47 "replies" e nessun tributo per Lennon o Harrison... gli scarafaggi, peace and love, storia della musica... niente...?
Ci penserò io.
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47 "replies" e nessun tributo per Lennon o Harrison... gli scarafaggi, peace and love, storia della musica... niente...?
Ci penserò io.
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sei tu l'esperto musicale....Originally posted by Hicks
47 "replies" e nessun tributo per Lennon o Harrison... gli scarafaggi, peace and love, storia della musica... niente...?
Ci penserò io.
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cmq non so xkè non mi erano venuti in mente....


da www.ciaojazz.com
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Daniel Louis Armstrong era nato in estrema povertà a Jane Alley un via malfamata nel quartiere negro di New Orleans, dove non era difficile imbattersi in risse, ubriachi e sangue. Il padre lavorava in una fabbrica di trementina, mentre la madre faceva la donna di servizio. I genitori si separarono quando lui aveva solo 5 anni e Louis e sua sorella Beatrice si trasferirono con la madre a casa dei nonni in Perdido Street.
Louis crebbe in un ambiente dove viveva una popolazione nera molto variegata, che spaziava dai quasi bianchi di estrazione europea, a quelli più scuri che derivavano direttamente dai loro antenati africani. Questo primo esempio di melting pot, aveva portato una varietà di ritmi e di generi musicali, che variavano dal ragtime al blues, ai frammenti tratti dalle opere, alle musiche per la chiesa ecc. Per i neri di New Orleans la musica serviva da accompagnamento e da stimolo per qualsiasi tipo di attività umana; era utilizzata nelle feste, nelle parate, nei funerali, nei picnic, nei club ecc.
Prima di diventare un musicista, il piccolo Louis cantava e ballava per strada per guadagnare qualche soldo per il pane, con un quartetto di altri bambini andavano a zonzo per la città rinfrescando le notti subtropicali di New Orleans con le loro dolci canzoni.
L'undicenne Armstrong, con la sua faccia rotonda, gli occhi svelti e la bocca grande aveva la capacità di contagiare le persone con la sua simpatia. Così la gente cominciò a chiamarlo Dippermouth e Satchelmouth, che poi sarà abbreviato in Satchmo, un nome che Louis porterà sempre con orgoglio, e che farà scrivere in rosso sulla sua carta intestata.
Poi all'età di 12 anni, la notte di Capodanno, ci fu la svolta della sua vita. A causa di una bravata, lui e suo padre iniziarono a sparare in strada con una rivoltella, non ferendo nessuno, ma facendo un gran baccano. Fermato dalla polizia, Louis fu mandato al riformatorio, il Colored Waif's Home.
Qui conobbe il capitano Joseph Jones, un musicista amatore, che dette a Louis le prime lezioni, prima alla tromba e poi ad una cornetta. Quella cornetta malridotta, residuato di un monte dei pegni, fu il suo primo strumento.
Benedetto da un orecchio perfetto, Armstrong velocemente divenne un virtuoso. Come tutti gli americani anche il giovane Louis aveva i suoi sogni. Di notte giaceva nel suo letto ascoltando Freddie Keppard in strada che suonava la tromba, e sperava di riuscere ad ottenere in futuro quel suono così meraviglioso.
La tecnica di Louis migliorò molto velocemente e presto divenne famoso in tutta New Orleans. Suonava nelle scampagnate per le giovani ragazze di colore, nei battelli sul Mississippi, dove i bianchi non avevano mai visto negri in smoking, o in locali dove i clienti si accoltellavano o sparavano. Una volta fu testimone di un combattimento tra due donne con i coltelli.
Gia dall'età di 14 anni, Satchmo suonava nelle sale da ballo, il suo lavoro però era saltuario ed irregolare, così doveva svolgere altri lavoretti per mangiare: vendeva giornali, lavorava in un caseificio, portava il carbone.
Dopo una di queste giornate di lavoro, Satchmo andò ad un cabaret per ascoltare il suo idolo, King Oliver.
Si presento', lo cobbe, e cominciò a fare delle commissioni per sua moglie, cercando di attrarre l'attenzione del grande musicista, affinche potesse dargli delle lezioni di musica. E fu così che Oliver si persuase ad insegnare a Louis come leggere la musica.
Nel 1917, quando Oliver partì per Chicago, Louis prese il suo posto come cornettista nella band di Kid Ory ed iniziò a prendere consapevolezza delle proprie capacità. Quell'anno sposò una ragazza di nome Daisy Parker, ma il loro matrimonio non funzionò e si ruppe nel 1919. Satchmo allora ritornò a lavorare sui battelli che viaggiavano tra New Orleans e Memphis ed iniziò anche a comporre.
