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  1. #601
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    Predefinito tratto da CORRIERE ROMAGNA 19 dicembre 2005

    “Mattoni” costosi per le rotonde

    CESENA - Ma la rotonda chi la paga? Non sempre e non solo il Comune.Anche i privati che costruiscono su un’area sono chiamati a mettere mano al portafoglio. Il motivo può essere semplificato così: in fondo, sono loro a rendere necessarie certe opere viarie per garantire la fluidità e la sicurezza del traffico aggiuntivo che “portano” in zona.E’ un cardine del principio urbanistico della perequazione. La regola riguarda non solo gli interventi previsti internamente ai vari comparti, ma anche quelle esterne al perimetro per fare fronte ai flussi aggiuntivi di veicoli creati da certe espansioni edilizie. Qui nasce un problema, che sta scatenando diversi malumori tra gli immobiliaristi ma anche a livello politico.La questione è semplice. Nel nuovo Prg sono state previste, in una doppia “tranche” già approvata, 125 nuove aree di trasformazione. Si tratta di 92 insediamenti residenziali e di 33 polifunzionali che saranno realizzati nei prossimi anni e cambieranno profondamente l’assetto di Cesena. Ma gli oneri da sostenere per realizzare opere infrastrutturali viarie (per esempio rotonde o allargamenti di strada) a servizio di queste aree non sono distribuiti equamente tra tutti i soggetti attuatori dei comparti. Solo per 61 aree, circa la metà del totale, c’è questa “imposizione”. Il Pri è il partito che sta criticando più fortemente questo aspetto. Nell’ultimo Consiglio comunale Nazario Sintini ha annunciato che il gruppo dell’Edera non voterà a favore di tutti i piani urbanistici attuativi in cui c’è quella che giudica un’ingiustizia. Alle parole sono subito seguiti i fatti al momento del voto sul decollo di un comparto in via Salieri, a S. Egidio. Alla luce di questo progetto, che consiste nella realizzazione di qualche decina di alloggi, si renderà necessaria la costruzione di una rotatoria tra via Cerchia e via Boscone. E’ già stata programmata. Il costo stimato ammonta a 211 mila euro. Il 27,7 per cento di questa somma, cioè 58.600 euro, dovrà essere pagato dei proprietari che hanno presentato il piano. Il tutto dovrà tra l’altro essere accompagnato da una fideiussione decennale. L’immobiliarista interessato a questa partita era presente nella sala del Consiglio comunale e, pur senza far drammi, non ha nascosto il suo disappunto per l’onere che dovrà sobbarcarsi. Quello che non capisce è perché debba pagare solo lui e non anche altri soggetti della zona che si preparano a realizzare interventi urbanistici ancora più pesanti, come la creazione del nuovo Peep a S. Egidio. E’ a due passi e contribuisce in modo decisivo a far sì che la rotonda in zona sia indispensabile. Al di là del caso specifico, i consiglieri dell’Edera hanno sottolineato che addossare solo sui proprietari di alcune aree il peso delle infrastrutture viarie finirà per ripercuotersi sul costo finale degli appartamenti che nasceranno qui, a differenza di quello che accadrà altrove. E a pagare, naturalmente, non sarà certo il costruttore, ma l’acquirente finale, che si vedrà scaricare addosso lo sgradito fardello. Insomma, secondo il Pri e non solo, il sistema che è stato varato crea disparità. La richiesta politica è quella di spalmare armonicamente su tutte le aree i costi per le infrastrutture “esterne”. Ma l’amministrazione comunale e la maggioranza sembrano intenzionati a non prenderla in considerazione. Sono convinti che la strada imboccata non presenti elementi di iniquità. A questo punto, non resta che prepararsi ad ascoltare per altre 60 volte le medesime contestazioni.

    Gian Paolo Castagnoli

  2. #602
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    Predefinito tratto da CORRIERE ROMAGNA 21 dicembre 2005

