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  1. #361
    Araldo
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    Predefinito Re: tratto da CORRIERE ROMAGNA 10 aprile 2004

    Originally posted by nuvolarossa
    “La Malfa” accende San Michele

    .... A fare gli onori di casa un sanmichelese doc come il vice-sindaco Giannantonio Mingozzi, che seguirà la corsa ed effettuerà le premiazioni....

    Dicon anche che camminerà sulle acque e moltiplicherà i pani. Per i voti magari sarà un po' più fatica ma non disperiamo!

  2. #362
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    Predefinito pasquetta barney

    Da come ti esprimi caro barney si vede che sei un repubblicano che ama i repubblicani.
    Fraterni saluti.

  3. #363
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    Predefinito Re: pasquetta barney

    Originally posted by pergola2000@yahoo.it
    Da come ti esprimi caro barney si vede che sei un repubblicano che ama i repubblicani.
    Fraterni saluti.
    Pergola, mi sento di condividere il tuo pensiero,credo anch'io in Barney un grande Repubblicano.

  4. #364
    Araldo
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    Predefinito

    PERGOLA, TRIFOGLIO VI RINGRAZIO DEL VOSTRO APPREZZAMENTO

    conosco e condivido da tren'tanni, fino al dettaglio, le vicende politiche dell'amico Mingozzi con cui mi sento, telefonicamente e personalmente dalle quattro alle sei volte al giorno.

    E quando non abbiamo tempo nel resto della giornata per i suoi impegni spesso pranziamo assieme, con altri amici fra i quali gli amici Gambi, Fusignani, Mazzotti (che mangia...per due).

    L'ho sempre sostenuto in scelte, anche molto recenti, su cui pure mantengo più di una riserva del resto motivata, perchè gli riconosco impegno buonafede e capacità. E' un elemento vitale peril partito di ravenna e nazionale. Se quindi ci scherzo sopra e perchè ne conosco anche il carattere gioviale ed estremamente spiritoso, e perchè lui sa che in me non c'è mai cattiveria.

  5. #365
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    Predefinito tratto da IL RESTO DEL CARLINO 13 aprile 2004

    GRANDI OPERE
    I repubblicani contestano il crescente scetticismo di Rifondazione. «Negli accordi di programma c’è l’autostrada»

    «Fuori dalla giunta chi non vuole l’E-55»

    RAVENNA - Rifondazione Comunista si è messa di traverso al progetto della nuova autostrada tra Ravenna e Venezia, fino ad affermare che per la città è più importante realizzare il bypass tra le due sponde del Candiano. E i repubblicani non l’hanno digerita, fino a minacciare di ridiscutere le alleanze locali in cui cooperano con gli uomini di Bertinotti. “Il progetto della E55 è nei programmi di mandato dell’Amministrazione provinciale e comunale – sottolinea con decisione Eugenio Fusignani, PRI, assessore ai lavori pubblici nella Giunta Giangrandi – anzi è il punto più qualificante e forte del programma. E metterlo in discussione oggi significa voler mettere in discussione le stesse alleanze”. Fusignani prosegue rilevando che l’Edera a Ravenna si è sganciata dalle scelte del partito nazionale e ha scelto di allearsi con il centro sinistra proprio sulla base di obiettivi e strategie condivisi. “Rifondazione non discute più il tracciato ma arriva a discutere l’opportunità stessa di realizzare l’opera, ritenendo sia più utile il collegamento tra Classicana e Romea. Ma questi due interventi sono entrambi necessari e non possono essere posti in contrapposizione o in alternativa. Possiamo discutere se sia preferibile un’autostrada “corta” da Ravenna a Venezia oppure se sia meglio un collegamento che comprenda anche la E45 e oltre fino a Civitavecchia. Ma la “nuova Romea” – aggiunge l’esponente PRI – è indispensabile. E da qui deve cominciare la realizzazione dell’opera.
    Chi non la pensa così stia fuori da questa maggioranza.

  6. #366
    Araldo
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    Predefinito



    L'AMICO GAMBI DI RAVENNA E' STATO OGGETTO DI UN INQUALIFICABILE ATTACCO PERSONALE SULLA VOCE E SUL SITO UFFICIALE DEL PARTITO.

    L'articolo, le risposte, gli attestati di solidarietà di dissenso come di consenso, sono postati nel 3D repubblicani Emilia Romagna.

    Non vi rubo ulteriore spazio ma ritengo di segnalare la cosa confidando in precise affermazioni, non mi interessa il segno o il contenuto, degli amici repubblicani che da anni conoscono Gambi come repubblicano e come uomo.