Armstrong aveva solo 22 anni quando il suo mentore, Joe "King" Oliver, gli mandò un telegramma per chiedergli di andare a Chicago a suonare nella sua band, la King Oliver and his Creole Jazz. Louis abbandonò il lavoro con Kid Ory e la Tuxedo Brass Band e prese il treno per Chicago. Arrivò alla Twelfth Street Station il 9 agosto del 1922.
Fu proprio nella Chicago degli anni '20 che Armstrong forgiò il proprio stile e dove si costruì una reputazione. La King Oliver and his Creole Jazz Band, presentò al pubblico il giovane trombettista e lo portò alla conoscenza dei musicisti. Anche il grande Bix Beiderbecke strabuzzò gli occhi quando ebbe modo di vedere ed ascoltare per la prima volta Satchmo.
Due anni dopo Louis si trasferì a New York per suonare con la grande orchestra di Fletcher Henderson. Divenne immediatamente una star, tanto da meritarsi la fama di "Più grande trombettista del mondo". Ma dopo solo un anno fece ritorno a Chicago dove si unì alla band nella quale suonava la sua futura moglie Lil, e dove poi andrà a formare due gruppi che diventeranno importantissimi sia per la carriera di Armstrong che per la storia del jazz: gli Hot Five e gli Hot Seven.
Le 65 registrazioni che Louis produrrà con questi due gruppi sono considerate infatti delle pietre miliari che lasceranno una profonda influenza nelle generazioni successive di jazzisti. Le registrazioni di queste band seminali (le uniche che allora avevano la possibilità di registrare), provocarono il declino dello stile collettivo delle band di New Orleans, a favore di piccole band di musicisti che supportavano una grande solista. La popolarità di Satchmo divenne incredibile; i trombettisti cercavano di mimare il loro idolo, copiandolo nota per nota; persino il linguaggio caratteristico di Louis venne adottato dai più giovani, e termini come "jive" e "mellow", divennero popolarissimi, tra i giovani jazzisti.
Musicisti ed appassionati accorrevano ad ascoltare Armstrong quando suonava dal vivo o acquistavano i suoi dischi. Brani come Cornet Chop Suey o Potato Head Blues, divennero dei clamorosi successi. Nel 1928 si calcolava che Louis guadagnava $200 a settimana. Il suo modo di suonare aveva una libertà ed un trasporto che nessuno riusciva ad eguagliare. Si narra che ad un concerto improvvisò lo stesso tema per mezz'ora, suonando 20 choruses in fila.
Nel 1929 la crescente popolarità di Armstrong come solista e come cantante, lo riportò a New York dove fu ingaggiato all'Harlem’s Connie’s Inn. Quindi arrivarono delle proposte lavorative anche da Broadway, dove fece parte della band che suonava nel musical, Hot Chocolate. Qui ebbe modo di cantare il motivo di successo dello show, Ain't Misbehavin. La canzone fu registrata nel luglio dello stesso anno e divenne il primo vero successo su disco di Louis.
Dopo aver conquistato Chicago e New York, Armstrong fu attratto da Los Angeles, dove fu ingaggiato dal New Cotton Club nel 1930. Qui formò una nuova band della quale faceva parte il giovane Lionel Hampton al vibrafono ed alla batteria. Quindi fece anche il primo dei suoi film hollywoodiani, prima di partire per una lunga tourneè americana di grande successo. Nel 1932 fece il suo primo viaggio in Europa, dove lo aspettava in fremente attesa una immenso seguito di fans; viaggio che poi fu replicato l'anno successivo.
Tornato a Chicago, Armstrong con l'aiuto del trombettista Zilner Randolph, mise insieme una big band, assemblata appositamente per accompagnarlo come solista e cantante. Grazie ai nuovi arrangiamenti di Randolph e ad un nuovo contratto con la Victor, Armstrong registrò nuovamente alcuni dei successi dei suoi Hot Five. Poi dalla fine degli anni '30 fino allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, la big band gradualmente si andò sciogliendo. Il futuro di Armstrong si stava indirizzando verso il ritorno a piccole band, come al suo arrivo a Chicago, e quindi alla formazione del Louis Armstrong All-Stars nel 1947.


<center>John Winston Lennon</center>
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Il 9 Ottobre 1940 a Liverpool nel Maternity Hospital in Oxford Street nasce John Winston Lennon.
