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  1. #41
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    certo che jan hus hai un idea un po' manichea della politica, primo perchè ritieni che il PRI abbia avversari che tu indichi nel centro destra a prescindere, secondo perchè ritieni che il PRI debba muoversi in un'autonomia circoscritta ,di non rottura con la sinistra, il che non rende autonomo il pri, ma subalterno allo schieramento, il che, è l'esatto opposto di quello che io penso debba fare il pri.
    In politica, a prescindere dal caso di Dovadola ,che è particolare e va mantenuto tale ,da tutti Calvin, senza dietrologie,guai a vincolare il ruolo di un partito allo schieramento e non a ragioni di carattere politico e programmatico.
    Se proprio vogliamo vedere degli avversari politici poi, in termini ideologici, lo sono tutti coloro che hanno una concezione fideistica, non laica, non libertaria, non repubblicana;in termini politici tutti coloro che non si riconoscono nella cultura dell'interesse generale, ma allora sia il polo che il cs sono nostri avversari, assomigliandosi sempre più e disputandosi i ceti corporativi per la conquista del potere.
    Quando si raggiungono intese politiche amministrative soddisfacenti sotto il profilo programmatico e della dignità politica , sinceramente non capisco perchè i repubblicani debbano bollare la rappresentanza, che in democrazia è la garanzia del pluralismo ,come una scelta poltronaia ;questo è disfattismo gratuito ed espone alla berlina i nostri amministratori eletti dal popolo nei confronti dei quali dovremmo avere maggiore rispetto perchè sono coloro che debbono coniugare nell'attività di governo o di opposizione la coerenza tra teoria e prassi .
    Dai nostri amministratori dobbiamo pretendere il perseguimento del rigore amministrativo e dell'interesse generale come lo dobbiamo pretendere da tutti gli amministratori, ma non possiamo deleggittimarli, dopo aver chiesto loro di rappresentarci. Ho quasi la sensazione che ci sia un insofferenza verso la cultura di governo che è l'alibi più facile per affrontare i problemi in una critica fine a se stessa, una sorta di" bertinottismo" repubblicano che contraddice la nostra cultura, che inveca è fatta di pragmatismo, certo innervato di valori ideali ma pragmatismo, di sperimentazioni , di una grande tradizione di uomini di governo locali e nazionali di pensiero e di azione, dove l'azione non è solo il moto o la rivolta, ma è il buongoverno.
    Naturalmente un partito deve prima di tutto verificare se le alleanze consentono condizioni programmatiche e politiche dignitose; se così non fosse l'orgoglio non ci deve mancare come del resto non ci manca in Romagna ogni tanto ci presentiamo soli ed otteniamo buoni risultati, non è escluso che lo faremo anche in futuro quello che è certo è che abbiamo escluso la politica dell'acquisizione perenne ad uno schieramento, vogliamo verificare prima le condizioni di governabilità. Non ci convincono le alleanze da Di Pietro a RC ,vogliamo capire se le alleanze ci consentono di governare, non di vincere senza di fatto governare ,perchè paralizzati dai veti contrapposti.
    Io credo poi che in questa contingenza storica il PRI abbia un ruolo strategico cui non può rinunciare, perchè è l'unico partito che lo può ancora svolgere, cioè quello di coagulare politicamente quell'area culturale liberal-democratica- laica e repubblicana che non si esprime e non si potrà esprimere dentro al polo e dentro al cs per le ragioni che dicevo prima . Questa area merita di essere aggregata in un progetto politico di terza forza, che deve perseguire un disegno strategico di terza via, ma che se aggregata, eserciterebbe anche un ruolo fondamentale all'interno di questo bipolarismo delle estreme, che è incapace di perseguire il rinnovamento del paese.
    Noi dobbiamo provarci, non isolandoci o imprigionandoci ad uno schema di alleanze utilitaristico, ma promuovendo occasioni di dibattito , di confronto politico, di progettualità culturale e quindi politica.
    Se facciamo questo, la nostra identità sarà al servizio di un progetto politico e dell'interesse generale del nostro paese, ma bisogna che le divisioni manichee e il rispetto fra repubblicani non venga mai meno, non si possono tranciare giudizi su gente che fa politica da una vita, volontariamente, avendo rifiutato le sirene di partiti più influenti ed ambizioni personali, per servire un piccolo partito come il nostro, con disprezzo come in un gioco . Adesso dico due parole in libertà sul forum come se fosse uno sport! così non si aiuta l'idea in cui crediamo, così si distruggono le basi del reciproco rispetto e la possibilità di una dialettica democratica, la tolleranza, che è il presupposto dell'ideologia laica, non va solo declamata, ma deve essere perseguita ed i giudizi sulle persone ,sopratutto di queste persone che hanno scelto la frontiera dell' Italia minoritaria, andrebbero pesati sulla conoscenza effettiva ed approfondita. Quando avremo capito ciò avremo una grande forza interiore da poter trasmettere agli altri e al paese.
    Widmer Valbonesi

