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  1. #111
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    Predefinito tratto da IL RESTO del CARLINO 12 giugno 2002

    Biondi organizza
    l'opposizione in regione

    Sono in minoranza in Emilia-Romagna e in maggioranza a Roma. «Al congresso regionale abbiamo raccolto il 15% dei consensi — spiega Lauro Biondi, esponente della componente repubblicana in linea con la segreteria nazionale e con l'alleanza di centrodestra — ma crediamo che per il nostro progetto ci siano ampi spazi tra gli iscritti e tra gli elettori». Biondi contesta la linea politica del neosegretario regionale Vidmer Valbonesi ed annuncia che la sua componente intende organizzarsi su base regionale. Negativo è il suo giudizio sulle amministrazioni locali di centrosinistra.

  2. #112
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    Predefinito tratto da IL RESTO DEL CARLINO 13 giugno 2002

    Nervi scoperti nell'Edera

    «Polemiche nel Pri:
    ormai siamo arrivati alla scissione dell'atomo». Il punto finale di ogni analisi politica sull'Edera l'ha fissato Enzo Biagi con la sua famosa battuta. I repubblicani, imperterriti, però sono andati avanti. Ridotta ai minimi termini elettorali, con una struttura partitica «vera» esistente ormai solo in Romagna, l'Edera disorienta ulteriormente i suoi già scarsi elettori con una linea nazionale filo-berlusconiana — quella del segretario Francesco Nucara — e una linea emiliano-romgnola più vicina al centrosinistra. Non lo negano neppure i protagonisti: siamo sull'orlo di una spaccatura insanabile, forse una scissione.
    «Non ce ne andremo mai» assicura però con forza Luigi Sansavini, segretario della consociazione forlivese e assessore di una giunta provinciale guidata dal repubblicano Piero Gallina, uno dei più aspri critici di Nucara e della svolta a destra. «Rimaniamo nel partito rivendicando la nostra autonomia — spiega Sansavini — e poi se ce ne andassimo noi emiliano-romagnoli, cosa resterebbe del Pri?». Del resto ormai la scena politica forlivese è piena di ex repubblicani: da Stelio De Carolis, anima inquieta nei Ds, a Ubaldo Marra, fresco segretario forlivese della Quercia, fino a al segretario di Forza Italia, Antonio Nervegna.
    Nella paradossale situazione interna del Pri i seguaci della maggioranza nazionale si ritrovano minoranza a Forlì
    . Lauro Biondi è contemporaneamente esponente dell'ala filo-berlusconiana e formale sostenitore della giunta di centrosinistra guidata da Franco Rusticali. Un groviglio di posizioni difficile da sciogliere, malgrado i continui pronunciamenti critici verso il centrosinistra. «No, non mi considero all'opposizione — spiega Biondi — anche se spesso mi sembra di rappresentare l'unica vera opposizione in consiglio comunale... Diciamo che svolgo una funzione di chiarimento anche per la maggioranza». Non basta? Alle ultime elezioni amministrative, nel Forlivese si votava in due comuni, Castrocaro Terme e Dovadola. Nel primo l'Edera era alleata con la sinistra, nel secondo con la destra. Vallo a spiegare agli elettori. Il segretario nazionale Nucara vorrebbe mettere un po' d'ordine in questa situazione e all'ultimo congresso regionale di Cesena ha detto a chiare lettere che alle prossime elezioni il Pri dovrà fare solo alleanze di centrodestra. Chi non ci sta può anche andarsene. Ma gli «autonomisti» del neosegretario regionale Vidmer Valbonesi rivendicano l'autonomia nella scelta delle alleanze e rilanciano il loro progetto: una terza via nazionale di stampo liberaldemocratico europeo.
    Negli anni della Prima Repubblica un risultato elettorale al 2% a livello nazionale era già un successo. Il Pri si «vedeva». Ora è scomparso dalla scena, malgrado in Romagna mantenga una forza notevole: voti (a Forlì 4453, pari al 6,62% alle comunali '99), iscritti e proprietà immobiliari. Il destino è un inarrestabile declino? «No, se troncheremo le polemiche interne e ci occuperemo dei problemi della gente» dice Biondi. «Il Pri avrà un futuro se ripartirà dai luoghi dov'è più strutturato per incidere nella società» replica Sansavini. Quasi concordi. Quasi.

    di Emanuele Chesi

  3. #113
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    Predefinito da IL RESTO DEL CARLINO 13 giugno 2002

    Repubblicani, battete un colpo

    L'arte dell'equilibrismo, si sa, è una dote dei politici di professione. Ben diversa è invece la «base» del partito: tutt'altro linguaggio si sente quando questa deve parlare, e tutto diventa a un tratto più chiaro (o più scuro). Ma che succede quando anche i vari simpatizzanti e attivisti sono costretti a fare i funamboli (ma non ne sono capaci)? Molto semplice, scelgono il silenzio...

