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Discussione: Putìn

  1. #1351
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    Predefinito Re: Putìn

    Eliseo Bertolasi
    «Nell’Est dell’Ucraina la popolazione è stremata e si combatte senza tregua»

    Nonostante la tregua firmata lo scorso settembre tra le autorità ucraine e i ribelli filorussi, nell’Est del Paese si continua a combattere e a morire. Ce lo conferma Eliseo Bertolasi, antropologo e ricercatore dell’Istituto di Alti Studi in Geopolitica di Roma che da qualche giorno si trova nella zona dei combattimenti. Mentre lo intervistiamo al telefono, in sottofondo si sentono chiaramente i colpi d’artiglieria che, ci spiega Bertolasi, provengono dalla zona dell’aeroporto di Donetsk. Bertolasi ha il fiatone mentre sale su un veicolo dei filorussi per allontanarsi dalla zona dei combattimenti.

    È stato difficile raggiungere Donetsk?
    «Io sono arrivato nella zona dei combattimenti via Kiev. Ho raggiunto prima Lugansk e poi mi sono spostato a Donetsk. È stato moto difficile arrivare qui, in quanto ci sono innumerevoli posti di controllo».

    In che condizioni vive la popolazione?
    «La situazione è molto differente a Lugansk e a Donetsk. La prima è una città fantasma, con tutti i locali pubblici chiusi e poche persone nelle strade. Io sono stato anche a Pervomajsk dove la guardia nazionale cosacca che difende la città l’ha ribattezzata nuova Stalingrado. In effetti è una città devastata dai bombardamenti. Ho visto fabbriche, chiese, scuole e anche asili bombardati. Pervomajsk fa parte della cosiddetta Repubblica popolare di Lugansk. Poi sono giunto a Donetsk, dove il cuore della città è attivo e apparentemente vi è una situazione di calma, con taxi che circolano, bar e supermercati aperti. Alla sera però vi è il coprifuoco. Quando poi ci si sposta verso l’aeroporto i combattimenti possono scoppiare da un momento all’altro. Oggi (ieri per chi legge), ad esempio, la situazione sembrava tranquilla, poi in serata, come può forse sentire, è scoppiata una battaglia terribile».

    La famosa tregua che fine ha fatto?
    «Qui, stando a quanto dicono i miliziani filorussi, la tregua non è mai esistita».

    Come fa a muoversi da un luogo all’altro?
    «Se non ti muovi con i miliziani filorussi non vai da nessuna parte. Nonostante io abbia avuto dalle autorità locali un accredito per giornalisti, se mi muovessi da solo non andrei lontano, perché vi sono numerosi posti di blocco dove vieni fermato e sottoposto a mille domande».

    I miliziani filorussi sono convinti di poter vincere la guerra in corso contro Kiev?
    «Sì, sono totalmente convinti di poter vincere. Soprattutto a Lugansk dove c’è una situazione di povertà estrema. I militi della guardia nazionale cosacca dormono per terra, bevono tè e mangiano pane secco. Nonostante ciò hanno una motivazione incredibile».

    Cosa può dirci dei combattimenti per il controllo dell’aeroporto di Donetsk?
    «C’è chi dice che sia già caduto nelle mani dei filorussi, c’è chi invece afferma che ci sono ancora delle sacche di soldati di Kiev. Comunque anche volendo credere che i filorussi lo controllino, i soldati ucraini sono a poche centinaia di metri. Mezz’ora fa c’è stata una durissima battaglia con l’artiglieria in azione. Ho dovuto rifugiarmi in un edificio dello scalo da dove ho fatto delle foto e dei filmati».

    Si tratta comunque di un obiettivo simbolico, in quanto credo che ormai lo scalo sia del tutto inagibile. Giusto?

    «Sì, lo scalo è distrutto. La linea del fronte passa proprio lungo l’aeroporto. Come dice lei si tratta probabilmente di un obiettivo simbolico in quanto è da settimane che si combatte e sia all’aeroporto sia nei suoi dintorni vi è una distruzione totale, con case bombardate e tralicci dei filobus spazzati via dalle esplosioni. Ci troviamo a soli 10 chilometri dal centro della città».