I genitori, Julia Stanley e Alfred Lennon, sposatisi due anni prima, si separarono nell'Aprile del 1942 quando Alfred si imbarca per far ritorno nel 1945 con l'intenzione di riprendersi il figlio e di portarlo con sè in Nuova Zelanda.
John, invece, preferisce restare con sua madre che lo affida alle cure di sua sorella Mimì. L'educazione impartita dalla zia, pur amandolo molto è molto severa; lo spirito di John è già di indole ribelle, avido di libertà e di nuove esperienze.
In una sua intervista, John, ricorda che «... In quel periodo i miei svaghi principali consistevano nell'andare al cinema o nel partecipare ogni estate al grande "Galden Party" che si teneva nella locale sede dell'Esercito della Salvezza "Strawberry Fields". "A scuola con la mia banda mi divertivo a rubacchiare qualche mela, poi ci arrampicavamo sui sostegni esterni dei tram che passavano per Penny Lane e ci facevamo dei lunghi viaggi per le vie di Liverpool».
Nel 1952 John si iscrive alla Quarry Bank High School. La madre Julia è forse la persona che più di ogni altra ha spinto il futuro chitarrista a diventare un ribelle e ad insegnargli i primi accordi su un banjo. Famosa è la raccomandazione che la zia Mimì fa a John vedendolo trascorrere gran parte del suo tempo a strimpellare la chitarra: «con quella non ti guadagnarai mai da vivere!"»
La prima apparizione in pubblico dei Quarry Men avviene il 9 Giugno 1957.
Il successivo 9 Luglio nel corso di un concerto che si teneva a Woolton, il loro sound impressiona profondamente uno spettatore di nome Paul McCartney che alla fine del concerto chiede a John di essere sentito per alcuni minuti accompagnandosi con la chitarra eseguendo rapidamente "Be Bop A Lula" e "Twenty Flight Rock". John viene colpito dal fatto che quel ragazzo non solo usa degli accordi che lui ignora, ma anche perchè conosce perfettamente i testi di quelle canzoni.
E così si costituisce il duo Lennon-McCartney e ha inizio quell'avventura musicale chiamata Bealtes.
Il 15 Luglio 1958 la madre di John, Julia, muore investita da un'auto mentre è insieme al figlio. I Quarry man, ora anche con George Harrison, registrano su nastro due brani "That'll be the day" e "Inspite of all the danger" che successivamente vengono trasferiti su cinque acetati, di cui ne sono rimasti solo due in possesso rispettivamente di Paul McCartney e John Lowe.
Nel Dicembre del 1958 incontra e si innamora di Cynthia Powell al Liverpool Art College, la sua nuova scuola.
Nel 1959 i Quarry Men cambiano il loro nome in Silver Beatles e divengono l'attrazione fissa del Casbah Club di Liverpool, gestito dalla madre del nuovo batterista, Pete Best.
Nell'Agosto del 1960 debuttano al Reeperbahn di Amburgo, con un certo Sutcliffe al basso, dove suonano ininterrottamente per otto ore al giorno. Per tenere quel ritmo John comincia a prendere pillole di anfetamina che i camerieri del locale fornivano tranquillamente.
Nel Gennaio del 1961 eseguono il loro primo concerto al Cavern Club di Liverpool.
Il 10 Aprile 1962, Stewart, che nel frattempo era rimasto ad Amburgo, muore per emorragia celebrale.
Il 23 Agosto Cynthia e John si sposano al Mt. Pleasant Register Office di Liverpool.
L'8 Aprile del 1963 Cynthia dà alla luce, al Sefton General Hospital di Liverpool, John Charles Julian Lennon. Comincia per John l'uso delle droghe pesanti.
Nel Novembre 1966 John incontra per la prima volta Yoko Ono, avvenimento che avrebbe cambiato la sua vita. Il 18 Ottobre i due vengono arrestati per possesso ed uso di cannabis. Rimandati davanti alla Marylebone Magistrates'Court, vengono rimessi in libertà dietro pagamento di una cauzione.
Il successivo 8 Novembre John divorzia da Cynthia. John e Yoko si sposano a Gibilterra il 23 Marzo 1969 ed iniziano il loro bed-in all'Hilton di Amsterdam. L'iniziativa, finalizzata a favore della pace nel mondo, ha grande eco sulla stampa mondiale. Come gesto simbolico, inviano un pacchettino contenente "semi di pace" ai maggiori leaders politici mondiali.