  2. #42
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    Predefinito Re: gli unici avversari

    Originally posted by calvin
    Gli unici avversari del Pri sono i Ds che pretesero di farci scomparire al loro interno sussumendosi l'eredità democratica di Ugo La Malfa, secondo il geniale progetto dell'onorevole Veltroni al quale l'onorevole D'Alema, pur non condividendolo, non si oppose.
    Può darsi.

    Tuttavia mi sembrerebbe abbastanza ridicolo allearsi con Forza Italia solo perché i DS volevano "annettersi" il PRI.

    Ad ogni modo, io conosco molti ex elettori del PRI che oggi votano DS.

    Originally posted by calvin
    Forza Italia è un alleato a tutti gli effetti del Pri cosa che i Ds non sono mai stati, per cui se in Romagna inizia una riflessione critica delle alleanze locali, beh era anche ora!
    Io aspetterei a sperticarmi in dichiarazioni di lealtà.

    Sono convinto che, fra non molto tempo, anche nel PRI ci sarà chi si lamenterà per il fatto che il PRI non ha molta "visibilità" all'interno della coalizione di centrodestra.

    Per il resto, questo mese c'è una tornata di elezioni amministrative. Vedremo dai risultati se la tanto desiderata "ricostruzione" del PRI avrà avuto luogo grazie al positivo influsso dell'alleanza con la destra (e non solo con Forza Italia).

    Originally posted by calvin
    Poi, per inciso, con tutto il rispetto per le autonomie del partito romagnolo, il partito nazionale ha una sua posizione di cui sarà anche ora che si tenga conto, non dico di seguirla, ma almeno di tenerne conto e tienine conto anche te Jan Hus visto che discuti le scelte locali del Pri, immagini scenari diversi e fornisci consigli.
    Io non ho difficoltà, da iscritto all'MRE, a non tenerne conto.

    Mi sembra che la difficoltà riguardi chi pensa che un partito possa essere indifferentemente alleato con la destra e con la sinistra a seconda della situazione.

    In altri termini, è a Valbonesi, e non a me, che avresti dovuto indirizzare questa reprimenda.

    Io discuto, se mi permetti, quanto mi pare e piace. Immagino scenari diversi? Certo: è forse una colpa? Quanto a consigli, non ne fornisco: formulo opinioni, per quanto discutibili. E non solo sul PRI: anche su altri partiti e su altre questioni, se vuoi proprio saperlo.

    E' per questo che si va nei forum.

    Se non ti sta bene che io lo faccia in codesta sede, non hai altro che da farlo presente a nuvolarossa e chiedere la mia espulsione dal forum.