    Museo del Risorgimento: nuovo lascito

    RAVENNA - Il Pri vuole accelerare, Rifondazione e Margherita frenano. Puntata a vuoto, ieri, per la nascita della fondazione che gestirà il Museo del Risorgimento e (forse) della Massoneria.Dopo aver incassato, ieri, la dichiarazione di voto contraria dei Verdi e dell’opposizione di Centrodestra la delibera proposta dal vicesindaco Giannantonio Mingozzi incontra le già manifestate perplessità dei due alleati.In particolare, per i Verdi, la capogruppo Maria Grazia Beggio si chiede “quali tutele ci saranno per i materiali risorgimentali della Classense che andranno gestiti ‘tutti insieme’ nel Sacrario dei Caduti di San Romualdo?”.“Abbiamo deciso di aggiornare la commissione a giovedì - spiega lo stesso Mingozzi -. Studierò le proposte di emendamento (non ancora formalmente presentate, ndr) e sono certo che troveremo una linea di intesa. Intanto, c’è un’importante novità: nel testamento di Celso Minardi si fa riferimento ad alcune proprietà immobiliari che il mecenate vuole divengano proprietà comunale a patto che l’affitto provente sia destinato alla causa del Museo”.Un sostegno in più alla tesi del vicesindaco, dal momento che Margherita e Rifondazione sono critiche anche sulla questione economica, non intravedendo nella nascita della Fondazione che dovrebbe gestire il museo un futuro “saldo” dal punto di vista finanziario.Ma non si tratta dell’unico elemento di dissonanza fra il Pri e gli altri due partiti di Centrosinistra: “Non ci convince - lo dice chiaro Valentina Morigi, capogruppo in Consiglio per il Prc - il fatto che, stando al testamento Guerrini, il museo dovrebbe chiamarsi del ‘Risorgimento e della Massoneria’. Una richiesta del donatore, ma ci risulta che i materiali sul Risorgimento fossero già molto significativi prima che venissero integrati quelli del lascito”.Un elemento condiviso anche dai diellini che, per voce di Aldo Fabiani, precisano di “non capire davvero la volontà, da parte del vicesindaco, di affrettare i tempi. Su questa delibera abbiamo bisogno di meditare. Apprendo ora, peraltro, che sono state aggiunte nuove documentazioni che potranno essere da noi analizzate soltanto fra stasera e domani (ieri sera e oggi, per chi legge, ndr)”.Mingozzi si dice comunque “ottimista” su una veloce risoluzione di questi nodi, ma mette i puntini sulle “i”: “Una cosa è stata a mio parere trascurata, oggi nel dibattito. Non stiamo proponendo una Fondazione che rileva proprietà, ma che le gestirà. Ci sono tre enti a sostenerla: Comune, la Fondazione Cassa e la Federazione delle cooperative. Contribuirà economicamente, inoltre, anche la Fondazione Del Monte. E avrà tre sedi: la Chiesa di San Romualdo, che la ospita ora, ma anche la Casa Guiccioli e il Capanno Garibaldi. Credo che nelle sedi in cui verranno raccolti gli importanti contributi di Guerrini ci dovrà essere, come richiesto dal donatore, un richiamo alla Massoneria. E rimango convinto che questo museo, per come lo stiamo concependo, risponde ai doveri morali che abbiamo nei confronti della memoria risorgimentale e svolge la funzione storica più adeguata per tramandare questa memoria”.

    an.ta.

  3. #603
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    Predefinito tratto da http://www.pri.it

    Risposta a Luigi Sansavini/Un repubblicano molto interessato allo scioglimento del Pri
    Quando vedi il lampo non aspettare di sentire il tuono

    Siamo letteralmente allibiti per l'editoriale che Luigi Sansavini, segretario provinciale di Forlì, firma per il "Pensiero romagnolo": da tale articolo si comprende che egli non può essere un dirigente repubblicano, e tantomeno un semplice iscritto. Nel diritto che ciascuno ha di criticare o di non condividere le politiche del governo, così come di coltivare le ambizioni politiche che più gli sono care, un repubblicano deve pretendere da se stesso uno sforzo di obiettività e di correttezza. Sansavini le ha perse, se mai le ha avute. Colpisce in particolare che, nel momento in cui si è aperta una questione molto ampia sul fronte della moralità e della giustizia che riguarda il centrosinistra ai massimi livelli, il signor Sansavini ignori questo completamente, ripetendo luoghi comuni contro l'attuale governo e la maggioranza. Affermazioni che in questo momento perfino il primo oppositore del governo ha delle difficoltà a fare con tanta naturalezza. Tant'è che il professor Prodi chiede alla sua coalizione di riscrivere le regole morali che devono sovrintendere a politica ed affari, ed il quotidiano di Rifondazione, "Liberazione", ripubblica una intervista a Enrico Berlinguer del 1981. E lo fa polemicamente, nei confronti dei Ds.

