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  1. #211
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    Predefinito RESTO DEL CARLINO 25 ottobre 2002

    Un'ambulanza
    a S.P.Vincoli?

    Il gruppo repubblicano
    , in seno alla Circoscrizione di S.Pietro in Vincoli, ha presentato un ordine del giorno per chiedere l'istituzione (temporanea e sperimentale), nel prossimo inverno, di una postazione di autoambulanza per il pronto soccorso, con possibilità di intervento in tutto il territorio delle Ville Unite.

  2. #212
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    Predefinito RESTO DEL CARLINO 25 ottobre 2002

    «Non ci soffieranno l'autonomia»

    RAVENNA -«Non ci faremo soffiare l'autonomia dai vertici del partito». Paolo Gambi, segretario provinciale del Pri, promette battaglia in vista del congresso nazionale dell'Edera, in programma da oggi a domenica a Fiuggi.
    Questione cruciale in discussione è la riforma dello statuto del partito: la maggioranza, protagonista dell'alleanza tra Edera e Casa delle Libertà alle ultime politiche, ha proposto un documento che a Ravenna — dove il Pri governa col centrosinistra — suscita larghissimi dissensi perché giudicato «centralista».
    Sui 53 delegati espressi dalla provincia, infatti, solo tre per ora sono in predicato di appoggiare la linea del segretario nazionale Nucara (le ultime designazioni sono state effettuate ieri sera): Celso Maroni della sezione di Classe, Bruno De Modena della sezione di San Pietro in Campiano e Oberdan Ercolani della sezione di Bastia. Il resto è con Gambi, che non nasconde la propria «preoccupazione» per una proposta di statuto che «centralizzerebbe le decisioni sulle questioni di competenza delle organizzazioni periferiche del partito, come la scelta degli alleati per le elezioni amministrative».
    L'aggiornamento del testo sarà discusso domani in notturna. Lo scontro si preannuncia aspro: dalla Romagna, anima della minoranza nazionale del partito contraria all'accordo con la Cdl, si è già alzata più di una voce ad annunciare «barricate» per la difesa dell'autonomia.
    Gambi si limita a promettere che «il Pri provinciale si opporrà con forza a ogni modello che ci impedisca di decidere con chi allearci a livello locale» e spera in una correzione di rotta da parte dei promotori del documento: «Mi auguro un sussulto di buon senso da parte dei vertici: il ritiro della proposta sarebbe un importante segnale di distensione».
    Il vicesindaco di Ravenna, Giannantonio Mingozzi, ritiene possibile un compromesso che «rispetti le autonomie all'interno dei vincoli statutari, valorizzando i livelli decisionali delle federazioni regionali e provinciali: mentre sull'alleanza con Berlusconi le divisioni all'interno del partito sono già consolidate, sull'autonomia non vedo distanze così nette». Un moderato ottimismo subito ridimensionato da Bruno De Modena, delegato della sezione di San Pietro in Campiano, che auspica la svolta centralista. «Ma quale autonomia? Io conosco una sola autonomia: quella del Pri che resta fuori sia dal centrodestra che dal centrosinistra. Con l'attuale legge elettorale, però, significherebbe non contare niente. E allora visto che serve un'alleanza, questa dev'essere la stessa in tutta Italia. Il Pri è unico: se a Roma sta col centrodestra, deve valere anche altrove. Ben venga lo statuto, occorre un partito rigido».
    Di fronte al rischio di una spaccatura, affiorano anche i fantasmi delle espulsioni e della centralizzazione del patrimonio. «Ipotesi che non prendo nemmeno in considerazione» dice Gambi. «Non credo che il Pri si spaccherà — continua — e gli immobili non sono del partito, appartengono a cooperative di repubblicani. La legge non lo consentirebbe. Ecco, sarebbe meglio che a Roma non scappasse detto a nessuno 'centralizzazione del patrimonio'. Altrimenti le barricate le facciamo sul serio». Tensioni che si sommano alle critiche per il «silenzio della maggioranza del Pri nazionale sulla questione-giustizia» e ai dissensi sull'operato del governo Berlusconi. Ma nessuno, ancora, vuole parlare di scissione.

