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  1. #661
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    Romagna, le alte percentuali raggiunte in regione/Gli elettori hanno compreso il valore delle nostre idee e dei programmi
    Agire in nome dell'interesse generale

    Il Pri c'è e, quando si riconosce autonomia di collocazione alle federazioni locali, quando è sostenuto da tutto il gruppo dirigente ed è libero di spiegare alla gente idee e programmi della tradizione repubblicana, ottiene il consenso che si merita. L'Edera non è inutile come l'ha definita un presunto santone del repubblicanesimo che cerca l'alibi per il suo pellegrinaggio verso il partito democratico.

    I risultati di Ravenna (6,20 secondo partito della coalizione), Cesenatico (9,80 e il ballottaggio), Bertinoro (16,87), Rimini (Giulio Starnini primo nelle preferenze della lista riformista) e la riconferma dell'amico Enzo Baldazzi a sindaco di Sogliano con una maggioranza del 73,76, rendono l'idea di un Partito repubblicano di nuovo protagonista della vita delle nostre comunità.

    I tanti corvi interni ed esterni che già volavano bassi sperando nella fine del Pri, dovranno saltare il pasto e forse anche fare autocritica, se avessero la dignità per poterlo fare.

    Vorrei ringraziare i candidati a Sindaco, Bruna Righi e Lauro Biondi, e tutti i candidati per l'impegno profuso, così come gli elettori, per aver riconosciuto la dignità di una classe politica locale che quando è concentrata sui problemi della comunità e impegnata a spiegare i valori repubblicani, ottiene la fiducia della gente.

    Coloro che dovevano portare una dote al partito democratico riflettano sul fatto che il cannibalismo di potere Ds - Margherita fa tramontare qualsiasi ipotesi di un partito democratico in cui la cultura repubblicana abbia un ruolo.

    Rompere le velleità del bipartitismo e l'instabilità di un bipolarismo tarato sulle estreme, deve essere il compito e il progetto dei repubblicani per costruire quell'altra Italia per cui i nostri Maestri hanno lottato.

    Non può durare a lungo, pena il declino, il destino di un paese che accetta di far vivere uno scontro perenne di due modelli di democrazia e due modelli di sviluppo antitetici; questo provoca instabilità continua nel sistema istituzionale, nel sistema politico, nel sistema economico e nella qualità della società civile. Le condizioni del paese e la lezione tedesca dovrebbero insegnare qualcosa per sollecitare una ripresa della democrazia intesa come apporto all'interesse generale, ma se si preferisce uno scontro per la conquista del potere è ora che tutti i repubblicani lavorino ad un progetto di una terza forza che rompa questa corsa al declino.

    Widmer Valbonesi
    , segretario regionale Pri Emilia- Romagna

    tratto dal sito del Partito Repubblicano
    http://www.pri.it


  2. #662
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    Predefinito Verdetto atteso

    (1/6/2006 199) | LUIGI SANSAVINI (PRI) SFIDA IL PARTITO: "L'EDERA E' MORTA"