    Ritengo che al di là di maggioranza o minoranza sarebbe molto bello che i repubblicani tutti facessero capire che c'è voglia di discutere, di confrontarsi non di offendere, o delegittimare, persone e realtà estremamente utili, e particolarmente in questa dificile campagna, alla crescita complessiva del partito.

    Vi ringrazio per l'ospitalità

    Barney

  7. #367
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    Predefinito ... riceviamo da Sergio Savoldi ...

    Ho letto e riletto incredulo il pezzo della Voce che riguarda Ravenna e Paolo Gambi .
    Che le sue dichiarazioni ad un giornale locale, possano non piacere a qualcuno posso anche capirlo, peraltro la sua opposizione radicale alla collocazione nel centro destra del Pri non è mai stata nascosta nè in consiglio nazionale nè localmente.
    La sua convinzione che nella sua realtà il centro sinistra sia l’opzione senza alternative è stata sempre condivisa dal partito di Ravenna e si è sempre collocata nella linea di autonomia locale che Riscossa Repubblicana ha da sempre indicato come uno dei punti della propria azione, da Bari in poi.
    Che poi la minoranza di Riscossa si auguri che l’esperienza di centro destra possa presto appartenere al passato non è altrettanto un mistero né è mistero che quando ciò avverrà, Riscossa non ha nessuna intenzione di farsi mettere da parte
    nella gestione di una nuova fase politica .
    Attacchi e insinuazioni a livello personale come quelli usati contro Paolo Gambi nel commento , non ricordo invece abbiano occupato le pagine della Voce Repubblicana.
    Repliche anche dure a posizioni politiche dissonanti da quella di una maggioranza sono sempre state nell’ordine delle cose , ma con uno stile ed un rispetto per le persone che hanno sempre contraddistinto il PRI a livello nazionale.
    Se come dice qualcuno in politica la forma è sostanza, nel PRI c’è di che essere preoccupati se un dissenso radicale come quello di Paolo Gambi scatena reazioni come quelle lette sulla Voce ; c’è da pensare che esistono per qualcuno regole non scritte ma praticate sul grado di dissenso ammissibile o non.
    Francamente se così fosse, nei confronti di chi comunque ha scelto di rimaner nel partito, ci sarebbe di che dubitare delle capacità di governare un reale ripresa del PRI che non può certo avvenire con le scomuniche.
    Brutta pagina quella della Voce Repubblicana con quel taglio e quei toni, pagina che non vorremmo più leggere nell’interesse fin dell’ultimo iscritto .

    SERGIO SAVOLDI

    Coordinatore di Riscossa per l’Autonomia Repubblicana

  8. #368
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    Predefinito tratto da SESTO POTERE 20 aprile 2004

    ELEZIONI 2004, VITTORIO SGARBI SABATO A FORLI'

    (Sesto Potere) - Forlì - 19 aprile 2004 - Vittorio Sgarbi interverrà a Forlì sabato 24 aprile alle ore 16.00 alla Fiera di Primavera di Forlì nello stand del Partito Repubblicano Italiano per presentare il programma e il progetto politico del Partito della Ragione e della Bellezza. L'obiettivo dichiarato da lo stesso sgarbi è: "Muovere guerra a coloro che distruggono l'Italia".