    Alessandro Papayannidis

  3. #213
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    Predefinito RESTO DEL CARLINO 25 ottobre 2002

    'Nel Pri c'è anche chi
    vuole stare col Polo'


    CESENA
    Non tutti, nel Pri, la pensano come il segretario di Consociazione del Pri, Renato Lelli, che ieri ha parlato di un'Edera cesenate pronta a fare le barricate a Roma contro la linea della segreteria.
    «Sento il dovere — scrive Egidio Strada, presidente del circolo Endas di Villa Chiaviche — di precisare che non è affatto vero che ci sia nel Pri di Cesena quell'unanimismo bulgaro di cui si parla».
    «Nella nostra sezione di Villa Chiaviche — prosegue Egidio Strada — si è discusso fra noi e molti la pensano come la segreteria nazionale e non come la segreteria della consociazione . Non si tratta di essere una volta di destra e una volta di sinistra come scelta ideologica. Non è così che si può guardare a come affrontare le esigenze politiche del nostro partito. Molti di noi pensano che oggi c'è, a livello nazionale, una maggior possibilità di intesa con le forze con il quale il Pri si è infatti alleato».
    «Per questo — continua Egidio Strada — avremmo voluto portare al congresso di Fiuggi anche la nostra voce in sintonia con la mozione della segreteria comunale e non con quella locale. Molti di noi pensano che anche a Cesena ci sono molte cose che rendono necessario rivedere la nostra posizione politica, che sembra troppo dipendente o condizionata da quel che vogliono i Ds».
    «Vi sono atteggiamenti accondiscendenti — insiste il presidente del circolo Endas di Villa Chiaviche — Credo che il comportamento di Gallina sia un esempio di quel che dicevo a proposito di atteggiamenti troppo dipendenti dai Ds».
    «Ci tengo a precisare — conclude Strada — che quell'unanimità che dice Lelli non c'è. Volevamo avere una nostra delega per rappresentare a Fiuggi anche la nostra posizione e invece non è stato possibile. Spero che questo intervento serva a far chiarezza e a smuovere l'impegno di altri amici del partito».

  4. #214
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    Predefinito RESTO DEL CARLINO 25 ottobre 2002

    Sindaco, è partita la corsa

    FORLI'

    Un tridente stile Milan berlusconiano. La sinistra del post Castagnoli ha già le idee chiare per le prossime elezioni del 2004. A far la corsa alla poltrona più ambita del paese nessuna sorpresa. I giochi, al massimo, si fanno in casa.
    Centrosinistra. Sono passati poco più di tre anni da quando l'Ulivo rastrellò a Forlimpopoli oltre il 60% delle preferenze. Sulla bocca di tutti oggi c'è il nome di Paolo Zoffoli. Maestro elementare e assessore ai servizi sociali, gode della stima incondizionata di tutta la sinistra moderata. Tra l'altro fra i papabili alla carica di primo cittadino è quello più conosciuto e apprezzato dai forlimpopolesi. Magari non basterà, ma è già un ottimo trampolino di lancio. Davanti a tutti parte lui. Ma non è detto che in mezzo ai tanti giochi ad incastro Zoffoli non resti invischiato nelle retrovie. Costretto magari a tirare la volata a qualcun altro. L'altra maglia rossa dell'area Ds è quella targata Sergio Lorenzi. Affidabilissimo factotum che durante l'amministrazione Castagnoli ha scalato a passi da gigante posizioni su posizioni. Dalla sua ha l'esperienza maturata in giunta negli ultimi 10 anni: assessore al bilancio nella legislatura '94-'99 e attualmente incaricato primo di edilizia pubblica ed urbanistica nonché dei beni artistici e ambientali. Infine l'anima centrista dell'Ulivo, che presto anche a Forlimpopoli assumerà i contorni della Margherita, ha un nome: è quello di Davide Moretto, vicesindaco e pupillo di Pinza. Anche se, alle sue spalle, assume contorni sempre più nitidi l'ombra di Mauro Grandini, diventato da pochi mesi assessore esterno alla cultura per il quale sono molti a prevedere il lancio in alto. Completa la batteria della sinistra il giovanissimo (classe 1975) Thomas Casadei, appartenente al correntone 'Aprile'. Parte da outsider, ma per lui Rifondazione sarebbe disposta a riaprire il dialogo con la sinistra. Basterà la sponda?
    Partito Repubblicano Italiano.Un discorso a parte merita il partito guidato in consiglio comunale da Alessandro Michelacci. Domenica a Fiuggi è in programma un congresso nazionale per mettere in chiaro le strategie dell'Edera. Se in Romagna dovesse passare la linea nazionale anche il Pri forlimpopolese dovrà accodarsi alla Casa delle libertà. In caso contrario la libertà di scelta a livello locale permetterebbe ai repubblicani di partecipare da protagonisti alla partita del centro sinistra.