  3. #43
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    Predefinito

    Originally posted by valbonesi widme
    certo che jan hus hai un idea un po' manichea della politica, primo perchè ritieni che il PRI abbia avversari che tu indichi nel centro destra a prescindere, secondo perchè ritieni che il PRI debba muoversi in un'autonomia circoscritta ,di non rottura con la sinistra, il che non rende autonomo il pri, ma subalterno allo schieramento, il che, è l'esatto opposto di quello che io penso debba fare il pri.
    In politica, a prescindere dal caso di Dovadola ,che è particolare e va mantenuto tale ,da tutti Calvin, senza dietrologie,guai a vincolare il ruolo di un partito allo schieramento e non a ragioni di carattere politico e programmatico.
    Se proprio vogliamo vedere degli avversari politici poi, in termini ideologici, lo sono tutti coloro che hanno una concezione fideistica, non laica, non libertaria, non repubblicana;in termini politici tutti coloro che non si riconoscono nella cultura dell'interesse generale, ma allora sia il polo che il cs sono nostri avversari, assomigliandosi sempre più e disputandosi i ceti corporativi per la conquista del potere.
    Vedi caro widmer, il problema è molto semplice.

    Il PRI attuale è molto diverso, nel bene e nel male, da quello del quale ero simpatizzante; e da quello che è sempre stato.

    Nel PRI che conoscevo sarebbe stato impensabile allearsi con la destra; mentre, per i suoi stessi dirigenti non lo era affatto (a differenza di quanto pensavo io) allearsi con la sinistra.

    Nel PRI attuale è il contrario. Tutto qui.

    Le ragioni politiche e programmatiche che invochi, in questo contesto, non le capisco; non si sta con la destra o con la sinistra per indossare una maglietta, ma proprio in virtù di quelle ragioni politiche e programmatiche di cui parli tu.

    Alla luce di queste considerazioni, capisci bene che è impossibile essere di sinistra ed allearsi con la destra, perché questo costituirebbe una contraddizione in termini.

    Quanto alla considerazione sulla concezione "fideistica" della politica, scusami tanto, ma mi sembra del tutto fantasiosa.

    I fanatici e gli intransigenti sono presenti in tutti i partiti e in tutti i movimenti, ed è presuntuoso pretendere di essere i portatori di un'idea "buona" della politica contro un'idea "cattiva" che sarebbe rappresentata, invariabilmente, dagli altri; i quali hanno, però, in sé la possibilità di riscattarsi alleandosi con i laici, tolleranti, repubblicani.

    E' poi ridicolo accusare gli altri di darsi da fare per la "conquista del potere"; non vorrai mica dirmi che ai repubblicani di Dovadola, tanto per fare un nome, come ai non repubblicani di tanti altri posti, non sono tremate le gambe al pensiero di non essere rappresentati in consiglio comunale correndo da soli?

    E cosa può averli spinti ad allearsi con chi, fino a pochi mesi prima, rappresentava l'opposizione in consiglio comunale?

    E poi scusa, caro Widmer: ma chi l'ha detto che quella politica non sia ANCHE una fede? E chi l'ha detto che esista quell'"interesse generale" di cui parli, che mi ricorda tanto il "bene comune" di cui altri parlano, e la cui interpretazione, presumo, dovrebbe essere il compito di una classe politica "illuminata"?

    Sei proprio sicuro che idee come queste facciano parte di quella concezione della politica "laica" e "libertaria" alla quale tu professi di appartenere?

    Inoltre, caro Widmer, a proposito di laicità, il tuo parlare di "politica dell'interesse generale" mi ricorda tanto la politica del "bene comune"...
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  4. #44
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    Predefinito ma che espulsioni!

