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Discussione: Putìn

  1. #1641
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    Predefinito Re: Putìn

    Ex Oriente lux (la questione russa) – di Carlo Vivaldi-Forti
    23 dicembre 2014

    Un Occidente in preda a mille sussulti, tutto assorto nell’eterna crisi in cui la mafia finanziaria globale lo ha sprofondato, che perde tempo prezioso a disquisire su Cina e India, non si accorge invece delle nubi di tempesta che ancora una volta si addensano ad Oriente, ma non in quello mitico e misterioso del Celeste Impero o dell’Induismo, bensì in un Paese che si trova a poche centinaia di chilometri dalle maggiori metropoli europee. Mi riferisco, ovviamente, alla Russia.

    Per comprendere il nostro grande e inquieto vicino, occorre meditare sulle grandi opere letterarie del suo passato, iniziando dal genio di Tolstoj, uno dei più grandi scrittori dell’umanità, fedelissimo interprete dell’anima del suo popolo. Ebbene, l’artista-conte, in Guerra e Pace, avanza una teoria largamente condivisibile: la storia del blocco continentale euroasiatico sarebbe caratterizzata da una costante migrazione di popoli da est verso ovest, a loro volta incalzati da altri che seguirebbero lo stesso cammino. Perciò i moderni europei altro non sarebbero che popolazioni di origine asiatica giunte in antico, non in un’unica soluzione, bensì a ondate successive. Il fatto stesso che parliamo tutti lingue indoeuropee rappresenta una prima verifica di tale ipotesi.

    Tuttavia, di tanto in tanto, quando la pressione da Oriente si fa troppo forte, assistiamo ad una controspinta uguale e contraria degli occidentali. Episodi come la colonizzazione vichinga dell’Ucraina, la guerra russo-svedese, la conquista francese di Mosca nel 1812 e le due guerre mondiali fanno parte di questa sequenza logica. Talvolta la reazione orientale è dura e immediata: Napoleone, per esempio, viene istantaneamente respinto e non passa molto tempo che l’esercito russo, guidato dallo zar Alessandro, occupi Parigi. Qualcosa di simile accade nel 1945 quando il generale Zukov, omologo del suo predecessore Kutuzov nella guerra napoleonica, invade Berlino e distrugge la stessa Cancelleria del Reich . Talaltra, invece, le popolazioni asiatiche si vedono costrette ad arretrare: ciò avviene nel 1917 quando, a causa della sconfitta militare, la Russia è obbligata a cedere le repubbliche baltiche, la Polonia, la Bielorussia, l’Ucraina e la Moldavia, tanto che la frontiera si sposta pericolosamente verso Mosca. Questi territori, però, saranno riconquistati e oltrepassati da Stalin fra il 1939 e il 1945, con le armate sovietiche attestate in Boemia, incombenti sulla pianura bavarese e sul cuore dell’Europa.

    La caduta del muro di Berlino e la dissoluzione dell’URSS, il 31 dicembre 1991 , riconducono quella Federazione , drammaticamente umiliata dalla Guerra Fredda, più o meno negli stessi confini del 1917. Adesso, con Putin, assistiamo ad una nuova spinta verso ovest. La storia si ripete, e contemporaneamente si riaccende la conflittualità fra i due poli del blocco euroasiatico, con il sempre latente pericolo di guerra. Di fronte a tale nuova fase, come si comporta l’Occidente? Di sicuro, nel modo meno razionale e più sconsiderato possibile. La politica di rapina, arrogante e aggressiva, ispirata ai diktat della Banca Mondiale, del Fondo Monetario Internazionale e dei soliti gnomi della Troika, è stata la principale causa della caduta di Gorbaciov, dell’anarchia durante il periodo eltsiniano e del nuovo isolamento in cui i poteri forti internazionali sognano di relegare oggi la Russia. Non giudico in termini morali tale strategia. Mi limito a talune considerazioni di ordine pratico, in continuità con le esperienze a cui ho fatto riferimento.

    Il tentativo di porre sotto assedio quell’immenso Paese mediante sanzioni decretate da una modesta contabile priva di visione storica e geostrategica come Angela Merkel, e da un presidente americano che, sono convinto, non conosce neppure i titoli dei grandi classici russi, sortirà il solo, prevedibile effetto di ravvivare nel nostro vicino quella sindrome da accerchiamento, così ben descritta da Tolstoj, che ha rappresentato una delle principali ragioni delle più grandi tragedie europee degli ultimi secoli, incluse le guerre mondiali. Eppure, vi sono tuttora molti imbecilli che si rallegrano per l’annunciata recessione dell’economia russa, nella vana speranza che ciò serva a far cadere Putin e a sostituirlo con uno dei tanti Gauleiter , o servi sciocchi, di cui i poteri forti hanno riempito una Europa vile e prona al loro volere, Italia in testa.