    Colpisce il giudizio sulla politica estera del governo, che egli vede schiacciata sulla presidenza Bush, quando il Capo dello Stato ricorda che l'Italia inviò una missione militare di pace in Iraq a guerra conclusa, con il benestare e l'apprezzamento delle Nazioni Unite. E semmai è il centrosinistra oggi in difficoltà, perché costretto a riconoscere l'importanza del contributo italiano alla stabilizzazione della democrazia irachena. Ed è grottesco il suo giudizio "sulla riforma sostanziale della Costituzione del 1948", visto che egli non si è ancora accorto che tale riforma è stata fatta dal centrosinistra nella passata legislatura e l'attuale maggioranza ha riformato principalmente le modifiche costituzionali del centrosinistra.

    Riteniamo poi vergognosa la definizione che Sansavini dà del Pri, di "mera appendice laica di Forza Italia", visto che proprio sulla bioetica il Partito repubblicano si è distinto dalle posizioni della maggioranza, sulle quali invece si è convertita la Margherita. Ma che Sansavini non sappia di cosa parli, lo dimostra il passo nel quale sostiene che "la difesa della politica della Commissione di Bruxelles, condotta dal ministro La Malfa, pur condivisibile nella sua impostazione, non altera purtroppo in nulla l'immagine che la gente comune va percependo delle relazioni italo - europee". E cioè, secondo il suo parere, "ostilità del governo nei confronti degli euroburocrati, insofferenze verso direttive che costringono il nostro Paese a fare i conti con la realtà". Noi vogliamo l'Europa politica, Sansavini vuole quella della Bce e, poiché supponiamo che egli nemmeno sappia cosa significhi, glielo scriviamo per intero: Banca Centrale Europea.

    In verità questo governo ha approvato gran parte della direttive europee, e lo sforzo del ministro La Malfa non è stato teso alla difesa della Commissione di Bruxelles - con cui il governo ha eccellenti rapporti - ma alla presentazione del Piano di Lisbona per la competitività e la ricerca, un fiore all'occhiello di questo esecutivo nel campo delle liberalizzazioni e dello sviluppo economico, che un eventuale futuro governo supportato da Bertinotti, Pecoraro Scanio (e parte non insignificante dei Ds) avrebbe qualche difficoltà solo ad elaborare. Questo piano di valore strategico è la dimostrazione, non solo della non subalternità del Pri al centrodestra, ma al contrario, avendo noi portato questo contributo alla coalizione che sosteniamo, di come l'Edera sia in grado, nonostante le poche forze di cui dispone, di orientare e indicare degli obiettivi al governo del Paese. Così come dimostra la qualità di una maggioranza che sa accoglierli. Troviamo infine poi commovente l'entusiasmo di Sansavini per il partito democratico, così come è stato pensato dal centrosinistra, senza accorgersi nemmeno che tale ipotesi è stata già bloccata dalla difficoltà fra la Quercia e la Margherita a margine dei problemi giudiziari che coinvolgono i Ds in questi giorni. Per puntare allo scioglimento del Pri, come lui prospetta, occorrerebbero per lo meno delle condizioni un po' più salde, quelle che le questione morale, concernente la sinistra, impedisce di vedere.

    Se Sansavini vuole andarsene dal Partito repubblicano, lo faccia sommessamente. Se invece pensa di elaborare una strategia atta a danneggiare il Pri con il beneplacito informale di qualche santo dell'Unione, sappia che noi difenderemo il Pri in più consone sedi formali.

  4. #604
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    Il non pensiero romagnolo
    Spieghiamo a Sansavini la differenza che corre fra servi e schiavi

    di Francesco Nucara

    Non pensiamo che Sansavini, segretario provinciale del Pri di Forlì, sia meritevole di risposta alcuna. Come dirigente politico, per quello che scrive, non vale nulla e, se vale qualcosa, è del tutto negativa.

    Sansavini, che è ingegnere, dovrebbe conoscere, per averle studiate, almeno così crediamo, le "linee di inviluppo" che sono uno dei cardini della geometria analitica.

    Capacità analitica significa sapere costruire analisi e non brodaglie demagogiche da mercatino rionale. Rispondiamo punto per punto, in modo che i repubblicani, e non solo loro, sappiano con quale farina è impastato il repubblicanesimo di questo segretario provinciale.

    Il signore, in questione (si fa per dire signore) sostiene che la Direzione Nazionale ha arbitrariamente ostacolato la celebrazione del congresso provinciale forlivese. Un uomo che ritiene di subire arbìtri e non fa valere le proprie ragioni, che uomo è? Di pasta frolla.

    Se Sansavini riteneva di essere nel giusto avrebbe dovuto celebrare il congresso. Non entriamo nel merito delle questioni politiche poiché ognuno ha le sue opinioni e per noi sono tutte rispettabili.