    Ieri pomeriggio abbiamo fatto un giro per i circoli storici del Pri, per sentire quali sono gli umori dopo il recente congresso regionale di Cesena, che ha sancito, ancora una volta, la spaccatura tra la «minoranza-maggioranza» (a sinistra) emiliano romagnola e la «maggioranza-minoranza» (a destra) della linea nazionale del Pri.


    Ci siamo informati sullo stato di salute del Pri e abbiamo chiesto: il partito è spaccato?Le idee non sono molto chiare, neanche tra chi le cose è abituato a vederle chiare. Ed è forse questo che il dato più importante che si può rilevare al termine del nostro «viaggio»: la base è veramente disorientata. E se deve rispondere ad alcune semplici domande si trincera dietro un originale «silenzio stampa», proprio come i politici di professione...

    E' successo ieri pomeriggio al circolo del Ronco. Su una trentina di persone presenti, una decina si sono dichiarate repubblicane, ma nessuno ha voluto esprimere la propria opinione: «Cambia tutto troppo velocemente», dice qualcuno tra i denti. Come dire: «Non ci capiamo più niente neanche noi!».
    Non manca però chi parla ancora col cuore. Dice Riccardo Rosati, al circolo Mazzini di corso della Repubblica: «L'Edera è una fede pura, il resto non conta. Chi ha una tessera sa cosa fare: seguire l'indicazione del partito». Più dubbioso è Claudio Jeva, barista al circolo Mazzini. Il partito si spaccherà? Risponde Jeva: «Tutto dipenderà dalla sensibilità del segretario Nucara e della sua capacità di comprendere le anime delle sezioni periferiche, che sono poi quelle che hanno ancora la passione e l'attivismo». Va bene, ma se si deve scegliere? «La sinistra non ci ha trattato bene, ma con Berlusconi proprio non va...». Eccolo, è un po' questo il ritornello che si sente in giro: «Io il Pri lo vorrei al centro: né destra, né sinistra», è l'opinione di Enzo Massani, raccolta sempre al «Mazzini».

    Ma c'è chi si sbilancia di più: dopo l'infruttuosa puntata al circolo di viale Roma andiamo al circolo «Dario Papa» di via Ravegnana. Qui, durante l'immancabile partita a carte incontriamo Enrico Pardolesi, Aldo Zavatti, Foliero Cortini e Aldo Monti. Chiediamo: il partito si spaccherà? Eloquente Pardolesi: «Il partito è già spaccato... Ho sentito Nucara a Cesena, è stato vergognoso. Ha parlato un quarto d'ora e non ha detto niente. Poi è subito scappato: non ha voluto neanche sentire i pareri diversi dal suo». Opinione forte. Ma stringiamo, se si andasse a votare con l'edera a fianco del centro destra? Concordi i quattro: «Non andremmo a votare». Pardolesi avanza poi una previsione: «Scomettiamo che Nucara in due o tre anni sarà in minoranza?». Va bene, ma nel frattempo esisterà ancora un Pri? Spiegano i quattro: «In effetti è vero, l'elettorato, così come è ora il partito, non ci capisce un granché...».

    di Fabio Campanella

  4. #114
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    Predefinito da IL RESTO del CARLINO 13 giugno 2002

    Il segretario regionale del Pri replica

    Il segretario regionale del Pri replica alle critiche di tre notabili cesenati: Oddo Biasini, Mario Guidazzi e Africo Morellini. La loro preoccupazione — afferma Valbonesi — «sulla possibilità che i repubblicani romagnoli si volessero distaccare dal Pri nazionale in termini organizzativi, anche grazie al loro contributo si è rivelata infondata. La relazione, il dibattito e le conclusioni del congresso testimoniano di una forte battaglia politica tesa al riconoscimento del diritto delle federazioni locali a decidere la politica locale. Nessuno ha posto, al congresso, il problema di un distacco 'ederalistico' dal partito nazionale, che è e deve rimanere unitario pur nella nella dialettica delle posizioni. In tal senso colgo anche l'occasione per ribadire che il problea non è stato congelato: non era all'ordine del giorno. I repubblicani emiliano-romagnoli semmai si pongono il problema di vincere sulla linea della terza via repubblicana-liberal-democratica il confronto con la dirigenza nazionale».
    Dunque, Valbonesi, riferendosi al titolo del Carlino, nega il congelamento del problema-simbolo. Ma proprio Piero Gallina, alla vigilia del congresso, ci aveva dichiarato: «Il problema fondamentale da discutere al congresso sarà quello di arrivare a un chiarimento con il Pri nazionale sull'agibilità del simbolo». Per la precisione.

