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  1. #1
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    Predefinito Pezzotta: "Un corteo di parte"



    PARMA - Risponde con il gelo il segretario generale della Cisl Savinio Pezzotta alla manifestazione della Cgil di Roma. E da Parma, dove è intervenuto al congresso della Margherita, critica la scelta di Cofferati di scendere in piazza. ''Ognuno è libero di fare quello che vuole - precisa Pezzotta - io avevo proposto una sola manifestazione unitaria contro il terrorismo, loro hanno voluto una manifestazione di una sola parte e di un solo colore. Mentre io avrei preferito una manifestazione con più colori e più bandiere: in un altro giorno ed in un altro momento, contro il terrorismo”. Il pubblico di Parma non gradisce affatto. Una decina di delegati risponde con i fischi.

    Ci vuole l'intervento di Rutelli per far riprendere Pezzotta che minaccia addirittura di andarsene: "se volete posso anche smettere". Invece continua il segretario della Cisl, e continua con parole non proprio dolci per la Cgil e il futuro dei rapporti tra le sigle sindacali: "Oggi è una brutta giornata, quando si fanno scelte unilaterali, parlare di unità diventa difficile, l'unità è una parola forte...''. Piuttosto che dire sempre di no c'è bisogno di una proposta, visto che "bisogna anche dire che cosa vogliamo'':

    Pezzotta non si compone neanche di fronte ai numeri dati dalla Cgil, che parlano di due milioni di persone in piazza: ''Quelle - dice - non sono le cifre ‘del’ sindacato ma di 'un' sindacato: il linguaggio deve essere preciso, quella è una manifestazione della Cgil e non tocca a me valutare le manifestazioni di un'altra organizzazione sindacale”.

  2. #2
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    che dire....anche Pezzotta e' un pezzo di sindacato..ma lo capisco, e' in difficoltà.
    Antonio

  3. #3
    SENATORE di POL
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    Predefinito Una manifestazione contro il governo, contro il terrorismo e...contro Marco Biagi

    Le parole del discorso del signor Cofferati, leader del sindacato rosso-giallo della CGIL (rosso quando governa il centrodestra, giallo quando al potere è il centrosinistra) sono state scelte con grande intelligenza politica e sono state chiare.
    Si sono ribadite le posizioni massimalistiche del sindacato espresse fin dal giorno dopo della vittoria elettorale del polo liberaldemocratico (dieci mesi fa), e si sono indicati con precisioni gli obiettivi non solo della CGIL ma della sinistra politica.
    Cofferati ha ricordato Marco Biagi, il consulente del governo assassinato dai "comunisti combattenti delle brigate rosse", rilevando come sia stato ucciso un altro "servitore dello Stato" come D'Antona, Tarantella e tanti altri. Non ha ricordato l'opera di Biagi per la riforma del mercato del lavoro, ne' la sua partecipazione alla forumulazione della rivisitazione dell'art. 18 dello Statuto dei Lavoratori. Ha evitato di ripetere le accuse di collateralismo con la confindustria, che pur non molto tempo fa "il cinese" aveva rivolto proprio al prof. Biagi, ma non ha neppure raccolto le critiche di questo ultimo al sindacato (ricordate da me in un post di qualche giorno fa), incapace di andare oltre al no, incapace di controproporre. Nel quadro di una contropoposta sindacale credibile Biagi sarebbe stato favorevole a suggerire al governo di stralciare l'art. 18.
    Cofferati ha anche attaccato il terrorismo, mettendolo in relazione con il momento di mobilitazione dei lavoratori contro il governo, quasi come se le brigate rosse non fossero la variante impazzita e delirante dell'estremismo classista di sinistra. La lotta contro il terrorismo, ha però ricordato Cofferati (bontà sua) deve essere unitaria e di tutti i democratici, in difesa dello Stato nato "dalla guerra di liberazione e di resistenza".
    Riguardo ai temi della manifestazione, contro il governo e la sua politica sociale, Cofferati ha confermato lo schierarsi della CGIL sul fronte conservatore, della difesa dello status quo, ripetendo le accuse al governo (e dunque anche a Marco Biagi come consulente importante dell'esecutivo su questi temi) e agitando le sue demagogiche deformazioni delle intenzioni del ministro Maroni e della maggioranza circa la riforma parziale dell'art. 18 dello Statuto dei Lavoratori. Le solite balle...insomma.


