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  1. #251
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    Predefinito RESTO DEL CARLINO 4 gennaio 2003


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    Difensore civico, un comitato?

    FERRARA - «Se non ci sarà quella risposta che attendono, legittimamente, i cittadini, nonostante un impegno formale, ma disatteso, costituiremo un Comitato promotore per l'istituzione del difensore civico». Non rinuncia a quello che giudica un «doveroso impegno per una conquista di civiltà» il consigliere repubblicano Luciano Agnelli che anche nell'ultimo seduta è tornato a chiedere che anche i codigoresi possano avvalersi del consulto e del contributo del difensore civico.
    La vicenda si trascina da quasi un anno, quando dopo l'analoga richiesta dell'esponente dell'Edera, il sindaco promise che i cittadini avrebbero avuto, per due giorni al mese, la possibilità di rivolgersi al difensore civico. «Una carenza — prosegue — che, nonostante lo Statuto, penalizzava gli abitanti di Codigoro ed essendo ancora disattesa continua a penalizzarli. Ho invitato la giunta a riflettere sulla questione, augurandomi di ottenere nell'interesse dell'intera comunità, una risposta positiva. E' curioso come a Cento si potenzino gli uffici, a Copparo si legga un resoconto entusiasta del difensore civico e Codigoro non ne possa fruire anche se per quei soli due giorni al mese che seppur pochi, sarebbero comunque un segnale incoraggiante».

    c.c.

  2. #252
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    Predefinito ... segnalazione di Roberta Brunazzi ...

    Alta qualità della vita nella provincia di Forlì-Cesena,

    un dato di cui andare fieri
    Romagna meglio dell' Emilia

    Intervento di Widmer Valbonesi,
    segretario regionale P.R.I.


    I dati pubblicati da "Il Sole 24 Ore" sulla qualità della vita danno la Provincia di Forlì-Cesena al primo posto in Emilia-Romagna e al decimo posto assoluto in Italia.
    Sappiamo anche che, su questo dato, pesano gli errori del rapporto di Lega Ambiente nella valutazione della dotazione del verde e l'abitudine positiva dei cittadini forlivesi ed emiliano-romagnoli a denunciare gli episodi di microcriminalità, cosa che ha peggiorato la posizione della nostra provincia in questa classifica mentre da altre parti, dove i cittadini vivono rassegnati alla microcriminalità, il dato emerge molto meno.
    Questo è comunque un risultato di cui si dovrebbe andare tutti fieri.
    Quando Forlì provincia era al 51° posto in base alle medesime graduatorie, si inveiva contro gli amministratori e la classe dirigente era quella che oggi critica i risultati ottenuti. E' difficile, per persone obbiettive e normali, ritenere che non sia cambiato nulla.
    Questo è il merito di chi amministra? Anche. Credo comunque di poter affermare che questo risultato è il frutto di uno sforzo complessivo delle istituzioni e del mondo produttivo, sociale e civile.

