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  1. #11
    Cavaliere
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    Benny3: si dice che il piano di barak fosse imperfetto. gia` vero, ma era gia` qualcosa. e di solito nella storia chi e` piu` debole si deve contentare ogni tanto anche di soluzione temporanee non perfette, ma che disinneschino le problematiche piu` gravi.

    Re: questo mi fa riflettere.
    Noto sempre come, fuori dal mondo islamico, a situazioni sgradite si trovano soluzioni pragmatiche che attenuino i danni, mentre nel Mondo Islamico invece si resta al principio costi quel che costi.
    Esempio: nel 1921 la GB offrì agli irlandesi in lotta per l' indipendenza un brutto accordo: Irlanda divisa in due, il Nord al Regno Unito e il Sud indipendente ma come monarchia con la corona al Re di Inghilterra. La maggioranza accettò, non perchè lo ritenesse un buon accordo, ma perchè di meglio non si poteva avere. Poi nel 1949 l' Eire è ugualmente diventata repubblica.
    Tuttora il Nord è al Regno Unito, l' Eire lo rivendica ma questo non ha impedito rapporti costruttivi tra Eire e GB. Gli oltranzisti di De Valera furono spazzati via dai fautori del sì agli accordi, poi De Valera stesso addivenne a posizioni più pragmatiche. L' IRA è sempre stata fuorilegge in Eire.
    Qualcosa di simile tra Germania Est e Ovest: la Repubblica Federale non riconosceva la Germania Democratica, ma aveva con essa scambi commerciali e culturali e faceva tenere i rapporti dal "Ministro per i Rapporti Intertedeschi" anzichè dal Mministro degli Esteri.
    Anche in oriente la Cina non riconosce Taiwan, che considera "provincia ribelle", ma gli scambi commerciali e turistici sono floridissimi.
    Insomma, si trovano soluzioni per limitare i danni, e non ci si impicca al principio.
    Facciamo il confronto col Mondo Islamico: negli anni 80 il Re del Marocco incontrò l' allora Ministro degli Esteri di Israele S. Peres. La Siria e altri paesi islamici rompevano immediatamente le relazioni diplomatiche col Marocco. In un successivo vertice arabo, Gheddafi indossava un guanto sulla mano destra e diceva ai giornalisti che serviva per non dovere stringere la mano del Re del Marocco che a sua volta aveva stretto quella di Peres!!!
    Ci rendiamo conto dell' abisso di buonsenso che c'è tra arabo-islamici e resto del Mondo?
    Altri esempi: gli islamici fanno contro Israele il boicottaggio di 1a, 2a e 3a specie: non basta boicottare le aziende israeliane, devono boicottare le aziende di paesi terzi che commerciano con Israele e addirittura le aziende di paesi terzi che commerciano con aziende di paesi terzi che commerciano con Israele!!
    Emblematico il problema di Gerusalemme: pur di non mandare i loro pellegrini nella Città Santa (Israele li riceverebbe anche se da paesi in guerra formale tipo Libia o Iran) per non "riconoscere l' occupazione sionista", i paesi islamici vietano ai loro cittadini l' ingresso nella città. In altre parole i musulmani non esitano a farsi del male da soli violando la libertà di culto dei loro cittadini, pur di dare la colpa a Israele e non "sporcarsi le mani" con forme pur minime di collaborazione con lo Stato Ebraico.
    Tutti sappiamo poi cosa è stato fatto all' Egitto e a Sadat per avere firmato un Trattato con Israele.
    Secondo me c'è un abisso di civiltà.

  2. #12
    Ospite

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    [QUOTE]Originally posted by DEBORAH
    [B]L'ATTRIBUZIONE D'ANTISEMITA NON SI ADEGUA A CHI
    CRITICA ISRAELE.



    Personalmente ho la massima simpatia per gli ebrei: gli
    scrittori che amo (da Kafka a Canetti, da Bellow alla Ozick)
    sono ebrei.

