“Mattoni” costosi per le rotonde
CESENA - Ma la rotonda chi la paga? Non sempre e non solo il Comune.Anche i privati che costruiscono su un’area sono chiamati a mettere mano al portafoglio. Il motivo può essere semplificato così: in fondo, sono loro a rendere necessarie certe opere viarie per garantire la fluidità e la sicurezza del traffico aggiuntivo che “portano” in zona.E’ un cardine del principio urbanistico della perequazione. La regola riguarda non solo gli interventi previsti internamente ai vari comparti, ma anche quelle esterne al perimetro per fare fronte ai flussi aggiuntivi di veicoli creati da certe espansioni edilizie. Qui nasce un problema, che sta scatenando diversi malumori tra gli immobiliaristi ma anche a livello politico.La questione è semplice. Nel nuovo Prg sono state previste, in una doppia “tranche” già approvata, 125 nuove aree di trasformazione. Si tratta di 92 insediamenti residenziali e di 33 polifunzionali che saranno realizzati nei prossimi anni e cambieranno profondamente l’assetto di Cesena. Ma gli oneri da sostenere per realizzare opere infrastrutturali viarie (per esempio rotonde o allargamenti di strada) a servizio di queste aree non sono distribuiti equamente tra tutti i soggetti attuatori dei comparti. Solo per 61 aree, circa la metà del totale, c’è questa “imposizione”. Il Pri è il partito che sta criticando più fortemente questo aspetto. Nell’ultimo Consiglio comunale Nazario Sintini ha annunciato che il gruppo dell’Edera non voterà a favore di tutti i piani urbanistici attuativi in cui c’è quella che giudica un’ingiustizia. Alle parole sono subito seguiti i fatti al momento del voto sul decollo di un comparto in via Salieri, a S. Egidio. Alla luce di questo progetto, che consiste nella realizzazione di qualche decina di alloggi, si renderà necessaria la costruzione di una rotatoria tra via Cerchia e via Boscone. E’ già stata programmata. Il costo stimato ammonta a 211 mila euro. Il 27,7 per cento di questa somma, cioè 58.600 euro, dovrà essere pagato dei proprietari che hanno presentato il piano. Il tutto dovrà tra l’altro essere accompagnato da una fideiussione decennale. L’immobiliarista interessato a questa partita era presente nella sala del Consiglio comunale e, pur senza far drammi, non ha nascosto il suo disappunto per l’onere che dovrà sobbarcarsi. Quello che non capisce è perché debba pagare solo lui e non anche altri soggetti della zona che si preparano a realizzare interventi urbanistici ancora più pesanti, come la creazione del nuovo Peep a S. Egidio. E’ a due passi e contribuisce in modo decisivo a far sì che la rotonda in zona sia indispensabile. Al di là del caso specifico, i consiglieri dell’Edera hanno sottolineato che addossare solo sui proprietari di alcune aree il peso delle infrastrutture viarie finirà per ripercuotersi sul costo finale degli appartamenti che nasceranno qui, a differenza di quello che accadrà altrove. E a pagare, naturalmente, non sarà certo il costruttore, ma l’acquirente finale, che si vedrà scaricare addosso lo sgradito fardello. Insomma, secondo il Pri e non solo, il sistema che è stato varato crea disparità. La richiesta politica è quella di spalmare armonicamente su tutte le aree i costi per le infrastrutture “esterne”. Ma l’amministrazione comunale e la maggioranza sembrano intenzionati a non prenderla in considerazione. Sono convinti che la strada imboccata non presenti elementi di iniquità. A questo punto, non resta che prepararsi ad ascoltare per altre 60 volte le medesime contestazioni.
Gian Paolo Castagnoli




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