    Ripropongo qui di seguito le parole di Parisi (di Confindustria) riguardo....all'argomento:

    da www.adnkronos.it :

    "Parisi: ''Una manifestazione
    contro le idee di Biagi''

    ''Mobilitata tanta gente e investite tante risorse soltanto per dire dei 'No' senza dare soluzioni nuove''



    Il direttore generale della Confindustria, Stefano Parisi
    Roma, 23 mar. (Adnkronos) -''Una manifestazione contro le idee di Marco Biagi e contro il Libro Bianco''. Questo il giudizio sul Cgil-day del direttore generale della Confindustria, Stefano Parisi che sottolinea ''la giusta condanna al terrorismo'', anche se, dice ''e' mancata l'autocritica verso le gravi cose dette negli ultimi mesi contro le idee e la persona di Marco Biagi e fra queste anche l'accusa di collateralismo che credo sia molto grave per un'intellettuale e una persona di cultura come lui''.

    Per il direttore generale degli imprenditori, quella della Cgil ''e' stata una manifestazione di 'No''' priva di ''nuove proposte. E' un peccato che sia stata mobilitata tanta gente, ovviamente in buona fede, e investite tante risorse soltanto per dire dei No senza dare soluzioni nuove. Credo che non sia una bella pagina del movimento sindacale perche' ha diviso ulteriormente il sindacato e indebolito la cultura del dialogo che fa parte della storia delle relazioni sindacali e della rappresentanza delle imprese in Italia''.

    La manifestazione di oggi, spiega Parisi, ha diviso le confederazioni ''per motivi politici, ma anche per il diverso approccio delle confederazioni. Mentre Cisl e Uil, pur non condividendo alcune questioni sono disponibili a fare controproposte sul Libro Bianco, dalla Cgil sono arrivate solo accuse''. Dire infatti che le proposte sul mercato del lavoro sono ''lesive dei diritti fondamentali delle persone e' non solo una sciocchezza, ma una gravissima accusa che lo stesso Marco Biagi ha denunciato nel suo ultimo editoriale sul Sole 24 Ore'' afferma.

    Se il governo ripartisse dal Libro Bianco la Confindustria sarebbe ''disponibilissima ne' ha mai posto un problema di agenda, ma non accetta, ne' lo fara' mai, che la disponibilita' a discutere sia condizionata all'eliminazione dal tavolo della discussione di qualche argomento. Se si discute si deve discutere di tutto. Quello su cui non si e' d'accordo lo si puo' dire al tavolo, non c'e' bisogno di dirlo nelle piazze''.

    Caustico Parisi su alcuni passaggi del discorso di Cofferati, sopratutto su quello oin cui il leader della Cgil, riferendosi al sud parla di ''collateralismo antico'' tra Governo e Confindustria: ''Mi sembra che le battute di Sergio Cofferati sul collateralsimo abbiano gia' prodotto dei danni. E' bene che Cofferati la smetta di fare queste battute''.

    E a Cofferati che ricorda come le imprese abbiano costruito le proprie fortune sulla svalutazione della lira, Parisi risponde ricordando che gli industriali ''per primi hanno combattuto e si sono schierati a favore dell'euro, della stabilita' dei cambi, della lotta all'inflazione. E' la storia di Confindustria che va in quella direzione ed e' proprio per questo che noi abbiamo spostato la sfida dalla competitivita' giocata sul cambio, come era negli anni '80, a quella giocata, invece, sui fattori produttivi''.


    Cordiali saluti.

