Crisi della Seconda Repubblica
Giovani e la sfiducia di Prodi
Caro Primo Ministro,
ogni tanto sembra che lei sia convinto di governare un altro paese. Le dichiarazioni su La Stampa di domenica 3 giugno ne sono un chiaro esempio. In sostanza, secondo lei i giovani non sono presenti in politica perché non ce ne sono di abbastanza in gamba. Così si è costretti a ripiegare sulle solite facce, visto che il ricambio è totalmente impossibile, a causa dell’incapacità delle giovani generazioni.
Come al solito, la colpa è di qualcun altro: il governo è fermo per colpa dei ministri, le riforme per colpa delle parti sociali, eccetera. In sostanza, scuse da bambino viziato. Testimonianza di come una persona possa perdere il contatto con la realtà. Il mondo della politica per i giovani è un territorio ostico: ogni dirigente è diffidente, l’importante è non perdere la poltrona. Sembra una banalità, ma è la migliore descrizione della realtà che ci possa essere. Entrare nelle direzioni è impossibile, l’aiuto è poco e dato malvolentieri, il miglior risultato ottenibile è quello di poter essere strumentalizzato. La generazione attualmente al potere si è barricata nei palazzi: è pronta a combattere con le unghie e con i denti,. pur di non essere trascinata via dall’ufficio.
Se poi questa tenacità è collegata al fatto che i partiti in sostanza non possiedono più un programma proprio, il risultato è pessimo. Significa infatti che nessun dirigente di partito in Italia oggi ha più voglia di fare politica: è rischioso, faticoso, fa sudare. E’ finito il tempo delle idee, nasce quello degli espedienti. Delle responsabilità rimbalzate e degli scaricabarile. Una nuova (neanche tanto) era in cui la protagonista, signor presidente, è l’attuale classe politica. Incapace, raccomandata, ladra e motivo di vergogna. Assolutamente al di fuori dei tempi, poco concreta, ancor meno idealista. Ecco perché, signor presidente, ci sono pochi giovani oggi in politica: perché i vecchi hanno paura. Hanno paura di andarsene a casa, di non poter più percepire stipendi (visto che non sanno fare nulla). Hanno paura che si dimostri che l’Italia può essere un grande paese, senza di loro. Che si dimostri che sono loro, il vero freno dell’Italia. Ecco perché nella costituente PD non ci sono giovani: solo vecchi opportunisti per far nascere il partito truffa.
E allora basta qualche rara cooptazione, giusto per dare in mano un po’ di potere a qualche fedelissimo, già stanco, che assicuri al vecchio l’entrata in un qualche consiglio di amministrazione pubblico. Il merito alla generazione del “sei politico” fa molta paura: la comparazione diviene necessaria, la mediocrità è sotto la luce del Sole.
Inoltre presidente, ricordarle che siamo un caso unico in Europa è superfluo. Ovunque, chi ottiene le massime cariche governative ha tra i quaranta e i cinquant’anni, il momento di massima espressione di professionalità ed esperienza. Invece da noi no. A noi piacciono gli ignoranti incartapecoriti, quelli che hanno già dimostrato di non saper fare politica. Siamo un paese sull’orlo del baratro, è giusto che ci guidino idioti. Ci che però mette rabbia, è che la responsabilità di tutto questo ce l’hanno i leader. Il partito, infatti, altro non è che una cinghia di trasmissione politica fra le istituzioni e la società civile. Se questi funzionano male, non assolvono al loro ruolo culturale, cioè quello di coordinare le esigenze e favorire la nascita di nuove idee. In sostanza, la società civile ha una percezione distorna di come funziona la politica, di cosa è importante, di ciò che invece dovrebbe essere superfluo. Se lei e suoi alleati vi scannate per ottenere privilegi, le lei e Berlusconi vi lanciate accuse che hanno del ridicolo, chi ci rimette prima di tutto sono gli italiani: si immaginano che questa sia la politica, e ragionano di conseguenza; votano con leggerezza, esprimono idee con l’intestino, sono perennemente scontenti. Proprio come lei. Ma lei, Presidente, sa che ci sono invece giovani colti ed efficienti, al di fuori di questi circoli viziosi, che potrebbero mettere le cose a posto; e vuole impedire la loro ascesa. Perché metterebbe in imbarazzo lei e tutta la sua generazione, tutta questa classe politica. E quindi, come con Montezemolo, cerca di arginare il problema, cerca di fare carte false.
Ma le ricordo che noi, caro presidente, abbiamo un’arma: il tempo. Prima o poi tutti questi dirigenti verranno cacciati, e noi saremo lì ad aspettare, pieni di idee e progetti. E presto verrete dimenticati.
3 giugno 2007 - Alberto Ridolfi- Responsabile Programma Federazione Giovanile Repubblicana - Romagna
http://www.fgr-fc.it/Home.htm




Rispondi Citando
[mid]http://www.fmboschetto.it/musica/Bocca_di_Rosa.mid[/mid]