    Se chi dirige le banche, l’economia e la politica occidentali fosse meno ignorante di come purtroppo è, conoscerebbe quella celebre pagina del Dottor Zivago in cui Pasternak mette in bocca al giovane idealista Antipov , il futuro boia di Stato Strelnikoff, questa semplice, lapidaria sentenza: Sono in molti a non tener conto della nostra maledetta capacità di soffrire. Sarà proprio questa capacità, che i russi non hanno mai perduto malgrado un ventennio di consumismo drogato, a sconfiggere la mafia finanziaria internazionale, le banche, le Merkel, gli Obama, la Troika e i loro manutengoli. Se ciò avverrà , come tutto lascia supporre, la nuova spinta da est sarà davvero provvidenziale: Ex Oriente lux, come aveva profetizzato San Giovanni Paolo II.
    Ex Oriente lux (la questione russa) - di Carlo Vivaldi-Forti - Ticinolive

  2. #1642
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    Predefinito Re: Putìn

    «Putin deve percepire come una minaccia la continua estensione dell’Ue e della Nato in direzione della Russia»
    Riunione a Berna sulla situazione in Ucraina

    Il 15 settembre scorso si è tenuta a Berna una riunione intitolata «Conseguenze della crisi in Ucraina per l’Europa e il contributo della Svizzera per una soluzione pacifica». I relatori sono stati l’americano James Georges Jatras vicedirettore dell’«American Institute» in Ucraina ed ex consulente politico dei repubblicani, il consigliere agli Stati Filippo Lombardi, presidente del gruppo parlamentare di amicizia Svizzera-Ucraina, e Oskar Freysinger, consigliere nazionale e consigliere di Stato vallesano. La riunione è stata organizzata e moderata dalla cooperativa e redazione Zeit-Fragen.
    Nella sua relazione James Jatras ha sottolineato che la crisi in Ucraina è stata provocata dall’esterno del paese. L’influenza degli USA e degli Stati dell’Ue, che Jatras ha denominato «Vassalli della potenza mondiale», ha contribuito in modo decisivo al deterioramento della situazione in Ucraina. Come esempio egli ha nominato Victoria Nuland, la vice ministra degli esteri che ha giocato un ruolo attivo nel colpo di Stato di febbraio. Le dimostrazioni sul Maidan erano degenerate in attacchi massicci contro la polizia, perfino con l’uso di armi da fuoco. Se negli USA la polizia fosse stata attaccata in tal modo, le forze dell’ordine avrebbero subito sparato sui dimostranti. La politica estera americana, che secondo Jatras da decenni è dominata dalla stessa piccola cricca, segue la strategia di un Regime-Change a Damasco, a Teheran e da ultimo a Mosca. La crisi in Ucraina si può capire solo tenendo conto di questo aspetto. Jatras mostra molta comprensione verso la politica della Russia. Putin deve percepire come una minaccia la continua estensione dell’Ue e della Nato in direzione della Russia.

    Fare della Russia uno stato vassallo

    Jatras valuta le sanzioni contro la Russia in modo estremamente critico. Non contribuiranno a una soluzione costruttiva del conflitto. Agli USA probabilmente non causeranno svantaggi, mentre l’economia europea ne risentirà sensibilmente. Anche se per il momento vige il cessate il fuoco, gli USA non rinunceranno certamente al loro progetto di fare della Russia uno Stato vassallo, com’era stata ridotta sotto il governo Yeltsin. L’Ucraina non è altro che il mezzo per raggiungere questo obiettivo.
    Verso l’atteggiamento della Svizzera egli ha mostrato poca comprensione. Come Stato neutrale che non è membro né della Nato né dell’Ue non partecipa alle sanzioni, e allo stesso tempo però prende misure per impedire tutte le attività di raggiro delle sanzioni, il che corrisponde ad un sostegno indiretto. Secondo le sue informazioni, la Russia non avrebbe mai messo sotto pressione la Svizzera per questioni finanziarie, contrariamente agli USA, che hanno minacciato la Svizzera di sanzioni se non avesse applicato il diritto statunitense.