    Sempre che Ds e Margherita prendano seriamente in considerazione l'ipotesi di cedere la poltrona più ambita. Forti del quasi 20 % raccolto nel '99, ai repubblicani (per ora) non interessano assessorati vari. Vogliono il massimo.
    Centrodestra.Un solo imperativo: non ripetere la disastrosa campagna elettorale che ha portato la Casa delle Libertà al tracollo del '98, quando portò a casa un deludentissimo 10 %. A differenza dell'attuale maggioranza forlimpopolese i berlusconiani non hanno ancora radunato le truppe. Forza Italia, che in consiglio comunale oggi vanta, si fa per dire, zero rappresentanti, benedirebbe una candidatura shock: l'ex capogruppo del Pri Antonio Zoli, in rotta col suo partito. Con una battuta, «chi entra papa in conclave ne esce cardinale», si è tirato fuori dalla bagarre che verrà l'avvocato Giordano Anconelli (An). Stretto com'è tra gli impegni professionali preferirebbe starsene a guardare. Ma i fili che partono dal centrodestra nella corsa a sindaco della città artusiana li muove Forlì. Così tutti aspettano timorosi che lo starter Antonio Nervegna, segretario di Forza Italia, spari un colpo per mettersi a correre. Gli altri, intanto, son già partiti.

    Riccardo Fantini

  5. #215
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    Predefinito RESTO DEL CARLINO 30 ottobre 2002

    Tutti uniti e di gran fretta
    Torna il vecchio Corecom

    BOLOGNA — Come per la Cirami. Più veloci della Cirami. L'Ufficio di presidenza del consiglio regionale (La Forgia & C.) ha partorito la nuova legge istitutiva del Comitato regionale per le comunicazioni, dopo la sonora bocciatura del Tar che a fine luglio ha dichiarato decaduti il presidente e gli 8 membri del Corecom più numeroso e più costoso d'Italia.
    Un blitz vero e proprio attuato con la procedura d'urgenza richiesta ieri in apertura del consiglio regionale. Poi a tamburo battente il passaggio in commissione (eloquente il presidente Andrea Gnassi: «Al piano di sopra cucinano le cose, poi ci passano la polpetta avvelenata») e oggi il voto in aula.
    Che si tratti di una patata che scotta lo dimostra il pur breve iter della legge. Il testo, nelle intenzioni del regista, avrebbe dovuto portare le firme dei capigruppo di tutti i partiti, ma in almeno tre (Giacomino, Pdci, Guerra, Verdi e Marri, Udc) si sono rifiutati di sottoscrivere il papocchio. Così la presentazione tocca all'Ufficio di presidenza che, in termini politici, significa l'assenso di Margherita, Ds, Forza Italia, An e Rifondazione. Insomma, una riedizione del 'tutti insieme appassionatamente'. E stamane, a tempo di record, l'imprimatur del consiglio.
    La Forgia come Pera? No, non ce n'è bisogno. Per il semplice fatto che in questo caso non esiste (o quasi) l'opposizione. Ieri i consiglieri si sono scannati sulla Finanziaria, oggi si riuniscono nel nome del Corecom. O meglio dei nove posti da assegnare.
    Eppure i mal di pancia sono tanti. Basta vedere le assenze ieri in commissione: Giacomino, Guerra, Marri, Sabbi, Pini e qualche diessino... Certo, ognuno avrà sicuramente avuto impegni più pressanti. Ma oggi in aula saranno certo più eloquenti le assenze che i voti espressi. Sempre che il dissenso non prenda coraggio e rompa l'unanimismo di facciata.
    Tutti convinti da come è stata 'migliorata' la legge? A luglio i giudici del Tar censurarono l'operato della commissione consiliare che, con manica davvero larga, aveva ammesso tutti i candidati incurante dei requisiti richiesti: assoluta indipendenza dal potere politico e comprovata competenza. Operazione inutile e di facciata visto che i prescelti erano già nell'agenda dei partiti.
    A nessuno è venuto in mente una ragionevole diminuzione del numero dei componenti del Corecom e dei relativi emolumenti. No, sono sciocchezze da falsi moralisti.
    Ecco invece gli aggiustamenti necessari per accontentare il Tar e poi la vera novità: niente più bando pubblico, ma elezione diretta da parte del consiglio. Una modifica non richiesta dal Tar, ma molto utile per evitare possibili seccature.
    Come non averci pensato prima? Se funziona — devono aver pensato all'Ufficio di presidenza — potremmo applicarlo agli altri organi di competenza regionale. Meno pubblicità, meno problemi.
    Resta il fatto che in commissione l'unica voce critica arriva ancora una volta dalla repubblicana Luisa Babini, che già in occasione del precedente Corecom aveva espresso dubbi pesanti e per protesta non aveva partecipato al voto in aula. «Non metto in discussione il Corecom e le sue funzioni —[b] dice —, ma credo sia più corretto e in linea con i sacrifici del Paese un Corecom costituito da 5 componenti invece di 9 e con emolumenti più contenuti». [b]E sull'eleggibilità? «Assurdo. La possibilità di presentare le domande fino a 10 giorni prima dell'iscrizione dell'elezione all'odg del consiglio non lascia tempo per portarla a conoscenza dei cittadini affinchè possano concorrere. Lo imparerà solo chi deve impararlo».
    Siparietto finale. Facciamo una scommessa? Scommettiamo che i nuovi membri del Corecom saranno esattamente gli stessi del vecchio: Marvasi, Morra, Sabattini, Cristoni...? Si accettano puntate.