    "L'obiettivo e finalità del Partito della Bellezza - spiega Sgarbi - è la difesa integrale del patrimonio archeologico, artistico, architettonico, monumentale, ambientale, libraio, archivistico, teatrale, fotografico, cinematografico italiano, inteso come stratificazione di storia e di memoria, contro ogni falsa idea di progresso. La inaudita violenza patita, e ancora minacciata, senza pietà, a intere aree e a paesaggi come a singoli edifici, affidati a improvvidi restauratori, non può essere più a lungo tollerata da cittadini che abbiano a cuore la difesa della loro civiltà in tempo di pace, ma sottoposta a un attacco impietoso di forze armate contro la bellezza, di cospiratori alla conquista di un patrimonio ineguagliabile, non per possederlo, ma per distruggerlo. E' arrivato il momento di acquistare compiuta coscienza della importanza di ogni reliquia, alla quale provvedere con ogni cura per la sua conservazione, giacché ogni volta che si è creduto di migliorare o di modernizzare si è perduto il sapore dei luoghi, la loro verginità, la loro individualità. E, ciò che è più grave e più evidente, il loro valore, anche materiale. Quando un luogo è stato contaminato, quando l'antico è stato sostituito dal moderno si è perduto per sempre quel bene prezioso che nasce dalla congiunzione tra la creazione della natura e dell'uomo e il tempo. Il Partito della Bellezza chiede ai cittadini di rivendicare con orgoglio la proprietà della polis sottraendola alle mani di amministratori senza scrupoli che, in modo arbitrario, decidono orrori irreparabili senza avere alcuna coscienza estetica, ritenendosi padroni e non custodi della eredità della storia che, nelle loro mani, si dissolve. Per questo la benemerita azione delle associazioni culturali in difesa del patrimonio monumentale, per non disperderne il valore, anche economico, non può restare uno spunto volontaristico e di impotente indignazione, ma deve diventare un impegno politico, militante, attivo. Gli incredibili episodi, sommamente emblematici, della gibbosa aberrazione di Piazza Montecitorio, stupefacente testimonianza di prepotenza nel luogo dove si sono fatte le leggi per impedirla, e dell'abbattimento del contenitore dell'Ara Pacis, contro cui ora si alzano cori di proteste da parte dei cittadini, sono solo due delle innumerevoli occasioni di violenza al patrimonio, compiute anche per l'impotenza di chi aveva le idee e le giuste convinzioni per impedirli, ma non il potere. La minaccia ai parchi, alle coste, alle montagne, all'acustica dei teatri, alle piante, agli intonaci, ad ogni cosa che è fragile, che sembra più facile sostituire con le modeste invenzioni del debole pensiero di progettisti frustrati che infieriscono contro giardini, pavimenti di chiese, prospetti di edifici, centri storici, non ci può trovare impotenti. Occorre acquistare coscienza politica della straordinaria identità culturale dell'Italia la cui vocazione alla bellezza è un bene primario che non si può consentire di disperdere. I cittadini devono, insieme alla coscienza, avere anche gli strumenti per garantirsi contro i barbari, nei consigli comunali, nelle regioni, nel parlamento nazionale. Sembra incredibile aver dovuto assistere, e continuare ad assistere, impotenti alla dispersione sistematica, alla cinica manomissione di beni indisponibili, con la serena distruzione di architetture e di spazi della città e della natura, come se potessimo disporre di un dipinto di Giotto o di una scultura di Michelangelo per graffiarli o amputarli, quando non rifarli dopo averli distrutti".

    "Il Partito della Bellezza - aggiunge Vittorio Sgarbi - guarda con profonda delusione alla totale carenza di consapevolezza di questi temi nei programmi dei partiti politici di destra e di sinistra, in una inaccettabile sottovalutazione di ciò che appare agli occhi del mondo, e nella coscienza critica di una piccola parte, non un ingombrante fardello di faticosa manutenzione, ma la variegata dimostrazione di ciò che, ancora oggi, rende l'Italia la prima potenza al mondo per la sua eredità culturale. E che non si tratti di beni obsoleti è dimostrato dalla costante presenza di oggetti e dipinti italiani nei principali musei del mondo, senza che per questo sia stata completamente spogliata la nostra nazione. Noi abbiamo un altissimo dovere davanti alla storia e alle generazioni future. E non possiamo disporre o lasciare disporre di questo patrimonio senza regole certe, che devono entrare nella politica come è avvenuto, per la difesa dell'ambiente, con il movimento dei Verdi. Per questo il Partito della Bellezza nasce perché la bellezza sia inevitabile e la sua difesa ineluttabile. Naturalmente se questa priorità è la stessa ragione di essere, lo specifico operativo, del movimento politico, non possiamo disgiungere questa battaglia per la bellezza da una battaglia per le libertà, contro ogni inquisizione, contro il costante tentativo di ridurre le interpretazioni del mondo a un pensiero unico, senza spirito critico, senza libertà di parola. Anche questo è un problema culturale, come lo sono le emergenze sanitarie, la necessità di garanzie per la salute in una più alta dimensione spirituale. E ancora, il Partito della Bellezza, perseguendo, in uno, il Bene e il Bello, intende agire per una riforma non velleitaria della istruzione, stabilendo, in modo ordinato, i principi di formazione alla bellezza, come etica dell'individuo e abito mentale. Invertire il pernicioso principio degenerativo per cui è bello ciò che piace, ristabilendo la necessità di valori estetici universali, come non è lecito consentire ad ogni malato di discutere i metodi della sua cura. Occorre ristabilire principi e valori non discutibili in una perfetta coincidenza di etica e di estetica. Occorre essere intransigenti. Ogni concessione alla mediocrità, ogni tolleranza sono una minaccia alla sopravvivenza dell'unico mondo reale che è il mondo interiore, consentendo all'ignoranza e alla disinvoltura di disperdere ciò che è di tutti, come se qualcuno potesse strappare i fogli della Bibbia di Borso d'Este, o avvolgere tabacco nelle pagine dei Canti di Leopardi".