    Gli USA vogliono mantenere la loro posizione di unica potenza egemonica

    Il consigliere agli Stati Filippo Lombardi si è mostrato turbato per la situazione in Ucraina, che ha visitato per l’ultima volta circa un anno fa. A quel tempo non si percepiva nulla di queste grandi tensioni tra i diversi gruppi di popolazione. Per certe questioni esistevano sì diversità d’opinione, come le troviamo tra Svizzera francese e Svizzera tedesca, forse da paragonare al «Röstigraben», però non c’era traccia di odio, ma solo intense discussioni. Anche per lui è chiaro che tutto il disastro è dovuto all’influenza delle potenze straniere. Non c’è una famiglia russa o dell’Ucraina che non abbia parenti o in Ucraina o in Russia. Si sta sfasciando il paese per soddisfare degli interessi geostrategici.
    Il tutto fa ricordare a Filippo Lombardi l’inizio della Prima Guerra mondiale, 100 anni fa. Anche a quel tempo si credeva di guadagnare qualcosa con una breve azione militare, che andò a finire in una terribile guerra. Simili pericoli li vede anche nell’attuale crisi in Ucraina. Non si è sfruttato l’opportunità che si era offerta all’Europa alla fine della guerra fredda per costruire un mondo veramente pacifico. Oggi in Ucraina ne vediamo le conseguenze. Tuttavia è una lotta asimmetrica, poiché gli USA vogliono mantenere la loro egemonia mondiale, mentre la Russia vuole divenire o restare una potenza regionale. Perciò non è comprensibile l’atmosfera così ostile che si sta creando contro la Russia. Secondo l’opinione di Lombardi l’Ue non essendo riuscita a realizzare le riforme interne, ha cominciato a estendersi verso i paesi dell’Europa dell’Est. Il suo atteggiamento nella politica orientale è ancora quella degli anni della Guerra fredda e del comunismo, quando questi paesi erano ancora sotto l’influenza dell’Unione sovietica. Il relatore considera in maniera critica il ruolo della Svizzera. Se in Svizzera ci si vuole mostrare solidali con l’Occidente, si ricade nel modo di pensare tipico della Guerra fredda. Ma questo fa parte del passato, perché attualmente non si tratta più di una lotta del buono contro il cattivo, ma di una lotta tra vari interessi. L’atteggiamento del Consiglio federale nei riguardi della Russia Lombardi lo interpreta in modo positivo poiché – nonostante le pressioni da parte degli USA e dell’Ue – a grandi linee è restata fedele alla neutralità. Proprio ora che la Svizzera ha la presidenza dell’OSCE (Organizzazione per la sicurezza e la collaborazione in Europa) è importante che si mantenga assolutamente neutrale e che non si schieri dalla parte di nessuno, ma offra sempre una piattaforma per negoziati. Nella situazione attuale per la Svizzera si tratta solamente di mantenere questo atteggiamento. Proprio nel conflitto in Georgia la Svizzera ha offerto i suoi servizi sia alla parte russa che a quella georgiana facendo per anni da intermediaria fra i due Stati. Il consigliere agli Stati Filippo Lombardi ha auspicato espressamente che sia dato nuovamente un maggior peso alla neutralità in seno alla politica svizzera, poiché non è importante solo per il paese stesso, ma anche oltre i nostri confini, per tutti gli Stati di questo mondo.

    Le sanzioni dell’Ue e degli USA non hanno una base legale valida

    Per il consigliere nazionale e consigliere di Stato Oskar Freysinger oltre che la neutralità è di immane importanza la sovranità statale e con ciò lo Stato di diritto. In questo campo le cose sono messe male. Egli ha mostrato come le sanzioni dell’Ue e degli USA non abbiano una base legale essendo per ciò illegali. Non esiste nemmeno una risoluzione dell’Onu che potrebbe giustificare le sanzioni inflitte o le liste di persone che si puniscono limitando la loro entrata in altri paesi o congelando i loro conti bancari. Il fatto che la Svizzera partecipi indirettamente alle sanzioni per Freysinger è assolutamente inaccettabile. Con chiare parole egli critica la Svizzera che, sanzionando persone che non sono mai state condannate per un qualsiasi atto criminale in una procedura giuridicamente valida, è entrata in una zona al di fuori del diritto. Le sanzioni colpiscono solo una delle parti del conflitto, le cui relazioni con la parte dominante si sono deteriorate. Si tratta cioè di sanzioni puramente politiche, senza alcuna validità giuridica.
    Inoltre Freysinger critica il comportamento della Svizzera ritenendo che comporti una violazione della neutralità, della quale secondo lui fanno parte per esempio l’annullamento dell’invito del presidente della Duma della Federazione russa Segej Naryschkin e l’annullamento a breve termine da parte del meeting aereo militare Air 14 di Payerne dell’invito alla squadra di acrobazia aerea russa Russian Knights. Freysinger parla di 3 «schiaffi» della Svizzera verso la Russia. Tra l’altro sono stati questi avvenimenti a spingerlo a inoltrare una petizione per mostrare al governo svizzero che la popolazione non è d’accordo con la scelta politica di sostenere le sanzioni contro la Russia. L’attuale condanna della dichiarazione d’indipendenza della penisola della Crimea è in totale contraddizione con il riconoscimento ufficiale immediato dell’indipendenza del Kosovo nel 2008. Secondo lui si sono usati due pesi e due misure, poiché se la separazione del Kosovo è stata considerata come legittima dal punto di vista del diritto internazionale, anche quella della Crimea dovrebbe essere considerata legittima.