  4. #4
    SENATORE di POL
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    A quanto pare i giornali preferiscono accreditare i numeri dati (doppiosenso ) dagli organizzatori, piuttosto che credere alla Questura o fare....la solita media.....

    da www.quotidiano.net :

    "Cgil Day

    Cofferati contro il terrorismo, ma anche contro le riforme di Biagi

    ROMA, 23 MARZO 2002 - Nessun passo indietro. Nel giorno del suo trionfo, di fronte a tre milioni di persone, Sergio Cofferati ribadisce tutti i suoi 'nò al Governo, e promette di proseguire la battaglia in difesa dei diritti dei lavoratori, come e più di prima. L'assassinio di Marco Biagi non cambia nulla, anzi: il barbaro omicidio, «consumato mentre cresceva la mobilitazione dei cittadini e a due giorni da questa grande manifestazione», non può che rafforzare la lotta del sindacato. E il terrorismo non potrà mai «stravolgere le relazioni sociali».

    Lo scontro col Governo è totale. Ma anche il rapporto con Cisl e Uil, dopo la giornata di oggi, non potrà più essere lo stesso. Ancor di più dopo il successo, ben oltre le previsioni, della manifestazione. Non a caso il segretario generale della Cisl, Savino Pezzotta, commenta: «Una brutta giornata per il sindacato italiano». E si capisce - al di là della manifestazione unitaria decisa per mercoledì 27 e dello sciopero generale che Cgil Cisl e Uil hanno proclamato entro aprile - che nulla sarà più come prima. Cofferati cerca di non mettere il dito sulla piaga e se la prende soprattutto col Governo, ancor di più dopo le accuse mosse alla Cgil per l'uccisione di Biagi e le parole di ieri sera del presidente del consiglio: «Da Berlusconi - ha detto Cofferati - in un momento così delicato, è arrivato un messaggio non rivolto a tutto il paese, ma teso solo a spiegare le ragioni del Governo. Non è un buon segno». Poi Cofferati si toglie più di un sassolino dalla scarpa: «Chi ci accusa di aver fomentato un clima d'odio ci offende, offende la nostra storia e l'intelligenza degli italiani. La storia di uomini e di donne che hanno lottato a viso aperto contro il terrorismo, sempre. Una storia che nessuno può ignorare, nè negare». E ancora: «Siamo di fronte a un goffo tentativo di demonizzare la libertà di critica. Ma guardino questa piazza coloro cha hanno sollevato non critiche di merito ma giudizi ingiuriosi verso di noi». Qui, forse, l'applauso più lungo dei tantissimi che hanno scandito l'intervento.

    Poi, liquidata la pratica sulle accuse alla Cgil, giù contro le politiche e i provvedimenti dell'esecutivo, bocciati su tutta la linea: dalle deleghe su lavoro, fisco e previdenza, alla riforma della scuola. «Diciamo 'nò al modello neoliberista che il Governo vuole imporre»; perchè «tutti provvedimenti varati finora portano inevitabilmente allo scontro sociale. Per rendere più competitivo il paese non si guarda alla qualità, alla formazione, all'innovazione, ma si fanno scelte chiaramente di collateralismo». A preoccupare Cofferati è soprattutto l'uso delle deleghe da parte dell'esecutivo: «Non ne mettiamo in discussione la legittimità, ma l'uso diffuso, che finisce per impoverire il confronto sociale ed esautorare il Parlamento».

    La riforma del mercato del lavoro e dell'articolo 18, quello sui licenziamenti senza giusta causa, resta, almeno per ora, il primo punto nell'agenda di lotta: «In questa delega - ha spiegato Cofferati - c'è l'esplicita intenzione di ridurre le regole e le tutele, mentre la nostra priorità è l'estensione dei diritti e la loro modulazione per i nuovi lavori. Pensiamo a un sistema universale dei diritti - ha aggiunto - valido per chi lavora qui in Italia e per chi ha scelto di venire a lavorare nel nostro paese». «Una grande organizzazione sindacale - si è quindi chiesto il leader della Cgil - può perdere la propria credibilità accettando che si stravolgano diritti antichi? La mia risposta è no». Martedì il Governo tenterà di riallacciare il dialogo con i sindacati: ma da Cofferati non potrà aspettarsi altro che gli stessi '



    Cordiali saluti

  5. #5
    fui lsu
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    Originally posted by AngelodiCentro



    Peccato che molti amici EX democristiani non lo seguono più e lo fischiano. Si vede che quello come te non hanno più come riferimento le Acli e la Cisl ma la Cgil e i centri sociali di Casarini. Praticamente DISGUSTOSO cambio di casacca...
    Hai molta confusione in testa: che c'entra la Cgil con Casarini??