John restituisce la sua onorificienza di MBE alla regina, per protesta contro il coinvolgimento inglese nel massacro del Biafra e l'appoggio del governo agli Stati Uniti per la guerra del Vietnam.
Nell'Aprile del 1970 i Beatles si sciolgono ed anche se apparentemente il fatto non lo turba più di tanto, John ingaggia feroci polemiche con il suo ormai ex amico Paul.
Nel suo primo vero lp Plastic Ono Band ci dice "io non credo nei Beatles, io credo solo in me, in Yoko e in me, io ero il tricheco, ma ora sono John, e così cari amici dovete solo andare avanti, il sogno è finito".
Nel disco successivo, Imagine, John si scaglia apertamente contro Paul McCartney con il durissimo testo di How do you sleep?: "Il suono che produci è musicaccia per le mie orecchie, eppure dovresti aver imparato qualcosa in tutti questi anni".
Nell'Aprile del 1973 John e Yoko comprano un appartamento al Dakota nella 72^ strada di New York di fronte a Central Park, dove vanno a risiedere; John nel frattempo ha grossi problemi col governo federale per il riconoscimento della cittadinanza americana, tra l'altro viene controllato dagli agenti della C.I.A. per il suo impegno politico.
Nella seconda metà dello stesso anno John e Yoko si separano. John si trasferisce momentaneamente a Los Angeles ed intreccia una relazione con May Pang, segretaria di Yoko. La separazione si interrompe più di un anno dopo, quando i due si rivedono in occasione dell'apparizione di John al concerto di Elton John al Madison Square Garden del 28 Novembre 1974.
Un'altra tappa fondamentale della breve vita di John è costituita dalla nascita del suo secondo figlio; in concomitanza col suo trentacinquesimo compleanno, il 9 Ottobre 1975 Yoko Ono dà alla luce Sean Taro Ono Lennon.
Da ora in poi dedica tutta la sua vita alla famiglia, accumulando materiale per nuove canzoni, finchè l'8 Dicembre 1980 John Lennon fu ucciso.
Il recente positivo incontro tra Yoko Ono e Paul McCartney e la definitiva distensione dei rapporti reciproci, sono stati preludio a positive novità per i fan dei Beatles come la pubblicazione del lungometraggio in video Anthology e le tre raccolte discografiche omonime. In realtà c'era stato un certo avvicinamento tra John e Paul in quegli ultimi anni, ma si era trattato più che altro di contatti telefonici e di incontri molto sporadici.
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<center>Insieme a Yoko Ono</center>


non male come biografia...


Non l'ho scritta io, naturalmente![]()
Mi sono dimenticato di citare la fonte, lo faccio ora:
http://www.akkuaria.com/sezione_musi...ale_lennon.htm
Ci sono anche altre cosine interessanti su lennon e soci, più foto e curiosità; se vi interessano i fab four fateci un giro.


ed io che pensavo ti fossi prestato come nel caso del "gioiello pazzo"....


Le mie conoscenze biografiche dei grandi della musica, ad eccezione dei Pink Floyd, non sono tali da permettermi di scrivere una cosa attendibile o interessante, preferisco affidarmi a chi ne sa più di meOriginally posted by demian
ed io che pensavo ti fossi prestato come nel caso del "gioiello pazzo"....![]()
Bird era più su della luna
Bird vagava anche sui tetti
Come uno strano monaco si inchinava
Sax in mano, alto sopra tutti
A guardare quella gente sotto
Con strani occhi socchiusi
Dicendo fra sé "sì, sì"
Come se niente contasse,
assolutamente niente.
(Gregory Corso)
Charlie Parker nasce da una modesta famiglia il 29 agosto 1920 a Kansas-city, città sobborgo, e si trasferisce molto giovane nell’omonima grande città oltre il fiume Missouri.
Il padre, un guitto scioperato, abbandona la moglie e il figlioletto ancora in tenera età.
Charlie frequenta per qualche anno la Lincoln High School senza grande entusiasmo e si accompagna con gente della peggior risma del sottomondo di Kansas-city, intrufolandosi nei cabaret del quartiere nero per ascoltare le orchestre di jazz.
A 15 anni era già sposato con una ragazza di 19, aveva già fatto le prime esperienze con la droga, aveva abbandonato la scuola e poteva così essere considerato un musicista professionista: mediocre sassofonista che utilizzava uno sgangherato sax, regalo di sua madre.
I suoi maestri, pur involontariamente, erano Lester Young e Buster Smith, già affermati musicisti.