    (Sesto Potere) - Forlì - 1 giugno 2006 - I dirigenti repubblicani forlivesi, tra loro anche il segretario di consociazione Luigi Sansavini, che lunedì 5 giugno saranno giudicati a Roma dal collegio dei "probiviri" del Pri (messi sotto accusa e a rischio di espulsione dalla direzione nazionale per aver sostenuto e invitato a votare l'Unione e non il Pri nelle elezioni politiche dell' aprile scorso) hanno elaborato un documento, sottoscritto da oltre 30 persone, per riaffermare la piena convinzione e la consapevolezza della loro scelta. Allo stesso tempo hanno rinnovato la richiesta di dimissioni del Presidente e del Segretario nazionale del Pri Giorgio La Malfa e Francesco Nucara e quelle del "commissario" della federazione locale Widmer Valbonesi.
    Nel corso di una conferenza stampa - svoltasi oggi pomeriggio e convocata urgentemente in mattinata - i protagonisti di questa vicenda hanno anticipato le prossime mosse e reso pubblico un documento in cui - di fatto - non si rinnega nulla di quanto fatto, dichiarato o sottoscritto in occasione della campagna elettorale per le politiche 2006 .
    “Sono stato commissariato il 31 marzo – afferma Sansavini – e, insieme ad altri esponenti del partito, abbiamo ricevuto un esposto dalla Direzione che, all’unanimità, ha deliberato il nostro rinvio a giudizio, accusandoci di aver fatto campagna elettorale solo per l’Unione e non per il Pri, schieratosi notoriamente a livello nazionale con la Casa delle Libertà.”
    I dissidenti rivendicano la loro scelta di campo e chiedono alla classe dirigente repubblicana di prendere atto del verdetto dell’urna e di assumersi le proprie responsabilità.
    “Dopo la recente tornata amministrativa – affermano -, è infatti confermata la scomparsa pressoché totale del Partito. Il Pri non ha una presenza significativa in nessuna grande città, è ridotto ai minimi termini nelle sue zone storiche (fatta salva la Romagna) e ha pagato, ancora una volta, assai duramente, la scelta di schierarsi sotto le bandiere del Centro-destra”.
    “E’ proprio dalla Romagna che bisogna ripartire – prosegue Sansavini – ritrovando le origini e i valori dei nostri avi. L’errore da non compiere, però, è quello di rifondare l’ennesimo partitino. E’ invece necessario, a livello nazionale, schierarci chiaramente col Centro-sinistra e mettere a disposizione la nostra esperienza per la costituzione del Partito Democratico.”
    Più facile a dirsi che a farsi visto che gli stessi dirigenti dissidenti riconoscono che, “pure in Romagna, l'esito della competizione amministrativa - proprio a causa del disorientamento profondo della nostra base e dei gruppi dirigenti municipali - è di fatto illeggibile in modo unitario: il Pri, collocandosi a destra, ha contenuto le perdite a Bertinoro; ha salvaguardato il suo elettorato a Cesenatico in posizione di "autonomia"; ha tenuto a Ravenna, collocandosi a fianco di un Ulivo fortissimo. Ogni pezzo di ceto politico repubblicano ha fatto la scelta più utile, ed è andata bene. Ma il problema di che cosa fare resta apertissimo.”
    A livello locale, quindi, Luigi Sansavini propone di “costruire una Consociazione Romagnola che consenta di tenere insieme i circoli e di ricreare uno spazio di socialità e di dibattito politico infra-regionale oggi del tutto assente. Gli amici sparsi nella società civile attendono ancora un tangibile segno di riscatto e un disegno di grande respiro, che li riconcili con la loro gloriosa tradizione. Noi crediamo sia venuto il momento di fare questa scelta.”
    Per la cronaca, a firmare il documento sono stati:
    Amministratori e Consiglieri comunali e di circoscrizione come: Luigi Sansavini, Giovanni Bucci, Lodovico Buffadini, Alessandro Michelacci, Umberto Siboni, Davide Stefanelli, Paolo Baldoni, Andrea Bernabei, Mario Proli, William Senzani, Franco Bonavita, Giovanni Farneti;
    Dirigenti e Segretari di sezione come: Alfredo Verdini, Bruna Baldoni, Alberto Romagnoli, Enrico Pardolesi, Elio Fiumana, Rino Casadei, Giordano Mercatali, Tonino Fiumana, Corrado Baldi, Adriano Marchi, Roberta Brunazzi, Gino Garoia, Francesco Romanelli, Pierluigi Marchi.
    articolo di Maurizio Molinari

  3. #663
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    Valbonesi spara a zero sui dissidenti