    "Questo - conclude Sgarbi - avviene ogni giorno del patrimonio monumentale e ambientale, e non potremo accettare che passino altri giorni senza armarci per impedirlo. E dunque, in tempo di pace, sia guerra alla stupidità e alla mediocrità e a chi distrugge con la leggerezza e con la presunzione di costruire un futuro migliore, senza rispetto per la storia, per la tradizione, per la memoria".(Sesto Potere)

  9. #369
    Araldo
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    AL PRI E' TORNATA LA VOCE



    ALLA “VOCE REPUBBLICANA”
    Dispiace che in un momento nel quale al PRI serve il massimo di compattezza e di disponibilità di tutti i repubblicani per affrontare la scadenza europea e le amministrative, la “Voce Repubblicana” non trovi di meglio che rivolgere a Paolo Gambi accuse infondate, gratuite e per quanto riguarda noi e la grande maggioranza dei repubblicani ravennati e romagnoli, non condivisibili.

    Se esprimere dissenso politico come minoranza del partito nazionale (e sono ormai due congressi che il confronto è serrato) sulla collocazione del PRI nel centrodestra, significa peccare di “ambizione” e “autoconsiderazione“ e non invece rappresentare al meglio quegli iscritti che nel PRI la battaglia intendono continuare a farla, allora non ci siamo! E come si può riconoscere (come fa la Voce Repubblicana) stima a Gambi, e poi giù una sequenza di insulti, dallo scarso amore per il partito al voler essere totalizzante! Ma se Gambi ha rinunciato alla segreteria di Ravenna proprio per evitare strumentalizzazioni ai danni del PRI ravennate in un momento così delicato; e ciò non gli ha impedito poi di votare il nuovo coordinatore provinciale e la scelta dei ravennati di impegnarsi nelle europee anche con candidati in lista!
    In quanto poi all’amore per il partito, Gambi non ha bisogno né di esami né di reprimende: è nel PRI che ha sempre affrontato di persona ogni responsabilità e ogni posizione assunta, non certo per interessi personali o ambizioni particolari, ma rispondendo con coerenza agli atti e alle iniziative assunte, e per questo merita tutta la nostra solidarietà.
    La vita del PRI è complicata; facciamo in modo di non complicarla ulteriormente.
    Giannantonio Mingozzi
    (coordinatore provinciale del PRI di Ravenna)
    Vidmer Valbonesi
    (segretario regionale dell’Emilia Romagna)

  10. #370
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    Predefinito tratto da www.pri.it

    Emilia Romagna, auto e moto d'epoca

    Lettera di Valbonesi al presidente della Giunta Errani

    Pubblichiamo la lettera del segretario regionale del Pri dell'Emilia-Romagna Widmer Valbonesi al presidente della Giunta regionale Vasco Errani, a proposito delle auto e moto d'epoca.

    Caro Errani, come tu ben sai esistono ovunque, ma con predilezione per l'Emilia- Romagna, molti appassionati di moto e auto d'epoca .

    È fatto meritorio. Da tutto il mondo, come avvoltoi, giungono persone dall'estero per portarci via i nostri cimeli. Ed è fatto meritorio per i singoli, perché l'Amministrazione dello Stato ha sempre dimostrato al riguardo la più brutale, insensibile, ignoranza.

    Un passettino avanti si era avuto qualche anno fa escludendo la tassa di possesso per i mezzi con più di trenta anni di età. Infatti la tassa di possesso altro non è che la vecchia tassa di circolazione e questi mezzi non circolano.

    Per alcuni governanti questa è "cosa da ricchi" e quindi chi li vuole se li paghi.

    Non è così. Quasi sempre è cosa da romantici pensionati. E poi perché non dovrebbero ugualmente pagare i collezionisti, chessò…, di francobolli o quadri dell'Ottocento?

    Il problema odierno è che nell'ambito del decentramento amministrativo, molte di queste competenze sono e saranno trasferite alla Regione. Nel più totale caos, si parla di volontà punitive nei confronti di questi appassionati. Quindi tasse alle stelle, formalità alle stelle, divieti alle stelle.

    Una follia, se così fosse, che vedrà volare in Giappone e Germania tante opere d'arte su ruote.

    È opportuno ricordare che si tratta di migliaia e migliaia di questi appassionati, abbandonati ed ignorati da tutti.

    Ti pregherei di smentire queste voci, perché questa è una battaglia per la cultura e la difesa di un patrimonio delle nostre tradizioni più genuine.
    [mid]http://utenti.lycos.it/NUVOLA_ROSSA/SEIGIADIUNALTRO.mid[/mid]

 

 
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