Il potente Tom Pendergast copriva e gestiva innumerevoli affari (leciti e non) a Kansas-city in quel periodo, tra i quali la conduzione di parecchi locali di malaffare.
In questi il giovane Charlie iniziava le esibizioni sul palco con l’orchestra di Lawrence Keys (1934) e successivamente con quella di Tommy Douglas, ma la sua vera scuola erano le jam-session, a quei tempi frequentissime.
Nel 1937 era già considerato un sassofonista di rilievo, con una sonorità "nitida e senza molto vibrato. Le sue idee erano ancora bizzarre – roba come i raddoppi del tempo e certe strane modulazioni fuori tonalità – ma ora avevano un senso." (Gene Reney); " Charlie era in grado di reggere il confronto con colleghi più anziani, alcuni dei quali avevano già anni di esperienza nelle grandi orchestre. Era uno strano ragazzo, molto aggressivo e informato su ciò che succedeva." (Jay McShann).
Era convinto di essere il più grande sassofonista del mondo, tanto da essere già sulla via di diventare il – carismatico egemonico – degli anni maturi.
A 18 anni aveva già moglie e un figlio, ma ciò non gli impedì di trasferirsi a Chicago (viaggiando clandestinamente su un carro merci) e poi a New York dove dorme di giorno da un amico e suona di notte al Clarke Monroe’s.
I ragazzi cominciavano ad ascoltarlo molto attentamente.
Lavorò come sguattero anche al Jimmy’s Chicken Shack, dove andava soprattutto ad ascoltare Art Tatum, vera attrazione del locale. Andato Tatum se ne andò anche lui.
Tornato a Kansas-city per i funerali del padre suona nell’orchestra di Harland Leonard, giusto il tempo per tornare a New York.
Pochi mesi più tardi era di nuovo con Jay McShann, dove suonò a lungo.
Fu un periodo di grande entusiasmo per Charlie: suonava sempre e dappertutto, ricevette solo critiche molto positive da parte degli addetti ai lavori ed incise le sue prime cose (1940-41).
Memorabile il concerto dell’orchestra di McShann con Charlie al sax nel febbraio del 1942 al Savoy di Harlem; lasciato McShann nell’estate del ’42 torna a suonare al Milton’s ed alla Clarke Monroe’s Uptown House, dove conosce molta gente e spende tutto quello che ha per soddisfare la sua tossicomania.
Charlie incuriosiva perché faceva cose diverse dagli altri: era hip. Soprattutto a causa dell’eroina, che era diciamo "abituale" nel ghetto, ma praticamente sconosciuta per i Jazzmen.
Tramite un amico comune riesce a farsi assumere nell’orchestra di Earl Hines, dove si distingue per la sua indisciplina: spesso non si presenta alle prove e, se è sul palco, si appisola. Ma Hines, pur multandolo ogni volta, lo tenne con sé con affetto, fino a quando Charlie se ne andò spontaneamente.
Le grandi orchestre non erano più per lui: Charlie sapeva che il futuro sarebbe stato nei localini della 52esima strada di New York.
(continua)
Il suo trampolini di lancio fu Al Three Deuces dove ebbe modo di misurarsi con ottimi musicisti e da dove uscirono le prime registrazioni significative: dal settembre ’44 ai primi mesi del ’45 incise Red Cross (sugli accordi di I Got Rhythm), poi al fianco di Gillespie per l’etichetta Guild Groovin’ High, Dizzy Atmosphere e All The Things You Are. Dopo pochi mesi Salt Peanuts, Shaw ‘Nuff, Lover Man (con Sarah Vaughan) e Hot House, tutti manifesti del nuovissimo jazz. Dal giugno all’autunno del ’45 realizzò probabilmente la sue migliori sedute con Gillespie: Halleluyah, Congo Blues, Get Happy e poi Billie’s Bounce, Now’s The Time e Ko-Ko considerato da molti il suo capolavoro.
Ma non c’era accettazione da parte del grande pubblico, solo gli hipsters e pochi musicisti di idee aperte applaudivano alle esibizioni di Bird e Gillespie.
Charlie aveva tuttavia diverse maniere per dimenticare gli insuccessi di pubblico: la droga e le donne. Le sue performance sessuali avevano dell’incredibile. Quando stava con Hines si sposò con Geraldine Scott, da cui si separò presto. Conobbe poi, amandole alternativamente, Doris Snydor (che avrebbe sposato più tardi in Messico dimenticando di non aver divorziato da Geraldine) e Chan Richardson (una ballerina bianca) con cui visse more uxorio negli ultimi anni di vita.