    Ha visto qualche combattente russo?
    «Sì, ho incontrato dei volontari russi. Oggi (ieri per chi legge, n.d.r.) ho parlato con un ventenne russo di San Pietroburgo che ha lasciato gli studi e la famiglia per venire a ‘difendere il popolo russo’, come mi ha testualmente detto. Sono in tanti a fornire le stesse motivazioni: difendere la loro identità, la loro terra e la Russia. Dicono inoltre di voler respingere l’invasione ‘dei nazisti’. Sono molto ideologizzati».
    CdT.ch - Corriere del Ticino

  2. #1352
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    Predefinito Re: Putìn

    chissa come mai questi articoli in itaglia non vengono pubblicati

  3. #1353
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    Predefinito Re: Putìn

    Dura presa di posizione dell'Onu: l'esercito ucraino sta violando i diritti umani - World Affairs - L'Antidiplomatico

    Rapporto pesante della missione di vigilanza delle Nazioni Unite sulle forze armate di Kiev: detenzioni, torture e omicidi

    Notizia presa dal sito L'Antidiplomatico visita L'Antidiplomatico
    Un rapporto dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, riportato da RIA Novosti, conferma che le forze armate ucraine stanno continuando a violare il diritto umanitario. Il documento contiene la prova della detenzione di persone da parte di eserciti privati​​.

    I gruppi armati che sono sotto il controllo dell'esercito dell'Ucraina continuano a violare i principi del diritto internazionale umanitario, secondo la relazione della missione di vigilanza dell'Ufficio dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani. Si tratta della sesta relazione che riguarda la situazione in Ucraina dal 18 Agosto al 16 Settembre.

    "Nel periodo di presentazione del documento, i principi del diritto umanitario internazionale, compreso il principio di necessità militare, i segni di distinzione, la proporzionalità e misure precauzionali, sono stati violati dai gruppi armati, alcune unità dei battaglioni volontari (compresi battaglioni territoriali guidati dal ministero della Difesa dell'Ucraina), che si trovano sotto il controllo dell'esercito dell'Ucraina", riferisce il giornale.

    In particolare, nel documento si menziona la testimonianza di un certo numero di persone arrestate e internate in prigione dai rappresentanti del potere ufficiale di Kiev o da battaglioni armati controllati dall'esercito ucraino. Queste persone raccontano di abusi e torture, di essere state picchiate e che gli è stato negato l’aiuto medico e alimentare.

    In totale, secondo i dati delle Nazioni Unite, da metà aprile al 25 agosto sono stati arrestate circa 1.000 persone sospettate di coinvolgimento nelle formazioni armate dell'Ucraina orientale. Alla fine della presentazione del rapporto, più di 52 persone sono state arrestate.

    Tuttavia, la principale preoccupazione dei rappresentanti della missione di vigilanza dell’Onu è la scomparsa, l’omicidio, l’estorsione e gli arresti arbitrari da parte dei battaglioni Aidar, Dnepr-1, Kiev-1 e Kiev-2, tutti controllati da Kiev.

    Nella sua relazione, l'Ufficio dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani ha invitato le autorità ucraine a garantire un maggiore controllo sul loro esercito e sulle formazioni armate. Inoltre si afferma che dopo il cessate il fuoco, annunciato il 5 settembre, la portata e l'intensità delle attività militari è stata drasticamente ridotta, ma non completamente. I civili di Debaltsevo, Donetsk, Gorlovka, Ilovaisk, Lugansk, Pervomaisk, Schastye e altri luoghi continuano ad essere sotto il fuoco incrociato dei bombardamenti.

    Inoltre, la relazione afferma che la popolazione civile soffre particolarmente del bombardamento con armi pesanti nei quartieri più popolosi, in cui, secondo il rapporto, si sono unite le formazioni armate della Repubblica popolare di Donetsk. "Alcuni dei casi di un uso sproporzionato del fuoco in periferia erano guidati dalle Forze Armate dell'Ucraina", dice la nota.