    ***sono ebrei morti... si ha meno simpatia per quelli vivi soprattutto se si difendono.

    Bé, credo che dopo la tua frase ad effetto il vecchio Bellow si sia discretamente toccato, mentre la Ozick avrà fatto qualche altro scongiuro!
    Battute a parte. Oggi è uscito un bellissimo pezzo di Amos Oz su Il Corriere della Sera che mi sento di condividere al 90% (parla male di entrambi, sia di Arafato sia di quell'ottima persona - a tuo avviso, non del mio - che è Sharon. Oz li definisce appartenenti ad un passato di sangue, ed ha ragione.
    Vorrei farti notare che buona parte degli intelletuali israeliani non sta con Sharon, pur non tifando per Arafat.
    In ogni caso, accolgo la tua critica. Già dopo aver scritto di avere la massima simpatia per gli ebrei ho provato imbarazzo. Non significa nulla, in realtà. Leggiti cosa ho scritto nel trhead di Gabriella sulle generalizzazioni (Per Patrizio e gli altri...) e capirai cosa voglio dire.
    Ci sono ebrei che apprezzo ed altri che non sopporto, così come ci sono bianchi che apprezzo ed altri che mi stanno sull'anima, lo stesso vale per neri, gialli ecc. Mi piacciono alcuni aspetti delle culture, questo sì. Delle comunità ebraiche mi piace questo saper convervare la tradizione pur vivendo nella modernità. Ma questo non ha nulla a che vedere con gli aspetti razziali.
    Ripeto, niente di peggio delle generalizzazioni e dei complottismi come quello dei Savi di Sion, puttanata alla quale certi nostalgici continuano a credere.
    Ciao.

  3. #13
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    [QUOTE]Originally posted by claudio ughetto
    [B]
    Originally posted by DEBORAH
    L'ATTRIBUZIONE D'ANTISEMITA NON SI ADEGUA A CHI
    CRITICA ISRAELE.



    Personalmente ho la massima simpatia per gli ebrei: gli
    scrittori che amo (da Kafka a Canetti, da Bellow alla Ozick)
    sono ebrei.

    ***sono ebrei morti... si ha meno simpatia per quelli vivi soprattutto se si difendono.

    Bé, credo che dopo la tua frase ad effetto il vecchio Bellow si sia discretamente toccato, mentre la Ozick avrà fatto qualche altro scongiuro!
    Battute a parte. Oggi è uscito un bellissimo pezzo di Amos Oz su Il Corriere della Sera che mi sento di condividere al 90% (parla male di entrambi, sia di Arafato sia di quell'ottima persona - a tuo avviso, non del mio - che è Sharon. Oz li definisce appartenenti ad un passato di sangue, ed ha ragione.
    Vorrei farti notare che buona parte degli intelletuali israeliani non sta con Sharon, pur non tifando per Arafat.
    In ogni caso, accolgo la tua critica. Già dopo aver scritto di avere la massima simpatia per gli ebrei ho provato imbarazzo. Non significa nulla, in realtà. Leggiti cosa ho scritto nel trhead di Gabriella sulle generalizzazioni (Per Patrizio e gli altri...) e capirai cosa voglio dire.
    Ci sono ebrei che apprezzo ed altri che non sopporto, così come ci sono bianchi che apprezzo ed altri che mi stanno sull'anima, lo stesso vale per neri, gialli ecc. Mi piacciono alcuni aspetti delle culture, questo sì. Delle comunità ebraiche mi piace questo saper convervare la tradizione pur vivendo nella modernità. Ma questo non ha nulla a che vedere con gli aspetti razziali.
    Ripeto, niente di peggio delle generalizzazioni e dei complottismi come quello dei Savi di Sion, puttanata alla quale certi nostalgici continuano a credere.
    Ciao.

    giustissimo ma il discorso non e' questo. lasciamo stare gli ebrei e parliamo del paese degli ebrei.

    Israele viene messo sul vetrino del microscopio e poi sulla graticola.
    niente viene detto su quello che fanno in palestinesi o fatto passare per lotta di lebrazione. Non si sa bene perche' poiche 'loro stessi hanno dato un calcio alla liberazione.

    Posso ridere per quanto dici sui nostri intellettuali? C'e' chi sta con Sharon e chi no. Amos Oz , pur essendo sionista e di sinistra e vorrei vedere che gli piacesse Sharon ,a vi sono intellettuali di dstra (poiche' per fortuna non sono tutti di sinistra) che approvano invece . io personalmete approvo in toto perche' non abbiamo scelta che difenderci.

