Per questo l'hanno eletta per rappresentare l'Europa.
E prima o poi ce la troveremo al posto del napuli.
Meglio dividerci prima.


Per questo l'hanno eletta per rappresentare l'Europa.
E prima o poi ce la troveremo al posto del napuli.
Meglio dividerci prima.
Ultima modifica di ventunsettembre; 01-09-14 alle 16:27
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


Dato che Renzi racconta frottole magnifiche, si presume da parte dell'Europa, che un suo ministro sia in grado di raccontare qualsiasi fandonia con convinzione.
Il concettto che si somiglia si piglia.
La donna giusta nel posto giusto.
O si taglia o il caos


meno male che quella posizione (Lady PESC) non conta nulla.


Neppure l'Europa, se è solo per questo.
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


"I soldati di Kiev si parlano in russo" - La questione linguistica in Ucraina - Ticinolive“I soldati di Kiev si parlano in russo” – La questione linguistica in Ucraina
1 settembre 2014
Riceviamo da ortodossiatorino.net questo interessante articolo sulle lingue parlate in Ucraina. Proviene da ambienti filo-russi o russi e come tale lo presentiamo ai nostri lettori. Aggiungiamo (e NON per modo di dire) che Ticinolive è aperto anche alla pubblicazione di articoli “filo-Kiev” (ma sino ad oggi non ne ha ricevuti).
Questa che vi presentiamo è una mappa delle lingue parlate a casa in Ucraina. È stata realizzata nel 2009 dall’Università Nazionale Linguistica di Kiev, ed è una delle meno diffuse in rete. Probabilmente, è tra le meno diffuse perché è una delle più accurate, e distrugge alla radice tutte le fandonie dell’ucrainismo contemporaneo.
È ben lontana dall’essere una mappa perfetta (per non citare che due casi, ha trascurato l’esistenza di una consistente minoranza di lingua bulgara nella zona costiera di Zaporozh’e, e dà per scontato che in Transcarpazia tutti quelli che non sono ungheresi o romeni parlino russino a casa, mentre esiste certamente un fenomeno di commistione tra russino e ucraino analogo al surzhik), e inoltre è approssimata sull’uso delle “chiazze” per indicare la presenza di fenomeni minoritari. Tuttavia, aiuta il lettore attento a porsi tutte quelle domande che purtroppo non ci si è posti in questi ultimi vent’anni (e si è visto che disastro ne è seguito). Ecco alcune conseguenze della comprensione di questa mappa:
- L’ucraino “puro” è una lingua minoritaria regionale. Dire che è la lingua nazionale equivarrebbe a dire che in Italia si parla veneto.
- Molto di ciò che è spacciato per ucraino è in realtà surzhik, un mix linguistico di ucraino e russo a diverse gradazioni e impossibile da catalogare come ucraino: equivarrebbe a dire che il piemontese è francese, perché presenta un mix di vocaboli e di espressioni italo-francesi. Ci sono diverse teorie tra gli specialisti sull’effettiva portata del surzhik, ma proprio perché ci sono diverse teorie, non siamo obbligati a digerire quella ufficiale, che naturalmente del surzhik non fa nemmeno un cenno.
- La lingua più parlata dagli ucraini è il russo. Ne abbiamo sentito esempi quando abbiamo ascoltato le registrazioni militari di questo conflitto, in cui con l’eccezione di alcuni reparti regionali e/o ideologizzati, i soldati dell’esercito ucraino comunicano tra loro in russo. Non crediamo che ci sia bisogno di ulteriori commenti.
- La più consistente minoranza linguistica è il russino, lingua non riconosciuta e attivamente osteggiata da Kiev: non parliamo di professori di linguistica, parliamo di servizi segreti.
- Alcune minoranze linguistiche sono semplicemente ignorate (chi ha sentito parlare della minoranza che parla trasianka nell’oblast di Chernigov, può per cortesia alzare la mano?) dalla propaganda nazionalista.