    In precedenza, le autorità di Kiev e le milizie dell’Ucraina orientale si erano riunite a Minsk con la mediazione della Russia per negoziare. Il risultato dei negoziati è stata la decisione di adottare un reciproco cessate il fuoco, la creazione di una zona di sicurezza nella linea corrente di contatto di entrambi i fronti, il ritiro delle armi pesanti da questa zona e dalle città così come dell'inizio della missione di vigilanza dell’ONU.
    All'inizio di settembre, le parti hanno concordato una tregua e di risolvere una serie di questioni riguardanti lo status della regione (il cosiddetto protocollo di Minsk). Il 19 settembre, hanno redatto un memorandum di nove punti per un compromesso tra le parti.Notizia presa dal sito L'Antidiplomatico visita L'Antidiplomatico
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  4. #1354
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    Predefinito Re: Putìn

    Citazione Originariamente Scritto da sciadurel Visualizza Messaggio
    chissa come mai questi articoli in itaglia non vengono pubblicati
    Sarà che far vedere il mondo per quello che è , diventa offensivo in itaglia , probabilmente .
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  5. #1355
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    Predefinito Re: Putìn

    I nuovi amici dello zar Putin - Corriere del Veneto

    L’EDITORIALE

    I nuovi amici dello zar Putin

    È triste Venezia. Non per i motivi della canzone di Aznavour, che oggi ci farebbero sorridere. È triste per quello che accade, ma soprattutto per quello che non accade. Siamo sempre qui a cercare di cogliere un segno di speranza, qualche sintomo di ripresa, qualche briciola di cambiamento da parte di una classe dirigente che dovrebbe cambiare rotta.
    Invece niente, dalla politica parole vuote e promesse inutili.

    Ultimo caso: un signore che sta a Mosca - già gravemente sospettato di essere poco in sintonia con le usanze democratiche, perché i giornalisti che criticano vengono fatti fuori e gli uomini d’affari che finanziano l’opposizione sono sbattuti a marcire in carcere - pensa di impossessarsi di alcuni pezzi di un altro stato indipendente e per questo manda soldati travestiti, foraggia la ribellione e ha sulla coscienza politica l’aereo precipitato con 298 persone a bordo.

    Gli altri paesi del mondo, insieme, a fatica certamente e con molti problemi, cercano di dissuaderlo dal gioco di mano.

    Alla fine qualcosa si muove, anche l’Italia firma, senza dichiarare guerra a nessuno, alcune misure di embargo. Poca cosa, ma purtroppo riguardano anche la frutta che viene prodotta e passa per il Veneto.


    A quel punto
    i vertici della politica veneta si ribellano. Addirittura un’investitura formale della Giunta regionale, che in tutti questi anni, nonostante i lauti stipendi e i vari benefit dei suoi membri, non aveva trovato modo di deliberare un solo provvedimento di organico sostegno all’agricoltura veneta.

    Zaia vuole andare a trattare direttamente con Putin, magari con la partecipazione straordinaria di Al Bano, che già ci aveva fatto sapere i suoi profondi pensieri. E’ drammatico vedere aziende penalizzate o sull’orlo del fallimento a causa dell’embargo, ma non è da queste sparate che possono aspettarsi una soluzione alle loro difficoltà.

    Potremmo invocare il senso delle istituzioni, ma non serve se non si comprende che le Regioni non possono promuovere atti in contrasto con la politica estera del governo.

    Potremmo parlare della chimerica capacità di fare squadra, se gli imprenditori per primi si rendessero conto che i loro affari, l’export in particolare, non si tutelano con provvedimenti di breve respiro ma lavorando per l’interesse generale, come fanno tedeschi e francesi. Invece siamo ancora di fronte a una proposta velleitaria e inconcludente per produttori ed esportatori, ma in grado di portare acqua al mulino di un dittatore.

    Un disperato tentativo di raccogliere consensi nella pancia degli elettori da parte di una classe politica in grave difficoltà. Un «ballon d’essai» che è solo il segno del disprezzo per l’intelligenza dei veneti.