    Forlì - “Non sono ribelli, ma solo dei servi, che hanno usato tessere false per rimanere attaccati alla poltrona, e hanno avuto anche il coraggio di farsi belli con la faccia di Aurelio Saffi, che è sempre stato contro il potere. Dovrebbero dimettersi per immoralità politica”. La sua sentenza il segretario regionale e commissario dell’Edera, Widmer Valbonesi, l’ha già pronunciata. Ora il destino dei “dissidenti” è nelle mani del Collegio dei probiviri, che domani si riunirà per giudicare il folto gruppo di dirigenti, amministratori e consiglieri - attualmente deferiti - che giovedì mattina hanno operato la scissione dal Pri forlivese, ufficializzando la nascita della “Consociazione repubblicana romagnola” guidata dal vicepresidente della Provincia e già segretario del partito, Luigi Sansavini. L’ultimo atto, in pratica, di una spaccatura sancita di fatto nel mese di gennaio, quando gli “scissionisti” invitarono a votare Ds e Margherita alle elezioni politiche, dissociandosi dalla matrice nazionale, schierata invece con il Centrodestra. Una rottura formale che portò 2 mesi dopo al commissariamento. “Dentro un partito - osserva Valbonesi - ci sono delle regole, e nonostante la nostra posizione sia sempre stata favorevole al Centrosinistra, ci siamo adeguati alle decisioni prese in ben tre congressi nazionali, in cui si è optato per la collocazione opposta. In ogni caso, anche se ci fossimo schierati dall’altra parte, a causa di questo sistema bipolare, non avremmo comunque trovato spazio. Come lo stesso Mre (Movimento repubblicani europei) di Luciana Sbarbati ha appena dimostrato, infatti, rimanendo fuori dalle cariche istituzionali. Lo ha ammesso la stessa segretaria, quando ha dichiarato che ‘a sinistra i repubblicani ci possono stare solo se sono disposti a morire’”.Valbonesi accenna anche ad un precedente storico in fatto di divisione, poi non andato a buon fine, e alle recenti votazioni e l’esito che li ha riguardati.“Nel 1922 - spiega - Ubaldo Camandini fondò già la Consociazione romagnola e delle Marche, e quella scelta gli costò cara. Dovrebbe servire da esempio. Oggi poi, i risultati delle elezioni di Bertinoro e Ravenna dimostrano che il Pri è tutt’altro che morto. Abbiamo 101 anni di vita e siamo rimasti gli unici a non doversi vergognare della propria storia”.L’ultima frecciata il segretario regionale la rivolge al presidente dei “Mazziniani”, Roberto Balzani, e al solito Sansavini, definendoli rispettivamente “il gatto e la volpe”. “Il primo - incalza Valbonesi - è quello che mi ha deluso di più, facendo propaganda politica da un organo autonomo. Ma resta comunque il più capace. L’altro, per dirla alla Andreotti, farà appunto la fine della volpe, ‘finirà in pellicceria’”.

    Alfredo Corallo

    tratto da Corriere Romagna 5 giugno 2006

  4. #664
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    Luigi Sansavini espulso dal Pri

    FORLI’ - Luigi Sansavini, vicepresidente della Provincia, consigliere comunale Pri, segretario della consociazione forlivese dell’Edera (commissariata dal 31 marzo dal vertice nazionale del Pri nella persona del segretario regionale Widmer Valbonesi) è stato espulso dal partito su iniziativa del Collegio nazionale dei probiviri, presente con sei dei sette componenti, presieduto da Virginio Pasini, segretario della sezione Pri di Ospedaletto. Il massimo riserbo sulle decisioni, che saranno rese note in modo ufficiale agli interessati fra 10 giorni, non ha impedito di venire a conoscenza dell’ “operazione chirurgica” messa in atto dal comitato disciplinare nazionale dell’Edera. Ieri si giudicavano ben 34 casi tutti di amministratori, dirigenti o semplici iscritti alla Consociazione forlivese deferiti per avere sottoscritto alla vigilia della campagna elettorale, durante le scorse amministrative, un documento politico che rigettava le intese predisposte a maggioranza dalla Direzione nazionale del partito orientate a sostenere il Governo di Centrodestra e l’alleanza elettorale della Cdl. Invece di usare la “mannaia” con tutti i dissidenti il Collegio nazionale dei probiviri ha compiuto delle divisioni.L’espulsione vale per la “testa” dei dissidenti, la sospensione per quegli amministratori e dirigenti che hanno disobbedito, ma sono invitati a ritornare “a casa” se lo vorranno e ci sono anche almeno quindici “proscioglimenti”, soprattutto di semplici militanti.Contro queste decisioni ci si potrà anche appellare all’ultimo grado di giudizio, dove il Collegio deciderà in cinque e non in sette, sempre a maggioranza assoluta.Luigi Sansavini e gli altri “dissidenti” del Pri forlivese come prova difensiva non si erano molto scomposti. Anzi, hanno ribadito le loro ragioni in un documento, reso pubblico anche alla stampa, nel quale ribadiscono l’inconciliabilità degli ideali repubblicani nello schieramento di Centrodestra e hanno rilanciato la necessità di procedere alla fase di costruzione del Partito Democratico. Il percorso dei dissidenti repubblicani, nonostante la scelta di “decapitazione” dell’ultimo segretario eletto da un congresso di consociazione, forse ridurrà l’uscita dal partito di una parte degli iscritti, ma non ridurrà la ferita politica in seno all’Edera. Una parte dei repubblicani forlivesi si muoverà, dalle prossime settimane, nel Centrosinistra, sembra, con una nuova formazione politica repubblicana.