- La presenza di antichissime minoranze linguistiche come il greco del Ponto (sicuramente rafforzato dalle recenti immigrazioni dall’Asia Minore, ma si tratta della stessa lingua che ha creato i toponimi ancora esistenti delle città della Crimea) testimonia un’attitudine non repressiva nei secoli verso le lingue straniere. Ricordiamocene, e ricordiamoci che nel suo primo giorno al potere, l’attuale giunta di Kiev ha presentato un disegno di legge per la soppressione dello status di lingue minoritarie e/o regionali per TUTTE le lingue che non siano l’ucraino.
Ultima modifica di Halberdier; 02-09-14 alle 20:40


Le spie USA ad Angela Merkel: non c’è alcuna invasione russa
Redazionale
Un gruppo di importanti veterani dell’intelligence americana ha scritto una lettera aperta ad Angela Merkel, nella quale pregano la Cancelliera di non cadere nella trappola della disinformazione. Non c’è nulla di vero, dichiarano, nelle frenetiche notizie sulla pretesa “invasione” russa in Ucraina. I dati sono politicizzati come lo furono quelli presentati nel 2003, al tempo dell’invasione irachena. Un atto di grande coraggio civile dato il clima odierno delle “libertà” americane.
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


Russia, ?dottrina militare? contro NATO 1 - Termometro Politico
Anders Fogh Rasmussen l’ha anticipato durante questa settimana e l’ufficialità dovrebbe arrivare tra giovedì e venerdì, in conclusione del vertice Nato che si terrà in Galles: l’Alleanza Atlantica è pronta a istituire un’unità militare permanente, una “spearhead” di 4000 uomini, in grado di essere spiegata sul campo in 48 ore.Questa “rapid reaction force” potrà fare affidamento su attrezzature e basi già predisposte in località strategicamente importanti dell’Europa orientale, nei paesi che si sentono maggiormente minacciati dall’espansionismo russo. Verranno presto condotti test ed esercitazioni per mostrare a Mosca la capacità occidentale di rispondere in fretta alle situazioni di crisi, se non a una eventuale offensiva. “Viaggeranno in fretta ma colpiranno duramente” ha dettoRasmussen, precisando che le unità saranno supportate anche da forze aeree e navali.Oggi è arrivata la risposta di Mikhail Popov, vicesegretario del Consiglio di Sicurezza russo, “alla volontà delle autorità di Stati Uniti e Nato di continuare la loro politica di aggravamento delle tensioni con la Russia”. Verrà inasprita la Dottrina militare della Federazione, il documento che contiene le linee guida sulla difesa.L’ultima revisione risale al 2010: tra le altre cose prevede la possibilità di usare armi nucleari in casi di estremo pericolo per la sicurezza nazionale. Le prossime modifiche in primo luogo cercheranno di raggiungere l’obiettivo “dell’indipendenza tecnologica nella costruzione di armi, anche strategiche, così come di equipaggiamenti militari”, e in secondo luogo tenteranno di rispondere “alle nuove minacce di sicurezza, compresi l’espansione della Nato, i progetti americani di scudo di difesa e la crisi politica in ucraina”.A irritare il Cremlino è soprattutto “il fatto che le infrastrutture militari dei membri Nato si stiano avvicinando ai nostri confini, anche attraverso l’espansione dell’Alleanza”.Riferendosi alle dichiarazioni espresse in questi giorni da Rasmussen, Popov ha tenuto a puntualizzare che “la Crimea è territorio russo, ogni attacco alla Crimea verrà considerato come un attacco alla federazione con tutte le sue conseguenze”. Sempre Popov ha poi aggiunto che “le forze militari in Crimea, istituite con decreto presidenziale, sono autosufficienti e in grado di respingere qualsiasi tentativo di invasione della Repubblica da parte di un aggressore straniero”, anche se ha precisato che al momento l’unico compito della flotta russa sul Mar Nero è quello “di garantire la sicurezza dello Stato entro i confini di responsabilità”.