  6. #6
    fiorirà l'aspidistra
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    Cosa c'entrano?

    Tanto, tantissimo. Comune area politica per gli scalmanati di Casarini e Agnoletto e i vecchietti in pensione che protestano senza motivi nè bisogni pratici.
    Entrambe le categorie lottano "per i diritti". A quali diritti si riferiscano e se mai si sono posti dei doveri, non ci è dato sapere. Di sicuro sappiamo che hanno perso più tempo i tesserati CGIL a scioperare in questi sei mesi che in cinque lunghissimi anni di Ulivo. E le ore sono talmente tante che viene da chiedersi se hanno passato maggior tempo ad incrociare le braccia o a lavorare. Non è un eufemismo.
    Condividono un idealismo portato all'esasperazione e all'utopia ("salviamo i bambini del Congo", poi nessuno muove il culo dalla comoda poltrona), una disinformazione spaventosa (in genere il livello è l'ultimo comunicato stampa CGIL o Social Forum), i pupazzi del nano Berlusca che, incredibile, non viene più bruciato nelle piazze come otto anni fa. Ma, purtroppo, non vuol dire niente.

    Basterebbe anche solo il Cavaliere ad avvicinare queste due categorie apparentemente piuttosto eterogenee nel comune odio e rancore verso colui che governa. E, dulcis in fundo, tutti si sono fatti una bella scampagnata questo pomeriggio nella zona del Circo Massimo. Dunque, c'entrano, eccome se c'entrano.

    C&C
    Franci

  7. #7
    fui lsu
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    Originally posted by Franci
    Cosa c'entrano?

    Tanto, tantissimo. Comune area politica per gli scalmanati di Casarini e Agnoletto e i vecchietti in pensione che protestano senza motivi nè bisogni pratici.
    Entrambe le categorie lottano "per i diritti". A quali diritti si riferiscano e se mai si sono posti dei doveri, non ci è dato sapere. Di sicuro sappiamo che hanno perso più tempo i tesserati CGIL a scioperare in questi sei mesi che in cinque lunghissimi anni di Ulivo. E le ore sono talmente tante che viene da chiedersi se hanno passato maggior tempo ad incrociare le braccia o a lavorare. Non è un eufemismo.
    Condividono un idealismo portato all'esasperazione e all'utopia ("salviamo i bambini del Congo", poi nessuno muove il culo dalla comoda poltrona), una disinformazione spaventosa (in genere il livello è l'ultimo comunicato stampa CGIL o Social Forum), i pupazzi del nano Berlusca che, incredibile, non viene più bruciato nelle piazze come otto anni fa. Ma, purtroppo, non vuol dire niente.

    Basterebbe anche solo il Cavaliere ad avvicinare queste due categorie apparentemente piuttosto eterogenee nel comune odio e rancore verso colui che governa. E, dulcis in fundo, tutti si sono fatti una bella scampagnata questo pomeriggio nella zona del Circo Massimo. Dunque, c'entrano, eccome se c'entrano.

    C&C
    Franci
    Prendendo come impostazione quella del tuo post qui riportato e applicandola allo schieramento politico avversario, se ne trarrebbe che FI e i neonazisti sono alleati.
    Il tutto si potrebbe poi rendere più conciso, scambiandoci due battute oramai arciusate:
    -Nazisti
    -Stalinisti

    Quanto agli scioperi "mancati" nell'era-Ulivo, i risultati li puoi desumere dalla tornata elettorale del 13/05: la "vendetta" si è consumata nelle urne.

    Ad ogni modo, la manifestazione di ieri vi ha fatto uscire di testa.
    Ridicolo Micicchè al tg4.

  8. #8
    fui lsu
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    Dimenticavo: allo sciopero generale di cgil-cisl-uil dove parteciperanno ancora più lavoratori di quanti siano andati a Roma il 23, voi vedrete solo i no-global, Casarini, Centri sociali?