    I dati sono quelli che sono, ma acquistano un particolare valore se li si legge alla luce di una scomposizione fra le sei province dell'Emilia e le tre della Romagna, cercando di capire quanto concorre al dato regionale la Romagna e quanto l'Emilia.
    Il tenore di vita nelle sei rilevazioni riguardanti la ricchezza prodotta, i depositi bancari, il reddito disponibile, il premio Rca, il numero di pensionati ogni mille occupati e la richiesta di mutui prima casa danno un punteggio medio per le province della Romagna di 630,50, e per le province dell¹Emilia di 662,50.
    Il capitolo affari e lavoro comprendente le rilevazioni su le imprese registrate ogni 100 abitanti, le imprese nuove in rapporto alle chiusure, l'ammontare dei protesti, la percentuale di persone in cerca di un lavoro in rapporto alla forza lavorale, domande di regolarizzazione degli stranieri ogni 1000 persone in età lavorativa e i procedimenti civili pendenti ogni mille abitanti danno un risultato medio di 485 per le province della Romagna e di 472 per le province dell'Emilia.
    Il terzo capitolo riguarda i servizi e l'ambiente e le rilevazioni riguardanti la presenza di infrastrutture, la pagella ecologica di Lega Ambiente, il divario fra le temperature, la percentuale di posti letto in day hospital e quindi le degenze snellite, la migrazione ospedaliera e i morti per tumore sui totali dei decessi danno un risultato medio di 596,66 per le province romagnole e di 547,33 per quelle emiliane.
    Il quarto capitolo riguarda invece la criminalità, con le rilevazioni sull¹allarme rapine (quelle denunciate) ogni 100mila abitanti, furti d¹auto, appartamenti svaligiati, scippi e borseggi denunciati, minori denunciati e il trend sul totale dei delitti denunciati. Qui il risultato medio è di 232,66 per le province romagnole e di 266,50 per quelle emiliane.
    Il quinti capitolo riguarda poi la popolazione con le rilevazioni sulla densità demografica, i nati vivi ogni 1000 abitanti, i morti ogni mille abitanti, arrivi e partenze, il numero di divorzi e separazioni e l¹indice di soddisfazione, la percezione del miglioramento della qualità della vita negli ultimi tre anni. Il risultato medio è di 564 per le province della Romagna e di 533,66 per quelle emiliane.
    Infine il capitolo del tempo libero comprendente il numero di associazioni artistiche culturali e ricreative, gli acquisti di libri,i biglietti per gli spettacoli cinematografici, il numero di palestre e di tesserati Coni, il numero dei ristoranti ogni 100mila abitanti, con un risultato medio di 566 per le province della Romagna e di 517,66 per quelle emiliane.
    Riepilogando tutte le rilevazioni, il risultato delle province romagnole assomma a 3.074,14 contro un 2.999,42 delle province emiliane, per un risultato complessivo regionale dell¹Emilia-Romagna di 3.036,5 che corrisponde al 5° posto nella graduatoria delle regioni dopo Trentino-Alto Adige, Valle D¹Aosta, Friuli-Venezia-Giulia e Lombardia.
    Se considerassimo i dati delle province romagnole e di quelle emiliane, le province romagnole sarebbero al 3° posto dopo Trentino e Valle D'Aosta, mentre quelle emiliane scenderebbero al 6° posto.
    Se poi guardiamo meglio i numeri, ci accorgiamo che il dato infrastrutturale gioca a favore delle province romagnole, con un dato medio di 490 contro 322,5 delle province emiliane.
    Non è vero, dunque, che mancano infrastrutture in Romagna: esse sono invece slegate da un progetto sistemico e, essendo il reddito pro capite favorevole alle province emiliane, i cittadini dell¹Emilia contribuiscono a finanziare parte delle infrastrutture pubbliche presenti in Romagna e non in Emilia.
    Altro dato significativo è quello delle imprese per abitante, una ogni 8 abitanti in Romagna e una ogni 8,7 abitanti in Emilia.
    Un altro elemento di grande significato è poi il dato dei protesti: a Forlì ci sono importi medi di protesti per abitante in euro per 22,94; in Romagna il dato medio è di 53,46 euro contro i 77,50 dell'Emilia. Ciò significa che la nostra economia, pur essendo una realtà di piccole e medie aziende, ha una sua solidità economica e finanziaria.
    Invece molto preoccupante è il dato della microcriminalità, anche se è sicuramente inficiato dall'abitudine dei cittadini romagnoli a denunciare ogni tipo di crimine. E' comunque evidente che il problema sicurezza è uno degli aspetti maggiormente da seguire nei prossimi mesi. Così come occorrerà monitorare meglio il dato della mortalità da tumori, e capire quali siano le origini mettendo sotto controllo tutte le potenziali fonti e cause.
    In definitiva ciò che emerge dai dati è che la Romagna, anche se non regione autonoma, ha comunque un trend di sviluppo e una qualità della vita di primissimo piano a livello nazionale, e sicuramente competitivo col resto della regione.
    Davanti alle tre province romagnole sono infatti solo due regioni a statuto speciale come il Trentino e la Valle D'Aosta. Se i localismi fossero superabili si potrebbe, senza il peso di ulteriori momenti burocratici istituzionali, sviluppare un ulteriore salto qualitativo.
    Occorre un modello di integrazione e di sviluppo della Romagna che, partendo dai punti di forza dello sviluppo agricolo e turistico, trovi un momento di ulteriore qualificazione con progetti infrastrutturali, logistici, culturali ed ambientali, capaci di promuovere sviluppo continuativo.
    Progettare distretti culturali integrati e messi in rete con il turismo e la salvaguardia dell'ambiente diventa il disegno strategico obbligato per qualificare settori produttivi, centri storici, e offerta culturale e turistica, progettare l¹integrazione infrastrutturale della Romagna come parte di un progetto di Corridoio Adriatico necessario per raggiungere i mercati strategici dei Balcani nella nuova Europa dei 25 e parte di una piattaforma logistica emiliano romagnola di collegamento nord-sud strategica per l'intero paese.
    Bisogna che tutti, forze politiche, istituzioni, mondo economico, creditizio e sociale avvertano la portata della sfida globale che coinvolge in primis i nostri territori, facendo uno sforzo per uscire dalla mediocrità dei localismi, dei risentimenti, dei particolarismi e pensare in grande, unificando risorse e scegliendo le priorità come del resto la politica dovrebbe sempre fare quando non sia rappresentazione di piccoli interessi di potere o di sottopotere.