  4. #14
    Ospite

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    Originally posted by DEBORAH



    giustissimo ma il discorso non e' questo. lasciamo stare gli ebrei e parliamo del paese degli ebrei.

    Israele viene messo sul vetrino del microscopio e poi sulla graticola.
    niente viene detto su quello che fanno in palestinesi o fatto passare per lotta di lebrazione. Non si sa bene perche' poiche 'loro stessi hanno dato un calcio alla liberazione.

    Posso ridere per quanto dici sui nostri intellettuali? C'e' chi sta con Sharon e chi no. Amos Oz , pur essendo sionista e di sinistra e vorrei vedere che gli piacesse Sharon ,a vi sono intellettuali di dstra (poiche' per fortuna non sono tutti di sinistra) che approvano invece . io personalmete approvo in toto perche' non abbiamo scelta che difenderci.
    OK. Ti risponderò più dettagliatamente in seguito, poiché devo prepararmi per il 25 marzo, quando avrò l'esame per il diploma da educatore e la discussione della tesi.
    Per il momento posso solo dirti che a mio avviso sbagli ad appoggiare Sharon: da questa presa di posizione si possono ricevere solo attacchi, risentimenti e rancore. Come appunto ha scritto Oz: "Ogni israeliano che incontri per strada sa qual è la soluzione ed esattamente lo stesso vale per qualsiasi palestinese. Persino i signori Sharon e Arafat conoscono la soluzione, che è quella della pace tra due stati fondata sulla ripartizione della regione su base demografica".
    Se Arafat non è affidabile, Sharon non aiuta. Da parte mia so che Arafat, con Rabin, ci aveva almeno provato. Sharon, invece, è stato eletto con dei fini precisi: la soppressione delle ragioni dei palestinesi e l'inasprimento del regime militare.
    Ciao.

  5. #15
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    Originally posted by claudio ughetto


    OK. Ti risponderò più dettagliatamente in seguito, poiché devo prepararmi per il 25 marzo, quando avrò l'esame per il diploma da educatore e la discussione della tesi.
    Per il momento posso solo dirti che a mio avviso sbagli ad appoggiare Sharon: da questa presa di posizione si possono ricevere solo attacchi, risentimenti e rancore. Come appunto ha scritto Oz: "Ogni israeliano che incontri per strada sa qual è la soluzione ed esattamente lo stesso vale per qualsiasi palestinese. Persino i signori Sharon e Arafat conoscono la soluzione, che è quella della pace tra due stati fondata sulla ripartizione della regione su base demografica".
    Se Arafat non è affidabile, Sharon non aiuta. Da parte mia so che Arafat, con Rabin, ci aveva almeno provato. Sharon, invece, è stato eletto con dei fini precisi: la soppressione delle ragioni dei palestinesi e l'inasprimento del regime militare.
    Ciao.

    la tua ultima frase e' totalmente sbagliata perche nessuno vuole la guerra in Israele, caspita. Sharon e' stato eletto perche' dopo mesi di attentati e inutili tentativi speravamo in una fine del dramma, non della soppressione delle ragioni dei palestinesi.

    Ma, scusa, che ragioni hanno?

    Le hanno rifiutate tutte.
    anch'io vado a dormire. ciao

  6. #16
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    Originally posted by claudio ughetto
    Se Arafat non è affidabile, Sharon non aiuta. Da parte mia so che Arafat, con Rabin, ci aveva almeno provato. Sharon, invece, è stato eletto con dei fini precisi: la soppressione delle ragioni dei palestinesi e l'inasprimento del regime militare.
    Ciao.
    Claudio ha fatto molte affermazioni criticabili.

    Tuttavia, dato che so di avere a che fare con una persona ragionevole, vorrei concentrarmi su pochi punti.

    Tu dici che "Sharon non aiuta", e su questo sono d'accordo con te. Ma secondo te Arafat aiuta? Tu ed altri parlate sempre di Sharon e di Israele. Ma se il problema non fosse Israele, ma fosse una controparte irragionevole e oltranzista?