    Gli USA non sono più uno Stato di diritto

    La neutralità svizzera in tali situazioni delicate potrebbe contribuire alla realizzazione di un importante contributo come mediatrice (buoni servizi), mentre il paese deve mantenere la sua sovranità per restare credibile e indipendente. Egli è anche dell’opinione che la gente deve prendere coscienza del fatto che la Russia non è più il nostro nemico, com’era il caso durante la Guerra fredda e che l’amicizia con gli USA è da mettere in dubbio. Quello che gli USA si sono permessi di fare nei confronti della Svizzera in questi ultimi 10 anni è tutt’altro che amichevole. Il loro obiettivo è chiaramente l’indebolimento della piazza finanziaria svizzera, se non la sua distruzione. Come ha già detto il signor Jatras, dalla Russia non sono mai venuti tentativi di pressione, ciononostante la Svizzera si comporta come se si trattasse di un nemico. Inoltre per Freysinger gli USA non sono più uno Stato di diritto, ma un regno mondiale composto di tre cerchi. Il primo cerchio è il proprio paese, poi segue il secondo con i paesi più o meno alleati, con i quali non ci sono conflitti armati, e da ultimo il terzo cerchio dove c’è la guerra. A seconda del cerchio, riscontriamo differenti situazioni giuridiche. Questo comportamento alla fine ha ripercussioni negative sul proprio Stato, perché il diritto, se non è preso sul serio, diventa arbitrario. Per questa ragione Freysinger si impegna per il mantenimento dello Stato di diritto con tutti i mezzi. È assolutamente necessario che il diritto abbia lo stesso valore per tutti coloro che vivono nello stesso Stato. La soppressione delle frontiere cela il rischio che la potenza mondiale più grande imponga il proprio diritto a tutti gli altri, dando luogo ad una dittatura mondiale.

    Il dialogo con i cittadini

    La discussione seguita alle relazioni ha dimostrato come la maggioranza dei presenti fosse lieta di sentire una voce talmente chiara e evidente proveniente dagli USA. L’uniformità delle notizie nei media occidentali non lascia quasi posto ad un’altra opinione, cosicché in Europa veniamo informati assolutamente in modo unilaterale e antirusso. Una partecipante ha posto la domanda cosa possono fare i cittadini contro questa forma di disinformazione e contro la politica sbagliata del proprio governo. I due parlamentari si sono trovati d’accordo sul fatto che proprio in Svizzera, con i suoi elementi di democrazia diretta, ci sono molteplici possibilità di esercitare un’influenza sulla politica. Anche loro provano ad influenzare la politica nel limite delle loro possibilità. Il dialogo con il cittadino, con membri di associazioni e raggruppamenti è un processo importante per la formazione delle opinioni che non può essere ignorato nemmeno dalla «grande politica». I cittadini devono condurre il dialogo tra di loro e chiarire il loro punto di vista sulla situazione.
    Lo Stato di diritto, la neutralità perenne e la sovranità possono dimostrare la loro importanza e il loro effetto solo se la Svizzera è anche in grado di difendere la sua indipendenza e sovranità. Perciò al paese serve un esercito efficiente e pronto all’impiego, che possa dissuadere verso l’esterno e garantire la sicurezza all’interno. Tutti i relatori hanno condiviso questa opinione. Il fatto che la Svizzera quest’anno abbia avuto l’occasione di assumere la presidenza dell’OSCE in complesso è stato considerato nella situazione attuale come una buona possibilità per uno Stato neutrale. Attraverso questa presidenza il Consigliere federale Burkhalter ha potuto constatare come funziona la politica di potere e quanto sia importante in questo contesto il ruolo della Svizzera neutrale.
    Discorso Libero - Dicembre 2014
    Discorso Libero - pagina 9 (PDF)

  3. #1643
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    Predefinito Re: Putìn

    Stà a vedere che ora inneggerete al comunismo.

