certo che jan hus hai un idea un po' manichea della politica, primo perchè ritieni che il PRI abbia avversari che tu indichi nel centro destra a prescindere, secondo perchè ritieni che il PRI debba muoversi in un'autonomia circoscritta ,di non rottura con la sinistra, il che non rende autonomo il pri, ma subalterno allo schieramento, il che, è l'esatto opposto di quello che io penso debba fare il pri.
In politica, a prescindere dal caso di Dovadola ,che è particolare e va mantenuto tale ,da tutti Calvin, senza dietrologie,guai a vincolare il ruolo di un partito allo schieramento e non a ragioni di carattere politico e programmatico.
Se proprio vogliamo vedere degli avversari politici poi, in termini ideologici, lo sono tutti coloro che hanno una concezione fideistica, non laica, non libertaria, non repubblicana;in termini politici tutti coloro che non si riconoscono nella cultura dell'interesse generale, ma allora sia il polo che il cs sono nostri avversari, assomigliandosi sempre più e disputandosi i ceti corporativi per la conquista del potere.
Quando si raggiungono intese politiche amministrative soddisfacenti sotto il profilo programmatico e della dignità politica , sinceramente non capisco perchè i repubblicani debbano bollare la rappresentanza, che in democrazia è la garanzia del pluralismo ,come una scelta poltronaia ;questo è disfattismo gratuito ed espone alla berlina i nostri amministratori eletti dal popolo nei confronti dei quali dovremmo avere maggiore rispetto perchè sono coloro che debbono coniugare nell'attività di governo o di opposizione la coerenza tra teoria e prassi .
Dai nostri amministratori dobbiamo pretendere il perseguimento del rigore amministrativo e dell'interesse generale come lo dobbiamo pretendere da tutti gli amministratori, ma non possiamo deleggittimarli, dopo aver chiesto loro di rappresentarci. Ho quasi la sensazione che ci sia un insofferenza verso la cultura di governo che è l'alibi più facile per affrontare i problemi in una critica fine a se stessa, una sorta di" bertinottismo" repubblicano che contraddice la nostra cultura, che inveca è fatta di pragmatismo, certo innervato di valori ideali ma pragmatismo, di sperimentazioni , di una grande tradizione di uomini di governo locali e nazionali di pensiero e di azione, dove l'azione non è solo il moto o la rivolta, ma è il buongoverno.
Naturalmente un partito deve prima di tutto verificare se le alleanze consentono condizioni programmatiche e politiche dignitose; se così non fosse l'orgoglio non ci deve mancare come del resto non ci manca in Romagna ogni tanto ci presentiamo soli ed otteniamo buoni risultati, non è escluso che lo faremo anche in futuro quello che è certo è che abbiamo escluso la politica dell'acquisizione perenne ad uno schieramento, vogliamo verificare prima le condizioni di governabilità. Non ci convincono le alleanze da Di Pietro a RC ,vogliamo capire se le alleanze ci consentono di governare, non di vincere senza di fatto governare ,perchè paralizzati dai veti contrapposti.
Io credo poi che in questa contingenza storica il PRI abbia un ruolo strategico cui non può rinunciare, perchè è l'unico partito che lo può ancora svolgere, cioè quello di coagulare politicamente quell'area culturale liberal-democratica- laica e repubblicana che non si esprime e non si potrà esprimere dentro al polo e dentro al cs per le ragioni che dicevo prima . Questa area merita di essere aggregata in un progetto politico di terza forza, che deve perseguire un disegno strategico di terza via, ma che se aggregata, eserciterebbe anche un ruolo fondamentale all'interno di questo bipolarismo delle estreme, che è incapace di perseguire il rinnovamento del paese.
Noi dobbiamo provarci, non isolandoci o imprigionandoci ad uno schema di alleanze utilitaristico, ma promuovendo occasioni di dibattito , di confronto politico, di progettualità culturale e quindi politica.
Se facciamo questo, la nostra identità sarà al servizio di un progetto politico e dell'interesse generale del nostro paese, ma bisogna che le divisioni manichee e il rispetto fra repubblicani non venga mai meno, non si possono tranciare giudizi su gente che fa politica da una vita, volontariamente, avendo rifiutato le sirene di partiti più influenti ed ambizioni personali, per servire un piccolo partito come il nostro, con disprezzo come in un gioco . Adesso dico due parole in libertà sul forum come se fosse uno sport! così non si aiuta l'idea in cui crediamo, così si distruggono le basi del reciproco rispetto e la possibilità di una dialettica democratica, la tolleranza, che è il presupposto dell'ideologia laica, non va solo declamata, ma deve essere perseguita ed i giudizi sulle persone ,sopratutto di queste persone che hanno scelto la frontiera dell' Italia minoritaria, andrebbero pesati sulla conoscenza effettiva ed approfondita. Quando avremo capito ciò avremo una grande forza interiore da poter trasmettere agli altri e al paese.
Widmer Valbonesi




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