  5. #115
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    Predefinito da LA NUOVA FERRARA 13 giugno 2002

    Il Pri contro la Fer

    PORTOMAGGIORE
    «Peggio la Fer di Trenitalia»: parola di Luisa Babini, consigliera regionale del Partito Repubblicano Italiano che ha scritto all'assessore ai Trasporti Alfredo Peri per lamentare carenze nelle informazioni sui treni delle linee passate da Trenitalia (ex Ferrovie dello Stato) a Fer, la nuova società ferroviaria di proprietà della Regione.
    Chi deve viaggiare sui treni regionali che coprono ad esempio la linea Bologna-Portomaggiore - spiega la consigliera Babini - non trova nelle stazioni nè una biglietteria, nè indicazioni su orari, costo dei biglietti e dove acquistarli.
    Indicazioni che sono sì fornite telefonicamente da un numero verde, ma per conoscere tale numero - afferma Babini - bisogna rivolgersi all'apposita agenzia regionale, che non è presente sull'elenco telefonico: «Così non tutti sanno che i biglietti si comprano all'edicola della stazione o in quella di Via Zanolini a Bologna, ma se salgono sul treno senza biglietto sono soggetti a soprattasse e sanzioni».

  6. #116
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    Sei partiti al comitato anti centrale:
    «Per ora non ci sbottoniamo»

    Centrale elettrica di Durazzanino: come la pensano i partiti? Il comitato Clan-Destino, che si oppone al maxi impianto, aveva chiesto alle forze politiche locali di pronunciarsi pubblicamente, domani sera, nel corso di un convegno alla Camera di commercio. Invece gran parte di loro saranno presenti, ma non interverranno. Scioglieranno le riserve solo quando avrà terminato il lavoro la commissione speciale che sarà nominata dal consiglio comunale entro giugno.
    E' questo il senso di un documento spedito ieri al comitato Clan-Destino dai capigruppo consiliari di Ds (Luciano Minghini), Forza Italia (Stefano Gagliardi), Alleanza Nazionale (Luigi Fratesi), Margherita (Evangelista Castrucci), Partito Repubblicano Italiano (Mario Damassa) e Ccd (Lorella Mignogna). Gli altri partiti rappresentati in consiglio comunale, Verdi, Comunisti Italiani e Rifondazione Comunista, hanno già manifestato la loro opinione contraria all'impianto da 800 megawatt progettato per Durazzanino.
    La commissione comunale sarà formata da consiglieri e da alcuni tecnici: esaminerà il progetto preliminare e lo studio di impatto ambientale (che sarà depositato nei prossimi giorni) e sarà uno strumento di consultazione per il consiglio comunale, che dovrà esprimere un parere motivato entro 90 giorni dalla presentazione del progetto, dunque presumibilmente a metà settembre. Intanto ieri i consiglieri regionali di Forza Italia Antonio Nervegna e Rodolfo Ridolfi hanno rivolto un'interrogazione alla giunta chiedendo di fare chiarezza sulle centrali che potrebbero essere costruite a Forlì e Ravenna.

    Fabio Gavelli

  7. #117
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    Predefinito da IL RESTO DEL CARLINO del 15 giugno 2002

    Giancarlo Cimatti alla guida
    dell'Unione comunale del Pri

    Con 29 voti favorevoli e 3 astensioni la direzione dell'Unione comunale del Pri, ha eletto Giancarlo Cimatti segretario comunale del partito. Venerdì prossimo si riunirà la direzione provinciale che dovrebbe affidare a Paolo Gambi la carica di segretario provinciale. «Si conclude così il lungo dibattito congressuale — commenta Cimatti — che ha visto il Pri di Ravenna recuperare una sostanziale unità nella definizione di un progetto politico con ambiziosi obiettivi». La direzione comunale ha anche completato le nomine per la direzione provinciale eleggendo Aride Brandolini, Bruno De Modena, Silvia Forlivesi, Davide Guerra, Silvia Lameri, Silvano Marchini, Sergio Minghetti, Stefano Ravaglia, Adriano Savorani, Roberto Scaini, Remo Tarroni, che si aggiungono a quelli eletti direttamente dal congresso provinciale.