  9. #9
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    si...credo di si...
    vedono "komunisti" ovunque..
    Antonio

  10. #10
    fiorirà l'aspidistra
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    Originally posted by S. M. Ejzenstejn


    Prendendo come impostazione quella del tuo post qui riportato e applicandola allo schieramento politico avversario, se ne trarrebbe che FI e i neonazisti sono alleati.
    Il tutto si potrebbe poi rendere più conciso, scambiandoci due battute oramai arciusate:
    -Nazisti
    -Stalinisti

    Quanto agli scioperi "mancati" nell'era-Ulivo, i risultati li puoi desumere dalla tornata elettorale del 13/05: la "vendetta" si è consumata nelle urne.

    Ad ogni modo, la manifestazione di ieri vi ha fatto uscire di testa.
    Ridicolo Micicchè al tg4.
    Caro lsu (come vedi sono tra i pochi che il tuo nome lo scrive giusto ), ti trovo un po' sull'agitato. Quando ti toccano il sindacato, la reazione è sempre la stessa. Inevitabile.

    La manifestazione? Spettacolare, un successo, un milione di persone se non di più. Sono d'accordo. Una grande prova di forza del sindacato CGIL, anche un po' il tentativo di dare una spallata al Governo, ammettiamolo. Comunque mi sta bene, è inutile minimizzare, la manifestescion di ieri è stata un successo. Ok.
    Però i noglobal c'erano, mio caro, eccome. Li ha inquadrati e intervistati persino il tg3. Rumorosi, scalmanati, sporchicci, nervosetti, ma non violenti. Diamogliene pienamente atto. Al contrario degli amici di Barcellona, non hanno spaccato vetrine nè rovesciato bidoni. Si sono limitati a sfilare.
    Non faccio certo loro una colpa di esistere. Dico solo che c'erano, così come c'erano Agnoletto e Casarini, ed erano in tanti. Tutti perfettamente d'accordo con i loro amici della CGIL, non neghiamolo.

    Il paragone con FI e i nazisti francamenete mi pare quantomeno azzardato. Non ho visto bandiere con croci, svastiche o fasci al congresso di FI, e alla manifestazione del 98 alla quale ho partecipato il massimo erano una quindicina di ragazzotti burini con le loro due bandierone nere che sono finiti in fondo alla piazza. A metà evento se ne sono andati. E sappiamo che il confronto non regge, perchè i noglobal sono in numero molto maggiore rispetto ai nazistelli della destra estrema. E rappresentano una corrente ideologica direi mondiale, mentre i mussoliniani dell'Eur piuttosto che di Civitavecchia al massimo fanno i commessi in un supermercato a duecento metri da casa, con tutto il rispetto per i commessi.

    Alla manifestazione del 27 vedrò, caro lsu, quello che ci sarà da vedere. 100mila, 500mila, un milione, due milioni. Non importa. Sarà un'altra prova di forza, e con questo? Spiegatemi un po', cosa si propone di fare il sindacato con queti bei numeri? Far dimettere il Berlusca? Costringere il Governo a rinunciare ad un passo fondamentale del programma che ha presentato agli Italiani vincendo le elezioni? Che lo dica chiaro e tondo, almeno, così ci sappiamo regolare.

    Rimango convinto che la CGIL da ieri abbia definitivamente scrollato da sè quel poco che le restava di sindacato e si sia definitivamente trasformata in un partito. Pezzotta e quell'altro lo sanno bene, e si sono guardati dal partecipare alle celebrazioni di Cofferati. Avrebbero avuto motivi di ogni genere per scendere in piazza con lui, eppure se ne sono stati a casa e lo hanno pure criticato duramente. Il titolo del Giornale di oggi, seppur filoberlusconiano come d'altronde è e rimarrà, esplica molto bene il concetto: "Un milione in piazza per trovare un lavoro a Cofferati" o qualcosa del genere. Detto molto francamente, al Cinese dei poveri lavoratori gliene frega ben poco. Saluti.

    A tony non ho più intenzione di rispondere, dato che, al pari del mio "vedere komunisti ovunque", lui vede antikomunisti ovunque. E per lui il dialogo si ferma ad un botta e risposta tra sordi. Insulti, prese per il culo, stereotipi peggiori del più asservito bollettino Berlusconiano. Non sa far altro.

    C&C
    Franci

 

 
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