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


Domani su itaGlia uno c'è rocky 4 , l'avversario è un russo . Che altro dire se non che questo è un paese ridicolo .
Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .


La vera storia della Guerra in Ucraina come raccontata in una lettera aperta di veterani dell'Intelligence U.S. alla Merkel - Rischio Calcolato
E mentre impazza a tutto tondo su praticamente ogni organo di stampa e d’informazione, anche in Italia, la propaganda per convincerci tutti della bontà dell’entrata in guerra contro la cattiva Russia.. senti che scrivono alla Merkel una serie di pezzi grossi dei servizi USA in pensioneZero Hedge – Ex-NSA Director, US Intelligence Veterans Write Open Letter To Merkel To Avoid All-Out Ukraine War
Submitted by Tyler Durden on 09/01/2014
Allarmati dall’isteria anti-russa che sta colpendo impetuosamente Washington e dallo spettro di una nuova Guerra Fredda, alcuni veterani dell’intelligence U.S. – fra cui niente meno che William Binney, un ex senior crito-matematico dell’NSA che nel marzo 2012 fece trapelare come fuonzionano i programmi di spionaggio da parte dell’NSE, ben un anno prima di Edward Snowden – hanno intrapreso il passo inusuale di spedire la seguente memoria, datata 30 agosto 2014, al Cancellerie tedesco Merkel, memoria in cui mettono in dubbio l’affidabilità delle affermazioni dei media U.S. e del governo ucraino su una “invasione” russa.
Da AntiWar e ConsortiumNews,
MEMORANDUM FOR: Angela Merkel, Chancellor of Germany
FROM: Veteran Intelligence Professionals for Sanity (VIPS)
SUBJECT: Ukraine and NATO
Noi firmatari di questo documento siamo veterani di lunga data dell’intelligence U.S.. Ci impegniamo nel passo inusuale di scrivere questa lettera aperta a lei (Merkel, Er) per assicurarci che leu abbia la piena opportunità di essere informata del nostro punto di vista prima del summit NATO del 4-5 settembre prossimo.
Deve sapere, per esempio, che l’accusa di una grossa “invasione” russa dell’Ucraina non pare essere supportata da nessun tipo di intelligence affidabile. Piuttosto, l’”intelligence” pare essere incerta e “decisa a livello politico” come quella che 12 anni fa “giustificò” l’attacco comandato dagli Stati Uniti all’Iraq.
Non avevamo prove credibili dell’esistenza di armi di distruzione di massa in Iraq allora, e non vediamo prove credibili di un’invasione russa ora.
Dodici anni fa l’allora Cancelliere tedesco Gerhard Schroeder, consapevole dell’inconsistenza delle prove dell’esistenza delle armi di distruzione di massa in Iraq, si rifiutò di unirsi all’attacco all’Iraq.
Secondo il nostro punto di vista lei dovrebbe essere appropriatamente sospettosa delle accusa fatte dal Dipartimento di Stato U.S. e da funzionari della NATO relativi ad una supposto invasione russa dell’Ucraina.
Il presidente Barack Obama ha provato ieri a raffreddare la retorica dei suoi stessi senior diplomats e dei media corporative quando ha pubblicamente descritto l’attività in Ucraina come “una continuazione di quello che va avanti da mesi… non un vero cambiamento.”
Obama, però, ha solo un tenue controllo sui politici della sua amministrazione che, tristemente, pare siano carenti dal punto di vista della storia, sanno poco di guerra e scambiano le invettive anti-russe per un’azione politica.
Un anno fa i funzionari falchi dello State Department e i loro amici nei media hanno portato il Sig. Obama sull’orlo del lancio di un attacco alla Siria sulla base di, ancora, “intelligence” nel miglior dei casi definibile dubbiosa.
Crediamo che la possibilità di un’escalation delle ostilità oltre i confini dell’Ucraina sia aumentata negli ultimi giorni in gran parte per colpa della crescente importanza e affidamento che si fa su questo tipo di intelligence
Di massima importanza è che crediamo che questo scenario possa essere evitato a seconda del grado di scetticismo che Lei e altri leader europei porteranno al summit della NATO della settimana prossima.
