…..è un organo importante del nostro ordinamento. Giudica se leggi siano legittime rispetto alla Costituzione. Giudica l’ammissibilità dei referendum. Giudica sui cosiddetti conflitti di attribuzione tra i poteri dello Stato. Insomma ha un ruolo decisivo nell’armonia del nostro sistema giuridico e della nostra organizzazione politica.
I giudici che compongono la Corte dovrebbero essere quindici, ma in Italia non si sa più nemmeno da quanto tempo ne mancano due perché il Parlamento ancora non li ha nominati.
E’ un guaio.
In primo luogo per il fatto, a dir poco sconcertante, che un organo di questo rilievo è costituito in assenza dei requisiti previsti dalla legge (e non una qualsiasi, ma quella fondamentale).
Ma poi perché, di fatto, è compromessa la garanzia di buon funzionamento della Corte, con la possibilità che manchi il numero minimo di componenti e la certezza, d’altra parte, che i giudici in carica debbano sostenere una mole di lavoro eccessiva. (E’ di questi giorni la mancanza di numero legale per assenze da malattia). Si tratta dunque di una questione di buon funzionamento, oltre che di pura legalità e, aggiungiamo, di decenza istituzionale.
Come mai si è a questo punto? Si è a questo punto perché in Parlamento (ma bisognerebbe dire più esattamente ‘tra i partiti’) non si sono messi d’accordo. Ora giungono le dichiaarazioni dei presidenti delle Camere e del presidente della Repubblica, che sollecitano una soluzione. E c’è voluto l’annuncio di uno sciopero della sete di Pannella perché i vertici istituzionali sentissero l’esigenza di prendere posizione. Ma se dopo mesi e mesi ancora nulla si muove significa che gli auspici e le raccomandazioni non bastano. Di fatto, pare che al centrosinistra non piaccia il candidato del centrodestra (l’ex ministro Filippo Mancuso): cosa che è comprensibile e legittima.
Ma se tieni alla “legalità” non ti limiti a votargli contro: hai il tuo candidato e ti batti per quello, dimostrando che il tuo interesse è di ristabilire la pienezza della Corte piuttosto che fregare l’avversario.
“Legalità”: non c’è parola abbondante come questa nei discorsi di certi politici, specie quelli che secondo cui dal 13 maggio sarebbe cominciato lo sfascio di ogni “regola” in questo Paese. Eppure qui abbiamo un esempio di chiarissima e perdurante violazione di una regola decisiva: che non riguarda poi un’amministrazioncina qualunque, ma un organo di rango costituzionale con attribuzioni importantissime.
L’ha sentito qualcuno il partito della legalità? Macchè.
E i difensori delle “regole”? Niente da dire in argomento? Niente.
C’è da ricavarne qualche buon elemento di giudizio sulla credibilità di questi intellettuali, questi della cosiddetta società civile, questi “democratici adunati” a difesa, pensa un po’, dello Stato di diritto.
In quanto allo sciopero di Pannella, è certamente una iniziativa estrema.
Ma non è forse estrema, innanzitutto, la situazione di illegalità che Pannella denuncia?
Da un articolo di Iuri Maria Prado su Libero di oggi.
Nota: è legittimo che l’ex ministro Mancuso stia sulle palle alla sinistra, principalmente all’ex presidente Scalfaro, che più di sinistra era di ottusissima destra clericale.
Legittimo seguitare a dire “no” al candidato Mancuso qualora vi fossero elementi ostativi alla sua eleggibilità.
Ma niente di tutto questo.
Una squallida manifestazione di arroganza “distruttiva” che ha colpito la “testa della opposizione”.
saluti




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