La Donna dell'ABF è una divoratrice d'anime, un gorgo di tenebra, una zona oscura che proietta follia e maledizione.


La Donna dell'ABF è una divoratrice d'anime, un gorgo di tenebra, una zona oscura che proietta follia e maledizione.
Preferisco di no.




Giacchè l'abbiamo buttata sul poetico,vi posto un mio parolibero...attenzione al passo in cui nomino la droga pakistana, sotto il cui influsso ( scherzo naturalmente,ma così pare..)ho scritto questo bislacco componimento post-futurista se così si può definire...
"ATLANTIDE"
Venti da ponente soffian freddi all'orizzonte squarciato da nubi
profondo rosso, mentre di sera tace gemente nell'uniformità dello
spazio amorfe, intemperato, uno stuolo di volpi assassine, spinte dal
ludibrio d'odi barbare, assuefatte da droga pakistana, confondendosi
fra mitraglie e passaporti statunitensi, perdendosi nel lieto mar
gemente che sta in fra le terre irredente, onde scopa deforme spazza
piaceri e voglie di convogli militari e pin up di burlesque, perdendosi
nel selciato stellato di mille zanzare anemiche nell'iperspazio
atlantideo, sfiorando le colonne d'Ercole, là dove finisce il mondo e
inizia l'infinito mistero.
"Non posso lasciarti né obliarti: / il mondo perderebbe i colori / ammutolirebbero per sempre nel buio della notte / le canzoni pazze, le favole pazze". (V. Solov'ev)




La droga pakistana è ottima![]()
Gli Arya seggono ancora al picco dell'avvoltoio.
Vero, ma non dimenticare la materia prima dell'Opera.
Ossia la Resurrezione, che i più costanti tenaci arditi-futuristi raggiungeranno dopo lunghe immense dolorose traversie. Ma rarissimi anche tra di loro. Alla fine si dirà solamente "è stato fatto quel che doveva esser fatto".....

