frange neo-naziste e sostenuto da Usa e UE, ha infatti superato di gran lunga gli sceneggiatori di quel film del 2008. Avevamo deciso di non pubblicare in passato le foto dei corpi carbonizzati dopo l'incendio criminale di Odessa del 2 maggio alla Casa dei Sindacati da parte delle forze di Kiev. Confermiamo questa scelta, ne sconsigliamo la visione ad un pubblico particolarmente sensibile e rinviamo tutti gli altri a questo link.

    In Ucraina orientale la realtà ha superato la sceneggiatura di quel film del 2008:









    Il video dell'incendio a Odessa
    .
    Anche qui vale la stessa precauzione fatta in precedenza e ne sconsigliamo la visione a persone particolarmente sensibili.

    La lista di queste immagini e video sui crimini commessi in Ucraina orientale potrebbero proseguire al lungo, ma al gregge mediatico queste informazioni non arrivano o non le considerano meritevoli di essere divulgate alla loro popolazione. Il gregge accusa poi Marta Grande di aver mentito a proposito dei "campi di filtraggio". Il ministro della Difesa ucraina, Mikhail Koval’ nella riunione del Consiglio dei Ministri del 10 giugno, ha annunciato l'istituzione di “speciali campi di filtraggio”, che dovranno permettere di individuare tutti coloro che hanno partecipato alle rivolte nel sud-est del paese, per poi avviare la loro “ridislocazione” in altre zone del paese. Campi dove concentrare i "ribelli" e preparare la loro deportazione.

    Sull'Espresso del 29 giugno Nicolai Lilin scrive:

    "Il nuovo “democratico” governo ucraino sta preparando dei campi di concentramento in cui intende rinchiudere tutti i cittadini del Sud-Est che verranno individuati come terroristi. Spaventa la modalità di selezione di tali criminali, poiché secondo le affermazioni rilasciate alla stampa dal ministro della difesa ucraino Michail Koval, gli abitanti del Donbass saranno “raccolti” in questi “campi di filtraggio” dove, dopo aver separato le donne, gli uomini e i bambini, alcuni “specialisti” dell’esercito ucraino decideranno chi di loro è un terrorista e chi no. Non si parla però di processo. Le basi legali e i metodi con cui intendono operare i militari in queste strutture fanno venire in mente i tristemente famosi campi di sterminio nazisti o i GULAG sovietici. Per ora sono due i campi di concentramento in fase di completamento. Alcuni giornalisti sono riusciti ad entrare in quello che si trova nella cittadina Zhdanovka, sulla strada Frunze numero 3. Il capo cantiere, intervistato dai giornalisti, ha rivelato che il campo viene costruito per conto del ministero degli interni ucraino, con i soldi dell’Unione Europea. I valori europei, probabilmente mal interpretati ed esaltati alla follia, sono espressi attraverso cartelli che riportano le bandiere dell’Europa Unita e che decorano i muri esterni del campo. Il capo cantiere ha inoltre affermato che la sua ditta sta facendo un ottimo lavoro e che le persone rinchiuse in questo lager avranno un livello di vita molto alto, visti i comfort di cui lo stanno dotando i suoi operai. I lavori ad oggi dovrebbero essere già finiti.
    Cosa deve ancora accadere per far aprire gli occhi ai nostri politici e condannare le azioni del governo ucraino? È possibile che non si accorgano che stiamo rischiando di ripetere una delle più brutte ed infami pagine della Storia?"

    E Lilin porta a testimonianza questi due video:

    Ukraine 12.06.14 - Konzentrationslager für Donbass (Deutsche Untertitel) - YouTube

    Ukraine: "Filtrationslager" für Separatisten und illegale Migranten - YouTube

    Nella fase finale del suo intervento alla Camera, Marta Grande denuncia come questa politica scelta da un governo fantoccio di Stati Uniti e dell'Ue non deve rappresentare l'Italia e sicuramente non rappresenta i suoi cittadini. Crea, inoltre, un grave problema economico per le future relazioni con un partner strategico fondamentale come la Russia, compromettendo al contempo la realizzazione del South Stream, il nuovo gasdotto che dovrebbe connettere direttamente Russia ed Unione Europea, eliminando ogni Paese extra-comunitario dal transito. La crisi ucraina sta compromettendo il progetto per l'ostilità di Ue e Usa, che hanno in mente il gas di scisto americano attraverso il TTIP per il futuro del continente. Non aspiriamo certo che i media italiani possano occuparsi di fracking, TTIP e scenari geopolitici. Scrive ieri il blog Zero Hedge come il collasso bancario in Bulgaria sia stato creato ad hoc dall'Ue per imporre la sospensione di ogni lavoro di costruzione del South Stream. Di questo o dell'accordo del Cremlino con l'Austria, che ha deciso al contrario di sfidare Bruxelles e Washington, il gregge mediatico non se ne occupa, non gli interessa o non lo comprende. Meglio concentrarsi su quello dove non teme concorrenza, il nulla.
    E' poi singolare che dopo aver usato la parola "nazista" migliaia di volte in questo periodo a sproposito, questo gregge mediatico continui a spalleggiare il governo fantoccio di Kiev, in cui la frangia nazista dei nipotini di Hitler di Svoboda occupa posizioni chiave e si aggiunge ad una serie di oligarchi e burocrati assoldati dal Fondo Monetario Internazionale, in un mostro istituzionale senza precedenti. Utilizzare il termine "nazista" a proposito aiuterebbe il gregge mediatico in quell'opera d'informazione che è chiamato a garantire al paese.

    In uno dei suoi post su Facebook, Lilin concludeva: "Ci sarà un'altra Yugoslavia, solo che questa volta i russi non si ritireranno. Ci sarà una guerra vera fino in fondo, fino all'ultimo uomo, senza pietà per nessuno. Per questo noi qui non possiamo ingoiare le bugie e le diffamazioni della stampa pilotata, dobbiamo informarci, far girare le immagini dello scempio umano in cui si è trasformata l'Ucraina, per impedire ai nostri vertici corrotti di compiacere gli assassini e i guerrafondai dell'alta finanza, per non essere anche in questo caso artefici inconsapevoli di una guerra fratricida". Tra gli artefici più inconsapevoli e colpevoli, la stampa italiana ha conquistato un posto in prima fila. Merito e solidarietà a Marta Grande per aver denunciato nel Parlamento italiano i crimini in atto in Ucraina.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  8. #928
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    Predefinito Re: Putìn

    Russia minaccia: attacchi nucleari in Crimea

    MONDO | Se l'Ucraina tenta di riprendersi la penisola il ministro degli esteri Sergey Lavrov non esclude l'utilizzo di armi di distruzione di massa.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  9. #929
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    Predefinito Re: Putìn

    Nella notte attacco ukraino a Donetsk.
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  10. #930
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