    Soprattutto quelle che non condividiamo. Tanto da aver concesso la "deroga" perché il Pri a Forlì, provincia e comune, realizzasse alleanze con il centrosinistra. Certo, non ci aspettavamo che, dopo dieci anni di presidenza repubblicana, ci riducessimo ad una sola presenza in Consiglio provinciale, e nemmeno si riteneva di dover imporre la presenza, nelle liste comunali, di un componente della Direzione nazionale e consigliere comunale uscente. E' questo il senso di appartenenza al Pri dei repubblicani forlivesi? No! Ci sono amici che "subiscono" le determinazioni di quella maggioranza senza convocare assemblee alternative agli organismi repubblicani. Potremo sbagliare nelle scelte politiche, ma le idealità sono sostenute dall'assoluto disinteresse familiare e personale. Figli e padri non possono incidere sulle scelte politiche, i repubblicani, e solo loro, possono convincerci ad assumere posizioni condivise.

    E non interessano i veleni che un parlamentare forlivese in carica spande sui dirigenti del Pri forlivese.

    Anzi, siamo convinti, addirittura, che nel 50% dei casi gli inquisiti siano innocenti, figuriamoci se ci soffermiamo a valutare le chiacchiere.

    Dice Sansavini: "Sarebbe un grave errore se l'acquiescenza e la subalternità con le quali il Pri si è consegnato alla destra si riproponessero".

    Al contrario di quanto si possa pensare, sono i repubblicani italiani, e sottolineiamo italiani, a decidere la collocazione del Pri. I repubblicani italiani sono finanziariamente poveri, ma non ricevono alcun aiuto dai ricchi "fratelli" romagnoli. Non ce ne lamentiamo e cerchiamo di tenere in vita un pezzo di storia del nostro Paese. Da morti non serviamo a nessuno.

    Per rimanere in vita certo è indispensabile qualche compromesso, anche con la nostra coscienza politica. Come è stato detto altre volte, non siamo l'ombelico del mondo. Almeno a Roma, perché a Forlì, forse, qualcuno immagina di esserlo. Questo non significa essere trasformisti. Significa, per chi riesce a ragionare, prendere atto di una situazione e comportarsi di conseguenza per realizzare il successo e la conservazione di un bene primario.

    Valori prioritari, per i repubblicani, sono il Paese ed il Partito. Non sono certamente gli assessorati ad ogni costo. Non siamo adusi alle sfide da OK Corral, ma se qualcuno ci vuole mettere alla prova reagiremo con forza e risolutezza. Le potature sono previste per rinvigorire gli alberi. I rami secchi li fanno morire.

    E per chiudere, facciamo un bel confronto tra due semplici parole: schiavo e servo. A prima vista potrebbero sembrare sinonimi. Non è così.

    Lo schiavo anela comunque e sempre a liberarsi dalle proprie catene per riconquistare la libertà. Il servo trova nella sua condizione l'humus naturale e tale vuole rimanere tutta la vita.

    A Sansavini la scelta.

    Roma, 6 gennaio 2006

  5. #605
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    Predefinito tratto da CORRIERE ROMAGNA 13 gennaio 2006