    Che Sharon non aiutasse non ci vuole molto a capirlo. Ma allora ti chiedo: per quale motivo Arafat non si è comportato in modo tale da fare in modo che le elezioni non le vincesse Barak? A Barak si possono muovere tante critiche; ma è innegabile che un accordo l'abbia cercato, fino alla fine; anche dopo Camp David, sono state formulate altre proposte, che venivano incontro, almeno in parte, alle richieste degli arabi palestinesi. Ciò nonostante, Arafat ha risposto picche ed ha alzato continuamente la posta, per di più incitando alla rivolta. Secondo te, questo è il comportamento di chi cerca un accordo con la controparte o di un giocatore d'azzardo (nella migliore delle ipotesi)?

    Sharon è primo ministro da poco più di un anno. Ora si dice che la pace non si raggiunge perchè c'è Sharon. Ma non c'è mica sempre stato Sharon, e non ci sono mica sempre stati esponenti della destra al governo d'Israele. Non ci sono sempre stati Shamir (te lo ricordi?) o Begin (che comunque un trattato di pace, con l'Egitto, l'ha firmato; e con quel trattato di pace Israele ha rinunciato a territori vasti e d'importanza strategica).

    Arafat è a capo dell'OLP dal 1969, cioè da trentatré anni. In questi trentatré anni, i suoi interlocutori non sono sempre stati solo Begin, Shamir, Netanyahu o Sharon; i suoi interlocutori sono stati anche, come primi ministri o ministri degli esteri, Rabin, Peres, Eban e altre "colombe"; come ti spieghi che in trentatré anni, mentre Israele ha stipulato due trattati di pace, uno con l'Egitto e uno con la Giordania, Arafat non abbia stipulato un bel niente?

  7. #17
    Ospite

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    [QUOTE]Originally posted by Jan Hus
    [B]

    Claudio ha fatto molte affermazioni criticabili.

    Tuttavia, dato che so di avere a che fare con una persona ragionevole, vorrei concentrarmi su pochi punti.

    Tu dici che "Sharon non aiuta", e su questo sono d'accordo con te. Ma secondo te Arafat aiuta? Tu ed altri parlate sempre di Sharon e di Israele. Ma se il problema non fosse Israele, ma fosse una controparte irragionevole e oltranzista?

    Caro Hus:
    grazie per la persona ragionevole. Come sai, mi piace il confronto con chi non la pensa come me. Sono quindi ben disposto a discutere con te, Gribisi, Pieffebi o Debora (che tra l'altro mi ha caricato di forte empatia verso i cittadini israeliani - dev'essere terribile vivere a loro volta ne terrore).
    Sono invece meno disposto a discutere con gente come il Condor.
    Detto questo, veniamo a noi:
    mi chiedi se penso se Arafat aiuta. Difficile dirlo. Personalmente credo che Arafat, rispetto a gruppi come Hamas, valga attualmente come il due di picche. Arafat è vecchio, è stato un mito (e forse anche cattivo maestro), ma ora è un interlocutore fuorviante. Credo che lui stesso abbia paura di chi lo circonda, molto più feroce e determinato.
    Credo sia facile, per Sharon, fare di Arafat un capro espiatorio. Assediarlo e poi liberarlo, trasformarlo in nemico assoluto come se da lui dipendessero le sorti di questo conflitto. Non è così, e Sharon lo sa.

    Che Sharon non aiutasse non ci vuole molto a capirlo. Ma allora ti chiedo: per quale motivo Arafat non si è comportato in modo tale da fare in modo che le elezioni non le vincesse Barak? A Barak si possono muovere tante critiche; ma è innegabile che un accordo l'abbia cercato, fino alla fine; anche dopo Camp David, sono state formulate altre proposte, che venivano incontro, almeno in parte, alle richieste degli arabi palestinesi. Ciò nonostante, Arafat ha risposto picche ed ha alzato continuamente la posta, per di più incitando alla rivolta. Secondo te, questo è il comportamento di chi cerca un accordo con la controparte o di un giocatore d'azzardo (nella migliore delle ipotesi)?

    Su questo so poco, e chiedo venia. Credo che Arafat abbia subito le pressioni delle frange più estremiste, forse per opportunismo e anche per paura. Egli ha anche riconosciuto lo stato d'Israele, è stato tra i primi. Non mi sembra poco.
    Credo anche che Israele stia da tempo sottoponendo i palestinesi ad una sorta di apartheid, per cui qualsiasi concessione era davvero ambigua. Rimane tuttavia la questione di Gerusalemme: entrambe le fazioni la considerano un luogo sacro, l'ombelico della propria spiritualità.
    Lì, da entrambe le parti, si dovrà decidere come spartirla (e se spartirla).