    In verità considero più che positivo che un iscritto all’ Mre discuti e si confronti con il vecchio Pri. Ciò testimonia un legame che non si è estinto e che spero non si estinguerà. Quando leggo gli scritti di J.Hus sulla politica estera e Israele – ed è mia convinzione che siano i temi di politica estera a caratterizzare i repubblicani ed il repubblicanesimo – riconosco una matrice comune, della quale esistenza non posso che avere piacere. Non voglio espellere nessuno da nessuna cosa e credo che Hus lo sappia bene. Il problema è rappresentato, per lui, dalla nostra alleanza “innaturale” con Forza Italia. Su questo punto abbiamo incrociato la penna più volte e non ci siamo mai riusciti a capire. A mio avviso l’argomento di Hus è puramente ideologico, quale quello che si legge in questo thread, dove si dice che una forza di sinistra non si allea con la destra. Io, a contrario, e confortato dalla maggioranza dei repubblicani, non ritengo che Forza Italia sia la destra, come non ritengo che la sinistra italiana sia una sinistra per noi frequentabile. Poi sono d’accordo fondamentalmente con il pensiero di Widmer, ho solo un approccio tattico, per non dire strategico, diverso, stando al quale l’autonomia si costruisce alla fine di un processo, un processo che ha previsto, come sua tappa, lo ricordo a J. Hus, l’alleanza con i ds.
    Noi siamo stati alleati con i ds nonostante la loro voglia, pienamente legittima dal loro punto di vista, di annetterci e cancellarci. Non abbiamo rotto per questo. Perché se una forza vuole annetterci, ci risparmia la pena della sopravvivenza e semplifica la vita politica. Ma poi deve anche saperci rappresentare. Non è legittimo invece annettere i repubblicani per una politica che con il Pri non ha nulla a che fare. Per cui quando D’Alema, che ci voleva annettere, sosteneva una politica riformatrice, noi lo abbiamo sostenuto anche se ci portava via Duva e De Carolis. Abbiamo smesso di sostenere D’Alema, quando la sua politica di riforme falliva miseramente ed egli si riconsegnava mani e piedi al tradizionalismo del suo partito. Poi io credo che egli solo sotto il profilo tattico era un innovatore e quando ha pensato di poter vincere anche senza l’innovazione si è sentito meglio, non facendo i conti con la voglia revanscista del suo partito che ancora no lo ha perdonato. Il punto in questione è la riforma del welfare e in generale il processo di ammodernamento del paese, che forse meritavano un’attenzione maggiore alla risoluzione del conflitto di interessi, checchè ne pensi la signora Sabina Guzzanti. Su questa promessa abbiamo fatto l’accordo con il centrosinistra e sulla mancata realizzazione della stessa, abbiamo rotto. La stessa promessa programmatica l’ha fatta Forza Italia. E noi stiamo valutando a proposito l’operato di Forza Italia in questa direzione. Se fallisce può stare tranquillo Hus, come tutti gli amici che ne trarremo le conseguenze e cercheremo una strada diversa.

  5. #45
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    Predefinito

    Dunque quela del PRI è una adesione programmatica.
    Mi piacerebbe allora vedere un "Contratto con i Repubblicani" scritto da Nucara e LaMalfa che elenchi i punti su cui questa convergenza programmatica deve essere verificata e su quali principi, non in questo programma, il PRI per la sua storia ele sue idealità non potrà transigere.

    Ma se poi l'alleanza è programmatica, perché estenderla a realtà locali completamente diverse da quella nazionale, ed in cui magari l'alleanza con FI è, nella sostanza, l'alleanza con la più becera AN (mi riferisco in particolare a Rieti)?

    La motivazione che ho letto in passato non è "programmatica", ma è legata all'esigenza di dover dimostrare "fedeltà" ed "affidabilità".

    E questo con la convergenza programmatica mi sembra abbia poco a vedere.

    Saluti fraterni

  6. #46
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    Predefinito non capisco

    Il segretario del partito, all'epoca GlM, ha sottoscritto il programma della coalizione al momento della campagna elettorale della primavera scorsa, programma che è stato steso da Forza Italia e presentato ai vari partners. La segreteria del Pri ha solo trattato con Fie non ha fatto nessuna riunione politica programmatica con altre forze. Non mi risulta poi nessuna pretesa di fedeltà - non ho capito da chi verso chi - qualità, tra l'altro, che non ha mai particolarmente interessato i repubblicani.