    La città del futuro? L’Edera ha la sua ricetta

    Ravenna - All’ultimo congresso il Pri si presentò diviso. Per le amministrative del 2006 invece l’Edera - che da tempo ha riconfermato la scelta del centrosinistra - scenderà in campo con un programma condiviso da tutte le componenti interne.Una “novità” che, in vista della presentazione pubblica del documento in programma domani alle 10 alla sala convegni del Cappello, i vertici del partito tengono a sottolineare. Anche se questo non significa che i problemi interni siano superati, si tratta comunque un primo passo oltre che un buon viatico il sospirato simbolo - Nucara dovrebbe decidere a giorni - che era stato negato in occasione delle regionali.Commenta Fabrizio Lorenzetti, esponente della componente minoritaria: “Manteniamo la nostra opinione, ma questo programma abbiamo contribuito a farlo tutti insieme, non ne facciamo una questione di schieramenti”. E anche Giannantonio Mingozzi chiamato, anche se solo per una ventina di giorni, a rinverdire la tradizione dei sindaci repubblicani, non manca di sottolineare il dato. “Faremo la campagna elettorale tutti insieme e in lista ci saranno gli uomini migliori del Pri”.Ma quali sono i punti cardine del programma del Pri? La filosofia di fondo è che se Ravenna è finita ai vertici delle graduatorie nazionali, non bisogna dormire sugli allori. “Il programma - spiega il segretario dell’Unione comunale Paolo Gambi - ha due finalità: da un lato contribuire a quello del candidato sindaco Fabrizio Matteucci. Dall’altro riaffermare il concetto che la coalizione è composta da forze politiche diverse. La decisione di confermare la nostra presenza nel centrosinistra non significa quindi per noi rinunciare alle nostre battaglie politiche”. Fatta questa premessa, il documento di indirizzi programmatici messo a punto dal Pri è diviso in due parti. La prima in cui vengono messe in fila “le cinque questioni rilevanti” da affrontare. La seconda che entra più nel merito di alcuni aspetti specifici che verrà approfondita appunto nell’incontro di domani.Il primo dei cinque temi prioritari secondo l’Edera, riguarda la natura delle istituzioni locali che devono essere sobrie e responsabili. Dove per sobrietà s’intende “una chiara indicazione dei valori di fondo ai quali le amministrazioni devono fare riferimento”. Ma una cosa sono i partiti che hanno le loro idee, una cosa sono le istituzioni che devono essere super partes. L’Edera quindi ne approfitta per togliersi un sassolino dalla scarpa. “Non abbiamo condiviso - si legge nel documento - le strumentalizzazioni operate attorno al concetto di pace e riteniamo che non debba essere ripetuta l’esperienza degli assessorati alla pace”. Un’Amministrazione sobria è poi quella che taglia le spese inutili e “non aumentare la pressione fiscale su cittadini e imprese” deve essere secondo l’Edera, “un impegno d’onore per chiunque si candidi a governare il Comune e la Provincia”. Per enti locali responsabili invece il Pri intende una maggiore “assunzione di responsabilità politica” allargando i momenti d’indirizzo e controllo su quelle società o enti - ad esempio il Consorzio dei servizi sociali - ai quali ha trasferito scelte fondamentali di amministrazione. L’altro tema è quello della sicurezza e della legalità. “Partendo dal dato che caratterizza Ravenna positivamente - è ancora Gambi a parlare - grazie a quel raccordo operativo fra le varie forze preposte che funziona da tempo”. Questo modello va “mantenuto e rafforzato”. Per quanto riguarda poi il tema dell’immigrazione, per il Pri integrazione e legalità devono andare di pari passo. Terzo tema affontato nel programma, è quello del modello di sviluppo. “Crediamo - dice a questo proposito Gambi - che dobbiamo essere chiari. Turismo e cultura sono elementi strategici per l’economia ravennate, ma se intendiamo puntare sullo sviluppo che produce occupazione dobbiamo promuovere anche nuovi insediamenti produttivi. Questo avrà delle conseguenze: dalle politiche di sostegno (incentivi, snellimento delle procedure) alla battaglia per le infrastrutture”. Non solo l’Edera torna quindi di nuovo a ribadire la necessità dell’ E55, ma invita a verificare “la possibilità di una politica locale che favorisca l’accesso ai collegamenti informatici veloci”. Questo, citiamo ancora dal programma, “introduce il tema dell’innovazione e della ricerca. In questo campo vi può e vi deve essere un ruolo degli enti pubblici in particolare di coordinamento degli enti di ricerca presenti sul territorio e delle attività di ricerca dell’università che punti ad un collegamento costante col mondo produttivo”. Gli ultimi due punti riguardano l’assetto del territorio comunale, quindi il centro storico e il forese. Per il cuore della città il Pri ha la sua ricetta. “L’idea è quella di considerare il centro storico come un grande spazio nel quale programmare iniziative concertate”, in cui anche la grande distribuzione è chiamata ad investire risorse. Ed ancora: preservare l’identità urbanistica dei borghi. Infine sul tema dei parcheggi l’Edera rilancia il tema delle strutture a più piani.

    ro. em.

  6. #606
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    Predefinito tratto da CORRIERE ROMAGNA 15 gennaio 2006



    “I repubblicani? Alleati affidabili”

