



L'Afghanistan era per dire la faciloneria con cui alcuni ambienti passano sopra alle condizioni locali, ti ricordi quando sembrava che entrate le truppe occidentali a Kabul la storia fosse finita? Ecco, qualcosa di simile sembra succedere in Somalia, con le marine di mezzo mondo impegnate a cercare i pirati in mezzo ai pescatori e ai contadini




le navi intercettate dai pirati appartengono a società commerciali occidentali che in Somalia e in tutta l'Africa sono la causa dell'immane sfruttamento delle risorse con conseguente miseria delle popolazioni.
Pertanto, seppure condanno i delinquenti pirati, d'altra parte la situazione generale di sfruttamento non consente giudizi troppo radicali ed univoci: in altri termini non mi sembra che si possa parlare in modo troppo netto di buoni e cattivi, vittime e carnefici essendo in quel contesto tali qualità un po controverse




Se non erro la nave del capitano Phillips, la Maersk Alabama, trasportava aiuti umanitari per l'Africa. Proprio come la Liberty Sun, che sta trasportando aiuti umanitari per conto delle nazioni unite, e che è stata attaccata nelle ultime ore da pirati, che fortunatamente sono stati messi in fuga.








Spiacente, ma questo relativismo è inaccettabile. Concordo sulle cause storiche della proliferazione della pirateria navale, d'altronde le stesse di secoli: la fame, la miseria, condizioni politiche tali da favorirne il rifiorire.
La pirateria è sempre esistita, anche nei tempi moderni, ora siamo di fronte solo a una recrudescenza. Dire che i pirati somali fanno pena ha lo stesso valore del dirlo dei briganti meridionali: si fa sociologia e basta, solidarizzando comunque con dei delinquenti, disperati, ma sempre delinquenti.
Se l'obiettivo è la sicurezza dei traffici marittimi, l'unico strumento efficace è quello militare. Il resto sono chiacchiere.