    di Gerardo Bombonato

  6. #216
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    Predefinito Gazzetta Di Modena



    E un monsignore subito protesta

    I laici correggono Bissoni sull'aborto

    BOLOGNA. Sei gruppi regionali della maggioranza hanno presentato all'assessore alla sanità Giovanni Bissoni una serie di proposte in senso laico sui consultori Ausl per l'aborto. E subito arriva uno stop religioso, per voce di don Enrico Solmi, assistente della Commissione per la famiglia della Conferenza episcopale regionale. Le proposte di Prc, Pdci, Verdi, Pri, Sdi e dell'indipendente di sinistra Sabbi si concentrano anche sugli statuti delle associazioni che potrebbero essere convenzionate con le Ausl: non devono essere in contrasto con la legge 194 sull'aborto. E le associazioni non andrebbero più indicate come "laiche o religiose", mentre non ci sarebbe collaborazione tra medici e volontari. Le convenzioni poi non dovrebbero essere onerose per le Ausl, che dovrebbero aprire un bando per selezionare i soggetti con cui stipularle. Inoltre, l'assistente sociale dovrebbe poter fornire l'elenco delle associazioni solo su esplicita richiesta della donna che ricorre al consultorio, dove non dovrebbe esserci neanche materiale informativo delle associazioni.
    Per don Enrico Solmi "ultimamente c'era un clima più disteso, ma queste proposte gelano le aspettative".

  7. #217
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    Predefinito RESTO DEL CARLINO 3 novembre 2002

    Biondi: «Per il Pri c'è solo
    una linea, quella nazionale»

    FORLI' -
    Lauro Biondi, consigliere comunale ed esponente della maggioranza del Pri, replica alla minoranza dell'Edera che invoca autonomia nelle alleanze: «Il congresso di Fiuggi ha ribadito che c'è una sola linea politica, quella della segreteria nazionale. L'alleanza col centrodestra è la regola. Il segretario Nucara ha evidenziato che non si può essere autonomi dal partito».

  8. #218
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    Predefinito IL RESTO DEL CARLINO 3 novembre 2002

    Il segretario nazionale Francesco NUCARA

    FORLI' - Il segretario nazionale Francesco Nucara, l'autore con Giorgio La Malfa della svolta del Pri verso il centrodestra, l'ha scandito con chiarezza: «Autonomia del partito, non autonomia dal partito». Un gioco di parole attorno al totem dei repubblicani delle opposte fazioni per dire che la minoranza interna non potrà permettersi balletti di alleanze locali diversi da quelle nazionale. Insomma: l'Edera va col centrodestra, dappertutto. La minoranza, di cui il segretario regionale Vidmer Valbonesi e i romagnoli sono la punta di diamante, ha abbozzato. Continuando però a sostenere le giunte locali di centrosinistra.
    Le vostre alleanze locali col centrosinistra sono al capolinea?
    «Quelle attuali sono fuori discussione. Sono state stabilite in un periodo politico precedente a questo».
    Va bene, ma in futuro chi sceglierete? Il segretario nazionale non è intenzionato a lasciarvi autonomia.
    «Il dibattito nel partito è ancora aperto, non tutti i giochi sono fatti... anche nella maggioranza sono emerse critiche all'alleanza con Berlusconi. Vedremo».
    Non vi piace Berlusconi: volete tornare a braccetto del centrosinistra?
    «Di Berlusconi critichiamo la Finanziaria poco rigorosa e certi ondeggiamenti in politica estera. Da forza della sinistra democratica siamo però preoccupati anche del clima politico del centrosinistra, in cui il riformismo cede il passo al movimentismo. Noi siamo per una politica di terza forza, di stampo liberaldemocratico europeo».