    Ravenna - Un incontro pubblico per presentare i programmi del Pri per la città dei prossimi cinque anni, ma anche un’ occasione per ribadire l’orgoglio repubblicano.“Qualcuno ha scritto che siamo tornati - dice il segretario comunale Paolo Gambi - in realtà non ce ne eravamo mai andati”. Come affermerà di lì a poco il collega di partito Mingozzi, l’Edera tiene a ribadire il suo ruolo di “piccolo partito di massa”, con le “diramazioni necessarie” per essere anche partito di governo.L’iniziativa di ieri mattina, presieduta da Fabrizio Lorenzetti aperta da un minuto di silenzio per la scomparsa di Mauro Dragoni, non solo è entrata nel vivo dei temi programmatici, messi nero su bianco in un documento di trentatre pagine distribuito all’ingresso della sala convegni del Cappello e già anticipato in buona parte due giorni prima in una conferenza stampa. Ma nel suo intervento Giannantonio Mingozzi, sindaco anche se solo per una ventina di giorni, ha voluto mandare qualche segnale politico ai compagni “di viaggio” della maggioranza.“Proprio questa breve parentesi che si sta vivendo in questo momento a Ravenna - sottolinea - dimostra che siamo un partito che quando ce n’è bisogno, arriva a sostituire un sindaco. Quindi - prosegue - da adesso in avanti non devono più chiederci se siamo affidabili oppure no. Basta insomma con gli esami e questo vogliamo dirlo ai nostri alleati in maniera molto chiara, anche perchè i nostri avversari ci giocano”. Ma si tratta di “un equivoco - assicura il sindaco - che non ha più ragione di essere”. Anche perchè i repubblicani dovrebbero riuscire a scendere in campo con l’Edera, al contrario di quello che è accaduto alle ultime regionali.“Siamo in buoni rapporti con il segretario nazionale Nucara - ribadisce ancora una volta - che nel giro di pochi giorni dovrebbe sciogliere positivamente la questione”.Fatta questa premessa, Mingozzi entra più nel merito delle questioni affrontate nel programma.Anche davanti alla folta platea di ieri, l’esponente repubblicano torna a ribadire la necessità di nuovi insediamenti produttivi anche nelle aree libere del porto e la necessità di approfondire i fondali fino a 14 metri e mezzo.“È l’unica cosa da fare - sottolinea - se vogliamo fare arrivare a Ravenna i cargo e i grandi containers”. Ed ancora: “Oggi l’insediamento universitario può contare su 4.000 iscritti e molti vogliono continuare a lavorare qui. Se una volta la Romagna veniva considerata una sorta di palla al piede, adesso il ragionamento si è capovolto. Questo non deve servire affatto a suffragare la tesi di quanti sostengono l’autonomia della Romagna, ma al contrario suffragare la convinzione che senza Romagna l’Emilia è qualcosa di peggio”. E sul tema dell’assetto urbano: “Dal 1968 al 1988 tutti volevano la casa in città. Dall’88 in poi è accaduto il contrario. Il riequilibrio fra città e campagna è stato realizzato, ma adesso dobbiamo realizzare i servizi? Poi quali risorse dobbiamo mettere in campo perchè nel centro storico rimangano i negozi?”. Il sindaco “difende” poi alcune scelte fatte nel corso dell’ultima legislatura. Alcune in contrasto con una parte degli alleati, come il voto contrario sui contributi alle scuole private, altre ovviamente fatte in sintonia: come la creazione di Hera. Infine l’intervento conclusivo del segretario provinciale Fabio Bocchini che ha esordito sottolineando anche il contributo della minoranza interna alla stesura del programma. “Questo è un segno positivo - tiene a sottolineare - anche se le differenze rimangono. ma continueremo a confrontarci”.

  7. #607
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    Predefinito tratto da Corriere Romagna 19 gennaio 2006

    “Per l’intesa si parte dal Prg”