    Ultima modifica di Maxadhego; 09-10-14 alle 13:57

  6. #1356
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    Predefinito Re: Putìn

    Vorrei sapere quale cima si nasconde dietro chi si firma "L'EDITORIALE". Complimenti davvero, mai letto una sfilza così lunga di idiozie. Un insulto all'intelligenza?? umana. Sarà il solito pidiota, che tenta di portare acqua alla fighetta predestinata per le prossime regionali.

  7. #1357
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    Predefinito Re: Putìn

    Citazione Originariamente Scritto da Maxadhego Visualizza Messaggio
    I nuovi amici dello zar Putin - Corriere del Veneto

    L’EDITORIALE

    I nuovi amici dello zar Putin

    È triste Venezia. Non per i motivi della canzone di Aznavour, che oggi ci farebbero sorridere. È triste per quello che accade, ma soprattutto per quello che non accade. Siamo sempre qui a cercare di cogliere un segno di speranza, qualche sintomo di ripresa, qualche briciola di cambiamento da parte di una classe dirigente che dovrebbe cambiare rotta.
    Invece niente, dalla politica parole vuote e promesse inutili.

    Ultimo caso: un signore che sta a Mosca - già gravemente sospettato di essere poco in sintonia con le usanze democratiche, perché i giornalisti che criticano vengono fatti fuori e gli uomini d’affari che finanziano l’opposizione sono sbattuti a marcire in carcere - pensa di impossessarsi di alcuni pezzi di un altro stato indipendente e per questo manda soldati travestiti, foraggia la ribellione e ha sulla coscienza politica l’aereo precipitato con 298 persone a bordo.

    Gli altri paesi del mondo, insieme, a fatica certamente e con molti problemi, cercano di dissuaderlo dal gioco di mano.

    Alla fine qualcosa si muove, anche l’Italia firma, senza dichiarare guerra a nessuno, alcune misure di embargo. Poca cosa, ma purtroppo riguardano anche la frutta che viene prodotta e passa per il Veneto.


    A quel punto
    i vertici della politica veneta si ribellano. Addirittura un’investitura formale della Giunta regionale, che in tutti questi anni, nonostante i lauti stipendi e i vari benefit dei suoi membri, non aveva trovato modo di deliberare un solo provvedimento di organico sostegno all’agricoltura veneta.

    Zaia vuole andare a trattare direttamente con Putin, magari con la partecipazione straordinaria di Al Bano, che già ci aveva fatto sapere i suoi profondi pensieri. E’ drammatico vedere aziende penalizzate o sull’orlo del fallimento a causa dell’embargo, ma non è da queste sparate che possono aspettarsi una soluzione alle loro difficoltà.

    Potremmo invocare il senso delle istituzioni, ma non serve se non si comprende che le Regioni non possono promuovere atti in contrasto con la politica estera del governo.

    Potremmo parlare della chimerica capacità di fare squadra, se gli imprenditori per primi si rendessero conto che i loro affari, l’export in particolare, non si tutelano con provvedimenti di breve respiro ma lavorando per l’interesse generale, come fanno tedeschi e francesi. Invece siamo ancora di fronte a una proposta velleitaria e inconcludente per produttori ed esportatori, ma in grado di portare acqua al mulino di un dittatore.

    Un disperato tentativo di raccogliere consensi nella pancia degli elettori da parte di una classe politica in grave difficoltà. Un «ballon d’essai» che è solo il segno del disprezzo per l’intelligenza dei veneti.




    Mi consola sapere che i cosidetti giornali veneti non sono più veneti da parecchi anni, caltagirone, gruppo espresso/repubblica, corriere, tutta robaccia romana e centralista.

    All'editorialista dite che è lo stato centrale a non avere il senso delle istituzioni e a essere fortemente in contrasto con l'interesse dei cittadini.



  8. #1358
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    Predefinito Re: Putìn

    Si tratta poi solo di una sottile diversità di vedute sul termine "cittadini".
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  9. #1359
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    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  10. #1360
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    Predefinito Re: Putìn

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    Si tratta poi solo di una sottile diversità di vedute sul termine "cittadini".
    Di serie A e B , in Z i padani .
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

 

 
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