    Sharon è primo ministro da poco più di un anno. Ora si dice che la pace non si raggiunge perchè c'è Sharon. Ma non c'è mica sempre stato Sharon, e non ci sono mica sempre stati esponenti della destra al governo d'Israele. Non ci sono sempre stati Shamir (te lo ricordi?) o Begin (che comunque un trattato di pace, con l'Egitto, l'ha firmato; e con quel trattato di pace Israele ha rinunciato a territori vasti e d'importanza strategica).

    Intendiamoci: non penso che la pace non si raggiunge perché c'è Sharon. Penso invece che Sharon stia esasperando la parte più negativa dell'espansionismo israeliano, così come il rancore palestinese. Per il resto, condivido: la pace si è sfiorata soltanto con Rabin, grazie anche alla mediazione di re Hussein. Se ben ricordi, allora c'era anche Arafat.

    Arafat è a capo dell'OLP dal 1969, cioè da trentatré anni. In questi trentatré anni, i suoi interlocutori non sono sempre stati solo Begin, Shamir, Netanyahu o Sharon; i suoi interlocutori sono stati anche, come primi ministri o ministri degli esteri, Rabin, Peres, Eban e altre "colombe"; come ti spieghi che in trentatré anni, mentre Israele ha stipulato due trattati di pace, uno con l'Egitto e uno con la Giordania, Arafat non abbia stipulato un bel niente?

    Arafat, in vita sua, ha fatto cose terribili. Non lo nego. Solo recentemente ha riconosciuto lo stato d'Israele, prima voleva effettivamente spazzarlo via. Ha cambiato politica quando si è accorto che il mondo stava cambiando, accorgendosi che le ragioni subdole della collocazione di quello stato in quella zona dovevano essere trascurate.

    Siccome sono disinformato sul suo rapporto con Barak, ti chiedo cortesemente di chiarirmi perché Arafat ha sfiorato la pace con Rabin e poi è tornato ad essere guerrafondaio. Personalmente sono convinto che anche Israele sia tornata sui suoi passi, accorgendosi che cedere i territori e decidere una vera spartizione avrebbe significato scontentare una miriade di coloni-elettori.
    E' un double bind: Arafat teme di affrontare le frange più estreme, mentre i governanti israeliani temodo di scontentare i coloni. Di questo passo, si arriverà a poco.
    Ciò che non condivido, è questa demonizzazione di Arafat, al quale è attribuito un peso superiore alle sue possibilità.
    Ciao.

  8. #18
    Ospite

    Predefinito Re: Re: Tanto per scaldare un po' gli animi...

    Originally posted by benny3



    Ciao Claudio.
    chi frequenta questo Forum sa come io personalmente mi situi in una posizione intermedia fra i filoisareliani e i filopalestinesi. non per ignavia, ma semplicemente perche` credo che almeno noi, che ci troviamo in Italia dovremmo riuscire ad affrontare il problema da un punto di vista tutto sommato razionale.
    bisogna pero` chiarire qualche punto.
    Sharon e` stato eletto, non l`ha mandato lo spirito santo. e secondo me, ma oramai lo abbiamo detto troppe volte, una delle sue armi vincenti nella vittoria elettorale e` stato arafat che ha preso a sberle barak per parecchi mesi. cosa si attendesse arafat da questo, o cosa si augurava da uan vittoria del likud e` difficile da capire.
    si dice che il piano di barak fosse imperfetto. gia` vero, ma era gia` qualcosa. e di solito nella storia chi e` piu` debole si deve contentare ogni tanto anche di soluzione temporanee non perfette, ma che disinneschino le problematiche piu` gravi.
    cio` non e` avvenuto. rabin e` stato ammazzato da un estremista ebreo, arafat ha purtroppo fatto il resto ora ci si trova ad un punto morto. se sharon dovesse accettare la politica di piu` attentati piu` facile sedersi ad un tavolo, questo non farebbe una grande impressione sugli ebrei e la darebbe vinat ai piu` fanatici fra gli arabi.
    arafat e` preda-padrone di estremisti che non hanno nulla da invidiare ai piu` fanatici dall`altra parte. siamo messi male. troppi errori in passato troppo odio nel presente.
    certo c`e` una certa assimetria in tutta la situazione. un ragazzo ammazza undici ragazzi a gerusalemme ed il mondo dice a sharon di non reagire troppo duramente. quanto al kamikaze nessun accenno........