    Widmer Valbonesi

    Segretario regionale del
    Partito Repubblicano Italiano

  3. #253
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    Complimenti vivissimi a tutti gli Amministratori Repubblicani che hanno concorso a realizzare questo ottima situazione socio-economica nel territorio da loro governato.
    Se e' vero il detto: ... "l'intelligenza di una azione la si vede dal suo risultato" ... allora possiamo affermare, senza dubbio di smentita, che le scelte di politica economica, e di strategia nelle alleanze politiche locali per perseguirle, sono state le migliori e le piu' lungimiranti ... ed e' giustificato il poter dire di "andare fieri di cio'"

    --------------------------------------------------------------------------
    I Link di NUVOLAROSSA

  4. #254
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    Predefinito da IL RESTO DEL CARLINO 10 gennaio 2003


    ---------------------------------------------------------------------------
    RAVENNA - Il vicesindaco Mingozzi e l'assessore al decentramento Laghi oggi alle 18, nella sede di via Paolo Costa, incontrano i consiglieri del Partito RepubblicanoItaliano, eletti nelle Circoscrizioni, per illustrare il bilancio di previsione del Comune.

  5. #255
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    Predefinito Romagna mia

    complimenti anche dai repubblicani delle marche
    per i risultati conseguiti nei comuni della romagna.
    più che intelligenza, anche se non ne manca, si dovrebbe parlare del modo del saper fare, vincere la burocrazia sarebbe già un bel risultato.
    Se poi in Italia si potesse fare la devolution repubblicana, e cioè ammodernamento delle amministrazioni pubbliche con l'effettiva riduzione delle stesse, sarebbe già una via verso l' efficienza nei fatti e non nelle parole.

    fraterni saluti.

  6. #256
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    Predefinito da IL RESTO DEL CARLINO 15 gennaio 2003


    -----------------------------------------------------------------------------
    La Burnacci tiene banco

    FORLI' - Un sasso nell'acqua e una rentrée nel mondo della politica: sono i due aspetti dell'intervento di ieri sul Carlino di Vanda Burnacci, ex vicensindaco socialista e craxiana doc, da qualche anno fuori dai giochi. Burnacci ha assegnato al Pri il ruolo di possibile ago della bilancia delle prossime elezioni comunali. Staranno a destra o a sinistra?
    Le risponde Widmer Valbonesi, segretario regionale dell' Edera: «Discuteremo a tutto campo, non escludo nulla. Possiamo andare con centrodestra, centrosinistra o anche da soli. Stiamo lavorando, a primavera presenteremo il nostro progetto.
    Ci alleeremo con chi ci sta.
    La Burnacci? Non giovano a nessuno le uscite di personaggi come lei che tagliati fuori dalla vita politica si buttano sulle liste».

  7. #257
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    Predefinito

    Discuteremo a tutto campo, non escludo nulla. Possiamo andare con centrodestra, centrosinistra o anche da soli. Stiamo lavorando, a primavera presenteremo il nostro progetto.
    Parole sante! Questa si che auotonomia.

  8. #258
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    Predefinito tratto da LA NUOVA FERRARA 18 gennaio 2003


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    Codigoro. La protesta della minoranza
    «Il sindaco è euforico ma lo sviluppo non c'è»