  7. #47
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    Predefinito dimenticavo

    Scusa J. Hus, per il pri che conoscevi tu era impossibile allearsi con la destra? Ma il pri è stato alleato con La Dc di Scelba e De Gasperi e con il Psi di Nenni prima e di Craxi poi. Dove stanno i loro eredi? Ci sono forse? E se non ci fossero, come io credo, siamo o non siamo di fronte ad una situazione politica completamente nuova, con un sistema elettorale oltreutto sgradevole per una forza particolare come la nostra e dunque a che serve uno schema inadeguato di ricostruzione della nostra storia? Io credo che dobbiamo ragionare in termini diversi e procedere a tentoni anche senza preoccuparsi troppo delle formule. a meno che tu ritenga che Forza Italia, che pure aderisce al ppe, sia condiderabile come la destra, che sarebbe un po' come se io dicessi che i Ds, che pure aderiscono a Pse, fossero comunisti. Meglio sarebbe sostenere che Forza Italia è un'organizzazione politica per noi inaccettabile, per ragioni, etiche, filosofiche storiche o che so, io, nonostante professi una posizione compatibile politicamente con la nostra. Io posso capire una ragione di dissenso etico - fra l'altro così Echiesa sa che considero la riprovazione di molti repubblicani per le alleanze elettorali contratte localmente e limitatamente con la fiamma tricolore, dissenso etico che provo anch'io, oltre che un fastidio epidermico -. Ma politicamente non ho molti dubbi sul fatto che sono loro ad aver sottoscritto un programma politico incompatibile con le loro convinzioni, non i nostri amministratori. E questo è un punto che mi pare sfugga e forse meriterebbe una riflessione libera dalla nostra pregiudiziale. Tieni presente che io stesso ho avuto questa pregiudiziale, perchè nel mio collegio elettorale ho respinto l'incontro con Ft e forse ho perso un paio di punti percentuali in più rispetto a chi era invece votato da rifondazione comunista, senza tanti preamboli.

  8. #48
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    Predefinito

    scusa calvin,
    sono stato un po' generico e la tua risposta era in effetti dovuta.

    Non ho adesso davanti a me il testo di questo programma di governo. Dove posso rintracciarlo, sul web?

    E' che ho davanti alla mia mente la serie di provvedimenti presi dal governo in questo anno,e vorrei verificare quanti erano in questo programma ed in quale forma.

    Che so: l'abolizione della tassa di successione, che Berlusconi proclamò ed effettuò come primo urgente provvedimento, fu parte di questo programma?

    Se sì, questo significa che il PRI fosse d'accordo con l'utilità generale di questo provvedimento e con la sua giustizia?
    faccio questo esempio perché ho sempre creduto che il nostro socialismo consistesse nell'eliminare quanto più possibile gli handicap iniziali, di dare a tutti le stesse opportunità, fossero figli del ricco o del povero. Certo non è che una cosa del genere si possa ottenere solo con la tassa di successione, ma ben difficilmente senza...

    E via con mille altre cose.

    Beh, insomma, vorrei farmi un quadro generale tenendo conto di: programma sottoscritto, cose fatte, idealità irrinunciabili del partito (es. laicità, giustizia e libertà).

    Poi, siccome sono convinto che una cosa del genere la starete facendo anche voi nella direzione del partito, se fosse possibile rendercene edotti (ma ne dubito), te ne sarei grato.

    saluti fraterni

  9. #49
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    Predefinito il programma