    in ogni caso, ripeto, non ho odio per i filopalestinesi, certo se al corteo filopalestinese, o per la pace come e` stato definito ottimisticamente, ci sono tutti i gruppi antiglobal, si vede e si capisce come la causa plaestinese si salda con problematiche molto piu` ampie, che nulla hanno a che fare con le sorti di un singolo popolo.
    Ciao. Scusa, sei il Benny my friend?
    Come sai, non condivido molti dei metodi degli antiglobal, anche se credo che sia necessario trovare modo di esrpimere, con argomentazioni non incpacitanti, ragioni, sentimenti e passioni contro questa forma di globalismo e ridefinire le argomentazioni, altrettanto semplicistiche, di chi giustifica un'inutile autostrada, che alimenterebbe soltanto il flusso e la vendita di auto, con frasi del tipo: - Questo è il progresso e non si può fermare!- Cosa significa? Se un fondamentalista urla: - Dio lo vuole! -, tutti ad indignarci, mentre queste nuove forme d'idolatria, ben poco razionali, vengono addirittura esaltate.
    Scusa per la digressione. Alle tue argomentazioni ho risposto, indirettamente, qua e là. Voglio solo dire che considero la critica al facile globalismo condivisibile, tutto sta al "come". Prima di tutto: far sì che la società civile condivida, non che scambi chi protesta per un delinquente. In questo, Agnoletto e Casarin, sono delle bestie assolute.
    Ciao.

  9. #19
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    Predefinito Re: Re: Re: Tanto per scaldare un po' gli animi...

    Originally posted by claudio ughetto


    Ciao. Scusa, sei il Benny my friend?
    Come sai, non condivido molti dei metodi degli antiglobal, anche se credo che sia necessario trovare modo di esrpimere, con argomentazioni non incpacitanti, ragioni, sentimenti e passioni contro questa forma di globalismo e ridefinire le argomentazioni, altrettanto semplicistiche, di chi giustifica un'inutile autostrada, che alimenterebbe soltanto il flusso e la vendita di auto, con frasi del tipo: - Questo è il progresso e non si può fermare!- Cosa significa? Se un fondamentalista urla: - Dio lo vuole! -, tutti ad indignarci, mentre queste nuove forme d'idolatria, ben poco razionali, vengono addirittura esaltate.
    Scusa per la digressione. Alle tue argomentazioni ho risposto, indirettamente, qua e là. Voglio solo dire che considero la critica al facile globalismo condivisibile, tutto sta al "come". Prima di tutto: far sì che la società civile condivida, non che scambi chi protesta per un delinquente. In questo, Agnoletto e Casarin, sono delle bestie assolute.
    Ciao.

    si` sono proprio io nella mia terza reincarnazione
    per quanto riguarda la globalizzazione io non credo che sia una fenomeno assolutamente positivo. ma neanche , come si fa troppo spesso, da demonizzare acriticamente, piu` per vecchie scorie ideologiche, che per effettiva progettualita` politica. in questo le bestie che hai summenzionate sono dei veri fuoriclasse.
    per spiegare cosa penso della globalizzazione basti pensare al fatto che in Kuwait si puo` ripudiare una donna con un sms. la tecnologia migliore al servizio della prepotenza piu` becera e medioevale. e globalizzato il kuwait si`? no? chi lo sa. le regole del libero mercato arrivano dappertutto ma non nella stessa maniera. e non trovano sistemi sociali e politici completamente inermi. ne sappiamo poco, forse ancora troppo poco e troppo coinvolti per dare un giudizio definitivo.
    scusa anche la mia lunga digressione ma credo che anche questa fosse una cosa da essere chiarita.

    ciao a presto.
    stammi bene

  10. #20
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    Predefinito Re: Tanto per scaldare un po' gli animi...

