Necessità assoluta di esasperare nella donna l'amore del pericolo. Occorre tuttavia che la donna non si accorga della nostra preparazione astuta.
Necessità assoluta di esasperare nella donna l'amore del pericolo. Occorre tuttavia che la donna non si accorga della nostra preparazione astuta.
E certo che le donne veramente donne, cioè ricche di animalità magica e trascendentale, lunare e solare, amano il pericolo e coloro che ne fanno il loro ambiente abituale. Io non voglio qui fare l'apologia del coraggio ABF, assolutamente. Siamo patrioti italiani, e tanto basta.
Se c'è una parola che mi pervade l'animo quando penso a O, questa è pudore. Sarebbe troppo arduo motivarla. E quel vento che corre incessante, che attraversa tutte le stanze. Così soffia anche in O uno spirito, non saprei dir quale, sempre puro e violento, senza tregua, senza ombre. Uno spirito decisivo, che nulla può turbare, né i sospiri né gli onori, né l'estasi né la nausea. L'"Histoire d'O", dall'inizio alla fine, procede come un'azione travolgente. Evoca un discorso più che una mera effusione; una lettera più che un diario intimo. Ma a chi è indirizzata la lettera? E chi vuole persuadere il discorso? A chi domandarlo? Non so neppure chi lei sia. Che lei sia una donna, non lo dubito minimamente. Non tanto per i particolari che si compiace di descrivere: le vesti di satin verde, i corsetti, le gonne arrotolate più volte, "come un ricciolo su un bigodino". Ma per il fatto che O, il giorno che Rene le infligge nuovi supplizi, mantiene una sufficiente presenza di spirito per osservare che le pantofole dell'amante sono sgualcite, bisognerà comperargliene di nuove. Ecco quel che mi sembra pressoché inconcepibile. Ecco quel che un uomo non avrebbe mai notato e, comunque, non avrebbe mai osato dire. (Jean Paulhan)
"Non ricordo precisamente la regione di provenienza, nè se fosse slava o mongola, o nemmeno se fosse una perfetta sintesi dei due poli. Esplosi come gettito di voluttà nel suo corpo scolpito da celesti Deità.
Ricordo solo - oltre alla sua maggiore età e al passo cadenzato come musica divina - la sensazione di orrore metafisico, di assurdo esistenziale, quando, appena adolescente, presi coscienza che non l'avrei mai più riveduta. Che era una semplice avventura di uno Notte intera. Che sembrava però essere Eterna. Lo era realmente, come percepii anni dopo.
Ritornare tanti mesi dopo in quel maestoso Hotel per vecchi burocrati di Partito nel sud di ....., significava far riapparire di colpo questo orrore totale, questa paura originaria della Vita, questo vuoto metafisico.
Ci si sentiva gettati nella Vita. Ma non si voleva più vivere. Un lucido annientamento magico della debole anima, priva del supporto magico del metacentro. Cioè dell'Io sono. Smarrito a me stesso, affogavo senza meta nel freddo originario della Città".
Per chi è esasperatamente interessato a tali questioni, consiglio come inizio basilare: La Cittadella, n. 8 dicembre 2002, in quanto contiene lo scritto di Pio Filippani Ronconi: I consigli per la vita militare'.
Ma solo se siete esasperatamente interessati a tali questioni, e ne avete bisogno come un tizio che sta sott'acqua vuole assolutamente l'aria.
Se si tratta di mera curiosità lasciar perdere è l'ideale.
O anche se si dovesse trattare di libresco dialettico interesse.
Lo dico solo a fin di bene.
"Non è comodo incarnarsi in una Nazione che bisognerebbe prendere a calci nel sedere, però bisogna che qualcuno lo faccia".
(Da un'intervista a Pio Filippani Ronconi )


Il giorno dell'arruolamento, poco dopo l'8 di settembre
Signore, io sono un patrizio romano. E in questo momento il mio onore e quello della mia nazione mi costringono, anche se non avessi desiderio di farlo, a chiederle di poter prendere le armi”...
..."Siccome avevo i capelli biondi e gli occhi chiari i tedeschi mi scambiavano per uno di loro e mi chiedevano - Bist du deutsch?
- Nein, ich bin ein romischer patriktius!"
Rivendicare fieramente la propria Italianità di fronte a chiunque e ovunque. Anche e soprattutto a chi - forse - a noi superiore!
La Donna deve assolutamente risentire di questo maschile orgoglio virile italiano che riflette il volere del Dio d'Italia
Peraltro il Professore preciserà anni dopo di essersi arruolato in un reparto germanico solo per caso, in quanto era il primo che gli passava vicino....
Feci con lui il mio primo incontro verso la fine degli anni '80, ad una conferenza che verteva su La via della realizzazione di Sé secondo i misteri di Mithra, organizzata e tenuta presso l'allora sede della Fondazione Evola.
Larga parte della conferenza fu svolta parlando del Graal, del culto della Donna di comunità quali ad esempio quella Catara e quella dei Fedeli D'Amore, per poi concludere la conferenza parlando con immenso affetto di quello che il Professore considera il "suo Maestro", ossia lo Scaligero, che dedicò il suo ultimo studio meditativo all'argomento de "L'Iside Sophia".