Experience With Untruth – Esperienze Passate con le Falsità
Speriamo che i suoi consiglieri le abbiano ricordato la credibilità che ha dimostrato in passato il segretario della NATO, Generale Anders Fogh Rasmussen.
A nostro parere i discorsi di Rasmussen continuano ad essere scritti a Washington. Questo è apparso abbondantemente chiaro il giorno prima dell’invasione (questa si, reale! Er) comandata dagli Stati Uniti dell’Iraq quando, come Primo Ministro danese , disse al suo parlamento: “Iraq has weapons of mass destruction. This is not something we just believe. We know.” (L’Iraq ha armi di distruzione di massa. Questa non è una cosa da credere o meno: lo sappiamo, è così. punto.”)
Le foto possono valere più di 1000 parole ma possono anche ingannare. Abbiamo una considerevole esperienza nella raccolta, analisi e reporting su tutti i tipi di immagini satellitari e non solo, così come di altri tipi di intelligence. Sia sufficiente dire che le immagini rese pubbliche dalla NATO il 28 agosto forniscono una base molto fragile su cui accusare la Russia di avere invaso l’Ucraina. Tristemente ricordano invece molto le immagini mostrate da Colin Powell alle Nazioni Unite il 5 febbraio 2003, e come quelle non provano nulla.
Lo stesso giorno avvisammo il Presidente Bush che i nostri ex colleghi analisti erano “sempre più turbati ed in difficoltà per via della politicizzazione dell’intelligence” e gli facemmo sapere chiaramente che “la presentazione di Powel non si avvicinava neanche” al giustificare una guerra.
Pressamo il Sig. Bush ad “allargare la discussione … al di la del circolo di quei consiglieri chiaramente piegati alla causa di una guerra di cui non vedevamo nessuna ragione convincente e di cui le conseguenze non volute sarebbero state probabilmente catastrofiche.”
Pensate all’Iraq di oggi. Peggio che catastrofico. Anche se il Presidente Vladimir Putin ha mostrato sinora una considerevole capacità di riserbo riguardo al conflitto in Ucraina, è doveroso ricordare che anche la Russia può, se vuole, attuare politiche di “shock and awe” – “colpisci e terrorizza”.
Secondo noi se ci fosse anche solo la più vaga possibilità che una cosa del genere alla fine si materializzi in Europa per via della questione ucraina, i più seri e sobri dei leader dovrebbero pensare con estrema attenzione la questione.
Se le foto fornite dalla NATO e dagli U.S. sono la “prova” migliore che abbiamo di un’invasione russa allora I sospetti aumentano che sia in atto un grosso tentativo di dare forza ad argomentazioni prima del summit NATO che spingano verso azioni che sicuramente la Russia valuterà provocatorie.
Caveat emptor (stia in guardia chi compra) è sicuramente un’espressione che Lei conosce bene. Sia sufficiente dire che c’è da essere molto cauti su quello che il Sig. Rasmussen, o anche il Secretary of State John Kerry, stanno spacciando.
Confidiamo che i suoi consiglieri l’abbiano tenuta informata sulla crisi in Ucraina sin dal suo inizio nel 2014 e su come la possibilità che l’Ucraina diventi un membro della NATO suona come un anatema per il Kremlino.
Secondo un cable del 1° febbraio 2008 (pubblicato da WikiLeaks) dall’Ambasciata U.S. a Mosca al Segretario di Stato Condoleezza Rice, l’ambasciatore USA William Burns fu chiamato dal Ministro degli Esteri Sergey Lavrov che gli spiegò la forte opposizione della Russia alla memebrship NATO per l’Ucraina.
Lavrov parlò specificatamente delle “paure che una cosa del genere avrebbe potenzialmente spaccato in due il paese, portato a violenze e possibilmente anche alla guerra civile e che quindi la Russia sarebbe stata costretta a decidere se intervenire o meno.”