    CESENATICO - L’Edera, da sempre partito di governo, come tale aspira ad essere trattata. Messa una pietra sopra all’alleanza con Forza Italia, il Pri ritorna ad essere “partito aperto”, disposto anche, nel solco della tradizione, alla scelta di campo per il centrosinistra. Tuttavia il portavoce, di un “quadrunvirato” che regge la segreteria del Pri di Cesenatico, Bruna Righi, dichiara che per avere il Pri disponibile a dar manforte ai partiti dell’Ulivo, serve una revisione di rotta sul Piano Regolatore.“Da ben due mesi sollecitiamo una piattaforma programmatica, quale base di partenza per un’eventuale intesa - dichiara Bruna Righi - Con essa si dovrà iniziare un nuovo percorso in grado di rilanciare l’economia turistica, in sinergia con tutte le altre realtà imprenditoriali”.“L’amministrazione comunale con il Prg ha permesso solo opere minime di ristrutturazione, invece di dar corpo a strutture alberghiere competitive - sostiene la Righi - Non abbiamo più un’offerta alberghiera moderna”.Il Pri, attraverso il suo portavoce, fa piovere un’altra critica sul governo cittadino: “Sono stati costruiti centinaia di nuovi appartamenti, anche in aperta campagna, che comportano difficoltà relative ai servizi ed hanno smembrato poderi agricoli”. Di fatto avrebbero arricchito oltremodo i costruttori. Se la Margherita ed anche i Ds invitano a seguire una certa continuità nella scelta del programma elettorale e del candidato sindaco, il Pri in altra, ma comunque pregnante, prospettiva, invita alla discontinuità, quanto meno riguardo il Prg.“Occorre una forte discontinuità rispetto a come è stato gestito fino ad oggi il Piano Regolatore”, insiste la Righi.Che poi annovera altre richieste, come la risoluzione del problema colonie, un nuovo piano spiaggia, soluzioni realizzabili per la Vena Mazzarini. Ancora: il completamento delle opere previste a difesa dell’abitato e del centro storico; il riequilibrio della presenza comunale nella gestione di Gesturist.Conclusione: qualora questo e altro fosse condiviso, il Pri “non avrà difficoltà ad assumere responsabilità primarie insieme a chi sarà in sintonia con noi e riterrà la nostra presenza determinante e paritaria”, sigilla il discorso la portavoce del partito. Al nome del candidato sindaco, il Pri antepone il nuovo il progetto programmatico.

    an.lo.

  8. #608
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    Predefinito tratto da http://www.pri.it

    Bologna: Assemblea ordinaria della Sezione Pri "Bonfiglioli"

    Il Direttivo della Sezione Bonfiglioli di Bologna ha convocato l'Assemblea ordinaria della sezione medesima per il giorno sabato 21 gennaio prossimo alle ore 15,30 presso la Sala dell'Angelo (Quartiere Santo Stefano), Via S. Mamolo n. 24 Bologna, con il seguente ordine del giorno:
    • 1- analisi dell'attività compiuta dalla Sezione nel corso dell'anno 2005;
    • 2- approvazione del bilancio di esercizio;
    • 3- analisi della situazione politica nazionale con particolare riferimento alle prossime elezioni politiche;
    • 4- analisi della situazione politica locale;
    • 5- varie ed eventuali.

    [mid]http://www.lyricplaza.com/midi/1/elvis_presley-are_you_lonesome_tonight.mid[/mid]

  9. #609
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    Predefinito tratto da Il Corriere di Romagna 1 febbraio 2006

    “Basta coi bagnini tuttofare”