    Pietro Caruso

    tratto da Corriere Romagna 6 giugno 2006

  5. #665
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    “Nessuno li ha allontanati ma non li rimpiangiamo”

    CESENATICO - Riceviamo e pubblichiamo.Siamo stanchi di ripetere sempre le stesse cose. I Repubblicani sono rappresentati dai Repubblicani e Stefano Rossi non è più iscritto al Pri per sua stessa scelta. Lui si è dimesso, pertanto ora rappresenta solo sé stesso o altro, non certo (vorrei specificarlo per l’ultima volta) la componente repubblicana. Se questi personaggi (Gallina, Manzelli, Zignani e lo stesso Rossi) continuano a dire che sono una componente repubblicana, significa che si sono resi conto da soli che offrono ben poco altro a chi ora li ha ospitati. Nessuno li ha allontanati ma nessuno li rimpiange, è bene che ne siano consapevoli. Ognuno ovviamente trarrà le dovute conclusioni, ma per cortesia, per rispetto alla nostra (e un tempo anche loro) storia e ai Veri Repubblicani, chiediamo maggiore onestà umana e intellettuale.

    Bruna Righi

    tratto da Corriere Romagna 15 giugno 2006

  6. #666
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    [mid]http://xoomer.virgilio.it/francesco.rinaldi29/KAR_ITALIANE/Alexia/Alexia_-_Non_lasciarmi_mai.mid[/mid]

    Espulsi Bucci e Buffadini

    FORLì - Altre teste di repubblicani illustri sono nella cesta del Collegio nazionale dei probiviri del Pri, oltre a quella già annunciata, del segretario dimissionato Luigi Sansavini. A fungere da segretario-relatore del verdetto del Collegio (presieduto a livello nazionale dal forlivese Virginio Pasini) è stato Widmer Valbonesi, commissario della Consociazione forlivese, ma anche segretario regionale del Pri. La prima sezione dei probiviri ha espulso oltre a Sansavini, Lodovico Buffadini, assessore al Comune di Forlì ma anche segretario della sezione “Cattaneo” e Giovanni Bucci, anch’egli assessore comunale e membro, paradosso dei paradossi, della seconda sezione del Collegio nazionale sempre dei probiviri. Tra l’altro, ironia del caso, contro i verdetti dei probiviri possono ricorrere entro trenta giorni proprio alla seconda sezione del Collegio.La repressione della dissidenza forlivese, che alle ultime politiche si è espressa con una chiara indicazione di voto ai partiti dell’Ulivo, contro la scelta della maggioranza nazionale repubblicana di rimanere legati alla coalizione della Casa delle libertà, ha dosato le pene. Dopo l’obiettivo di “tagliare” il vertice degli amministratori comunali e provinciali non “in linea”, nei confronti degli altri amministratori si è proceduto con provvedimenti più lievi. Sospesi per sei mesi: Alessandro Michelacci, Umberto Siboni di Forlimpopoli, Davide Stefanelli e Paolo Baldoni di Civitella, Mario Proli di Predappio, Andrea Bernabei di Modigliana, Giovanni Farneti di Forlì. Sospesi per 4 mesi: Alberto Romagnoli, Rino Casadei, Roberto Santolini. Semplice richiamo: Franco Bonavita, Enrico Pardolesi, Giordano Mercatali, Alfredo Verdini, Elio Fiumana, Bruna Baldoni. Assolti in quattordici.Ed ora? Valbonesi, che continua a manifestare la sua linea di autonomia repubblicana, favorevole - a suo dire - al Centrosinistra, ha ribadito che voterà “no” al referendum del 25-26 giugno e che, nei prossimi giorni, chiederà un incontro ufficiale al sindaco Nadia Masini e al presidente della provincia Massimo Bulbi, per chiarire che - nel caso di fine della copertura di partito agli amministratori dissidenti (cosa che avverrà a metà di luglio) - il Pri si sente legittimato a rioccupare i posti “scoperti” con nuovi nomi, lasciando al loro destino i “traditori” del partito dell’Edera.