    L'accordo sottoscritto riguarda alcuni capitoli principali di politica economica e di politica estera e di sicurezza interna io, ahimè, devo possederne diverse copie in qualche anfratto e vedrò di riprodurtele. C'era invece una assoluta differenziazione sui diritti civili, che però non erano programma di governo e sulla scuola, che era programma di governo e a cui noi non siamo vincolati. Quello che tu citi, la soppressione della tassa di successione è un aspetto secondario che non è stato minimanente concordato, a me sembra che fu persino proposto dal centrosinistra, governo D'Alema?, io sono personalmente favorevole, ma non lo ritengo impegnativo per l'esame del partito sulle realizzazioni degli impegni programmatici, nel senso che vi sono temi ed aspetti di un' attività di governo che integralmente non possono essere soddisfacenti- altrimenti, non avremmo mai aderito a nessun governo. Per ciò che concerne la direzione, posso dirti che c'è un apprezzamento sentito sulla politica estera del governo, soprattutto dopo che se ne è andato Ruggiero, e qualche riserva sulla politica economica, ma aspettiamo l'autunno. Sul metodo in cui sono stati presentati alcuni dei provvedimenti più discussi, le rogatorie, per esempio, la direzione era piuttosto perplessa, ma la segreteria ha appoggiato il provvedimento. La riforma del diritto societario, a maggioranza l'abbiamo condivisa. A memoria ti ho elemcato alcuni momenti dell'escursione della direzione, non rivelo niente di particolarmente segreto, in quanto vi sono dei pubblici documenti della Dn.

  10. #50
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    Predefinito

    caro jan hus,
    interesse generale e bene comune ti meravigli che siano a fondamento dell'azione politica dei repubblicani?
    Ugo La malfa che ho conosciuto e di cui condivido ogni scritto, più volte richiamava il pri alla cultura di governo dell'interesse generale ,anz,i diceva che tutti: fossero lavoratori , studenti imprenditori, piccoli o grandi, professori etc. esercitassero una funzione di rappresentanza dell'interesse generale se si volevano preservare le condizioni della convivenza sociale e civile.
    Era nientaltro che quel senso del dovere presente in Mazzini, o la virtù civile del repubblicanesimo antico sia di derivazione aristotelica sia di derivazione romana.
    Quindi esiste un origine repubblicana del bene comune o dell'interesse generale che evidentemente parte dal presupposto che la Repubblica coi suoi valori sia il modello costituzionale accettato e perseguito da tutti.
    Oggi purtroppo non è così, tutti hanno dimenticato i valori della Repubblica tranne Ciampi e la lotta politica non è una sfida di rafforzamento e di adeguamento moderno istituzionale ai valori della Costituzione Repubblicana ma è una sfida per la conquista del potere, di una parte contro un'altra, di difesa di interessi "particulari", corporativi,chi governa non governa in nome del popolo italiano ma in nome di una parte contro un altra. La virtù delle democrazie è quella di rafforzare il pluralismopolitico, sociale e culturale e assicurando l'uguaglianza dei diritti individuali non è quella di realizzare il "bene" come ognuno lo pensa ma di garantirne la ricerca.
    Ciò richiede buone istituzioni perchè sono esse che incentivano i cittadini a perseguire quella ricerca.Così robert A.Dahl in "politica e virtù la teoria democatica nel nuovo secolo" mi sembra una buona sintesi per un programma dei repubblicani-liberaldemocratici-laici; sicuramente in linea col nostro pensiero senza motivarlo da altre tradizioni alla ricerca di radici smarrite. essere repubblicani europei x me non è sicuramente un delitto non capisco per chi è stato eletto nel PRI la necessità di creare un altro partito, ma è una discussione già fatta, che occorrerà superare per trovare le ragioni di una dialettica nella casa comune, che per me è sempre stata e sarà il pri. Occorre accettare che si possa anche essere minoranza in un partito e, franchezza per franchezza, ma mi mancherei di rispetto se non lo dicessi, ca ro jan hus si può vedere un opportunismo insopportabile, in una candidatura in una lista civica senza simboli di partito, di un iscritto repubblicano nel comune di Dovadola e poi non chiedersi nè riempirsi di disgusto opportunista, quando qualcuno già parlamentare europeo si candida alle regionali e poi alle politiche in altri partiti . Mi sembra che chi usa questi pesi e queste misure abbia smarrito non il senso critico, ma il rispetto di se stessi il che è molto peggio.
    Widmer Valbonesi

 

 
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