



oggi (da tradizione lombarda o quasi) ho preparato un'anitra intiera. che il macellaio di mia fiducia aveva pulito, togliendo testa, zampe ed estremità delle ali.
Dopo averla diligentemente sfiammata, l'ho generosamente spennellata con un mix di spremuta di arancia, olio toscano, sale grosso marino, aglio marinato triturato e timo fresco (mix lasciato a macerare un paio d'ore almeno). Ho rinnovato la spennellatura tre volte (i numeri pari portano sfiga) e messo in forno in un recipiente di coccio (il classico maialino). Girato un paio di volte durante la cottura.
E' venuta bene, senza tanti pasticci e ripieni.
Contorno: fagiolina del lago Trasimeno
l'ignoranza è come la bruttezza: arriva fino all'osso


l'anatra è davvero un bel mangiare
sui pieni in generale ti do ragione, ma a natale è un dovere etico, per l'oca poi noi usiamo quello dolce e devo dire che da alla carne un sapore particolare
ps di che razza era l'anatra
Garante del tessuto democratico del Paese