  8. #118
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    Predefinito tratto da IL RESTO DEL CARLINO 18 giugno 2002

    Commissione per Elettra,
    Biondi (Pri): «E' inutile»

    Il consiglio comunale ha varato ieri la Commissione consiliare tecnica che si occuperà della progettata centrale elettrica di Durazzanino. La commissione avrà tempo un mese dalla richiesta di autorizzazione dell'azienda per esprimere un parere tecnico. Dal consenso unanime si è sfilato però il consigliere repubblicano Lauro Biondi che in un'interpellanza afferma che «appare oramai certa l'inutilità della centrale». Biondi chiede al sindaco di non essere acquiescente verso un'operazione di mercato lecita ma in contrasto l'interesse dei cittadini e di adoperarsi per interventi che non aggravino le condizioni ambientali e non provochino ricadute negative sull'agricoltura e il turismo.


  9. #119
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    Predefinito da IL RESTO del CARLINO 23 giugno 2002

    Repubblicani, Paolo Gambi
    eletto segretario provinciale

    Con ventinove voti favorevoli e tre schede bianche, la direzione provinciale del partito repubblicano di Ravenna ha affidato a Paolo Gambi l'incarico di segretario provinciale. Gambi (che fino a poco fa aveva la carica di segretario del Pri dell'Emilia-Romagna) si affianca a Giancarlo Cimatti, eletto segretario comunale la settimana scorsa.
    Il nuovo leader provinciale dell'Edera ha ribadito la linea emersa dal congresso, in cui i repubblicani ravennati si pongono come 'terza via' tra i due poli e rivendicano la loro piena autonomia rispetto alla collocazione nazionale del Pri. Paolo Gambi ha anche anticipato gli impegni principali che affronterà nel corso del proprio mandato. La sua sarà una gestione tesa a rilanciare la proposta programmatica dei repubblicani sul fronte dei rapporti tra pubblica amministrazione e cittadini, della sanità, della ricerca nella scuola e nel mondo del lavoro. Su ognuno di questi tre temi la direzione provinciale costituire appositi gruppi di lavoro, con il compito di analizzare la situazione ed elaborare proposte migliorative. I risultati saranno poi illustrati e discussi in convegni aperti ai cittadini.

  10. #120
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    Predefinito da IL RESTO DEL CARLINO 29 giugno 2002

    La 'scossa' di Donati in Consiglio

    Arrivano i soldi per lo sport, e i toni si moderano. Rassegnando la delega alle politiche sportive, l' assessore repubblicano Paolo Donati (che mantiene i lavori pubblici) un risultato lo ha ottenuto: giovedì sera il Consiglio comunale ha discusso la crisi dello sport russiano. Il sindaco Daniele Bolognesi si è impegnato a prorogare a fine anno le convenzioni con le società sportive che gestiscono alcuni impianti comunali, le società di calcio di Russi, Godo e San Pancrazio e il Baseball Godo, concedendo loro il contributo ('rimborso spese' precisano le società) erogato lo scorso anno. Dai consiglieri di maggioranza e minoranza è poi giunta la richiesta di organizzare incontri con le principali realtà che si occupano di sport giovanile, per capire la natura dei problemi che le affliggono. E già il prossimo Consiglio, in luglio, dovrebbe essere chiamato a discutere le linee guida dei rapporti con il mondo dello sport.
    L'assessore Donati si è detto soddisfatto: «Se non altro, ora che non ci sono più qualcosa si muove, i problemi vengono affrontati. E chissà che non si risolvano». «Tardivo questo modo di affrontare un malessere che non è dell'ultimora — commenta Piergiorgio Bentini, capogruppo di Russi 2000, l'opposizione di centrodestra — la carenza di sponsor non è un problema nuovo, le convenzioni con le società che gestiscono gli impianti sono scadute da 18 mesi. Sono poi state rinnovate per il 2001, ma in questi primi sei mesi del 2002 le società hanno continuato a gestire impianti, pagando manutenzione e bollette di tasca loro senza alcuna garanzia. Ora si tampona prorogando le convenzioni, atto necessario a garantire la gestione degli impianti e l'attività del prossimo anno. Ma il tempo per definire nuovi accordi, in particolare con quanti si occupano dei giovani, c'era».
    Questo nella serata di giovedì. Ieri mattina avrebbe dovuto svolgersi un incontro fra il sindaco e Lino Dalla Valle, patron dell'Us Russi, la squadra di calcio, ma è stato rinviato a lunedì. Ieri sera invece il caso è stato discusso dalla segreteria del Pri, presenti lo stesso Paolo Donati e il segretario provinciale dell'Edera, Paolo Gambi.

    Claudia Liverani

 

 
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