Bird era anche un gran mangiatore e un gran bevitore: i suoi appetiti erano insaziabili e le sue sbronze da antologia.
Era sempre in caccia di qualche spicciolo per soddisfare i suoi innumerevoli vizi e purtroppo, essendo anche un meraviglioso musicista di jazz, fece dei proseliti, cosa di cui ebbe modo di rammaricarsi in seguito.
Negli anni in cui Parker visse non c’era orchestra, nera o bianca, nelle cui file non figurasse un junkie (drogato) con i problemi che ne seguivano.
Chi ascoltò Parker in quelle settimane al Billy Berg’s di Hollywood rimase molto impressionato dai continui sbalzi di forma e di umore del sassofonista, che poteva fare della musica eccellente, apparire sereno, cordiale, e, subito dopo, mostrarsi aggressivo, irascibile, e pessimo musicista. Gli riusciva difficile trovare la droga, più difficile che a New York: questo era il suo problema.
Glielo risolse un ex-sassofonista ora spacciatore e drogato: Dean Benedetti, letteralmente estasiato dalla musica di Bird, gli fece conoscere il "contatto", ovvero l’individuo che poteva in qualsiasi momento rifornirlo di droga. Si trattava di Moose the Mooche, tipaccio poco affidabile, ma che Charlie ammirava considerando che gli dedicò un brano e gli concesse il 50% delle royalties.
Nel febbraio del ’45, terminata la scrittura al Billy Berg’s Dizzy e compagni si accingevano a tornare a New York, ma Charlie non era con loro. Aveva rivenduto il biglietto, preferendo un modesto ingaggio al Finale, piccolo locale di Little Tokyo (Los Angeles).
In breve il Finale divenne il fulcro della musica jazz dell’ovest. Fu lì che Russell si convinse che Bird era l’uomo che gli occorreva per la sua nuova etichetta di dischi.
Il periodo di grazia di Charlie fruttò alla Dial (l’etichetta di Russell) delle ottime registrazioni: Moose The Mooche, Yardbird Suite, A Night In Tunisia e Ornithology.
Questo periodo non durò a lungo, però. Chiuso il Finale a causa di una retata, Parker e gli altri musicisti perdettero il lavoro e, per Bird ancora peggio, il rifornimento di droga.
Per un certo periodo non si seppe più nulla di lui. Lo ritrovò per caso Howard McGhee, noto trombettista del complesso di Hawkins: Charlie aveva tentato di sostituire l’alcol alla droga con risultati catastrofici. Howard cercò di aiutarlo ospitandolo a casa sua e facendolo tornare a lavorare al Finale, rilevato da lui stesso.
Alla fine di luglio Russell, assillato da Parker, si lasciò convincere a riunire un complessino per una nuova seduta d’incisione. Mise nella cabina di controllo uno psichiatra e un giornalista oltre ai tecnici.
Cominciò così la più drammatica seduta d’incisione del jazz, tante volte raccontata. Parker stava male, sudava copiosamente e non riusciva a controllare i movimenti. Registrò con fatica Max Is Makin’ Wax poi, su richiesta di Charlie, fu inciso Lover Man.
Afferma Jimmy Bunn: "La sonorità di Charlie si era rinfrancata rispetto all’altro pezzo. Era stridente, piena di angoscia. In essa c’era qualcosa che spezzava il cuore. Le frasi erano strozzate dall’amarezza e dalla frustrazione dei mesi passati in California. Le note che si susseguivano avevano una loro triste, solenne grandiosità."
Quella registrazione rimase negli annali della musica jazz, ma Russell (comprensibilmente) esitò molto prima di pubblicarla.
Subito dopo la registrazione Charlie fu portato nell’alberghetto in cui alloggiava per farlo riposare.
Ma Bird era fuori di senno. Dopo un violento alterco nella Hall venne chiuso nella sua stanza, e solo con l’intervento della polizia si riuscì a fermarlo con uno sfollagente.
Lo ricoverarono nel reparto psichiatrico della prigione di contea. Da lì fu trasferito al Camarillo, un manicomio situato ad un centinaio di chilometri da Los Angeles.
Dopo sei mesi di degenza la commissione decise che Charlie poteva uscire.
Ricominciò a suonare a fianco di McGhee, e riprese a bere. Tentò anche per un po’ di astenersi dall’assumere droghe e per un po’ ci riuscì. Poi decise improvvisamente di tornare a New York.
(continua)