Il senso di una decisione
La Direzione Nazionale del PRI ha ratificato la decisione, già assunta tempestivamente dalla Segreteria, di commissariare la Federazione Provinciale di Piacenza e l'Unione Comunale di Carrara. Una decisione sofferta, anche sotto il profilo umano e personale. Ma anche una decisione che basta da sola a sottolineare il carattere "nazionale" del partito e la coerenza strategica della sua linea politica.
In un sistema che le regole del maggioritario hanno reso bipolare - e sembra avvertirlo anche un uomo intelligente e strenuo difensore delle ragioni del "centro" come l'on. Ciriaco De Mita - non possono esistere sbavature o riserve, se non per far valere - in determinate e peculiari situazioni - scelte di assoluta autonomia: che non possono mai significare, però, adesione allo schieramento opposto.
Con il deliberato della Direzione, il Partito Repubblicano ha confermato la sua collocazione di schieramento e il valore che ad essa attribuisce. Non sono in discussione posti o prebende, sono in discussione la modernizzazione del paese, il recupero di competitività del suo sistema produttivo, il suo ruolo internazionale, il rilancio della questione meridionale, il controllo sui flussi di immigrazione e il rifiuto della cosiddetta società multietnica a favore di una integrazione governata.
Temi cari alla tradizione repubblicana, sui quali la sinistra mostra di essere in affanno e che possono trovare risposta solo nell'ambito della coalizione raccolta nella Casa della Libertà.
In questa coalizione i repubblicani trovano le ragioni del loro impegno. Facendo valere - come ha ricordato Giorgio La Malfa - le ragioni proprie del mondo laico. La linea politica è tracciata, su questa linea si misurerà l'impegno repubblicano per il futuro.
E' la linea politica indicata dal Segretario del Partito Francesco Nucara al Congresso di Ravenna; è la linea politica ora ribadita, nel concreto, dalla Direzione Nazionale. E spiace dover constatare che della nettezza di questa linea continuano a non prendere minimamente atto alcuni dirigenti periferici del PRI, a cominciare da una parte dei dirigenti della Romagna: i quali fingono di ignorare che il partito lievita e cresce su una linea politica e intorno a temi diversi da quelli che, con una scelta di retroguardia, stanno dibattendo nei loro congressi. Un'opera di rimozione che ci lascia stupiti e sconcertati.
Roma, 5 giugno 2002
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tratto dal sito web nazionale
http://www.pri.it




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