    Pietro Caruso

    tratto da Corriere Romagna 17 giugno 2006

  7. #667
    Da una grotta tra i monti...
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    Ah, beh, giusto... quel che conta sono le sedie...

    Il vecchio Wid non si smentisce mai: vecchia scuola "De Carolis"... la realpolitik elevata a stile di vita!

  8. #668
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    Eremita ... non devi misurare gli altri con il tuo metro ... anche perche' per avere posti e prebende sarebbe molto piu' facile aderire ai Ds ... invece di rimanere a lottare nel Pri per seminare le idealita' repubblicane ... e non essere omologati nel qualunquistico panorama di marxisti orfani di partito ...
    La tua sedia l'hai avuta ? ... (buon pro') ... stattene buono e calmo ... e vai a discettare su altri Forum dove puoi trovare maggiore sintonia con le tue inclinazioni nichiliste e senza costrutto ...

    http://www.nuvolarossa.org/

  9. #669
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    BUFERA PRI FORLì-CESENA: ESPULSI SANSAVINI, BUFFADINI E BUCCI

    (Sesto Potere) - Forlì - 16 giugno 2006 - Oggi a Roma sono state rese pubbliche le motivazioni della sentenza emanata il 5 giugno scorso dal Collegio nazionale dei "Probiviri" del Pri verso i dirigenti forlivesi "dissidenti" – fra cui lo stesso segretario uscente e vicepresidente provinciale Luigi Sansavini – che avevano fatto campagna elettorale per l’Unione, nelle Politiche del 9 e 10 aprile, senza sostenere il Pri, schieratosi invece col Centro-destra e con una lista propria al Senato.
    Il giudizio era stato emesso, ma la sentenza era stata segretata per dieci giorni.
    Avevamo dato conto delle indiscrezioni.
    Oggi la conferma di quello che si sapeva già: Luigi Sansavini e gli assessori comunali Giovanni Bucci e Lodovico Buffadini sono stati espulsi dal partito.
    Per i "condannati", comunque, c'è la possibilità di ricorrere in appello.
    Lo faranno?
    La notizia è stata divulgata oggi pomeriggio dal segretario regionale e commissario protempore della consociazione locale dell'Edera Widmer Valbonesi che ha ribadito in questa diatriba di non voler prendere posizione per una delle due parti ma di attenersi ad un ruolo poco più che notarile.

    Marco Colonna



    (Sesto Potere) - Forlì - 16 giugno 2006 - La questione dei tre amministratori del Pri di Forlì-Cesena giudicati dal collegio nazionale dei probiviri del Pri (insieme ad altre 31 persone, 20 delle quale ‘colpite’ da un provvedimento sanzionatorio) avrà ripercussioni anche sulle attuali giunte comunale e provinciale, come è noto infatti: Lodovico Buffadini e Giovanni Bucci sono infatti assessori nel comune di Forlì, mentre Luigi Sansavini è vice presidente della Provincia di Forlì-Cesena.

    Il segretario regionale del Pri Widmer Valbonesi oggi pomeriggio ha fatto sapere che chiederà infatti quanto prima una “verifica al sindaco di Forlì Nadia Masini e al presidente della Provincia di Forlì - Cesena Massimo Bulbi.

    "Mi rifiuto - ha dichiarato Valbonesi - infatti di credere che il rapporto sia con i singoli e non con le forze politiche. Se dovessero proteggere questi repubblicani ( che ora, entro 30 giorni, potranno fare appello a una seconda sezione giudicante che emetterà verdetto in 60 giorni, ndr ) non più tali allora si aprirebbe un problema politico”.

    Tra i 20 sanzionati dal collegio nazionale dei probiviri del Pri tanti amministratori locali e dirigenti del partito dell'Edera.
    Nel dettaglio: sono stati sospesi per 6 mesi sono stati: Alessandro Michelacci ( vice sindaco di Forlimpopoli ), i consiglieri comunali Umberto Siboni ( Forlimpopoli ) , Paolo Baldoni ( Civitella ), Mario Proli ( Predappio ), Andrea Bernabei ( Modigliana ), e l’assessore del comune di Civitella Davide Stefanelli.
    Quattro mesi di sospensione per i segretari di sezione Alberto Romagnoli, Rino Casadei e Roberto Santolini.
    Un semplice richiamo infine per il consigliere comunale di Castrocaro Franco Bonavita e per i segretari di sezione Enrico Pardolesi, Giordano Mercatali, Alfredo Verdini, Elio Fiumana e Bruna Baldoni.
    Bl.De.