    cervia - L’Edera chiede alla spiaggia di fare un passo in avanti “di qualità”, prendendo spunto dal nuovo regolamento sulla ristorazione, ma devono restare indietro i “furbetti”. Il rischio è comunque quello di provocare uno scontro doloroso fra bagnini e ristoratori; per questo il segretario del Pri Alessandro Carli auspica un scelta “condivisa” sui menù in riva al mare. Smentisce invece ogni possibile contrasto fra Ds e Pri su alcune presidenze strategiche della città. E apre ai Verdi, con i quali pure in passato c’erano state alcune tensioni. L’ampliamento del cimitero ha diviso i due partiti, causando fra l’altro l’allontanamento del Sole che ride dalla maggioranza; ma il segretario preferisce ricordare gli argomenti condivisi con gli ambientalisti.Carli, che cosa pensa il Pri della ristorazione in spiaggia?“E’ strategica per il futuro dell’offerta turistica. Si rischia però di creare uno scontro sociale ed economico, se non si riescono a coniugare le esigenze della clientela della spiaggia con l’equilibrio delle attività economiche coinvolte. In particolar modo, il confronto avviato con le associazioni di categoria dovrà rappresentare un punto di fondamentale importanza per giungere a una sintesi corretta; lo stesso dicasi per il confronto con i sindacati. Le dichiarazioni dell’assessore Salimbeni ci sembrano ponderate. Soprattutto quando dichiara che siamo alla ricerca del ‘modello Cervia’, ispirato all’equilibrio fra le categorie; che non ci saranno 200 ristoranti sulla spiaggia, ma una ristorazione specifica; che viene proibita l’apertura serale e qualora ci fossero le autorizzazioni, gli stabilimenti balneari dovranno seguire le regole dei ristoranti in termini di igiene e altro. Auspichiamo quindi che si arrivi a una regolamentazione condivisa, in grado di cancellare le storture di un sistema che, oggi, si regge sulla furbizia di alcuni a scapito di altri. Occorrono invece servizi di qualità, non gli esempi dequalificanti di presunti camerieri che servono piatti ai tavoli dopo aver portato i lettini in spiaggia; o di ‘cuochi non-cuochi’ che, a torso nudo, cucinano un piatto di spaghetti allo scoglio. Noi siamo certi che i bagnini sapranno valutare la convenienza o meno dell’investimento sulla ristorazione, e forse potrebbero accorgersi che non c’è il ritorno economico”.La coalizione di maggioranza è compatta?“E’ compatta sui temi di fondo che hanno portato all’elaborazione di una piattaforma programmatica comune, che ha riscosso il consenso dei cittadini. Sfumature e particolarità delle forze politiche sono comunque elementi comprensibili di confronto e crescita complessiva”.Il Pri come giudica la posizione dei Verdi?“I Verdi rappresentano una forza politica importante. Con loro abbiamo condiviso argomenti comuni (il Canale Leonardo per esempio) e per noi sono stati un aiuto fondamentale. Per questo auspichiamo, quanto prima, di ritornare ad avere un confronto politico programmatico”.C’è competizione fra Edera e Quercia per le prime poltrone della Casa della Aie e della Cooperativa bagnini?“Casa delle Aie e Cooperativa Bagnini non rappresentano elementi di confronto politico, né di competizione. L’associazione Amici dell’Arte è un ente apolitico e tale deve e dovrà rimanere, per poter tutelare al meglio la Casa delle Aie che, non dimentichiamolo, rappresenta un valore aggiunto per Cervia. Grazie all’attività della Ascione nella conservazione della Ca’ e nella tutela delle tradizioni romagnole, possiamo fregiarci di un punto riconosciuto in tutta Italia. Quanto alla Cooperativa Bagnini, è un organismo sindacale e, come tale, un elemento di confronto con e per la politica. Quest’ultima deve occuparsi dell’equilibrio complessivo della località dal punto di vista sociale, economico, dei servizi pubblici; e non può sposare la causa di una categoria piuttosto che di un’altra. Per questi motivi possiamo affermare di non avere alcuna competizione politica con i Ds sulla Cooperativa Bagnini. Questo non vuol dire che esponenti o simpatizzanti del Pri non possano ambire personalmente a un ruolo attivo nella Cooperativa stessa”.L’amministrazione comunale ha realizzato fino ad ora il programma di legislatura?“Il programma di legislatura è in fase di realizzazione, seguendo le linee condivise in sede di stesura. Naturalmente ci sono ancora cose da fare. Fra le più importanti vi è la riorganizzazione della macchina comunale, per la quale è stato nominato un city manager, da cui ci attendiamo a breve una proposta. Altro elemento di particolare attenzione è la gestione del Bilancio del Comune. Il vicesindaco Gabriele Armuzzi sta svolgendo un ruolo di grande affidabilità e di quotidiana attenzione, per migliorare le possibilità di investimento finanziario del Comune”.

    Massimo Previato

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    Predefinito tratto da Corriere Romagna 8 febbraio 2006

    Si festeggia la Repubblica Romana

    CESENATICO - I repubblicani di Cesenatico festeggiano la Repubblica Romana. Quella di Mazzini-Armellini-Saffi, la cui Costituzione, del 9 febbraio del 1849, anticipò di quasi cent’anni quella della Repubblica Italiana, promulgata il 6 giugno del 1949. Gran parte dei principi fondanti della nostra Carta Costituzionale, a cominciare dei diritti inalienabili dell’uomo, la divisione dei poteri dello Stato, sono ispirati e traggano origine da quella lontana quanto breve prova di governo democratico, popolare e risorgimentale. I repubblicani di Cesenatico nell’occasione del 9 febbraio organizzano nei propri circoli di Cannucceto, Borella e Bagnarola cene tipiche romagnole a cui tutti sono invitati a partecipare. Ciò nel ricordo del 1849, uno degli anni cruciali del Risorgimento. A Roma, sotto la spinta dei moti popolari che chiedevano libertà e democrazia, crollò il regime pontificio e il papa Pio IX fuggì a Gaeta. Il 9 febbraio del 1849 un’assemblea eletta con il suffragio universale proclamò la Repubblica, e il mese successivo ne affidò la guida al triumvirato Giuseppe Mazzini, Aurelio Saffi e Carlo Armellini. Come bandiera adottò il tricolore. L’Assemblea Costituente era formata da un campione di uomini di tendenze e provenienze diverse: democratici influenzati dal socialismo, democratici legati alla tradizione giacobina, democratici mazziniani, liberali. Per informazioni telefono sulle iniziative: 0547 80014.

 

 
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