Burns diede a questo Caple un titolo inusuale: “NYET MEANS NYET: RUSSIA’S NATO ENLARGEMENT REDLINES” (Niet significa niet: le linee rosse dalla Russia all’allargamento NATO) e lo spedì a Washington con precedenza IMMEDIATE.
Due mesi dopo, al loro summit a Bucarest, i leader NATO fecero la dichiarazione formale che “la Georgia e l’Ucraina saranno parte della NATO”.
Solo ieri il Primo Ministro ucraino Arseny Yatsenyuk ha usato la sua pagina Facebook per dire che, con l’approvazione del Parlamento, il sentiero alla membership nella NATO è aperto.
Yatsenyuk, ovviamente, era l’uomo scelto da Washington per diventare Primo Ministro dopo il colpo di stato a Kiev del 22 febbraio.
“Yats is the guy,” (Yats è il nostro uomo) disse l’Assistant Secretary of State Victoria Nuland poche settimane dopo il colpo di stato nella intercettazione telefonica di una conversazione con l’ambasciatore US in Ucraina Geoffrey Pyatt. Ricorderete, la stessa intercettazione in cui la Nuland diceva “Fuck the EU” (si fotta l’Unione Europea).
Timing of the Russian “Invasion” – il Timing dell’ “Invasione” russa
La storia promossa da Kiev poche settimane fa era quella che le forze ucraine avevano avuto il sopravvento sui federalisti anti-colpo di stato nel sud-est dell’Ucraina, in quella che era stata riportata come una operazione “di pulizia”. Ma il quadro dell’offensiva aveva avuto riscontro solo nelle fonti governative ufficiali di Kiev. Ci furono pochissimi report dal terreno di battaglia nel sud-est dell’Ucraina. Ce ne fu uno, però, che citava il Presidente ucraino Petro Poroshenko, che lasciava dubbiosi sul ritratto della situazione fatto dal governo.
Secondo il “press service of the President of Ukraine” del 18 agosto, Poroshenko parlava di un “raggrupparsi delle forze ucraine imegnate nelle operazioni nell’est del paese … oggi dobbiamo riorganizzare le forze che dovranno difendere il nostro territorio e le offensive armate continuate” aggiungendo che “abbiamo bisogno di una nuova operazione militare per fronteggiare le nuove circostanze.”
Se le “nuove circostanze” fossero state quelle di un’avanzata coronata di successo delle forze ucraine perché allora sarebbe stata necessaria una “riorganizzazione” e un “raggruppamento” delle forze?
Più o meno in quelle date le fonti dai campi di battaglia cominciarono a riportare una serie di successivi attacchi da parte delle forze federaliste anti-colpo-di-stato sulle forze governative. Secondo queste fonti era stato l’esercito governativo ad aver subito forti perdite e perdere terreno, per lo più per l’inettitudine e pochezza della sua leadership.
Dieci giorni dopo, con l’esercito governativo accerchiato e/o in ritirata, ecco uscire la scusa ready-made di una “invasione russa”.
E questo è precisamente quando le foto sfuocate ed indistinte sono state rilasciate dalla NATO e reporters come Michael Gordon del New York Times si sono messi a diffondere la storia che “Stanno arrivando i russi”. (Michael Gordon fu anche uno dei più egregi propagandisti che promossero la Guerra in Iraq).
No Invasion, But Plenty Other Russian Support – Nessuna Invasione, ma parecchio supporto russo di altro tipo
I gruppi federalisti anti-colpo-di-stato nel sud-est dell’Ucraina hanno un considerevole supporto da parte della popolazione locale, in parte anche a causa dei pesanti bombardamenti d’artiglieria da parte dell’esercito governativo sui principali centri abitati.
Crediamo anche che probabilmente un supporto russo sia entrato attraverso il confine, soprattutto, però , nella forma di un’eccellente intelligence sul capo di battaglia. Ma resta lontano dall’essere verificato, a questo punto, se questo supporto russo includa anche carri armati e artiglieria, per lo più i federalisti sono stati meglio condotti e sorprendentemente di successo nello sbaragliare le forze governative.