    (Sesto Potere)



    (Sesto Potere) - Forlì - 16 giugno 2006 - “Non è possibile che i giornalisti sappiano le cose che mi riguardano prima di me e che io debba venire informato dai giornali e dai mass media”.
    Questo è il commento di Luigi Sansavini, ormai a tutti gli effetti ex segretario della consociazione forlivese del Pri, reggiunto nel pomeriggio per conoscere i suoi commenti al provvedimento del Collegio nazionale dei "Probiviri" dell'Edera che lo ha espulso dal partito insieme agli assessori comunali Giovanni Bucci e Lodovico Buffadini.
    “Non posso commentare una sentenza delle cui motivazioni non sono a conoscenza – continua – ma posso tranquillamente affermare che, con i suoi metodi, Widmer Valbonesi (il segretario regionale che oggi pomeriggio ha divulgato la notizia, nella foto di Fabio Blaco, ndr) si sta comportando da novello Torquemada.”
    Il dissidente Repubblicano ha parole di fuoco anche per la Direzione nazionale: “Non riconosco autorità a un vertice che rappresenta lo 0,1% del partito e che è stato eletto sotto un’altra bandiera – afferma – e non mi interessa nulla di quel che possano dire, fare o decidere. Io ho con me gran parte dei repubblicani forlivesi e romagnoli, quindi andrò avanti per la mia strada.”
    Sansavini, come ha più volte ribadito, intende creare una consociazione Repubblicana romagnola che partecipi attivamente, all’interno del centrosinistra, alla creazione del Partito Democratico.
    Non riconoscendo alcuna legittimità al collegio dei “Probiviri” che lo ha giudicato, egli conferma di non aver intenzione di far ricorso in appello. “Sarebbe solo una presa in giro – dichiara.
    E sulla questione delle cariche pubbliche va all’attacco: “Noi, qui a Forlì e nel comprensorio, abbiamo preso un sacco di preferenze e le preferenze vanno ai singoli, non al partito. Per di più siamo sempre rimasti coerenti con la nostra linea politica, a differenza della Direzione nazionale e di certi voltagabbana locali. Valbonesi può dire quel che gli pare a riguardo, può parlare col sindaco e con chi vuole, a me importa poco.”
    Infine, sollecitato, Sansavini esprime totale disinteresse anche nei riguardi della vicenda che coinvolge il segretario nazionale, Giorgio La Malfa, che si è presentato dimissionario perchè – contrariamente alla posizione del Pri – dicendosi a favore del “no” nel referendum costituzionale del 25 e 26 giugno. “Sono assolutamente indifferente a questa controversia – chiude Sansavini – perché per me è come se parlassero dei fantasmi.”

