





In ogni caso:
Ancora Pietroburgo
La via sprofondò come il naso d’ un sifilitico.
Il fiume era lascivia sbavata in salive.
Gettando la biancheria sino all’ ultima fogliuzza,
i giardini si sdraiarono oscenamente in giugno.
Io uscii sulla piazza
a mo’ di parrucca rossiccia
mi posi sulla testa un quartiere bruciato.
Gli uomini hanno paura perchè dalla mia bocca
penzola sgambettando un grido non masticato.
Ma, senza biasimarmi nè insultarmi,
spargeranno di fiori la mia strada, come davanti a un
profeta.
Tutti costoro dai nasi sprofondati lo sanno:
io sono il vostro poeta.
Come una taverna mi spaura il vostro tremendo giudizio! Solo, attraverso gli edifici in
fiamme,
le prostitute mi porteranno sulle braccia come una reliquia
mostrandomi a Dio per loro discolpa.
E Dio romperà in pianto sopra il mio libriccino!
Non parole, ma spasmi appallottolati;
e correrà per il cielo coi miei versi sotto l’ ascella
per leggerli, ansando, ai suoi conoscenti.
Museo di Majakovskij a Mosca






Muri d’assenzio dentro di noi,
Sorgeva un alba livida.
Dal fronte del porto il fuoco iniziò,
Sgomenti e scaltri sguardi che
Ci si scambiò.
Ma non si tremò, benché sbronzi.
Una compagine strana, la Legione Fiumana,
Con l’ardore incosciente che trascende il presente,
Gioia, bestemmia e abbandono in un unico dono,
Che degnifica al pari Patria e donne volgari.
Però di quante tormente sono stato sorgente,
Sul bordo di quanti vulcani mi sono bruciato le mani,
Quali alcove agognate nottetempo ho violate,
Vita come incursione e sedurre è un’opzione.
Muri d’assenzio e tabacco per noi.
Quel forte e buon macedone,
Un sogno che sfuma nel piombo, si sa,
Val bene un’avanguardia estetica,
Ma ora è la Realtà … All’armi!
Ma già l’artiglieria il sogno spazzava via.
Tra la folla impazzita io la scorsi, smarrita.
La bruna avventuriera con la bocca da fiera,
Disse: “Maggiore, io resto. Dove è Lei lì è il mio posto”.
Ed io: “Si metta in salvo, tra un po’ qui farà caldo”.
Ci fu un unico bacio, ne ebbi il sangue incendiato,
“Ora vada, perdio! Che qui è affare mio,
E, se il Cielo ci assiste, ci vedremo a Trieste”.
Col suo profumo ancora nelle nari
Incontrai il mio destino con tanti miei pari,
E un’ infilata di “fuoco fratello”
Mi colse di schiena e mi snudò il cervello…