Nel contempo abbiamo pochi dubbi che, se e quando i federalisti ne avessero bisogno, i carri armati russi arriverebbero.
Tutte queste cose sono esattamente la ragione per cui la situazione richiede uno sforzo verso il cessate il fuoco che, come Lei ben sa, Kiev rimanda da tempo.
Cosa va fatto a questo punto? Secondo noi Poroshenko e Yatsenyuk hanno bisogno di sentirsi dire chiaro e tondo che la membership nella NATO non è fra le opzioni realistiche – e che la NATO non ha nessuna intenzione di intraprendere una guerra per procura e specialmente non in supporto di un’accozzaglia eterogenea come l’esercito ucraino.
E bisogna dire la stessa cosa anche agli altri membri della NATO.
Per lo Steering Group, Veteran Intelligence Professionals for Sanity
• William Binney, former Technical Director, World Geopolitical & Military Analysis, NSA; co-founder, SIGINT Automation Research Center (ret.)
• David MacMichael, National Intelligence Council (ret.)
• Ray McGovern, former US Army infantry/intelligence officer & CIA analyst (ret.)
• Elizabeth Murray, Deputy National Intelligence Officer for Middle East (ret.)
• Todd E. Pierce, MAJ, US Army Judge Advocate (Ret.)
• Coleen Rowley, Division Counsel & Special Agent, FBI (ret.)
• Ann Wright, Col., US Army (ret.); Foreign Service Officer (resigned)
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


Dorebbero mostrare Rambo 3. Specialmente andrebbe evidenziata la dedica finale...
Ah, a proposito...
Le cinque fasi dell'accettazione della sconfitta dell'esercito ucraino. - Rischio CalcolatoLe cinque fasi dell’accettazione della sconfitta dell’esercito ucraino.
Prendiamo in prestito le teorie della psicotanatologia e proviamo ad analizzare quello che succede nel Dombass.
Ormai tutti ci si deve essere accorti che, contro ogni previsione i separatisti hanno vinto una importante battaglia, e, alla luce dei fatti , anche la guerra, probabilmente.
Persino i separatisti si sono stupiti di questo, infatti.
Il governo di Kiev si sta dimostrando composto da persone “valide ” e “competenti,”, come vi avevo già dato modo di capire.
Invece di analizzare le ragioni della disfatta, e le sue conseguenze (l’assedio di Mariupol, migliaia di perdite, migliaia di prigionieri, la perdita di enormi quantità di mezzi militari e il quasi completo annientamento dell’aviazione) come al solito si prosegue con la stessa politica isterica, ma il percorso delle cinque fasi sta andando avanti.
1 -Fase della negazione o del rifiuto.
Ovviamente in rete circolano ancora patetiche pretese di “villaggi conquistati” e simili, ma non ci crede più nessuno, le truppe si stanno lentamente ritirando in tutti settori del fronte, in alcuni punti niente affatto lentamente.
2 -Fase della Rabbia
Sono stati i Russi! Milioni di carri armati arrivati all’improvviso!, Sono stati i collaborazionisti che hanno impedito di arrivare le armi dal fronte.
Legge marziale, leva obbligatoria per tutti gli uomini fino ai sessanta anni!
3 -Fase della contrattazione o del patteggiamento.
Cosa possiamo fare? Sanzioni contro la Russia, chiediamo l’intervento Nato contro i Russi!
4 -Fase della depressione.
Ci si rende conto della guerra, delle vittime e dei disastri che sono accaduti, e ci si sente tutti un po’ tristi.
Alcuni parecchio tristi.
5 -accettazione.
Ok ormai è fatta, cosa si può fare? fermarsi e dialogare con i separatisti.
Era così difficile?
ovviamente alla quinta fase dell’elaborazione del lutto non ci siamo ancora arrivati, ma non manca molto , ormai.
Intanto le terribili sanzioni EU stano arrivando, lo stop alle importazioni di caviale, Vodka e diamanti….