    Emanuele Chesi

  9. #219
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    Predefinito RESTO DEL CARLINO 7 novembre 2002

    Medri gela i bagnini: 'Niente notte'

    RAVENNA - «E' importante approvare rapidamente il Piano dell'arenile, da troppo tempo in discussione». Lo sostiene il Partito repubblicano, sollecitando la maggioranza a evitare sterili polemiche e sottolineando che nella nuova versione del Piano sono state inserite «modifiche utili per dare equilibrate risposte alle esigenze della nostra collettività, all'imprenditoria e al turismo». Le attività sulla spiaggia, ribadisce il Pri «dovranno svolgersi quasi esclusivamente dall'alba al tramonto» aggiungendo che le piscine sono «uno strumento utile per la diversificazione dell'offerta e la destagionalizzare delle presenze». Al partito dell'edera le polemiche dei Verdi sembrano quindi infondate e «legate a precedenti impostazioni. Ci sembra — continua — sia nato un legame trasversale tra Verdi, An e Rifondazione, il cui collante è il coro dei 'no'». Proprio per discutere delle problematiche sollevate dai Verdi, il coordinatore della maggioranza Giovanni Giunchi ha annunciato di aver convocato per i primi giorni della prossima settimana un incontro con i partiti che ne fanno parte. «Ascolteremo le proposte dei Verdi — dice Giunchi — ma non accetteremo la richiesta di sospensione del piano dell'arenile. La questione è sul tappeto da troppo tempo». Intanto Alleanza Nazionale ha anticipato che nella riunione dei capigruppo di oggi chiederà di sospendere la trattazione del discusso documento in Consiglio comunale, «per dare la parola definitiva ai cittadini, ai quartieri e alle categorie economiche e per verificare pubblicamente i risultati dello studio di impatto ambientale». An disapprova anche le richieste dei bagnini di 'aprire' le spiaggia per due serate al mese. Su quest'ultimo argomento è stato categorico il sindaco Massimo Medri che, intervenuto all'assemblea annuale della Confesercenti, ha detto no all'apertura serale della spiaggia. «Non dobbiamo rinunciare alla capacità innovativa dei nostri imprenditori — ha detto il primo cittadino — ma solo all'interno di precisi paletti che non pregiudichino l'equilibrio che a Cervia abbiamo ottenuto in tanti anni di lavoro». Medri ha sottolineato inoltre che l'innovazione dei servizi di spiaggia previsti dal Piano, intendono valorizzazione le risorse locali, anche per destagionalizzare e stabilizzare le presenze turistiche. «Le proposte innovative — ha continuato — vogliono migliorare e non pregiudicare lo stato della nostra principale risorsa, che è il mare».

    Alessandra Giordano

  10. #220
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    Predefinito IL RESTO DEL CARLINO 7 novembre 2002

    l Partito Repubblicano, soprattutto qui

    FORLI' - Il Partito Repubblicano, soprattutto qui da noi in Romagna, continua ad avere radici solidissime.
    Conosco decine di persone che si dichiarano «repubblicani dentro» anche se ora hanno preso altre strade, votino Ds o Forza Italia non conta.
    Mi pare che la base sia stanca di questi balletti dei vertici, mi pare che la base non si riconosca in questi vertici.
    A difesa però di questi criticatissimi vertici,
    va detto che in fondo
    il Pri è praticamente
    l'unico grande partito uscito... con lo stesso nome
    dalle bufere degli Anni 80-90:
    i Comunisti si sono spaccati,
    la Dc è morta,
    i Socialisti quasi.
    E chi ha notizie
    di liberali e socialdemocratici?
    Insomma, è un momento difficile per il Pri che va avanti da anni.
    Per Forlì sarà interessante capire
    cosa succederà nel 2004:
    il Pri starà col centro-destra
    o col centro-sinistra?

    Massimo Pandolfi

 

 
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