  4. #1644
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    Predefinito Re: Putìn

    Citazione Originariamente Scritto da Alex Toscano Visualizza Messaggio
    Stà a vedere che ora inneggerete al comunismo.

    sicuramente... vàrda che l'è mej che te veët a ciapà i ràtt
    Ultima modifica di sciadurel; 01-01-15 alle 16:17

  5. #1645
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    Predefinito Re: Putìn

    Citazione Originariamente Scritto da Alex Toscano Visualizza Messaggio


    Stà a vedere che ora inneggerete al comunismo.

    comunismo de che,
    la russia è un paese libero e sovrano;
    vuole solamente rimanere tale.

  6. #1646
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    Predefinito Re: Putìn

    Citazione Originariamente Scritto da Alex Toscano Visualizza Messaggio
    Stà a vedere che ora inneggerete al comunismo.
    Al comunismo morto, insieme a tutti i comunisti.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  7. #1647
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    Predefinito Re: Putìn

    Un sincero augurio di Buon Ano, ed un ringraziamento per l'onore di averci scelto, a chi vuol confessare di essersi perso qualcosa negli ultimi decenni.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  8. #1648
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    Predefinito Re: Putìn

    FINMECCANICA AGGIRA SANZIONI

    mercoledì 31 dicembre 2014
    La societa' petrolifera russa Rosneft ha acquistato da AgustaWestland, azienda controllata dal gruppo Finmeccanica, una commessa di 160 elicotteri bimotore AW 189, specializzati in operazioni offshore a lungo raggio (1.111 chilometri di autonomia). Lo ha annunciato la stessa Rosneft attraverso un comunicato pubblicato sul suo sito internet. Gli elicotteri saranno assemblati in Russia, nonostante le sanzioni economiche. AgustaWestland realizzera' una joint venture con il costruttore russo Rousskie' Vertolioty, controllata della holding pubblica Rostec, con l'obiettivo di produrre direttamente nell'impianto di HeliVert, nella regione di Mosca, questo tipo di elicottero. Rosneft prevede di acquisire gli AW 189 da qui al 2025. L'accordo trilaterale e' stato siglato il 29 dicembre dal capo di Rosneft, Igor Sechin, dall'amministratore delegato del gruppo Finmeccanica, Mauro Moretti, e dal numero uno di Rostec corporation, Sergeij Chemezov. Di fatto, quindi, Finmeccanica ha rotto le catene delle sanzioni alla Russia, e la Russia ha accettato di rompere a sua volta l'embargo. Alla faccia della Nato e degli americani.
    il Nord quotidiano
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  9. #1649
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    Predefinito Re: Putìn

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    FINMECCANICA AGGIRA SANZIONI

    mercoledì 31 dicembre 2014
    La societa' petrolifera russa Rosneft ha acquistato da AgustaWestland, azienda controllata dal gruppo Finmeccanica, una commessa di 160 elicotteri bimotore AW 189, specializzati in operazioni offshore a lungo raggio (1.111 chilometri di autonomia). Lo ha annunciato la stessa Rosneft attraverso un comunicato pubblicato sul suo sito internet. Gli elicotteri saranno assemblati in Russia, nonostante le sanzioni economiche. AgustaWestland realizzera' una joint venture con il costruttore russo Rousskie' Vertolioty, controllata della holding pubblica Rostec, con l'obiettivo di produrre direttamente nell'impianto di HeliVert, nella regione di Mosca, questo tipo di elicottero. Rosneft prevede di acquisire gli AW 189 da qui al 2025. L'accordo trilaterale e' stato siglato il 29 dicembre dal capo di Rosneft, Igor Sechin, dall'amministratore delegato del gruppo Finmeccanica, Mauro Moretti, e dal numero uno di Rostec corporation, Sergeij Chemezov. Di fatto, quindi, Finmeccanica ha rotto le catene delle sanzioni alla Russia, e la Russia ha accettato di rompere a sua volta l'embargo. Alla faccia della Nato e degli americani.
    il Nord quotidiano
    Ecco, in effetti far produrre i propri elicotteri (ma anche qualunque altra cosa) da un'azienda russa è un ottimo modo per aggirare le sanzioni e guadagnare sulla licenza... e per accelerare il trasferimento delle competenze industriali in Russia e crearvi posti di lavoro qualificati.
    Si, di questo passo se la Russia regge il colpo si ritroverà con un mercato interno più forte e nuove prospettive economiche e industriali.
    "Ex Clade Salus", anche se non calza proprio a pennello.
    Ultima modifica di Halberdier; 03-01-15 alle 01:59

  10. #1650
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