    Maurizio Molinari



    (Sesto Potere) - Forlì - 16 giugno 2006 - “Apprendo la notizia dell’ufficialità della nostra espulsione dal Partito da lei in questo momento”, ci dichiara l'assessore comunale Lodovico Buffadini, nella foto, che insieme agli altri amministratori dell'Edera Luigi Sansavini e a Giovanni Bucci da oggi non fa più parte del Pri, dopo la sentenza del collegio dei “Probiviri” emessa il 5 giugno scorso , fino a ora segretata, e resa pubblica solo oggi pomeriggio.
    “Devo dire che per certi versi sono felice – continua – perché l’espulsione mi permette di rompere dei vincoli trascinatisi per troppo a lungo. Sono iscritto al Partito da 35 anni e una cosa del genere non l’ho mai vista. Un’epurazione in piena regola che ha il suo bravo mandante: Vidmer Valbonesi. Già il fatto di fare distinguo fra espulsi, sospesi e semplici richiamati sta a testimonianza di una strategia ben precisa: quella di fermare un’emorragia da un Pri già però cadavere.”
    In sostanza, Buffadini rivendica il comportamento analogo dei trentuno dirigenti dissidenti del Pri e non si spiega le diversità di trattamento se non con la volontà, da parte di Valbonesi, a suo parere “di costruirsi una credibilità che non ha. Lui è un burattinaio all’interno di un teatro di burattini della politica, perché questo è ormai diventato il Partito Repubblicano”, sentenzia.
    “Noi, però – prosegue – continueremo la nostra battaglia perché rappresentiamo la vera anima del Repubblicanesimo, e ci impegneremo per la costituente del Partito Democratico. D’altra parte è sempre successo che i lottatori venissero emarginati, ciò che invece non accade a chi tira sempre il carro dove vuole il padrone, come un bravo mulo sardo.”
    Buffadini, che è anche assessore comunale alle finanze, rivendica inoltre quella che considera la perfetta legittimità – da parte sua, di Bucci e di Sansavini – nel continuare a ricoprire le cariche pubbliche per cui sono stati eletti.
    “Io prendo settecento preferenze – sostiene – mentre Valbonesi deve essere contento se ne prende la metà, nonostante l’appoggio del Partito. Se chiederà un incontro col sindaco per discutere in merito alla mia posizione e a quella degli altri che sono con me, parlerò subito con il sindaco Nadia Masini affinché non perda tempo in riunioni che non hanno alcun senso politico.”
    Per concludere parlando di referendum del 25 e 26 giugno e della posizione di Giorgio La Malfa, Buffadini ricorda: “Noi, lunedì sera, saremo con le nostre bandiere insieme agli altri gruppi consiliari che sono per il no alla riforma costituzionale voluta dal centrodestra. Questo è un segno di coerenza e di chiarezza di intenti, non come La Malfa che, dopo essersi fatto eleggere con Forza Italia, solo ora si dichiara contrario allo sfacelo della seconda parte della Costituzione che il Polo vorrebbe compiere. Qualcuno – conclude – si starebbe rivoltando nella tomba, se questo vertice nazionale scellerato non si fosse giocato anche le tombe.”

    Ma. Mo.


    articoli vari tratti da Sesto Potere 16 giugno 2006

  10. #670
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    “Buffadini e Bucci Violate le regole”

    FORLI' - Widmer Valbonesi, commissario della Consociazione forlivese del Pri e segretario regionale dell’Edera, ribatte alle accuse degli “espulsi” Giovanni Bucci e Lodovico Buffadini. “Il collegio dei probiviri nazionale non li ha giudicati per la loro attività amministrativa o per essere di Centrosinistra, bensì perché invitando a votare per altri partiti hanno violato le più elementari regole di democrazia interna dello statuto del Pri. Solo a Forlì si è stati corresponsabili di una sconfitta elettorale con atteggiamenti che avevano come obiettivo, lo scioglimento del Pri e la migrazione verso il partito democratico. A Bucci ricordo che l’ho inseguito per avere un incontro. A Buffadini vorrei ricordare che i commissari non sono mai eletti, ma che io sono eletto anche come segretario regionale e sono membro della segreteria nazionale a rappresentare i repubblicani di Centrosinistra del Pri e sono anche colui che nel 1980, quando il commissario Del Pennino venne a Forlì per impedire l’ingresso del Pri forlivese nelle giunte di sinistra fece la relazione per sostenere quella scelta. Essa fu votata da tutte le sezioni tranne quella di Buffadini, allora, anticomunista feroce”.“In tutti i casi il Pri - conclude Valbonesi - avendo partecipato alle elezioni col Centrosinistra e avendo intenzione di mantenere il patto di legislatura, chiederà di essere rappresentato da due suoi esponenti, non da due rappresentanti che hanno scelto di non essere più nel Pri ed oggi per questo sanzionati. Quando si crede in una causa nuova si dovrebbe avere l’umiltà di azzerare le esperienze vecchie, ci si dimette dagli incarichi e si aspettano nuove occasioni per essere scelti nel nuovo partito. Voglio, poi, confessare pubblicamente che, ebbene sì, ho esultato per i risultati ottenuti a Ravenna, a Sogliano, a Rimini, a Cesenatico e a Bertinoro perché io sono repubblicano, che quando il Pri cresce esulta e che ha sempre sostenuto il diritto all’autonomia delle federazioni locali”.

    tratto da Corriere Romagna 19 giugno 2006

 

 
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