Fotografo ucciso: Israele, non certa presenza soldati
Tel Aviv, 15:42
A due giorni dalla morte a Ramallah, in Cisgordania, del fotografo italiano Raffaele Ciriello, secondo Tel Aviv "non è certo" che nella zona degli spari vi fossero suoi soldati. Lo ha dichiarato un portavoce militare israeliano.
Commentando le notizie apparse sulla stampa italiana, secondo cui la cinepresa del giornalista avrebbe brevemente ripreso il mezzo blindato, da cui sono partiti gli spari, il portavoce ha replicato: "Se quelle immagini esistono, siamo molto interessati a vederle". Quel giorno a Ramallah erano in corso combattimenti e che il giorno precedente le autorità militari israeliane avevano esplicitamente avvertito la stampa che la città era una 'zona militare chiusa'.
Il portavoce ha anche aggiunto che al momento dell'incidente, i giornalisti italiani non indossavano segni distintivi e che si trovavano fra "uomini armati palestinesi", agendo quindi "in modo irresponsabile". Il portavoce ha infine assicurato la piena cooperazione delle autorità militari se fosse richiesta dal governo italiano. (Red)




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