    Piergiorgio Felletti

    CODIGORO (Comacchio) - Andamento demografico? Codigoro continua a spopolarsi. L'economia comunale? Non cresce certo per merito dell'attuale giunta comunale. I rapporti politici tra schieramenti? Finchè certi assessori non lavoreranno, continuerà ad essere così. Il bilancio 2003? Ci si aspetta un incremento della pressione fiscale.
    Le rappresentanze consiliari di Fi e Partito Repubblicano Italiano di Codigoro prendono le distanze sulle questioni poste da quanto di recente affermato dal sindaco Enea Pandolfi in merito alla crescita di Codigoro. E replicano in un documento reso pubblico nei giorni scorsi.
    Dai dati demografici, al contrario del sindaco, i consiglieri di minoranza di fronte alla realtà dei numeri, ritengono che «pretendere di usare toni euforistici e trionfalistici è quanto meno fuori luogo».
    Ed anche le considerazioni espresse da Pandolfi sull'economia comunale vengono criticate;
    «Euroconserve ha deciso di insediarsi a Codigoro autonomamente. A dare appetibilità a questo territorio sono da un lato i contributi comunitari a fondo perduto ed ancora la vocazione territoriale per la coltivazione del pomodoro».
    Per questo «occorre porre un freno all'euforia del sindaco che si attribuisce successi poco o nulla determinati dalla volontà della sua giunta». Anche sullo stato dei rapporti maggioranza-minoranza, i consiglieri Fi e Partito Repubblicano Italiano puntualizzano:
    «Rigettiamo al mittente le accuse di personalizzare lo scontro politico», in quanto gli attacchi dell'opposizione «si sono avuti e si rinnoveranno in futuro finchè alcuni assessori non si decideranno a rispondere in modo esaustivo del loro operato».
    Ed invitano i cittadini ad essere più partecipi alle sedute consiliari «per farsi un'idea più obiettiva dell'attività svolta dal gruppo di minoranza con interpellanze ed interrogazioni animando dibattiti che altrimenti risulterebbero sterili enunciazioni della giunta».
    E contestano il ruolo «super-partes che il sindaco, in quanto comunque espressione di una parte politica, intende arrogarsi».
    Infine il bilancio 2003 «avendo cassato l'ipotesi di vendita degli immobili, per fare cassa - spiegano i consiglieri di Fi e P.R.I. - l'unico modo sarà quello di aumentare le tasse chiedendo nuovi sacrifici ai cittadini».
    La prossima seduta consiliare e quella successiva di bilancio si preannunciano effervescenti. Insomma, il caso è ancora quantomai aperto e si pensa possa trascinarsi ancora per molto tempo, visto come sono deteriorati i rapporti in seno alle forze politiche. L'augurio è tuttavia che un chiarimento possa intervenire al più presto.

  9. #259
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    Predefinito tratto da IL RESTO DEL CARLINO 20 gennaio 2003


    -------------------------------------------------------------
    Quartieri affacciati sulla darsena

    RAVENNA - In quale modo il futuro di Ravenna si intreccia con lo sviluppo previsto alla Darsena di città? Per fare il punto, il Pri ravennate organizza stasera alle 20.30 al circolo 'Monti' in via Nicolodi 17 un incontro al quale sono attesi esponenti politici e tecnici. La Darsena di città comprende un'area di circa 130 ettari, nella quale il Prg del '93 ha previsto un'edificazione di circa 320mila metri quadrati (di cui 190mila destinati alla residenza), inclusi interventi di archeologia industriale. Ad avviso del Pri ravennate, la riqualificazione della Darsena deve costituire un'occasione da non perdere per il rilancio complessivo della città e del centro storico, come già avvenuto in Europa in città come Genova, Barcellona, Rotterdam e Bilbao. «Occorre superare la separazione esistente tra la Darsena e il centro storico — sottolinea il Pri — e puntare sull'acqua, ossia i 125mila metri quadrati del Candiano, quale elemento caratterizzante della nuova parte di città. E' opportuno costituire la Società di trasformazione urbana, coinvolgendo i proprietari delle aree, per governare l'intero progetto. La riqualificazione della Darsena appare anche influenzata dalle ipotesi di collegamento tra la statale 67 e la 309 dir, con un ponte sul Candiano (solo traffico locale o strada di attraversamento?). E' necessario ricongiungere la parte nord e sud dei collegamenti stradali, senza pregiudicare la riqualificazione e lo sviluppo della Darsena di città». Come? Per confrontarsi, ecco l'incontro di stasera. Sono attesi il vicesindaco Giannantonio Mingozzi, i consiglieri comunali Silveria Lameri e Achille Alberani, gli ingegneri Enzo Frazzoli (Cmc), Leonello Sciacca (Sapir) ed Ezio Fedele Brini, l'ammiraglio Italo Caricato e l'ingegnere Giovanni Ceccarelli di Assonautica, Paolo Monduzzi, presidente della commissione porto della Camera di commercio; presiederà i lavori il segretario comunale del Pri Giancarlo Cimatti.

  10. #260
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    Predefinito

    Il consigliere repubblicano Luisa Babini ha assunto l'incarico di presidente del Gruppo Consiliare (PRI-SDI) alla Regione Emilia Romagna.
    --------------------------------------
    tratto dal sito

 

 
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