    Citazione Originariamente Scritto da ;4995588
    Caro Gribisi:
    purtroppo l'alternarsi dei nostri scritti non dà possibilità di lasciare le tue opinioni come quote. Quindi rispondo in successione:

    Mieli è un personaggio di serie C?
    La Nerhenstein si riferiva ai fatti francesi, è vero. Tuttavia è curioso come cresca l'accusa di antisemitismo, in Europa, proprio in occasione di questa guerra medioorientale. I casi sono 2: o qualcuno ne approfitta per far credere che la critica ad israele genera antisemitismo, oppure l'azione d'israele genera davvero antisemitismo. Quest'ultima ipotesi sarebbe spiacevole, ma dubito che quelli de Il Manifesto, per esempio (e dovresti sapere che non li amo...) siano antisemiti, vista la loro critica ventennale alla politica israeliana (se escludiamo per la distensione operata da Rabin).

    La Fallaci si è data da sola della razzista, prima ancora che la parola scaturisse dai suoi avversari. Tuttavia è un dato di fatto: ad un critico della politica israeliana non capiterà mai di vendere migliaia di copie di un libro e di ricevere le pompe di un magazine che gli dedica un intero special.
    Persino Bossi e Le Pen sembrano dei moderati, rispetto alla Oriana.

    Bé... il fatto che si faccia di ogni erba un fascio: che dei soldati palestinesi vengano accomunati ai kamikaze, che ai palestinesi venga negato persino il diritto di difendersi, mi sembra un buon indicatore dell'effetto che si vuole ottenere sull'opinione pubblica.

    Sai meglio di me che da almeno quindici anni la politica israeliana si era fatta insostenibile. Se escludiamo la distensione prima dell'omicidio di Rabin, le possibilità di dialogo erano davvero minime. Io non penso che Arafat sia un santo, ma credo che aggigiorno sia più nefasta la politica espansionista ed egemonica israeliana.
    Gli unici palestinesi benvoluti sono quelli che si conformano alla cultura dominante, che ha, non dimentichiamolo, un esercito spaventosamente organizzato.
    Dire che Arafat voglia riappropriarsi dell'intera Palestina è solo una congettura. Io vedo un stato egemone che non vuole mollare la presa e si considera totalmente nel giusto. Quindi demonizza l'avversario. Tu dirai che lo fa anche Hamas. Vero: ma Hamas è un gruppo, non un governo che evita ogni possibilità di dialogo.

    Il Destino Manifesto consiste nella convinzione di un popolo d'essere portatore di civiltà e progresso in quanto più forte, per cui i deboli devono soccombere. Vedi States e indiani d'america; vedi Turchi e Kurdi ecc. Alcuni giovani israeliani hanno espresso questa convinzione senza vergognarsi.

    Tu credi si possa combattere una guerra "regolare" contro uno dei più forti eserciti del mondo? Se sei abbastanza spregiudicato come mi sembri, se hai il senso del realismo politico, dimmi se lo credi possibile.

    Sui territori potrei pensarla come te. Perché dici il vero. 48 ore dopo la proclamazione dell stato d'Israele, gli stati arabi attaccarono. Ma Arafat ha riconosciuto la legittimità d'Israele, così come la riconobbe Hussein di Giordania. Il rischio esiste. Com'è vero che Sharon porta avanti una politica che non facilita le cose. Di certo, non sarà con la repressione ad oltranza che si otterranno dei miglioramenti.
    La situazione era già critica prima di Sharon, ma sai benissimo che tutti i commentatori condividevano su un punto: con la sua elezione tutto sarebbe peggiorato.

    Ancora 2 parole sulla democrazia. Anche la Palestina è democratica, sebbene con frange interne disturbanti. Volevo solo segnalare che vige il fanatismo anche in Israele, poiché la religione si accoppia con la società esattamente come negli stati arabi moderati.
    Ah... sull'Italia la pensiamo nello stesso modo.

    Sono d'accordo su Rabin. Era un guerriero che conosce il momento della pace. Sharon, invece, è un criminale che, se non fosse riuscito come leader, avrebbe avuto successo come rapinatore, killer o delinquente. Di questo sono fermamente convinto.
    Ciao, e scusa se non sono stato esaustivo su tutto. Ma domani lavoro e devo andare a dormire.
    lo dice un'ebrea
    https://www.unita.it/2024/01/27/inte...itismo-dilaga/
    edith Bruck: “È colpa di Netanyahu se l’antisemitismo dilaga”

 

 
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